martedì 25 agosto 2015

I 10 commenti più diffusi tra le lettrici dei romanzi rosa. Come, cosa e perché commentano le appassionate indomite di romance tra colpi di genio, accostamenti improbabili, petizioni, dubbi amletici, brividi e grandissimi pianti.

 Dopo giorni di noia cosmica, con le balle di fieno che rotolavano dalla libreria, grazie a questo finale in pieno agostembre, la libreria sta rivedendo pascolanti orde equamente divise in persone che vorrebbero da qualche altra parte dove il sole splende, e la gente è in bikini e genitori in ansia per i propri pargoli che si ricordano, al solito, all'alba del 25 Agosto che avrebbero dovuto leggere 10 libri per le vacanze.
Ieri, finalmente è giunto un po' di rifornimento così mi sono perduta nel settore della narrativa rosa, dove ho scoperto tante nuovissime perle e soprattutto ho realizzato di non aver mai partorito un post sui commenti che le lettrici di romance (ma non solo) dedicano ai libri che scaldano loro il cuore.
 Intendiamoci, da un certo punto di vista ammiro seriamente la dedizione con cui le cultrici del genere si appassionano a queste innumerevoli saghe. Le vedo vagare con vagonate di libri in giro per la libreria e le leggo disquisire su alcuni blog che lurko per avere un'idea di cosa passi loro per la mente. 
 A leggerli ci si rende conto che queste donne (son tutte donne praticamente e qualche sporadico uomo), hanno dei ritmi di lettura elevatissimi sia di cartaceo che di ebook. 
 Ovvio che essendo dei libri non di concetto è abbastanza facile finirli, ma sembra che siano in grado di ingerire una trentina di romance al mese. Strabilio. Vabbeh, di seguito ho cercato di riprodurre un elenco fedele di quelli che sono i commenti più ricorrenti che queste fangirl di principi azzurre e donne indifese vergano sui siti, sui libri, sui blog, su anobii e ovunque sia concesso loro farlo. 
 Raramente qualcuna dà un giudizio strutturato, ma devo anche dire che probabilmente solo Diego Fusaro, er giovane e belloccio filosofo italico, è riuscito nella rara e insensata impresa di vedere imperativi categorici kantiani in mr Grey (per la serie che cosa non si fa per campare).
 Let''s go!

1 - Mi ha cambiato la vita.

Penso realmente che alcuni libri possano cambiare la vita, a me alcuni l'hanno fatto.
 Quei libri che sembrano parlare di te e, non solo, hanno persino la risposta a quelle domande che ti frullano nel cervello da anni e pensi che una risposta vera non ce l'abbiano. Ecco. 
 Premettendo questo, faccio fatica a capire come un libro su due adolescenti in crisi ormonale possa dare delle risposte, come l'ennesimo triangolo tra lei, lui e il gemello di lui sia un balsamo per l'anima e come possa la storia di una tipa con un problema di dipendenza dallo shopping rispecchiare il nostro spirito ferito.
 La domanda si fa più pressante quando questo diventa uno dei commenti più ricorrenti esistenti in natura. Una rende "Tutta colpa dello yoga" non sapendo che probabilmente ha cambiato la vita a migliaia di persone, pensa te. 

2 - Da brividi!

La frase esclamativa più usata in assoluto che nel mio immaginario significa solo una che, leggendo, si ritrova sconquassata dal gelo. 
 L'interpretazione può essere varia: le lettrici si sentono accapponare la pelle come oche spiumate perché sentono lo sguardo del principe di turno su di loro? Avvertono brividi di sconforto quando la protagonista sembra inusitatamente avere barlumi di lucidità e chiedersi cosa sta facendo? Rabbrividiscono al pensiero di poter essere loro le real protagoniste di questa storia? Rabbrividiscono vedendo il consorte calvo e con la pancetta accanto a loro invece di un modello palestrato? Magari tutte le cose insieme, chissà. Nel dubbio brrrrrr

3 - Non riuscivo a smettere di piangere.

Se un libro riceve il bollino lacrima (a giudicare dai commenti non è molto difficile comunque), allora acquista punti nella hit parade dei romanzi da comprare. Una delle cose che molte lettrici ci tengono a farci sapere è che hanno pianto, anche se con dovute gradazioni che fungono da sottotesto:

- "Zero lacrime": il libro fa schifo.
- "Qualche lacrima" : libro passabile in alcuni punti.
- "Mi è scesa la lacrimuccia sul finale" : vabbeh, se esce il seguito lo compro.
- "Impossibile non piangere": bello.
- "Ho iniziato a piangere a metà e non ho più smesso": compratelo subito.
- "Si piange dall'inizio alla fine": capolavoro.

4 - Uno dei miei libri preferiti assieme a...

Alcune lettrici ci tengono a sembrare comunque colte. 
Riconoscono che sotto sotto la Kinsella non è equiparabile a Calvino e "Il diavolo veste Prada" potrebbe non essere all'altezza de "Le memorie di Adriano".
  Così commentano con immaginifici podi letterari che vedono accostare Camus a Nicolas Sparks ed Eschilo a Liala (con tutto il rispetto per Liala). Si arriva a leggere: "La coccola di zenzero a Notting Hill" è il mio libro preferito assieme a "Se questo è un uomo" e "Il nome della rosa", oppure, "Un amore di sabbia, cannella e cupcake" è il mio romanzo favorito, lo battono solo "Memorie dal sottosuolo" e "La nausea". Il cervello va in tilt in breve tempo: WTF chiede a gran voce?
 Risposta non c'è o forse chi lo sa perduta nel vento sarà.

5 - Questa donna è un genio!

Ovviamente vale anche per gli autori maschi, ma sono pochi (o nascosti da pseudonimi).
 Le lettrici hanno una serie di numi tutelari che venerano come la madonna.
  Un pantheon di scrittrici che secondo loro dovrebbero sfornare un libro al mese e per amore delle quali imparano le lingue straniere per poter leggere l'originale. Non si capacitano di come il resto del mondo ignori le prodezze dell'autrice di "Le diciassette porte dell'anima che ho dovuto aprire per arrivare al tuo cuore" (tit. mio sulla base di un titolo realmente esistente) e non fanno che spammare nei commenti ammirazione: questa donna è un genio!! Tipico commento ripreso sulle quarte di copertina dei cartacei.

6 - Non vedo l'ora che facciano il film (con totonomi)

 Dal quantitativo di citazioni messe in font svirgolanti con attori hollywoodiani bellissimi e prestanti sullo sfondo, è innegabile che l'ansia per avere una componente visiva del romance sia altissima, tanto che mi stupisco i cinema non siano pieni di amori focosi e romantici.
  Ovviamente però sperare che un ebook dal titolo "Le calde estati del mercenario" (tit. spero inventato da me) abbia una trasposizione sul grande schermo mi pare quantomeno ardito. 
 Non così per le nostre entusiaste lettrici che starebbero sempre al cinema per specchiarsi in quadricipiti di marmo.

7-  Riflessioni profonde.

Ogni tanto qualche lettrice si sente in dovere di fare una riflessione profonda. Mentre la stragrande maggioranza dei commenti sono brevissimi e pieni di punti esclamativi o di sospensione, qualche impavida azzarda un'analisi critica.
 "Esmeralda è una ragazza dolce, ricca, ma che soffre perché quando aveva tredici anni il suo grande amore delle scuole medie l'ha ferita e le ha reso impossibile aprire il suo cuore ad una nuova relazione. Oh, a quante di noi è successo? Non vi ricordate Giulietta? Chissà cosa sarebbe successo se Romeo fosse morto e lei no, avrebbe mai trovato la forza di amare ancora? Anche Giulietta aveva tredici anni. L'amore non ha età. Anche io non ho mai dimenticato Guidobaldo...mi sono sposata, ho quattro figli, ma il mio cuore è rimasto su quel banco, insieme a tanti ricordi.... e speranze..."

8- La petizione.

 Malgrado la sezione di narrativa rosa scoppi, malgrado ci sia un fiorente mercato di ebook al riguardo, malgrado mi pare che le trilogie di amori e disamori e amorazzi e disamorazzi siano infinite e sfornate a gettito continuo, una delle grida di dolore più frequenti tra le fan del genere è: petizione!!
 Informatissime sullo sterminato mercato anglosassone del romance, seguono con la perizia di un broker in borsa le sorti di una bibliografia senza fondo che, per logica di mercato e per mole, non potrà mai essere tradotta. Si lancia allora l'idea della petizione: "Non possiamo vivere senza "Le ali insanguinate dell'angelo caduto a Parigi"! Aiutatemi a lanciare una petizione!". 
 Petite petite.

9- Non vi dico come finisce.

Mitico. Sia chi recensisce sia chi legge ci dice per sommissimi capi la trama, ma aggiunge che non spoilera il finale. 
 Giustissimo, ma seriamente, qualcuno ha mai letto o avuto notizia di un romanzo rosa in cui tutto non finisce rose e fiori, l'amore trionfa, il matrimonio è assicurato e il conto in banca è grasso? Certo, ci sono le storie fatte apposta per piangere in cui lui si sacrifica per salvare una bambina che sta per essere investita da un camion o muore tra gli atroci dolori di una malattia, ma oltre ad essere una minoranza, questi libri non hanno mai il colpone di scena finale: alla disgrazia o ai fiori d'arancio ti preparano psicologicamente dalla prima riga.
 Ammirevole comunque l'entusiasmo collettivo del: non vedo l'ora di finirlo per sapere se Brooke e Thomas rimarranno insieme per sempre. L'abitudine non uccide mai la sorpresa.

10- L'autrice forse ha copiato un po'.

Ogni tanto qualche lettrice ha un dubbio inquietante: ma questa storia in cui lui ama lei poi arriva un terzo incomodo (o lui è maledetto), ma alla fine l'amore trionfa, non sarà un po' troppo simile a qualche altra cosa letta? 
 Il tarlo giunge inaspettato e viene esposto con la massima cautela: "Sapete il mese scorso ho letto "Quindi amori per Topazia" e mi sembra che la trama somigli un po' troppo a "Pallidi tramonti rosa sul mare di cannella in tempesta". Enuncia di seguito una trama che probabilmente era già nota ai sumeri e già ritrita per i Longobardi. 
 Le motivazioni che spingono a ritenere un libro d'ammmore piuttosto che un altro (identico) incredibilmente rivisto, rimangono ignote.

Oh, se fà sempre pè ride!

4 commenti:

  1. Whahahaha spassosissimo,concordo in pieno!!!!!
    Vado a condividerlo ovunque questo post,così faccio ridere anche gli amici ;)
    (ps shhh...io le lettrici di romanzi rosa le detesto a pelle!o perlomeno le macinatrici compulsive di Newton Compton e simili di bassa qualità)

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  2. Le trame "sorprendentemente" tutte uguali? Fosse solo quello...

    Ricordo ancora - con orrore - l'espositore visto non so più in quale libreria/supermercato/altro luogo molto "pop" (almeno qui il processo di rimozione ha funzionato) che presentava una quindicina o più di romanzi rosa tutti rigorosamente con la stessa, identica copertina.
    Cioè, non la stessa identica immagine, ma rigorosamente sempre e solo lo stesso soggetto: lui (rigorosamente scamiciato o comunque a petto nudo) che tiene in braccio lei (rigorosamente scosciata o comunque con indumenti in diluizione omeopatica), sempre nello stesso modo, sempre nella stessa posizione, sempre con le stesse geometrie, sempre lo stesso sguardo.
    Piccoli dettagli dello sfondo, delle tonalità di colore o degli accessori quali bracciali o collane - coadiuvate dalle quasi impercettibili variazioni lessicali nei titoli di siffatti capolavori - facevano intuire che lui ora era un principe arabo, ora invece un torero, ora il ricco imprenditore e così via, mentre lei sembrava la testimonial - o meglio, il catalogo ambulante - di un salone di coiffeur ("Ecco, qui può vedere che effetto fa sullo stesso soggetto, nella stessa posa, la tinta uno, la due o la tre: quale vuole che proviamo per i suoi capelli?").
    Insomma, era come vedere un brutto, bruttissimo tentativo di parodia riuscito male della famosa rielaborazione di Andy Warhol dell'immagine di Marilyn Monroe... :D
    [ http://cultura.biografieonline.it/wp-content/uploads/2013/01/monroe-andy-warhol.jpg ]

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    1. Anche le copertine Adelphi sono tutte uguali... si tratta di "branding". Sono brutte, ma la funzione delle copertine è quella di rendere il prodotto riconoscibile da lontano, marchiare il prodotto, come le lattine coca cola. Non è scarsa originalità, è saper fare il loro lavoro.
      Che poi hanno lo stesso soggetto solo per il profano, ho idea: in stazione mi divertivo a confrontare gli harmony dell'edicola, e in realtà le minime differenze di copertina corrispondevano alle differenze nella quarta di copertina. L'occhio allenato sono sicura che riesca a indovinare quale dei 5 sviluppi di trama si troverà tra le mani solo dalla copertina.
      Semmai, questo sì, dovremmo inalberarci quando le copertine dei classici sono "modernizzate" a sembrare romanzi rosa o libri di paolo giordano, ché poi non si capisce più niente.

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    2. Anche le copertine Adelphi sono tutte uguali... si tratta di "branding". Sono brutte, ma la funzione delle copertine è quella di rendere il prodotto riconoscibile da lontano, marchiare il prodotto, come le lattine coca cola. Non è scarsa originalità, è saper fare il loro lavoro.
      Che poi hanno lo stesso soggetto solo per il profano, ho idea: in stazione mi divertivo a confrontare gli harmony dell'edicola, e in realtà le minime differenze di copertina corrispondevano alle differenze nella quarta di copertina. L'occhio allenato sono sicura che riesca a indovinare quale dei 5 sviluppi di trama si troverà tra le mani solo dalla copertina.
      Semmai, questo sì, dovremmo inalberarci quando le copertine dei classici sono "modernizzate" a sembrare romanzi rosa o libri di paolo giordano, ché poi non si capisce più niente.

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