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giovedì 13 dicembre 2018

I consigli natalizi 2018 parte II! La cavalcata tra libri natalosi (con un filo di polemica) continua tra atlanti, presepi, west, Sturmtruppen e comete.


Continua la mia cavalcata di consigli natalizi brevi (per i miei standard), concisi e polemici.

 In realtà, considerando che la lettura è evasione, ma anche riflessione, forse il fatto che il mio malumore verso la pessima china del mondo si riversi nelle recensioni e il mio gusto ne venga influenzato non è altro che un'inevitabile conseguenza (o forse sono solo un po' cotta dai turni).


 Inoltre ho ammassato un altro po' di consigli, quindi sappiate che presto ci sarà una terza infornata!

 Questo sistema di recensioni spot in codeste fauste occasioni festose mi aggrada assai!


Ma non perdiamo altro tempo!




L'ANNO DELLE COMETE di Daniel Schonpflug ed. Keller:

C'è stata, in alcune epoche di particolare distruzione, una goccia di splendore. 

 Nel 1918, al termine del primo drammatico conflitto mondiale, iniziarono a cadere comete: scrittori, artisti, militanti, politici, attraversarono brucianti il cielo di un mondo che non si trasformò mai in mattino, ma continuò una lunga notte fino al 1945.

 Anni oscuri e splendenti attraversati da personalità che posero le basi del secondo conflitto mondiale, ma anche della nascita del mondo contemporaneo.

 Questo per ricordarci che anche nella notte si vedono ogni tanto delle luci. Non in questo momento però.


STURMTRUPPEN di Bonvi ed. Mondadori Comics:

 Corre il cinquantesimo anniversario dell'invenzione delle militaresche creature di Bonvi. 

 Soldati tedeschen che parlano come un italiano immagina parli un tedeschen, mettono in ridicolo il tanto esaltato ultimamente mondo militare fatto di ordini insensati, comande che si fa più danno ad esaudire che disattendere e organizzazione al limite dell'idiozia.
 Bonvi metteva alla berlina tedeschi, alleati italiani e giapponesi. In un momento storico in cui si rievoca l'asse Roma-Berlino farebbe bene rimettere le cose nella sua giusta prospettiva storica e idiotica.

 La Mondadori comics sta riproponendo la ristampa a colori di tutte le strisce del capolavoro bonviano e, se siete interessati, a Bologna è in corso una mostra.

Ps. Se volete allegare ulteriore regalo, consiglio lo splendido "Un anno sull'altipiano" di Emilio Lussu, in cui lo scrittore racconta il suo folle, surreale e tragico (purtroppo e sottolineo purtroppo tragicomico) anno come ufficiale durante la prima guerra mondiale. E' come Bonvi, con l'aggravante che non è un'opera di fantasia, ma la realtà.


GLI ITALIANI ALLA CONQUISTA DEL WEST di Luigi Grassia, Mimesis edizioni:

 Se chiedete a molti italiani se abbiano mai letto un fumetto, vi diranno subito di no. Poi quando chiederete "Neanche Tex?", allora magicamente si scoprirà che i fumetti, un tempo, li hanno letti eccome e anzi, al ricordo, di colpo scoprono di volerlo fare di nuovo.

 Per tutti i nostalgici appassionati del west, c'è questo grazioso volumetto sulle glorie italiche del selvaggio ovest. 

 Tutte storie vere di cowgirl e cowboy che hanno preso armi, bagagli e cavalli e hanno scritto una storia tutta spaghetti western.


IN CUCINA CON KAFKA di Tom Gauld ed. Mondadori:

 Vignettista conosciuto e amato dai bibliofili per i suoi fumetti sul mondo del libro, quest'anno potrebbe essere un ottimo regalo per i booklover più focosi.

 "In cucina con Kafka" è una graziosa raccolta di brevissimi fumetti che mettono alla berlina con gusto e intelligenza, lettori, scrittori, mode editoriali, passioni bibliofile, classici e fissazioni libresche contemporanee.

 Piccolo e divertentissimo, piacerà da morire a chi ha sempre un libro in borsa.
  Inoltre risolve l'annoso problema natalizio del: "Voglio regalare un libro che faccia ridere!", richiesta evergreen che si sta confermando anche quest'anno.

 Se siete nel dubbio googlatelo, alla fine lo comprerete anche per voi.


THE PASSENGER. GIAPPONE ed. Iperborea: 

Metto questo libro/rivista tra i consigli aggiungendovi un lampeggiante che indica ai miei amici e parenti "VOGLIO CHE LO REGALIATE ANCHE A ME"!

 Da qualche mese l'Iperborea ha avviato una sorta di corposa rivista "The passenger" che bimestralmente raccoglie articoli su uno specifico paese del mondo. Il primo fu l'Islanda, poi venne l'Olanda e infine il nostro amico Giappone che, in verità, quest'anno va più di moda del solito in libreria.

Gustoso, interessante, regalo ideale per i molti appassionati del Sol Levante e per gli indefessi viaggiatori (anche quelli wannabe, che hanno molta voglia, ma poco portafoglio, tipo me).


IL PRESEPIO di Maurizio Bettini ed. Einaudi:

 Mio padre ha una vera passione per i presepi. Durante tutto l'anno raccoglie indefessamente muschio, rametti, legna, sassi e, non lo dico perché sono sua figlia (sul mio instagram potete avere prove fotografiche), crea dei veri capolavori, in pieno napolitan style.

 Quando ero piccola e compravamo pastori e personaggi mini vari nei mercati campani, ero affascinata dalla quantità di figure fisse e apparentemente contraddittorie del presepe. 

 Già a 8 anni mi sembrava sospetto che un fraticello francescano apparisse sul luogo della nascita del bambinello e non capivo perché tutti fossero vestiti in modo medievale, ma apparisse qui e lì una guardia romana.

 Mio padre mi spiegò solo il significato di Benino o Benito o Benigno, il pastorello che dorme proprio sopra la capanna in cui nasce Gesù e che rappresenta l'umanità che chiuse gli occhi davanti alla nascita del salvatore.

 Ecco, il presepe in realtà nasconde mondi, significati e iconografie sconosciute che Bettini racconta in questo libro, poco divulgativo e molto di livello, che interesserà gli appassionati di presepi, antropologia e folklore!


LE PUBBLICITA' DI NATALE CHE HANNO FATTO EPOCA di Fochesato ed. Interlinea:

 Quest'anno più degli altri anni, mi sembra che il lato commerciale del natale sia particolarmente preponderante. 

 Direte "Sai che novità", però boh, mi sembra che fino a pochissimo tempo fa essere più buoni a Natale fosse un merito, mentre adesso è un profondo e offensivo demerito. Offensivo verso le tante pecore che berciano, ma ci tengono tanto a fare l'albero bello bello e i pacchetti belli belli e il natale è tutto lì.

 Ecco, siccome tutti abbiamo un parente del genere, ad esso potrete regalare questo bel libretto dell'Interlinea che raccoglie immagini delle pubblicità natalizie d'epoca.
 Un regalo gradito anche agli appassionati del settore e della Coca Cola.


 IL MANOSCRITTO VOYNICH ed. Bompiani:

 Nel saggio sulle curiosità del libro che ho scritto e uscirà nel 2019 (pubblicità non occulta) ho ovviamente dedicato un paragrafo al manoscritto Voynich, uno dei libri più misteriosi del mondo. Ritrovato in un monastero di Frascati e venduto inopinatamente dai monaci al mercante d'arte Voynich, si trova adesso negli Usa e rappresenta da secoli un gustoso mistero.

 E' scritto infatti in una lingua che non esiste e le miniature sono altrettanto misteriose: scherzo alchemico, truffa ai danni del re Rodolfo II dalla cui biblioteca proviene o che altro?

 La Bompiani propone una splendida ristampa anastatica su cui scervellarsi, elegante e immancabile nelle biblioteche dei veri appassionati di storia e storia del libro.


IMBUSTASTORIE ed. Abeditore:


 Già l'anno scorso l'Abeditore aveva inventato un grazioso sistema per risolvere in modo economico e ragguardevole, i cosiddetti "pensierini": erano le imbustastorie, buste da lettera con all'interno una cartolina e alcune fiabe riccamente illustrate.

 Quest'anno si ripete l'impresa, ma in modo ancor più geniale per noi regalatori: le buste infatti sono "tematiche". 

 Quattro temi: "Magia", "Dubbio", "Sogno" e "Incubo" con 5 racconti classici per ogni busta.

 Il set delle 4 buste viene 12 euro. Quattro splendidi regali risolti in un attimo.


PAROLE ARMATE di Valeria P. Babini ed. Tartaruga:

 E qui si fa l'Italia o si muore. Ma come si è fatta l'Italia della resistenza e del secondo dopoguerra? Solo con le armi o anche con le parole?

 La risorta Tartaruga propone un'interessante antologia di donne scrittrici che diedero il proprio contributo alla resistenza e alla ricostruzione attraverso scritti clandestini, romanzi o opere di contropropaganda.

 Si apre uno spaccato poco conosciuto e adesso attualissimo: quello della lotta e resistenza attraverso i mezzi di telecomunicazione: giornali clandestini, trasmissioni radio, inchieste giornalistiche, libri censurati.

 E riemergono figure importantissime, ma spesso conosciute solo tra gli addetti ai lavori, come Palma Bucarelli, direttrice storica della Galleria d'arte moderna di Roma, che mise in salvo innumerevoli capolavori decidendo sotto sua responsabilità di translare le opere in Vaticano per metterle in salvo dall'atto finale della ritirata tedesca e dalla guerra di liberazione.

 Per appassionati di storia, critica letteraria e, in generale, per grandi lettori.



ATLANTI CELESTI di Elena Percivaldi ed. National Geographic:



 Altro consiglio per gli amanti dei libri d'arte ed illustrati (e i famosi coffee table books), "Atlanti celesti" è una splendida raccolta di carte astronomiche realizzate tra il 1500 e il 1800.

 Stelle, collestazioni, pianeti in una continua evoluzione di conoscenze, ma anche stili cartografici diversi.

 Per appassionati d'arte, ma anche di storia.

martedì 10 dicembre 2013

Due piccoli libri per piccoli tragitti! Selvaggio West e selvaggia Australia a noi! Tra le lettere di Calamity Jane e le bistecche di Jack London.

Visto che siamo in un clima natalizio (anche se non ho ancora avuto il tempo di fare l'albero e non so quando ce l'avrò, sì io l'albero lo faccio, capisco che è una tradizione skandinava ke non ci appartiene o ke il consumismo delle palle di natale e degli addobbi sarà la prossima causa dell'impoverimento mondiale e magari è una tradizione un po' da sciura, ma voglio comunque continuare a farlo), tenterò in questi giorni di dare dei non richiesti consigli su cosa regalare e farvi regalare per natale e poiché la settimana scorsa ho saltato il piccolo consiglio sul piccolo libro per il piccolo tragitto, ecco che oggi vi propino ben due libri! Forza, su gioite con me!
Il primo è "Lettere alla figlia" nientepopodimeno di Calamity Jane ed. Mimesis. Dunque, questo libretto che è un gioiellino, se ne stava nascosto tra i libri dedicati agli Indiani d'America.
 Come tutti saprete, in Italia esistono questi appassionati di cultura country e del vecchio west che hanno tutto un loro micromondo fatto di locali a tema, gare d'equitazione e fiere (ne fa parte per dire, il personaggio di Bentivoglio nel film di Sorrentino "L'amico di famiglia"). Anni fa, avevo un'amica il cui padre organizzava una fiera a cui costoro accorrevano in massa. Per tre giorni gruppi di ragazzi dei dintorni suonavano ballate del vecchio west conciati in modo discutibile, orde di donne si facevano trecce da squaw sotto cappelli a tesa larga, mentre gli uomini brandivano birra rimirando i loro stivali puntuti e le loro nappe e tutti dormivano in giganteschi camper parcheggiati nella fanga.
 Era tutto molto surreale, lo era soprattutto il livello di convinzione cieca che i partecipanti avevano come se per tre giorni potessero davvero entrare in un mondo parallelo. Ovviamente non penso che gli appassionati del genere Indiani d'America-vecchio West (che sono molti) amino tutti cavalcare accanto ai bisonti e cuocere salsicce e fagioli accanto al fuoco, ma sicuramente  se ne fate parte o se siete incuriositi dall'atmosfera, apprezzerete questo delizioso libro, così evocativo, strano e vivido da sembrare quasi un falso storico.
 La cara Calamity Jane, cowgirl che proteggeva diligenze, faceva amicizia con gli indiani e combatteva i fuorilegge a fucilate, ebbe pare una figlia da un personaggio altrettanto leggendario, lo sceriffo James Butler Hickok, che chiamò Jane come lei e a cui lasciò questo piccolo pacco di lettere, scritte in un lasso di tempo che va dal 1877-1903. 
Pare che Buffallo Bill sia venuto
persino in Italia O.o
 In esse Calamity Jane parla esattamente del west che si vede nei film, tutto quello che si può sognare: indiani pericolosi che non la attaccano perchè la credono pazza e posseduta da uno spirito maligno, il ricordo del matrimonio (mai provato e registrato) con Hickock, folli somme di denaro vinte al gioco con cui aiutare ragazzi incontrati per strada a realizzare folli sogni a Broadway. Ci sono le notti vicino al fuoco, gli amici che muoiono e tradiscono, le donne dei paeselli sperduti nel niente che la umiliano e calunniano, le ballerine che le tendono agguati per tagliarle i capelli. C'è Buffalo Bill che la ingaggia nel suo Wild West Show e lo splendore delle notti all'aperto, accanto al fuoco a scrivere figlia lontana. Una figlia che nelle lettere è leggendaria come un personaggio de "Pirati dei Caraibi": data in affido ad una ricca coppia sempre in giro per il mondo, viaggia in continuazione per mete esotiche a bordo di uno splendido vascello ricevendo un'educazione da vera nobile.
 In tutto l'arco delle lettere sembra che Calamity riesca a vederla, sotto mentite spoglie, tre volte, sempre rimpiangendo di averla data via, eppure mai pentita delle sue scelte che eppur la ridurranno semicieca e in povertà, dopo aver tuttavia vissuto una vita talmente entusiasmante da sembrare inventata.
 Ho letto che molti dubitano della veridicità di queste lettere e persino dell'esistenza di Calamity Jane (nonostante foto e documenti). In numerosi passaggi Calamity dice di aver raccontato un sacco di frottole in giro per aumentare la sua leggenda e sembrare più pericolosa perché a nessuno venisse in mente di infastidirla. Parla anche del suo biografo confessando di averlo riempito di stupidaggini come decine di inesistenti matrimoni e figli sparsi per l'America. Perciò, nel caso le lettere fossero autentiche, si spiegherebbero in tal modo i molti lati oscuri della sua vicenda, compreso il dubbio matrimonio con Hickock. 
 Non saprei dirvi se le lettere siano vere o meno, ci saranno degli studi al riguardo che non conosco, certo è che, se lo leggerete, vi ritroverete in un secondo, da una gelida pensilina in attesa di un bus, ad un canyon polveroso, in mezzo ai coyote, a bere pessimo vino scrutando i fuochi degli accampamenti indiani all'orizzonte.

 Il secondo libro che vi consiglio, costa appena 2,40 euro,ed è della piccola Ortica Editrice, una società cooperativa nata nel 2010 che ha una mission molto particolare: il loro catalogo è formato da soli libri che portino non solo ad un arricchimento spirituale, ma che siano stati scritti da autori che abbiano vissuto "vite coerenti con il proprio sentire intimo". 
 Ha, tra le altre, questa interessante collana intitolata "Opere da due soldi" il cui costo si aggira appunto sui due euro. Personalmente faccio la corte a "Una ragazza speciale" di Elvira Banotti e "Il monopolio dell'uomo" di Anna Kuliscioff, ma per rimanere coerenti con la vita di Calamity Jane, vi molto consiglio il racconto "Una bistecca" di Jack London.

 Ricordato per "Zanna bianca" e co. Jack London ebbe una vita meno difficoltosa materialmente, ma di sicuro altrettanto avventurosa di Calamity Jane. Corrispondente di guerra e fervente socialista (se non ci credete, leggete "Il tallone di ferro" di cui parlerò in un prossimo post) scrisse questo amaro racconto ambientandolo in Australia. 
 Tim King è un pugile sui quarant'anni che un giorno ha voglia di una grossa bistecca. Un pezzo di carne che gli dia la forza per lavorare, continuare a combattere, sfamare i suoi bambini e rendere orgogliosa sua moglie. Quel pomeriggio ha un incontro con un giovane pugile emergente e senza quella bistecca sente di non avere le forze necessarie per farcela. Ne seguirà un incontro di pugilato appassionante, descritto nei minimi particolari, con la disperazione di uomo che si aggrappa a tutto, dai ricordi alla fatica e all'esperienza, per non cedere.
Ma la bistecca, la fame, l'appassionante incontro sul ring, non sono altro che la fantastica ambientazione per il dramma di un uomo che la società ritiene già troppo vecchio e rigetta dopo averlo consumato fino all'osso. E' il dramma di un uomo che finalmente comprende un vecchio fantasma del passato, un pugile che lui, giovane e stupido, aveva battuto riducendolo in lacrime, senza mai capire. Vi lascio l'incipit di seguito, per farvi venire la voglia della bistecca (pure se siete fricchettoni e vi nutrite di seitan) e del racconto:
 "Con l'ultimo pezzettino di pane, Tom King levò dal suo piatto l'ultimo residuo di salsa, e masticò quel boccone lentamente, coscienziosamente. Quando s'alzò da tavola, si sentì turbato da un distinto senso di fame. Eppure solo lui aveva cenato. I due bambini nell'altra stanza dormivano da un pezzo, mandati a letto presto per dimenticar la cena. La moglie, che non aveva toccato cibo, stava seduta in silenzio, guardando il marito con occhi pieni di sollecitudine. Era una magra, patita popolana che però serbava ancora vestigia di grazia. La farina della salsa se l'era fatta prestare da una vicina di ripiano, e con l'ultimo penny aveva comprato il pane."
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