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lunedì 2 gennaio 2017

Piccole scienziate crescono (se magari gli fate leggere qualche libro scientifico in più). Da un appello virale di una libraia e di sua sorella, un elenco di libri per ragazz* su scienziate donne, così non avete più scuse.

 In questi festosi giorni, la libraia della Libreria Controvento di Telese Terme (provincia di Benevento), Filomena Grimaldi, ha pubblicato su fb un appello di sua sorella.


La sorella in questione, in visita da Londra, assiste a quella che una scena comune in libreria: la perenne preoccupazione del genitore in visita (non tutti ovviamente, diciamo troppi considerando che la preoccupazione non dovrebbe neanche esistere) nel comprendere se il libro che stanno scegliendo sia da maschio o da femmina.

 Nei libri da non regalare ai maschi ci sono solitamente copertine rosa (ormai mi è venuto in odio questo povero colore strumentalizzato), danza, trucchi, parrucchi, tulle e vestiario.

 Neanche le fate e i fiori. Ricordo una drammatica volta in cui una madre (inglese) ridusse alle lacrime il figlio di 4 o 5 anni perché voleva un libro sulle fate e lei gridando gliene diceva di tutti i colori. Doveva posare quel libro, i maschi non leggevano quella roba!

 Per le femmine ci allarghiamo verso molti altri i campi: i libri scientifici, ad esempio, non sembrano essere proprio il regalo per una femmina. Ma non solo.

 Splendidi libri di robotica, esperimenti chimici, dinosauri, avventure piratesche, minerali, castelli e cavalieri, non sembrano incontrare il favore di molti padri, madri, nonni e nonne.

 Posto che ogni bambino e bambina dovrebbe essere libero di scegliersi i libri da solo, la domanda permane: perché le bambine non dovrebbero avere interesse per i libri scientifici?

 E perché, nel caso lo dimostrassero dovrebbero temere di essere "giudicate", (ipotesi inquietante paventata da un lettore su fb a mò di giustifica dei genitori solerti censori)?

 Perché nel 2016 esistono genitori preoccupati di capire se un libro è da maschio o da femmina? 

 Ma soprattutto, i genitori che si apprestano a fare questi pensieri, non si rendono conto che, implicitamente, stanno considerando le loro figlie troppo stupide per alcuni campi del sapere?


 Perché ai maschi verrà forse negato il piacere della danza e del belletto, ma nessuno si permetterebbe mai di dire loro che "No, il manuale del giovane scrittore non te lo compro perché è da femmina".

 Verrà mai l'epoca in cui a TUTTE verrà concesso di non essere più graziose bamboline da ammaestrare, ma anche esseri senzienti degne di ogni genere di sogni e avventure?

All'alba del 2014 anche la Lego ha introdotto le prime
figure di scienziate donne. 2014.
 Se avete parenti e amici che seguono questa strada che dovrebbe essere scomparsa almeno 40 anni fa, se la vostra bimba inizia a subire gli influssi malefici della pressione esterna (e quindi torna da scuola pronunciando inquietanti frasi come "No, non gioco più con questo perché l'amichetta x mi dice che non è da femmina"), se il vostro bimbo inizia a postulare strane teorie come "Le femmine questo NON possono farlo", allora l'elenco di libri di seguito fa per voi.

 Trattasi di una piccolissima bibliografia sulle donne di scienza che le bimbe possano prendere a esempio e i maschi possano leggere per farsi venire il dubbio che forse non proprio tutto l'hanno inventato loro (e se è quasi successo c'è un motivo non troppo nobile).


DONNE NELLA SCIENZA, collana dell'Editoriale scienza:

Curiosa la storia di Ada Lovelace, figlia del
poeta Byron. Sua madre, matematica anch'essa
la spinse verso studi scientifici preoccupata che
avesse ripreso un po' troppo dal turbolento padre
Si chiedeva a un gruppo di bambini in età scolare di fare i nomi di alcuni inventori e scienziati, i primi che venissero loro in mente.
  Maschi e femmine facevano esclusivamente nomi maschili e, bisogna dirlo, in assoluta buona fede, visto che alla fine quando gli intervistatori svelavano loro l'esistenza di scienziate donne, i bambini cadevano letteralmente dalle nuvole (e accoglievano la rivelazione con autentico stupore).

 Se in letteratura capita di incappare in qualche donna (più raramente di quanto si dovrebbe, ma almeno accade), se in storia ogni tanto qualche regina o contessa fa effettivamente il suo dovere (e non solo come moglie, thank you Matilde di Canossa, Elisabetta I, Giovanna d'Arco, Eleonora d'Arborea ecc.) nelle scienze c'è il niente cosmico.

 Certo, ci si può sempre immedesimare in qualche scienziato di sesso maschile, ma è importante per le bambine di ogni ordine e grado sapere che effettivamente ci sono state delle donne scienziate e inventrici, che quello è per loro un percorso possibile.

Come fare?
L'Editoriale scienza giunge in vostro soccorso con una collana dedicata alle inventrici e alle scienziate: "Donne nella scienza".

 In essa potrete trovare Ada Lovelace, la donna che postulò il primo programma per un protocalcolatore (inteso come computer) e contribuì con i suoi studi, assieme a Babbage, a porre le basi dell'informatica.
 Ci sono le storie di Marie Curie, doppio premio nobel e di sua figlia, quella della meno conosciuta Lisa Meitner che scoprì la fissione nucleare o la genetista Barbara McClintock.
Tutte sono accomunate oltre che dal genio, dalle lotte che hanno dovuto affrontare per essere accettate dalla comunità scientifica. Non solo dovevano studiare (tra mille difficoltà), ma anche combattere per farsi prendere seriamente. Toste il doppio.



NELLO SPAZIO CON SAMANTHA di Samantha Cristoforetti e Stefano Sandrelli ed. Feltrinelli Kids:

 L'unica area scientifica che mi appassionava da bambina era l'astronomia.

 Avevo un grosso atlante su cui ho imparato tutto quello che so sui pianeti (anche perché non ho ricordi di aver mai studiato pianeti e simili se non l'ultimo anno delle superiori in quella strana materia che era geografia astronomica), la composizione gassosa, i vari satelliti, la fascia d'asteroidi e il povero Plutone ora declassato.

 Ovviamente non ho mai pensato di fare l'astronauta e, devo dire, non tanto perché ero femmina quanto perché ero italiana. 

 Gli italiani, nel mio immaginario, non diventavano astronauti, non ne avevamo proprio modo: i razzi partivano dagli Stati Uniti e dal mio punto di vista non c'era un motivo logico per il quale gli americani avrebbero dovuto spedire in orbita degli stranieri.

 Poi vennero Vittori, Nespoli e Guidoni, ma escludendo Vittori che mi era anche geograficamente vicino, provenendo da Viterbo, niente poteva impressionarmi particolarmente, ero già adulta.

 E invece Samantha Cristoforetti ha colpito anche me, e non solo perché è preparatissima e perché donna, ma perché ha creduto a una cosa incredibile e con grande lavoro e impegno l'ha ottenuta.

 Se non è un esempio per stuoli di bambine e ragazzine lei, non so chi possa esserlo.
 Se avete nipotine avventurose che guardano i cieli, questo è il libro per loro.


PRIMATI le amicizie avventurose di Jane Goodall, Dian Fossey e Biruté Galdikas, di Jim Ottaviani e Maris Wicks ed. IlCastoro:

 Quando le pubblicità, i giocattoli o le raffigurazioni audiovisive in generale vogliono far compiere qualcosa di scientifico ad un personaggio femminile, bene che va fa la dottoressa (anche se solitamente è un'infermiera), ma ogni tanto appare un inedito mestiere: la naturalista.

 Nel mio immaginario è una cosa a metà tra la biologa, la botanica e l'etologa e ho il vivo sospetto che questo lavoro non esista (smentitemi pure), ma credo sia concesso alle bambine in virtù del fatto che prendersi cura degli animali rientra appunto in un "lavoro di cura" e che le piante insomma sono esseri viventi immobili che non promettono spericolate avventure.

 Per le bambine affascinate da questo mestiere che amano la natura e gli animali, invece della dottoressa peluche (o in contemporanea) potete proporre loro le storie vere di tre scienziate: Jane Goodall, Dian Fossey e Birutè Galdikas.

 La prima è famosa per i suoi studi sugli scimpanzè e sulle conseguenti fondamentali scoperte nel campo dei primati, la seconda Dian Fossey si dedicò ai gorilla (e pagò con la vita i suoi studi) e infine Birutè Galdikas che si concentrò sugli oranghi.

 Sulla vita di Jane Goodall c'è anche "Io...Jane" uno splendido illustrato di Patrick McDonnell sempre della ed. IlCastoro, splendido e molto commovente.


PICCOLO GENIO. Scopri il talento che c'è in te di Alberto Pellai e Barbara Tamborini ed. DeAgostini:

Un tempo su "Minnie" (mi pare), c'era una rubrica sui grandi quando erano piccoli.

 Lì ho appreso l'esistenza di Lorenz, il fatto che Einstein bambino avesse dei problemi scolastici, la dura vita di Marie Curie e molte altre vite di grandi. L'idea originale era parlarti della loro infanzia, come se fossero bambini come te e non adulti che avevano già compiuto grandi cose e avanzavano senza macchia e senza paura.

 "Piccolo genio" usa lo stesso spunto e racconta ai bambini le vite di grandi geni quando erano loro coetanei, un po' a titolo informativo, un po' a titolo motivazionale.

  La cosa interessante è che nel parco genialità ci sono uomini e donne, sportivi, scienziati, aviatrici, astronome, pittori, attori e attrici fino ad arrivare a dieci bambini e dieci bambine.

 Non tutti hanno la stessa attitudine, ma tutti, bambini e bambine devono avere la possibilità di scoprirlo.


REGINE DELLA SCIENZA di Serena Manfrè ed. Anicia:

In "Una stanza tutta per sé", Virgina Woolf spiegava magnificamente dove fossero finite tutte le donne che avrebbero potuto cambiare la storia e non l'avevano fatto.
 Postulava infatti l'esistenza di un'ipotetica sorella di Shakespeare, talentuosa quanto lui, ma costretta a sposarsi, a far figli e infine indotta, per disperazione al suicidio.

 In "Regine della scienza", rassegna di biografie di scienziate celebri, ci sono Rita Levi Montalcini, l'astronoma Caroline Herschel, Ipazia e un personaggio particolare, tale suor Celeste al secolo Virginia Galilei.

 Chi era costei?

 Non una letterata, ma  la figlia primogenita di Galileo Galilei che, per togliersi rapidamente l'impiccio, la fece monacare a sedici anni.

 La ragazza non gli serbò rancore ed ebbe con lui un intenso scambio epistolare, rimanendogli vicino durante il terribile periodo del processo della santa Inquisizione.

 Le lettere ci restituiscono una ragazza piena di vita, arguta e affettuosa. Cosa avrebbe potuto fare se Galileo avesse deciso di educarla? Non lo sapremo mai.


IPAZIA E LA MUSICA DEI PIANETI di Roberta Torre, ill. Pia Valentinis ed. RueBallu:

 Non poteva mancare nell'elenco uno dei personaggi femminili più celebri della storia: Ipazia.

 Al contrario di Suor Celeste aka Virginia Galilei, Ipazia ebbe un padre, Teone, che la istruì e prese come allieva.

 Astronoma, matematica e anche filosofa, divenne superiore al padre e un personaggio di spicco in quel di Alessandria d'Egitto dove però in quegli anni si stava compiendo un enorme gioco di potere.

 I cristiani, appoggiati dal potere imperiali, riuscirono a far dichiarare illegale qualsiasi pratica pagana, distrussero i templi, costrinsero i pagani alla conversione e arrivarono ai ferri corti anche con gli ebrei.
  Vi era infatti un gigantesco conflitto di potere tra il bramoso vescovo Cirillo (poi santo) e il prefetto.

  Il vescovo, tanto per cambiare, voleva diventare l'unico potere dominante in città e a furia di ordire intrighi e cacciare minoranze con la forza vi riuscì.

 Ipazia finì nel bel mezzo di questo delirio di potere vescovile. 

 Le folle, che quando vengono incitate e fomentate, perdono ogni controllo (perché si sentono autorizzate a farlo) la linciarono e fecero a pezzi.

 Non fu solo una scienziata, ma un monito contro ogni deriva autoritaria, contro la folla che si fa massa crudele e senza scrupoli, contro l'abdicazione ad ogni umanità e ragionevolezza.

 Il bel libro di Roberta Torre, illustrato da Pia Valentinis spiega cose certo molto difficili, ma in modo appropriato (e sono dell'opinione che a nascondere le cose difficili a oltranza non si risolva mai niente).


BREVE STORIA DELLE DONNE di Jacky Fleming ed. Corbaccio:

 Una delle cose più faticose è convincere molte persone (in questo caso solitamente molti uomini) che nella storia le donne sono state vittime di un sistema di potere che vedeva nell'oppressione del genere femminile una delle sue basi fondanti (in quanto gruppo "altro" più numeroso rispetto a quello maschile e in quanto indispensabile per il controllo del bene più prezioso: la discendenza). Meglio conosciuto alle masse come Patriarcato.

 Malgrado sia un dato lampante e luminoso, malgrado le donne siano state tenute recluse, lontano dai luoghi di potere e in stato di profondo svantaggio culturale (e lo siano ancora adesso in molte parti del mondo) molti si ostinano a negare l'incidenza negativa di questa oppressione.

 Non è da essa che derivano le poche donne scienziate, inventrici, i minori risultati conseguiti all'interno della storia di ogni ordine e grado, dicono i negazionisti, bensì dalle "minori naturali capacità".


Questa della mitologica natura della donne che renderebbe incostanti, emotive, infantili, immature, meno intelligenti, meno propense allo studio, poco tenaci, facili alla noia, addirittura meno evolute, è una gigantesca calunnia che si è perpetrata nei secoli a beneficio del sistema dominante (e che vuole continuare a dominare).

 Opprimere e basta espone alla ribellione, bisogna fare di meglio, bisogna convincere gli oppressi dell'assoluta bontà degli oppressori e che anzi, in caso qualsiasi cambiamento non porterà beneficio, ma il caos.

 Questo breve volumetto illustrato è illuminante senza essere pedante.

 Non solo, ma utilizza un sistema retorico molto efficace, esponendo le assurde minorazioni attribuite alle donne senza criticarle, ma confutandole con ingegnose vignette o esempi apertamente contrari.
 Da regalare non alle bambine, ma ai loro genitori.


La rassegna si chiude qui, speriamo che l'anno nuovo porti altri tomi! 

 Ad esempio uno sulla vita di Vera Rubin, astronoma statunitense recentemente scomparsa, che scoprì la materia oscura e che combatté per tutta la vita per farsi strada nel mondo scientifico, sperando che molte altre ragazze seguissero le sue orme.

Ps. Speriamo anche che porti un po' di buonsenso, ci fosse quello questi post neanche esisterebbero.

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