domenica 1 ottobre 2017

Cose realmente avvenute! Lo giuro! "La versione per ragazzi".

Ed ecco a voi la seconda vignetta del fine settimana!
E' una di quelle richieste che, in verità, vengono fatte in libreria abbastanza spesso, ma oggi, all'ennesima domanda, mi sono resa conto di non averla mai fumettata.

 Questa cosa dei libri  in "versione per ragazzi" era nata con un senso logico: far apprezzare grandi classici della letteratura mondiale anche a bambini non ancora in grado di afferrarne la complessità.
 Si parlava un tempo di robe come la Divina Commedia o Delitto e Castigo.

 Adesso, molti genitori temono che anche Valerio Massimo Manfredi possa essere un fardello per il proprio figlio quindicenne. Sia mai che il pupo si stanca.

 La vignetta di oggi mostra a che punto della notte siamo arrivati.

Cose realmente avvenute! Lo giuro! "La versione per ragazzi"!




11 commenti:

  1. Qui il "lo giuro" è obbligatorio, perché davvero sembra una (bruttissima) barzelletta o_O

    [se ne deduce che "per ragazzi" nella testa di certi elementi significa "con poche pagine", giusto?]

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    1. Con poche pagine e tante immagini, meglio se del film

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  2. Ahah! A scuola una delle letture ad alta voce è stata Il Barone Rampante. Solo che la prof non aveva specificato l'edizione, per cui alcuni avevano una versione ridotta, altri no. Mi ricordo di aver letto dei passaggi su come il protagonista cercava di risolvere il problema dei... bisogni fisiologici, e i miei compagni non lo trovavano perché nella loro versione non c'era!

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    1. E lei che cavalca nuda? Vallo a trovare nella versione per ragazzi! Perché si sa, i ragazzini diventano satanisti se leggono di nudità o deiezioni.
      Però vedere tutti i giorni una che gira seminuda per casa e mangia il bifidus per regolarizzarsi l'intestino va benissimo. Misteri.

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  3. Valerio Massimo Manfredi lo iniziai a leggere (lo scudo di Talos) proprio a 14/15 anni e lo trovati fantastico!

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  4. Guarda, sono arrivata a dare certi classici in versione Geronimo Stilton pur di aiutare ragazzi disperati a portare in fondo la lettura. Disperante.

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    1. Io però non sono completamente convinta che prendere i ragazzi per stupidi sia proprio il modo migliore per aiutarli. Certe volte forse uno dovrebbe essere cosciente della propria pigrizia

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    2. Quando ero bambina mia zia mi ha regalato una versione per bambini di Kim. Avevano tolto: le strofe all'inizio dei capitoli, i discorsi filosofici del vecchio lama, il mutare dell'atteggiamento delle donne verso Kim man mano che il bambino diventa un adolescente e poi un giovane uomo... in pratica non c'era rimasto nulla da capire per cui non ci ho capito nulla, era diventato un'inconsistente storia di spionaggio che non sapeva di niente perché, in effetti, a Kipling non interessava minimamente raccontarla.

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    3. Sono stati casi rari, ma a volte, come estrema ratio ci può stare. Sono anch'io contraria in genere alle riduzioni, tuttavia ci sono casi nei quali possono aiutare. Poi c'è il problema che in genere le biblioteche hanno edizioni vecchiotte dei classici, con traduzioni desuete e con il vocabolario dei ragazzini di oggi è davvero un'impresa per molti di loro.

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  5. Continuiamo a trattare i ragazzi come fossero lobotomizzati, e a richiedere loro solo gli sforzi conseguenti. E' una ricetta sicura perché lobotomizzati ci crescano sul serio... -__-

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  6. I ragazzi sono SEMPRE stati trattati da lobotomizzati, tranne in alcuni brevissimi periodi: cartoni animati censurati, libri censurati... mi sono passate tra le mani versioni accorciate della Piccola Fadette, del Giro del mondo in 80 giiorni, di Piccole donne e di David Copperfield, e tutta la cura dei miei per farmi avere solo testi integrali si infrangeva regolarmente contro le più varie e ingannevoli insidie. Le nuove generazioni crescono sotto questo giogo esattamente come le vecchie. Personalmente trovo proprio sbagliato il principio di base ma... giuro che ho perfino trovato in una antologia delle medie una versione accorciata della morte di Argo nell'Odissea. E' proprio qualcosa dentro a cultura italiana che spinge a fare questo - forse un retaggio del fascismo, non so.

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