Poiché tra le mie tante venture non ho ancora avuto quella di lavorare in una casa editrice (ma visti i tempi che corrono dubito seriamente che ce l'avrò mai, anche se la speranza è l'ultima a morire), francamente non so chi partorisca le frasi sempre uguali cosparse sui libri come glassa decorativa tra fascette, quarta di copertina e sottotitoletti.

Suppongo che sia opera di un qualche genio del marketing, ma non voglio distribuire colpe senza conoscerne esattamente i colpevoli, fatto sta che la piaga della frase a effetto smarmellata nel disperato tentativo di attirare la nostra deliziosa attenzione, è uno dei flagelli che colpisce maggiormente i libri, specie le saghe, specie le nuove uscite.
Per far giustizia ai poveri libri privi di parola, ai lettori che si trovano persi in questa selva di consigli e strilli non richiesti, ecco che elencherò le 5 frasi pubblicitarie apposte sui libri che mi convincono a NON comprarli. Let's go!
UN PROTAGONISTA CHE SEMBRA USCITO DA UN ROMANZO DI JANE AUSTEN:
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| Pescato da gaialodovica.wordpress.com |
Sarà che io ho un po' l'idea che va bene avere degli autori di riferimento, va benissimo (anzi è necessario) leggere tanto, ma scrivere cose solo ovviamente originali, ma questa è la classica frase che mi convince a non comprare un libro. Capisco la strategia dietro, è tipo l'algoritmo "se ti piace questo, allora ti piacerà anche questo" che ormai piazzano su qualsiasi sito che venda libri (e che crea abomini tipo Anne Rice consigliata con "Il libro dell'ammmmore di Bella ed Edward"), tuttavia il fatto che uno scrittore abbia rievocato le atmosfere, i personaggi, le trame e i sentimenti di Simenon, invece di rendermi bendisposta contribuisce a darmi la sensazione che l'autore:
A) Non abbia molta fantasia e tenti di buttarla in caciara scopiazzando un autore di sicuro successo con la scuola che si sta "ispirando" a lui.B) Abbia scritto se non un libro su commissione, un libro da commissione. Ossia da piazzare sul mercato editoriale senza proporre niente di nuovo che fosse mai dopo decenni si inventi qualcosa.
Sostanzialmente se mi voglio leggere Simenon, mi leggo direttamente Simenon, non qualcuno che ha inventato un personaggio grasso, intelligente, investigatore e parigino che in onore allo scrittore francese, viene chiamata Maigrette.
IL NUOVO BUKOWSKI:
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| Il retro del romanzo di il Cile "Ho smesso tutto |
Questa è proprio la frase da "Prendiamo questo libro e lanciamolo dalla finestra".
Non c'è scrittore più risorto di Bukowski. Intendiamoci, tutti risorgono: è risorta la Austen tante volte, Stoker, è risorto Joyce, anche Hemingway, Salinger (risorgeva anche in vita lui), ma nessuno è mai uscito dalla tomba tante volte quanto Bukowski. Sembra proprio che questo scrittore in particolare debba avere per forza degli epigoni e che tali epigoni siano tutti la sua incarnazione precisa.
Già a me Bukowski non piace, propormi pure la sua scopiazzatura di "donne-sesso-nullafacenza-vino-decadenza" mi pare troppo. Anche perché, nel suo caso specifico, se il mix letale aveva funzionato era proprio in funzione della sua persona, dell'epoca, dello scandalo di quelle parole in quel determinato periodo. Non basta scrivere tante scene di sesso di uno che si gratta la pancia e pensa ai suoi conflitti col padre.
Che poi, guardi 'sti scrittori, in genere tutti giovani e maschi esordienti, e pensi che forse nella loro vita la massima trasgressione contro il sistema, sia stato fumarsi una canna alle superiori.
"E' SUPER FANTASTRABIOLOSO" BY UN LETTORE X DI AMAZON:
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| Epifanie emotive |
Ecco questa è una cosa che NON sopporto.
Qualcuno mi deve spiegare per quale motivo arcano io dovrei fidarmi della recensione di un anonimo pubblicata su Amazon o frequentemente su Goodreads. Voglio sapere che base scientifica è una frase x che potrebbe essere stata pronunciata da una serie di discutibili personaggi tra cui:
1) Amazon istesso, l'autore istesso, la madre dell'autore, il fratello, la sorella, la suocera, il figlio, il nipote, il suo editore. Quindi diciamo lievemente di parte
2) Un essere umano il cui libro preferito è "Cinquanta sfumature di grigio"
3) Qualcuno che vuole indurmi in inganno per farmi spendere male i mieisoldi, per spirito di burla, vendetta (aveva creduto anche lui ad una recensione farlocca), malvagità, esperimento sociale, tentativo di scrivere una tesi sull'influenza dei commenti online sulla variazione delle vendite.
Inoltre, anche io leggo spesso le recensioni su Anobii, non è che non ascolti nessuno. Tuttavia ci sono recensioni articolate e recensioni di una riga che non vogliono dire nulla. Per ragioni di spazio ovviamente sulla fascetta o la quarta di copertina ci finiscono le seconde.
Deve essere un'ulteriore variante di: "Potere al popolo, w la gggggente, abbasso gli intellettuali venduti e komplottisti ke ti fanno prendere solo i libri ke vogliono loro ke le case editrici li pagano per konsigliargli!1!"
UN LIBRO CHE FA BENE, FA MALE, FA PIANGERE, MA DI GIOIA:
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| "Un romanzo che fa male, e poi fa bene" |
'Sta cosa che un libro ci fa bene e male, caldo e freddo, ci crea un misto di emozioni, un arcobaleno di sensazione, una sarabanda di intuizione, un rimescolamento di farfalle nello stomaco, un'evocazione degli spettri del passato, fa piangere, ridere, gioire, addolorare, fa tutto insomma, mi dà un urto che è difficile descrivere.
Una si mette a leggere una sinossi e non capisce chi è il protagonista, cosa fa, di che patisce, se è una commedia, una tragedia, una saga familiare, un horror, fantascienza, perché, nel tentativo di attrarti, hanno solo infilato una serie invereconda di aggettivi iperbolici dietro l'altro.Quello è il momento in cui poggio il libro e addio. Innanzitutto come si dice, chi si loda si sbroda, se già mi dici che rimarrà il libro del mio cuore foreva, caro mio sei fuori strada, se mi imponi di pensare che sarai il capolavoro che riscriverà la letteratura, c'è qualcosa che proprio non va, infine 'sta mania che il libro deve farti bene o male all'anima, basta.
E' vero, i libri fanno bene o fanno male se sono scritti davvero bene, ma possono anche non far niente. Inoltre non è detto che la storia di un malato terminale di lebbra, vedovo sedici volte, perseguitato durante la shoah e col cuore infranto perché la sua amante è dispersa per la steppa russa, mi farà davvero piangere.
Le lacrime non sono un metro di misura.
Io non voglio accanirmi, anche perché stavolta, la Mazzantini non c'entra pienamente, ma leggete la quarta di copertina di "Splendore" e capirete a cosa mi riferisco:
Ecco, in genere io evito di farmi fucilare alle spalle."[...]E ogni fase della vita rende più struggente la nostalgia per quelletà dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la lancia spezzata, attraversano insieme. La voce narrante del protagonista ha la limpidezza poetica, l’ingenua epicità dei grandi inetti della letteratura, s’impenna funambolica, s’immerge tragica e gioiosa nelle mille insenature di questo romanzo che è insieme classico e sperimentale. Un romanzo che non somiglia a nessun romanzo, perché una storia d’amore non somiglia a nessun’altra storia d’amore. Margaret Mazzantini ci affida un romanzo ipnotico, dotato di una luce che ti fucila alle spalle, che avanza con l’urgenza folle e anticonformista di un narratore che rivendica il diritto di trasformare la vergogna in bellezza. Il diritto della letteratura, quello di risvegliarci lasciandoci nello stupore di un fragoroso sogno."
GLI ANACRONISMI:
Se passeggiate per la sezione di storia, delle biografie o della critica letteraria potrà capitarvi di sovente di ritrovarvi tra le mani un saggio di storia romana con un'orrida fascetta che grida vendetta: "I vizi perversi dei nostri perversissimi antenati: i decadenti romani", oppure "Orge, sangue, potere e delirio nell'antica Roma. Da qui è stata tratta la serie della HBO".
C'è la mania di attirare il lettore proponendo improponibili anacronismi che generalmente vedono:
1) I romani e i greci come dei pervertiti che quando non guerreggiavano facevano tanto sesso (che può pure essere vero, ma c'erano anche delle motivazioni antropologiche dietro).2) I templari vittime del komplotto di quell'appartenente alla massoneria dei Rosacroce del club Bilderberg di Filippo il Bello.
3) Anna Bolena come Taylor di "Beautiful".
4) Il Rinascimento come la Factory di Andy Wharol.
Altra vittima illustri, la filosofia.
Mi ricordo quando durante le elezioni dell'anno scorso, improvvisamente Simone Weil assurse agli onori dell'olimpo grillino per aver pubblicato una settantina di anni prima, in piena seconda guerra mondiale "Manifesto per la soppressione dei partiti politici" (in originale era "Note su.." la parola manifesto non c'era.
Idem De La Boetie, recentemente ripubblicato da Feltrinelli direttamente con la maschera di Anonymous sopra.
Poi dici che la ggggente fa confusione, già è propensa, se poi si contribuisce...
E voi quale frase trovate terribilmente urticante? Cosa vi porta a poggiare un libro prima di subito? Cosa vi istigherebbe a chiamare la casa editrice per gridare vendetta e scandalo?
Scrivete scrivete scrivete!
Ps. Non ho messo "successo del passaparola" e "ha scalato le classifiche" perché quelle frasi non mi danno urto, non le considero proprio.


































