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domenica 11 ottobre 2020

Ma quindi i libri che avevo portato in vacanza com'erano? "Fiori sopra l'inferno" di Ilaria Tuti, "A Venezia...un dicembre rosso shocking" di Daphne du Maurier e i

Con circa un mese e mezzo di ritardo
, finalmente, nel bel mezzo del mese di Halloween, trovo il tempo di recensire i libri che ho portato in vacanza con me.

 Giuro che non si tratta di lassismo né (solo) del solito carico di lavoro a lavoro, ma di una lunga serie di questioni delle quali vi renderò partecipi lungamente nei prossimi mesi quando avrò bisogno di secchiate di sostegno morale.

 Nel frattempo, mentre la seconda ondata sembra tornare a sommergerci, cerco di mettermi in paro almeno con quello che ho letto nelle ormai lontane vacanze (anche se mi sembrano finite ieri, quest'anno il sentimento del tempo si è totalmente inceppato).

 Forza, ce la faremo, ce la faremo, ce la faremo. Intanto leggiamo ed halloweeniamo!

Informazione di servizio: 
 "Dal primo ottobre sto consigliando su fb e instagram un libro al giorno per il mese di Halloween. In molti ormai mi chiedevano consigli senza che bisognasse per forza fare una ricerca filologica dei miei 2000 post a tema e li sto accontentando. Se passate sui profili social del blog, troverete post e dirette video."


  A VENEZIA...UN DICEMBRE ROSSO SHOCKING di Daphne du Maurier:

 Ho visto solo lo scorso anno l'omonimo film tratto dal racconto di Daphne du Maurier (poi, omonimo per modo di dire visto che in inglese non ha ovviamente questo strano titolo buffo) e di primo acchito non mi era particolarmente piaciuto. Lo avevo trovato molto molto lento e mi aveva annoiato prima della fine.

 Il racconto della du Maurier è invece una forma condensata della storia e riesce a tenere un ritmo particolarmente incalzante, oltre a essere un curiosissimo thriller, molto molto originale.

 La storia è quella di questa coppia inglese che si è concessa una vacanza a Venezia per riprendersi dalla morte inaspettata della propria figlia a causa di una malattia. Hanno un altro figlio, maschio, che sta in collegio, ma non è di grande consolazione ai genitori che adoravano la figlioletta perduta.

Nel film invece la coppia si trova a Venezia per lavoro (lui è un architetto e sta restaurando una chiesa) e la figlia è morta in un incidente domestico annegando in un lago nel grande giardino di casa.

 A Venezia i due incontrano due misteriose sorelle, una delle quali è cieca e sostiene di avere poteri psi e di poter vedere lo spirito della bimba. La bimba sembra essere molto preoccupata e vorrebbe che i genitori andassero via il prima possibile da Venezia.

 L'uomo è convinto che le due siano delle ciarlatane, ma la moglie le prende sul serio e, per la prima volta dopo mesi, sta meglio. Peccato che lo spirito, vero o falso che sia, ha ragione e i due in effetti farebbero meglio ad andare via da Venezia il prima possibile.

 L'atmosfera è inquietante, Venezia il posto affascinante e al contempo spaventoso che alcuni autori anglosassoni credono sia, e il finale un vero inaspettato (e folle) capolavoro.

 Se non lo avete letto e amate i gialli all'italiana e gli horror un po' di maniera ve lo consiglio caldamente.


UN'INDAGINE IMPERFETTA di Susan Hill:

Mi sento in dovere di scrivere due righe perché nessun altro possa cadere nel mio stesso errore fidando nella bellezza delle sue novelle gotiche: questo giallo è ORRENDO. 

 Nelle sole prime 80 pagine Susan Hill riesce a concatenare una tale serie di disgrazie e omicidi inquietanti da poterci riempire 10 libri. Il tutto aggravato dal fatto che niente di quello che succede sempre avere un nesso logico con la scena immediatamente precedente.
 Uno di quei libri che è fuori commercio per un buon motivo. NON cercatelo.


FIORI SOPRA L'INFERNO di Ilaria Tutti ed. Longanesi:

 Ero particolarmente entusiasta di leggere un libro di Ilaria Tuti visto che tutti mi decantavano la bellezza del suo ultimo romanzo, "Fiore di roccia", ma questo nostro libresco incontro non è andato come speravo.

 La storia aveva ogni potenziale per piacermi: un giallo con vaghe venature horror, descrizioni molto rarefatte di luoghi splendidi e un po' perturbanti, come le misconosciute campagne friulane, una certa attenzione sanguinosa, ma non morbosa ai dettagli.

 La storia di questo strano serial killer che sembra seguire una sorta di logica tortuosa, collegata ad un gruppo di bambini che spia nei boschi, era anche affascinante, ma è falcidiata dalla parte poliziesca.

 Non c'è un solo personaggio del gruppo investigativo che ispiri la minima simpatia.

 La protagonista, Teresa Battaglia, una donna che soffre di un passato non ben rivelato e ha una malattia non ben rivelata che nasconde ai colleghi, è insostenibile.

 Non capisco per quale motivo logico dovrebbe ispirare rispetto una donna perennemente sopra le righe e molto molto antipatica che maltratta immotivatamente il nuovo arrivato in commissariato, reo, poveretto di non essere un montanaro e di venire dalla città.

 Sarà che in generale disapprovo e anche disprezzo questo modus operandi (dai contorni vagamente patologici) molto in voga nei luoghi di lavoro che mira a rendere il più possibile un complicato inferno l'inserimento dei nuovi venuti (manco fosse una colpa essere assunti), ma era davvero difficile sostenere l'incomprensibile bullismo della faccenda.

 La storia, che ha un debito abbastanza evidente con la scrittura di Camilla Lackberg (tragico e strano avvenimento del passato che ha ripercussioni imprevedibili sul presente), mi è anche piaciuta, come, dopo il mio viaggio in Friuli dello scorso anno, ho amato l'ambientazione, ma davvero è difficile leggere un libro in cui tutti fanno a gara per essere il più antipatici possibile.

 Da una parte ho anche voglia di leggere i successivi, dall'altra l'idea di trovarmi a leggere i deliri dell'ennesimo sociopatico di genio mi è onestamente molto respingente. Forse anche no.
 

domenica 20 ottobre 2019

Piccole recensioni tra amici Halloween edition. Cosa leggere (e non leggere) nelle halloweenose serate ottobrine.


Ebbene, in queste faticoserrime settimane lavorative, due sono le principali gioie: 

1) Le presentazioni di "LESBOOM!" (il 2 Novembre sono a Udine. Molta gioia perché è la prima volta che metto piede in Friuli!!).

2) Il fatto che siamo in autunno, una stagione meravigliosa che dà tante gioie senza eccessivo dispendio di denaro.

 La scoperta del servizio di prenotazione delle biblioteche del comune di Milano mi ha aperto nuovi orizzonti ed è stato un toccasana per il mio portafoglio, perciò ecco a voi una manciata di sugose recensioni halloweenose che hanno accompagnato le mie serate alla disperata ricerca di autunno.

 Buona lettura!


GLI AMICI SILENZIOSI di Laura Purcell ed. Dea Planeta:

Era tempo che non leggevo un libro che mi mettesse addosso quella certa piacevole ansia che uno si aspetta di trovare in un horror.

 "Gli amici silenziosi", che ha una copertina da una parte molto azzeccata (con l'occhio che ti scruta), da una parte un po' troppo zuccherosa, ha tutti gli elementi per essere un horror gotico d'eccellenza: nebbia, brughiere, oscuri fantasmi del passato, giovinette terrorizzate e via discorrendo.

 La storia, ambientata nel periodo vittoriano, inizia quando la giovane Elsie, da poco vedova e da poco incinta, se ne va ad abitare nella casa di campagna dove è morto il suo adorato marito Rupert. Con lei ad accompagnarla la cugina di lui, Sarah, nubile e senza denaro.
 In questa splendida magione di campagna, dove vivono da anni solo dei domestici, iniziano da subito ad avvenire delle strane cose: in primis dei fastidiosi rumori notturni provenienti dalla soffitta chiusa che attirano l'attenzione delle due donne.

 Una notte (perché si sa che certe cose si fanno solo la notte) Elsie, irritata, riesce a sbloccare la porta e scopre, al suo interno, vari cimeli di famiglia, tra i quali dei vecchi diari e degli strani quadri: gli amici silenziosi del titolo.

 Si tratta di una sorta di cartonato di alcune inquietanti figure: una giovane nobildonna dai capelli ramati, uno zingarello, una cuoca e altri.

Elsie e Sarah, aiutate dalle cameriere, li portano fuori dalla soffitta assieme ad uno dei due diari, salvo ritrovare la porta bloccata quando tornano a prendere il secondo.

 Da quel momento in avanti la casa sarà funestata da visioni, orrori, allucinazioni, dal moltiplicarsi degli amici in sempre nuove figure, omicidi, suicidi e un lontano racconto del passato che svela la radice degli orrori nella casa.

 Fino all'ultima pagina si susseguono colpi di scena e molto alla fine è lasciato al lettore: c'era del marcio in Danimarca oppure era tutto nella mente di Elsie?

 Bello, davvero, davvero, bello. Se volete un consiglio per halloween questo è IL CONSIGLIO.
Spero, peraltro, che ne traggano un film perché ha atmosfere perfette.


LASCIA DIRE ALLE OMBRE di Jess Kidd ed. Bompiani:

 Può un libro non avere una trama, un capo e una coda, personaggi approssimativi, momenti assolutamente senza senso e persino un tocco sovrannaturale completamente inutile? Si, può.

"Lascia dire alle ombre" è un pastrocchio incredibile che vorrebbe, credo, persino essere commovente a tratti.

 In un paesello irlandese bigottissimo, torna un giorno tale Mahony, figlio di una ragazzetta del luogo uccisa giovanissima non si sa da chi (anche se tutti hanno preferito pensare fosse fuggita): Orla.

 Costei, dedita alla prostituzione per disperazione e invisa dagli stessi abitanti del posto per amoralità, aveva malissimo campato la sua breve vita con la speranza di riuscire a mettere da parte abbastanza soldi per scappare in America, ma viene assassinata prima. Mahony, ormai adulto, torna per scoprire perché.

 Entrambi, madre e figlio, vedono i morti (un po' come Ricciardi, ma, al contrario di Ricciardi, la cosa non sembra essere né utile né funzionale ai fini della storia. Poteva, sostanzialmente, anche non essere inserita).

 Mahony inizia a indagare con l'aiuto di una vecchia eccentrica che vive nella sua stessa pensione e con la figlia del proprietario pazzamente innamorata di lui (che ovviamente è bellissimo).

 Vorrei potervi dire come procede l'indagine, ma in realtà non si capisce niente: prima mettono su uno spettacolo, poi il prete vuole bandire Mahony, poi ci ripensa, poi appaiono personaggi random che non si capisce a cosa servano, poi c'è un fantasma, poi forse nel bosco vive un tizio traumatizzato dalla guerra, poi boh.

 Brutto, pastrocchiato, privo di qualsiasi tensione. Incomprensibile come lo abbiano pubblicato e persino tradotto.

 Lasciate perdere. 


LA MALEDIZIONE DI MELMOTH di Sarah Perry ed. Neri Pozza:

 Quel che si dice un libro ben scritto. 

 Deve essere interessante, per chi può, leggere questo libro in lingua originale, ma anche la traduzione è davvero bella: ogni frase è letteralmente cesellata, niente è lasciato al caso alla faciloneria.

 Persino per dire: aprì la porta o rispose al telefono la Perry riesce a trovare formule raffinate.

 La storia poi è molto interessante perché usa una creatura gotica riadattandola a terrori moderni.

 Melmoth l'errante del racconto di Maturin qui cambia sesso diventando  una delle antiche donne che secono il vangelo andarono al sepolcro di Gesù Cristo e lo scoprirono vuoto.

 Lei è l'unica a mentire e a dire di non aver visto nulla e per questo è condannata a camminare ovunque per il mondo fino alla fine dei giorni, da sola e senza potersi fermare.

 La storia inizia a Praga quando Helen, una donna insignificante che sembra volersi volontariamente punire per qualche oscuro dramma del passato, incontra il suo amico Karel, assai agitato dal manoscritto che un anziano professore recentemente deceduto gli ha affidato.

 La storia inizia quindi come una ghost story assai classica, ma ben presto assume dei contorni molto particolari: Melmoth infatti è un mostro che lavora incessantemente sul nostro senso di colpa, nasce dal esso e ci trascina nei suoi abissi finché non ne moriamo.

 Intendiamoci, tutti coloro che Melmoth tormenta hanno otttimi motivi per sentirsi in colpa, ma il libro sembra volerci comunicare che abbandonarvisi è un peccato mortale.

 Se abbiamo molto peccato verso qualcuno, tutto ciò che possiamo e dobbiamo fare è cercare di riparare in qualche modo.

 Agire per il bene allontana la malvagia Melmoth e le sue tentazioni. Ed è il solo modo in cui il nostro cuore esausto forse potrà trovare riposo, smettendo di vagare senza sosta.


L'UOMO NEL QUADRO di Susan Hill ed. Polillo:

 Susan Hill è famosa per un racconto lungo di genere gotico: "La donna in nero", molto grazioso da cui, caso raro, è stato tratto un film più bello (per l'unico motivo che, al contrario del racconto, la tira più per le lunghe e indaga meglio i lati oscuri).

  Ho rintracciato una sua altra rara storia tradotta in italiano: "L'uomo nel quadro". Si tratta di una ghost story in piena regola che insegna a non rimanere mai amici dei propri ex professori universitari.

 In un gelido gennaio Oliver torna a Cambridge per sbrigare alcune questioni e va a trovare il suo ex prof Theo Parmitter, il quale, in una gelida serata tempestosa, gli racconta una strana storia su un quadro in suo possesso dove viene rappresentata una scena di festa durante il carnevale veneziano.

  Anni prima, ad un'asta, Parmitter ne era rimasto incomprensibilmente attratto e aveva deciso di comprarlo.

 Qualche anno dopo, a seguito di un servizio fotografico in casa sua dove veniva mostrato il quadro, aveva ricevuto l'invito di un'anziana contessa desiderosa di riavere il quadro, perduto anni prima, e in possesso di una strana, triste e inquietante storia al suo riguardo.

 Il libro si legge in pochissimo ed è assai piacere in tempo di halloween. Spiace solo che un'autrice talentuosa decida di scrivere storie così brevi.

Ovviamente se avete qualcosa da consigliarmi, non risparmiatevi, sono ansiosissima!!
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