E finalmente sono tornata a fare il mio dovere scrittorio post-feriem.
sul Corriere in cui alcuni zelanti genitori del liceo classico Giulio Cesare di Roma pare abbiano denunciato alcuni insegnanti per aver letto brani tratti dal libro di Melania Mazzucco "Sei come sei". Pietra dello scandalo: una scena di sesso omosessuale.
Oooooh povere inermi, candide creature. Immagino questi 14-16enni ignari del mondo, del sesso e della vita, che mai guardano la tv, privi di una connessione internet (ovviamente ignorano l'esistenza di Youporn che scherzi) e degli occhi per notare le innumerevoli pubblicità a sfondo sessuale che tappezzano Roma. Questi angeli che neanche avranno mai dato un bacio a stampo, presi tra le grinfie di tremendi professori, che peraltro avevano proposto la storia nell'ambito di un progetto dell'Unar, l'ufficio nazionale antidiscriminazionale razziale.
Sulla scia dei genitori si sono immessi anche alcuni studenti dell'associazione Lotta Studentesca che hanno esposto il significativo striscione: "Maschi selvatici non checche isteriche".
Le mie reazioni sono state varie. In primis mi sono domandata: ma questa gente sa che in libreria non c'è l'obbligo della maggiore età per acquistare un qualsivoglia libro? Un qualsiasi undicenne potrebbe comprarsi il Kamasutra senza alcun problema.
Poi, mi è venuto il mente il caso Braibanti.
Ve lo ricordate? Io no ovviamente visto che non c'ero ancora, ma ne venni a conoscenza quando lessi alle superiori i libri di Pasolini. Il povero Braibanti, morto peraltro a inizio di questo Aprile, era un professore, drammaturgo e scrittore, ex partigiano e comunista, reo, ad un certo punto della sua vita, di essere andato a vivere con un ragazzo di buona famiglia di ben ventitrè anni.
Erano entrambi omosessuali e maggiorenni, ma i cari genitori del giovane non solo non presero bene la cosa, ma non accettarono che il figlio potesse essere omosessuale senza che qualcuno lo avesse convinto, anzi plagiato.
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| Aldo Braibanti |
Vi era infatti nell'ameno codice fascista Rocco un reato che era stato introdotto e mai utilizzato: il plagio. Ebbene, venne tirato fuori in grande spolvero per l'occasione, Braibanti messo sotto processo e il ragazzo portato in manicomio a tirargli fuori a suon di elettroshock che era stato ignobilmente plagiato dallo scrittore.
L'eco dell'avvenimento fu internazionale e, nonostante il ragazzo continuasse ad affermare di aver fatto tutto di sua volontà e le barricate degli intellettuali, Braibanti venne condannato.
C'è un piccolo particolare in codesto processo che si intreccia fatalmente al comportamento di questi solerti genitori capitolini: quando il ragazzo venne dimesso dal manicomio, tra le clausole per la sua libertà ebbe l'obbligo di non leggere libri che avessero meno di cento anni.
E quel che mi domando è: ma i medici di allora, i genitori di questo ragazzo e i genitori degli allievi del Giulio Cesare, hanno mai letto quello che generalmente viene studiato al liceo classico? Perché direi che se si sono preoccupati della Mazzucco e non di tutto il resto, forse, c'è qualcosa che gli sfugge.
Dite che una rinfrescata a questi padri e madri tutti casa e chiesa, ma a quanto pare pochi libri, bisogna dargliela? Io direi di sì!
AUTORI GRECI E LATINI:
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| Tomba del tuffatore a Paestum. Se non ci siete ancora stat* andateci! |
Per stare sicuri sulla chiusura mentale di tutto e tutti, ma soprattutto per non leggere scene di sesso esplicito, allora la cosa migliore è vietare la lettura di tutto quanto è stato prodotto dai pittogrammi in poi.
I greci e i romani tanto per cominciare avevano una vita sessuale a dir poco piena e variegata. Soprattutto i greci non andavano per il sottile. Sanno i quieti genitori dell'esistenza delle falloforie, processioni in cui questo fantastico popolo portava enormi falli in trionfo? E conoscono quel capolavoro che è l'"Antologia Palatina"? Ben due libri (il V e il XII) sono dedicati al sesso, uno a tematica omosessuale e uno eterosessuale.
Posso assicurare che c'è di tutto: poeti che si portano a letto intere famiglie, prostitute bambine, ragazzini il cui maggior pregio è non avere ancora i peli sul sedere (non è volgarità, ma una delle preoccupazioni più grandi dei poeti che amavano minacciare i ragazzi che gli si negavano ricordando loro che allo spuntare del fatale pelo nessuno li avrebbe più voluti). Sesso orale, anale, orgie, prostitute sacre, tutto senza lasciar spazio all'immaginazione. E i romani, che pure degli amori omosessuali si vantavano di meno, non è che le mandassero a dire. Il tenero Catullo con le sue migliaia di bacetti, scriveva anche cose esplicite, come "A voi lo metto in culo e in bocca", senza contare di tutta l'ironia che solo un quindicenne può fare sul famoso passero che Lesbia teneva in grembo e con cui giocava tanto. E, genitori cari, avete mai preso in mano gli "Epigrammi" di Marziale?
BOCCACCIO e L'ARETINO:
Anche nell'oscuro medioevo (e post) esistevano e pubblicavano uomini che non le mandavano a dire, primi tra tutti il caro Boccaccio appunto e Pietro l'Aretino.
Nel "Decamerone" in cui dieci giovinetti si ritiravano in campagna per fuggire alla peste, ci sono storie che adesso sarebbero perseguitate dal Moige, come quella di Masetto da Lamporecchio che entra in un convento di monache vogliose e riesce a soddisfarle tutte, badessa compresa. O tanto per rimanere in tema religioso "La badessa e le brache del prete" in cui viene portata a giudizio ad una badessa una monaca trovata in atteggiamenti amorosi con un giovine. Piena di amore, ma soprattutto accidentalmente ornata delle brache del prete con cui stava facendo la zumba nella stanza accanto, la badessa la perdona e tutte le monache si sentono libere di darsi ai piaceri carnali con gioia. E Boccaccio non è niente in confronto di Pietro l'Aretino, un tipo talmente blasfemo e pornografico che Playboy al confronto è un giornale da educande. Avete mai dato un'occhiata ai "Sonetti lussuriosi"? E al "Ragionamento della Nanna e dell'Antonia"? Anche qui preti, monache, papi, prostitute, sesso e scene spinte non è che manchino, ma chissà magari sapere che l'autore del verso "Fottiamci, anima mia, fottiamci presto, perché tutti per fotter nati siamo" è morto da cinquecento anni fa sentire tanti bigotti più al sicuro.
GABRIELE D'ANNUNZIO:
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| Ho trovato una foto fortunatamente tagliata nelle parti basse |
E come non ricordare che negli italici programmi passeggia un tipo che si fece togliere due costole per riuscire a darsi piacere da solo in tutti i sensi?
L'eterissimo e molto destrorso D'Annunzio che faceva strage di cuori e posava nudo come un sirenetto (a proposito, io ricordo benissimo di aver trovato una sua foto nudo come mamma l'aveva fatto in un libro che mi diedero alle superiori), scriveva di bambini lasciati a morire sui davanzali, di ex zitelle che si masturbavano davanti agli specchi, di aborti, duelli all'ultimo sangue, uomini senza morale che seducevano schiere di vergini poi additate al pubblico ludibrio, donne sedotte e impigliate nella lussuria. Prima di esporre striscioni su maschi selvatici propongo ai ragazzini la visione delle foto di D'Annunzio nudo e intraprendente, poi ne riparliamo.
PASOLINI:
Pensate che io avevo una professoressa di italiano così integerrima che non ci fece leggere "Digitale purpurea" di Pascoli perché la considerava troppo erotica (c'è chi ci vede la descrizione di un rapporto sessuale tra due donne, leggetevela e ditemi) e saltò persino il duello tra Clorinda e Tancredi perché era ai suoi occhi la palese metafora di un orgasmo. Pur tuttavia ci diede da leggere "Ragazzi di vita" di Pasolini, un libro che se la Mazzucco viene considerata porno, mi domando cosa faranno i genitori di questi ragazzi quando scopriranno che i figli se lo ritroveranno nel programma dell'ultimo anno. Ho detto già come noi fossimo personalmente più interessate alla decriptazione del romanesco stretto che alla trama, ad alcune era persino sfuggito che i protagonisti fossero dediti al nobile mestiere del marchettaro.
Perché la mia professoressa era vittima di tale dicotomia? Perché per bigotta che fosse non era scema, anzi, era un'ottima insegnante (vi giuro che per scrivere questa cosa doveva esserlo sul serio perché mi odiava). Sapeva quando il suo bigottismo non creava danno particolare (alla fine "Digitale purpurea" potevamo sempre leggercela da soli e comunque voglio ricordare la tremenda poesia in cui Pascoli spia gli sposi nel letto nuziale) e quando invece andava messo da parte: non far leggere Pasolini era impensabile, come non analizzarlo.
E con questo ho fatto solo una rapida carrellata che se no il post non finiva più. Vogliamo parlare della trama del "Satyricon"? Una storia talmente piena di storie gay da far sembrare il Muccassassina un ricovero per suore? O "L'amante di lady Chatterley", dove la signora e l'omo de furesta intrecciavano fiori tra i loro peli pubici?
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| Anche Leonida avrà avuto la sua dose di rapporti omosex miei cari maschi selvatici e non penso che voi siate più virili di uno che è stato 3 giorni in un fossato a difendere la Grecia. |
Peraltro ragazzini che vi dite maschi selvatici, immagino che vi piaccia il film "300" con l'uomo insanguinato che comanda stuoli di virilissimi opliti pronti alla morte certa.
E' vero, i persiani andavano in giro conciati che manco lady Gaga, ma forse i vostri professori di greco si son dimenticati di dirvi che gli opliti amoreggiavano tra loro per rafforzare il legame in battaglia. Vi ritenete più virili di un oplita? Voi che senza l'i-phone vi buttereste dopo due secondi nel Tevere per la disperazione? Suvvia, smettetela di scrivere striscioni senza senso e fate qualcosa di utile tipo studiare. E se proprio volete essere selvatici campate nei boschi due giorni senza niente, poi ne riparliamo.






































