
Gli ultimi progressi tecnologici e le leggi (ovviamente dei paesi con cui confiniamo mai le nostre), hanno poi aperto le porte all'infelice domanda: "E tu quando?" anche a noi popolo lesbico, che insomma per alcune sarà una gioia, ma per altre è un incubo. Ora persino mia madre si sente autorizzata a caldeggiarmi un viaggetto in Spagna.
Io sono felice che la gente spupi, lo sono di meno quando inizia a pretendere che lo faccia anche io.
Devo ammettere che fino a uno o due anni fa, che alcune donne avessero l'ambizione di far figli mi lasciava indifferente, non era ancora iniziato quel subdolo lavoro di pressione sociale a cui tutt* si sentono in dovere di partecipare quando ritengono che, insomma, è ora che pure tu ti dia da fare.
Le librerie sono uno di quei posti in cui la maggioranza dei lavoratori è di sesso femminile perciò ritrovarsi circondate da colleghe che discutono di poppate, teoremi educativi e doglie del parto diventa un'impresa eroica, quando poi ti mostrano felici la sezione di maternità lo è ancora di più.

Non ci credete? Ebbene ecco a voi "Le mamme non mettono mai i tacchi"di Luana Troncanetti, in cui le sante parole dell'ironica autrice ci annunciano che il tacco non ti rende davvero più femminile (quindi donne sentiamoci sollevate che possiamo anche farne a meno), è solo un figlio farà di te una vera donna!
Sempre inseguita dal teorema del "Tu non vuoi un figlio, ma prima o poi cambierai idea" ho scoperto che ora per decidere di essere madre basta dichiararsi imperfetta. Una volta che l'hai capito è un attimo che ti viene l'istinto materno. Essere imperfetta ora è un must. Perciò ecco che l'editoria vi propone "Piccole donne rompono" di Lia Celi o la celeberrima Claudia de Lillo di "Non solo mamma" che è l'elastimom per eccellenza.

A quel punto scopro che nella sezione di maternage nulla mi consiglia di non figliare o mi tranquillizza dicendo che baby, non tutte devono fare bambini. Possibile mai, mi chiedo sgomenta, che a nessuno sia venuta questa strana idea?
Rovistando desperada in giro trovo il libro per me nella sezione di sociologia dedicata alle donne, ed è il santo "La maternità può attendere" di Elena Rosci, ed. Mondadori.
Lo sfogli e finalmente capisci di essere sul pianeta terra: donne che si sono pentite di avere figli perché la carriera è morta (non tutte sono acrobate della vita), donne che lamentano come i mariti dopo i figli le vedano solo come casalinghe, donne che un figlio dopotutto non lo vogliono, donne che lo vogliono e non pensano che tutti dovrebbero averlo. Ah, finalmente!
E' questo il libro che consiglio, (assieme a "Di mamma ce n'è più d'una" di Loredana Lipperini ed. Feltrinelli) a tutte le ragazze vittime della pressione sociale del "Quando fai un figlio?".
Attendo che se ne scrivano altri, alla fine la pillola è in giro da un consistente numero di anni. E per tutte le altre che vogliono gettarsi nella nobile arte del maternage non temete, la sezione al riguardo trabocca!
(Prima o poi, suppongo, esisterà anche un libro che insegni come evitare di scartavetrare il cervello altrui con tali insistenti richieste di pargoli.)
"Prima o poi, suppongo, esisterà anche un libro che insegni come evitare di scartavetrare il cervello altrui con tali insistenti richieste di pargoli" e nessuno lo leggerà :(
RispondiEliminaIo ho smesso di abbozzare gentilmente quando me lo chiedono. Di fronte a una risposta diretta come: dopo dieci anni di matrimonio se non abbiamo figli ci sarà un perché, e non sono fatti tuoi, di solito succedono due cose: 1) mi danno dell'arrogante maleducata, 2) se ne vanno a consigliare la maternità (pardon, il maternage) ad altri.
esprit74follet
Considerando che l'editoria risponde alle leggi del mercato e che in molte stanno finalmente iniziando a pensare che avere un figlio non è il top esistenziale (non è solo e per forza quello almeno), secondo me ancora qualche anno e troveremo la sezione per i/le childfree ;)
EliminaIn America sta andando in voga ora, fido che ce la faremo anche noi!
Sì, l'eventualità di non VOLERE e non di non POTER AVERE un figlio non è presa nemmeno in considerazione dalla maggior parte delle persone, e si nota dall'imbarazzo che spesso c'è nel chiedere (o non chiedere) a coppie 35/45enni perchè non hanno figli. Bel post, mi fa sentire meno aliena nel mio essere "brava con i bambini" ma nel non desiderare di partorirne uno.
RispondiEliminaSì, anche io rimango stupita dalla mancanza di tatto. Se una volesse avere figli e non potesse? Poi nessuno chiede ad un ragazzo quando ha intenzione di fare figli e non solo perché possono procreare fino a 80 e passa anni.
EliminaSenza contare che se per sbaglio confessi la tua impossibilità di aver figli (e quindi il tuo essere donna-a-metà, perciò stesso un'aberrazione) subito ti suggeriscono, a bruciapelo, 1) di adottare; 2) di sottoporti a quel massacro che sono le pratiche di inseminazione artificiale. Ma lo fanno per il tuo bene, sappilo ;)
EliminaMia madre, come detto nel post, è già molto lanciata al riguardo e ho ancora vari anni davanti a me, sarà lunga...
EliminaMia figlia (10 anni) parla di sé al futuro dicendo: quando sarò grande e mi sposerò e avrò dei figli... e io invariabilmente le ricordo "guarda che nessuno ti obbliga, ti sposi e fai dei figli solo se lo vuoi, e solo quando vuoi"... poi magari mi ritroverò a 50 anni come mia madre che continua a chiedere nipoti, chissà.
RispondiElimina