lunedì 27 luglio 2020

Cosa mi porto da leggere in vacanza questa estate? Venezia, gialli, vampiri, biografie e impero ottomano per me sotto l'ombrellone!

 E anche quest’anno siamo giunti al consueto post prima delle ferie: cosa mi porto da leggere in vacanza?

Ill by David Doran
 Di solito mi faccio un giro in libreria e/o biblioteca per scegliere le cose più sugose, ma in questo strano anno mi sono affidata molto alle suggestioni personali. 

 In libreria ahimé sto andando pochissimo e quando vado, compro a colpo sicuro. Non riesco proprio a rilassarmi con l’idea che qualcuno stia per entrare, che ci sto mettendo troppo tempo, che non devo toccare troppo qui o lì. 

 Non me ne vogliano gli (ex, ma per sempre) colleghi, ma io sono proprio una che ci mette una montagna di tempo a scegliere i libri e mi porto purtroppo ancora dietro l’ansia del lockdown lombardo, quando pareva che bastasse toccare una maniglia per finire in terapia intensiva.

 In biblioteca non va meglio perché lì non si può proprio vagare a scaffale aperto (adesso, a Milano, su prenotazione, in alcune biblioteche sì, ma non nella mia di riferimento).

 Così ho fatto attentissimi studi bibliografici partendo da cose che mi piacciono o mi ispirano al momento e ho fatto un gigaordine di massa in biblioteca (dove l’opzione “prenota e passa a prendere” è una mano santa per chi lavora) E sono in attesa di una novità che mi aveva davvero ispirato tantissimo vedendola online.

Le parole d'ordine dell'estate 2020 sono quindi: VENEZIA, BIOGRAFIE, GIALLI e HORROR.

 Un paio di settimane fa, come saprà chi mi segue sui social, sono stata a Venezia. 

Ci avevo fatto un lungo viaggio molti anni fa coi miei nonni e ne avevo un ricordo splendido, così temevo di rimanere delusa dal presente. Alla fine, i ricordi, soprattutto quelli con le persone che amiamo e che non ci sono più, rischiano sempre di brillare più del presente.

 Invece, se possibile, ho trovato una Venezia ancor più meravigliosa. 

 Molto ha sicuramente giocato il fatto che sia attualmente deserta, come di sicuro non è da decenni. 

Intendiamoci, lo so che per il turismo locale è una tragedia, ma vedere Venezia con le calli deserte, un silenzio incredibile, i vaporetti con una capienza umana, i prezzi persino più bassi, nessuna coda, nessun assembramento per fare una foto decente a Piazza San Marco, senza dover sgomitare per una foto davanti al ponte dei sospiri e senza rimanere incastrati nelle viuzze dalle fiumane strepitanti di ogni parte del mondo, è davvero senza prezzo.

 Se potete, andate perché si tratta di un momento davvero unico.

 Complice il fatto di aver beccato giornate splendide e persino la festa del Redentore (di cui ignoravo colpevolmente l’esistenza), sono tornata con un entusiasmo veneziano che si è riversato pesantemente sulle mie letture estive.

Ma va anche bene così. Quest’anno, non potendo girare liberamente tra gli scaffali della biblioteca a farmi ispirare, dovevo avere delle idee abbastanza precise a monte così, mentre me ne starò al lago e al mare, farò parecchi giri immaginari in quel di Venezia.

 Dopo molto scartabellare bibliografie nel web, ho quindi scelto:


A VENEZIA... UN DICEMBRE ROSSO SHOCKING e altri racconti di Daphne du Maurier:



Lo scorso autunno ho visto finalmente il film, trovandolo per la gran parte del tempo mortalmente noioso. Eppure. Anche a distanza di tempo c’è qualcosa che qui e lì mi ci fa ripensare.

Mi aveva colpito particolarmente che Venezia venisse trattata non come un posto turistico, ma come un luogo di lavoro (il protagonista è lì per restaurare la facciata di una chiesa), in cui i personaggi incontrano persone del posto e intessono con loro relazioni strane. 

 Sono molto curiosa di leggere il racconto da cui è tratto, poi è un sacco di tempo che provo a leggere qualcosa della du Maurier, ma alla fine, per un motivo o un altro, lascio perdere. 
Magari coi racconti avrò miglior fortuna.


DAPHNE di Tatiana de Rosnay ed. Neri Pozza:


 Volevo leggere una biografia e mi ero orientata su quella delle sorelle Mitford uscita qualche anno fa, ma in biblioteca, a quanto sembra, sono molto ambite e c’era una certa coda nella prenotazione. 

 Ho deviato quindi verso Daphne du Maurier in persona.

 Le biografie sono il terno al lotto sommo: se il biografo è bravo, leggerai un libro spettacolare, se si è dimenticato che non sta scrivendo una tesi di dottorato, ma un libro per un vasto pubblico, si rischia di finire in una disamina minuziosa di qualsiasi cosa abbia fatto l’oggetto della biografia in quell’istante, in quel luogo, in quel momento a quell’ora.

 Incrocio le dita.


 Il TURCHETTO di Metin Arditi ed. Neri Pozza:


 Se provate a fare una ricerca bibliografica sui romanzi ambientati a Venezia, vedrete che quelli che vanno per la maggiore sono i romanzi storici che è un genere che non mi appassiona mai particolarmente. 

 Mentre amo molto le biografie, trovo il romanzo storico disonesto da un certo punto di vista, poiché tende a romanzare fatti ben più truculenti o spiacevoli (e quando non lo fa, tende a essere la versione noiosa del libro di storia).

  Malgrado la quarta di copertina dai sempiterni toni del romanzo d’appendice per giovinette (ah, i danni delle quarte di copertina all’editoria!), la storia di questo pittore ebreo di Costantinopoli, poi a Venezia, forse esistito e forse no, mi ha attirato più delle altre. Speriamo bene.


L’ALBERO DEI GIANNIZZERI  di Jason Goodwin ed. Einaudi e UN'INDAGINE IMPERFETTA di Susan Hill ed. Kowalski:


Come tutti, in estate amo leggere gialli e tendenzialmente cerco di dare una possibilità a qualche nuovo autore. Quest’anno non ho trovato nessuno scandinavo che mi intrigasse, quindi ho attinto alla mia sempiterna wishlist.

 “L’albero dei giannizzeri” andava assai di moda qualche anno fa. Era uno di quei gialli che “Macccomenonlohailetto”.

 All’epoca avevo rinunciato per il problema di cui sopra: è un indagine sì, ma ambientata a metà dell’800 a Istanbul e non se reggo le continue ricostruzioni d'ambiente dell'epoca.
 Vedremo.

 Con “Un’indagine imperfetta” spero di andare un po’ più sul sicuro. 

 Susan Hill è un’autrice contemporanea che scrive ottima narrativa gotica. Di suo ho letto “La donna in nero” e “L’uomo nel quadro” e mi sono piaciuti entrambi moltissimo. Qui si cimenta in un’indagine contemporanea nella campagna inglese. Sono molto curiosa e fiduciosa.


GUIDA AL TRATTAMENTO DEI VAMPIRI PER CASALINGHE di Grady Hendrix ed. Mondadori:


 Amo molto i film e i libri che svelano l’ipocrisia celata dietro immaginifiche famiglie perfette contenute in case perfette, contenute a loro volta in quartieri perfetti di città perfette. 

 Probabilmente perché trovo inaccettabile la perversa illusione di poter celare le magagne di un mondo progettato per una piccola élite di privilegiati che credono di meritare tutto e di essere migliori degli altri.

 Alcuni film americani di un tempo erano particolarmente crudeli e specifici in questo disvelamento (“La signora ammazzatutti”, “Edward mani di forbice”), cosa che non avviene più e non per colpa del “politically correct” come pensa qualcuno, ma per colpa del “ommiddio se faremo questo film incasseremo qualcosa? Meglio non rischiare e buttarsi sul solito prodotto confezionato per un target specifico grazie alla massa di dati personali che ormai possediamo in quantità industriale”.

 Insomma, chi ha voglia di rischiare, quando può direttamente incassare?

 Questo horror mi sembra viaggiare più o meno sulla lunghezza d’onda di quei vecchi film o sulla sempiterna domanda del vecchio Dylan Dog: chi è davvero il mostro?

 In un tranquillo sobborgo di una tranquilla cittadina Patricia Campbell si occupa di casa, cucina e suocera malata. Un giorno un uomo si trasferisce nel quartiere e prende a frequentare il suo stesso gruppo di lettura. E’ un filino strano e in contemporanea iniziano a svanire bambini di colore. Una coincidenza?
 Non vedo l’ora di leggerlo!


DRACULEA di AA VV  ed. Abeditore:


E per aggiungere vampiri a vampiri e fare anche un po’ di compiti, leggendo un classico, mi porterò "Draculea", un’antologia dell’Abeditore sulla figura del vampiro.

 Racconti vampireschi d’antan poco conosciuti, estratti e documenti su veri e presunti atti di vampirismo, per avere una visione, è il caso di dirlo, ad ampio spettro . E’ anche molto da viaggio, visto che è un quadrotto comodo da portare in giro.

Ed ecco qua. Poi, visto che quest’anno rimango in Italia e sono costretta a rinunciare all’amato Portogallo, nulla vieta che setacci qualche libreria alla ricerca di nuove perle.
 E voi? Cosa porterete in vacanza?!


1 commento:

  1. La guida al trattamento dei vampiri mi stimola.
    Ho pronti da valigiare: Leggere Lolita a Teheran; Anatomia di un istante, di Javier Cercas; Stoner; Delitto e castigo (che sono passati un po' di lustri); Enciclopedia della donna - aggiornamento, di Valeria Parrella; La straniera, Durastanti. Lato saggi: Italia occulta, si Giuliano Turone; Fumetti e potere, di Andrea Silvestri.
    Mi manca la selezione di gialli e cose agili, faccio un giro al Libraccio e vedo se raccatto qualcosa.

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