lunedì 19 maggio 2014

Dubbi morali e amletici: parlare o non parlare dei libri omofobi che arrivano a lavoro? Che sia più costruttivo fare un post di sputtanatio e lasciar essi e i loro autori nell'ombra come serpi?

Il post di oggi sarà un po' particolare perché starò qui a pormi un annoso quesito su cui, spero, alcuni (anzi molti) di voi, sapranno darmi la loro opinione.
Foto orrendamente sfocata by me
 Sabato è stata la giornata internazionale contro l'omofobia. Per chi lo ignorasse, il 17 maggio non è una data scelta a caso sul calendario né si rievoca un ignoto evento di sedici secoli fa, ma molto si festeggia la rimozione dell'omosessualità dal novero delle malattie mentali da parte dell'OMS.
 Avvenuta negli anni 50? No, nel 1990 (so che per un paese come l'Italia in cui la violenza sessuale è diventato reato contro la persona e non contro la morale nel 1996 la cosa può apparire quasi civile, ma diciamocelo, non lo è).
 La rimozione non fu solo simbolica per molti motivi. In primis da quel momento in poi non si dovrebbe più rischiare di finire tra le grinfie di qualche psicologo che vuole curarti a suon terapie insensate, in secundis è proprio dagli anni '90 che la vita della comunità glb (non t che la t ha una serie di questioni molto diverse) ha praticamente preso il volo con una serie di leggi, diritti e riconoscimenti (non in Italia ma vabbeh).
 Probabilmente colti alla sprovvista da un'apertura mentale della popolazione che non si attendevano, gli integralisti cattolici, i nazisti, i fascisti, i fanatici, gli omofobi, insomma tutta quella genia che pare non abbia niente di meglio da fare che rompere le palle e le ovaie al prossimo in nome di proprie convinzioni personali (che però loro vorrebbero fossero mondiali a costo di importele a suon di schiaffi e ceffoni e galera e chissà che altro), ci ha messo un po' a riorganizzarsi.
Altra foto orrendamente sfocata by me
 Ora lo stanno facendo, in sordina, ma visti i tempi che corrono mi attendo la banda di cretini con un certo potere mediatico che darà loro risonanza nel giro di qualche annetto.
 Siccome non possono dire esplicitamente che i gay gli fanno schifo, o meglio hanno capito che non è quello il modo di convincere le masse stranamente simpatizzanti verso gli abomini, hanno inventato un terribile komplotto. Ci sono i rettiliani, c'è la base spaziale nella luna, c'è il klub Bilderberg, ci sono gli alieni e c'è la temibile TEORIA DI GENDER.
 Ora, cosa essa sia nello specifico, non sono riuscita a capirlo neanche io. 
 Più o meno mi pare che, parlare esplicitamente di omosessualità, riconoscere diritti, permettere che persone dello stesso sesso si tengano per mano in strada e persino leggere libri che parlano di queste strane creature che sono gli omosessuali (come nel caso del libro della Mazzucco) a scuola pare causi nei bambini e nei ragazzi dei traumi incredibili. Praticamente, secondo loro, si vorrebbe imporre una terribile teoria che va oltre la non discriminazione, ma imporrebbe misteriosi stili di vita e darebbe strane idee alle giovani generazioni.
 In un qualche modo che non sono ben riuscita a comprendere, fanno leva su quell'atavica calunnia che lega pedofilia e omosessualità. Una calunnia che non mi è mai riuscito di comprendere come abbia preso piede. Esistono, purtroppo per l'umanità, pedofili maschi che si interessano disgraziatamente a bambine femmine (e pedofile con bambini maschi) eppure a nessuno è mai saltato in mente di trovare un nesso tra l'eterosessualità e la pedofilia. 
 Semplicemente l'orientamento sessuale e una malattia come la pedofilia il nesso non ce l'hanno.
 La teoria dei terribili influssi dello stile di vita omosessuale sulle tenere menti è ancora più facilmente smontabile:
Peraltro, sottolineo, io non ho nulla contro le piume di struzzo,
semplicemente non ne uso. Anche se durante le partite di calcio
vedo fior fior di tifosi machi che se ne adornano con i colori
della propria squadra. Per qualche motivo dipingersi, gridare e
festeggiare vestiti in modo sgargiante allo stadio è virile, farlo
una volta l'anno per rivendicare diritti in modo gioioso è
disdicevole e orribile.
1) Non esiste nessuno stile di vita gay.
 I gay e le lesbiche non sono una tribù aliena venuta in pace a convivere con i popoli eterosessuali della terra, non ha una lontana terra promessa chiamata "Piumedistruzzolandia" a cui aspira a tornare, non proviene da un ignoto ceppo genetico delle alture di Giove. I gay e le lesbiche sono persone normali che però hanno compagni e compagne dello stesso sesso. Punto.
2) Spiace dirlo a questa gente, ma fino a prova contraria, gli omosessuali nascono in famiglie eterosessuali. Io vengo da una famiglia che non è normale, di più, non ho subito traumi, i miei genitori stanno insieme da 30 anni, sono cresciuta in un posto normalissimo. Non ho imparato la gaytudine da nessuna parte, ci sono, temo per questa gente, nata.
 Ma allora, direte voi, dopo il mio immane pippone di cui mi scuso: di quale dilemma interiore devo parlarvi?
 Questi novelli teorici del gender stanno USANDO i libri. In due modi.
 Uno dei due è pratico e ne avevo già accennato in un post mesi fa. Omofobi organizzati contro la legge contro l'omofobia (una semplice estensione della legge mancino che se passasse introdurrebbe solo l'aggravante della discriminazione di orientamento sessuale in caso di insulti e aggressione), si piazzano nelle piazze di alcune città d'Italia a leggere libri in silenzio, si fanno chiamare "sentinelle in piedi".
Immagino scene di disperazione. "Oh mio dio, mi impediscono
di insultare e picchiare i gay! Che ne sarà di me?? Dov'è la mia
libertà? Fermiamoli prima che sia troppo tardi e l'Italia diventi
un paese civile! Mettete in salvo i bambini, fosse mai che
pensino con la propria testa!"
 Secondo loro, questo sommo gesto, sarebbe una tragica protesta contro una probabile legge libertidicida che lederebbe il reato di opinione. In sostanza, per loro, non poter dire "Frocio sei malato" è una terribile limitazione delle loro libertà personali. Cazzarola, e io che ho sempre pensato che non potermi sposare e non poter tener per mano la mia compagna fosse una limitazione delle mie, questi sì che sò drammi.
 In secundis a lavoro, di tanto in tanto, stanno giungendo degli strani libri. Tutti di case editrici piccole (ma alcuna anche semipiccola) e tutti dai titoli e dalle quarte di copertine se non altro stravaganti. 
 Se si legge l'innocuo titolo si pensa che il libro parli di un argomento, se però passi alla quarta di copertina inizi ad avere dei dubbi, perché il più delle volte, vuoi che viene usato un italiano fantascientifico, vuoi che per non farsi sgamare sul contenuto sono costretti a delle vere e proprie circonvoluzioni sintattiche, il risultato è una cosa sgrammaticata e incomprensibile. A quel punto, il buon libraio che deve capire di cosa parla effettivamente il libro, lo sfoglia e si accorge che l'innocuo titolo "Il giardino sterile" non è un libro su come usare il concime per far crescere meglio le piante, ma un'invettiva volta a dimostrare come i gay siano o degli infelici che aspirano solo al suicidio o dei pedofili che cercano di frenare in ogni modo i loro istinti.
 Voi direte: caro libraio e cara libraia, ma non li ordini tu stesso questi libri?
 Certo, ma se voi vedeste su cosa basiamo spesso le cedole d'acquisto, specialmente delle piccole case editrici, sapreste che disponiamo di un abstract piccolino e comunque di indicazioni fornite dall'editore. Siccome lo scopo, chiarissimo nel caso di questi libri, è fregare sia il libraio sia chi compra il libro proponendo un argomento e rifilandotene un altro (o manipolando l'argomento proposto) le informazioni sono chiaramente distorte. Ed ecco che una pensa di ordinare un libro sulla pace nel mondo e si ritrova le invettive omofobe.
 Ora, non è che ce ne arrivino molti, ma tentacolando qui e lì, tra confessioni di gay che parlano dei loro "simili" come creature infelici (come se io prendessi un etero a caso e gli chiedessi di parlarmi del sesso tra un uomo e una donna), pedofilia, gay sull'orlo del suicidio che sconsigliano i loro simili di darsi alla gaytudine e robe simili, pian piano crescono di numero, tanto che ho pensato più volte di scrivere un post di sputtanatio molesta.
 In quanto libraia non possessora di una libreria propria è ovvio che soggiaccio a delle regole di negozio, ma in quanto tenutaria di questo blog qui ho l'assoluta libertà di coscienza di discutere di ciò che voglio, sconsigliare ciò che voglio e accanirmi su ciò che voglio.
 Ho persino più volte pensato di lanciare una campagna di boicottaggio verso le case editrici che pubblicano testi del genere (alcune sono quasi create ad hoc, ma altre hanno anche un buon catalogo), ma qualcosa mi ha sempre fermato.

E' un po' il concetto di Harry Potter contro colui che
non deve essere nominato.
Quel qualcosa è: non diamo celebrità e luce a questa gente e a questo argomento. Nel  momento in cui io nominassi gli autori e i titoli che, fortunatamente, la stragrande maggioranza di voi ignora, io farei loro pubblicità, li renderei visibili, permetterei loro di uscire dall'ombra in cui strisciano come serpi.
 Ma il mio è un ragionamento giusto? Non dovrei invece far conoscere il "nemico" per permettere di combatterlo meglio?
 E' questo il dilemma che mi pongo da un bel po' di tempo. Voi cosa ne pensate? Ci tengo davvero a saperlo, se vorrete commentare.
 Scusate il megapost riflessivo, da domani si torna a goliardare che già la vita è tanto amara...

26 commenti:

  1. Credo che l'idea di lasciarli al buio sia ottima. Per come sono fatta io, se mi avessi detto titoli e autori, li avrei cercati e magari anche letti.. Sicuro ne avrei detto peste e corna ma.. L'importante è che se ne parli!

    Che tristezza però, la gente....

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  2. Mmmmh condivido il dubbio amletico. Forse alla fine è meglio sottacere e lasciare che il giardino sterile venga dimenticato dalla storia come merita...

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  3. Perché lo sputtanamento darebbe si delle soddisfazioni (a te e a noi che ti leggiamo) ma alla fine porterebbe comunque un minimo di interesse. E invece da ciò che scrivi questi non devono riscuotere neanche l'interesse negativo, non si devono affermare per litote neanche per sogno.

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  4. Questo genere di produzione sub-culturale fonda la propria efficacia sul passa-parola entro un genere di pubblico purtroppo sprovvisto dei mezzi culturali adatti per discernere. E' il pubblico dei lettori "generici", quelli che comprano qualsiasi cosa sia poggiato nello scaffale scandalistico delle novità, dalla Fallaci al "Cacciatore di Aquiloni", dal "Codice Da Vinci" a - appunto - "Sposati e sii sottomessa". Un pubblico incapace di cogliere linee di pensiero complesse, mollo e intellettualmente indebolito, che si raggiunge e si plagia attraverso il sempre valido argomento della paura dell'"altro", del "diverso".

    La diffusione mediatica di libri omofobi, anche se a scopo critico, non farebbe altro che fare il gioco del sistema neo-conservatore che li supporta e li usa come arma. Concederebbe loro una dignità culturale che non hanno, li porterebbe su un piano di "scientificità" che non meritano. Si sta riproponendo l'annoso problema già vissuto dalla teoria dell'evoluzione: confinata dalle masse a "possibilità", alternativa alla storiella di Adamo ed Eva. E' già abbastanza difficile promuovere cultura e informazione in un contesto che promuove sempre più l'inattaccabilità dell'"opinione", dell'"esperienza vissuta", anche su argomenti che richiederebbero invece riflessioni e approfondimenti da parte di persone preparate e competenti. Su questi temi non si opina come se si fosse al mercato.

    Ti suggerisco pertanto di continuare a tacere, continuando piuttosto ad informare i tuoi lettori delle pubblicazioni SERIE sull'argomento.

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    1. Poiché la komplottosa teoria di gender (o anche da loro detta "dittatura di gender") è una cosa inesistente (citano sempre due o tre psicologi americani x come se la psicologia non avesse fatto danni mostruosi in passato o fosse una scienza esatta come la matematica), le pubblicazioni serie su simile argomento non esistono. Sarebbe come trovare saggistica seria sui rettiliani e le loro basi lunari, per dire.

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    2. Giusto. Intendevo pubblicazioni serie su omofobia, omosessualità, gender studies et similia.

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  5. Suggerisco:
    1. silenzio totale sui libri scritti da minus habens omofobi
    2. organizzare però una presentazione con l'autore in orario impossibile, magari in qualche sottoscala, senza fare pubblicità alcuna, al solo scopo di attirare in trappola il minus habens di cui sopra
    3. terminata la presentazione, alla quale non avrà ovviamente presenziato anima viva, attendere il minus habens all'esterno, e circondarlo in maniera minacciosa, urlandogli cose tipo: "brutto frocio, come ti permetti di scrivere un libro sui culattoni?"; se il minus habens cerca di difendersi dicendo che no, lui è contro i gay, fingere di non darsene per inteso, cingerlo d'assedio e urlargli da cinque centimetri di distanza gli insulti peggiori a propria conoscenza, improvvisando ad libitum e prospettandogli sevizie tali da farlo defecare nelle sue stesse mutande. Indi andarsene, non senza averlo prima tacciato di essere una femminuccia cacasotto.

    Secondo me, una volta provato sulla propria pelle quel che può accadere a un omosessuale qualsiasi in una città a caso, per esempio del Veneto, per esempio Padova, dove io vivo, nel libro successivo il minus habens sosterrà tesi totalmente diverse e si farà paladino dell'amore tra gli uomini (in ogni senso).

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    1. Eh Tonno, se si potesse far vivere l'ebbrezza della discriminazione a tutte le persone un solo giorno della loro vita (quella vera, non quella inventata), allora sì che avremmo meno problemi e più comprensione/compassione verso il prossimo (quanta saggezza in me).

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  6. Il legame pedofilia-omosessualità penso derivi da questo:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Omosessualit%C3%A0_nell%27Antica_Roma
    http://it.wikipedia.org/wiki/Pederastia_greca
    Ok, sono passati un po' di anni da allora e non è esattamente la stessa cosa, ma certe idee sono dure a morire.

    Sapere, invece, è sempre salutare. Etichettare certa fuffa serve, se non altro, ad altri librai che non vogliono fare ordini di libri orrendi. Anche distinguere fra libri omofobi scritti bene (se ce ne sono) e scritti male serve per fare scelte consapevoli. (I secondi vanno censurati senza patemi d'animo.)

    Avere a scaffale libri omofobi fa propaganda omofoba? Ho dei dubbi:
    http://www.ilpost.it/2014/05/09/opinioni-fatti-vaccini-convinzioni/
    (la parte interessante verso la fine)
    (E vale anche il contrario; avere libri anitomofobia non convince nessuno che non sia già convinto di suo.)

    Il fatto poi che gli omofobi scrivano male le loro opinioni e che si debbano rivolgere a case editrici minori è un buon segno. Significa che sono culturalmente poco influenti e lo saranno sempre meno nel futuro. Sono ottimista. :-)

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    1. Ilcomizietto credo che il fatto che una popolazione europea circa 2000 e rotti anni fa, avesse un'istituzione che prevedeva una sorta di pederastia pedagogica, non basti a spiegare la calunnia. Non è che per impalmare le ragazzine i greci o i romani o nessun altro popolo aspettava la loro maggiore età. Non so se hai mai visto il film (o letto il libro) "La lunga vita di Marianna Ucrìa", in cui questo zio vecchissimo sposa a tutti i costi la nipote tredicenne. Impalmare ragazzine (o anche bambine) è stato in voga per molti secoli, molti più della pederastia greca, e purtroppo in alcune zone del mondo lo è ancora.
      Ciò non è bastato a far trovare un nesso tra l'eterosessualità e la pedofilia. Non capisco perciò perchè dovrebbe bastare un lontano riferimento culturale per comprendere la vastità e la pervicacia della calunnia (peraltro ti faccio notare che, come al solito, ci si riferisce solo agli uomini).

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    2. La spiega se consideri che le emozioni funzionano per associazione e i pregiudizi hanno base emotiva. (Che poi questa associazione è venuta a me leggendo le Memorie di Adriano e per questo ipotizzo sia venuta ad altri, anche inconsapevolmente, anche per altre vie. Tutto da dimostrare che valga per altri. No, nel mio caso è stata solo un'associazione di concetti, non ho mai avuto pregiudizi sugli orientamenti sessuali.)

      Se parliamo di ragione allora c'è ben poco da discutere: omosessualità e pedofilia non hanno nulla in comune.

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  7. Io, come altri, proporrei per questi... oggetti la damnatio memoriae, per i motivi già esposti.

    Però una riflessione de Il comizietto mi ha dato da pensare e credo che, se ce n'è la possibilità, almeno fra voi librai potreste passarvi parola di quali sono le proposte-trappola che nascondono in realtà questo tipo di produzione, così che ognuno possa fare le proprie scelte di acquisto per i negozi con un po' più di consapevolezza.

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  8. mm io sono d'accordo con il silenzio.
    capisco che per combattere il nemico bisogna conoscerlo ma sinceramente non mi interessa leggere una recensione di libri scritti da una mandria di omofoni che si travestono da scienziati che tentano di esporre teorie scientifiche - quindi "non contestabili"- sul perché se accettiamo gli omosessuali il mondo entrerà in una spirale di distruzione e deserto morale. tanto chi compra sti libri per scelta se li legge e se li ha comprati per sbaglio li butta (o bestemmia e poi li butta).

    detto cio' sono anche per il boicottaggio silenzioso, tipo in libreria metterli in zone oscure e nascoste (ma non so se puoi farlo senza farti licenziare), parlarne malissimo ma educatamente al cliente (e ancora, puoi farlo senza farti licenziare?) e, come suggerisce tonno, se gli devi organizzare una lettura pubblica, organizzarla bene (perché professionali bisogna esserlo per forza) ma con pesante critica alla fine (insomma colpiamoli sulle palle sti stronzi - o catto-donne).

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  9. E' vero che non bisogna dare risalto a tali libri perché gli si fa pubblicità gratuita e la massa (che spesso non usa la propria testa), mossa da pruriti e curiosità, potrebbe avere lo stimolo di leggerli. Tuttavia è anche giusto essere a conoscenza ed essere consapevoli che esistono mentalità ottuse e limitate che fanno danno con le loro concezioni dannose.
    La cosa che fa riflettere, è che certe persone invece di occuparsi di veri problemi quali la corruzione, la pedofilia, vogliono creare dei nemici (perché così viene visto chi è diverso) dove invece non ce ne sono.

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  10. Naa, lascia stare. Però dovrebbero dare diritto di recesso quando un libro sembra una cosa e in realtà è un'altra.
    Comunque...io non ho mai capito una cosa: perché ci siano tutti questi problemi con gli/le omosessuali. Voglio dire, se mi stai sulle balle è perché sei cattivo, stronzo, mi hai fatto qualcosa o a pelle proprio non mi piaci. A prescindere da sesso, cultura, "razza", orientamento sessuale. E giuro, sarei contentissima se tutti gli omosessuali (o una qualunque "categoria") fossero stronzi, o questo o quell'altro perché sarebbe comodissimo dire "ah, è sicuramente così e allora li evito!". E invece mi tocca conoscere le persone, prima di giudicarle. Si fa più fatica ;)

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    1. Il diritto di resa c'è, però non è quello il punto (come dice il mio responsabile, se rendessimo tutti i libri con cui non siamo d'accordo non solo sarebbe censura, ma avremmo praticamente la libreria vuota). Io mi ponevo il dilemma se parlarne o meno in questo libero spazio, o meglio: faccio loro più danno a parlarne o a ignorarli?
      Molte delle vostre risposte hanno fornito una megarisposta molto esaustiva.

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  11. In un certo senso ho avuto un dilemma simile tempo fa, su un paio di autori e alcune loro pubblicazioni di stampo reazionario, che però vertevano su tutt'altri argomenti. Alla fine ho optato per il silenzio nel caso di uno, e per la sputtanatio nel caso di un altro: il primo era uno strambo esegeta reazionario di Marx, gioiosamente impegnato a stravolgerne il senso; il secondo era uno dei massimi esperti italiani delle opere di Lovecraft, ma anche di Julius Evola.

    Per l'esegeta, non sconosciuto, ma certamente ai margini del dibattito culturale, ho temuto di dare un barlume di luce quando critici molto importanti non se lo sono filato neanche di striscio (quindi perché pensarci io?). Per l'esperto di Lovecraft, invece, la fama era già giunta, nel senso che quando si parla del solitario di Providence lui sta sempre in mezzo; e visto che una pubblicazione in particolare, unica in italia, era adornata da una sua prefazione secondo me FOLLE, ho deciso di parlarne ampiamente e dire la mia.

    Il punto è: se una vipera è già arrivata in un campeggio, puoi ucciderla; ma se qualche verme striscia nel buio, lascialo dov'è e non dire "ho visto un verme", neanche per avvisare gli altri.

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    1. Goatwolf la tua ultima frase è un capolavoro. La citerò anche su fb. Credo sia la pietra tombale definitiva sull'argomento!

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  12. La seconda che hai detto :) : lasciarli nell'ombra come serpi o, meglio (come suggerisce Goatwolf), come vermi...

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  13. Nemmeno io ho ben capito la teoria dei gender. La trovo piuttosto confusionaria e non capisco davvero la ragione di farne un caso internazionale. Ammetto di trovare anche piuttosto antipatico leggere cose tipo "Ciao a tutt*". So che lo fai anche tu, ma davvero io non ne comprendo l'esigenza, la trovo un'esagerazione: in italiano non esiste il neutro e si usa il plurale maschile per rivolgersi o parlare di un gruppo di individui di entrambi i sessi.

    Detto questo, io sono per lasciarli nella polvere, lì dove sono. Non li conosce nessuno, perché dar loro una possibilità? Se mai uno di essi dovrebbe avere onore nelle classifiche, allora è il caso di intervenire con un bel post.

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    1. Concordo anche io che la sovrabbondanza di asterischi è un delirio, essendo però una donna, certe volte mi sembra ridicolo scrivere "il libraio" (peraltro ogni tanto per questo o altro motivo alcuni mi chiedono in pvt se sono davvero una femmina). Tuttavia per dare l'dea del generale alla fine mi tocca usare il maschile. Nei casi in cui non si crea nessuna confusione ci ficco l'asterisco a mò di rivendicazione!

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  14. Ciao! Normalmente "lurko" (e mi diverto parecchio) ma a sto giro mi va di dire la mia.
    Posso comprendere la tua preoccupazione e risentimento nei confronti di tali pubblicazioni ma, fintanto che non inneggiano alla violenza o peggio, sono pur sempre espressione di un'opinione che ha diritto di essere espressa.
    Scegliere di non averli in libreria è una scelta personale al pari di una libreria del vescovado che non vende fumetti di Manara. Ci sono anche fior di "scienziati" che elucubrano su veganesimo, cure miracolose, ecc...
    Bisogna stare attenti però a ciò che, nonostante la tua sicura buonafede, si avvicina ad una sorta di censura. Se un autore vuole esprimere la sua opinione, opinabile quanto vuoi, e c'è qualcuno che gliela pubblica, beh... è suo diritto farlo. Sta poi alla gente (lettore) decidere se comprare o meno e se accettare o meno il suo pensiero. Direi inoltre che chi compra certi libri è già di base d'accordo con quell'idea (es. stupido: un interista non comprerà mai un libro che celebri le vittorie ed i meriti sportivi di un'altra squadra).
    L'atteggiamento deve essere, secondo me, neutro e parlarne o meno dipende solo da quanto ti senta a tuo agio affrontare questi testi. Non parlarne non li fa sparire. Però sono sicuro che la libertà di opinione sia importante. Limitarla (censura) oggi nei confronti di qualcuno può portare un domani a limitarla anche nei tuoi confronti.
    A chiosa permettimi una riflessione sulla legge "contro l'omofobia": esistono già leggi e pene contro la violenza, i pestaggi, gli omicidi. Basterebbe applicare queste leggi in maniera corretta e tempestiva e senza sconti. C'è già, ad esempio, l'aggravante dei "futili motivi". Sinceramente: perché picchiare un gay dovrebbe essere più grave che picchiare un etero? E' sbagliato in entrambi i casi e vanno puniti allo stesso modo. Sarà che a me frega proprio niente di come uno vive la sua sessualità fintanto che non compie violenza su altri e non delinque... ma purtroppo non tutti la pensano così.
    Jester

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    1. Un libraio non compra tutto quello che esce, fa delle scelte basate su tante cose (non ultimo francamente il denaro che dipende da quelle scelte, speso e guadagnato). Perciò capisci che se pensi di comprare un libro e te ne arriva un altro perché la casa editrice ti tira scemo possono anche girarti. Diverso il caso in cui, vuoi che sai che lo vendi, vuoi che effettivamente ti vuoi tenere un libro del genere in libreria e lo ordini (vendiamo il "Mein Kampf" non saranno degli omofobi vaneggianti a spaventarci). Io parlavo se scriverci un post o meno in questo spazio che è diciamo frutto di intelletto personale e da me gestito secondo mio gusto (e qui non sono vincolata nè alla par condicio nè dal dinero). Certo capisci che se un libro dice che gli omosessuali sono una banda di malati mentali, pedofili con pensieri suicidi e altre amenità, non si tratta più di opinione (pensa se quel libro capitasse tra le mani di un ragazzino gay tartassato dai genitori). Ma vabbeh, appunto, teniamo tanti libri vaneggianti e il confine con la censura è labile.
      Per quel che riguarda "la legge contro l'omofobia" prendo come paradossalmente un atto di estrema civiltà il fatto che tu non ne veda l'utilità. Ti dici: perché deve esistere qualcuno che ti picchia solo perché sei gay?
      Concordo con te, è folle. Tuttavia succede e anche spesso. La legge Mancino prevede GIA' delle aggravanti conclamate: in caso razziale o religioso, qui si tratta solo di estendere all'orientamento sessuale. Non hai mai letto di coppie gay accoltellate a Roma? Di lesbiche malmenate, di ragazzini gay perseguitati o simili? Io, che pure non ho mai avuto problemi, escludendo il gay pride, non oso quasi mai dare un bacio alla mia compagna per strada e non perché mi vergogni, ma perché ho paura che l'idiota di turno inizi a seguirci, a insultarci o magari a fare di peggio (succede ai pride dove si è in massa, figurati due ragazze sole). La legge contro l'omofobia serve a inserire l'aggravante nei casi in cui l'orientamento sessuale è la causa scatenante dell'aggressione (non è che se uno viene picchiato dal vicino per motivi loro allora scatta l'aggravante perché l'aggredito è gay, scatta solo nel caso in cui il motivo dell'aggressione a monte è l'omosessualità della vittima). Tu hai mai sentito di uno o una picchiata perché etero?
      Detto ciò, io fare come Tonno, farei vivere un magico momento di aggressione omofoba a tutti, così random e un giorno senza NESSUN diritto. E in quel magico giorno la tua compagna finisce all'ospedale e i parenti che ti odiano ti impediscono di vederla (peraltro succede anche alle coppie non sposate etero, servirebbe una legge per tutti, anche per loro), ti aggrediscono dei bulli perché vi tenete per mano, a scuola i colleghi ti aizzano contro il consiglio di classe perché corrompi le menti ecc. ecc.
      Penso che in un giorno si farebbero tutte le leggi del caso.
      Grazie di leggere il blog e del commento! (ma cosa vuol dire lurkare?)
      Ah, dimenticavo, mesi fa, un ragazzo a Roma (uno dei purtroppo molti) si suicidò lasciando tra le altre motivazioni la mancanza della legge contro l'omofobia. Se davvero alla fine non è così importante, perché non la facciamo almeno per far sentire protetti i più giovani e deboli? Una legge vale una vita (in realtà molte e molte vite).
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/27/roma-giovane-si-lancia-nel-vuoto-lascia-lettera-sono-gay/758174/

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    2. Grazie per la risposta esaustiva al mio commento.
      Ovviamente qui sei la padrona di casa e puoi fare proprio quello che ti pare. Permettimi una considerazione "facile": chi segue il tuo blog probabilmente ha un'idea del tuo orientamento sessuale. Dubito che un omofobo bacchettone legga il tuo blog e quindi anche se tu facessi "pubblicità" a certi libri i tuoi lettori potrebbero esserne incuriositi ma, penso, avrebbero una sufficiente capacità critica per discernere tra libro farlocco e saggio reale. Non dovresti pertanto avere paura a recensire o commentare certi libercoli, a maggior ragione se i reali contenuti sono celati da titoli e quarte di copertina fasulli.
      In sostanza scriverci un post dipende solo dalla nausea che ti può provocare parlarne o dalla goduria che ti può dare il demolirne i contenuti. Credo che in ogni caso i tuoi lettori apprezzerebbero il tuo post.
      Tornando invece sulla legge mancino... beh, imho anche l'aggravante religiosa e razziale è una solenne cazzata. Non voglio sminuire ma tutto andrebbe sotto l'aggravante dei "futili motivi". Vero che purtroppo esistono idioti che aggrediscono/picchiano/insultano/uccidono chi loro ritengono diverso/inferiore/merda. Ma il punto sta proprio qua. Che differenza fa tra un negro, un ebreo, un gay, un barbone o uno che "ha difeso la sua fidanzata in disco"? Dal mio punto di vista l'unica cosa che li accomuna è l'essere vittime di senza cervello che andrebbero puniti in maniera esemplare indistintamente. Un ragazzino che viene preso in giro per la sua, magari solo presunta, omosessualità è al pari del classico bambino ciccione che viene tartassato per la sua mole. Entrambi corrono il rischio di essere "deboli" e suicidarsi. Perché tutelare più il primo e non il secondo? E se il ragazzino fosse sia obeso che omosessuale e fosse picchiato da un altro ragazzino omosessuale palestrato e narciso? Come la mettiamo? Certo, purtroppo la realtà è molto più semplice e cruda però l'errore, sempre secondo me, è voler tutelare delle minoranze che minoranze non dovrebbero essere. Siamo tutti uguali, no??? Ok... hai ragione... ora vado a chiedere cittadinanza a Utopia... :D
      Lurkare vuol dire leggere senza commentare: io ti seguito ma tu non sai che io ci sono.
      Buon blog!

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  15. io ho letto la lunga vita di marianna ucria...quello schifoso che violenta la nipotina di 5 anni x poi sposarsela a 13 e la poveretta che x il trauma diventa muta...ma d'altronde siamo il paese dove fa macho comportarsi in questo modo (denigrare omosessuali ma quando un 50enne va con una di 14 tutti a prendersela con lei che e' di facili costumi mai con lui che e' un porco) che ci aspettiamo?

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