domenica 6 agosto 2017

Finalmente vacanze!! Il blog chiude per ferie (fb e instagram rimangono attivi) e ci si rilegge a fine agosto!

 Ed ecco che finalmente anche per me è giunto il giorno fatidico: dopo un'ultima lunga giornata di laboro, sono in ferie!!! 

 Brill brill, gioia e tripudio. Anche quest'anno andrò in Portogallo e, per chi fosse interessato ai miei pellegrinaggi, rimarrò attiva comunque sia su facebook che su Instagram (per chi se lo fosse perso si chiama sempre "idoloridellagiovanelibraia").

 Per il resto il blog chiude per ferie e ci si rivede a fine agosto, quando spero di essere splendidamente carica e in forze per il rush finale del nuovo libro (e altre cose nuove che annuncerò in autunno, amatissimo halloweenoso autunno!).

 Buon agosto a tutt*! 




ps. Scusate per i colori psichedelici, a settembre arriveranno anche i colori nuovi, quelli professional stavolta!

sabato 5 agosto 2017

Le mie letture estive! Le vacanze sono alle porte: cosa mi accompagnerà in spiaggia? Ucronie, racconti e tanti gialli tra Islanda, Turchia, Italia e Svezia.

 Per chi, come me, vede il capodanno a settembre, siamo agli sgoccioli di questo lungo anno.


 Ancora pochi giorni e finalmente il Portugal mi riaccoglierà tra le sue braccia colme di pastel de nata.


 Quest'anno ho saltato il post sui libri che leggerà il vostro vicino di ombrellone (ma sono certa che saprete meglio di me, che statisticamente beccherete almeno uno che avrà per le mani o il libro di Cognetti o quello di Renzi), ma mi spiaceva saltare quello sulle mie letture estive.


 Come spero di riempire, oltre che di sonno, le mie giornate marine portoghesi?

 Ecco i libri prescelti!


"GLI ASSASSINI DEL PROFETA" di Mehmet Marat Somer:

Sono un po' di anni che corteggio il suo primo libro, "Scandaloso omicidio a Istanbul" in cui Somer racconta una capitale turca sotterranea, quella dei locali lgbt, principalmente T, talmente T (per i profani delle sigle, la T sta per transgender) che la stessa protagonista lo è.

 Di giorno hacker, di notte proprietaria di un locale notturno, si trova a indagare sulla morte di una delle sue dipendenti. Chi è stato? E perchè?
 In biblioteca ho trovato un suo secondo romanzo che a lavoro non avevo mai visto: "Gli assassini del profeta".

 Sempre la stessa protagonista e sempre un assassino che uccide ragazze transgender. Riuscirà la nostra eroina a salvarsi?

 Promette benissimo e ha tutte le qualità per piacermi: follia, un personaggio principale non scontato, componente lgbt, una certa paventata dose di ironia (speriamo mantenga) e un'ambientazione esotica.
 Unica pecca: sembra troppo troppo breve.


"LA DONNA CHE SCRIVEVA RACCONTI" di Lucia Berlin:

 Questo inverno ho letto meraviglie di questa scrittrice americana di chiare origini italiane.

 Racconti fantastrabiliosi, scritti magnificamente, di un'autrice morta quasi dimenticata e ora riscoperta. 
 Non so perché, ma queste storie di rivalsa post-mortem mi mettono sempre sul chivalà.

  Era davvero un caso o ci hanno montato un caso?

 Non ha aiutato il fatto che fosse piaciuta spasmodicamente a persone con cui su Anobii avrei una compatibilità di lettura dello 0% e che troppa gente me la paragonasse a Flannery O'Connor che, per carità, lo so, genio genio, ma rappresenta tutta l'insondabile noia che ai miei occhi caratterizza gli scrittori americani.

 In biblioteca se ne stava in bella mostra, invitante, a dirmi: "Questa estate non vorrai davvero leggere SOLO gialli?? Hai del senso del dovere tu".

 E così entra nella mia valigia come rappresentante del mio personale senso del dovere da lettrice. Speriamo diventi anche altro.


"22/11/'63" di Stephen King:

 Sono ormai due anni che, a più riprese, tento di leggere questo libro. L'ho preso tante di quelle volte in biblioteca che ormai dovrei tenermelo per usocapione.

 E' un'ucronia che parte da un fatto storico che mi ha sempre affascinato: l'uccisione di Kennedy.
 Non mi affascina tanto il mistero dietro (ossia, il: chi fu? Perchè?), quanto l'impatto profondo che ebbe sulla società americana già sull'orlo di una crisi di nervi per la forzata restaurazione sociale post seconda guerra mondiale.

 Il libro di King, che parla di un uomo in grado di tornare nel passato, esattamente durante quei giorni, e di deviare il corso della storia, sembra quindi perfetto per indagare questa sorta di trauma generazionale di una nazione.

 Eppure, ogni volta, dopo 100 pagine, mi blocco e mi metto a leggere altro. La cosa rognosa è che so benissimo che ancora poche decine di pagine e poi tutto diventerà di certo appassionante e coinvolgente, ma niet, faccio scadere il mese di prestito e mi tocca riportarlo in biblioteca.

 Stavolta, complice anche l'overdose di "Mad Men" a cui mi sto sottoponendo durante il disegno del nuovo libro, voglio davvero entrare nell'atmosfera anni '60 e capire.
 Ce la farò?


"LA PRINCIPESSA DI GHIACCIO" di Camilla Lackberg:

 Ogni estate mi prefiggo di leggere almeno uno degli autori di gialli più venduti in libreria. 
 Per la serie: voglio capire.

 Mi riesce difficile dare la stessa possibilità ai romanzi, ma con i gialli sono sempre più bendisposta e, devo dire, raramente rimango delusa. Perciò dopo aver avuto l'estate di Qiu Xiaolong (bello), quella di Chandler (bello), quella di Markaris (insomma) e altri gialli sfusi, stavolta ho voluto dare una possibilità a quella che è stata definita la regina del giallo nordico: Camilla Lackberg.

 Ho letto molte opinioni discordanti su di lei, alcuni la ritengono esageratamente brava e altri esageratamente sopravvalutata.
 Chi avrà ragione?


"IL BALLO DEGLI AMANTI PERDUTI" di Gianni Farinetti e "LA SIGNORA IN VERDE" di Araldur Indriasson:

 Per rimpolpare il mio carnet di gialli sono stata circa 40 minuti davanti alla sezione dedicata della biblioteca.

  Pur avendo combattuto con un signore che ostinatamente si metteva davanti a tuuuuutti gli scaffali dove mi spostavo (spero almeno nel terrore che gli portassi via qualche perla e non per pura malvagità), sono infine riuscita ad avere il mio bottino.

 Non è stato facile perché avevo l'ansia continua del "E se poi te ne penti e sei in Portogallo dove non troverai un libro in italiano manco se preghi in sanscrito?".

 Infine la scelta è caduta su Farinetti, che da mesi, alcuni lettori mi consigliano su fb e su Arnaldur Indridasson che insomma voglio proprio capire che tipo di delitti possono esserci su un'isola quasi del tutto inabitabile che conta 300.000 persone.
 Speriam bene!

 Ecco, l'elenco del mio fausto bottino è terminato. Spero di non rimanere delusa e di dormire presto felice e contenta su una bella spiaggia con un libro addosso.
 Vacanze vi bramo!!

venerdì 4 agosto 2017

Intervista a Luca Vanzella e Giopota, autori di "Un anno senza te", splendida graphic novel sulla lenta e poetica ricomposizione di un cuore spezzato.

 In extremis, poco prima delle ferie, riesco finalmente a postare l'intervista che mi hanno rilasciato, poco più di un mese fa, Luca Vanzella e Giopota, autori della bellissima "Un anno senza te", graphic novel che racconta molto bene quel complicato anno dopo la rottura di un amore.

 Il protagonista, Antonio, universitario bolognese, tenta di rimettere insieme in modo coerente i pezzi di una vita che vede dissolta dopo un anno di relazione, tanto breve quanto intensa, con Manfredi.

 La storia, si sviluppa in brevi episodi, uno per ogni mese dell'anno e, soprattutto, si svolge in una sorta di variazione del nostro presente. 

Antonio e i suoi amici si muovono in una realtà che è quasi come la nostra, ma differisce per alcuni elementi, storici e surreali: Atlantide è stata scoperta, nevicano conigli, lo spirito del tempo viene estratto di una sorta di lotteria la notte di Capodanno e altri piccoli e grandi elementi.

 La mia recensione potete trovarla qui.

 Per il resto vi lascio con Luca Vanzella e Giopota che ringrazio enormemente (oltre all'ufficio stampa Bao)!


Il libro è un'opera a quattro mani, Vanzella sceneggiatore, Giopota disegnatore, ma da chi è partita l'idea?

V. : L'idea è nata da me. 
 Conoscevo il lavoro di Giopota e pensavo che il suo modo disegnare, molto tenero, si addicesse al libro, che doveva trasmettere anche una certa emozione malinconica.

Tutto poi è nato in realtà da una prima storia, quella del mese di “Gennaio”, in cui il protagonista vive l'avventura di una notte con un altro ragazzo mentre fuori nevicano conigli.

Dopo quel primo nucleo si sono sviluppati gli altri 11 mesi.


La storia racconta il modo in cui Antonio vive il suo anno di vita dopo aver vissuto una storia breve, ma intensa, con un altro ragazzo. Una storia che gli ha spezzato il cuore. La trama era stata pensata sin dal principio con un protagonista gay?

V. Sì, era nata già così, anche per questo avevo pensato a Giopota come disegnatore, perché disegna dei begli omini!


Avete trovato delle resistenze, non tanto per motivi di discriminazione, quanto per il fatto che questa storia avrebbe potuto essere bollata solo come "storia gay"?

V. : No, non abbiamo assolutamente trovato nessun problema né nella proposta in casa editrice né nel lavoro di editing. Anche perché non siamo neanche stati i primi a toccare l'argomento, prima di noi c'erano stati altri, come Flavia Biondi con "La generazione" o Giulio Macaione con il suo “Basilicò”.

G. : Anche se il protagonista è gay non volevamo che fosse assolutamente visto come un libro solo "arcobaleno". E' una storia comune che ha per protagonisti, casualmente, due uomini, dovrebbe far parte di un processo di normalizzazione, che non c'è e che andrebbe fatto.

Nel libro i personaggi si muovono in una realtà che è quasi come la nostra, ma non è esattamente la nostra. Ci sono alcuni elementi surreali (le nevicate di coniglietti, le note musicali che si attaccano ai vestiti ecc) e altri storici (la scoperta di Atlantide) che non coincidono con il nostro universo.
Sono elementi da leggere in chiave metaforica o la storia è effettivamente ambientata in una realtà alternativa?

V. : La realtà in cui si muovono i personaggi è assolutamente "vera", non ci sono metafore. La storia è stata pensata come se ogni elemento "fantastico" esistesse davvero.


Giopota e Vanzella
Avete avuto dei feedback particolari dai vostri lettori?

V. : Abbiamo avuto un paio di momenti da “posta del cuore”. Ci sono stati vari racconti autobiografici, anche molto intimi.

G. : Ricordo in particolare il lettore che si rivedeva molto nel rapporto che il protagonista aveva col padre.


Come mai avete deciso di ambientare la storia in una Bologna universitaria?

V. : Il periodo universitario è un momento particolarmente pieno di possibilità, ansie, aspettative. 

 C'è una forte componente di indecisione e confusione, come una sorta di post adolescenza. E forse rimane l'ultimo periodo della vita in cui senti verso le cose uno slancio fortissimo, come se tutto avesse delle reali possibilità.

A proposito del padre di Antonio, in realtà l'elemento che più mi aveva fatto pensare a una realtà metaforica era proprio la sua malattia: sembrava un modo molto delicato per parlare dell'Alzheimer (il padre del protagonista ha una malattia che lo porta a scomparire di colpo per un tempo imprecisato ndr).

G. : In realtà non ci avevamo pensato, ma in effetti può sembrare.

Nuovi progetti? Prossime collaborazioni insieme?

G. : Ora mi concentrerò su progetti personali, da autore completo.

V. : Io ho vari lavori come autore da smaltire, vari progetti da edicola, quindi per il momento non è previsto nulla di nuovo insieme.

E, dulcis in fundo, la mia dedica, ottenuta con strenua coda all'Arf!




martedì 1 agosto 2017

Cose realmente avvenute! Lo giuro! "Una specie di Alberto Angela".

Malgrado i miei continui proclami di voler aggiornare più spesso il blog, il libro, per il momento sta vincendo.

 In realtà, appurato che le ferie sono finalmente vicine anche per me, tutto questo caos dovrebbe vedere la fine verso metà settembre (peraltro, pare, dico pare che in Settembre farò una capatina fumettosa in veneto), dopo cui dovrebbe tornare tutto alla normalità.

 Ecco, solite scuse a parte, ecco almeno una nuova vignetta che spero possa allietare questa estate oberata da polemiche sempre nuove.

 Meno lamentele e più vignette per tutt*!

 Cose realmente avvenute! Lo giuro! "Una specie di Alberto Angela"!


domenica 30 luglio 2017

It's incredibòl ma anche quest'anno sono finalista ai Macchianera Awards come miglior sito letterario! Votatemi votatemi ora per trionfar!!

Un paio di giorni fa, ho scoperto di aver raggiunto l'apice dello stato confusionale scoprendo che quest'anno avevo completamente dimenticato le scadenze dei Macchianera Awards.

Ogni anno ammorbo l'universomondo con questa storia di votarmi votarmi votarmi per riuscire ad arrivare almeno tra i finalisti e puf quest'anno il nuovo libro, oltre a tanti bei post, ha inghiottito anche questo.

 Poi, ecco apparire sulla bacheca di fb il post della pagina della Festa della Rete in cui si invitava a votare i finalisti e ho capito, di colpo, che era il 27 luglio -.-"

 Per farla breve, ho aperto il form e zak, SONO TRA I FINALISTI come miglior sito letterario comunque!! 
 E non ho dovuto ammorbare nessuno quest'anno. Ho dell'infinita commozione e ringrazio chiunque mi abbia scelto!
 Ora, già che la prima parte l'avete saltata, posso ammorbarvi con la seconda: votatemi votatemi votatemi affinché io possa quest'anno trionfare!!

 Potete votare al link (e ricordate: dovete votare almeno 10 categorie affinché il voto sia valido, io per affinità posso giusto suggerire LezPop come miglior sito Lgbt, ma fate vobis)!



mercoledì 26 luglio 2017

Piccole recensioni tra amici! Un pessimo Bianchini (e il ricordo di un ottimo Bianchini), una Yoshimoto quasi decente e un bel manga. E in tutto questo: giù le zampe dal lago di Bracciano!

Nonostante i miei buoni propositi di dedicarmi sono ai disegni che vanno, non ho capito bene perché a rilento, dopo aver letto l'ultimo di Banana Yoshimoto, sono stata presa da un attacco di astinenza da scrittura e ho deciso che dovevo sfogarmi almeno con un piccole recensioni tra amici.

 In questi ultimi tempi in realtà non sto riuscendo a leggere quasi niente che non siano fumetti, probabilmente perché il mio cervello è ormai settato su quello, ma confido che in vacanza riuscirò a leggere un bel po' di tomi pasciuti (la prossima settimana andrò a fare il pieno).

 Intanto eccovi un mix di cose lette ultimamente, consigli, sconsigli e persino il mio primo suggerimento di un tomo in lingua inglese (miracoli).

 Buona lettura!


"INSTANT LOVE" e "SIAMO SOLO AMICI" di LUCA BIANCHINI ed. Mondadori:

Anni fa, quando macinavo crediti universitari facendo un tirocinio di qualche triliardo di ore in biblioteca, trovai tra i libri da catalogare l'opera prima dell'ormai famoso Bianchini, "Instant Love". 
 Nonostante il titolo e la copertina un po' sole cuore amore, decisi di leggerlo e, stranamente, non rimasi delusa, anzi.

 La trama era, per la narrativa italiana, alquanto originale: due ragazzi, entrambi maschi ed etero, uno, tra l'altro, in procinto di sposarsi con una strafiga per niente oca, si incontrano casualmente in treno e da quel momento non riescono a smettere di pensarsi.

 Per una serie di motivi riescono a incontrarsi di nuovo e si frequentano come amici, amicissimi, e nell'amicizia viene inclusa anche la ragazza, che, ripeto, non era un insulso personaggio femminile di contorno, ma aveva una sua personalità molto definita.
 Poi, ad un certo punto, tra una cosa e l'altra,  arrivava per i due tizi il momento di affrontare la sconcertante verità: forse non sono amici, forse sono innamorati.

 Ma è possibile se non hanno mai sentito attrazione sessuale per altri uomini prima d'ora? Cioè uno si può scoprire bisex da un giorno all'altro?

 E' qui che stava la grande intuizione del libro,  usare  un argomento che, per voyeurismo e perché fa anche meno effetto (tanto delle lesbiche si dice sempre che è "solo una fase") viene affrontato di tanto in tanto tra donne, ma per i motivi opposti quasi mai tra uomini: la passione e l'innamoramento improvviso per una persona dello stesso sesso.

 Lo ricordavo fresco, intelligente, con molto ritmo e bei personaggi, tuttavia non avevo mai letto altro di Bianchini. Il fatto che improvvisamente piacesse a schiere di donne che solitamente leggono libri sole cuore amore non mi lasciava più ben sperare.

 Ma poi, in vacanza a casa dei miei vagava "Siamo solo amici" e mi sono detta che forse era solo pregiudizio. Non lo era.
 Adesso, bisognerebbe sapere com'è andata la storia editoriale, ossia se a un certo punto la Mondadori si è accorta di avere una papabile gallina dalle uova d'oro in casa editrice e abbia deciso di smussarne gli angoli gay che potevano limitarne il propagarsi, o se Bianchini abbia deciso, consapevolmente, di dedicarsi ad altre trame. 

 Il dubbio nasce proprio leggendo questo strano e inconcludente libri con pezzi di trama attaccati a caso in giro.

 La storia è quella di Giacomo, un portiere d'albergo a Venezia di mezz'età e Rafael un giovane e  avvenente ex portiere di calcio brasiliano ora in Italia per cercare la sua ex, celebre volto delle telenovelas.
  Dal titolo mi aspettavo una storia non dico come Instant Love, ma simile, ossia i due che, persi entrambi in relazioni etero inconcludenti, si rendono conto di non essere solo amici.
 Nella realtà dei fatti entrambi diventano immotivatamente amicissimi e si infilano in una serie di relazioni strane che coinvolgono, tra gli altri, una escort di un certo livello.

 Come se non bastasse, se ne sta, appiccicata senza senso, verso i tre quarti della storia, la vicenda giovanile di Giacomo, innamorato di un suo amico in gioventù senza mai realmente confessarlo neanche a sé stesso.

 Il libro è tremendo, il pezzo gay onestamente non c'entra nulla e tutti si regge sul niente.
 Perciò la domanda alla fine mi è sorta spontanea: la storia era nata come altro ed è stata poi rimaneggiata al punto da diventare irriconoscibile o in questo modo insensato ci è proprio nata?
 Visto che il precedente libro era così scoppiettante, un dubbio me lo sono fatta venire.

"Instant love" sì, "Siamo solo amici" evitatelo con cura.


"ANOTHER WORLD" di BANANA YOSHIMOTO ed. Feltrinelli:

 Quest'anno finalmente mi ero decisa!
 Banana Yoshimoto cara, ho riposto in te i miei migliori ricordi di adolescenti, ma adesso è giunto il momento di smetterla di darti i miei soldi. 

 Saranno almeno una dozzina di anni che sforni un libro peggiore dell'altro, quella fiamma così originale che ardeva in te e sapeva raccontare con tranquillità cose incredibilmente anticonformiste, si è spenta per sempre.
 Questo senza contare che questa quadrilogia è mortalmente noiosa, il secondo libro addirittura è di una tale bruttezza che non credo sia neanche qualificabile come tale. Perciò mi sono detta: con tutto il rispetto per l'autrice è ora di lasciar andare.

 Poi ovviamente ho visto un video in cui Banana Yoshimoto raccontava come in quest'ultima opera avesse voluto indagare le difficoltà del mondo lgbt in Giappone (dove l'omosessualità è vista come una fase anche diffusa nell'adolescenza, ma un segno di infantilismo se permane anche in età adulta) e quindi sono rimasta fregata.

 L'ho comprato e devo dire che è sicuramente il libro migliore della quadrilogia (o tetralogia che dir si voglia) e forse anche uno dei suoi ultimi più decenti, per quanto sempre lontana anni luce da "Kitchen" e co.

 La storia, saggiamente, tronca di colpo quella che era stata nei primi tre libri: non più la noiosissima Shizukuishi, coltivatrice spirituale di cactus che diventa segretaria particolare di una coppia di sensitivi gay, ma direttamente Noni, sua figlia ventenne.

 Noni è la figlia che Shizukuishi ha avuto da Kaede, il sensitivo più potente della coppia, un bel ragazzo molto delicato che, all'inizio di questo libro è ormai morto.

  La storia racconta anche di come Noni sia stata cresciuta in questa famiglia con due papà e una mamma e parte da quando a Mykonos conosce un uomo giapponese che cerca di riprendersi dal lutto della moglie scomparsa.

 La moglie in questione era una sorta di gattara high level (cosa voglia dire lo scoprirete se leggerete il libro) e continua ad apparirgli in sogno per spiegargli dove ci sono gatti da salvare in giro per Tokyo.

 Noni, che si sta riprendendo a sua volta da una delusione amorosa, dopo essere stata lasciata dalla sua fidanzata storica, Sara, sente un'istintiva simpatia per lui e inizia una sorta di amicizia.
 La storia è lucida in alcuni tratti (molto bella la storia tra Noni e Sara) e si perde in un vago spiritualismo fatto di contemplazione e frasi alla Fabio Volo in altri (purtroppo il pessimo andazzo Yoshimotesco da tanti anni).

 Tuttavia devo dire che stavolta sono stata particolarmente sensibile al messaggio ecologico di fondo. 

 La madre di Noni prepara tisane con erbe di montagna che più persone vorrebbero capitalizzare in vari modi, ma lei si rifiuta sempre dicendo che fare soldi per fare soldi non le interessa: a lei basta di che vivere bene, tutto il resto non se lo potrà portare nella tomba e non potrà che peggiorare il mondo.

 Questa filosofia di vita, che è la stessa mia e che mi porterà all'indigenza prima o poi, in questi giorni mi trova particolarmente sensibile visto il caos dell'acqua a Roma. 

Il lago di Bracciano
 Io sono di Bracciano e sono mesi che il lago soffre, che si lanciano appelli per la sua salvaguardia e per l'inaccettabile comportamento di Acea che da accordi avrebbe dovuto smettere di pompare acqua molti e molti cm fa per non compromettere l'ecosistema.

 Ora che finalmente la regione Lazio ha preso in mano la situazione vedo solo terrorismo psicologico e poca responsabilità da parte di troppi, di chi fattura e vuole solo che la gallina dalle uova d'oro non chiuda i rubinetti (Acea) e di chi non capisce che c'è un bene superiore a cui tutti dobbiamo mirare: la conservazione del nostro pianeta, che ci dà tutto e a cui non diamo nulla.

 Razionare l'acqua (l'ho fatto per anni in Sardegna in estate) non ha mai ucciso nessuno, in compenso potrebbe salvare un lago millenario che si è sempre dimostrato generoso. 

 Una volta tanto ho capito forse il messaggio vagamente animista di Banana Yoshimoto (che non per nulla è giapponese, terra di shintoismo): dobbiamo imparare a rendere grazie alla natura e quando si dice grazie si intende proprio GRAZIE. 

 Forse se non ci fosse stato questo evento il libro mi sarebbe sembrato anonimo come tutti gli altri, ma in parte la magia dei libri sta proprio in questo: sanno illuminare angoli sempre diversi della nostra vita a seconda del momento. Un libro non ha una vita, ne ha mille, tutte quelle che abbiamo noi.

Ps. Ho già sfrangiato le scatole sui social con la storia del lago di Bracciano. Chi volesse saperne di più, può andare sul sito dell'Ente Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano e trovare tutti i documenti: http://www.parcobracciano.it/889/emergenza-lago-di-bracciano.html.


MY LESBIAN EXPERIENCE WITH LONELINESS di NAGATA KABI ed. Seven Seas:

Per la serie "il mio inglese non è scarso come credevo", sono riuscita a leggere fruttuosamente almeno un manga in lingua anglosassone (spero comunque che qualcuno, che so Renbooks o J-Pop per citarne due, lo traducano)!

 "My lesbian experience ecc ecc" è un manga autobiografico piuttosto curioso perché racconta un argomento abbastanza nascosto e dibattuto nella comunità lesbica: esistono le escort per lesbiche? Pare di sì (non lo dico per moralismo, ma nulla so dell'argomento). E chi e perché ne fa ricorso?
 Questo manga racconta la storia dell'autrice, una tranquilla ragazza che, fino alle superiori aveva una vita normalissima.

 Con l'avvento dell'università si ritrova improvvisamente senza amici e ha una sorta di esaurimento nervoso che la porta a ritirarsi in casa, dove sviluppa una serie di problematiche alimentari e autolesioniste.

 La famiglia, ora supportive, ora oppressiva, riesce a trarla da parte di questo gorgo nero e Kabi riesce a uscire di casa e a trovare un lavoro.

 Tra alterne vicende, giunge ai ventotto anni, momento nel quale viene licenziata col consiglio di diventare una mangaka e Kabi prende una fatale decisione: non ha mai dato un bacio a nessuno perché è timida in un modo a dir poco patologico, DEVE uscire da questa situazione.

Come fare però se a peggiorare le cose c'è il fatto che è lesbica?

 In un attimo di follia prenota una escort e l'esperienza non si rivela traumatizzante come pensava. Certo, non è risolutiva, ma le porta la consapevolezza di quale sia il reale problema nella sua vita: la mancanza di veri amici. Amici che ti sostengano, amici che ti confortino, amici che ti consiglino e ti stiano accanto nei momenti difficili.

 Dove trovarli? Come fare?

 Il manga riesce nella rara impresa di raccontare un'esperienza potenzialmente scabrosa e pruriginosa in modo dolce, senza contare che la storia, potenzialmente drammaticissima (anoressia, autolesionismo ecc) viene narrata con un tono lieve, mai autocommiserativo, mai ansiogeno.

 E' una capacità che nel mondo del fumetto occidentale, molto più teso a un'introspezione drammatica, ancora manca.

 Straconsigliato! E traducetelo vi prego!
NB: Pur in inglese è una pubblicazione che in Italia può essere ordinata in libreria e non solo via internet.

lunedì 24 luglio 2017

Cose realmente avvenute! Lo giuro! "L'educazione sentimentale dei fanciulli"!

 In questi giorni in cui sto facendo qualsiasi cosa per procurarmi la cervicale (disegnando china e facendo improvvisamente sport per contrastare il fatto che sto sempre china a disegnare), ecco che finalmente posso spiattellare un nuovo cose realmente avvenute lo giuro.

 Dunque, la madre in questione più che giudicata (nel caso a qualcuno girasse), secondo me va capita. Prima o poi anche in un paese bigotto come l'Italia, bisognerà giungere alla grande verità per la quale è NECESSARIO fare educazione sessuale (e sentimentale) a scuola.

 Con buona pace di tutti i genitori moige style che si preoccupano della purezza dei figlioli quando i figlioli smanettano su internet da quando sono in culla.
 Fatta questa doverosa premessa: Cose realmente avvenute! Lo giuro! "L'educazione sentimentale dei fanciulli"!




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