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giovedì 15 dicembre 2016

I libri che quest'anno vi ritroverete sotto l'albero! Diete longevissime, occhi giocondi, Fufferia ad alta gradazione, saghe che fanno giri immensi e ritornano e una strana ironia papale.

 Ebbene, ormai giunto alla sua quarta edizione, questo post natalizio che vi prepara alla migliore delle poker face davanti ai libri che parenti e amici vi propineranno sotto l'albero, è una tradizione.

 Come fare se gli zii che vedete solo durante le feste e non leggono manco per sbaglio vi hanno chiaramente regalato un libro che freme sotto l'abete in soggiorno?

 Come prepararsi al più perfetto e riconoscente dei sorrisi?

 E come mascherare il WTF davanti al tomo che vostro fratello o il vostro innamorat*, che solitamente leggono solo i foglietti dei medicinali per capire se l'aspirina induce sonnolenza, vi hanno regalato con tanto amore usando violenza alle loro membra trasportate in libreria?


 Niente paura! Anche quest'anno vi aiuto io!

 Siete pronti a scoprire cosa vi attende? Voliam!

LA DIETA DELLA LONGEVITA' di Valter Longo:

 Mettiamola così, se vi sta a cuore il cenone della vigilia e il pranzo di Natale e poi il cenone di Capodanno, il pranzo del primo dell'Anno e la Befana, aprite questo libro direttamente il 7 Gennaio.

 E ve lo regaleranno perché dopo la Dukan e la dieta del gruppo sanguigno di Mozzi e derivati, è la nuova moda che però, al contrario delle prime due, sembra avere basi scientifiche.

 Valter Longo è un biochimico italiano che vive negli Usa e, sulla base di alcuni studi condotti sulle popolazioni più longeve del pianeta, (concentrate in alcuni specifici posti, tra i quali l'Ogliastra e un paesello dell'Aspromonte), ha partorito questa dieta che, dopo un'ospitata da Fazio, è schizzata direttamente in classifica.

 Cosa prevede?

 Se non avete la fortuna di appartenere a una famiglia di centenari e quindi la genetica non vi aiuta, potete lanciarvi nella dieta di Longo.

 Dovete diventare sostanzialmente dei pescetariani, evitando carne, uova e latticini e limitandovi al consumo di alcune tipologie di pesci, tanti legumi, tanta verdura e frutta.
 Dovreste mangiare solo tra le 8 e le 20 ed evitare di farlo almeno per le 4 o 5 ore prima di andare a dormire.
Non ho letto cosa succede ai dolci, ma immagino siano proibiti o che comunque, dovendo evitare burro, latte e uova siano fortemente ridimensionati.

 Inoltre, possibilmente, dovreste indagare su cosa mangiavano i vostri antenati e replicare. 

 Considerando che mia nonna materna mi racconta di quando ammazzavano il porco in campagna e che la cucina gallurese di mio nonno materno è piena di latticini caprini e salumi, immagino che debba rivolgermi alla parte paterna, una bella pizza napoletana, un crocché, delizia al limone e non ne parliamo più.

 Ve lo regaleranno, vi avviso.

PS. La cosa più affascinante di questo libro è stata scoprire, mentre cercavo info, l'esistenza dei cosiddetti nani di Laron, circa 350 persone discendenti da un unico antenato che soffrono di una sindrome genetica che li rende affetti da una sorta di nanismo con vantaggio. Il vantaggio è che non si ammalano di cancro e anche obesi risultano in perfetta salute.


LA PARANZA DEI BAMBINI, D'AVENIA ed ECCOMI:

 Se siete lettori forti e avete per amici e parenti parecchi lettori deboli, preparatevi al tipico regalo di chi non sa cosa rifilarvi, ma con un libro non si sbaglia mai.

 Il problema è che quando i parenti lettori deboli entrano in libreria, si rendono improvvisamente conto che sbagliare, in verità, è probabilissimo e non sanno a che santo votarsi.

  Dopo aver genericamente vessato il libraio con richieste come "Ho bisogno di un libro per fare una bella figura" "Devo fare un regalo ad un avvocato di bella presenza" o "Mi servirebbe un presente per il mio commercialista", (e nessuno riesce a cavargli altre informazioni su questi soggetti, se leggono, cosa, quando, perché), si rivolgono all'unica cosa riesca loro a dare conforto: la classifica.

 Da lì pescano poi o i titoli che conoscono o quelli che gli sembrano più convincenti.

Perciò sappiate che quest'anno il piatto offre: "La paranza dei bambini" di Roberto Saviano (per onestà devo anche far notare che "Il cavallo di ritorno" di Peppe Lanzetta aveva avuto lo stesso tema), "L'arte di essere fragili" del sexy prof Alessandro D'Avenia ed "Eccomi" di Safran Foer.

 Il primo, ormai lo sapranno pure i muri, parla di queste gang di ragazzini napoletani senza scrupoli nè futuro che vogliono fare i big money in breve tempo e vengono manovrati dalla camorra.

 Il secondo racconta del rapporto tra D'Avenia e Giacomo Leopardi, complessa figura letteraria che tutti leggiamo alle superiori senza capirla davvero (non ho letto il libro quindi non so dirvi se D'Avenia possa aiutarvi in tal senso, i libri precedenti mi lasciano dei dubbi).

 Il terzo è il solito romanzo ben scritto dal solito brillante scrittore americano con le solite origini ebraiche e il solito conflitto irrisolto verso la faccenda.


FUFFERIA AD ALTA GRADAZIONE:

 La fufferia quest'anno ha due solidi cavalli di battaglia a sostenerla: Litizzetto e Fabio Volo.

 La prima ha dato alle stampe il suo solito onesto libro, "La bella addormentata in quel posto" composto da capitoletti brevi su fatti di costume (o politica/costume) commentati in modo ironico.

 Un condensato dei minimonologhi che recita seduta sulla scrivania di Fazio. Hanno un loro pubblico, immagino saranno un interessante documento dei nostri tempi tra una trentina d'anni.
 Se saremo sopravvissuti s'intende.

 AAA Altissima probabilità che ve ne regalino almeno due, anche tre.

 Il secondo, forse preso dalla gravità degli impegni televisivi, ha trollato alla grandissima.

 Non avrete infatti impacchettato sotto l'albero il solito romanzo con un uomo pieno di trombamiche alle prese coi dubbi della vita, ma un libretto scritto in non più di cinque minuti.

 Dovete sapere che l'anno scorso ebbe un buon successo un libretto formato da una serie di lettere da compilare.

Bisognava scrivere una lettera a noi stessi tra dieci, venti o trent'anni, oppure ai noi stessi sposati, con figli e via dicendo.
 Poi, si sigillavano le lettere all'interno di alcune buste e si aprivano al momento giusto per scoprire chissà cosa pensavamo noi cinque o dieci anni prima o in caso di figli ecc.

 Era un'idea carina.

 Fabio Volo (o chi per lui) ha deciso di pseudoimitarla con un libro che, in verità, non definirei neanche tale, visto che è una sorta di taccuino in cui ti lascia pagina per pagina delle tracce.

 "L'ultima cosa a cui ho pensato prima di addormentarmi" e tu devi scrivere nelle righe vuote sotto, "La prima cosa a cui ho pensato quando mi sono svegliato" e tu che compili.

 Diciamo che va bene sfruttare la popolarità di un autore e va bene che nessuno deve essere Umberto Eco, ma il libro delle risposte ha più senso di questo libretto che andrebbe bene dato in allegato gratuito con Grazia a Ferragosto.

Auguri.


LIBRI SU HARRY POTTER E DOVE TROVARLI (SOTTO L'ALBERO):

Certi libriiii non finisconooooo, fanno dei giri immensi e poi ritornanoooooo

 Harry Potter quest'anno ha avuto un doppio ritorno di fiamma grazie alla sceneggiatura teatrale "La maledizione dell'erede" e a quella cinematografica di "Animali fantastici e dove trovarli".

 I potteriani di vecchia data e quella di nuova si sono riversati in libreria alla ricerca di qualsiasi libro o gadget magico accessibile ai babbani.

 Molti hanno appreso con dolore (e solo dopo aver comprato il libro) che entrambi i libri sono sceneggiature e no, non esiste il romanzo.

 Alcuni hanno allora fatto ricerche doviziose apprendendo infine che almeno di "Animali fantastici" esiste in realtà un libretto primigenio scritto anni fa dalla Rowling e che, misteriosamente, la Salani ha deciso di non ristampare lasciando inevase centinaia di richieste (problemi di diritti? Astuta secondo loro mossa commerciale per far acquistare la sceneggiatura del film che nulla ha a che spartire con libretto originale? Uno di quei misteri dell'editoria che rimarranno insoluti).

 Ebbene, se poco poco dimostrate inclinazioni verso la letteratura fantastica o semplicemente vi piace andare spesso al cinema, questi potrebbero essere i libri che vi ritroverete sotto l'albero.

 Magari in due o tre copie, magari li avete già sia in inglese o in italiano, ma insomma, Harry Potter è come la lasagna, chi ve lo regala sa che difficilmente potrebbe sbagliare.


VARIE ED EVENTUALI:

Se siete poco poco delle giovinette o giovinetti dediti alle storie romantiche e ai romanzi d'amore, sappiate che per andare sul sicuro vi regaleranno un libro che al 90% già popoleranno la vostra libreria.

 Trattasi di "Io prima di te" (o anche del suo seguito "Io dopo di te") la storia, se ho ben capito, di un uomo paralizzato e della sua spontanea e amorevole "badante" che riporta la gioia nella sua vita prima dell'inevitabile.

 Per la serie "la sindrome della crocerossina non passa mai di moda".


 Se invece siete considerati gli intellettuali del gruppo, specie se di genere femminile, anche quest'anno Alberto Angela, balzato come non mai agli onori della cronaca come sex symbol, ha donato al mondo il suo libro divulgativo "Gli occhi della Gioconda".

Parliamo del titolo inquietante
alla luce di questo orrendo 2016

Infine, tenete sempre presente la possibilità religiosa.


 Ho visto addirittura una sorta di gigacofanetto con le frasi di Papa Francesco e accessori vari, il Papa attuale ha infatti una florida produzione (sua e su di lui) che Ratzinger si sognava e il parente che tenta di convertirvi, (con la solida scusa che è Natale e festeggiamo la nascita di Gesù), c'è in ogni famiglia.

Cercare di non produrre una faccia sconcertata davanti al titolo dell'ultimo tomo papale sarà dura, ma ce la farete, credo in voi.


E voi? Avete paura? Avete già il sentore che alcuni di questi preziosi tomi alberghi sotto il vostro abete? Testimoniate!

martedì 22 novembre 2016

Lo scrittore che fa sangue. Quando gli scrittori hanno rubato il cuore di schiere di lettrici (e lettori), ammiratrici, groupie e fangirl. Da Socrate a Byron, fino al nostro moderno pantheon italico.

 In questo periodo concitato, mi sto appassionando, come mai mi è accaduto prima, ad Harry Potter.


Complici malanni vari e stanchezza da fine, io e la mia dolce metà stiamo passando praticamente tutti i sabato sera a casa e, fortunatamente per noi, in tv hanno deciso di passare l'intera serie di film (tra l'altro io ho una sorta di firewall che mi impedisce di andare oltre il quinto film, motivi vari mi hanno sempre precluso la visione dei successivi, vediamo se sfato la maledizione).


 Oltre a notare che Hogwarts ha un turn over di insegnanti e supplenti che nulla hanno da invidiare alla scuola pubblica italiana, nel secondo film faceva la sua comparsa Kenneth Branagh nei panni di Gilderoy Allock (nella nuova traduzione non so come l'hanno chiamato, ma, con tutto il rispetto per Bartezzaghi ho trovato l'idea di cambiare in modo purista tutti i nomi, assolutamente senza senso).

 Se vi ricordate, la madre di Ron ed Hermione rimangono completamente estasiate dal biondo capello e dal sicuro cipiglio del bellimbusto intento a presentare i suoi appassionanti libri di avventure.

 Ebbene, l'autore belloccio o comunque incanta-lettrici, è un archetipo molto vivo nell'immaginario femminile (etero) attuale.

 Esattamente come il libraio che fa sangue, anche lo scrittore ha ottime probabilità di riuscirci, sia nelle trame di romanzi vari ed eventuali, sia dal vivo.
 Di certo, numerosi fattori cospirano affinché ciò avvenga: un uomo piacente e/o affascinante, dedito alla scrittura, promette una profondità e sensibilità che si tende a non attribuire (anche per pregiudizio) al villoso uomo dedito ad a lavori normale come il tipografo o il fornaio (se ben ricordate, anche il buon de Gregori, per descrivere una donna poco sensibile usava la temibile perifrasi "ha un cuore da fornaio").

 Inoltre c'è sempre l'effetto groupie, che in genere non esiste nel mondo delle donne di successo.

 Se un uomo dimostra del genio, non si sa se c'entri la famosa faccenda dello scremare l'ideale padre dei figli, non si sa se bisogna tirare in ballo l'idea millenaria (e difficile da distruggere anche in parte del genere femminile) che noi donne si arrivi al successo sposando qualcuno di successo, fatto sta che in genere ha un nutritissimo seguito.

 E gli scrittori non sfuggono al teorema.

 Questo lungo preambolo è per giustificare questo post a cui penso da tempo: gli scrittori che nei secoli hanno fatto più strage di cuori sul loro cammino.

 Ovviamente si fa per scherzare, ma chissà che non scopriate libri, scrittori o cose realmente avvenute che vi sono sfuggiti!


SOCRATE IN MODALITA' GATTAMORTA:

Socrate
 Ok, tecnicamente Socrate non andrebbe inserito qui perché non ha lasciato nulla di scritto, ma lo inserisco ugualmente perché è grazie ad un altro suo avvenente allievo, Platone,( il cui vero nome era in realtà Aristocle, ma avendo "spalle larghe" i greci buongustai trovarono giusto cambiarglielo) che conosciamo il suo pensiero e le sue numerose conquiste.

 Ciò che si sa, è che Socrate aveva una moglie, Santippe, passata alla storia come una rompiscatole di prima categoria.

  In realtà, povera donna, doveva vedersela con un esercito di amanti, donne e uomini, incantati dall'intelletto di un uomo che la storia non vuole proprio uno splendore. 

 Un esempio si trova in quel capolavoro che è "Il Simposio".

 Socrate se ne sta pacifico sul suo triclinio a discutere della vera natura dell'amore, Aristofane (il commediografo proprio lui) disserta creando il celebre mito che vede gli uomini alla perenne ricerca della propria metà, un tempo attaccata alla propria schiena e poi perduta a causa degli dei invidiosi e gli altri a turno intervengono.

Poi, ad un certo punto, una vera scena da applausi.

 Arriva Alcibiade, generale ateniese, conosciuto per la sua avvenenza (e in seguito per una serie di eventi all'interno Atene vs Sparta tra cui "Lo scandalo delle erme", assurdo scandalo che vide la mutilazione dei genitali maschili delle "erme" cittadine, delle statue sacre che erano sostanzialmente dei pilastri sormontati da una testa ben scolpita e con i genitali), allievo di Socrate, che fa una pubblica piazzata perché, nonostante tutti i suoi tentativi, non riusciva a diventarne l'amante. 

 Il pezzo è favoloso, Alcibiade racconta tutti i suoi vani tentativi per farsi notare, dagli esercizi di ginnastica assieme, alla lotta da soli, loro che dormono vicini e Alcibiade lo invita a dargli una possibilità, mentre Socrate replica gattamorteggiando "Guarda, sei bellissimo fuori e se permetti io sono bellissimo dentro".

 Vi sembra surreale? Eccovi un pezzo (poi leggetevi il Simposio, capolavoro assoluto, greci popolo fantastico, altro che occidente progredito degli anni 2000):

"[Alcibiade sta parlando a tutti dei suoi infruttuosi tentativi di seduzione del buon Socrate]Quando dunque, o amici, si spense il lume e i servi furono usciti, mi parve che non fosse il caso di fare il sottile con lui, ma di dirgli liberamente quello che pensavo. Cosí lo scossi e dissi: “Socrate, dormi?”. “No” mi rispose. “Sai cos’ho pensato?”. 

“Che cosa mai?” disse. “Ho pensato – risposi – che tu se l’unico amante degno che io abbia e vedo che esiti a dichiararti. Ora, io la sento cosí: ritengo che sarebbe del tutto stupido se non ti compiacessi anche in questo come in tutto quello di cui tu avessi bisogno, dei miei beni e dei miei amici.  
Per me nulla è piú importante che divenire quanto è possibile migliore, e io credo che per questo nessuno mi può essere di piú valido aiuto che te. E certo di fronte alla gente che sa mi vergognerei di non concedermi a un uomo come te, molto di piú che di fronte al volgo ignorante, se ti compiacessi”.  
Egli mi stava a sentire e poi, con quella solita aria innocente ed ironica, tutta sua: “Mio caro Alcibiade – disse – rischi di non essere affatto sciocco se per caso son vere le cose che dici di me e se c’è dio sa quale potere in me che ti potrebbe rendere migliore. Ecco tu vedresti in me una irresistibile bellezza del tutto incomparabile pure alla grazia delle tue forme: se avendola scoperta cerchi di appropriartene barattando bellezza con bellezza, miri a guadagnarci non poco alle mie spalle! Via, in cambio di una bellezza apparente tenti di guadagnarci una bellezza vera e calcoli, alla lettera, di scambiare “oro con rame”.


D'ANNUNZIO SIRENETTO:

 Quinta superiore. 

La professoressa di italiano fa girare per la classe un libro di non ricordo quale argomento, ma che genera in noi alquanto sgomento: nelle fotografie al centro ecco che appare lui, sdraiato come un sirenetto con tutte le grazie al vento, il vate D'Annunzio.

 Non era un belvedere, in nessun senso, ma una di noi conosceva la celebre diceria per cui il poeta, al colmo della perversione, si era fatto estrarre due costole per diciamo soddisfarsi in solitaria. Non ho mai approfondito e non lo farò adesso.

 Quello che ci colpiva, in ogni caso, era l'impressionante stuolo di conquiste del buon Gabriele tutte nobildonne altolocatissime che gli morivano dietro. 

 Sorta di fanclub aristocratico a cui attingeva con poca discrezione e molto gusto, immagino farebbe impazzire le sciure bene anche della nostra epoca. 

 Si sa che Eleonora Duse fu uno dei suoi grandi amori e instaurò con lui uno di quelle deliranti relazioni che alla lunga logorano chi ce l'ha.

 Altresì, celebre fu il rifiuto della pittrice Tamara de Lempicka che lui tentò inutilmente di arpionare.
  Non era più un avvenente e irriverente giovane abruzzese e i denti marci non aiutarono l'impresa.


SCANDALOSO BYRON:

 Quando si pensa a un poeta maledetto ecco che la prima immagine è la sua: Byron.

 Il poeta romantico per eccellenza (NB. Se vi chiedono di immaginare una poetessa maledetta cos'è che sale alla vostra mente? Cose non lusinghiere immagino), morto giovane, sempre in viaggio per l'Europa, alla disperata ricerca di un'avventura e di nuove passioni, preso nel gorgo di amori ambosessi tempestosi e mai definitivi.

 Nell'ingessatissima società inglese, Byron si guadagnò una pessima fama, ebbe una storia con la sua sorellastra (e anche una figlia), mieteva gentiluomini col suo fascino (e anche accuse di immoralità varia) e si accasò insensatamente con una nobildonna appassionata di matematica.

 Dalla loro infelice e breve unione nacque Ada Lovelace, una delle madri dell'informatica, (sua madre la condusse disperatamente sulla strada delle scienze, terrorizzata che seguisse l'esempio paterno).
 Sempre in viaggio, destò la passione, fortissima e disperata, della sorellastra di Mary Shelley, Claire Clairmont, da cui ebbe la sua terza figlia e che mai si rassegnò alla fine della loro storia.

 In Italia, conquistò il cuore di una giovane contessina che però non poteva frenare la sete di vita e di conquista del poeta che ebbe il tempo, prima di morire, di andare in Grecia e far strage di cuori locali (generalmente maschili).

 Personalmente ho i miei seri dubbi che una personalità tanto eclettica sarebbe ben vista anche nel nostro mondo attuale, pericolosamente volto a una moralizzazione dei costumi sempre più soffocante.
 Intanto, te la sei goduta, Byron!


SARTRE E IL MIELE ADDOSSO:

 Sartre è la  prova provata che l'avvenenza non necessita necessariamente un viso accattivante.

 Leggendo l'autobiografia di Simone de Beauvoir che fu sua compagna di vita dall'università fino alla morte in un rarissimo esempio di coppia aperta riuscita, si evince che monsieur Jean Paul aveva, come si suol dire dalle mie parti "il miele addosso".

 Voi direte, vabbeh, il fascino dell'esistenzialista famoso, macché Jean-Paul rimorchiava ben prima di dare alle stampe "La nausea" e con una facilità che aveva dello sconcertante.

 Si trattava, immagino, dello stesso fascino che si attribuisce a Zelda Fitzgerald che dalle foto sembra una donna graziosa, ma senza particolare charme, ma che invece, dal vivo, aveva quel certo non so che, che la rendeva irresistibile e la pellicola non riusciva in alcun modo a catturare.

 Com'era e come non era, se da giovanissimo le donne stentavano a resistergli, la processione di donzelle continuò fino alla morte, come descritto da una Simone de Beauvoir in modalità "che mi tocca fare" ne "La cerimonia degli addii".

 L'esistenzialista, ben lungi dal riguardarsi, sbevazzava e si intratteneva con donzelle in adorazione, nonostante le rimostranze di Simone.
Sex symbol alternativi.


IL MAGICO PANTHEON ITALICO CONTEMPORANEO:

Alessandro D'Avenia in modalità principe delle fiabe
 Spremetevi le meningi e ditemi se vi viene in mente il volto di una scrittrice italiana. Forse, immagino, Michela Murgia e Susanna Tamaro. Fine.

 Se vi nomino: Andrea De Carlo, Marco Cubeddu, Alessandro D'Avenia, Niccolò Ammaniti e Paolo Giordano, scommetto che improvvisamente si accenderanno molti campanelli e non casualmente.

  Essi rappresentano tutti, a modo loro, l'archetipo dello scrittore italiano giovane/di mezza età che tanto attecchisce nell'immaginario di quell'essere mitologico e avido lettore che abbiamo imparato a conoscere in questi anni sul blog: la sciura.

 De Carlo (assieme ad Alessandro Baricco, non dimentichiamolo) è stato un po' il precursore delle sciure in modalità fangirl.

Andrea de Carlo
 Maglione a collo alto o maglietta della salute nera d'ordinanza, sguardo che promette mondi interiori sconosciuti, pose plastiche col viso sfuggente e lo sguardo perso di chi sa.

 La storia d'amore con Eleonora Giorgi, dev'essere stato il tocco da maestro nell'immaginario di molte: la donna di spettacolo e lo scrittore ombroso, proprio come un film, o un libro.

 I suoi degni epigoni sono il boccoluto professore Alessandro D'Avenia, il giovane vincitore di premio Strega Paolo Giordano e il wannabe dandy Marco Cubeddu.

Cubeddu by Eva Poison
Se i primi due era difficile ignorarli, il terzo mi è stato disvelato da Pechino Express ed è interessante avendo un papabile bacino di fangirlanza completamente diverso. D'Avenia e Giordano rientrano sempre nel magico mondo della sciura e delle loro figlie, così perbene, così biondi, così profondi.

 Cubeddu si propone invece in modo pop: barba incolta, iban sulla maglia, scrive libri pulp, ma dirige (ebbene sì tenetevi forte) la rivista "Nuovi argomenti".

 Tocca quindi il cuore delle lettrici sensibili al fascino indie, da nicchia, da fuori classifica, ma con stile e menzione speciale.
 NB Avendo un passato da pompiere precario, ho scoperto che ha anche un suo nutrito gruppo di fan nella comunità gay.

 La variabile psicologo.
Non esattamente scrittori, ma anche loro dotati della bacchetta magica della conoscenza dell'animo umano, gli psicologi, se dotati di un presente adeguatamente fascinoso, possono avere un seguito che non ha nulla da invidiare agli scrittori.

Massimo Recalcati
 Precursore assoluto fu Raffaele Morelli che in uno dei suoi ultimi libri ha commesso l'errore di mettere in quarta di copertina una sua foto allo stato attuale, ossia assai invecchiato. 
 Non c'è nulla di male a farlo, ma assicuro che lo stacco dalle foto precedenti era tale da far rimanere basita più di una sciura. 
 Ora ha recuperato e ha messo foto più capisco non capisco.

 Attualmente una stella brilla fulgida nei cuori delle sciure più sensibili: Massimo Recalcati. 

 Le sue presentazioni sono affollate da queste sue coetanee tirate a lucido, col capello fluente e l'aria grave di chi cerca il Lacan dentro di sé e pensa di aver qualcosa di profondissimo da offrire.
 Altro che rockstar.

Ovviamente si fa per ridere. Se anche voi avete sex symbol da proporre nel pantheon degli scrittori passati, presenti e futuri, testimoniate pure!

venerdì 3 ottobre 2014

In onore della Banned Books Week (in ritardo). L'uomo e la sua fissazione per la censura dei libri: trattati immaginari, senatori permalosi, maghetti cristianizzati e lesbiche damnate. Perché una cosa si è sempre saputa: il sapere è libertà!

In America a fine settembre c'è stata la settimana dei banned books, i libri censurati nella storia. 
 Avevo intravisto la notizia su internet, incamerata e giurato su fb (per chi segue la pagina) che avrei fatto un post. Poi mi sono persa a inseguire le farfalle e nel frattempo pure qualcuno di Repubblica.itte si è svegliato e mi ha preceduto bruciandomi il post pubblicando una lista di 15 tomi salvati dalle grinfie della censura. Ora, loro la fanno un filino tragica dicendo che avremmo anche potuto non leggere maimai questi libri, (un modo per leggere cose proibite si è sempre trovato, anche prima del deep web) e io avevo già scritto tempo fa un post su alcuni libri vittime di censura 
Ma repetita iuvant e sono talmente tanti i libri che qualche potere forte (più serio del club Bilderberg s'intende, tipo la Santa Inquisizione) ha cercato di far sparire e/o censurare da poter ripetere l'argomento senza tema di ripetersi o copiare.
 Pronti a sprofondare nel magico mondo della censura? Let's go!


"IL POZZO DELLA SOLITUDINE" di RADCLYFFE HALL:
 L'elenco di Repubblica ricorda la censura di numerosi libri a tematica gay, ma maschile. Eppure anche le storie lesbiche non hanno avuto vita facile. Una delle vicende editoriali più travagliate le ha vissute probabilmente "Il pozzo della solitudine" di Radclyffe Hall, una storia rimasta celebre tra la popolazione lesbica per essere stata la prima ad osare un accenno di vita sessuale tra le protagoniste con la celebre frase "e la notte non rimasero divise". 
 L'intera vicenda che narra le drammaticissime vicissitudini della protagonista Stephen (cresciuta dai genitori come un maschio tipo Lady Oscar e poi in preda ad una tragedia sentimentale via l'altra, con tanto di coppie lesbiche suicide a Parigi e condanna della società tutta), venne pubblicata in Gran Bretagna nel 1928 e immediatamente messa al bando. Nonostante la levata di scudi di molti intellettuali dell'epoca, tra cui Shaw e la stessa Virginia Woolf l'editore fu costretto a ritirarlo e si poté leggere di nuovo solo vent'anni più tardi, nel 1949. Ironia della sorte, la protagonista, Stephen, trovava un riscatto dalle angherie e angosce subite per il proprio orientamento sessuale, nel diventare una scrittrice di successo, apprezzata in tutta Europa.

TRATTATO DEI TRE IMPOSTORI:
  Si tratta di un trattato che accusa i fondatori ideali delle tre religioni monoteiste, Mosè, Gesù e Maometto, di essere appunto tre impostori le cui invenzioni avrebbero ottenebrato le menti delle masse, e che nel corso dei secoli è stato attribuito a chiunque, da Averroè a Pier delle Vigne, dallo stesso Federico II (accusato dal Papa di averlo scritto) a Tommaso Moro (che si affrettò a scrivere un trattato antiateista per allontanare da lui il sospetto), da Aretino a Boccaccio fino a Spinoza. 
Di tutti i libri vittime di censura questo merita indubbiamente una menzione particolare per la sua storia a dir poco assurda.
 In realtà infatti la dicitura "tre impostori" è antichissima, e a seguito di essa si era creata la leggenda che esistesse anche un trattato collegato che però nessuno aveva mai letto né visto. Incredibile, ma vero, infatti per secoli chiunque si è accanito su un libro fantastico che non era mai stato scritto ed esisteva solo nell'immaginario comune.
 Poi ecco spuntare all'alba del 1700 col titolo di un testo di Spinoza, "La vita e lo spirito", il famoso trattato (che venne poi rinominato col suo vero nome dalla seconda edizione in poi).
 Nella prefazione si raccontava di come questo manoscritto inseguito da chiunque per secoli fosse infine affiorato dalle nebbie del tempo quando un soldato tedesco facile all'alcol, aveva cercato di vendere alcuni libri trafugati dalla biblioteca dell'elettore di Sassonia. Tra di essi c'era proprio lui, "Il trattato dei tre impostori", che l'anonimo prefattore si sarebbe fatto prestare e avrebbe copiato alacremente per poi darlo alle stampe.
 Poiché l'unico codice precedente è un falso cinquecentesco e lo stile appartiene all'epoca in cui fu pubblicato, si ritiene a ragione che semplicemente, qualcuno (in molti sostengono Spinoza) avesse dato infine corpo ad una fantasia e un'ossessione europea.
 Probabilmente è l'unico caso in cui una censura immaginaria ha dato vita ad un libro in carta e inchiostro.

CREMUZIO CORDO: 
Tiberio
 Vi direte, ma chi è questo qui? Cremuzio Cordo è probabilmente la prima riconosciuta ufficialmente, s'intende, vittima della censura occidentale. Narra Tacito come questo storico del I sec. d. C. fosse condannato per un "novo ac tunc primum auditum crimine", ossia per aver osato descrivere in modo un po' troppo lusinghiero, nei suoi Annales, le imprese di Bruto e Cassio. L'opera, riscontrò il favore di Tiberio, ma non quello di alcuni senatori che fecero in modo di bruciarla e spingere al suicidio lo storico. Era il primo caso di lesa maestà collegata ad una sorta di "reato d'opinione". La figlia dello storico, Marcia, mise in salvo comunque alcuni capitoli che vennero poi successivamente pubblicati in forma accuratamente rivista.
 Ai fini della storiografia romana fu un evento molto importante perché al processo che Cremuzio Cordo subì perse non solo lui, ma un caposaldo della storiografia romana: la necessità di un'obiettività nella narrazione della storia, svincolata dalle richieste del potere. 

HARRY POTTER:
 Ebbene sì, un po' in tutto il mondo che la Rowling se l'è vista brutta. 
 In quella strana nazione che sono gli Stati Uniti, ora libertaria fino all'assurdo, ora puritana e chiusa fino al medioevo, i libri del maghetto sono stati al primo posto tra i titoli più censurati nelle biblioteche delle scuole pubbliche americane. 
 Banditi nelle americhe da solerti pastori protestanti e negli Emirati Arabi perché considerati in entrambi i casi in contrasto con i precetti religiosi, i libri hanno visto persino l'attuale papa emerito Ratzinger entrare forse sì e forse no in campo. 
 Nel 2003 Gabriele Kuby, scrisse un libretto dal titolo "Harry Potter, bene o male?", che voci mai documentate affermano avesse incassato il beneplacito di un perplesso e attento alle delicate menti dei pargoli, Benedetto XVI. Realtà o strategia editoriale? Chi può dirlo.
 (Giusto stamattina però ho letto l'inquietante notizia di una madre americana che avrebbe riscritto Harry Potter in chiave cristiana. Egli non va a scuola di stregoneria, ma di preghiera e combatte Voldemort, un perfido tizio impegnato ad impedire ai cristiani di professare la propria religione. Spero vivamente sia una bufala).

"FAHRENHEIT 451":
 Anche la distopia sui libri per eccellenza ebbe qualche problema con la censura. 
 Lo stesso Bradbury ha ammesso che il libro, scritto in pochissimi giorni in una biblioteca pubblica in cui affittava uno studiolo per qualche ora tutti i pomeriggi (raccontato in "Lo zen e l'arte della scrittura"), era in qualche modo ispirato all'allora pesante periodo maccartista, dove chiunque poteva essere sospettato di presunte simpatie comuniste. Tale frangente influenzò molti artisti dell'epoca, tra cui Bradbury che descrisse il clima oppressivo dell'ansia di controllo dello stato sulle menti dei propri cittadini portata ai suoi estremi. Proprio per questa critica sottile lo scrittore non riusciva a trovare un editore che avesse il coraggio di pubblicarlo, venne poi edito a puntate nel 1951 dalla rivista "Galaxy".
 In qualsiasi caso, è il libro che io darei da leggere a chiunque in occasione di questa settimana dei banned books. Il controllo della conoscenza è cosa molto seria.

"ULISSE": 
Sylvia Beach e James Joyce
 Strano che nell'elenco manchi dei 15 tomi manchi proprio lui, l'"Ulisse" di Joyce, di cui si deve la pubblicazione solo al coraggio di due coppie di donne che subirono processi per oscenità a catena.
 Non si trovava infatti nessuno disposto a pubblicare un romanzo considerato scandaloso per l'epoca. 
 Furono infatti Margaret Anderson e Jane Heap, che insieme avevano portavano avanti il poderoso lavoro della rivista letteraria "The little review" a pubblicarne i primi capitoli. A seguito di ciò furono processate, persero la causa e tutti i numeri della loro rivista vennero bruciati. 
Nel 1929, strette da mille pressioni, pagarono il loro coraggio ponendo a malincuore fine alle pubblicazioni. Passarono il testimone ad un'altra coppia di donne, Adrienne Monnier, giovane libraia e scrittrice parigina e Sylvia Beach, americana che giunta a Parigi, scoprì per caso i lavori della Monnier, andò a cercarla e se ne innamorò. Insieme fondarono la celebre libreria "Shakespeare & Company" e pubblicarono il famoso e temuto "Ulisse" in tiratura limitatissima. Il libro circolò in forma clandestina fino al 1932 quando Joyce, senza neanche avvisarle, firma con un importante editore americano che dovrà poi vedersela con una lunga serie di processi per oscenità. La storia talvolta non premia il coraggio. Il libro divenne poi un bestseller e la libreria, nonostante gli sforzi di artisti come Hemigway, dovette chiudere.

 Ce ne sono millanta di libri censurati, da farne decine di post. Mi impegnerò in futuro non temete!

mercoledì 27 novembre 2013

Libri da leggere prima dei trenta. Da Tolkien alla trilogia di Calvino, da Harry Potter a Salinger i tomi che sarebbe meglio leggere prima di passare la fatidica soglia di non ritorno.

Per chi si fosse perso il perdibilissimo film, si tratta
di un'immagine de "Il ritratto di Dorian  Gray".
In questi giorni di assoluto (per me) caos, ho scovato su fb un post molto carino: cose che provano che sei terribilmente vicino ai 30 anni.. Con mio sommo orrore mi sono resa conto che vengo colta in fallo in quasi tutti i punti (quelli che eludo sono principalmente cose di cui non me ne è fregato nulla). Che fossi sulla soglia dell'età adulta me ne ero resa conto già l'anno scorso, quando ad un Capodanno ad Amsterdam a fare mille pazze pazze follie con l'amica fricchettona che ognuno di noi ha, ho preferito Siena con tanto di abbontante visita ai monumenti. Il momento in cui preferisci una città d'arte ad un ostello con camerate da sedici, ubriacature moleste e notti deliranti, è il sintomo più chiaro che l'età adulta sta arrivando.
 Qualche tempo fa su anobii avevo avuto una discussione con un ragazzo di 16 anni che non era concorde con la mia recensione di un libro, gli dissi che a mio parere non poteva essere obiettivo perché non aveva l'età giusta per capire. Se la prese malissimo perché pensò che lo trattassi da cretino (io alla sua età avrei fatto la stessa cosa), ma è una questione di cui sono convinta: certi libri, certe canzoni, certi argomenti li capisci e li apprezzi solo se capitano all'età giusta.
 Se leggi troppo presto un libro non lo capisci fino in fondo, se lo leggi troppo tardi è ancora peggio perché hai perso il sacro momento e non tornerà più.
Io non sono della scuola di Giorgio Faletti, le cui parole, poste dietro alla sua ultima umilissima biografia "Re Giorgio" recitano: "Mi sento un ragazzino. Sul mio epitaffio scriveranno qui giace Giorgio Faletti, morto a 17 anni. Ho tanta energia e voglia di mettermi in gioco. Non ho paura di rischiare." 
 Questi sessanta-cinquanta-quarantenni che si sentono tanto ragazzini sono secondo me la rovina del mondo. Se hai 40 anni devi sentirtene 40 e non vuol dire che ti senti vecchio, ma che sei una persona che si comporta, pensa, cresce e legge come un quarantenne, altrimenti è un attimo che mentre gigioneggi in giro surfando come un diciottenne, il mondo fallisce.
 Vabbeh, tutto questo per dire cosa? Che ci sono dei libri che, se siete prima della fatidica linea di demarcazione dei 30 anni dovete assolutamente avere GIA' letto. Dopo, fidatevi di me, sarà troppo tardi. Ma andiamo a vedere i casi più comuni.

IL GIOVANE HOLDEN:
Il giovane Holden fa parte di quei libri che sarebbe meglio leggere prima dei 25 anni addirittura, dopo se ne apprezza la scrittura, ma certo non il contenuto. I romanzi di formazione danno il meglio di loro se sei ancora dentro alla fase di trasformazione (anche se ritieni che non ti riguardi o non te ne rendi conto), altrimenti rischi persino di cadere nella trappola del vegliardo che giudica il protagonista. "Eh, figlio mio, ma pure te, non lo capivi che il professore ci stava a provà?" "Ragazzo mio, ma tutti questi problemi dai a tua madre con le disgrazie che ha avuto?". 
 Il romanzo di formazione contiene anche un errore inverso: leggere troppo giovani un romanzo di formazioni future.
 Lessi anni fa, inconsapevolmente, "Solitudini imperfette" di Andrea Mancinelli. Dovevo rendermi conto che era un errore sin dalla copertina con un triste spazzolino abbandonato nella penombra. Una tragedia in cui un fresco trentenne fa tutto quello che ci aspetta da lui nella Milano da bere: il manager, tanto sesso, tanti aperitivi e tanti rimpianti. Ah, se non mi fossi lasciato sfuggire l'amore della mia vita! Ah, se non fosse morto il mio migliore amico! Una Caporetto dei trent'anni in piena regola. Appena chiuso, speravo che per me non arrivassero mai, anche se l'unica alternativa era la tomba.

HARRY POTTER:
Ok, lo so, ci sono diverse correnti di pensiero al riguardo, ma secondo me Harry Potter va sicuramente letto prima dei trent'anni. Alla stregua de "Il piccolo principe" sta diventando una di quelle saghe feticcio del cliente che non smette MAI di sognare. Se ritenete a 40 anni che il vostro libro preferito sia "Harry Potter e la pietra filosofale" c'è qualcosa che non va e non perché non mi piacciano strillettere e caramelle tutti i gusti più uno. Harry Potter è il classico libro senza sottotesto: vuole significare solo ciò che è. Ha tanta fantasia, ma nessun messaggio particolare. Sì, il bene vincit omnia, Harry Potter sopravvive grazie all'amore di sua madre e l'amicizia è il vero collante della vita, ma queste sono verità assolute che valgono solo se hai meno di una certa età, dopo sai benissimo che non è così e certo non perché di colpo diventi cinico. Minerva McGrannitt non ha problemi sentimentali e manco una vita privata e non è nemmeno la metafora di un sentimento o di un'idea superiore. Hermione Granger si sposa col suo migliore amico e diventa un pezzo grosso del ministero della magia, non ha intralci nel suo luminoso cammino. Harry ha una cotta della bandiera per Chang prima di accasarsi in via definitiva a 18 anni. Voldemort è kattivo perché aveva un problema col padre e perché era kattivo, ma non ha una vita interiore di nessun genere.
E', manco a dirlo, un libro per bambini al massimo ragazzi (sono pure generosa a metterlo prima dei 30, andrebbe letto prima dei 20).

LA TRILOGIA DI ITALO CALVINO:
E' INDISPENSABILE leggerla prima dei trenta. Non perché Calvino non sia bello dopo, Calvino è bello sempre. Semplicemente non ci si può appassionare con lo stesso struggimento, partecipazione e convinzione alle tre storie allegoriche. Qui c'è il sottotesto che manca ad Harry Potter, ma è un sottotesto che si può apprezzare pienamente solo prima che la vita venga a convincerti che no, le cose non funzionano proprio così. Puoi forse capire la magia della frase che tutti gli adolescenti vittime delle letture scolastiche (di cui io sono una fervida sostenitrice) si sono prima o poi scritti sul diario: "Certe volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane"?
 No, un trentacinquenne non può più (può rimpiangere di non averlo fatto prima) e in realtà neanche il sedicenne col diario capisce le tanti sottili metafore de "Il barone rampante" apocalittica metafora su chi è disposto a modellare pervicacemente la propria vita secondo un'idea o una vocazione inoppugnabili. Quanti ci riescono? Quanti anni si hanno a disposizione per non leggere "Il barone rampante" con la spinta a voler fare sempre meglio, a seguire le proprie convinzioni, a fronte del tempo sterminato che ci resta per rimpiangere di non averlo fatto?

IL SIGNORE DEGLI ANELLI:
Ecco papabili risultati di una tarda lettura di Tolkien.
In verità "Il signore degli anelli" è un libro che va maneggiato con cura. Sarebbe meglio leggerlo prima dei trenta perché si è ancora abbastanza lucidi da prenderlo per quello che é: un libro di fantasia. 
 Dopo una certa età, quando si è ormai disposti ad attaccarsi a tutto pur di trovare un senso alla propria vita, rischia di diventare una guida per l'esistenza per più di una persona. I casi clinici al riguardo possono diventare due: il nerd in età avanzata o l'uomo (principalmente son uomini le vittime) convinto che Tolkien ne sappia più della Bibbia.
 Il Nerd in età avanzata, convinto che debba trovare una passione che dia una sferzata di energia alla propria esistenza, se non si dà all'oratorio può trovare grandi alternative nel grande mondo degli appassionati del fantasy, una congrega di cui parlerò, aperta e criptica al tempo stesso, che parla solo nel linguaggio cifrato dei giochi di ruolo. Se un trentacinquenne legge Tolkien e in contemporanea un suo amico gli fa conoscere Dungeons&Drangons è un secondo che inizierà a cadere in un vortice che implicherà "Il trono di spade" (altro grande portale per entrare nel mondo degli old nerd), "Star Trek", "Star wars", modellini per giocare a Warhammer e vestiti per picchiarsi nei boschi vestiti da elfo.
 L'uomo convinto che Tolkien ne sappia più della Bibbia, mantiene invece un comportamento più composto, ma rischia di citarti il sommo nelle occasioni più imprevedibili, per poi scuotere saggiamente la testa quando cerchi di comunicargli che, passi "Il signore degli anelli", ma "Lo Hobbit" è davvero un libro per bambini.
 Stolti, siamo solo degli stolti ai suoi occhi.

 E voi? Ritenete ci sia qualche libro da leggere assolutamente prima dei trenta? Comunicatemelo che inizio a darmi da fare!
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