Avete presente quelle orride fascette che accompagnano libri di ogni sorta promettendoci capolavori, best seller, amore eterno, prosperità e ricordi indimenticabili? Spesso uno dei titoli di merito del tomo in questione, che esso sia "1001 modi per usare un paiolo" o "Oreo o Ringo, questo è il problema?" (per me chiarissimamente vincerebbero i Ringo) è il fatto che il libro sia sulle nostre tavole tramite tam tam. Nessuna malvagia strategia commerciale, ma solo il caro buon vecchio fragrante passaparola.
In realtà il passaparola è solo uno degli infiniti modi con cui gli sciamanti clienti arrivano a conoscere l'esistenza di un libro.
Lavorando in libreria ci si accorge dell'esistenza di un magico mondo colmo di consigli e consiglieri, ma, amici passaparolari e professori costrittori a parte, quali sono le più diffuse fonti di ispirazioni dei clienti?
GENTE SUI MEZZI PUBBLICI:
Io sono portata a credere che questo metodo sia strettamente correlato alla mania dell'oroscopo. Più vado avanti nella vita più mi rendo conto che credere a dei segni, indizi che il destino dovrebbe casualmente lasciarci in giro per farci comprendere quale sia la giusta via, dopotutto sia un modo come un altro per tirare avanti. Uno dei segnali di Dio e dell'universo più diffusi sono i libri che la gente legge sui mezzi pubblici.
Io sono portata a credere che questo metodo sia strettamente correlato alla mania dell'oroscopo. Più vado avanti nella vita più mi rendo conto che credere a dei segni, indizi che il destino dovrebbe casualmente lasciarci in giro per farci comprendere quale sia la giusta via, dopotutto sia un modo come un altro per tirare avanti. Uno dei segnali di Dio e dell'universo più diffusi sono i libri che la gente legge sui mezzi pubblici.
Non sto esagerando, ma più di un cliente ispirato è giunto da me chiedendomi libri di cui ricordava vaghissimamente il titolo e ne ignorava assolutamente il contenuto.
"Ricordo la copertina, aveva delle ali, un sole che sorge e tante farfalle. C'era la parola vita dentro."
Quando chiedi numi su quale sia l'argomento, ecco che il cliente ti racconta la sua commovente storia: "Mi trovavo sul tram e ho visto un ragazzo che lo leggeva, gli ho chiesto com'era e lui mi ha risposto che DOVEVO assolutamente leggerlo, che mi avrebbe cambiato la vita. Così sono venuto in libreria."
Probabilmente a chi è meno cinico di me deve sembrare meraviglioso e ricco di profondità, ma dico io, perché questo mysterioso giovane che ti indica il cammino non fornisce mai una penna e un pezzo di carta dove scrivere il titolo e l'autore o non fornisce indicazioni più precise sul contenuto?
Altre volte il cliente fa tutto da solo. Legge qualche riga del vicino di metro (lo faccio anche io) e si sente folgorato. Poi, vuoi che il vicino sia uno di quelli che se ti metti a leggere qualcosa di suo si sente derubato e vorrebbe defenestrarti, vuoi che la vergogna vinca, non riesce a chiedere lumi e il mysterioso lettore scompare.
Quello che non è chiaro è che se il cosmo ti manda degli indizi, tu l'indagine comunque la devi fare.
BIBLIOGRAFIE:
Esse sono la fonte di incredibili riottosità. In genere capita che un cliente x un giorno si svegli e invece di inseguire una gazzella decida di appassionarsi a qualcosa, che so l'astronomia egizia. Trova un libro in biblioteca, magari degli anni '70 e lo divora. Ha capito che la strada da seguire è quella giusta, così ne vuole ancora e ancora, e prende abbondanti appunti dalla bibliografia al termine del tomo. Forte di quella si presenta in libreria reclamando a gran voce libri che:
Esse sono la fonte di incredibili riottosità. In genere capita che un cliente x un giorno si svegli e invece di inseguire una gazzella decida di appassionarsi a qualcosa, che so l'astronomia egizia. Trova un libro in biblioteca, magari degli anni '70 e lo divora. Ha capito che la strada da seguire è quella giusta, così ne vuole ancora e ancora, e prende abbondanti appunti dalla bibliografia al termine del tomo. Forte di quella si presenta in libreria reclamando a gran voce libri che:
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| Le care bibliografie, chiare quanto un libro in elfico. |
b) Sono stati stampati da ignote case editrici sui monti della Sila o nell'entroterra lucano che forse ti risponderanno via fax (se il numero è ancora quello) un mesetto dopo per comunicarti che nel frattempo sono falliti e hanno donato il magazzino a una biblioteca locale che però non fa il prestito interbibliocario.
c) Non sono mai stati tradotti et messi in commercio sul suolo italico.
Queste tre opzioni non convincono il cliente. Mai. Se questi libri sono stati citati allora ci deve essere un modo per trovarli. Ne scaturiscono conversazioni della durata di mezz'ora da cui non si cava nulla se non una qualifica di incompetente appiccicata addosso.
RADIO:
Io ho sempre sentito un po' di radio, in alcuni periodi più di altri, in generale sempre per farmi compagnia e ascoltare la musica.
Credo, seriamente, di non aver mai sentito una trasmissione sui libri o in cui consigliassero qualcosa. Molti clienti mi stupiscono chiedendomi titoli che hanno ascoltato in numerose trasmissioni, non solo le più famose, ma anche ignotissime, ad orari improbabili, a opera di conduttori che per loro sono ormai degli amici e per me dei perfetti sconosciuti.
E' una modalità che mi incute molto rispetto. Tuttavia. Tuttavia la radio è uno di quei mezzi dove ascoltare attentamente e quanto meno prendere appunti sarebbe auspicabile. Per molti clienti venire da me e dirmi "Sa, ieri a radio "Due alpi innevate" hanno parlato di un meraviglioso libro su una scalata in montagna. Non ho fatto in tempo a segnarmi il titolo, ma le posso dire che la conduttrice, una signora bravissima, teneva il programma verso le cinque del pomeriggio. Ce l'ha presente? Quello con la sigla che fa...".
Io ho sempre sentito un po' di radio, in alcuni periodi più di altri, in generale sempre per farmi compagnia e ascoltare la musica.
Credo, seriamente, di non aver mai sentito una trasmissione sui libri o in cui consigliassero qualcosa. Molti clienti mi stupiscono chiedendomi titoli che hanno ascoltato in numerose trasmissioni, non solo le più famose, ma anche ignotissime, ad orari improbabili, a opera di conduttori che per loro sono ormai degli amici e per me dei perfetti sconosciuti.
E' una modalità che mi incute molto rispetto. Tuttavia. Tuttavia la radio è uno di quei mezzi dove ascoltare attentamente e quanto meno prendere appunti sarebbe auspicabile. Per molti clienti venire da me e dirmi "Sa, ieri a radio "Due alpi innevate" hanno parlato di un meraviglioso libro su una scalata in montagna. Non ho fatto in tempo a segnarmi il titolo, ma le posso dire che la conduttrice, una signora bravissima, teneva il programma verso le cinque del pomeriggio. Ce l'ha presente? Quello con la sigla che fa...".
No. Non ce l'ho presente. Non potrei avercelo presente neanche se fosse su Rds, figurarsi su un'ignota emittente locale. Il guaio di queste ispirazioni è che i clienti che cercano libri recensiti via radio sono quasi sempre anziani e certo da un anziano non puoi pretendere che riesca a prendere appunti alla velocità della luce. "Era qualcosa sulla guerra civile in Spagna, su signorina, quanti libri potranno mai esistere su un argomento del genere?"
Non pensi signora, ci son persone che scrivono persino di questo, da non credere eh.
Non pensi signora, ci son persone che scrivono persino di questo, da non credere eh.
LA SACRA TRIADE AUGIAS-BIGNARDI-FAZIO:
In tv non ci sono queste grandi trasmissioni sui libri. Esiste "Per un pugno di libri" che con tutto il bene io ricordo come un'epica palla a cui neanche nel mio periodo più nerd avrei mai voluto prendere parte. In compenso esistono questi conduttori che si fregiano di avere un'allure intellettuale e invitano ogni tre per due un qualche autore che è loro amico, che ci tengono a lanciare, che gli ha cambiato la vita, che è eccezionale, indispensabile, stimatissimo, magari fa un altro mestiere ma appena prende la penna in mano diventa Joyce e via dicendo.
La sacra triade Augias- Bignardi- Fazio è però quella in grado di generare più passaparola in assoluto e di far impennare le vendite dall'oggi al domani pur con le dovute differenze:
1) Augias: Tra i tre è quello che mi sta più simpatico, forse perché, a dispetto di tutto, mi pare quello con la dote dell'obiettività. Consiglia tomi non piacioni, spesso storici, talvolta pesanti. Ha uno zoccolo duro di acculturati coetanei che lo seguono e quando viene tirato in ballo in cose da cui vorrebbe tenersi fuori (come quando il tizio del M5S voleva mettere al rogo i suoi libri) vive momenti di gloria e di alzata di scudi.
2) Daria Bignardi:
E' uno degli idoli delle sciure acculturate. Vi ricordate le intrepide amiche fornite di laurea umanistica mai usata che si precipitano alle presentazioni? Ecco, lei ne è la santa patrona. Acculturata e a modo, chic nel vestire cheap nel corteggiare spudoratamente tutti gli uomini piacioni sopra i 40 anni che passano per la sua trasmissione, presenta spesso libri da dama di carità 2.0. Tragiche storie di vita vissuta, conduttori volgarotti che sfornano biografie in cui ci parlano delle ferite del loro passato, politici piacioni, scrittori occhieggioni animano i suoi consigli librari in un curioso mix di radical-chicchismo e pop-becerismo. Il risultato è che gli amanti di Maria De Filippi non riescono a seguirla perché quando stanno per commuoversi si sentono sparare una ventata di cultura che li destabilizza, e gli amanti della cultura si chiedono come si possa definire un premio nobel e un cuoco che si è scoperto scrittore il giorno prima parimenti imperdibili e affascinanti. La sciura, nel dubbio, va in deliquio.
3) Fabio Fazio: Amico del mondo, sembra una specie di Jep Gambardella ma buono. Conosce tutti e da tutti è riamato a suon di sorrisi, calde strette di mano e misteriosi ammiccamenti su fatti privati a cui accennano in diretta per poi parlarne dietro le quinte. Le sue recensioni e interviste agli scrittori sembrano riferirsi a un unico grande libro dove indicativamente i personaggi sono meravigliosi, la commozione è alle stelle, dentro ci sentiamo smossi e dopo non potremo fare a meno di pensare. La domanda cattiva non giunge mai, la curiosità nemmeno, la risata sempre.
Si apprezza però la mancanza di piacioneggiamento con le scrittrici donne over 40.
Grande ousider: Roberto Saviano. Se vuole può smuovere le classifiche anche lui. Mai dimenticherò il caso de "Gli ebrei di San Nicandro" libro di cui non credo avremmo mai venduto mezza copia se lui non ci avesse messo lo zampino.
GIORNALI:
Un grande classico che cito per dovere di cronaca. In genere per i librai sono il miglior tipo di passaparola perché il cliente, a meno che non si fidi della sua fallace memoria, ha la giusta pensata di strappare il pezzo di carta col titolo e l'autore e portarlo fin da te.
I guai iniziano quando le recensioni son sbagliate e confondono il titolo con l'autore, l'autore col titolo, il curatore con l'editore, l'argomento col numero di pagine. Pare impossibile, ma accade e allora non solo risalire all'oggetto bramato diventa complicato, ma convincere il cliente che carta non sempre canta lo è ancora di più.
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| Quali recensioni avrà letto Lenin sulla Pravda? |
I guai iniziano quando le recensioni son sbagliate e confondono il titolo con l'autore, l'autore col titolo, il curatore con l'editore, l'argomento col numero di pagine. Pare impossibile, ma accade e allora non solo risalire all'oggetto bramato diventa complicato, ma convincere il cliente che carta non sempre canta lo è ancora di più.
Segnalo poi la mania dei giornali di recensire libri fuori commercio o che devono ancora uscire. Per il cliente "libro appena recensito" può essere uguale solo a "libro appena uscito o almeno in commercio". Ebbene non è così, ci son tanti di quei classici o bei libri fuori fuori catalogo da non poterli contare (ma da poterli recensire a quanto pare sì).
MODE DEL MOMENTO:
Tecnicamente questo è un caso di passaparola, che però dimostra come questo mezzo sia potentissimo e non per forza di matrice spontanea (anche il passaparola può essere aizzato con strategie di marketing). Sia che provenga da una campagna pubblicitaria spietata o che scaturisca da un'imprecisata voglia collettiva di appassionarsi a qualcosa random, la moda del momento è velocissima e inarrestabile. Per qualche settimana (raramente per qualche mese o qualche anno addirittura, vd. Twilight o le 50 sfumature) i clienti iniziano a chiedere un libro specifico, prima son pochi, poi si moltiplicano esponenzialmente. Non si capisce se a monte c'è stata una recensione o se la recensione sia stata consequenziale al delirio. Fatto sta che inizia la danza pazza degli ordini. Se ne chiedono centinaia di copie, le case editrici concorrenti, impreparate, mettono mano al catalogo per ristampare in velocità qualcosa di simile, le tipografie lavorano a ritmi impressionanti. Panico, delirio poi stoooooop. Come la moda è iniziata così improvvisamente finisce. E i magazzini delle rese si riempiono. Un anno dopo, di tutto quel delirio nessuno ricorda quasi più nulla.
E voi, da cosa traete ispirazione per i libri da cercare in libreria?


































