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lunedì 10 dicembre 2018

I consigli natalizi 2018 parte I! Una super infornata un po' polemica tra Guareschi, inverni troppo corti, pattinatrici sul ghiaccio, magia, epidemie, passeri e unicorni.

Come ogni Natale arriva il fatidico momento in cui, per ragioni misteriose (magari i terrapiattisti le conoscono) mi ritrovo dal 20 novembre al 10 dicembre in un soffio.

 Tutti i miei buoni propositi sono quindi andati già a farsi friggere ed è perciò che ho deciso di fare un post un po' diverso dal solito.

 Per riuscire a stipare tutti i consigli che voglio darvi userò il metodo "Donna moderna" (da me così ribattezzato anche se poi è lo stesso che usano tutti i giornali): segnalazione del libro con qualche riga e non il mio solito spiegone.

 Ovviamente, essendoci tra di essi dei libri che considero particolarmente belli e meritevoli, quelli avranno futuro post a parte. Su tutti "Trottole" di Tillie Walden, un vero capolavoro.

 Mi perdonerete nei consigli di quest'anno un tono un po' polemico, ma in me al momento convivono un insolito spirito natalizio che risorge dopo anni e una certa rabbia verso tanti concittadini che ormai il significato del natale lo hanno perso da quel dì e usano la festa solo per i loro porci comodi.

 Sto cercando di essere festosa nonostante tutto, ma è dura!

 Forza, coraggio e consigli!


 INVERNO di Alessandro Vanoli ed. Il Mulino:

 In questi anni sempre peggiori in cui l'estate dura ormai almeno 5 mesi (e scusatemi, amanti dell'estate, ma quando vivi in una città afosa 5 mesi d'estate non sono stupendi, sono l'inferno), ricordare i vecchi lunghi e sconfinati inverni, i loro silenzi e le lunghe giornate passate in casa, agli amanti del gelo può far solo piacere.

 Questo piccolo saggio del Mulino farà felici le persone che, come me, vorrebbero godersi di nuovo la stagione fredda, quella vera, anche per ritrovare con gioia quella calda.

 Cosa portava con sé il generale inverno d'un tempo? Freddo, ma anche riflessione, notti infinite e pomeriggi proficui.


LE GRANDI EPIDEMIE ed. Besa:

 Si può regalare un libro sulla peste e sulla lebbra a natale?

 Sì, nel 2018, neomedioevo, si può. 

 Quando le malattie fortunatamente debellate cominciano a sembrare favole e la gente torna a credere alla terra piatta, ecco un regalo che potrete fare a chi mette in dubbio il progresso della scienza: 5 agili volumetti, scritti in modo divulgativo e interessante sulla storia, gli aneddoti e l'eziologia delle epidemie che hanno devastato generazioni attraverso i secoli.

 Non bisogna andare neanche troppo indietro nel tempo, la spagnola la ricorda anche mia nonna.


UNICORNI di Valeria Arnaldi ed. Ultra:

 Icona prima queer poi man mano sempre più mainstream, non si riesce a girare negozio senza vedersi comparire un unicorno davanti. 

 Ma questi benedetti unicorni perché piacciono tanto? Chi li ha inventati? Perché nel medioevo si credeva esistessero e perché poteva avvicinarli solo una ragazza vergine? 

 Un libro della prolificissima Valeria Arnaldi che cerca di spiegare l'iconografia e le origini di un animale leggendario che vive adesso uno dei suoi più scintillanti momenti.
 Ideale regalo lgbtq, per appassionat* e per nipotin* e amici glitterati.


GIOVANNINO NEI LAGER di Giovannino Guareschi ed. Rizzoli:

 A Roma si rubano le pietre d'inciampo, a Napoli si fanno le statuette di Hitler da mettere nel presepe e intanto si butta la gente per strada mentre si frigna per le radici cristiane dell'Europa.

  In questa grande confusione, farebbe bene a molti questo splendido libro di Guareschi: "Giovannino nei lager", tomo nel quale i figli dello scrittore hanno riunito le opere della prigionia del padre "Favola di Natale", "Diario Clandestino" e "Ritorno alla base".

 L'autore di Don Camillo e Peppone, dopo l'armistizio, rifiutandosi di combattere al fianco dei tedeschi, fu internato per ben due anni in svariati campi di prigionia tra la Polonia e la Germania.

 Ne uscì segnato, ma non piegato, anche grazie al fatto che scrisse tantissimo benché poi decise di pubblicare ben poco di quelle pagine che stese per risollevare il morale suo e dei suoi compagni.

 Lo spirito dell'opera è chiaro sin dall'introduzione di "Diario Clandestino", intitolata "Istruzioni per l'uso":
 "Io, insomma, come milioni e milioni di personaggi come me migliori di me e peggiori di me, mi trovai invischiato in questa guerra in qualità di italiano alleato dei tedeschi, all’inizio, e in qualità di italiano prigioniero dei tedeschi alla fine. 
Gli anglo-americani nel 1943 mi bombardarono la casa, e nel 1945 mi vennero a liberare dalla prigionia e mi regalarono del latte condensato e della minestra in scatola. Per quello che mi riguarda, la storia è tutta qui. 
Una banalissima storia nella quale io ho avuto il peso di un guscio di nocciola nell’oceano in tempesta, e dalla quale io esco senza nastrini e senza medaglie ma vittorioso perché, nonostante tutto e tutti, io sono riuscito a passare attraverso questo cataclisma senza odiare nessuno.  
Anzi, sono riuscito a ritrovare un  prezioso amico: me stesso…. Per venire alla mia storia, dirò che io assieme a un sacco d’altri ufficiali come me, mi ritrovai un giorno del settembre 1943 in un campo di concentramento in Polonia, poi cambiai altri campi, ma dappertutto la faccenda era la stessa dei campi di prigionia…. L’unica  cosa interessante, ai fini della nostra storia, è che io, anche in prigionia conservai la mia testardaggine di emiliano della Bassa: e così strinsi i denti e dissi: Non muoio neanche se mi ammazzano!. E non morii. Probabilmente non morii perché non mi ammazzarono: il fatto è che non morii. Rimasi vivo anche nella parte interna e continuai a lavorare…"


LA PREGHIERA DI UN PASSERO CHE VUOLE FARE IL NIDO SULL'ALBERO DI NATALE di Gianni Rodari ed. Einaudi Ragazzi:

 Vi ricordate quel concetto per il quale le favole per bambini hanno in realtà una morale profonda, mascherata per far passare il concetto anche alle menti semplici dei più piccoli?

  Ecco, poiché le menti semplici adesso ce l'hanno anche parecchi adulti, consiglio di regalare a piene mani questa bellissima edizione illustrata da Sarah Wilkins di una poesia natalizia di Rodari che ha per protagonista un passero.

 Il povero volatile, solo nel gelo invernale, guarda smanioso una famigliola intenta a fare l'albero di natale e a ingozzarsi di leccornie oltre la finestra.

 Tesse per loro una poesia in cui promette che se lo faranno entrare salvandogli la vita, non darà fastidio, ma mangerà solo briciola e porterà tanta gioia.
 Lo spirito del natale, quello vero.


MAMMA HO PERSO L'AEREO di Kim Smith, Chris Columbus e John Hughues ed. Mondadori:

 Ma che ne sanno i 2010 di un'epoca in cui potevi lasciare per sbaglio tuo figlio a casa senza sapere se fosse vivo o morto e senza poterlo contattare per giorni, bloccato da una bufera di neve dall'altro capo dell'America? 

 Quando cellulari e altri miliardi di forme di comunicazioni e controllo erano lungi dal divenire, si potevano fare film come "Mamma ho perso l'aereo" (e il protagonista poteva persino sopravvivere!).

 Per raccontare ai più piccoli di questa mirabolante epoca preistorica a cui misteriosamente siamo sopravvissuti, ecco un illustrato con la storia di Kevin alle prese coi ladri e i mille trucchetti per fermarne l'avanzata casalinga!



TROTTOLE di Tillie Walden ed. Mondadori:


 Regalo perfetto per gli amanti delle graphic novel di alto livello e dei bei libri in generale (anche se non leggono graphic, magari così gli viene la voglia).


 Premio Eisner 2018, è la storia autobiografica di Tillie Walden, campioncina di pattinaggio sul ghiaccio. 

 Dopo un'infanzia abbastanza felice in New Jersey, in cui la gioia di pattinare e l'energia della passione rendono tutto luminoso ed esaltante, alle soglie dell'adolescenza Tillie e family si trasferiscono in Texas.

 Ora, da quel che si evince dai programmi di Netflix e un po' in generale da film e telefilm, il Texas non è il posto ideale dove vivere se non sei molto religioso, molto americano e non eterosessuale. 

 Tillie è solo molto americana e ci mette un bel po' ad inserirsi in un contesto chiuso, peggiorato dal fatto che il pattinaggio, il suo unico appiglio, non le piace più.

 Vorrebbe smettere, ma se lo facesse cosa le rimarrebbe? Così gli anni del liceo passano tra allenamenti, difficoltà, innamoramenti proibiti, coming out, madri assenti e madri tigre e un mondo che diventa sempre più feroce.

 Una graphic stupenda (a cui dedicherò un post lungo quanto prima) che insegna una cosa fondamentale: nessuno esce indenne dalla propria esistenza, ma con un po' di coraggio tutti possiamo limitare i danni.


 LO SCHIACCIANOCI di E.T.A. Hoffmann ed. Bur:

 Forse non tutti sanno che il celeberrimo balletto de Lo Schiaccianoci, prende le mosse da una storia dell'autore tedesco Hoffmann, lo stesso, per intenderci de "L'uomo della sabbia", capace di fondere fantastico, horror e magico in modo estremamente originale.

 Che lo Schiaccianoci non sia una favola come un'altra si evince dai tanti momenti inquietanti: i topi assassini, il re dei topi con sette teste (dite quello che volete, ma se io vedo arrivarmi in camera una pantegana con sette teste non la prendo bene), le battaglie tra giocattoli e sorci.

 Rimane tuttavia una meravigliosa storia natalizia (tutto comincia la vigilia di Natale e finisce due giorni dopo) con un sapore retrò da Vienna prenazismo, dove tutto era oro klimtiano, sacher torte, Freud e nobildonne nelle cioccolaterie mirabilmente stuccate.

 L'edizione della Bur uscita in occasione di questo Natale ha delle mirabili illustrazioni fiabesche che rimandano un po' all'immaginario magico dell'est europeo. Splendido.


SORELLE MITFORD di Mary S. Lovell ed. Neri Pozza:

 . 
Tutti conosciamo almeno una persona appassionata di Downton Abbey e anni '20 in Francia o in Inghilterra

 Per costoro quest'anno è uscito un libro che definire ad hoc è riduttivo: la biografia delle sei sorelle Mitford che misero a ferro e fuoco il beneducato mondo dell'aristocrazia inglese.

 Per la serie "ognuno è complice del suo destino", le sei sorelle ebbero percorsi di vita molto diversi, soprattutto in ambito politico. Per una Unity Mitford completamente ossessionata dal nazismo e da Hitler, ci fu una Jessica Mitford che partì per combattere nella guerra civile spagnola.

 Sposate, piene di amanti (Pamela Mitford ebbe come compagna di vita un'italiana, Giuditta Tommasi), di avventure e tragedie, appassioneranno gli amanti del genere e non solo.
 Io lo regalerò a mia suocera, assieme al dvd speciale sui matrimoni a Downton Abbey (poi me li farò prestare).


LA VECCHIA DEI CAMINI di Carlo Lapucci ed. Graphe.it

 Lamentavo, un paio di anni fa, la mancanza di adeguata bibliografia sulla befana, la vecchina che popolò le mie gioie infantili portando i regali e le calze nell'ultimo giorno di festa utile.

 Quest'anno la Graphe.it editrice ha pubblicato un piccolo saggio sulle origini di questa creatura natalizia tutta italica.

 Con mio grande stupore, ho scoperto che una tradizione identificherebbe la befana in Procula, la moglie di Ponzio Pilato. Costei, per espiare i peccati del marito (anche se non sono convinta si possano espiare peccati conto terzi) avrebbe stretto una sorta di patto con Dio decidendo di rimanere a vagare sulla terra fino al giorno del giudizio.
 Per veri appassionati dell'anziana signora.


 ARTE E MAGIA. IL FASCINO DELL'ESOTERISMO IN EUROPA ed. Silvana:


 Fino al 29 Gennaio a palazzo Roverella a Rovigo sarà in corso una mostra sul rapporto tra arte e magia in Europa. 

 Il modo in cui l'esoterismo e il concetto di magico sono riusciti a influenzare l'arte del vecchio continente tra la fine dell'800 e la la prima guerra mondiale ha dato vita a un'interessante mostra che mi piacerebbe tantissimo vedere (spero di riuscirci) e che ha prodotto uno splendido catalogo della Silvana Editrice.

 Per appassionati d'arte e non solo.


Prestissimo (forse anche domani) seconda infornata!!

lunedì 4 dicembre 2017

Consigli di Natale 2017 parte I! Per amanti di storia, geografia, Jane Austen, Downton Abbey, religione, manga lgbt e belle storie YA.



 Prima di partire per Più libri Più liberi è giusto e doveroso iniziare a seminare i consigli di Natale, anche perché so che finirà come tutti gli anni: inizio verso il 3-4 dicembre e mi sento in super anticipo e in un attimo arriva il 22 e vi do praticamente i consigli per capodanno e la befana.



In questa prima infornata c'è, ahimè, poca narrativa, ma prometto che recupererò con la prossima.



 Intanto che si cominci!






"TERRE SCOMPARSE" di Bjorn Berge ed. Ponte alle grazie:

 Il mondo contemporaneo ci ha dato tanto, ma ci ha di certo reso orfani di un grande gusto: quello dell'avventura.

 Fino a non moltissimo tempo fa potevi ancora sperare di essere la prima persona a piantare la prima bandiera da qualche parte, poi un secolo scarso è bastato a uccidere ogni entusiasmo. 

 Non è un caso, secondo me, che il cosmo non ci interessi più di tanto: negli anni '60 la gente faceva il tifo per i cosmonauti, adesso quando una sonda fa qualche foto eccezionale, l'unica cosa che si è in grado di chiedere è, "Sì, ma quanti soldi ci è costato?".

 Tuttavia, il tarlo a qualcuno dev'essere rimasto visto che da qualche anno in libreria spopolano una serie di Atlanti: quello dei luoghi maledetti, delle isole misteriose, perdute, varie ed eventuali.

 Se avete tra i vostri amici un appassionato del tema, il libro per lui è "Terre scomparse", una saggio anche abbastanza cicciottello su stati che furono e che non sono più.

Lingue di terra che furono stati di nome e mai di fatto, stati di brevissima durata, città stato nate dalle guerre e solo per il tempo di una guerra (la città di Mafeking durante la guerra boera nel Transvaal a cui partecipò anche il fondatore degli scout, Baden Powell, ricordo ancora la canzoncina: "C'era la guerra, la guerra nel Transvaal, boeri contro inglesi e c'era un general larinsunfralalillalero"), regni dominati da principesse islamiche, come Bhopal, distrutti nel nostro secolo dai disastri di multinazionali senza scrupoli.

 C'è spazio anche per stati che furono e non sono più, come la ex Iugoslavia. Ricordo che quando studiavo geografia alle elementari il caos in tal senso era tale che ogni anno toccava aggiornarsi. Mai dimenticherò che per me il primo nome della Russia fu CSI: comunità di stati indipendenti!

Per chi è: per gli amanti della geografia e della storia.


"RE MAGI" di Franco Cardini ed. Marsilio:

 Vengono da lontano, da una galattica civiltà, su un cammello lampo, re magi col manto.

 Ricordo che da bambina, mio padre, costruttore di presepi molto belli (come molti napoletani) faceva lentamente avanzare i re Magi sulle creste delle montagne innevate del presepe. Ogni giorno più vicino alla grotta (sul finale c'erano le statuine inginocchiate, giù dal cammello).

 Ma chi erano davvero i re Magi?

 Al contrario di altri aneddoti e dettagli simili, in realtà contenuti nei vari vangeli apocrifi (come la presenza del bue e dell'asino), i Magi sono certificati dal Vangelo di Matteo in persona: 

 "Alcuni magi giunsero da Gerusalemme a Oriente e domandavano: "Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo."
 Un particolare a dir poco fiabesco che non dice molto della natura di questi lontani adoratori: magi stava per maghi o per re? 

 E da quale oriente provenivano? Come avevano saputo che seguendo una stella cometa avrebbero raggiunto una divinità nascente? E perché loro, di certo di altri credi, avevano sentito il dovere di venire a rendere omaggio al bambino divino di un'altra religione?

 Alcuni li vogliono sacerdoti di Zoroastro, profeta la cui religione era diffusa nella regione indoiranica, altri che fossero effettivamente dei re.
 Molti altri hanno fatto notare come invece l'idea stessa di uomini importanti venuti da molto lontano a rendere omaggio alla nascita di Gesù fosse fin troppo metaforica e carica di significati per credere che questi tre uomini siano esistiti davvero.

Per chi è: per chi ama i presepi, le curiosità storiche e il Natale come festività religiosa (ma detesta gli stucchevoli libri su quanto sia bello essere cattolici sotto le feste).


PER CHI E': Un saggio molto natalizio, anche per chi non crede, e specialmente indicato, secondo me, per chi ama il presepe.


"IL MARITO DI MIO FRATELLO" di Gengoroh Tagame ed. Panini:

 Se ci tenete a fare un regalo queer a un vostro amico/amica (anche non necessariamente gay, magari semplicemente pazzo dello show di RuPaul o appassionato di bei libri a tema) voglio consigliare per questo natale un manga e un libro tributo.

 Il manga è il primo di due volumi "Il marito di mio fratello", una sorta di piccolo bignami che bisognerebbe donare a tutte le sentinelle in piedi sotto l'albero (se non fosse che probabilmente ci farebbero un falò).

 Racconta la storia di Yaichi, giovane padre single della piccola Kana, che un giorno si vede piombare in casa il gigantesco canadese Mike, il marito di suo fratello appunto, appena defunto in quel della landa di Trudeau.

 Mike è venuto in Giappone a visitare i luoghi dell'infanzia del marito (anche se pare debba anche portare a compimento un'imprecisata promessa) e, malgrado Yaichi desideri tanto che l'infausto cognato schiodi da casa il prima possibile, nulla può davanti all'entusiasmo della figlioletta, letteralmente entusiasta della presenza di uno zio straniero.

 La storia smonta pezzo per pezzo tutti i pregiudizi che una persona etero che non ha mai conosciuto (o voluto conoscere, come Yuichi non hai davvero voluto conoscere il defunto fratello) persone gay può avere in merito.

 Il terrore di Yuichi, padre estremamente amorevole, è che appunto la figlioletta possa venire traumatizzata dall'idea che lo zio avesse un marito, tuttavia scopre che per la figlia tutto, una volta spiegato con parole adatte e semplici, è estremamente naturali. Quando aveva paura per lei, in realtà Yaichi temeva solo per sé stesso e i suoi limiti mentali.

 Del resto anche Yaichi soffre di una forma di discriminazione: in un paese estremamente maschilista come il Giappone, una volta divorziato, è lui a prendersi cura della bambina e della casa. Vive grazie alla rendita di un condominio ereditato che gestisce come amministratore e confessa a Mike di sapere che dopotutto "Non è un lavoro onorevole".

 La storia è dolcissima, la straconsiglio a tutti, anzi, forse più che all'amico gay in cerca di nuove letture è il caso di regalarlo a quel parente che sì ok portate il vostro compagno o compagna a cena e va tutto bene perché non può dire nulla, però, dio mio, qualcuno pensi ai bambini!

 Il libro tributo invece è "Love is love" ed è finalmente l'edizione italiana di una raccolta di disegni e fumetti di famosi autori di fumetti fatti apposta per questo volume, il cui ricavato va alle famiglie delle vittime della strage di Orlando. Per inciso, lo voglio moltissimo.

 Per chi è: L'amic* lgbt, appassionato di tematiche lgbt, ma anche il parente e amico che tutte le volte che vi vede vi chiede robe assurde tipo "Chi è la moglie e chi il marito" o "Come fanno sesso le lesbiche?" (esistono e sono tanti).
 Il libro tributo invece è per tutti gli amici che a Natale chiedono "non regali, ma opere di bene".


"LUCENERA" di Barbara Baldi ed. Oblomov e "L'ASSASSINIO DI FLORENCE NIGHTINGALE SHORE" di Jessica Fellowes ed. Neri Pozza: 

 Alzi la mano chi non ha l'amica amante di Jane Austen.
 Essa è una costante nella vita di ogni lettore, come lo è l'amante di telefilm e film sugli zombie per gli appassionati di serie e cinema.

 Ogni anno sapete che dovrete lanciarle, quale dono votivo, un libro a tema e, devo dire, per vostra fortuna lo sanno pure le case editrici che danno un senso all'esistenza delle fascette giusto in questi casi scrivendovi a caratteri cubitale: "SE AMATE JANE AUSTEN" o "PER GLI AMANTI DI DOWNTON ABBEY".

 Per la prima tipologia vi suggerisco un regalo un po' spericolato: "Lucenera" di Barbara Baldi. 

 Spericolato perché si tratta di una graphic novel, genere spesso snobbato dai non lettori di fumetti.
 Eppure la storia è fatta apposta per rubare il cuore a tutte e tutti gli appassionati della campagna inglese ottocentesca, delle trine, dei vestiti lunghi e accollati, delle vecchie zie che muoiono lasciando difficili eredità.

 La storia comincia quando una vecchia zia muore lasciando tutti suoi avere alle due nipoti: Olivia e Clara.

 Olivia riceve il denaro e Clara la tenuta, con grande scorno di Olivia che se ne va via indispettita. In realtà Clara non ha fatto questo grande affare: la tenuta infatti è morente e nessuno sforzo sembra riuscire a salvarla dalla rovina, nonostante a lei la ragazza sacrifichi ogni cosa, compreso il suo grande sogno di entrare in un'accademia di musica.

 La storia è graficamente bellissima, con toni molto scuri, illuminati solo in parte dalla ardenti luci di camini e candele, restituendo in tal modo la sensazione gelida e umida della sperduta brughiera inglese.

 Il ritmo procede con la giusta lentezza e le emozioni sono grandi, ma trattenute, proprio come conviene a qualsiasi signorina alla Austen.

 Di rapina vi lascio anche il consiglio "Downton Abbey" già testato sulla madre di dolcemetà, grandissima appassionata della serie (un grazie speciale a Neri Pozza che col suo catalogo ad hoc mi salva ad ogni ricorrenza): "L'assassino di Florence Nightingale Shore".

 La storia, che si basa su un omicidio realmente avvenuto, parte dall'assassinio di un'infermiera, la Florence del titolo, salita impellicciata su un treno e mai più scesa.
 Ad indagare sarà la diciottenne Louisa, ragazza a servizio della celebre famiglia Mitford, sì proprio quella della Nancy di "L'amore in un clima freddo".

 Jessica Fellowes (che manco a dirlo è la nipote del creatore di "DA") intreccia finzione, miti dell'aristocratica Inghilterra che fu, cronaca e tanta tanta, secondo me, furbizia.
 Farete un figurone e Jessica tanti soldi.

Per chi è: amanti di Jane Austen e "Downton Abbey".


"L'ULTIMA LEZIONE DI MISS BIXBY" di John David Anderson ed. Mondadori:

 Non è facile scrivere libri per i cosiddetti YA, non è facile sceglierli e non è facile regalarglieli, perciò spesso si passa per la via più facile: biografia di un cantante amato (anche a me fu regalata una biografia di Ligabue alle medie), biografia di youtuber amato, un'altra cosa, qualsiasi cosa non sia libro.

 Eppure, se il giovane lettore ama leggere o comunque lo fa volentieri, è un peccato deporre le armi.

 Se avete un 12-13-14enne in casa che non invoca l'Anticristo alla visione di un libro, "L'ultima lezione di Miss Bixby" può fare al caso vostro.

 Ci troviamo davanti a uno di quei rari libri in grado di parlare di insegnanti, scuola e buoni sentimenti senza che tutto non sembri assurdamente stantio o pesantemente posticcio.

 La storia è scritta dal punto di vista alternato (un espediente ultimamente molto amato) di tre giovanissimi studenti: Brand, Topher e Steve.

 Tutti e tre amano molto la loro giovane insegnante, miss Bixby, diversa da tutti gli altri: ha i capelli rosa, insegna in modo particolare, si appunta i sogni dei suoi alunni, sorride e legge libri fantasy.

 Purtroppo, prima della fine dell'anno scolastico, annuncia il suo ritiro: ha una grave incurabile malattia.

 I tre giovini, dopo un momento di sconvolgimento, tentano di ricostruire la sua ultima giornata perfetta, così come lei, durante una lezione l'aveva descritta.
 Certo, c'è di sguazzare nella tragedia e nei buoni sentimenti, ma i buoni sentimenti ultimamente sono molto sottovalutati e non trovo fuori luogo, almeno a Natale, ricordare ai ragazzi che essere gentili è il primo passo per essere delle brave persone.


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