lunedì 10 aprile 2017

"L'orribile e disgustosa moda della primavera 2017", un fumetto modaiolo. (E a margine: è uscito un mio racconto su "Toilet"!).

Ed ecco che finalmente torno produttiva!

 Il giro del centro Italia in sette giorni è terminato e sono tornata stanchissima, ma felicissima. 
Ho conosciuto tante persone e sono stata alla mia prima fiera del fumetto da fumettista e non da blogger questuante (se non sei Zerocalcare devo dire che è meno faticoso e molto produttivo).

 Comunque, in settimana spero di riuscire a scrivere un post in stile tema delle elementari e soprattutto di dedicarne uno alla biblioteca di San Matteo degli Armeni di Perugia (sì lo so, l'ho già detto, ma quando leggerete il post capirete perché mi sono fissata).

 Ultima notizia di servizio: è uscito un mio racconto sulla raccolta Toilet. 

 Si può tranquillamente trovare e/o ordinare in libreria ed è un giallo ambientato nel triste e convulso mondo degli affitti universitari.

 Ecco, di seguito potete trovare il fumetto, che non è molto a tema libroso, ma domani avrete ben tre recensioni tre (e poi ne ho in mente una sul premio Strega che riuscirò a fare prima che lo proclamino, giuro).

 Ebbene, ecco a voi il primo fumetto modaiolo del blog: "L'orribile e disgustosa moda della primavera 2017"!









12 commenti:

  1. O quanto ti capisco! In realtà io sono molto peggio di te perchè non mi piacciono gli abiti maschili né le magliette né una lunga lista di colori e tessuti né una luuunghissima serie di fantasie. Adorerei le cose glitterate ma so che se non sono care assaettate tutto comincia a staccarsi al primo lavaggio, e su tutto ho da ridire: non mi piace la scollatura, polsini troppo lunghi, troppo avvitato, troppo poco avvitato, troppo lungo, troppo corto, troppe tasche, ma perché niente tasche, non mi piacciono i bottoni, non voglio bottoni sulle maniche, carino il risvolto di velluto ma non si potrebbe avere di un tono più scuro, carino il collo di pelo ma non sarà mica pelo di animale? Eccetera eccetera. Quando esco da un negozio dopo aver comprato qualcosa (che di solito è caro) sospetto che il/la commesso/a di turno riceva una speciale onorificenza, insieme a una grossa bottiglia di champagne millesimato.

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    1. No, ma a me non piacciono gli abiti maschili, solo che per me le magliette nello specifico non hanno sesso -.-

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    2. Certo che non ne hanno!

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  2. Maaaaaamma, gli insertini non richiesti sono il mio arcinemico. Il reparto femminile ogni tanto regala una maglia dalla stampa passabile... ma ci applica gli sbrillocchi. E no! Io sembro un maschio fin dalle superiori, se mi metto gli sbrillocchi divento Platinette -__-

    Invece il reparto uomo mi dà grandi soddisfazioni ^___^ Colori decenti, stampe simpatiche, tessuti resistenti, prezzi contenuti.
    Certo, bisogna scansare come la peste le mode del momento, tipo i pantaloni della tuta con polsino alla caviglia (ARGH), i bermuda risvoltinati (perché????), le camicie a quadrettoni... poveri noi!

    Alla fine i tuoi nuovi acquisti soddisfano il padre? :D

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    1. Com'è che ogni volta che penso di scrivere una cosa, vedo che mi hai preceduto? Anche io volevo chiedere se gli acquisti soddisfano il padre :-D

      Insomma alla fine bisogna rassegnarsi a tornare ai vestiti da Germania Est!

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  3. Anche io detesto profondamente i maglioni o gli abiti in lana smanicati o a maniche corte. Che senso hanno?

    Sono anni che in inverno uso sempre le stesse cose, non riesco a comprare un maglione che sia decente, mentre per l'estate, essendo appassionata di abiti, ne ho una quantità assurda, di solito lunghi fino al ginocchio. Quello che non compro da un po' sono proprie delle magliette da mettere sui jeans: stampe e forme allucinanti, non me ne piace mezza.

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  4. brava, si dica che le magliette sintetiche andrebbero abolite!

    Specie per chi viaggia in metro, sudando come un dromedario.

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    1. Io le ODIO. Ho solo magliette di cotone e non capisco come si possa sopravvivere all'estate indossando acrilico che farebbe puzzare pure un fiore di lavanda

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  5. Un altro articolo particolarmente demenziale che andava di moda alcuni anni fa erano gli stivali aperti sulle punte. Li ricordo con particolare orrore.
    Condivido il dramma della ricerca di capi d'abbigliamento carini ma semplici. Perché è diventato così difficile vestirsi senza affogare il brillantini, paillettes e falpalà?

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    1. Quelle specie di sandali che dalla caviglia in su erano stivali! Li avevo rimossi!
      L'apice dell'inutilità, davvero, e li avevano TUTTI o_O

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  6. Sottoscrivo ogni parola riguardante le stampe e i tessuti assurdi delle magliette destinate alle ragazze/donne. Da un po' di anni in qua non trovo una t-shirt fantasia portabile! Quelle poche, dopo averle portate una volta sono da buttare perché fatte in tessuto di schifame(c). Ormai mi sono rassegnata a portare le magliette tinta unita in cotone biologico di una specifica marca che trovo solo in uno specifico negozio, e bon :-/
    Comunque tu ti lamenti di quanto è difficile fare shopping per la donna media viste le mode demenziali degli ultimi anni, e hai ragionissima. Ma tu prova ad aggiungere al tutto un ulteriore ostacolo (la taglia XXXL), e immaginati quanto mi diverta io ad andare per negozi... ¬_¬

    Anche io resto spesso basita dai capi che non sembrano avere un senso logico, ma ammetto di aver rivalutato i maglioni smanicati. Un paio di anni fa ne ho trovato uno molto bello, ma ero riluttante a prenderlo (per quella bazzecola di girare senza maniche a gennaio...). Un'amica mi ha convinta e, in effetti, portato sopra una maglia basic di cotone pesante tinta unita a maniche lunghe, mi sta davvero bene. Certo, il fatto di essere freddolosa d'inverno e di non soffrire il "multistrato" aiuta ;)

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