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martedì 20 dicembre 2016

Consigli per regali natalizi in extremis parte I! Napoletanità concentrata, libri da parati, lettere cariche di fuoco e gialli a base di fame e pane.

 Ebbene, come ogni anno mi sono ridotta all'ultimissimo per i regali di Natale, sono pessima lo so.


 Tuttavia, le code in libreria mi suggeriscono che molti di voi sono ancora in cerca dei doni per il 24 e il 25 (senza dimenticare che ci sono poi tutte le persone che non avete calcolato vi faranno un dono costringendovi a riparare il 27) e per la befana del 6 Gennaio per la quale sono in amplissimo anticipo.


  In un rush finale che mi impedisce qualsiasi coerenza in questi due giorni vi consiglierò il grosso di quel che di regalabile c'è in libreria, secondo me. Ci saranno cose per ragazzi, gialli, saggi e tutto quello abbia destato la mia attenzione.

 Siccome, come ben sapete, ho dei gusti un po' eclettici, c'è di tutto un po' anche cose che sembrano poco regalose.

 In realtà, citando il buon Ranganathan ricordate sempre che "Ogni lettore ha il suo libro" e "Ogni libro ha il suo lettore", quindi nessun consiglio dovrebbe essere poi completamente sprecato.

 Buona lettura!

PANE di Maurizio De Giovanni ed. Einaudi:

 L'ultimo capitolo de I Bastardi di Pizzofalcone, la serie di Maurizio De Giovanni ambientata in un commissariato del centro di Napoli, è, secondo me uno dei più riusciti della saga (che secondo me ha una base meno potente dell'altra, quella che ha come protagonista il commissario Ricciardi).

 Il motivo è presto detto: De Giovanni ha una penna particolarmente felice nel descrivere le piccole miserie quotidiane, quelle che si nascondono dietro le facciate di sorrisi e apparenza o anche quelle molto palesi che però non siamo più capaci di vedere.

 In "Pane" viene assassinato un panettiere di quartiere, fa il panificatore da tre generazioni e lo vede come una missione. Anche per non allontanarsi dalla città ha ritrattato la testimonianza contro un camorrista che aveva visto in azione durante un omicidio.

 Tutti, soprattutto il giovane e rampante magistrato di successo, conteso dalle tv nazionali, seguono questa pista, ma l'ispettore Lojacono (che di magistrati rampanti è quasi perito) non ne è convinto.

 Chi avrà ragione?

 In tutta onestà non è davvero l'indagine, comunque godibilissima, la parte migliore del libro, ma il significato racchiuso da quella rosetta in copertina.

 Il pane, riflette De Giovanni, in Italia ce l'hanno tutti, nessuno si muore più di fame no?

 Ma gli anziani con la pensione minima mangiano davvero a fine mese? E mangiare solo pasta per dieci giorni e ridursi a 80 anni a rubare un pezzetto di parmigiano subendo l'umiliazione dei carabinieri è dignitoso? Vuol dire che mangiamo davvero tutti?
 Mangiano davvero tutti quelli che non hanno lavoro? O la vergogna di recarsi alle mense della Caritas li costringe a umilianti digiuni? E quelli che il lavoro ce l'hanno, ma non basta più?

Che ne è di tutta quella parte della società che conosciamo solo attraverso i dati Istat sulla povertà? Perché ce ne dimentichiamo tutti, narrativa compresa?

 Consigliatissimo per chi ama i gialli e la bella scrittura scorrevole.


IO IN TE CERCO LA VITA di Anna Kuliscioff, L'orma editore:

 Anna Kuliscioff, splendida figura di intellettuale italiana che inorridirebbe se sapesse che dai suoi tempi la radicalità del libero pensiero si è ormai piegata alla radicalità del pensiero liberista, è ricordata da troppi o come la compagna di Turati o per niente.

 L'Orma editore che ormai da qualche anno pubblica una graziosa collana "i pacchetti" di piccoli libri formati da epistole di grandi del passato (già passarono per la collana Virginia Woolf, Gramsci, Verdi e Mary Shelley).
 E' un'idea resa ancor più graziosa dal fatto che il libretto è già avvolto in un involucro potenzialmente spendibile con un piego di libri in posta. Un libro che contiene lettere e può diventare una lettera sostanzialmente.

 In questo, dedicato alla Kuliscioff, viene fuori il carattere di una donna simili ad altre del passato, come la Mozzoni, Luxemburg, Emma Goldman, aveva un carattere radicale e deciso che le permise di avere una vita ricca, appassionata, sempre fedele ai propri ideali.

 Di famiglia russa ebraica, fu costretta a fuggire in Svizzera a causa della sua fede anarchica e lì conobbe un giovane italiano, Andrea Costa da cui ebbe la sua unica figlia (Andreina, che come molti figli, ebbe una vita decisamente opposta a sua madre sposando un giovane industriale milanese) e successivamente divenne la compagna di Turati. 
Portò avanti la battaglia per il voto alle donne e fu tra le fondatrici del partito socialista italiano.

 Le sue lettere denotano una passione politica che non venne mai meno e che bruciò per l'intera esistenza.
Un libro che andrebbe letto in tempi oscuri in cui ci sentiamo incapaci di credere a tutto, comportandoci spesso come bambini privi di responsabilità.

 Siamo solo noi che possiamo rendere migliore questo mondo e la speranza di riuscirci rimane il più radicale dei pensieri.


I LIBRI DA PARATI di VERBAVOLANT edizioni:

 La VerbaVolant edizioni è una casa editrice che ha inventato e brevettato una tipologia di libro molto bella e molto regalabile, specialmente se conoscete persone che hanno i muri di casa orrendamente vuoti (io odio le case così, mi sembra sempre che gli abitanti ci vivano tra un trasloco e l'altro o siano pronti alla fuga): i libri da parati.

 Sono una versione particolare degli albi illustrati e si leggono aprendoli man mano come una cartina stradale. 
 Alla fine della storia, avrete su un lato l'intera vicenda e sull'altro un'illustrazione meravigliosa e appendibile.

 Splendidi "Primavere", "Le luci alle finestre" e "Mare chiuso", ma meritano tutti.

 Il prezzo, per la qualità e la bellezza delle illustrazioni, è davvero bassissimo: 12 euro.

 Straconsigliato. Fidatevi, farete un figurone.


VIA DEL GAMBERO 77 di Sara Garagnani e Camilla de Concini:

 Ogni troppo mi arrivano mail in cui mi si propongono romanzi e libri che hanno per protagoniste "donne forti" (che non so mai bene cosa voglia dire) o sono scritti da "donne forti".

 Oltre all'irritazione palese per essere considerata blogger privilegiata per questi tomi in quanto donna, non capisco mai perché dovrei trovare interessante un particolare libro solo perché ha per protagonista una donna. 

 Ovviamente ci sono delle eccezioni per alcuni argomenti e "Via del Gambero 77", graphic novel prodotta in occasione del venticinquesimo anniversario della nascita della Casa delle donne contro la violenza di Modena, è una di queste.

 La motivazione è presto detta: l'argomento è la violenza contro le donne e il modo in cui può essere superata a livello sociale.

  Le protagoniste sono infatti quattro donne di generazioni diverse che subiscono in modo diverso un tipo di violenza non tanto (o non solo) fisica, quanto psicologica e non solo da una precisa persona, ma da un intero contesto sociale inconsapevolmente sessista sino alla radice.

 Quella fatta dalle frasi di chi ti dice che "Devi sopportare tuo marito o il tuo compagno perché è tanto nervoso ed è un brutto periodo", del fidanzato che al liceo che "Preferirebbe non uscissi coi tuoi amici il sabato sera se lui non c'è, perché insomma chissà cosa potrebbe accadere" (tra l'altro in questo gioco malato di limitazioni prese per fedeltà spesso si precipita in modo incrociato).

 Una violenza subdola e nascosta che pian piano mangia la libertà del singolo o nel quale il singolo, cresciuto in un contesto sociale fortemente strutturato e oppressivo, non ha mai creduto di possedere.

 E' una bella graphic novel che punta il dito su quel lento lavorio di parole, pregiudizi e luoghi comuni che preparano il terreno alla violenza, alla giustificazione silenziosa a quelle insinuazioni che tempestano sempre la vittima e mai il carnefice. 

 E oltre a puntarlo ci ricorda cosa è stato possibile fare grazie a un'epoca di ribellione collettiva e cosa ancora si potrebbe fare tutt* unit*.

 Purtroppo essendo un'autoproduzione della Casa delle donne contro la violenza di Modena è acquistabile solo online su youcanprint, ma se volete fare (o farvi) un regalo tosto e interessante vale la pena.


BELLA NAPOLI di Cristiano Cavina ed. Edt:

 Essendo piena di parenti partenopei, ogni anno vado alla ricerca del libro che mi svolti i regali per i parenti campani.

In genere me la cavo con generici libri di Luciano De Crescenzo o gol del Napoli, ma quest'anno l'EDT che di solito fa guide turistiche di successo, ma ha anche avviato alcune fiorenti collane di narrativa, mi è venuta in soccorso con un libretto graziosissimo ad un ottimo prezzo "Bella Napoli" di Cristiano Cavina.

 Come vede Napoli un viaggiatore un po' svampito proveniente da un ridente paesello dell'appennino tosco-romagnolo?

 Un luogo terribile degno della peggior Gomorra? Il paradiso del nordico che si ingozza di pizza alla mozzarella di bufala circondato da limoni di Sorrento?

 Nulla di tutto ciò. Conscio del fatto che Napoli è una città a sé, con una propria fortissima identità, Cavina la descrive come una grande città Europea con i pregi e i difetti delle grandi città europee (esclusi i mezzi pubblici, la cui follia rivaleggia solo con quelli romani).

 Gli expat che ti mettono in guardia da millemila pericoli che poi in loco si ridimensionano quasi sempre, l'impossibilità di trovare i posti dove mangiano i locali e non solite trappole per turisti.

 Il Napoli, i vicoli bui in cui è meglio non avventurarsi in stile Gotham city, il tipico nonno napoletano con la perenne tazzina di caffè e il "voi", i neomelodici che vendono migliaia di cd, i pachistani felici e molto altro in questo libro che è composto da piccoli deliziosi capitoli protesi nella disperata impresa di condensare l'inafferrabile: la napoletanità.

 Ok, primo round finito, spero di essere stata di un qualche aiuto, domani il secondo!



sabato 17 dicembre 2016

Grazie per la presentazione padovana di ieri in Ubik! E vignetta di vita quotidiana dei librai: "Quando il libraio diventa l'Amazon Prime di amici e parenti"!

Ieri c'è stata la prima presentazione del mio libro in quel della Ubik di Padova.


E' stata un'esperienza bellissima e ringrazio tutti coloro che sono venuti (tra i quali anche delle persone che ormai commentano assiduamente come GB o altri su fb)!

 Finalmente è bello vedere delle persone in carne e ossa!

 So che non può sembrare, visto l'ampio uso di internet che faccio, ma amo molto di più la conoscenza e le interazioni umane e spero che ce ne saranno molte altre in futuro.

 Non ero mai stata a Padova e mi è piaciuta molto, tuttavia non voglio tediarvi col racconto stile scuola elementare, quindi mi limiterò a postare una foto e a ringraziare i librai Ubik, Tiano e Silvia che mi hanno invitata (e Maurizio che mi ha spupata prima).

 E a presto fumettoso riassunto! (Anche perché, avendo perso il treno, ho avuto un ritorno rocambolesco)!

 Intanto, godetevi la vignetta che volevo postare nottetempo!

 Uno spaccato di vita quotidiana casalinga natalizia dei librai: "Quando il libraio diventa l'Amazon Prime di amici e parenti"!

giovedì 15 dicembre 2016

I libri che quest'anno vi ritroverete sotto l'albero! Diete longevissime, occhi giocondi, Fufferia ad alta gradazione, saghe che fanno giri immensi e ritornano e una strana ironia papale.

 Ebbene, ormai giunto alla sua quarta edizione, questo post natalizio che vi prepara alla migliore delle poker face davanti ai libri che parenti e amici vi propineranno sotto l'albero, è una tradizione.

 Come fare se gli zii che vedete solo durante le feste e non leggono manco per sbaglio vi hanno chiaramente regalato un libro che freme sotto l'abete in soggiorno?

 Come prepararsi al più perfetto e riconoscente dei sorrisi?

 E come mascherare il WTF davanti al tomo che vostro fratello o il vostro innamorat*, che solitamente leggono solo i foglietti dei medicinali per capire se l'aspirina induce sonnolenza, vi hanno regalato con tanto amore usando violenza alle loro membra trasportate in libreria?


 Niente paura! Anche quest'anno vi aiuto io!

 Siete pronti a scoprire cosa vi attende? Voliam!

LA DIETA DELLA LONGEVITA' di Valter Longo:

 Mettiamola così, se vi sta a cuore il cenone della vigilia e il pranzo di Natale e poi il cenone di Capodanno, il pranzo del primo dell'Anno e la Befana, aprite questo libro direttamente il 7 Gennaio.

 E ve lo regaleranno perché dopo la Dukan e la dieta del gruppo sanguigno di Mozzi e derivati, è la nuova moda che però, al contrario delle prime due, sembra avere basi scientifiche.

 Valter Longo è un biochimico italiano che vive negli Usa e, sulla base di alcuni studi condotti sulle popolazioni più longeve del pianeta, (concentrate in alcuni specifici posti, tra i quali l'Ogliastra e un paesello dell'Aspromonte), ha partorito questa dieta che, dopo un'ospitata da Fazio, è schizzata direttamente in classifica.

 Cosa prevede?

 Se non avete la fortuna di appartenere a una famiglia di centenari e quindi la genetica non vi aiuta, potete lanciarvi nella dieta di Longo.

 Dovete diventare sostanzialmente dei pescetariani, evitando carne, uova e latticini e limitandovi al consumo di alcune tipologie di pesci, tanti legumi, tanta verdura e frutta.
 Dovreste mangiare solo tra le 8 e le 20 ed evitare di farlo almeno per le 4 o 5 ore prima di andare a dormire.
Non ho letto cosa succede ai dolci, ma immagino siano proibiti o che comunque, dovendo evitare burro, latte e uova siano fortemente ridimensionati.

 Inoltre, possibilmente, dovreste indagare su cosa mangiavano i vostri antenati e replicare. 

 Considerando che mia nonna materna mi racconta di quando ammazzavano il porco in campagna e che la cucina gallurese di mio nonno materno è piena di latticini caprini e salumi, immagino che debba rivolgermi alla parte paterna, una bella pizza napoletana, un crocché, delizia al limone e non ne parliamo più.

 Ve lo regaleranno, vi avviso.

PS. La cosa più affascinante di questo libro è stata scoprire, mentre cercavo info, l'esistenza dei cosiddetti nani di Laron, circa 350 persone discendenti da un unico antenato che soffrono di una sindrome genetica che li rende affetti da una sorta di nanismo con vantaggio. Il vantaggio è che non si ammalano di cancro e anche obesi risultano in perfetta salute.


LA PARANZA DEI BAMBINI, D'AVENIA ed ECCOMI:

 Se siete lettori forti e avete per amici e parenti parecchi lettori deboli, preparatevi al tipico regalo di chi non sa cosa rifilarvi, ma con un libro non si sbaglia mai.

 Il problema è che quando i parenti lettori deboli entrano in libreria, si rendono improvvisamente conto che sbagliare, in verità, è probabilissimo e non sanno a che santo votarsi.

  Dopo aver genericamente vessato il libraio con richieste come "Ho bisogno di un libro per fare una bella figura" "Devo fare un regalo ad un avvocato di bella presenza" o "Mi servirebbe un presente per il mio commercialista", (e nessuno riesce a cavargli altre informazioni su questi soggetti, se leggono, cosa, quando, perché), si rivolgono all'unica cosa riesca loro a dare conforto: la classifica.

 Da lì pescano poi o i titoli che conoscono o quelli che gli sembrano più convincenti.

Perciò sappiate che quest'anno il piatto offre: "La paranza dei bambini" di Roberto Saviano (per onestà devo anche far notare che "Il cavallo di ritorno" di Peppe Lanzetta aveva avuto lo stesso tema), "L'arte di essere fragili" del sexy prof Alessandro D'Avenia ed "Eccomi" di Safran Foer.

 Il primo, ormai lo sapranno pure i muri, parla di queste gang di ragazzini napoletani senza scrupoli nè futuro che vogliono fare i big money in breve tempo e vengono manovrati dalla camorra.

 Il secondo racconta del rapporto tra D'Avenia e Giacomo Leopardi, complessa figura letteraria che tutti leggiamo alle superiori senza capirla davvero (non ho letto il libro quindi non so dirvi se D'Avenia possa aiutarvi in tal senso, i libri precedenti mi lasciano dei dubbi).

 Il terzo è il solito romanzo ben scritto dal solito brillante scrittore americano con le solite origini ebraiche e il solito conflitto irrisolto verso la faccenda.


FUFFERIA AD ALTA GRADAZIONE:

 La fufferia quest'anno ha due solidi cavalli di battaglia a sostenerla: Litizzetto e Fabio Volo.

 La prima ha dato alle stampe il suo solito onesto libro, "La bella addormentata in quel posto" composto da capitoletti brevi su fatti di costume (o politica/costume) commentati in modo ironico.

 Un condensato dei minimonologhi che recita seduta sulla scrivania di Fazio. Hanno un loro pubblico, immagino saranno un interessante documento dei nostri tempi tra una trentina d'anni.
 Se saremo sopravvissuti s'intende.

 AAA Altissima probabilità che ve ne regalino almeno due, anche tre.

 Il secondo, forse preso dalla gravità degli impegni televisivi, ha trollato alla grandissima.

 Non avrete infatti impacchettato sotto l'albero il solito romanzo con un uomo pieno di trombamiche alle prese coi dubbi della vita, ma un libretto scritto in non più di cinque minuti.

 Dovete sapere che l'anno scorso ebbe un buon successo un libretto formato da una serie di lettere da compilare.

Bisognava scrivere una lettera a noi stessi tra dieci, venti o trent'anni, oppure ai noi stessi sposati, con figli e via dicendo.
 Poi, si sigillavano le lettere all'interno di alcune buste e si aprivano al momento giusto per scoprire chissà cosa pensavamo noi cinque o dieci anni prima o in caso di figli ecc.

 Era un'idea carina.

 Fabio Volo (o chi per lui) ha deciso di pseudoimitarla con un libro che, in verità, non definirei neanche tale, visto che è una sorta di taccuino in cui ti lascia pagina per pagina delle tracce.

 "L'ultima cosa a cui ho pensato prima di addormentarmi" e tu devi scrivere nelle righe vuote sotto, "La prima cosa a cui ho pensato quando mi sono svegliato" e tu che compili.

 Diciamo che va bene sfruttare la popolarità di un autore e va bene che nessuno deve essere Umberto Eco, ma il libro delle risposte ha più senso di questo libretto che andrebbe bene dato in allegato gratuito con Grazia a Ferragosto.

Auguri.


LIBRI SU HARRY POTTER E DOVE TROVARLI (SOTTO L'ALBERO):

Certi libriiii non finisconooooo, fanno dei giri immensi e poi ritornanoooooo

 Harry Potter quest'anno ha avuto un doppio ritorno di fiamma grazie alla sceneggiatura teatrale "La maledizione dell'erede" e a quella cinematografica di "Animali fantastici e dove trovarli".

 I potteriani di vecchia data e quella di nuova si sono riversati in libreria alla ricerca di qualsiasi libro o gadget magico accessibile ai babbani.

 Molti hanno appreso con dolore (e solo dopo aver comprato il libro) che entrambi i libri sono sceneggiature e no, non esiste il romanzo.

 Alcuni hanno allora fatto ricerche doviziose apprendendo infine che almeno di "Animali fantastici" esiste in realtà un libretto primigenio scritto anni fa dalla Rowling e che, misteriosamente, la Salani ha deciso di non ristampare lasciando inevase centinaia di richieste (problemi di diritti? Astuta secondo loro mossa commerciale per far acquistare la sceneggiatura del film che nulla ha a che spartire con libretto originale? Uno di quei misteri dell'editoria che rimarranno insoluti).

 Ebbene, se poco poco dimostrate inclinazioni verso la letteratura fantastica o semplicemente vi piace andare spesso al cinema, questi potrebbero essere i libri che vi ritroverete sotto l'albero.

 Magari in due o tre copie, magari li avete già sia in inglese o in italiano, ma insomma, Harry Potter è come la lasagna, chi ve lo regala sa che difficilmente potrebbe sbagliare.


VARIE ED EVENTUALI:

Se siete poco poco delle giovinette o giovinetti dediti alle storie romantiche e ai romanzi d'amore, sappiate che per andare sul sicuro vi regaleranno un libro che al 90% già popoleranno la vostra libreria.

 Trattasi di "Io prima di te" (o anche del suo seguito "Io dopo di te") la storia, se ho ben capito, di un uomo paralizzato e della sua spontanea e amorevole "badante" che riporta la gioia nella sua vita prima dell'inevitabile.

 Per la serie "la sindrome della crocerossina non passa mai di moda".


 Se invece siete considerati gli intellettuali del gruppo, specie se di genere femminile, anche quest'anno Alberto Angela, balzato come non mai agli onori della cronaca come sex symbol, ha donato al mondo il suo libro divulgativo "Gli occhi della Gioconda".

Parliamo del titolo inquietante
alla luce di questo orrendo 2016

Infine, tenete sempre presente la possibilità religiosa.


 Ho visto addirittura una sorta di gigacofanetto con le frasi di Papa Francesco e accessori vari, il Papa attuale ha infatti una florida produzione (sua e su di lui) che Ratzinger si sognava e il parente che tenta di convertirvi, (con la solida scusa che è Natale e festeggiamo la nascita di Gesù), c'è in ogni famiglia.

Cercare di non produrre una faccia sconcertata davanti al titolo dell'ultimo tomo papale sarà dura, ma ce la farete, credo in voi.


E voi? Avete paura? Avete già il sentore che alcuni di questi preziosi tomi alberghi sotto il vostro abete? Testimoniate!

domenica 11 dicembre 2016

La prima presentazione del libro! Il 16 Dicembre ore 18:00 Ubik di Padova! Accurrite accurrite!

Mentre annuncio che domani ci saranno ben due post (consigli e vignetta che dovevo postare stasera, ma sono troppo stanca), informo chi non mi segue sui vari social (e quindi ha perso l'annunciazione) che:

 Il 16 alle ore 18:00 presso la nuova nuovissima libreria Ubik di Padova, verrà presentato per la primera volta il mio libro!

 Perciò o veneti, o padovani e limitrofi che mi seguite sappiate che sarò lì felice e terrorizzata che mi chiediate qualcosa che non so disegnare (cosa che avverrà di sicuro).

 Accorrete numeros* in Riviera Ponti Romani 44!

 Di cui sotto la bellissima foto by la Ubik di Padova, una cosa che non avrei mai creduto possibile.


venerdì 9 dicembre 2016

Come recuperare lo spirito natalizio in poche rapide pagine. 6 Suggerimenti per ritornare ai natali della nostra infanzia tra Baum, Serao, Dumas e Guareschi.

 Natale si avvicina, come avevo previsto sto facendo molta fatica a sciorinare i miei suggerimenti prima che arrivi, inesorabile, il 25, eppur mi impegno.

 Oggi contribuirò alla causa con un post estremamente natalizio: suggerirò racconti e novelle di grandi autori del passato con ambientazione natalizia.

 Io non sono il tipo che addobba casa (ho più addobbi di Halloween che di Natale) e mette Michael Bublè a tutte le ore mentre cucina biscotti allo zenzero e, ammetto che, di anno, in anno, faccio sempre una sempre più estrema fatica per sentire anche quel minimo di spirito natalizio.

 Eppure questo è stato un anno molto complicato per questo mondo che appare sempre più arrabbiato e sembra disposto a sacrificare le fatiche del passato per un egoismo devastante e un odio verso chiunque ci viene comodo ritenere responsabili di questo caos che monta monta monta come se avessimo già dimenticato a cosa ci ha portati.

 Perciò penso che ovviamente lo spirito natalizio non risolverà niente e di certo molti lo trovano anche senza senso in un periodo in cui, come già insegnava Marcovaldo, è più consumismo che altro, ma un racconto in più di Natale da regalare non fa mai male.

 Semina qua, semina là, magari qualche miglioramento c'è e l'odio arretra, almeno un poco.

 Bene, dopo questo discorso pieno di buoni sentimenti, degno di un pessimo film di Natale e non certo di questo blog, vi lascio coi miei consigli di semina natalizia.

 Buona lettura!


LA VOLPE ALLA MANGIATOIA di Pamela Lyndon Travers ed. Sellerio:

 L'autrice di Mary Poppins, ebbe un'infanzia discretamente infelice.

Rimasta orfana di padre da bambina, con una madre in balia di frequenti crisi depressive, per sollevare il morale dei suoi fratelli iniziò a inventare e poi scrivere racconti.

 "La volpe alla mangiatoia" è uno di questi, una favola di Natale in cui l'autrice sembra curiosamente due personaggi: la parente più grande che racconta la storia e uno dei bambini a cui viene raccontata.

 Tre pargoli, in una Londra appena uscita dalla guerra e ancora pesantemente ferita dai bombardamenti, portano i loro giocattoli in Chiesa per i bambini poveri, ma non è che siano proprio al top della felicità.

 Partendo dalla domanda di uno di loro, "Perché nel presepe non ci sono animali selvatici?" la parente più grande che li ha accompagnati in Chiesa e poi alla raccolta, per placare le tre pesti inventa per loro la storia della volpe che voleva entrare nella grotta, ma le veniva impedito dagli altri animali che la consideravano cattiva e pericolosa.

 Eppure anche la volpe, come tutti gli esseri viventi su questa terra, dai migliori ai peggiori, può avere, in fondo, qualcosa di importantissimo da donare.

 E non sta a nessuno stabilire presuntuosamente la grandezza del dono perché è il dono stesso una forma di grandezza.

 La traduzione è un po' vintage, ma a Natale anche la lingua vetusta finisce per avere un suo perché.


RICORDI DI NATALE di Matilde Serao e Giulio Laurenti ed. Graphe.it:

Molte giornaliste e intellettuali di fine '800, inizio '900 sono rimaste incredibilmente affascinate da un medio oriente purtroppo in larga parte ormai scomparso. 

Matilde Serao, che compì un viaggio in Palestina nel 1893, fu tra queste.

 Nel 1899 diede alle stampe i ricordi di questo suo viaggio e il libricino delle edizioni Graphe.it ne ha selezionato uno in particolare, quello legato alla città di Betlemme. La Serao caricò di particolare misticismo la città in cui nacque Gesù e riporta con attenzione le fisionomie degli abitanti e descrive i brulli colli attorno.

 Il racconto abbinato (la collana abbina un pezzo classico ad un moderno) ha un tratto in comune col succitato racconto di Pamela Travers: un insegnante di sax ricorda di quando, bambino, sistemava nel presepe familiare, la statuina di un grosso orango che a scuola gli era stato impedito di usare perché, no, gli oranghi in Palestina non esistevano.

 I tipici dispetti tra cugini (che tutti abbiamo dovuto subire in qualche misura) causano la sparizione dell'orango, ma contribuiscono a creare quella mole di ricordi che, anni dopo, ci accorgiamo essere il vero succo dei natali della nostra infanzia.


NATALE SUL MARE di Joseph Conrad ed. Elliot:

 Non un vero racconto quanto un insieme di ricordi raccogliticci, malinconici, spesso cinici eppure potentissimi.

 In poche pagine un Conrad ormai anziano rievoca i veri Natali da lupo di mare, quando, col vento in poppa e il rischio di scontrarsi con qualche altra imbarcazione, gli auguri e i dolci natalizi sembravano robetta da misero abitante della terraferma, esemplare umano spesso ipocrita e infelice senza saperlo.

 Come giustificare altrimenti la disperata speranza di felicità che una così larga fetta di umanità riversa nel giorno di Natale? 

 Doni che dovrebbero essere sorprese durante l'anno, scambiate con frenesia e dopo ansiolitiche code, in un giorno preciso a cui ci si aggrappa per dare un senso a tutto.

  Chi passa il Natale in mezzo al mare (e non su stupide navi passeggeri, ma su navi che per mesi non incrociano anima viva e sopravvivono tra mille intemperie) il senso della vita ce l'ha sempre ben presente, la vita non la insegue con affanno sperando di trovarla in mille stupidaggini, ma la vive.

 E sa anche riconoscere un vero Natale quando lo incrocia, anche se ha la forma di un barile pieno di vecchie riviste, lanciato in mezzo al mare verso una baleniera che batte bandiera americana.


VITA E AVVENTURE DI BABBO NATALE di L. Frank Baum ed. Mattioli 1885:

 Io ho sempre creduto alla Befana, mai a Babbo Natale che i miei genitori, come scrivo spesso, mi hanno sempre presentato come un'invenzione della Coca Cola e dell'America capitalista.

 Inoltre i pietosi film americani sempre più irriverenti sulla figura di questo pasciuto anziano in realtà quasi sempre impersonato da povera gente generalmente dedita all'alcol che guadagna quelle due lire almeno per capodanno (o da uomini sboccati che ovviamente a tutto credono tranne che al Natale) mi hanno ulteriormente maldisposto. 

 Per me Babbo Natale è tutto tranne che magia.

 Tuttavia penso che in questo mondo sempre meno magico e sempre più materiale e materialistico, reintrodurre un po' di sano stupore e di splendore leggendario, male non faccia.

 I bambini non hanno bisogno di bugie, ma di un certo magico mistero sì e penso seriamente non faccia male neanche agli adulti per distendere i nervi e godersi un momento dell'anno che oltre a svuotare il portafogli dovrebbe riempire l'animo.

 Proprio per questo straconsiglio il libro di L. Frank Baum, l'autore de "Il mago di Oz", "Vita e avventure di Babbo Natale" che racconta della ninfa dei boschi che adottò un bambino piccino e abbandonato nei boschi e lo rese il panciuto signore che rende felici i bambini,

  "Perché i bambini innocenti hanno diritto ad essere felici finché non saranno abbastanza cresciuti da sostenere le prove cui l'espone l'umana condizione".

  Un libro piccolo che potrebbe ricordare in un Natale in cui immagini di guerra rimbalzano sui nostri schermi, che tutti abbiamo dei doveri verso chi è più piccolo e indifeso e non riesce a sostenere ancora le forze immense della vita e della storia.


LO SCHIACCHIANOCI di E.T.A. Hoffmann e Alexandre Dumas:

 Dovete sapere che alle medie recitai la parte della perfida fata confetto dello Schiaccianoci nella recita scolastica.

 Con un orrendo fiocco azzurro tra i capelli, consegnavo un raro esemplare di ragazzino poco più basso di me che calzava i panni dello schiaccianoci, a un esercito di topi malvagi.

 Credevo fosse solo un balletto di Cajkovskij dal quale la mia professoressa di musica sembrava essere particolarmente ossessionata, scoprii solo dopo che era un racconto di E.T.A. Hoffmann, autore tedesco di racconti con una fissa particolare per i congegni meccanici che aveva titolo "Lo "Schiaccianoci e il re dei topi".

 Fu una fiaba così celebre che ispirò persino una sorta di remake da parte di Alexandre Dumas padre, "Lo schiaccianoci".

 La storia è quella della piccola Maria alla quale il padrino dona una serie di giocattoli meccanici tra cui uno schiaccianoci a forma di soldatino.
  La notte, Maria sogna di precipitare nel mondo del piccolo schiaccianoci dove lo aiuterà a sconfiggere un temibile topo a sette teste.

 Anni dopo un giovane particolarmente bravo a rompere noci con i denti la impalmerà.

 Esiste una bella edizione della Donzelli con entrambe le fiabe illustrate, altrimenti Interlinea ha pubblicato in un piccolo grazioso libro, la fiaba singola di Dumas.


FAVOLA DI NATALE di Giovannino Guareschi ed. Bur:

 Non è un libro è una fonte di lacrime assicurata, sia per la storia che per la sua genesi.

Giovannino Guareschi, infatti, durante la seconda guerra mondiale, venne richiamato al fronte come "punizione" per aver insultato a gran voce per le strade il duce e la sua guerra che avevano spedito il fratello dello scrittore in Russia dove si credeva disperso. 

 Durante l'armistizio, assieme ad altri militari italiani, Guareschi venne catturato dai tedeschi e spedito di campo di concentramento in campo di concentramento, in uno di questi, Sandbostel, scrisse una fiaba natalizia per allietare l'animo dei compagni di prigionia.

 La storia, che venne non solo letta, ma anche musicata da Arturo Coppola, racconta la storia di Albertino che vorrebbe rivedere il papà rinchiuso in un lager.

 Tenta di mandargli una poesia sotto forma di un uccellino, ma il volatile poetico non riesce a oltrepassare la frontiera.

 Il bambino però non si dà per vinto e parte per raggiungere il padre assieme al cane e alla nonna. 
 Un angelo, prima di essere abbattuto in volo, li porta fino al bosco in cui si congiungono i due paesi in cui è diviso il mondo: quello della guerra e quello della pace e sarà proprio lì che Albertino ritroverà suo padre, fuggito dal campo per raggiungerlo.

 Sarà la felicità di una sola notte con un panettone autarchico accanto al fuoco, ma quando l'oscurità avvolge tutto, anche una piccola e flebile luce può fare una luce immensa.

Vi è venuta voglia di Natale? O almeno di leggere cose natalizie? A me, mentre preparavo il post, molto (e ammetto, ho anche voglia di biscotti allo zenzero).


mercoledì 30 novembre 2016

Consigli per il Natale 2016 parte II. Cosa regalare al lettore fuffa? Saggi nostalgici, cibo essenziale, torte fluffose, la hygge danese e parecchia nostalgia.

E' il 30 novembre.

Da domani si comincia!
 Non riesco a capire perché l'estate, che, ferie a parte, non sopporto visto che in città non fai altro che crepare di caldo, vedertela coi negozi chiusi e soffrire d'insonnia a causa delle zanzare, sembri invece durare un'eternità.

L'autunno purtroppo sta volgendo davvero alla fine con mio enorme disappunto.

 Sigh e strasigh.

 In ogni caso, non sono una fan del Natale precoce, tuttavia è giunta l'ora di iniziare i post dei consigli per i regali, anche perché, come ben sapete, ho sempre tanti buoni propositi e poi rischio di essere lentissima e di lesinare perle.

 Perciò comincerò con la prima infornata, quella dei consigli mainstream. 
 Tutti abbiamo quei parenti, amici, colleghi a cui però dobbiamo un favore, che sono diciamo dei lettori fuffa.

 Chi è il lettore fuffa?
 E' quell'incomprensibile (per me) esemplare di lettore che legge anche tanto, ma solo ed esclusivamente libri in voga.

Ben lungi dall'avere un gusto personale, si avventa solo sugli autori più letti e generalmente dopo un numero rilevante di loro visite al primo posto della classifica (non basta arrivarci una volta, devi provare che vali), sui romanzi di cui sta per uscire o è uscito un film di successo (o una fiction), sui rari saggi di cui tutti, ma proprio tutti, compresa la tv, parlano e su qualsiasi fuffata sia di moda al momento.


 Ovviamente ognuno ne conosce almeno un esemplare: mimetici e tenaci, generalmente anche mediamente sempre molto più acculturati delle masse che non leggono manco il volantino della spesa, come le piante infestanti, essi sorgono nel parco amicizie di ognuno di noi.

 La cosa positiva è che è molto facile trovare qualcosa da regalargli. L'unica difficoltà sta in quella fatidica domanda: "L'avrà già letto?" e vi assicuro che è lecita.

  Il cliente fuffa necessità infatti di sempre nuova carne fresca, perché forse avrà poca fantasia, ma divora nello stesso istante in cui vede la luce, qualsiasi novità modaiola.
 Per stupirlo e non disgustarlo serve quel tocco che solo chi se li ritrova davanti tutti i giorni, può avere. 
 Perciò, seguitemi!


IL NOSTALGICO:

 Il cliente fuffa nostalgico ha generalmente sui cinquanta, sessant'anni. 

Esso ha visto un'Italia se non migliore, di certo meno incattivita e nevrotica oppure crede di averla vista.

 Magari gli anni '70 o '80 sono stati i più angoscianti della sua esistenza, ma la patina della nostalgia ha lucidato tutto a dovere e tutto quello che ricorda è il profumo delle tagliatelle di sua madre, i viaggi in motorino senza casco sulla riva del mare e il primo amore che chissà che fine ha fatto.

 Per il cliente nostalgico questo natale la libreria ha ben due possibilità: la prima è "1960. Il migliore anno della nostra vita" di Alfio Caruso ed. Longanesi.

 Se noi siamo qui nella perenne angoscia della prossima catastrofica votazione a livello mondiale (chi voterà il prossimo discutibile figuro? Quale muro ergeremo domani?) e non riusciamo a vedere la fine di una crisi economica che pare eterna e ormai ci ha portato a un clima di sottile odio sociale, il 1960 pare fosse l'anno di un ottimismo che non potremmo immaginare neanche nei nostri sogni migliori.


Il libro è un distillato di spirito nazionale ottimista: Pil nazionale al +8% (da quando capisco cos'è il Pil non credo sia mai stato sopra il +1%), le olimpiadi a Roma con medaglie da sogno come quella di Livio Berruti, la Dolce Vita, Fellini, i film in bianco e nero, il primo vero sospiro di sollievo e aria frizzante post guerra.
 Insomma, un effetto che manco una puntata di uno show di Paolo Limiti.

 Sullo stesso filone si colloca un bell'illustrato de il Mulino "I migliori oggetti della nostra vita" di Marta Boneschi. 

 Ogni capitolo corrisponde ad un oggetto che ha portato un forte cambiamento di costume nella società del '900.

 E' interessante come cose come gli antibiotici, la macchina da cucire o da scrivere rimandino immediatamente a un immaginario vecchissimo, robe come il cellulare sembrino a sensazione una ragazzinata e si provi istintiva simpatia per la pillola, la lavatrice e la vespa, simboli di un'Italia ricordata (non necessariamente stata) felice e autentica.

  E soprattutto lucidata ad hoc dall'effetto nostalgia.

IL MODAIOLO:

 Vi ricordate  (se avete meno di 25 anni la vedo dura, ma googlatelo), quell'estate in cui tutto non potevamo fare a meno dei braccialetti tibetani? 

 Ne vendevano a secchi sulle spiagge e una mia amica aveva collezionato non meno di cinquanta colori differenti.

 Ebbene, anche in libreria arrivano queste febbri che rendono folli le masse senza un motivo spiegabile. 



Prima venne "Il manuale di pulizie del monaco buddista", poi i libri per rilassarsi colorando, poi "Il magico potere del riordino" di Marie Kondo e infine l'incomprensibile affondo del metodo norvegese per accatastare la legna!

 Ora posso dirvi quale sarà il delirio dei prossimi mesi: la Hygge.

 Cos'è? 
 E' il concetto della coccolosità e dei piccoli piaceri della vita quotidiana in salsa danese.

  Si tratta di piccole azioni che però dovrebbero generare una grande felicità, come mangiare biscotti in compagnia o mettere delle candele carine sul tavolo della cena con gli amici, dividersi una nuova torta cucinata la mattina, attaccare una decorazione carina alle pareti tutti insieme o un pic nic al parco con la tua famiglia.

 La particolarità è che questi piccoli piaceri devono essere consapevolmente limitati nel tempo. 

 La Hygge ha senso solo se è un fugace momento di felicità.

 E' appena uscito un libro della Sperling (che però devo dire ha una copertina poco Hygge e un po' tristarella), "Hygge" di Louisa Thomsen Brits, mentre è prevista per l'anno nuovo (peccato, a Natale era perfect), la traduzione di "Hygge" di Marie Tourell Soderberg.

 Che comunque potete sempre regalare all'amico lettore fuffa, inglese ablante.

Ps. Tiratevela e ricordate al soggetto del vostro regalo che non è inglese e che si pronuncia UGGA.


CUCIN CUCINA:

 Nonostante le diete e nonostante la cosa che mi attira di più sia in realtà un meraviglioso libro sulle lasagne ("Dietro la lasagna") dovete acchiappare il vostro cliente fuffa, quindi non fatevi distrarre da cose sugnose e cioccolatose.

Scommetto che avete già fame, eh?
Il cliente fuffa vuole cose alla moda e ve lo dico, adesso di moda in cucina c'è una roba tristissima: il cibo sano ai limiti dell'umana sopportazione.

Altro che trionfi di costolette ricoperte di sugna, peperoni ripieni e torri di polpette, ora va il cibo basic.

 Ricette con tre o quattro ingredienti, composte nel modo meno pomposo possibile e con procedimenti il meno complicati immaginabili.

 Un sogno? No, un trionfo di semi, frutta mischiata a verdura (per me, personalmente, un abominio dai tempi dell'insalata con l'ananas di mia zia), olio a crudo, carne alla griglia (poca) e cruditè in abbondanza.

 Pure le copertine ti fanno passare la voglia di mangiare, ma vabbeh, ora si è essenziali.

 Due titoli di consiglio: "Good Food" di Csaba Dalla Zorza, Guido Tommasi Editore e "Superfood" di Jamie Oliver  ed Tea, che a quanto pare si è stancato dello stinco di maiale inondato di salsa ed è passato a più dietetici consigli.

 Se sapete che invece l'amico modaiolo se magnerebbe pure la nonna condita con la nutella, allora avete un'alternativa: la fluffosa.

 Cos'è la fluffosa? Una torta diventata concept. 

 Si tratta di un particolare tipo di torta che tende ad alzarsi tantissimo e ad essere supermegasoffice (in America la chiamano chiffon cake).

Vi avviso che la confezione è gigantesca, quindi se dovete
viaggiare è un filino scomoda
 Oltre ad essere bella a vedersi in effetti, viene attribuito lei il potere di rendere soffici e comfortable i pomeriggi un po' tristi e di catalizzare l'allegria di un gruppo di amici che si riunisce nel gelo invernale e ne approfitta per ingozzarsi di dolci e the.

 La furbata fluffata è che per Natale è stata sfornata un'edizione speciale gigantesca nella quale oltre al libro "Le fluffose" di Monica Zacchia ed. IFood è contenuto anche lo stampo per la torta che in Italia, se ho ben capito, è abbastanza complicato da trovare.

 Visto il prezzo (39,00), dovete proprio tenerci al vostro amico lettore fuffa. Ma chissà, magari è vostro marito o vostro figlio o vostra sorella, non metto limiti alla provvidenza.

Ps. Per l'amico veg è prevista un'altra sessione di consigli prossima futura.

E voi?? Avete un amico lettore fuffa? Raccontate la vostra inquietante esperienza!


lunedì 28 novembre 2016

E' un uccello? E' un aereo? Macchè, è un Papa! Da "The young Pope" alla narrativa, 6 storie letterarie di Papi fantascientifici, tra robot, catastrofi nucleari, amanuensi ed LSD.

 Il fidanzato della mia sorella di mezzo, come molti italiani, ha Sky.

 Io non possiedo l'abbonamento e francamente, guardando pochissima tv, non ne ho mai sentito la grande necessità, finché, l'ultima volta che sono scesa a casa mia, egli ha avuto l'improvvida idea di farmi vedere la prima puntata di "The young Pope".

 La fiction di Sorrentino, che ha per protagonista un giovane Papa avvenente, era quanto potesse attrarmi di meno, ma quella sera non avevamo molto altro da fare e così il divano ci ebbe.

 Ebbene, la prima puntata è un capolavoro assoluto e mi ha lasciata drammaticamente priva di un seguito finché qualche tv in chiaro non mi donerà il seguito.

 L'idea geniale del buon Sorrentino (io ho visto tutti i suoi film tranne quello americano e li ho trovati piacevoli, ma non sconvolgenti) è quella di mettere in scena un raro esempio di fantascienza soft.
Perché, che la Chiesa cattolica possa davvero eleggere un sexy Papa di neanche cinquant'anni che dopo l'elezione si rivela ingestibile dalle gerarchie vaticane, è davvero fantascienza.

 Ma è un genere di sci-fi con cui si può giocare molto e si può indagare tantissimo.

 La fantascienza migliore, a mio parere, non è quella dei robot o degli alieni fini a sé stessi, dei viaggi nel tempo e dei superpoteri come divertissement di chi scrive e chi legge, ma quella cosiddetta "sociale" che indaga, usando i termini di un assurdo organizzato, le derive più infide e nascoste della società e dell'animo umano.

 Una tipologia molto in voga in passato, adesso assai rara.

 Sorrentino l'ha rispolverata con grande sagacia ed enorme saggezza: ha scelto infatti un'istituzione, il Papato, per molti versi degna di un romanzo di fantascienza.

 In passato ci sono stati Papi discutibili, viziosi, instabili che hanno però fatto la storia, cosa accadrebbe se una scheggia impazzita si conficcasse per caso proprio all'apice della gerarchia ecclesiastica?

 Visto che la realtà, ultimamente, ci tiene a diventare fantascientifica, (in senso negativo), mi sembra la fiction giusta al momento giusto.

 In ogni caso, mentre spero di riuscire a vedere le altre puntate (e sono in ogni caso riuscita a ossessionarmi con la canzone di Nada coi soli articoli), ho pensato a una piccola rassegna di papi fantascientifici in letteratura!

 Accendete i vostri papa-razzi!


ROMA SENZA PAPA di Guido Morselli:

 Non tutti conoscono la storia di Guido Morselli, sfortunatissimo autore di talento che per tutta la vita inseguì il sogno di essere pubblicato (e qui apriamo una pagina nera nella storia dello scoutismo letterario, Calvino rifiutò Morselli, ma ha lanciato De Carlo, inquietante) e che infine si suicidò, assai probabilmente, anche per la delusione e la tristezza provocate dai continui rifiuti editoriali.


Quasi subito dopo la morte, a beffa, iniziò la sua scoperta che ha portato alla divulgazione della sua opera, molto originale e molto ben scritta.

 "Roma senza Papa" è un suo audace (per i nostri tempi bigotti direi audacissimo) libro che immagina un mondo sempre meno spirituale, non tanto perché materialista, quanto perché ormai così profondamente secolarizzato da rendere il papato un'istituzione vetusta che, per sopravvivere deve ricorrere a un profondo rinnovamento.

 In una sorta di Unione Europea che ha adibito l'Italia a paradiso turistico (e di solo turismo deve occuparsi, altro che fabbriche), la decisione del nuovo Papa, (un giovane straniero che ha una tenera amicizia con una teosofa di Bangalore e tende a mostrarsi poco in pubblico), di trasferire il Vaticano da Roma a Zagarolo, è un vero problema.
 Cosa succederà alla città eterna quando il turismo tracollerà?

 Vediamo tutto con gli occhi del prete svizzero (e sposato) molto conservatore Walter, assai sconcertato (prima di abituarsi) davanti ai profondi cambiamenti romani: religioni che tendono a sincretizzarsi, gesuiti che fanno uso di LSD durante l'addestramento, conversione di macchine pensanti, matrimoni gay e preti ultrà che guidano tifoserie calcistiche agitate.
 Ho la vaga idea che Sorrentino una letta gliel'abbia data.


I CANTI DI HYPERION di Dan Simmons:

 E' uno dei libri della saga di Hyperion, un mix complesso, ma benissimo scritto di alieni, intelligenze artificiali che mirano a sterminare l'umanità tipo Matrix, battaglie spaziali e papi guerrieri.
In questo caso il novello Giulio II è Papa Urbano XVI che tenta una crociata spaziale non sapendo di essere in realtà una pedina nelle mani delle malvagie AI.

 Nel primo libro della serie (l'unico che ho letto, "Hyperion") un gruppo di persone viene costretto a recarsi su Hyperion, un pianeta periferico, per una lunga serie di motivi. Ognuna di loro racconterà, durante il viaggio, la sua storia e il motivo per il quale è collegato a quell'oscuro luogo.

 Il sacerdote Lenar Hoyt (che è nientepopodimeno che papa Urbano XVI) ha perso su Hyperion un suo vecchio compagno, un gesuita mandato a convertire uno strano popolo, i Bikura, vittime di un parassita che causa loro una curiosa dannazione: ogni qualvolta muoiono, li fa resuscitare, mangiando la loro vitalità di volta in volta e riducendoli lentamente a zombie privi di intelletto.

Altro che zombie gay in Vaticano e suore ninja.


IL PAPA DEFINITIVO di Clifford Simak:


 In una galassia lontana lontana, sul pianeta chiamato, "Fine di niente", un gruppo di robot e di umani ha fondato un Vaticano alternativo che prende significativamente il nome di Vatican-17.

 Perché? 
 Secoli prima gli esseri umani, avevano negato il diritto di culto anche ai robot in nome della loro presunta mancanza di anima.
 Decisi ad avere una loro religione, un gruppo di robot fuggiaschi aveva fondato un doppione del Vaticano con tanto di robot cardinali e robot monaci che riproduceva in tutto e per tutto la gerarchia ecclesiastica.

 Al centro di tutto un enorme calcolatore, chiamato il Papa Definitivo, che memorizza e processa tutte le informazioni spirituali e religiose provenienti dall'universo in un'ideale tentativo di incanalare ogni pulsione mistica del'universo.


UN CANTICO PER LEIBOWITZ di Walter M. Miller jr:

Distopia in tre parti, vede il mondo chiudere malamente il suo cerchio di autodistruzione.

 Dopo una guerra nucleare che ha spazzato via gran parte del pianeta e degli esseri umani, riportando la tecnologia e le conoscenze tecnologiche ad un livello più o meno medievale, alcune neonate comunità monastiche si sforzano di trascrivere documenti del passato di cui non capiscono più il senso, ma che percepiscono come importanti (documenti in genere trovati in bunker antiatomici).

 Un giovane novizio ritrova un documento che sembrerebbe essere appartenuto a San Leibowitz, il fondatore dell'ordine amanuense che la Chiesa di Nuova Roma (in Missouri) sta tentando di canonizzare. Il Papa in trono è Leone XXI.

 La seconda parte vede una lotta, secoli dopo, tra stato e Chiesa per la supremazia sul territorio, mentre l'ultima ripropone l'umanità sull'orlo della catastrofe nucleare.

 E' a questo drammatico punto che un ordine di Frati è incaricato di mettere in atto l'astuto piano ordito dagli ultimi due papi, Celestino VIII e Paolo VII: partire per Alpha Centauri e lì dar vita ad una colonia dove mettere in salvo un gruppo di bambini e rifondare la chiesa di Roma.

 Non si può dire che il Vaticano non si attrezzi.


BUONE NOTIZIE DAL VATICANO di Robert Silverberg:

Racconto purtroppo brevissimo, ma delizioso, è una semplice conversazione tra un gruppo di teologi e turisti che attendono al bar di sapere se il nuovo Papa è stato eletto.

 La particolarità è che il nuovo Papa promette di essere profondamente innovativo e innovatore: è infatti un robot.

 Il tono generale degli avventori è abbastanza ottimista: il nuovo Papa ha molti pregi, tra i quali un vasto seguito tra i fedeli robotici, un'ottima fama teologica e, fatto non indifferente, dovrebbe essere l'ultimo Papa da eleggere visto che non può morire.

 Il finale è a base di razzi e non ve lo svelo.


IL DILEMMA DI BENEDETTO XVI di James Herbert Brenner:

Racconto abbastanza sconosciuto, salito agli onori della cronaca per aver curiosamente profetizzato non solo nome, ma anche aspetto (in copertina) del Papa omonimo.

 La storia narra le gesta del Papa alle prese con un acerrimo nemico Victor Ling, una sorta di neofascista che ha pretese sul trono di Anderstraad.

 Il Papa, che vive ormai a Ginevra, potrà sconfiggerlo e strappargli il trono solo se dimostrerà di essere sano di mente al più grande psichiatra del regno, Steinmann.
 Peccato che tra visioni mistiche e paranoia non sarà facile.


E voi conoscete qualche altro fantascientifico Papa? Odiate o amate la fiction di Sorrentino? Testimoniate!
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