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André Gorz con sua moglie Dorine |
La inauguro oggi con un consiglio che da tempo viaggia nella mia mente "Lettera a D." di André Gorz.
Come avrete notato nel mio blog, per motivi di gusto personale e perché francamente mi capita di trovare raramente belle opere sul tema, consiglio pochi libri che hanno anche vedere con l'amore che siano saggi, fumetti, romanzi o altro.
"Lettera a D." è uno dei rari libri sull'amore che mi ha davvero colpito, probabilmente perché va a colpire uno dei miei punti deboli: l'illusione che un amore, pur tra mille traversie, difficoltà, litigi e tutto quello che l'amabile vita ama riservarci senza esclusione di colpi, possa durare per sempre.
Andrè Gorz era un intellettuale e filosofo austriaco vicino a Sartre che in gioventù conobbe una splendida attrice inglese di nome Dorine dalla pelle di madreperla e i capelli rossi. La corteggiò malgrado lei avesse un promesso sposo ad attenderla a Londra e nonostante lui fosse ancora un signor nessuno che si barcamenava tra mille lavoretti tentando di terminare i suoi primi studi filosofici. Lei, straordinariamente, ricambiò.

"Prima di conoscerti non avevo mai trascorso due ore con una ragazza senza annoiarmi e farglielo sentire. Quello che mi appassionava di te era che tu facevi accedere a un altro noi. I valori che avevano dominato la mia infanzia non vi avevano corso. Quel mondo mi incantava."
Il mondo di Dorine era insolito per una ragazza degli anni '50. Figlia di una splendida donna che la ebbe da un marito presto invalido di guerra, fu allevata da un uomo che lei chiamava "il padrino", secondo compagno della madre, presso il quale fu abbandonata.
Cresciuta senza un posto nel mondo, proprio come Gorz, figlio di ebrei vittime dell'antisemitismo di un'Europa in guerra, aveva reagito cercando di imporsi con tutte le sue energie, facendosi decine di amici, recitando, lavorando, non scoraggiandosi mai.
"Amavo la tua fragilità dominata dalla tua fragile forza. Noi eravamo entrambi figli della precarietà e del conflitto. Eravamo fatti per proteggerci reciprocamente l'una dall'altro. Avevamo bisogno di creare insieme, l'uno attraverso l'altra, il posto nel mondo che ci era stato negato in origine"

E infine, spaventato dalla malattia e dall'oscurità, conclude l'incessante accavallarsi dei loro ricordi felici con un'inquietante profezia,
"La notte vedo talvolta la figura di un uomo che, su una strada vuota e in un paesaggio deserti, cammina dietro a un carro funebre. Sono io. Sei tu che il carro funebre trasporta. Non voglio assistere alla tua cremazione, non voglio ricevere un vaso con le tue ceneri."
Ed era una promessa la sua. Nell'autunno del 2007 Gorz si suicidò insieme alla moglie amatissima nella loro casa in Svizzera. Il giorno dopo aveva un appuntamento per parlare alla tv tedesca di "Lettera a D.".
Il sottotitolo del libro è "Storia di un amore" e ve lo consiglio, consiglio e consiglio ancora.
"una splendida attrice inglese di nome Dorine dalla **perla** di madreperla e i capelli rossi."
RispondiEliminaSto pensando ad una battuta, ma non mi viene.
(giuro che stasera ti posto quel link corretto su FB)
ahahah lapsus grazie per avermelo scritto :) (sai che ricorda qualcosa anche a me?)
EliminaUuuuuh... mi commuovo... reduce da poco dalla Vita di Adele, mi commuovo facilmente per le storie d'ammòre (sarà colpa del ciclo)...( e anche grazie alla tua recensione, credo che mi comprerò pure la graphic novel, se la trovo nelle librerie superstiti di questa città.)
RispondiEliminaCara giovane libraia,
RispondiEliminagrazie per avermi fatto scoprire questa piccola perla. Era da molto tempo che un libro non mi arrivava così direttamente al cuore, che non riusciva a rispecchiare così fedelmente la mia esperienza di vita, pur con tutte le differenze di tempo e di spazio. E mi fermo qui perché il miele mi piace solo a tavola.
Caro Tano_grasa, scusa se rispondo praticamente un mese dopo. Sono felice di aver contribuito anche pochissimo a far conoscere questo libro. A me commosse molto. Grazie per l'assaggio di miele.
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