sabato 19 luglio 2014

I Darwin Awards degli scrittori. Chi merita la palma per la morte più assurda? Poeti greci, padri dell'horror e avventuriere svizzere uniti da un nero destino.

  Parlavamo pochi giorni fa dei traumi infantili e adolescenziali che segnano per sempre la vita di una persona fino a determinarne in modo praticamente definitivo la personalità.
Se  non avete mai visto la tomba del tuffatore, andate a Paestum. Ora.
Attribuisco a ciò il fatto che ben tre versioni di latino e greco delle superiori siano rimaste impresse indelebilmente nella mia mente:
1) Morte di Seneca I- Morte di Seneca II.
2) Dio in trono e i sette sigilli I - Dio in trono e i sette sigilli II.
 3) Morte dei poeti greci I - Morte dei poeti greci II. 
E' proprio quest'ultima indimenticata versione che ha ispirato questo postDovete sapere che poeti, lirici, tragici e filosofi vari ed eventuali, in Grecia avevano il vizio di morire in modo strano (il più delle volte in linea con quanto sostenuto o seminato in vita), così in queste lunghe (fortunatamente) giornate di luglio, ho deciso di sfornare questo Darwin Awards degli scrittori.

 Del resto che il caldo solletichi la mia voglia di macabro ormai l'avrete capito.

IL PANTHEON GRECO:

ESCHILO: Probabilmente potrebbe detenere la palma per la morte più assurda in assoluto. Ricordo la grande perplessità di aver completamente toppato la traduzione scoprendo che egli, calvo, se ne camminava quieto, quando un'aquila, che teneva tra le zampe una tartaruga, vide il sole battere sul suo bel cranio lucente privo di capelli, e, scambiandolo per una pietra, lasciò andare la tartaruga. Cosa voleva fare l'ambile volatile? Romperne il guscio per mangiarsela. Peccato non si trattasse di una pietra, ma della capoccia di Eschilo. Il carapace della tartaruga lo prese in pieno uccidendolo.

OMERO: Nessuno sa se sia esistito sul serio, ma tutti gli adepti del liceo classico si sono spaccati la testa sulla questione omerica. In qualsiasi caso fece anche lui la sua strana morte. Mentre se ne passeggiava sulla riva del mare incontrò dei pescatori che si spidocchiavano, andò presso di loro e gli domandò loro se avessero preso qualcosa e quelli risposero: "Quanto abbiamo preso lo abbiamo lasciato e quanto non abbiamo preso lo portiamo con noi". Omero non riusciva a capire la soluzione (ossia si stavano riferendo ai pidocchi) e per il dolore morì.
SOFOCLE: Due le diverse versioni sulla sua morte improvvisa. Nella prima pare che, vittorioso in un agone, morisse letteralmente di gioia saputo il risultato. Nella seconda un acino d'uva andato di traverso poneva fine ai suoi giorni. Tocca dire che entrambe sono credibili.

EURIPIDE: Il terzo drammaturgo greco non godeva di grandi simpatie e forse fu per questo che fece la morte francamente più brutta. Vecchio, si ritirò a Pella, la corte macedone e una sera, tornando sul tardi, venne sbranato da cani del re.
 A proposito dei decessi fantasiosi e simbolici degli antichi, per approfondire consiglio "Morti favolose degli antichi" di Dino Baldi ed. Quodlibet.


SHERWOOD ANDERSON: 
Grande scrittore americano che incoraggiò Faulkner ed Hemingway, malgrado perseguisse la fama attraverso i romanzi, rimane tutt'ora famoso per i suoi racconti brevi. La sua maggiore opera fu la raccolta "I racconti dell'Ohio", racconti ambientati nella provincia americana che fanno capo al personaggio del cronista George Willard, impegnato a raccogliere le storie (tristi) degli abitanti della cittadina di Winesburg, in Ohio appunto.
 Dopo una lunga vita, migliaia di lettere di corrispondenza, un'autobiografia e quattro mogli, morì in modo alquanto stupido e surreale
Su una nave al largo di Panama inghiottì accidentalmente uno stuzzicadenti che gli provocò una peritonite e lo condusse alla morte.

ANNAMARIE SCHWARZENBACH: 
Erede di una ricchissima famiglia di industriali svizzeri, amica e amante di Erika Mann e suo fratello Klaus (figli del grande Thomas), bellissima e inquieta, questa scrittrice visse una breve vita all'insegna del coraggio e dell'assoluto sprezzo del pericolo per morire poi in modo cretino. Alcolista e soprattutto dipendente dalla morfina, raggiunse l'India in auto viaggiando per l'Afghanistan e l'Iran con la sola compagnia di Ella Maillart (che raccontò la loro impresa nel libro "La via crudele. Due donne in viaggio dall'Europa a Kabul"). Pur essendo apertamente lesbica (e decisamente androgina) sposò per poi abbandonare immediatamente, un diplomatico francese conosciuto in Iran durante alcuni scavi archeologici. 
 Visse un breve periodo negli Stati Uniti, stringendo una relazione con la scrittrice Carso McCullers che si innamorò perdutamente di lei, ma dovette tornare in Europa a seguito di un internamento momentaneo in manicomio. Successivamente si stabilì in Congo, dove venne sospettata dalla comunità dei coloni occidentali di essere una spia e costretta, non dopo un viaggio nel cuore dell'Africa, a ritornare in patria. Fu in Svizzera, nell'amata Engadina, che una bella mattina, all'età di trentaquattro anni, dopo essere sopravvissuta a scandali, morfina, manicomio, viaggi pericolosissimi, intrighi internazionali e famiglia, inforcò una bicicletta. Cadde incrociando un sasso e batté violentemente la testa su una pietra acuminata. Morì pochi mesi dopo senza aver mai ripreso coscienza di sé.
 Per chi fosse interessato alla sua storia c'è "Lei così amata" di Melania Mazzucco. Oltre a tutti i romanzi scritti dalla stessa Annamarie che per tutta la vita aspirò a diventare una vera scrittrice. Uno tra tutti "Ogni cosa è da lei illuminata".

ISABELLE EBERHARDT: 
Anche lei svizzera come Annamarie e anche lei viaggiatrice inquieta (suppongo che vivere in Svizzera porti a smaniare fughe verso luoghi più vivaci non appena l'età lo consente, svizzeri non me ne vogliate, ma ho una visione della vostra nazione raggelante), morì ad appena 27 in un modo degno di "Samarcanda" di Vecchioni. Affascinata dal mondo nordafricano, inizia a viaggiare in Algeria assieme alla madre per poi continuare, alla di lei morte, da sola, travestita da uomo. A ventiquattro anni si converte all'islam per poi sposare un ufficiale arabo, cosa che non le impedirà però di continuare a viaggiare e intrattenere relazioni parallele. Sopravvissuta ai tentativi di rimpatrio delle autorità francesi, sospettose nei confronti della sua vita originale e dei suoi viaggi frequenti, ad un attentato alla sua vita e alle febbri malariche, una mattina si alza e imbocca il suo strambo destino.
 Il 2 Ottobre del 1904, a ventisette anni, nel deserto piove stranamente a dirotto, Isabelle è ricoverata in un ospedale da campo per le febbri e pretende di uscire contro il parere dei medici per raggiungere il marito che non vede da mesi ed è finalmente in arrivo ad Ayn-Sefra. Poche ore dopo viene travolta dall'inondazione del fiume, improvvisamente gonfio nel bel mezzo del Sahara.
 Di lei, tra le altre cose, attualmente in commercio, si possono leggere "Pagine dall'islam" ed. La vita felice e "Sette anni nella vita di una donna" ed. Guanda.

EDGAR ALLAN POE: 
Non si può non citare tra gli scrittori morti in modo strano, il padre del genere horror. Il caro Edgar che visse una passionale vita molto in linea coi suoi scritti, ebbe una morte altrettanto degna della sua opera. Viaggiando da Richmond a New York, si fermò a Baltimora, dove rimase qualche giorno (cosa abbia fatto rimane un mistero) finché non venne rinvenuto da un conoscente in stato confusionale e con abiti non suoi indosso. Portato in ospedale vi morì dopo ore di delirio in cui invocò ripetutamente un nome "Reynolds" senza poter mai spiegare come mai si trovasse in quelle condizioni. I referti dei medici sono andati perduti e moltissime ipotesi sono state avanzate sul suo decesso. La più affascinante rimane sicuramente quella per cui sarebbe stato ubriacato ripetutamente e cambiato d'abito per costringerlo a votare ripetutamente alle elezioni locali (pratica diffusa all'epoca detta "cooping"). Aveva appena quarant'anni.
 Degna di nota anche la morte che fece il suo primo grande amore Jane Stannard: le scoppiò un'arteria mentre cantava.

 Ho dimenticato qualcuno? Il caldo è sempre gotico per me.


10 commenti:

  1. http://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/2013/11/22/985963-stefano-paio-vittori-morto.shtml

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  2. Ma come ha fatto Omero a vedere dei pescatori? ci hanno sempre detto che era cieco! :D

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    1. Hai ragione pure te. Ho sostituito con incontrò (anche se in effetti pure il fatto che fosse cieco è pure quella una faccenda puramente simbolica visto che tutti i mitici aedi lo erano, in questo caso mi sono proprio dimenticata del piccolo e non insignificante problema ;) ). Su come abbia fatto boh, li avrà sentiti parlare!

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    2. Forse qualcuno si è inventato la cecità dopo l'invenzione di questo aneddoto, e la storia ha continuato a circolare insieme all'altra :)

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  3. Manca Eraclito che si era coperto di sterco per la malattia dell'acqua ed è stato sbranato dai propri cani che non hanno riconosciuto l'odore

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  4. a me era rimasta impressa la morte idiota di Manzoni, cadendo dalle scale della chiesa!

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  5. Io ricordo la tragico-comica morte dello scrittore di opere drammatiche Tennessee Williams, il quale inavvertitamente inghiottì il tappo di una bottiglietta di collirio; era così impasticcato di barbiturici che non riuscì né a deglutire, né a sputare il tappo, rimanendone soffocato. Insomma, fu una dramaqueen fino alla fine dei suoi giorni.

    Invece sono rimasto impressionato dalla morte surreale del poeta Dan Andersson, morto intossicato nella sua stanza di albergo perché il personale si era dimenticato di areare il locale dopo la fumigazione con l'Acido Cianidrico — usato ai quei tempi come repellente contro gli infami parassiti che infestano le stanze da letto, noti anche con il nome di "bedbugs": http://en.wikipedia.org/wiki/Bedbugs

    La morte di Andersson sarebbe stata molto più appropriata per Franz Kafka, ma non si può pretendere tutto dalla vita :D

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    1. Quella di Williams la conoscevo, ma leggevo anche che non si capiva esattamente se 'sto tappo del collirio fosse la causa o meno della morte (o fossero stati invece gli amici barbiturici).
      Quella di Andersson non la conoscevo O.o morte assurda.

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    2. "[...] ma leggevo anche che non si capiva esattamente se 'sto tappo del collirio fosse la causa o meno della morte"

      Su wikipedia Inglese sono riportate le fonti di chi sostiene la false flag del tappo del collirio per coprire la morte per overdose, ma sono molto deboli come teorie; più che altro sono supposizioni nate dall'assenza di alcune info nei reperti medici, cioè supposizioni che si focalizzano su inutili cavilli (come le teorie del complotto). Queste teorie però non spiegano comunque la presenza dei segni di soffocamento rilevati sul cadavere ed una overdose di barbiturici non li genera di sicuro. Inoltre la teoria della copertura dell'overdose per preservare il buon nome dello scrittore non ha molto senso, visto che il suo alcolismo ed abuso di droghe erano ben noti alla stampa dell'epoca (che lo paragonava all'alcolismo di Ernest Hemingway). Così come lo era la sua omosessualità, visto che era un fatto di pubblico dominio; a conti fatti, per gli standard dell'epoca, c'era ben poco di buono da "preservare" :D

      Insomma, nulla di particolarmente convincente, considerando le conoscienze mediche dell'epoca, per cui ho optato per l'adozione del Rasoio di Harlan al caso di Tennessee Williams: never attribute to malice that which is adequately explained by stupidity.

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  6. L'alluvione nel Sahara resta la più assurda. Quante probabilità ci sono che avvenga?

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