![]() |
| Per chi si fosse perso il perdibilissimo film, si tratta di un'immagine de "Il ritratto di Dorian Gray". |
In questi giorni di assoluto (per me) caos, ho scovato su fb un post molto carino: cose che provano che sei terribilmente vicino ai 30 anni.. Con mio sommo orrore mi sono resa conto che vengo colta in fallo in quasi tutti i punti (quelli che eludo sono principalmente cose di cui non me ne è fregato nulla). Che fossi sulla soglia dell'età adulta me ne ero resa conto già l'anno scorso, quando ad un Capodanno ad Amsterdam a fare mille pazze pazze follie con l'amica fricchettona che ognuno di noi ha, ho preferito Siena con tanto di abbontante visita ai monumenti. Il momento in cui preferisci una città d'arte ad un ostello con camerate da sedici, ubriacature moleste e notti deliranti, è il sintomo più chiaro che l'età adulta sta arrivando.
Qualche tempo fa su anobii avevo avuto una discussione con un ragazzo di 16 anni che non era concorde con la mia recensione di un libro, gli dissi che a mio parere non poteva essere obiettivo perché non aveva l'età giusta per capire. Se la prese malissimo perché pensò che lo trattassi da cretino (io alla sua età avrei fatto la stessa cosa), ma è una questione di cui sono convinta: certi libri, certe canzoni, certi argomenti li capisci e li apprezzi solo se capitano all'età giusta.
Se leggi troppo presto un libro non lo capisci fino in fondo, se lo leggi troppo tardi è ancora peggio perché hai perso il sacro momento e non tornerà più.
Io non sono della scuola di Giorgio Faletti, le cui parole, poste dietro alla sua ultima umilissima biografia "Re Giorgio" recitano: "Mi sento un ragazzino. Sul mio epitaffio scriveranno qui giace Giorgio Faletti, morto a 17 anni. Ho tanta energia e voglia di mettermi in gioco. Non ho paura di rischiare."
Questi sessanta-cinquanta-quarantenni che si sentono tanto ragazzini sono secondo me la rovina del mondo. Se hai 40 anni devi sentirtene 40 e non vuol dire che ti senti vecchio, ma che sei una persona che si comporta, pensa, cresce e legge come un quarantenne, altrimenti è un attimo che mentre gigioneggi in giro surfando come un diciottenne, il mondo fallisce.
Vabbeh, tutto questo per dire cosa? Che ci sono dei libri che, se siete prima della fatidica linea di demarcazione dei 30 anni dovete assolutamente avere GIA' letto. Dopo, fidatevi di me, sarà troppo tardi. Ma andiamo a vedere i casi più comuni.
IL GIOVANE HOLDEN:
Il giovane Holden fa parte di quei libri che sarebbe meglio leggere prima dei 25 anni addirittura, dopo se ne apprezza la scrittura, ma certo non il contenuto. I romanzi di formazione danno il meglio di loro se sei ancora dentro alla fase di trasformazione (anche se ritieni che non ti riguardi o non te ne rendi conto), altrimenti rischi persino di cadere nella trappola del vegliardo che giudica il protagonista. "Eh, figlio mio, ma pure te, non lo capivi che il professore ci stava a provà?" "Ragazzo mio, ma tutti questi problemi dai a tua madre con le disgrazie che ha avuto?".
Il romanzo di formazione contiene anche un errore inverso: leggere troppo giovani un romanzo di formazioni future.
Lessi anni fa, inconsapevolmente, "Solitudini imperfette" di Andrea Mancinelli. Dovevo rendermi conto che era un errore sin dalla copertina con un triste spazzolino abbandonato nella penombra. Una tragedia in cui un fresco trentenne fa tutto quello che ci aspetta da lui nella Milano da bere: il manager, tanto sesso, tanti aperitivi e tanti rimpianti. Ah, se non mi fossi lasciato sfuggire l'amore della mia vita! Ah, se non fosse morto il mio migliore amico! Una Caporetto dei trent'anni in piena regola. Appena chiuso, speravo che per me non arrivassero mai, anche se l'unica alternativa era la tomba.
HARRY POTTER:
Ok, lo so, ci sono diverse correnti di pensiero al riguardo, ma secondo me Harry Potter va sicuramente letto prima dei trent'anni. Alla stregua de "Il piccolo principe" sta diventando una di quelle saghe feticcio del cliente che non smette MAI di sognare. Se ritenete a 40 anni che il vostro libro preferito sia "Harry Potter e la pietra filosofale" c'è qualcosa che non va e non perché non mi piacciano strillettere e caramelle tutti i gusti più uno. Harry Potter è il classico libro senza sottotesto: vuole significare solo ciò che è. Ha tanta fantasia, ma nessun messaggio particolare. Sì, il bene vincit omnia, Harry Potter sopravvive grazie all'amore di sua madre e l'amicizia è il vero collante della vita, ma queste sono verità assolute che valgono solo se hai meno di una certa età, dopo sai benissimo che non è così e certo non perché di colpo diventi cinico. Minerva McGrannitt non ha problemi sentimentali e manco una vita privata e non è nemmeno la metafora di un sentimento o di un'idea superiore. Hermione Granger si sposa col suo migliore amico e diventa un pezzo grosso del ministero della magia, non ha intralci nel suo luminoso cammino. Harry ha una cotta della bandiera per Chang prima di accasarsi in via definitiva a 18 anni. Voldemort è kattivo perché aveva un problema col padre e perché era kattivo, ma non ha una vita interiore di nessun genere.
E', manco a dirlo, un libro per bambini al massimo ragazzi (sono pure generosa a metterlo prima dei 30, andrebbe letto prima dei 20).
LA TRILOGIA DI ITALO CALVINO:
E' INDISPENSABILE leggerla prima dei trenta. Non perché Calvino non sia bello dopo, Calvino è bello sempre. Semplicemente non ci si può appassionare con lo stesso struggimento, partecipazione e convinzione alle tre storie allegoriche. Qui c'è il sottotesto che manca ad Harry Potter, ma è un sottotesto che si può apprezzare pienamente solo prima che la vita venga a convincerti che no, le cose non funzionano proprio così. Puoi forse capire la magia della frase che tutti gli adolescenti vittime delle letture scolastiche (di cui io sono una fervida sostenitrice) si sono prima o poi scritti sul diario: "Certe volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane"?
No, un trentacinquenne non può più (può rimpiangere di non averlo fatto prima) e in realtà neanche il sedicenne col diario capisce le tanti sottili metafore de "Il barone rampante" apocalittica metafora su chi è disposto a modellare pervicacemente la propria vita secondo un'idea o una vocazione inoppugnabili. Quanti ci riescono? Quanti anni si hanno a disposizione per non leggere "Il barone rampante" con la spinta a voler fare sempre meglio, a seguire le proprie convinzioni, a fronte del tempo sterminato che ci resta per rimpiangere di non averlo fatto?
IL SIGNORE DEGLI ANELLI:
![]() |
| Ecco papabili risultati di una tarda lettura di Tolkien. |
In verità "Il signore degli anelli" è un libro che va maneggiato con cura. Sarebbe meglio leggerlo prima dei trenta perché si è ancora abbastanza lucidi da prenderlo per quello che é: un libro di fantasia.
Dopo una certa età, quando si è ormai disposti ad attaccarsi a tutto pur di trovare un senso alla propria vita, rischia di diventare una guida per l'esistenza per più di una persona. I casi clinici al riguardo possono diventare due: il nerd in età avanzata o l'uomo (principalmente son uomini le vittime) convinto che Tolkien ne sappia più della Bibbia.
Il Nerd in età avanzata, convinto che debba trovare una passione che dia una sferzata di energia alla propria esistenza, se non si dà all'oratorio può trovare grandi alternative nel grande mondo degli appassionati del fantasy, una congrega di cui parlerò, aperta e criptica al tempo stesso, che parla solo nel linguaggio cifrato dei giochi di ruolo. Se un trentacinquenne legge Tolkien e in contemporanea un suo amico gli fa conoscere Dungeons&Drangons è un secondo che inizierà a cadere in un vortice che implicherà "Il trono di spade" (altro grande portale per entrare nel mondo degli old nerd), "Star Trek", "Star wars", modellini per giocare a Warhammer e vestiti per picchiarsi nei boschi vestiti da elfo.
L'uomo convinto che Tolkien ne sappia più della Bibbia, mantiene invece un comportamento più composto, ma rischia di citarti il sommo nelle occasioni più imprevedibili, per poi scuotere saggiamente la testa quando cerchi di comunicargli che, passi "Il signore degli anelli", ma "Lo Hobbit" è davvero un libro per bambini.
Stolti, siamo solo degli stolti ai suoi occhi.
E voi? Ritenete ci sia qualche libro da leggere assolutamente prima dei trenta? Comunicatemelo che inizio a darmi da fare!































