Pagine

Visualizzazione post con etichetta librai. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta librai. Mostra tutti i post

martedì 24 gennaio 2017

Cose realmente avvenute! Lo giuro! "Miracolo". (Con indegno vanto per la citazione su laRepubblica).

Dopo aver visto la quarta puntata della fiction tratta dalla serie de I bastardi di Pizzofalcone, (su cui farò un post), eccovi la vignetta che volevo postare ieri, ma poi tra il lavoro e altro non ce l'ho fatta.


 Tra l'altro, per chi non mi seguisse su nessuno dei social che tento invano di seguire a mia volta, mi vanto anche qui.

  E' infatti uscito un articolo su Robinson, il nuovo inserto culturale de la Repubblica, sui librai blogger.

 Assieme all'Apprendista Libraio e a Marino Buzzi di Cronache dalla libreria, ci sono anche io!
 Posto prova fotografica, anche se, come ho detto su fb, ho esaurito la mia fortuna quando hanno azzeccato nome e cognome e ne ha fatto le spese il nome del blog.

 Vabbeh, gioia estrema comunque.
Dopo essermi indegnamente rivantata, vi lascio con la vignetta.
 Cose realmente avvenute! Lo giuro! "Miracolo"!






sabato 15 ottobre 2016

Quando il libraio (o il bibliotecario) è anche scrittore. Sette luminosi esempi tra bouquinistes, librerie segrete, arguzie orwelliane, bombardamenti e Just Kids-

Una delle cose che più mi dispiace (e urta) è quando si definisce il libraio di catena (o il libraio non proprietario in generale, quindi anche i dipendenti delle librerie indipendenti) "commesso".

Non che ci sia qualcosa di male nel fare il commesso, ma molti lo usano con quel disprezzo malcelato di chi compatisce (nel migliore dei casi) chiunque si è ritrovato a fare un lavoro socialmente basso come puah vendere cose.

 Ciò che mi porta perciò a farmi arrivare il sangue al cervello quando sento "commesso" e non "libraio" non è perciò questo lato borghesemente snob di chi disprezza l'onesto lavoro altrui, ma la differenza di mansioni dovuta a una differenza di base: il prodotto.

 Certo, esistono librai e libraie effettivamente incompetenti ma possono esserci due ragioni principali:

1) Sono incompetenti. Punto. Ma bisognerebbe ricordarsi che, sfortunatamente per tutti noi esistono incompetenti in qualsiasi professione, dall'avvocato al cuoco, dal medico all'impiegato, dal bancario al ragioniere.

2) Potrebbe darsi che il libraio a cui voi state rivolgendo la domanda non sia effettivamente competente nell'ambito di vostro interesse. 

 Lavorare in libreria necessita di molte conoscenze, molte, molte, molte in qualsiasi ambito, dalla psicologia alla letteratura, dalla musica all'arte.

 A parte Pico della Mirandola o Alberto Angela credo che pochi riescano a spaziare in ogni ambito, anche dopo anni di lavoro. Come ogni tanto dico, fare il libraio certe volte è come giocare a Trivial tutto il giorno.

Per rafforzare queste mie perorazioni e istanze, ho deciso di portarvi alcuni esempi di illustri librai e di un bibliotecario affinché possiate guardarci con occhi più indulgenti.

 In realtà sotto quel libraio che vi sembra tanto stordito potrebbe celarsi un genio!


LUCIANO BIANCIARDI:

 Prima di giungere a Milano e lanciarsi nel rutilante mondo editoriale (se ci sono aspiranti lavoratori nell'editoria vi sconsiglio ardentemente quel pur bel libro che è "La vita agra" perché vi passa la voglia), Bianciardi fu bibliotecario.

 Durante l'università mi portarono in gita alla biblioteca Chelliana in quel di Grosseto (tra l'altro, perdonatemi grossetani, ma l'unica città della Toscana che proprio non mi è piaciuta), una cittadina che venne pesantemente bombardata durante la seconda guerra mondiale.

 Bianciardi si occupò della ricostruzione della biblioteca distrutta durante uno dei raid aerei nel 1944. 

 Insegnante, si fece trasferire alla biblioteca dove recuperò il recuperabile (dopo il bombardamento, un'esondazione aveva rovinato gran parte del patrimonio), catalogò da autodidatta, integrò il patrimonio con testi moderni, lanciò un frequentatissimo cineclub e istituì persino l'innovativo servizio del Bibliobus che si inerpicava per i paeselli del circondario nel tentativo di portare la cultura fuori da un luogo in cui molti erano restii ad entrare. 

 Elisabetta Francioni, bibliotecaria della Biblioteca nazionale Centrale di Firenze ha scritto un libro sull'esperienza di Bianciardi bibliotecario, "Luciano Bianciardi bibliotecario a Grosseto" ed. Aib:

«La biblioteca civica era stata, negli anni fino alla guerra, una tipica piccola biblioteca di provincia. Frequentata da pochi specialisti di erudizione locale, gelosa e chiusa di fronte al gran pubblico: imperava insomma la conservatrice mentalità tradizionale, che purtroppo ancor oggi resiste in alcune biblioteche italiane.
Bisognava invece adoprarsi in ogni modo per fare della biblioteca un centro attivo di diffusione culturale e di educazione alla lettura [...]. Ma questo non era ancora sufficiente: una parte assai larga dei 37.940 cittadini del comune rimaneva ancora estranea alla vita della biblioteca, specialmente nei ceti operai, artigiani e contadini. 
Questi potenziali lettori andavano cercati, avvicinati, educati [...] con letture, presentazioni, recensioni. Ma non è tutto: restano i piccoli agglomerati rurali, le fattorie, le case coloniche. Ebbene, anche queste verranno raggiunte con un mezzo radicalmente nuovo, il bibliobus.»

 La lasciò dopo il 1954 per cimentarsi nel "lavoro culturale" presso la Feltrinelli a Milano.
 Varie furono le motivazioni: una nuova relazione (Bianciardi era sposato e con un figlio), orizzonti più vasti a chiamare e un orribile incidente sul lavoro che nel uccise ben 43 lavoratori nella miniera di Ribolla (tutti fatti narrati ne "La vita agra").
 Fu una partenza per un nuovo mondo. Ma un'amara partenza e un amaro mondo. 


JONATHAN LETHEM:

Lo scrittore Jonathan Lethem lavorò, adolescente, in una libreria che esiste tuttora (e dove tuttora torna): la Brazenhead Books una piccola libreria di New York molto particolare.

 Libreria dell'usato dove il quattordicenne Lethem leggeva e si lanciava in uno di quei classici lavori estivi da tipica educazione americana, nel 2008 è stata costretta a chiudere a causa degli affitti troppo alti (una storia che molte librerie indipendenti conoscono).
 Tuttavia, il proprietario, Michael Seidenberg, non si è dato per vinto e ha trasferito i libri a casa sua dando vita ad una sorta di libreria/biblioteca/rivendita segreta dove artisti, curiosi, lettori, hipster alla ricerca di emozioni culturali forti e generosi bon vivant amanti delle belle lettere si incontrano per comprare libri, discutere, bere e confrontarsi.

 Molto è leggenda, una buona parte di sicuro è moda, di certo c'è molto fascino in questa libreria abusiva che non so neanche onestamente se esista ancora o se infine sia stata sfrattata per problemi legali (e fiscali) anche dal suo ultimo avanposto (magari qualche newyorchese in ascolto saprà dircelo).


PATTI SMITH:

 Visto che il nobel ha sdoganato i cantautori e visto che la buona Patti ha scritto effettivamente un paio di libri, ci infiliamo anche lei.

 Nella sua bella autobiografia "Just Kids" in cui descrive la sua giovinezza a e il suo straordinario incontro fortuito con un giovanissimo Mapplethorpe, prima compagno, poi coinquilino e amico fondamentale, la Smith descrive la sua lunga e difficile gavetta bohemienne. 

 Prima di scoprire un'attitudine alla poesia (inizia infatti la carriera con quei reading poetici che ogni tanto si vedono nei film indipendenti americani, ma raramente si replicano in Italia), la Smith aveva avuto una figlia (data in adozione) da un amore giovanile e per svariati anni visse sul confine della miseria in un appartamento condiviso col futuro fotografo, anche lui poverissimo.

 Migliorò parzialmente le sue condizioni quando riuscì a trovare lavoro presso Brentano's, una catena di librerie dove lavorava anche Mapplethorpe, anche se in una sede diversa.

 Si conobbero il giorno in cui lui decise di spendere un buono in alcuni manufatti etnici che vendevano nella sede della Smith.
 Tempo dopo vennero lasciati a casa entrambi, Patti per un motivo alquanto curioso:
 "Avevo mancato di far pagare a una cliente cinese le tasse sull'acquisto di un Buddha assai caro. "Perché dovrei pagarci le tasse?" mi aveva chiesto, "non sono americano". Non avevo risposte e così non gliele avevo fatte pagare. Il mio buonsenso mi era costato il posto di lavoro."
Adesso se ho ben capito ha chiuso e c'è Sephora

Ma non fu la sua ultima esperienza in libreria, ne ebbe una seconda:
 "Avevo bisogno di trovare un altro lavoro.  
La mia amica Janet Hamill era stata assunta alla libreria Scribner e ancora una volta, come già aveva fatto durante gli anni del college trovò il modo di spartire con me la sua fortuna. Parlò ai suoi superiori, che mi offrirono un posto.
 Mi parve un impiego da sogno, lavorare nella libreria di un prestigioso editore, casa di scrittore come Hemingway e Fiztgerald e del loro editor, il grande Maxwell Perkins."

 State in campana perciò, magari la libraia che vi sembra troppo vestita da fricchettona, in realtà, è una Patti Smith in potenza.


GEORGE ORWELL:

 Due anni fa scrissi un post sull'esperienza che George Orwell visse come libraio e a cui dedicò un arguto memoir contenuto in Italia nell'antologia "Letteratura palestra di libertà".

 La cosa più sconcertante del suo breve e sarcastico resoconto fu l'incredibile attualità che potei ravvisarvi. 

 Certo, in libreria hanno fatto il loro ingresso cataloghi elettronici e via discorrendo, ma il lato umano, quello del rapporto cliente-libraio è praticamente identico, come identiche sono le richieste assurde dei clienti, identica la follia del Natale, identico lo spaesamento del cliente che entra in un negozio dove generalmente tenta di mettere piede il meno possibile e solo per casi specifici e necessità eccezionali (escludendo i lettori forti).

 Nel suo abile resoconto riusciva a inquadrare una serie di manie, di personaggi, di assurde domande che chiunque, nonostante siano passati non meno di 70 anni, esistono e resistono identiche.

 Vi riposto un pezzo illuminante, per il resto potete andare al vecchio link ("Fare il libraio secondo George Orwell"):

"Nel periodo in cui lavorai in un negozio di libri usati- un luogo che, finché non ci si lavora, è facile immaginare come una specie di paradiso dove affascinanti gentiluomini d'età scartabellano eternamente tra in-folio rilegati in pelle di vitello -mi colpì soprattutto la rarità delle persone davvero interessate ai libri. 
La nostra libreria offriva anche volumi eccezionalmente interessanti, ma dubito che uno sui dieci dei nostri clienti fosse in grado di distinguere un buon libro da uno brutto.
Gli snob a caccia di prime edizioni erano molto più frequenti degli amanti della letteratura; gli studenti orientali che tiravano sul prezzo dei libri di testo economici erano anche più numerosi; ma i clienti più comuni erano le signore dalle idee confuse che cercavano regali di compleanno per i nipotini. 
Molti dei nostri acquirenti appartenevano a quella categoria di persone che, pur essendo capaci di rendersi insopportabili ovunque, riescono a farlo particolarmente bene in una libreria. 
Per esempio, l'adorabile vecchietta che "vuole un libro per un malato" (richiesta frequentissima), o quella che nel 1897 ha letto un libro tanto ma tanto bello e vi chiede se potete procurargliene una copia, peccato che abbia dimenticato sia il titolo sia il nome dell'autore: in cambio, però, si ricorda che aveva la copertina rossa.”

CLAUDE IZNER e le bouquinistes:

 Giallista francese, è in realtà lo pseudonimo per due sorelle parigine Liliane e Laurence Korb, scrittrici e libraie, figlie di un libraio. 


 Sono per la precisione sono "Bouquinistes" ossia i librai che vendono libri usati, vecchi (più o meno di pregio) o d'occasione, nelle bancarelle sulla riva della Senna, dove infatti le scrittrici hanno entrambe la loro attività, una sulla riva destra e una sulla sinistra (se ne possono trovare anche se in modo meno istituzionalizzato anche nelle città italiane).


  Nato come mestiere nel XVI° secolo, i librai possessori delle quasi 1000 bouquinistes francesi hanno acquisito privilegi particolari a seguito all'inserimento nel 2011 nel patrimonio mondiale dell'Unesco (ma quando le due gialliste, una settantaseienne e una sessantacinquenne erano bambine era un mestiere che rendeva pochissimo e la famiglia visse a lungo in povertà).

Le gialliste sono talmente attaccate al loro mestiere che anche il protagonista della loro serie principale, ambientata nella Parigi del 1800 è un libraio:   il trentenne Victor Legris.


 NB. Poiché il bibliotecario è un mestiere enormemente più antico del libraio (il libraio per come lo conosciamo oggi è un'invenzione recentissima, prima editore-tipografo e libraio erano la stessa persona e solo coi secoli, dopo l'invenzione della stampa si sono differenziati), ci sono molti più bibliotecari illustri che librai.

 Sul sito dell'Aib, l'associazione italiana biblioteche, potrete trovarne un elenco esaustivo che vede schierati: premi nobel, matematici, rivoluzionari artisti contemporanei, terroristi (generalmente di sinistra), cantautori, filosofi, poeti e molti molti scrittori.

 Vi sta passando l'idea del libraio e del bibliotecario commesso radiocomandato/polveroso topo di biblioteca?

 Non smetterò di lavorare al riguardo!

domenica 24 luglio 2016

Un anno in libreria. La "Canzone dei dodici mesi" di Guccini riscritta ad uso e consumo di librai, clienti, lettori e di chiunque voglia scoprire il fabuloso scorrere delle stagioni dal bancone di una libreria.

 In questi giorni in cui mi è davvero difficoltoso aggiornare il blog (ma tengo botta scrivendo nei luoghi e alle ore più improbabili), i clienti hanno deciso che questo Luglio è praticamente Natale e accorrono in massa in libreria.
 Non so se questo Luglio è più popoloso del solito o se è solo la mia impressione di vegliarda che dimentica cosa è successo neanche un anno prima, fatto sta essi sciamano con un fulgore che mi capita di vedere solo in Dicembre. 

 Anche per questo immagino, la mia mente offuscata, in codesti giorni, ha partorito questa canzone delirante che parafrasa quel capolavoro (che io ascolto ossessivamente in autunno in genere sognando di vivere a Bologna) che è la "Canzone dei dodici mesi" di Guccini.
 Se non la conoscete, conoscetela, e poi cantate a squarciagola con me! Yeah!


Viene Gennaio silenzioso e lieve, il cliente è un po' abbottato
tra gli scaffali giace come neve il libraio stremato, il libraio stremato

Sono distese lungo la libreria sparute file di libri stanchi

son come Anastasia dell'ennesima sfumatura, strani confusi e sfranti, strani confusi e sfranti


Viene Febbraio, e la gente lavora, è nervosa e poi scazza
lascia i dolori ai librai perplessi, lo strafalcione impazza, la follia impazza
L'inverno è lungo ancora, ma in libreria appare la speranza 
nei primi giorni di malato sole il tempo delle ferie avanza, il tempo delle ferie avanza

Cantando Marzo porta le sue mode, il cliente non è meno battagliero
speri che un po' di sole porti un po' di gusto, un best seller un talento vero
Riempiono buste di libri-regalo e uova di cioccolata africana
il giro dei doni è tornato troppo in fretta, la Pasqua non è lontana la Pasqua non è lontana

O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è la vita in libreria
Diversa tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale, 
il via vai di clienti che non sai mai domare, che non sai mai domare

Con giorni lunghi al reso dedicati il dolce Aprile viene, 
quali segreti scoprì in te il cliente che diventò crudele, che diventò crudele
Ma nei tuoi giorni è bello fare rifornimento per ore e ore
tra un sick-lit e un ricettario vegano, il nuovo Gramellini e i librazzi d'amore, i librazzi d'amore

Ben venga Maggio e il rappresentante editoriale amico, ben venga il grande smercio, 
il nuovo catalogo getti via l'antico nell'ombra del fuori commercio, nell' ombra del fuori commercio... 
Ben venga Maggio, ben venga un best seller che tra di noi fa furore
mentre lo vendo canto con la mia chitarra brindo a stipendio e retribuzione, brindo a stipendio e retribuzione...

Giugno, che sei maturità dell'anno, ormai ti temo io
in un tuo giorno, sotto al sole caldo, le scuole finiscono e addio, le scuole finisco e addio
E arrivan orde di genitori  che intonano un penoso coro
"I professor ci han dato la lista dei libri, maledetti loro, gran maledetti loro..." 

O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è la vita in libreria
Diversa tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale, 
il via vai di clienti che non sai mai accontentare, che non sai mai accontentare


Con giorni lunghi di colori chiari ecco Luglio, il leone, 

la gente anela ferie e ammassa libri da legger sotto l'ombrellone,  da leggere sotto l'ombrellone

Meno si lavora Agosto, nelle stanche tue lunghe oziose ore 

mai come adesso ci si trascina tra noia, tedio, invidia e grandissimo torpore

Settembre è il mese della corsa ai libri per liceo e università
dopo l' estate tutti di leggere e studiare se stanno a ricordà se stanno a ricordà
Ordini libri e ricominci il terno al lotto della disponibilità
cadono grandi lacrime amare all'annuncio dell'irreperibilità, irreperibilità

Non so se tutti hanno capito Ottobre la tua grande importanza
nei magazzini grassi come pance piene prepari natale e strenna, prepari natale e strenna
Lungo i nostri turni, come muli mascherati ammassiamo scorte pazze
lungo i nostri turni sfruttati al massimo crescono scorte e ansie, crescono torri alte

O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è la vita in libreria
Diversa tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale, 
l'elenco dei libri del Natale che non sai mai prevedere, che non sai mai prevedere


Cala Novembre e le inquietanti domande ai librai perplessi tu porti

nei cataloghi consacrati alle strenne si indovinano i titoli forti si indovinano i titoli forti... 

Arrivano i primi clienti avveduti, calano come lieve e tranquilla sciarada

te quasi speri in una serie costante ma scaglionata, costante ma scaglionata

E mi acquatto come un ghepardo, Dicembre, alle tue porte, 

lungo i tuoi giorni ci si prepara a lotta senza sosta in cui sopravvive il più forte, in cui sopravvive il più forte...

Clienti e avventori lasciano per terra libri scartati come detriti

fino alla Vigilia si combatte e lotta come piccole tigri, come piccole tigri

O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è la vita in libreria
Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale, 

il via vai di clienti che non sai mai domare, che non sai mai domare

il via vai di clienti che non sai mai domare, che non sai mai domare
il via vai di clienti che non sai mai domare, che non sai mai domare

Ps. Questo delirio non è un unicum, l'anno scorso mi cimentai nella riscrittura di "Quelli che..." di Jannacci

domenica 8 novembre 2015

Gli amici dei librai. Temibili creature o teneri alleati? 5 casi in cui la loro molestia diventa proverbiale tra liste, figuracce, reperibilità e irriperibilità, consigli e telefonini.

 Una delle mie migliori amiche è avvocato.
L'amico marlupino si nasconde ovunque

La poveretta da quando ha passato l'esame, e anche prima, è preda delle mie telefonate in qualsiasi momento mi prenda il panico per qualsiasi motivo legale, dai litigi col vicino all'interpretazione del contratto di lavoro. Assicuro, non ha ancora cambiato numero, è vera amicizia.
 Voi direte, beh certo chiunque sia medico o avvocato sa che gli amici diventano ben presto delle sanguisughe sempre alla ricerca di nozioni e soluzioni. Vi stupirà sapere che gli amici profittano anche dei librai, noi innocue creature che non salvano vite umanè nè negli ospedali nè nelle aule di tribunale.
 In che modo vi chiederete. Ebbene di seguito vi sottoporrò i più diffusi casi di amici in grado di sanguisugare le conoscenze, il tempo e le energie dei loro prossimi librai.
 Vi riconoscerete? Let's go!


QUELLO CON LA LISTA:
L'amico con la lista è una versione peggiore del cliente con la lista visto che il secondo almeno può trovarti, regolarmente pagato, solo da tot ora a tot ora in negozio. Egli ha invece perenne accesso alle tue conoscenze e, in previsione di qualche evento, quali esami, tesi, Natale o compleanni, improvvisamente ricorda il tuo numero in rubrica e inizia a tartassarti per reclamare aiuto. Egli ha infatti stilato un'accuratissima lista di due paginette di libri di cui necessita il prima possibile. Secondo voi l'amico in questione ha ricorso a voi quale ultima spes? Ha cercato prima per librerie o biblioteche? Giammai! Perché sforzarsi se tra i suoi amici c'è un libraio? E' risaputo che i librai vivono per i libri e amano, addirittura pretendono che li si interpelli ogni volta che qualcuno nel raggio di 100 km sta cercando un volume! 
 Perciò, tu stai lì che lavi per terra, stiri, scrivi o ti dedichi ad altre attività comuni nel tempo libero quando ecco giungere una mail con allegato in cui ti si chiede aiuto e consulenza tra mille emoticon di cuori. Siccome siamo gente di buon cuore in genere tutti commettono l'errore di aiutare il prossimo la prima volta, non sapendo che in tal modo si darà inizio ad una catena di sant'Antonio di richieste.
 "Ah, visto che l'altra volta sei stato così bravo, questa volta per trovare tutti i miei libri per l'esame di antropologia culturale, sono venuto direttamente da te!".
 Così di esame in laurea, di patente in concorso, l'amico con la lista ci segue fedele, perché si sa, gli esami non finiscono mai.

HO BISOGNO DI UN CONSIGLIO.ORA. SUBITO.IMMEDIATAMENTE:
 Sei un libraio non un medico, vieni pagato molto meno, ma uno dei vantaggi è che quando non sei di turno non sei obbligato ad essere reperibile (di solito).
Come si sa però gli amici non ammettono irreperibilità così, quando meno te lo aspetti, sei in piscina, a letto, ti rotoli con la dolce metà, sforni biscotti, stai facendo una transoceanica, ecco che arriva un messaggio o un whatsapp: "Ciao, mi serve un consiglio per un regalo che devo fare tra cinque minuti. Lei è alta un metro e settantacinque, ha i capelli rossi e ama le cozze trifolate." 
 Tu magari quei cinque minuti hai da fare e credi ingenuamente di poter rimandare la risposta. Non potrà davvero pretendere che tu risponda in tempo reale no? Presupporrà che stai facendo altro.
 Due giorni dopo l'amico ti farà caldamente presente che quella mancanza di consiglio ha causato catastrofi a catena: ha sbagliato regalo, la ragazza lo ha lasciato, il capo lo ha licenziato, il suo migliore amico gliel'ha giurata. E tutto perché voi non avete adempiuto al vostro dovere di libraio.
 Tu cerchi di spiegargli che non credevi fosse tanto urgente e se lo era poteva rivolgersi direttamente ai librai regolarmente in servizio, ma non vuole sentire ragioni. Egli riponeva fiducia in te e tu l'hai tradita. Ve lo giuro, è successo.

DOVE POSSO TROVARE QUESTO LIBRO?:
Mentre sei lì che pagai sull'Aniene o sull'Arno, ecco che un'amica decide che tu devi rispondere al cellulare e aiutarla a fare una ricerca bibliografica random.
 "Ho bisogno de "Il potere magico delle matite rosse al profumo di cannella", ma non so dove trovarlo. Mi potresti dire quale biblioteca o libreria della città ce l'ha?".
Il computer con tutte le giacenze librarie della terra che ogni
libraio vorrebbe possedere.
 La tentazione di rispondere, "Guarda ora mi collego al grande catalogo mondiale dei libri con lo smartphone magico che viene dato in dotazione a tutti i librai della terra, e ti aiuto!".
 Purtroppo più mestamente devi riferire, "Guarda, per la biblioteca posso controllare l'opac quando torno a casa, per le librerie non saprei, dovresti chiedere alle singole catene o libreria per libreria".
 Lo sconcerto è grande e devi assistere ad un assai deluso, "Ah, quindi non lo sai?".
 Il re è nudo, miei cari. Ebbene no, non sappiamo le giacenze di tal libro in tempo reale in tutte le librerie nel globo e neanche se un dato libro è in commercio, da quanti anni, di quale edizione e curato da chi. Servono delle ricerche anche a noi. Ricerche che richiedono tempo e un computer. Soprattutto tempo, perché, se fosse sempre così facile basterebbe googlare e buonanotte ai suonatori.

MI PROCURI QUESTO LIBRO?:
L'amico che vuole uno specifico libro è sempre bene accetto, quale libraio non vorrebbe vendere più libri?
Il problema si presenta quando procurare un libro vuol dire, non tanto anticipare i soldi, ma diventare un vero e proprio postino. Da che sei tu a fare un favore, finisce che devi inseguire un impegnatissimo amico che per riceverti deve consultare la sua agenda.
 "Guarda non posso passare in libreria, ma sono libero dalle 14:30 alle 14:45 di martedì prossimo. Puoi trovarmi a 70 fermate di metro da te per un convegno."
 Tu tenti di dirgli che può tranquillamente passare in libreria, ma ormai hai commesso l'errore alpha, ossia hai pagato il libro, perciò se non vedi l'amico che di colpo sembra disinteressato ad entrare in possesso del tomo (per il quale ti ha chiamato le due settimane precedenti ogni giorno), non riavrai nemmeno il denaro indietro.
 Inizia perciò un complesso balletto che di solito si conclude con la frase, "Ah, scusa, ormai non mi serve più, non posso restituirlo vero?".
 (Questo perché l'amico davvero interessato al libro procurato si precipita da solo in libreria un'ora dopo l'arrivo dell'opera somma).

LA FIGURACCIA IN LIBRERIA: 
Molti amici e parenti sono confusi sul ruolo di chi lavora a contatto col pubblico. 
 Disorientati dal fatto che non sei rinchiuso tra le quattro mura di un ufficio, ma in un negozio aperto in cui parli perennemente con persone terze, hanno l'idea che possono venire a trovarti e ciarlare come nella piazza di paese. Tu non vuoi essere scortese, e cerchi solitamente di portare chi viene a farti un caro saluto (intendiamoci, io amo che la gente si ricordi di me e venga a salutarmi mentre lavoro, mi fa sentire meno alienata eh) nella parte più nascosta del negozio, ove eventuali responsabili e direttori di passaggio non possono vederti.
 Col tempo affini tecniche da ninja, come cambiare argomento fingendo che essi non siano tuoi amici, ma veri clienti, e, nei casi estremi, riesci persino a rifilare loro qualche libro.
  I più molesti sono generalmente gli amici che non vedi da anni o i parenti lontani che arricchiscono la loro scappata in negozio con carrambate a base di foto e telefonate in presa diretta con altri parenti. Quando sveli loro che non puoi attaccarti al cellulare per un breve saluto alla zia Maria essi assumono lo sguardo ferito di chi viene rifiutato. Ma come? Loro sono lì per te!
 Cercare di spiegare con calma e sangue freddo che nessun loro amico o parente verrebbe visto di buon occhio se si intrufolasse a fare due chiacchiere mentre sono in ufficio, è praticamente inutile.
 Ma come, sei lì, parli con tutti, non è un lavoro come un altro no?

Amici e parenti, eletta schiera, non prendetevela, anche io di sicuro farò cose indegne nei vostri confronti (come appunto chiamare la mia amica avvocato negli orari più improbabili per cose risibili). Famo pe' ride olè olè.


giovedì 22 ottobre 2015

Cartoline dalla libreria! "Come si chiamerebbero le sezioni in libreria se dipendesse dai librai", la verità dietro le etichette tra felicità, soldi facili, vampiri e troppa fuffologia.

 Immagino che tutte le persone dopo anni che lavorano nello stesso posto con le stesse mansioni, tendano a dare nomignoli alle cose con cui hanno più a che fare, inventino alla  lunga un gergo comprensibile solo a loro e ai colleghi con cui condividono le sventure e le venture di ogni giorno. Gergo segretissimo o incomprensibile all'eventuale pubblico che passa solo casualmente. Immagino che avvenga nelle anagrafi, nelle officine, nelle redazioni, nelle fabbriche, in qualsiasi negozio e negli uffici.Le librerie non sono esenti. Alla lunga, per fare l'esempio del post, si finisce per dare soprannomi alle sezioni. 
Quelli fumettati di seguito non sono comprovati né certo universali, ma quelli che secondo me sentiamo di poter attribuire dal profondo.
Cartoline dalla libreria! "Come si chiamerebbero le sezioni in libreria se dipendesse dai librai"!








Ps. Tali soprannomi sono una sintesi della maggior parte delle definizioni/commenti/richieste/scelte date dai clienti. Lo specifico perché non penso assolutamente per esempio che lo sport sia solo calcio e Agassi (ma i clienti chiedono quasi solo quei due), o che il fantasy sia roba da ragazzini.

sabato 13 giugno 2015

Cartoline dalla libreria! I più frequenti (e inutili) indizi forniti dai clienti per identificare il mysterioso (anche per loro) libro anelato!

Ed ecco che ritorno a trasmettere su questi schermi.
Celeberrima immagine che gira
su internet da un bel po'
Questi giorni sono stati un po' difficoltosi (ossia, avere un pc fisso e il tempo di starci è stato impossibile), ma ecco che sono di nuovo qui.
Comunque, poiché ho passato molto tempo in treno e sono riuscita a disegnare copiosamente e, per rimediare alla scarsità di post settimanali, ho deciso, questo sabato, non di propinarvi una sola stitica vignetta, ma una serie di cartoline dalla libreria, come quelle che feci in occasione di Natale.
Sono tutte accomunate dall'essere tra i più frequenti indizi dati clienti quando devono chiedere un libro di cui non ricordano praticamente nulla.
 Indizi, tanto inutili, quanto, talvolta, completamente inspiegabili e surreali.
Questa è solo la prima tranche, perché ci sono, a quanto pare, tante cose che colpiscono la clientela, ma quasi mai esse sono il titolo e l'autore.
Bando alle ciance! Tutte per voi: "Cartoline dalla libreria - Gli indizi dei clienti"!




martedì 23 dicembre 2014

I consigli libreschi per gli acquisti dell'ultimo minuto tra Ivan il Terribile, falsi eredi, Harry Potter, Galileo, viaggi tra i templari e, ebbene sì, anche ebook!

Lo sguardo allucinato dei clienti durante queste lunghe giornate
(il nostro in libreria è peggio).
Malgrado sia stanca al limite dello strisciamento al suolo e malgrado oggi molti clienti, in barba completa allo spirito natalizio, abbiano diciamo avuto i nervi a fior di pelle, ho deciso di scrivervi dei consigli in extremis. Anche io, che quest'anno, come tutti gli anni sono arrivata al 22 Dicembre convinta di aver fatto regali urbi et orbi con largo anticipo, mi accorgo che domani dovrò passare la mattinata a cercarne due di alquanto rilevante importanza (non starò qui a dilungarmi sui motivi). Perciò questo post è dedicato ai clienti dell'ultimo minuto, ma solo quelli gentili, che non cercano di saltare la fila, che non insultano i librai, che si rendono conto di essere il tremilionesimo cliente della giornata e quindi può essere anche che il cervello del libraio non sia proprio a tremila ogni istante (sapete, tendenzialmente evitiamo di assumere sostanze psicotropiche che ci aiutino).
 Ma vabbeh, smetto di sputare livore e passo ai consigli last minute!

"I FALSI DEMETRII" di Prosper Mérimée ed. Adelphi: 
Da quando è arrivato questo libro me sono stata favolosamente attratta. Io ho una passione per le stranezze storiche e per i libri che le raccontano in modo appassionante. Questa riedizione dell'Adelphi capita a fagiolo, pronta ad essere regalata agli appassionati di aneddotica. Ivan il terribile era uno di quei sovrani da "dopo di me il diluvio", alla sua morte infatti, la Russia affrontò una trentina di anni di delirio dinastico. Protagonista di una corte e di un regno peggiore di quello de "Il trono di spade", ebbe svariate mogli e svariati figli, ma tra avvelenamenti, annegamenti sospetti, tentativi di stupro di nuore, procurati aborti e una serie di casini interminabili, finì che ereditò la sua corona il figlio meno adatto. Per questo, alla sua morte, si fecero avanti tre uomini che dichiararono di essere il primogenito perduto dello zar, quel Demetrio che era affogato forse incidentalmente e forse no. Per folle che sembri a distanza di secoli, in un'epoca senza nessun sostegno scientifico a smentire niente, tutto era possibile e un falso Demetrio prese persino il potere regnando per una manciata di mesi. Grande follia nella Russia moderna per un grande libro.

EBOOK: 
Visto che continuate tutti a dire che dobbiamo per forza farci piacere gli ebook, allora vi consiglio un ebook che un senso ce l'ha. Ce l'ha per vari motivi:
1) Non esiste la versione cartacea (o meglio del primo esiste, del secondo no).
2) Li ho visti materialmente fare. Cioè ho visto le ragazze che li hanno prodotti imparare a usare i programmi (non ci crederete visto che non mi piacciono, ma ci ho provato con scarso successo anche io) per assemblarli, per far funzionare le animazioni e presentare un prodotto professionale.
3) Entrambi gli ebook sono di autrici storiche: Pat Carra e Margherita Giacobino (con le illustrazioni, nel suo caso, di Teresa Sdralevich).
 Si tratta di "Annunci a luci rosse" e "Pensieri di una misantropa", per la collana di ebook Aspirina C, editrice Libreria delle donne di Milano.
 Un regalo perfetto per la parente femminista che ognuno di voi si ritrova, per la cugina che ama i fumetti d'antan, per la mamma, la nonna, la zia autoironiche. E sì, anche per gli uomini che male, a loro non fa. A 5,99 al link www.aspirinalarivista.it/shop
(V'ho fatto contenti amanti degli e-reader?).

"ANDARE PER...." ed. Il Mulino:
Sapere dove portare la persona giusta al momento giusto può essere molto utile. Proporre perciò itinerari di viaggio alternativi alla dolce metà o a qualcuno che si aspirerebbe diventasse la dolce metà è cosa buona, giusta e producente. Mi è capitato personalmente, quando alla richiesta "Vengo a Roma portami in un posto dove non sono mai stata", non ho trovato niente di meglio che portare la visitatrice nella sinagoga (era il posto più improbabile che mi fosse venuto in mente), ed escludendo un temporaneo battibecco con la guida interna, ne ebbi gloriosi frutti. Memore di questo episodio vi consiglio perciò il trittico edito da il Mulino, per la collana, Andare per:
Precisamente "Andare per la Roma dei Templari" (per i grandi fan di Giacobbo e dei mysteri con la Y maiuscola) di Barbara Frale, "Andare per ghetti e giudecche" di Anna Foa, per scoprire una parte della storia italiana che molti ignoriano (anche le città più piccole possono nascondere storie terribili e affascinanti al tempo stesso su questo inquietante luogo di un passato molto vicino).
  Infine la molto interessante "Andare per l'Italia Araba" di Alessandro Vanoli, per ricordarci che qui stiamo a battibeccare di migrazione, immigrazione, emigrazione, ma in realtà l'Italia è sempre stata un luogo di folli passaggi e da queste follie ha ricevuto gloriose eredità nei secoli.
 Pronti a rimorchiare con astuzia, perizia ed infine anche un poco di furbizia? (Va bene anche se siete già sposati e fidanzati, rimorchiarsi nuovamente fa sempre bene).

"GALILEO HARRY POTTER" di MARCO CIARDI ed. Carocci: 
Io sono una che di scienza non capisce quasi niente, eppure uno dei reparti in cui trovo ci siano cose più interessanti è indubbiamente quello di scienze. 
 Quando lo metto a posto vengo presa da ansie gigantesche di lettura onnicomprensiva che poi scemano davanti al mio portafoglio. Questo natale potrete fare felice qualcuno che vuole avvicinarsi alle scienze attirato da gustose polpette letterarie. E' per questo che vi consiglio "Galileo & Harry Potter. La magia può aiutare la scienza?", un parallelo tra la scienza e i fenomeni che secoli fa venivano creduti magici perché impossibili da spiegare con le tecnologie dell'epoca, ma anche fenomeni non ancora spiegati. Anche Kant indagava sui fenomeni psichici, Newton si dilettava nell'alchimia e Mary Shelley e la chimica hanno in comune più di quanto si pensi. L'autore è uno storico della scienza, un caso in cui materie umanistiche e scientifiche si incontrano fruttuosamente a dimostrazione che non sono due rette parallele destinate a non incontrarsi mai.
 Per i fanatici di Harry Potter e gli amanti delle scienze senza passione per la matematica.

 E così ho chiuso i giochi, per quest'anno ho smesso di ammorbarvi di consigli non richiesti!

martedì 9 dicembre 2014

E anche quest'anno il cliente natalizio è tra noi! Quali affascinanti tipologie di clienti tipicamente natalizi infestano la libreria stavolta? Rateizzatori, furetti, sperduti e amanti delle liste!

Questa oscena moda degli alberi fatti da libri deve finire.
 Natale is coming! 
 Le librerie e i negozi iniziano a riempirsi di clienti sciamanti e in cerca di libri. Regalare un libro a Natale è una cosa maravigliosa che peraltro può risolvere un sacco di situazioni, si può regalare un libro per gratitudine, un per dire love, ma anche uno per vendicarsi (e verrete da me aiutati nei prossimi giorni al riguardo).
 Tuttavia la crescita esponenziale di clienti in libreria in codesto periodo dell'anno permette di vedere esemplari fatati generalmente abituati a sciamare altrove.  
 Già l'anno scorso avevo fatto due brevi elenchi delle tipologie di cliente natalizio ("Il cliente natalizio" e "L'appendice al cliente natalizio") che amano trastullarsi tra gli scaffali in cerca del libro giusto da poter regalare, raramente con cognizione di causa.
 Poiché la varietà umana non ha limiti né confini, anche quest'anno ecco a voi un primo grazioso elenco, che ha sempre la possibilità di arricchirsi nei giorni, il 25 è mooooolto lontano.

IL CLIENTE CHE PARLA A RATE:
 Certe volte fare il libraio è un po' come essere Dottor House. I pazienti ti dicono le cose a rate perché non vogliono ammettere la verità ("Sì un livido" "Sì me lo sono procurato dondolando" "Dal soffitto" "mentre facevo sesso" "con un procione", ammissione che avviene solo quando ormai si è in fin di vita), e posso anche capirlo, ma mi sfugge seriamente perché in libreria bisogna estrarre le informazioni al cliente con le tenaglie.
Lo sguardo dei clienti in attesa mentre uno prima di loro ci
mette ore ad esprimere un concetto
 La scena tipo vede arrivare il cliente e chiederti: "Cerco un libro di psicologia", tu cerchi di circoscrivere il campo, ma lui dice di non avere idea di cosa cerchi. 
 Lo porti nel settore e allora mentre stai per tornare a servire altri clienti ammette: "In realtà ho un titolo". Torni al computer consulti il catalogo e no, il titolo non c'è, pensi stia per andare via, ma dice: "Ah, in realtà ho un altro titolo", lo trovi, glielo dai e ammette "Però in effetti non mi interessava, mi interessa più un terzo titolo". 
Intanto gli altri clienti lo fissano come furetti assassini nella notte.
 La variante è il cliente che arriva, chiede un libro, glielo trovi e te ne chiede un altro, glielo trovi e ne aggiunge un altro. A quel punto, onde evitare di scavare solchi sul pavimento a furia di fare avanti e indietro vedendo la fil,a natalizia crescere, lo implori di dirti tutti i titoli tutti insieme. Tendenzialmente egli si inalbera, non ho mai capito perché, come se fare un solo giro per ricevere i libri fosse inaccettabile e gli togliesse il gusto di essere servito. La spiegazione del risparmio di tempo convince pochi di loro, i più ti fissano torvi, come se non volessi lavorare.

IL CLIENTE CON LA LISTA STERMINATA: 
Esempio di disagio grafologico provato dai librai
quotidianamente
E' un cliente che infesta la libreria durante tutto l'anno, specialmente sotto le sessioni d'esame, quando pretende che tu gli recuperi venti libri di cui la metà fuori commercio e l'altra metà pubblicati da case editrici locali senza distributore, in 24 ore e senza costi aggiuntivi. Tuttavia, sotto Natale, egli vede un'implosione considerevole. 
 Lo vedi aspettare pazientemente il suo turno per poi sfoderare un foglio protocollo A4 vergato a penna in una grafia incomprensibile e mettertelo sotto il naso dicendo: "Mi servono questi libri". 
 Ora, questa di non abbassarsi neanche a pronunciare il titolo del libro cercato pretendendo che in un attimo di sublimazione paleografica il libraio sia costretto a decriptare calligrafie da denuncia, è una nuova moda che non sopporto (penso che ci si possa sprecare a pronunciare titolo e autore), ma in generale, come si può pretendere che un libraio con quindici persone in fila stia lì a indovinare la differenza tra una esse e una effe scritta male? Il cliente con la lista sterminata generalmente ha bisogno di venti libri per fare venti regali diversi e non si rassegna al fatto che essi siano in punti diversi della libreria. Indignato, ammette di aver cercato per tre secondi, ma di non aver capito l'ordine alfabetico da dove comincia. 
 Se, come avviene sempre, non trova i libri che gli servono disserta alla disperata ricerca di un'alternativa, implora che si chiamino altri punti vendita, non prevedendo che in un sabato pomeriggio di dicembre i colleghi potrebbero essere in altre faccende affaccendate (tipo servire degli altri maniaci delle liste), invocano ordini e soprattutto promettono di tornare con un'altra lista...

IL CLIENTE CHE NON TI PRESTA ATTENZIONE:
Facile da riconoscere grazie a queste due esatte espressioni
Mai compreso, a Natale diventa particolarmente molesto e ancor meno comprensibile. 
  Il cliente che non ti presta attenzione fa la fila, spesso trafelato come se due secondi dopo dovesse correre a compiere un'operazione a cuore aperto, soffre di un improvviso calo di attenzione non appena il libraio gli rivolge parola.
 Non sa perché sia lì, chiede indicazioni su come arrivare ad uno scaffale o a un settore e ti fissa muto mentre cerchi di spiegarti chiaramente: "In fondo a sinistra!" "Come ha detto? In fondo a destra?". Tale cliente può anche avere una sorta di attenzione selettiva, ossia ascolta esattamente solo quello che più gli aggrada: "Non ho il libro che mi chiede, risulta fuori commercio", "Bene, me lo ordini", è la risposta più comune. I successivi tentativi di spiegazione si svolgono in un infruttuoso italiano che sembra non essere la lingua madre del perplesso interlocutore. Sotto Natale la difficoltosa comunicazione con codesto cliente è particolarmente molesta per la mancanza di tempo: diventa difficile mantenere l'autocontrollo quando si spiega per la diciannovesima volta con la coda che un libro che non è ancora uscito non può essere venduto.

QUELLO CHE ENTRA IN LIBRERIA SOLO A NATALE:
La faccia del cliente che entra in libreria solo a Natale è quasi identica
 Esperti come un dromedario nell'artico, il cliente che entra in libreria solo a Natale si guarda attorno guardingo, come se rischiasse un'aggressione da un momento all'altro.
  Dopo aver molestato i cassieri chiedendogli lumi mentre essi cercano di battere cinque scontrini al minuto, entrano dichiarando "Ho bisogno di un'informazione", cercando di assalire il primo libraio che vedono, incurante delle file ai punti informazione.
  Quando scoprono che anche in libreria vige la pratica della fila, si dibattono come anguille nel disperato tentativo di comprendere da soli cosa fare e dove andare, ma scoprono con sommo orrore che i libri di cucina non sono mescolati a quelli fantasy, cosa stupefacente che, unita all'improvviso analfabetismo che li rende incapaci di leggere i cartelli, rende vano il loro tentativo di cavarsela. 
 Sconcertati, e soprattutto prova provata del fatto che se l'essere umano si ritrovasse di nuovo a vivere in condizioni primitive morirebbe subito per scarsa perspicacia, attendono che un libraio li aiuti. Tendenzialmente dichiarano di non entrare mai in libreria, tipo referenza, poi dicono di aver tanto sentito parlare di un libro che vorrebbero regalare. Solitamente sono libri di cucina o di sport, non è che si vada molto lontano. I dubbi sullo strano oggetto libro continuano quando se lo ritrovano in mano: dov'è il prezzo? Ma è quello scritto o è un altro? E non possono avere un'edizione economica di un libro uscito tre giorni prima? Come fa un libro a costare così tanto? Inermi, vagano verso la cassa sperando in cuor loro che l'uscita sia gioiosa e di non dover tornare mai più.

Avete suggerimenti per altri clienti? Vi riconoscete in qualcuno di essi?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...