giovedì 12 dicembre 2024

La versione di padre parte II. Una seconda recensione in onore della fine de"L'amica geniale"!

 Premessa. Questa è la seconda recensione scritta da mio padre di persona personalmente ed è anche la seconda su "L'amica geniale".

 Potete trovare qui la prima, che vi consiglio di leggere o rileggere prima di dedicarvi a questa: "L'amica geniale. La versione di padre".

 Ci teneva particolarmente a scriverla e condividerla, e secondo me è la prima persona che conosco (e non lo dico perché è mio padre) ad avere una teoria convincente sulla questione delle bambole.

 Ovviamente siccome è un sognatore, fantastica che Elena Ferrante lo contatti e sognare non costa niente. Buona lettura!


Cari lettori e lettrici,

"L'amica geniale" è giunta al termine, io aggiungerei "finalmente".

Sì, perché l'ultima serie è stata parecchio stiracchiata, probabilmente sarebbero bastate una o due puntate al massimo per concludere questa tetralogia. Personalmente avrei concluso con il finale della terza serie.

Dopo quanto visto, resto del parere ancor più rafforzato della mia prima recensione.

 Di geniale in questa serie c'è che l'amica geniale non esiste e l'ultimo abbraccio tra le amiche, non a caso vestite una di bianco, Lenù, e l'altra di nero, Lila, sta lì a rappresentare due facce della stessa medaglia.

 Il nero è il quartiere, la povertà, le amicizie umili e discutibili mentre il bianco è la laurea, la carriera, il nuovo che prepotentemente chiede di affermarsi. E' tutto qui.

 In ultimo assistiamo alla riappacificazione con sé stessa, rappresentata dalle due bambole unite.

Cerco di spiegare la storia delle bambole riunite. Elena ha ben chiaro, sin da bambina, il percorso della sua vita, pertanto si separa dalle bambole. 

 Le bambole rappresentano i due lati della sua personalità: quello che Lenù non vuole essere, ossia quel lato che per affermarsi ha bisogno dell'humus del quartiere, e l'altro lato, quello che sente la necessità, credendo nelle sue capacità, di affrancarsi dalle radici e andare incontro ad una nuova vita consapevole delle sue doti.

Quando finalmente questo avviene, le bambole si riuniscono in un'unica personalità.

Tralascio le considerazioni sociologiche di quegli anni: la povertà, il degrado, la delinquenza, la condizione femminile, il terrorismo ecc., materie per sociologi e studiosi.

 Lancerei invece una provocazione: e se Lenù fosse Elena Ferante di cui poco sappiamo?

Per età, conoscenza dei luoghi, per tanti dettagli sono portato a pensare che se non è Lenù, sicuramente fa parte della storia.

2 commenti:

  1. Devo dire che questa interpretazione del romanzo mi ha accompagnato per tutta la lettura dei quattro volumi, ormai qualche anno fa. Lvisione de

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