sabato 31 agosto 2013

Libri piccoli (ma gustosi) per lunghe attese. Biciclette che spingono all'omicidio e bambini forse un po' troppo appetitosi!

 Talvolta si ha bisogno di libri brevi, veloci e possibilmente non particolarmente costosi. Sembra che qualche casa editrice se ne sia accorta e abbia iniziato a produrre delle collane specifiche. Alcune personalmente le considero una furbata editoriale, come le "Libellule" della Mondadori, altre invece hanno un approccio più intelligente: invece di proporre racconti allungati con la formattazione, mandano alle stampe delle opere brevi e magari anche inedite (o edite milioni di anni fa) dall'argomento se non altro peculiare.
 Oggi per le vostre attese nelle sale d'aspetto, in metro, alla stazione mentre Trenitalia vi aiuta a tirare giù tutti i santi del calendario, voglio proporvi due libretti, assurdi al punto giusto.
 Il primo proviene dalla sventurata sezione di Criminologia ed è il delizioso "Il ciclismo nel delitto" di Cesare Lombroso, ed. La vita felice, 13, 50 euros.


 La sezione di Criminologia è questo settore, che io considero abbastanza morboso, dove finiscono tutte le storie di serial killer, i libri di Lucarelli, i profiling dei criminali e le storie di vita vissuta che francamente potremmo risparmiarci, come "Il male sono io" di Pietro Maso (quello che sterminò la famiglia e non sapeva manco lui perché) o le memorie della nipote del fondatore di Scientology. Provo un certo raccapriccio verso questi memoir, che considero alla stregua di una salottata da pomeriggio 5 con Barbara d'Urso: qualcuno, di cui non sentivamo la mancanza né la necessità, ci informa delle sue sventure e/o malefatte, e perversamente qualcun altro abbocca. 
 Nel mucchio ovviamente si può trovare comunque qualcosa di buono, come appunto, l'esilarante libro di Lombroso. Nella sua tipica logica lombrosiana, il buon criminologo d'antan ravvisa nel velocipede quello che noi vedremmo in un Suv o una Ferrari. Innanzitutto, nella sua ottica la bicicletta è per certo un mezzo che favorirebbe il delitto consentendo una più agevole fuga, secondo poi, un giovane, potrebbe sentirsi irresistibilmente attratto dal mezzo e compiere qualsiasi orrendo delitto pur di entrarne in possesso.
 L'effetto straniante è meraviglioso. Purtroppo il saggio in sé non è particolarmente lungo, metà del libretto è composto dalla bibliografia di Lombroso che vi assicuro è altrettanto fantascientifica e (per noi) delirante. 
 L'altro inquietante ed economicissimo libretto che vorrei consigliarvi fa parte della collana ad 1 euro della casa editrice Stampa Alternativa
 Trattasi del libello di Jonathan Swift (sì, proprio lui) dal significativo titolo: "Una modesta proposta per evitare che i figli dei poveri siano di peso ai loro genitori e al paese e per renderli utili alla società"


 Qual è questa modesta proposta? Vi dico solo che è decisamente macabra, provocatoria, ha a che spartire con le tenere carni di pupi paffuti e appare stranamente una sorta di vendetta per aver dato il suo povero Gulliver in pasto a generazioni di pargoli come fosse davvero un libro per bambini. 
 Forza, è ora di comprare questi libri e dire tutti in coro: Trenitalia o chi per te, nun te temo!

3 commenti:

  1. Quello di Swift l'ho letto. Paradossale e provocatorio, sì. Chissà cosa penserebbe l'autore di quanto avviene ai nostri giorni con la pedopornografia...

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    1. Swift ha usato un'iperbole proprio per non essere preso sul serio, credo. Devo dire che fatico un po' a capire il nesso logico con la pedopornografia...

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  2. A proposito di sfruttamento di bambini.
    E fanno sul serio, nessuna ironia. :-(

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