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giovedì 25 ottobre 2018

La giovane libraia al Lucca Comics! Ci vediamo lì dal 31 ottobre al 3 novembre!

 Finalmente, all'alba del 25 ottobre, ho gli orari e i giorni in cui sarò presente al Lucca Comics!

Potrete trovarmi allo stand 001 edizioni Padiglione Napoleone NAP 207 dal 31 ottobre al 3 novembre!


domenica 1 novembre 2015

Ultima intervista per il Lucca Comics 2015: è qui tra noi Tony Sandoval!Tra consigli di lettura, denti, tentacoli, consigli a giovani fumettisti e onde radio dall'oltretomba i pensieri di uno dei fumettisti (secondo me) più bravi in circolazione!

Tony Sandoval
Ed ecco, in extremis, l'ultima intervista fatta in occasione del Lucca Comics 2015 (scusate se le ho postate tutte insieme, ma mi sono giunte tutte insieme).
  Ho tenuto per l'ultimo giorno e per consentire alla dolce metà di tradurre dallo spagnolo, l'intervista a Tony Sandoval, talentuoso e bravissimo autore di graphic novel messicano di cui avevo già parlato in un post a lui dedicato tempo fa.
 Ammetto che è uno dei miei autori preferiti in circolazione. 
 Le sue storie che molto giocano sull'ambiguità e l'incertezza, hanno spesso come protagonisti adolescenti in crescita, la perdita dell'innocenza che porta l'età adulta nel frangente incredibile in cui capiamo che non siamo più bambini. Sono trame sospese tra la vita e la morte, tra mondi e mostri fantastici e mostri incredibilmente reali e spesso ben più cattivi.
 Tra denti, tentacoli, teschi, ragazzine bellissime, creature favolose e una natura selvaggia e sconfinata, i suoi ragazzini si muovono presi in reti complessissime da cui riemergono irrimediabilmente segnati.
 Consigliandovi caldamente di recuperare le sue splendide opere, edite in Italia da Tunuè, ecco l'intervista che mi ha gentilmente concesso (e che, per ragioni di tempo e traduzione sono riuscita a pubblicare purtroppo solo oggi).
 Buona lettura!


I protagonisti dei tuoi libri sono spesso preadolescenti, non più bambini, ma non ancora ragazzi, perché hai una predilezione speciale per questa età?

E' un'età che mi affascina per via della trasformazione fisica e mentale che si affronta, dove tutto è nuovo.

Una delle tue peculiarità è che nei tuoi libri si può tornare dalla morte. Perchè?

Nessuno sa cosa ci sia nell'aldilà, e questo in qualche modo gioca a mio favore. 
 Inoltre non faccio in modo che la gente ritorni, sono le loro onde radio, le loro informazioni, e di solito è fatto perché i personaggi scoprano qualcosa su loro stessi.


Quando hai deciso che saresti diventato un fumettista?

Da sempre, da quando ho memoria ho sempre adorato i fumetti, il disegno e le creature strane, ma, professionalmente, credo di averlo deciso dalla metà degli anni novanta, quando con mio fratello riuscii a pubblicare “Nocturno”.

Perché tra tutte le tecniche preferisci l'acquarello?

Perché è una tecnica rapida e bella, inoltre ha una freschezza che calza a pennello alle mie storie. Inoltre vedi gente supertalentuosa come Gipi e ti viene ancora più voglia.

Molte fumettiste e autrici di graphic novel, anche affermate, lamentano la presenza di un forte sessismo all'interno del mondo del fumetto. Cosa pensi al riguardo?

Sul sessismo non ho una particolare opinione. Mi è sempre piaciuto vedere,ascoltare e leggere storie di gente talentuosa e creativa, non mi sono mai soffermato sul fatto che fossero uomini o donne. Non lo so, in ambito lavorativo non ho mai fatto questo tipo di distinzione.

Progetti prossimi venturi?

Ho vari progetti, un art-book e una storia autobiografica sulla frontiera Messico- Usa. E' più di un'avventura. Inoltre porto avanti alcuni progetti che avevo già iniziato.

Hai degli autori a cui ti ispiri?

Eh! Ho una lista così lunga...sono cresciuto con i supereroi e la pittura classica sulle enciclopedie, infatti mi piacciono molte cose oltre ai fumetti, come la musica, il cinema, la pittura, i romanzi ecc.
Se dovessi fare qualche nome: Mike Mignola, Jeff Smith, Dave Mckean, Moebious, Simon Bisley.

Perché hai una particolare predilezione per denti e tentacoli?

Perché sono interessanti e difficili da disegnare. Mi piace disegnare il movimento e la forma. Inoltre i denti, i tentacoli e altre parti del corpo si inseriscono bene nelle storie che mi piace raccontare. Si può attribuire a queste parti lo status di idee vere e proprie (cosa che ho appreso da Edgar Allan Poe in “Berenice”). In poche parole mi piacciono per questi motivi.

Consigli ad un giovane fumettista?

Disegnare fumetti (e finirli) è l'unico modo per imparare.

L'ultimo libro di Tony Sandoval uscito in Italia
per Tunuè
Cosa leggevi da piccolo?

Qualsiasi cosa mi capitasse tra le mani. Sono stato un grande fan di Spiderman e de “I nuovi dei” di Jack Kirby, fino a quando ho letto Mafalda. Dopo ho voluto leggere solo romanzi per molto tempo.

 C'è qualche autore che vorresti consigliare in modo particolare?

Allora, parlando di fumetti che mi piacciono al momento, direi: “Le petit christian” di Blutch, “Du Nouveau pour toi et moi” di Joseph Lambert, “Fish” di Bianca Bagnarelli, “Sunny” di Taiyo Matsumoto.

Sai di avere un omonimo maratoneta molto più citato di te su internet?

Ahahaha, il mio nome è molto comune, ci sarà un po' di tutto in rete...

sabato 31 ottobre 2015

Intervista a Sara Menetti del collettivo Mammaiuto in occasione del Lucca Comics 2015! Progetti, libri per ragazzi e carnet de voyage per scoprire un'autrice e un modo alternativo e indipendente di produrre e concepire il fumetto.

 Finalmente torno su questi schermi (finalmente per me che dopo un po' di giorni che non scrivo mi prende la smania). Volevo ricominciare prima, anche per arrivare in tempo con qualche post di Halloween, ma ho un dente del giudizio che mi sta facendo impazzire e sono in ritardo. Recupererò i prossimi giorni!
Sara Menetti: il suo sito è http://www.saramenetti.it/
Oggi, visto che il Lucca Comics non attende certo i miei malanni ed ormai è in corso da qualche giorno, posto la seconda intervista fatta per l'occasione.
 In questo caso la gentilissima intervistata è Sara Menetti fumettista e illustratrice bolognese la cui specialità sono bellissimi carnet de voyage e splendide illustrazioni per l'infanzia.
 Personalmente l'ho conosciute grazie alla sua striscia "Cose stupide che succedono a chi cerca lavoro" che pubblica ormai regolarmente su "Aspirina" e narra in poche battute le disavventure di chi cerca di sopravvivere con un lavoro creativo in un mondo che la creatività non è che abbia molta voglia di retribuirla.
 Ho pensato fosse una buona idea intervistarla per il Lucca Comics per due motivi:
1) E' brava e dovete conoscerla anche voi.
2) Fa parte di un collettivo indipendente che raccoglie dodici fumettisti che ha ha nome Mammaiuto.
 Nell'ambiente del fumetto inizia ad essere molto conosciuto e trovo sia giusto, necessario e interessante dare visibilità ad un progetto che non nasce in una realtà editoriale consolidata. Come vedrete nel corso dell'intervista. far parte di un collettivo indipendente è una scelta che consente e prevede percorsi e intenti completamente diversi che hanno ovviamente un obiettivo economico, ma non solo.
 Perciò vi consiglio di leggere questa intervista per scoprire un'autrice e un modo alternativo di produrre fumetti. Buona lettura!

Tu fai parte del collettivo Mammaiuto. Potresti spiegare a grandi linee di cosa si tratta?

Mammaiuto è un'associazione culturale composta da dodici autori.
 I soci fondatori sono sei, io mi sono unita al gruppo in un secondo momento portando in dote "Fototessere", una collezione di ritratti e discorsi rappresentati in un formato di quattro vignette verticali. Oltre a essere un ambiente creativo straordinario composto da autori bravissimi e (non a caso) già affermati, Mammaiuto è un progetto libero e generoso: gli autori pubblicano i propri contenuti sul sito con cadenza regolare, quindi i fumetti e le storie targate Mammaiuto sono tutte in lettura online, gratis. Tutti possono leggerci e il nostro scopo è proprio quello di far leggere a tutti le nostre storie.
Di tanto in tanto Mammaiuto stampa copie cartacee dei libri in lettura gratuita sul sito: chi ama il nostro lavoro e vuole sostenere sia l'Associazione che il singolo autore, ha la possibilità di farlo mediante l'acquisto di un volume (stampato in ottima qualità e con edizioni molto curate) in vendita sullo shop online e alle varie fiere.

C'è stata una polemica, recentemente, tra autori che criticavano la scelta di mettere online lavori fruibile gratuitamente e altri che invece difendevano questa scelta. Molti tuoi lavori si trovano gratis sul web, cosa ne pensi al riguardo?

Se molti dei miei lavori si trovano gratis in rete è perché ce li ho messi io: il percorso che ho fatto finora (e sto continuando a fare) ha come parte integrante questo aspetto di libera condivisione e non ho intenzione di voltargli le spalle. 
 Da diversi anni posto strisce e vignette online e l'ingresso in Mammaiuto è stato il naturale proseguimento di una tendenza che già avevo, con in più l'ottima conseguenza dell'ampliamento del bacino di lettori e il miglioramento del livello dei miei lavori. Questo non vuole dire che tutti debbano seguire l'esempio e considerare la pubblicazione in rete come sola strada per arrivare a diventare autori affermati: dev'essere ogni aspirante fumettista a decidere cosa è meglio per sé e per il suo lavoro, prendendo la posizione che rispecchia meglio la sua concezione.

Molte autrici, anche affermate, lamentano un forte sessismo nel mondo del fumetto. Cosa ne pensi? Ritieni di essere stata trattata diversamente in quanto autrice donna in qualche occasione o da altri colleghi?

Il sessismo c'è nel mondo lavorativo in generale e l'ambiente del fumetto, facendone parte, non ne è di certo esonerato. 
Nel mio piccolo, posso raccontare un episodio accaduto di recente a una fiera: una persona ha commentato la mia presenza dietro al banco facendo i complimenti agli amici e colleghi di Mammaiuto per "la nuova assistente" (con un'osservazione rivolta a loro ma diretta chiaramente a me). 
 Voleva essere un commento piacione, ma ha suscitato solo diverse riflessioni sull'episodio, dal motivo della necessità di farmi sapere il suo giudizio sul mio aspetto fisico al fatto ben più grave che, nella sua valutazione, una ragazza dietro al banco non potesse essere una delle autrici in dedica ma fosse lì solo in qualità di "assistente".

Progetti prossimi venturi?

Sicuramente fare altri viaggi e altri diari di viaggio. 
 A volte mi domando se i lettori non si stanchino di vedermi imperversare per pagine e pagine con i miei racconti sui luoghi che visito, ma finché ho voglia di disegnarli e raccontarli vado avanti e mi scuso con chi dovesse annoiarsi!
 A parte questo, ho in mente due storie lunghe a fumetti da scrivere e disegnare ma sto ancora combattendo con la mia paura atavica dello "scrivere". 
 Con il supporto morale e tecnico di Mammaiuto sto facendo passi in avanti, spero di riuscire a sbloccarmi presto perché ho davvero molta voglia di lavorare sui disegni e vedere queste storie venire alla luce.

Tra le tue strisce c'è la serie “Cose stupide che succedono a chi cerca lavoro” nel quale si evince un problema di antica data: fare il fumettista non è percepito come un lavoro vero, perché secondo te?

E' un lavoro estremamente precario ed è un dato di fatto che, almeno in Italia, non si possa vivere di soli fumetti pur essendo autori già affermati. A questo aggiungiamo il fatto che i fumetti vengono visti come qualcosa di poco serio, delle strisce che appaiono su riviste e quotidiani per strappare quella risata in più -e non come un mezzo per raccontare storie in maniera straordinaria…ed ecco qua, quella del/della fumettista sarà sempre dipinta come una figura che fa disegnini per passione.

Tu hai lavorato come illustratrice di alcuni libri per ragazzi. Come si articola un lavoro del genere, non completamente originale e per un pubblico così peculiare al tempo stesso?

Ill. per "Il giornalino di Gian Burrasca" ed. La Spiga
Per me è sempre una bella prova da superare. 
 Non mi sento mai all'altezza come illustratrice, quindi passo giorni a studiare uno stile adatto, che rimanga riconoscibile e riconducibile a me ma che sappia adattarsi alla storia che i miei disegni andranno ad affiancare, facendo molta ricerca sul periodo storico al quale devo fare riferimento o sull'atmosfera che voglio ricreare. 
 Per arrivare a questo leggo a fondo il testo che mi è stato consegnato, apro moltissimi libri di illustrazioni, manifesti, pubblicità e me li studio per trovare riferimenti che mi siano d'ispirazione, poi comincio a riempire fogli e fogli di prove con svariate tecniche.; sono giorni parecchio travagliati (i peggiori, quelli della "ricerca dello stile"!), che culminano con i suddetti fogli scagliati brutalmente giù dalla scrivania e grossi dubbi sulle mie capacità. 
 Dopo la sfuriata, normalmente, seleziono le prove che passano i miei controlli qualità e ci lavoro nuovamente sopra, infine le propongo all'editor e trascorro i giorni (o le ore) tra l'invio e la ricezione di una risposta sollazzandomi con i soliti pensieri e dubbi sulle mie capacità d'illustratrice.

Cosa leggevi da bambina?

Grazie ai miei cugini, a mio fratello e alle mie sorelle (tutti più grandi di me), avevo una grossa scorta di Topolini degli anni '70 e '80, conservati alla mia portata nel ripiano più basso dell'armadio. 
Io e i Topolini eravamo inseparabili, li leggevo a ogni ora del giorno e della notte, in ogni stanza della casa: in bagno, a tavola durante colazione-pranzo-cena (per la disperazione di mia mamma che quando leggevo non riusciva in nessun modo a comunicare con me) e a letto, con la torcia sotto le coperte.
 Di narrativa apprezzavo moltissimo (e apprezzo tuttora) autori come Bianca Pitzorno, Roald Dahl, Rodari e Vamba, dei quali ho conservato i libri che tuttora rileggo volentieri. Mi piacevano anche i classici come "Pollyanna" e "Il giardino segreto", i libri fantasy come "La Storia Infinita" e "Narnia", o ancora quelli sulle storie mitologiche di tutto il mondo ("Storie di bambini molto antichi" è stato in cima alla mia lista per molto tempo, sono stata felicissima di sapere della nuova edizione illustrata da Rita Petruccioli!) .

Un fumetto che vorresti assolutamente consigliare?

"Come prima" di Alfred, un lavoro impeccabile e bellissimo, estremamente coinvolgente dal punto di vista emotivo.

Quando hai deciso che saresti diventata una fumettista?

Alle elementari, come quasi tutti i colleghi! Tra le medie e le superiori però ho ricevuto il veto genitoriale perché pensavano che questa velleità fosse una "cavata di testa", quindi sono finita a fare una scuola da gente coi piedi per terra. Finita quella e fatto un anno di università, però, sono tornata al mio primo vero interesse.

I tuoi autori preferiti?

Vado con l'elenco dei primi che mi vengono in mente: Joann Sfar per le sue storie oniriche intrecciate con mitologie e leggende, Watterson, Schulz, Liniers per le strisce sintetiche ma cariche di poesia e sempre capaci di strappare un sorriso, Craig Thompson per la sua narrazione delicata.

Un collega da tenere d'occhio?

Francesco Guarnaccia, già arruolato nelle file Mammaiuto, che l'anno scorso ha esordito con il suo volume "From Here to Eternity" (ora esaurito): giovane, con un sacco di idee e molto eclettico, una qualità che mi colpisce sempre.

Sarete al Lucca Comics?

Sì, ci trovate alla Self Area, padiglione San Romano (Piazza San Romano) in mezzo alle migliori realtà dell'autoproduzione italiana a fumetti: uno stand che vale la pena visitare!

Ringraziando nuovamente Sara, lancio un grido: se siete tra i fortunati o fortunate a Lucca, fateci un salto!!




venerdì 12 dicembre 2014

Intervista a Simone Albrigi in arte Sio, tra dottori, cani magggici, strisce assurde e record di vendite, il ggggiovane fumettista e youtuber sicuramente più iperattivo d'Italia (et così il ciclo Lucca Comics 2014 finisce un mese e mezzo dopo!).

Dopo l'instant post di ieri, oggi si torna a cose più allegre, che, come si dice, già la vita è tanto amara.
Sio in una foto pescata da internet.
Sito di Sio: www.sio.im
 Oggi si conclude con un mese e mezzo di ritardo il ciclo di interviste fatte da me a ggggiovani fumettisti in occasione del Lucca Comics 2014. 
 Il gentile ospite e intervistato di oggi è nientepopodimeno che Simone Albrigi in arte Sio. 
 Per i pochi che ancora non lo conoscono, codesto davvero giovane fumettista and youtuber veneto (classe 1988) è l'instancabile creatore di favolosi fumetti nonsense (e spesso satirici, che sono quelli da me personalmente preferiti), del mitico dottor Culocane e delle magiche versioni delle canzoni più cooool del momento fumettate direttamente con l'aiuto di google translator.
 Ed è stato proprio grazie a questo suo progetto che mia sorella lo scoprì per caso e me lo fece conoscere. Aveva già prodotto qualche libro, incentrato sulle assurde avventure di un rotolo di carta igienica, "Scottecs", viveva già in Giappone ed era già iperattivo, quando ho scoperto la sua favolosa versione di "Call me maybe" tradotta con Google Translate (che ho canticchiato per giorni al suono di "A te piccola!", ascoltare per cadere vittima del sortilegio).
 Malgrado io non abbia una particolare passione per il nonsense fu amore e iniziai a seguirlo via internet nella sua collezione sempre più enorme di risultati. 
Gli ultimi, in ordine di tempo sono:

1) Il raggiungimento,  negli ultimissimi giorni grazie al solo crowfunding della somma necessaria a sviluppare "Super cane magic zero", videogioco folle nel quale una bacchetta magica finisce nelle mani di un inconsapevole cane. Solo Coso, eroe discutibile, potrebbe salvarci. Io non ho mai giocato ad un videogioco in vita mia, ma tentammo, con una rivista, di fare Crowfunding. Fallimmo su tutta la linea, perciò sommo rispetto per Sio.
2) Al Lucca Comics 2014, il suo ultimo lavoro "Questo è un libro con i fumetti di Sio" ha sbancato con 3500 copie vendute (al solo stand del proprio editore, la Shokdom, fonte "Fumettologica").

 Ce n'è abbastanza per far venire l'ansia da iperattività a chiunque, e per leggere l'intervista che mi ha molto gentilmente rilasciata, tutta per voi, di seguito!

Ti ho conosciuto grazie a “Call me maybe” rifatta con Google translate. Com'è nata l'idea?

Semplice: sperimento sempre con modi nuovi di far ridere: martellato da mesi con la canzone, ho pensato di tradurla con Google Translate e farci un video di solo testo. Poi il testo mi è sembrato un po’ triste da solo, quindi ci ho messo delle vignette veloci e il resto è storia.

E-reader o carta stampata?

Entrambi in eguale quantità. Ho appena finito “Norwegian Wood” sul Kindle e appena iniziato “Verso la creatività e oltre” di Ed Catmull sullo schermo a base di alberi, quello a cui non serve la batteria.

Nel caso non conosceste Sio, questa è una delle sue strisce,
per vedere le altre basta andare sul sito o sulla sua pagina di fb
Sono rimasta molto colpita dalla tua vignetta sulla festa del papà. La tua famiglia ha influenzato in qualche modo il tuo modo di fare fumetti?

Sicuramente la comicità di mio padre ha influenzato molto il mio modo di fare battute, che però io ho cercato di portare a un livello più avanzato (ancora più stupide). La mia mamma è un po’ più seria, a volte troppo, e sicuramente anche questa sua involontaria comicità ha influenzato il mio modo di usare la serietà come modo di fare ridere.

Tu vivi in Giappone. Vivere nel paese nipponico è davvero come noi occidentali imbevuti di manga sogniamo?

No. Ma si mangia benissimo. E comunque non vivo più in Giappone da settembre, mi mancavano la naturalezza degli italiani e l’espresso, così sono tornato.

Com'è nata l'idea del dottor Culocane?

Ho sempre desiderato fare delle parodie delle trasmissioni di divulgazione scientifica. L’avevo già utilizzato come personaggio dei miei fumetti. Una volta aperto il canale Youtube, ho pensato che sarebbe stata la sua dimora perfetta.


Ci sono degli autori a cui ti ispiri?

Ortolani, Don Rosa, Watterson, Bevilacqua, La Rosa, Daw.

Quando hai deciso che saresti diventato un fumettista? E che consigli daresti ad un ragazzino/a che avessero la stessa aspirazione?

Il momento in cui ho preso un Topolino. Da che ho memoria ho voluto sempre fare fumetti. 
 Un consiglio? Leggi tantissimo, non solo fumetti, e non aver paura di sbagliare e provare cose diverse: farai schifo per un sacco di anni prima di diventare accettabile. Io ancora non lo sono diventato.

Cosa leggevi da bambino?

Topolino, appunto. Fumetti Disney principalmente, (PK, Ridi Topolino!!!) poi mi sono capitate in mano le opere di Akira Toriyama che mi hanno aperto un mondo. E tipo tutti i “Piccoli Brividi” e gli Animorphs.

Ci sarai a Lucca Comics? Porterai qualcosa di particolare? 
(ndr. La domanda era stata fatta ovviamente prima del Lucca Comics).

Ci sono stato, portando la mia nuova raccolta, “Questo è un libro con i fumetti di Sio”.

Perché di tutti i generi possibili hai scelto il nonsense?

Mi viene naturale, non mi sono messo a tavolino a scegliere.

In futuro c'è la possibilità di vederti cimentare in qualcosa di completamente diverso dai tuoi lavori attuali?

Sì. Sicuramente. Mi piace provare roba nuova, sbagliare, fare schifo e provarne altra.

 E facendo nuovamente la doverosa considerazione che Topolino ha la palma per l'influenza artistica e creativa più gigantesca in Italia (perciò padri e madri che leggete codesto blog io un saltarello in edicola ce lo farei, fosse mai che il pargolo rimane conquistato e ha qualche idea geniale), ringrazio tantissimo Sio per l'intervista (mi raccomando se e vado subito a fare qualcosa. 
 Che l'iperattività sia con tutt* noi!
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