Ed ecco la seconda parte del riassunto a fumetti di "Tre metri sopra il cielo" (la prima potete trovarla qui).
Ora che ho finito questo libro abominevole posso dire con cognizione di causa che:
1) Moccia ha un'idea della violenza molto inquietante.
La scena di Step che saccagna di botte l'amante della madre e poi va a piangere disperato da Pollo è una roba allucinante. Per prima cosa non siamo nel medioevo con i parenti maschi che puniscono la donna disonorata e il disonoratore. Secondo poi, non esiste in nessun caso che tu ammazzi di botte qualcuno e passi anche per quello col cuore ferito. Non che non siano cose che non vadano scritte, (il mondo, lo sappiamo, non è sempre un bel posto), ma che si tenti di mettercele come se quella fosse la mossa disperata di un cuore ferito e soprattutto mai pentito, sempre convinto di essere nel giusto, è assurdo. Doppiamente inquietante che questo si sia infilato in un best seller per ragazzi.
2) Moccia ha un'idea della società un po' strana. Per lui esistono i borghesi figli di papà e i teppisti (a volte figli di papà a volte no). Basta. Quella massa di gente, tipo me, tipo la maggior parte delle persone in Italia, che frequentava buone scuole pubbliche, non figli di papà e non teppisti, con qualche interesse che può variare dalla politica alla lettura, dal canto allo sport, non sono considerati.
Tutti i figli di papà sono dei borghesi insopportabili e posso comprendere le borghesucce ribelli (fino all'iscrizione all'università) che cercano di uscire dagli schemi attingendo momentaneamente ad altro bacino. Tuttavia non si capisce perché per le borghesi tale bacino sia composto unicamente da delinquenti picchiatori.
In qualsiasi caso, la tortura è finita. Godetevi il frutto delle mie fatiche: "Tre metri sopra il cielo" parte II!



















