Qualche anno fa, per motivi che non ricordo bene, ma era di sicuro implicata la tesi perché non riesco a pensare un altro motivo plausibile, passai la bellezza di 3 ore in una copisteria. In quell'interminabile attesa, oltre a invocare la peste su tale luogo, osservai una signora fotocopiare l'opera omnia di Osho, il santone che tanto furore ha fatto una ventina o forse più di anni fa. Lì per lì mi chiesi: "Come si arriva ad un punto nella vita, in cui si sente il bisogno di leggere tutto Osho?" (e vi assicuro che ha prodotto in abbondanza).Ebbene, io ancora non mi ero imbattuta in quella categoria che ho ribattezzato: il cliente che non smette MAI di sognare.
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| Mentre il cliente sogna sognando, il libraio si domanda se svegliarlo o meno... |
Alors, io non sono una persona cinica, tuttavia, passati i quindici anni, in genere si sviluppa una cosa chiamata senso della realtà che limita la nostra capacità di imbambolamento molesto. Il cliente che non smette MAI di sognare questo senso non ce l'ha e finisce per infognarsi in una categoria talmente precisa da far nascere il dubbio che la sua non sia una scelta di vita ragionata, ma una specie di posa o stereotipo, come quando alle superiori si decideva se essere Pariolini/Sancarlini, darkettoni, fricchettoni.
Ma cosa legge costui o costei?
ROMANZI D'AMORE E RISCATTO: Un must per chi non smette MAI di sognare è la trilogia di Katherine Pancol "Gli occhi gialli dei coccodrilli"- "Il valzer lento delle tartarughe" e "Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì". C'è tutto: la donna in crisi d'identità a causa di età e divorzio che diventa scrittrice famosa e si riscatta, la sorella malvagia che viene punita per aver cercato di affrontare la vita con l'inganno, il marito perduto in Kenya, la figlia ribelle, il senso profondo della vita che sbrilluccica negli occhi di questi poveri coccodrilli. Ogni sognatore che si rispetti sa che dopo una caduta c'è la risalita, dopo il divorzio l'amore della vita, dopo il lavoro schifoso fino a 50 anni, la rivelazione del proprio vero essere.
IL PICCOLO PRINCIPE: Io farei firmare una moratoria al riguardo: le persone con più di trent'anni NON devono citare il piccolo principe come modello di vita. Giunge un momento in cui paragonare i propri amici ad una volpe circospetta e scrutare il proprio cuore perché la verità è invisibile ai nostri ciechi occhi adulti, smette di essere una cosa romantica. "Il piccolo principe" è una bella storia istruttiva per ragazzi, ha un fascino universale e ottime illustrazioni, è frutto della mente di uno che a suon di sogni c'è morto (ma ha avuto il coraggio di fare la vita che voleva, onore al merito, cosa che un sognatore in genere non fa), ma bisogna finirla di vedere l'ispirazione su come affrontare le proprie vicende amorose in una rosa sottovetro. Mollate 'sto libro ai ragazzini.![]() |
| Paulo Coelho anch'esso vittima della manina molesta |
PAULO COELHO:
Un vero sognatore non può che essere un guerriero della luce. E' matematico, potete usarlo come prova del nove definitiva. Tra discese arditeeee e le risaliteeeee su nel cielo apertooooo e poi il desertooooo (vuoi vedere che anche Battisti era un guerriero della luce?), tentativi di suicidi, preti convertiti grazie al vero amore, prostitute che incontrano miliardari salvifici e regole per vivere una vita luminosa di cui dio, sappilo, prima o poi ti chiederà conto (cit.), quando un sognatore è confuso o in crisi d'identità sa che rileggendo Coelho saprà ritrovare se stesso. Non solo, si considererà mediamente molto più colto di un semplice seguace della new age.
IL CAMMINO DI SANTIAGO: Probabilmente diffuso a livelli stratosferici dal caro Coelho, sappiate che non c'è sognatore che non abbia letto il suo celebre tomo per poi riempirsi casa di libri turistici o reportage su chi si è lanciato a camminare là dove solo San Giacomo si era spinto. Nella sezione di turismo c'è una parte dedicata solo ad esso in cui non si ripete altro che è un attimo, fai dieci chilometri a piedi ed entri in comunione con la tua parte più vera.Ora, io non dubito che sfacchinare sui monti sia un'esperienza di vita, ma l'ho fatto lungamente con i mai troppo odiati scout, e ne ho un ricordo allucinante. Venirmi a dire che il significato della vita sta in un percorso di decine di chilometri mi pare un po' facilone. Parti due settimane prima che sei una persona, torni e hai capito il vero significato della vita. E allora le bacheche di fb sono tutto un fiorire di: "Meglio ali o radici"? "Buen camino!!" e via dicendo.Il top è a mio avviso "Un milione ottocentomila passi: io, il mio bambino e il Cammino di Santiago" di Elisabetta Orlandi ed. Paoline. Quando una madre di famiglia acchiappa il suo bambino di otto anni e lo porta a fare quell'esperienza di cui "Il bisogno di raccontare è fortissimo, ti esplode dentro. Vuoi spiegare cos'è che ti spinge a camminare...A volte basta così poco per cambiare una vita..".
Avete capito? Stupidi noi che ci affanniamo tutti i giorni, forza, tutti su un'aereo Bergamo/Santiago a cercare l'illuminazione!
E voi? Avete amici o conoscenti maggggici sognatori? (Forse sì, a lavorare in libreria altro che Parnaso, un po' si diventa cinici...).
E voi? Avete amici o conoscenti maggggici sognatori? (Forse sì, a lavorare in libreria altro che Parnaso, un po' si diventa cinici...).

