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giovedì 15 giugno 2017

Non di sola avventura e antichi vasi vive il lettore uomo! La nobile arte del chicken -lit tra Volo, Gungui e Verga. Perché anche gli uomini hanno un palpitante cuore.

 Chiunque abbia studiato Verga alle superiori, ossia davvero chiunque, potrà ricordare la reticenza con cui i professori si riferivano ai suoi primi lavori.

 La mia professoressa che era bravissima, ma aveva diciamo idee particolarmente decise su alcuni aspetti della letteratura italiana (Carducci faceva orrore al grido di "Noi con la pargoletta mano e in Francia Baudelaire!", Dante uber alles, manieristi alla Giovan Battista Marino tutti al rogo e Tasso troppo erotico).

 Verga era una delle sue vittime o, perlomeno, lo era quella sua prima, ai suoi occhi, vergognosa produzione.

 Cosa faceva il buon Verga? Scriveva appassionate e ardenti storie d'amore che in genere finivano malissimo.

 Prendiamo "Eva", storia di una ballerina che rinuncia agli splendori del palcoscenico per amore, salvo rendersi conto che il suo amato era affascinato proprio da quelli. Oppure "Tigre reale", una contorta storia di doppio tradimento a base di contesse russe, cugini innamorati, bambini in fin di vita e ardimenti vari (ovviamente con morto finale).

 Ecco, di questa produzione, la mia professoressa non voleva parlare. Troppo vergognoso era che il padre del verismo avesse indugiato, in gioventù, in amorazzi e amorini.

 In generale non è che si studia mai in letteratura la narrativa di puro intrattenimento. 

 Dell'esistenza di un best seller ante litteram come "I beati Paoli" ho saputo ben dopo le superiori e i vari Moschettieri, "Conte di Montecristo", "Ivanhoe" ecc. li ho letti per conto mio.
 Non so, forse faceva brutto sapere che Dumas si dilungava perché veniva pagato a puntate e non perché sentiva "l'urgenza" o "il sacro fuoco" della scrittura o anche "l'inveterato studio" o "i continui rimandi letterari con la tradizione precedente".

 Se poi almeno Dumas o Stevenson venivano almeno accennati per meriti storici, il più commerciale di tutti i generi, la cosiddetta "narrativa rosa" non viene mai nominata, orrido spettro composto da trame tutte uguali, donzelle sospiranti e villosi uomini.

 Io non sarò ipocrita, non ne leggo e non mi piace.

 Ogni tanto su fb posto delle trame che trovo particolarmente assurde, ma lo faccio per un motivo: penso che per quanto io non ne legga e non mi piaccia, anche la narrativa d'intrattenimento possa essere fatta bene e abbia, come tutti i generi, una soglia verso il basso che è un po' triste superare (tipo la ragazza che si sente moderna, ma dopo aver rifiutato uno spasimante, lo trova di colpo affascinante perché lui è abbastanza ricco da offrirle un posto di lavoro).

 In ogni caso, non penso che chi legge narrativa rosa sia uno sciocco, anche io leggo tanta narrativa d'intrattenimento, di altri generi. Invidio chi riesce a mantenere un costante livello culturale altissimo, ma ammetto che faccio fatica a leggere sempre classici o nuovi romanzi americani o alta letteratura.
 Certe volte devo decomprimere.

 A questo punto, dopo questo lungo preambolo, arriviamo al titolo del post: la nobile arte del cock lit.

Persino i romanzi del ciclo bretone e
di quello arturiano avevano l'amore come tema portante,
 assieme all'avventura.
 Che le donne leggano più degli uomini è un dato di fatto, che sia sempre così è un altro. Il tracollo arriva durante o subito dopo le superiori: gli uomini fanno un picco verso il basso allucinante.
 Perché?

 Uno dei motivi potrebbe proprio nascondersi nell'esistenza stessa della narrativa rosa. 

 Le donne che continuano a leggere non è che si assestano tutte su letture alla Joyce o alla Mishima, moltissime si gettano sul fortunato filone della narrativa rosa, ossia narrativa leggera e d'intrattenimento (tra l'altro, negli ultimi anni, cavalcatissimo nell'under 18 che, non a caso, sta diventando un sottofilone della rosa, escludendo i lettori maschi a priori).

 Si può discutere sul fatto che non necessariamente, nonostante il nome, la narrativa rosa debba avere un pubblico femminile, ma capisco anche che come io non riesco a trovare appassionanti storie in cui donzelle svenevoli si gettano tra le braccia del primo imprenditore venuto, neanche un uomo trovi particolari elementi d'identificazione.

Cosa rimane allora d'intrattenimento agli uomini? Avventura alla Wilbur Smith o Cussler, il romanzo storico alla Manfredi, tanti gialli (almeno quelli) e fumetti (ovviamente non tutti i fumetti) se ne leggono.
 Il guaio è che, a scanso di tutti i miti sulla virilità, non è detto che se sei un uomo devi per forza amare le ricostruzioni romanzate di "300" o le storie di pirati o di archeologi che portano in salvo l'antico vaso mentre si fanno la collega di turno.

 Magari ci sono uomini che un chick lit non se lo leggerebbero, ma il libro di un uomo medio di 30-40-45 anni, con molti dubbi sulla vita, amori che vanno e vengono fino all'apparizione del GRANDE amore, dubbi sul fatto di avere progenie o meno, insomma un libro in cui riconoscersi lo comprerebbero.

 Magari l'hanno già fatto decretandone il successo. Magari l'autore si chiama Fabio Volo.

 Ecco, direi che come recitava Moretti, le parole sono importanti. Esiste una parola per definire il genere d'intrattenimento leggero a base amorosa (ma non sempre sempre) rivolto alle donne, ma non esiste una parola per quello maschile. Non esiste il filone e i libri, non molti ma molto venduti, rischiano di perdersi nella massa.

Partendo dalle massime biblioteconomiche per le quali "ogni lettore ha il suo libro" e "ogni libro ha il suo lettore", buttare un libro nei millemila che uno può trovare in libreria senza dare un orientamento al lettore è suicidarlo.

 Esiste, secondo me, un pubblico di uomini che vuole storie d'intrattenimento, anche sentimentali, in cui riconoscersi, ma che non trova quasi niente. Sì Volo, i nuovi libri di Fausto Brizzi, il vecchio Cattelan, ma davvero poca roba.

 Il nuovo libro di Gungui, "Tutto il tempo che vuoi", ed. Giunti, secondo me, fa parte di questo nuovo genere che, parafrasando i "chick lit", chiamerei "chicken- lit".

In un primo tempo volevo chiamarlo cock-lit, ma ho scoperto
che anche cock è una parolaccia
 Sono stata a un incontro tra autore e blogger e mi sono trovata un po', molto, fuori posto. Non è un brutto libro ovviamente, ma non è un libro che io avrei letto.

 Si tratta della storia di Franz che ha una lunga relazione da cui vorrebbe un figlio e lavora come editor.

 Un giorno la compagna, dopo mesi che questo figlio tarda ad arrivare, lo lascia e, per giunta Franz perde il lavoro.
 Che fare? Inizia quindi un anno fatto da nuove relazioni, un forse nuovo lavoro da cuoco a domicilio, un nuovo Grande amore e tante avventure.

 Il tono è leggero, le blogger presenti all'incontro tutte donne. Eppure il libro affronta, tra gli altri temi (senza pesantezze eh), quello dei nuovi compagni di madri separate e la sterilità maschile. Temi che, va bene tutto, ma parlano di certo anche a un pubblico maschile.

 Mi sono resa conto quindi che il libro doveva essere guardato da un'altra prospettiva
 Io non lo avrei mai letto, ma sono certa che molti uomini lo farebbero se non lo trovassero avvolto dalla confezione di "libro per lettrici" o "narrativa rosa".

Capisco che è un genere di vendita certa, ma è anche vero che finché non si allargherà la base dei lettori, non si venderà mai di più. Venderai sempre la tua sicurezza e magari ogni tanto un titolo sarà particolarmente fortunato.

 Ma cosa accadrebbe se si formasse un nuovo genere? Se il chicken-lit avesse non dico pari, ma anche solo la metà del successo della sua controparte femminile.

 Ho provato a chiedere a Gungui quale pubblico immaginasse per il suo libro.

 Prima, d'istinto credo, mi ha risposto che "In Italia i lettori sono le lettrici". Poi però, quando ho fatto presente che è un libro che tratta temi molto maschili, ha aggiunto "Facendo ricerche per il libro sulla sterilità, mi sono reso conto che ne parlano quasi solo donne, i maschi sono pochissimi. Da un lato è un argomento tabù, ma dall'altro sono convinto che ci sia un'emotività maschile che non trova risposte nei libri".

 Ecco, penso che bisognerebbe arginare quel tracollo post superiori che hanno gli uomini nella lettura. Forse se uno smette di pensare per loro storie solo piratesche o quiz su Totti si può fare un passo avanti.
 Insomma, può essere che, anche se non lo dicono ancora apertamente, che pare brutto, anche gli uomini siano dei sentimentali.

 Che la battaglia per l'istituzione del cock lit abbia inizio!

giovedì 15 dicembre 2016

I libri che quest'anno vi ritroverete sotto l'albero! Diete longevissime, occhi giocondi, Fufferia ad alta gradazione, saghe che fanno giri immensi e ritornano e una strana ironia papale.

 Ebbene, ormai giunto alla sua quarta edizione, questo post natalizio che vi prepara alla migliore delle poker face davanti ai libri che parenti e amici vi propineranno sotto l'albero, è una tradizione.

 Come fare se gli zii che vedete solo durante le feste e non leggono manco per sbaglio vi hanno chiaramente regalato un libro che freme sotto l'abete in soggiorno?

 Come prepararsi al più perfetto e riconoscente dei sorrisi?

 E come mascherare il WTF davanti al tomo che vostro fratello o il vostro innamorat*, che solitamente leggono solo i foglietti dei medicinali per capire se l'aspirina induce sonnolenza, vi hanno regalato con tanto amore usando violenza alle loro membra trasportate in libreria?


 Niente paura! Anche quest'anno vi aiuto io!

 Siete pronti a scoprire cosa vi attende? Voliam!

LA DIETA DELLA LONGEVITA' di Valter Longo:

 Mettiamola così, se vi sta a cuore il cenone della vigilia e il pranzo di Natale e poi il cenone di Capodanno, il pranzo del primo dell'Anno e la Befana, aprite questo libro direttamente il 7 Gennaio.

 E ve lo regaleranno perché dopo la Dukan e la dieta del gruppo sanguigno di Mozzi e derivati, è la nuova moda che però, al contrario delle prime due, sembra avere basi scientifiche.

 Valter Longo è un biochimico italiano che vive negli Usa e, sulla base di alcuni studi condotti sulle popolazioni più longeve del pianeta, (concentrate in alcuni specifici posti, tra i quali l'Ogliastra e un paesello dell'Aspromonte), ha partorito questa dieta che, dopo un'ospitata da Fazio, è schizzata direttamente in classifica.

 Cosa prevede?

 Se non avete la fortuna di appartenere a una famiglia di centenari e quindi la genetica non vi aiuta, potete lanciarvi nella dieta di Longo.

 Dovete diventare sostanzialmente dei pescetariani, evitando carne, uova e latticini e limitandovi al consumo di alcune tipologie di pesci, tanti legumi, tanta verdura e frutta.
 Dovreste mangiare solo tra le 8 e le 20 ed evitare di farlo almeno per le 4 o 5 ore prima di andare a dormire.
Non ho letto cosa succede ai dolci, ma immagino siano proibiti o che comunque, dovendo evitare burro, latte e uova siano fortemente ridimensionati.

 Inoltre, possibilmente, dovreste indagare su cosa mangiavano i vostri antenati e replicare. 

 Considerando che mia nonna materna mi racconta di quando ammazzavano il porco in campagna e che la cucina gallurese di mio nonno materno è piena di latticini caprini e salumi, immagino che debba rivolgermi alla parte paterna, una bella pizza napoletana, un crocché, delizia al limone e non ne parliamo più.

 Ve lo regaleranno, vi avviso.

PS. La cosa più affascinante di questo libro è stata scoprire, mentre cercavo info, l'esistenza dei cosiddetti nani di Laron, circa 350 persone discendenti da un unico antenato che soffrono di una sindrome genetica che li rende affetti da una sorta di nanismo con vantaggio. Il vantaggio è che non si ammalano di cancro e anche obesi risultano in perfetta salute.


LA PARANZA DEI BAMBINI, D'AVENIA ed ECCOMI:

 Se siete lettori forti e avete per amici e parenti parecchi lettori deboli, preparatevi al tipico regalo di chi non sa cosa rifilarvi, ma con un libro non si sbaglia mai.

 Il problema è che quando i parenti lettori deboli entrano in libreria, si rendono improvvisamente conto che sbagliare, in verità, è probabilissimo e non sanno a che santo votarsi.

  Dopo aver genericamente vessato il libraio con richieste come "Ho bisogno di un libro per fare una bella figura" "Devo fare un regalo ad un avvocato di bella presenza" o "Mi servirebbe un presente per il mio commercialista", (e nessuno riesce a cavargli altre informazioni su questi soggetti, se leggono, cosa, quando, perché), si rivolgono all'unica cosa riesca loro a dare conforto: la classifica.

 Da lì pescano poi o i titoli che conoscono o quelli che gli sembrano più convincenti.

Perciò sappiate che quest'anno il piatto offre: "La paranza dei bambini" di Roberto Saviano (per onestà devo anche far notare che "Il cavallo di ritorno" di Peppe Lanzetta aveva avuto lo stesso tema), "L'arte di essere fragili" del sexy prof Alessandro D'Avenia ed "Eccomi" di Safran Foer.

 Il primo, ormai lo sapranno pure i muri, parla di queste gang di ragazzini napoletani senza scrupoli nè futuro che vogliono fare i big money in breve tempo e vengono manovrati dalla camorra.

 Il secondo racconta del rapporto tra D'Avenia e Giacomo Leopardi, complessa figura letteraria che tutti leggiamo alle superiori senza capirla davvero (non ho letto il libro quindi non so dirvi se D'Avenia possa aiutarvi in tal senso, i libri precedenti mi lasciano dei dubbi).

 Il terzo è il solito romanzo ben scritto dal solito brillante scrittore americano con le solite origini ebraiche e il solito conflitto irrisolto verso la faccenda.


FUFFERIA AD ALTA GRADAZIONE:

 La fufferia quest'anno ha due solidi cavalli di battaglia a sostenerla: Litizzetto e Fabio Volo.

 La prima ha dato alle stampe il suo solito onesto libro, "La bella addormentata in quel posto" composto da capitoletti brevi su fatti di costume (o politica/costume) commentati in modo ironico.

 Un condensato dei minimonologhi che recita seduta sulla scrivania di Fazio. Hanno un loro pubblico, immagino saranno un interessante documento dei nostri tempi tra una trentina d'anni.
 Se saremo sopravvissuti s'intende.

 AAA Altissima probabilità che ve ne regalino almeno due, anche tre.

 Il secondo, forse preso dalla gravità degli impegni televisivi, ha trollato alla grandissima.

 Non avrete infatti impacchettato sotto l'albero il solito romanzo con un uomo pieno di trombamiche alle prese coi dubbi della vita, ma un libretto scritto in non più di cinque minuti.

 Dovete sapere che l'anno scorso ebbe un buon successo un libretto formato da una serie di lettere da compilare.

Bisognava scrivere una lettera a noi stessi tra dieci, venti o trent'anni, oppure ai noi stessi sposati, con figli e via dicendo.
 Poi, si sigillavano le lettere all'interno di alcune buste e si aprivano al momento giusto per scoprire chissà cosa pensavamo noi cinque o dieci anni prima o in caso di figli ecc.

 Era un'idea carina.

 Fabio Volo (o chi per lui) ha deciso di pseudoimitarla con un libro che, in verità, non definirei neanche tale, visto che è una sorta di taccuino in cui ti lascia pagina per pagina delle tracce.

 "L'ultima cosa a cui ho pensato prima di addormentarmi" e tu devi scrivere nelle righe vuote sotto, "La prima cosa a cui ho pensato quando mi sono svegliato" e tu che compili.

 Diciamo che va bene sfruttare la popolarità di un autore e va bene che nessuno deve essere Umberto Eco, ma il libro delle risposte ha più senso di questo libretto che andrebbe bene dato in allegato gratuito con Grazia a Ferragosto.

Auguri.


LIBRI SU HARRY POTTER E DOVE TROVARLI (SOTTO L'ALBERO):

Certi libriiii non finisconooooo, fanno dei giri immensi e poi ritornanoooooo

 Harry Potter quest'anno ha avuto un doppio ritorno di fiamma grazie alla sceneggiatura teatrale "La maledizione dell'erede" e a quella cinematografica di "Animali fantastici e dove trovarli".

 I potteriani di vecchia data e quella di nuova si sono riversati in libreria alla ricerca di qualsiasi libro o gadget magico accessibile ai babbani.

 Molti hanno appreso con dolore (e solo dopo aver comprato il libro) che entrambi i libri sono sceneggiature e no, non esiste il romanzo.

 Alcuni hanno allora fatto ricerche doviziose apprendendo infine che almeno di "Animali fantastici" esiste in realtà un libretto primigenio scritto anni fa dalla Rowling e che, misteriosamente, la Salani ha deciso di non ristampare lasciando inevase centinaia di richieste (problemi di diritti? Astuta secondo loro mossa commerciale per far acquistare la sceneggiatura del film che nulla ha a che spartire con libretto originale? Uno di quei misteri dell'editoria che rimarranno insoluti).

 Ebbene, se poco poco dimostrate inclinazioni verso la letteratura fantastica o semplicemente vi piace andare spesso al cinema, questi potrebbero essere i libri che vi ritroverete sotto l'albero.

 Magari in due o tre copie, magari li avete già sia in inglese o in italiano, ma insomma, Harry Potter è come la lasagna, chi ve lo regala sa che difficilmente potrebbe sbagliare.


VARIE ED EVENTUALI:

Se siete poco poco delle giovinette o giovinetti dediti alle storie romantiche e ai romanzi d'amore, sappiate che per andare sul sicuro vi regaleranno un libro che al 90% già popoleranno la vostra libreria.

 Trattasi di "Io prima di te" (o anche del suo seguito "Io dopo di te") la storia, se ho ben capito, di un uomo paralizzato e della sua spontanea e amorevole "badante" che riporta la gioia nella sua vita prima dell'inevitabile.

 Per la serie "la sindrome della crocerossina non passa mai di moda".


 Se invece siete considerati gli intellettuali del gruppo, specie se di genere femminile, anche quest'anno Alberto Angela, balzato come non mai agli onori della cronaca come sex symbol, ha donato al mondo il suo libro divulgativo "Gli occhi della Gioconda".

Parliamo del titolo inquietante
alla luce di questo orrendo 2016

Infine, tenete sempre presente la possibilità religiosa.


 Ho visto addirittura una sorta di gigacofanetto con le frasi di Papa Francesco e accessori vari, il Papa attuale ha infatti una florida produzione (sua e su di lui) che Ratzinger si sognava e il parente che tenta di convertirvi, (con la solida scusa che è Natale e festeggiamo la nascita di Gesù), c'è in ogni famiglia.

Cercare di non produrre una faccia sconcertata davanti al titolo dell'ultimo tomo papale sarà dura, ma ce la farete, credo in voi.


E voi? Avete paura? Avete già il sentore che alcuni di questi preziosi tomi alberghi sotto il vostro abete? Testimoniate!

sabato 9 novembre 2013

Il post su Fabio Volo come spunto per un articolo su Il fatto quotidiano. Wow!

Essendo la prima volta che tengo un blog mi sfuggono le dinamiche virali che talvolta partono e corrono per il web. Fatto sta, che cercando di capire da dove venissero gli accessi stratosferici di questi giorni, mi sono imbattuta in un articolo de "Il fatto quotidiano" scritto da Sciltian Gastaldi che cita la mia analisi Fabio Voliana, il post, il blog e ne disquisisce. In verità mi spiace non sia passato dal mio post che lo avevo scritto proprio perché invece di liquidare un fenomeno di tale portata con sufficienza snob, volevo piuttosto indagarlo e si sperava capirlo.
 Come ho detto in uno dei commenti, il pubblico che legge Fabio Volo è molto variegato e non son solo sciure, casalinghe e giovinette sognanti, ma anche lettori forti che nel mucchio di ottime letture ci ficcano pure il Volo libro. 
  Sciltian Gastaldi scrive che Fabio Volo ha talento in tutto quello che fa e da lui dipende. 
 Più che altro io credo abbia un grande talento comunicativo che gli consente di riuscire in tutto ciò che con la comunicazione ha a che vedere, anche se di polpa, dietro, ce n'è molto poca. E un discusso signore che ha governato l'Italia per svariatissimi anni ha dimostrato che è questo quello che conta: comunicare e affabulare, dissimulare, promettere, incantare, annebbiare.

 Comunque, nel caso non si fosse capito, sono felicissima et sconvolta et onorata O.o

mercoledì 6 novembre 2013

Indagine su Fabio Volo e le sue 28.000 copie vendute in una settimana. Di chi è la colpa? Delle librerie, della sovraesposizione, del popolo italiano o del degrado completo? "Murder" she wrote.

La pietra dello scandalo:
Fabio Volo
Come ho scritto nel post sui miti e le leggende della libreria, molti clienti pensano che le classifiche vengano manipolate in favore di alcuni autori per aiutarli a vendere di più. Non ci si capacita che primo in classifica ci sia Fabio Volo e non Pietro Citati (per quanto anche costui grazie a Fazio abbia vissuto una settimana di gloria col suo libro su Leopardi). 
 In questi giorni, il nuovo imperdibile libro di Fabio Volo sta creando sconquassi un po' ovunque. Quest'uomo, recitano le statistiche (e a vedere il venduto della mia sola libreria ci credo) ha venduto 28.000 copie in una settimana. Cioè, solitamente 28.000 copie totali per un libro sono già un megatraguardo e lui le ha vendute in una settimana. Perché?
 L'ipotesi più accreditata da chi si rifiuta di vedere la verità è che: la sovraesposizione mediatica unita alle pile di libri davanti agli scaffali ai cartonati alle vetrine a lui dedicate, abbiano indotto la popolazione italiana ad un delirio Fabio Voliano, come sotto ipnosi. Beh, se così fosse allora perché non abbiamo un nuovo talento da milioni di copie ogni mese? Come mai le case editrici incappano in flop straclamorosi?
La primavera scorsa eravamo inondati di copie di un libro di una novella penna italiana che grazie a dio è colata a picco prima ancora di esistere. Si trattava di un'opera dal titolo anche pretenzioso "Le affinità alchemiche" e narrava la mai sentita storia di due gemelli cresciuti separati che si incontrano di nuovo adolescenti e sbam scoppia la passione. La copertina di Johnny e Selvaggia (questi i loro nomi) campeggiava copiosa in vetrina, i cartonati con frasi sensazionali stazionavano davanti alle porte e ce n'erano arrivate un numero di copie assurdo. Ha venduto pochissimo. Mi direte, ma questa era una ventenne con la fissa dell'incesto, non una che sta sempre in tv o in radio.
 E allora vi propongo il caso Melissa P. che è emblematico per il boom iniziale e per lo schianto finale. Questa sedicenne siciliana non la conosceva nessuno, aveva pubblicato i famosi "100 colpi di spazzola" con la Fazi che allora non era una casa editrice particolarmente blasonata e sì, narrava delle pornoavventure ma come tanti altri, anzi, in un momento editoriale in cui (non come adesso) l'erotico non era da prima pagina. Vendette se non ricordo male 2 milioni di copie, e non parliamo di  Henry Miller.
Due anni fa è uscito l'ultimo libro di Melissa P. ora astrologa, opinionista, personaggio televisivo, si intitolava "Tre" e narrava l'altrettanto originale storia di un menage a trois edito da Einaudi (di cui non posso fare a meno di far notare che astutamente la protagonista si chiama Larissa). Ricordo pile di questo libro, interviste su ogni rivista femminile e non. Fu un flop colossale, tanto che l'unico libro della cara Melissa che si trova ancora facilmente in commercio è appunto i famosi "100 colpi di spazzola" di quando era ancora miss nessuno.
 Cos'è allora che decreta un successo? Non lo sappiamo, non lo sa nessuno.
 Un mio insegnante di sceneggiatura ci parlava di complesse circonvoluzioni della trama, archi narrativi dei personaggi, climax, colpi di scena, ma diceva che se manca quel più, quella magia impalpabile, irraggiungibile il successo non viene, neanche se è studiato a tavolino.
 Fabio Volo ha questa magia?
 No, Fabio Volo non ce l'ha. E' il contesto culturale-storico che conferisce alle storie di Fabio Volo (posso assicurare scritte meglio di tante altre) la magia che gli fa vendere 28.000 copie. 
Il mio discorso si può facilmente tradurre
in questa pubblicità che ho visto personalmente.
 Il livello culturale del nostro paese è straordinariamente basso, le biblioteche chiudono, i lettori forti sono una percentuale ignobile, chi si è laureato deve quasi vergognarsi per aver studiato invece di essersi messo a lavorare prima di subito. Malgrado uno dei tassi di laureati più basso dell'Europa senti continuamente dire in giro che ci sono troppi specializzati, troppi qualificati, troppa gente con un pezzo di carta e nessuna esperienza. Un ministro in Italia ha chiaramente detto che con la cultura non si mangia, Pompei cade a pezzi, si vendono isole in Sardegna, la Bignardi è un'intellettuale di peso, Fabio Fazio fa oscillare le vendite, la De Filippi è la mamma di tanti aspiranti cantanti e ballerini e l'amica fidata di decinaia di casalinghe e anziani. 
 In un contesto che condanna da anni la cultura e getta l'eccellenza sotto una cattiva luce per quale motivo in  classifica dovrebbe essere prima la raccolta di racconti di Cheever o l'ultimo Pulitzer? 
Le stesse persone che fanno l'audience di "Uomini e donne" entrano in libreria e leggono la trama del libro medio di Fabio Volo: uomo con qualche problema esistenziale di poco conto (non è mai una grave malattia, quella di un figlio, lo sfratto, la depressione ecc.) va in crash alla soglia di qualche fatidico momento della vita, conosce una donna bellissima con cui fa tanto sesso, ma con cui le riesce faticoso impegnarsi e poi finisce tutto a tarallucci e vino. 
 Ordine esistenziale momentaneamente perso subito ristabilito. In mezzo tante frasi da baci perugina che circolano per il web come un virus. 
 Voi direte che in tanti scrivono robe alla Fabio Volo e invece no, è un'alchimia (per citare la tizia dei gemelli incestuosi di cui sopra), che non è così semplice. In Italia l'unico altro suo degno epigono è il vicedirettore di buon cuore de La Stampa, Massimo Gramellini. Anche lui scrive in modo scolastico e scorrevole, ama i buoni sentimenti, tocca il cuore delle madri e delle casalinghe, fa pensare ad un mondo più giusto senza mai diventare (né manco aspirare) ad essere pesante (e mi verrebbe da dire pensante). Il suo "L'ultima riga delle favole" vendette tantissimo, il secondo che parla della sua infanzia travagliata da un pesante lutto famigliare ha sfondato il muro del milione di copie. Qui il dramma esistenziale serio c'è, ma è tutto scritto in modo talmente elementare, semplice, immediatamente commovente che la casalinga che il pomeriggio stira e la sciura che legge "Donne che amano troppo" non può rimanervi indifferente.
 La magia sta nel beccare l'argomento giusto (e per questo un talento ci vuole lo assicuro, non scrittorio, ma almeno pubblicitario e nell'epoca della comunicazione è TUTTO) e riproporlo a oltranza. Fabio Volo ha capito quali sono i tasti giusti, è uno con la terza media che è venuto dal niente, ha lavorato, si è divertito, nell'intervista che Pif gli ha fatto ne "Il testimone" si vede che lui crede a quello che dice e scrive. Lui sogna, pensa, vede così.
 Fabio Volo sogna, pensa, vede quello che sognano, pensano e vedono tanti tanti troppi italiani. Per questa settimana almeno 28.000 accertati. Che diventeranno e sono milioni.
 E non è colpa delle vetrine e delle librerie malvagie che propongono solo quelli che vendono (e per la cronaca è quello che deve fare una libreria: vendere), ma perchè è quello che il pubblico si beve e neanche in modo passivo come in tv. La lettura ha una parte attiva, di responsabilità: cercare un libro, leggerlo, interpretarlo. Non ti scivola addosso come tre deficienti che strillano in tv.
 La responsabilità delle classifiche italiane è tutta nostra. Di questo nostro paese che affonda.

giovedì 3 ottobre 2013

Miti e leggende sulle librerie! Strambe e inquietanti credenze della clientela: dagli scaffali semoventi alle liste di proscrizione per aspiranti nazisti!

Come tutti i luoghi che suscitano emozioni diverse da persona a persona ed esistono, in verità, da qualche secolo, le librerie sono ammantate da un certo numero di stravaganti miti e favolose leggende (tutte brutte non temete). Era una cosa che prima di lavorarci non avevo mai immaginato, per me la libreria era quel posto meraviglioso, con un buon profumo di carta dove poter stanziare in pace per ore. Invece, gran parte della clientela cova dentro di se inquietanti immagini e strambe figurazioni del possibile.
 Quelle che andrò a proporvi oggi non sono disgraziatamente di tipo storico, tipo "Si racconta che la prima libreria venne edificata a..", ma convinzioni inossidabili e inappellabili ora divertenti, ora perplimenti, ora bohenti. Tutte, mi chiedo da dove nascano.

LA GLOBALIZZAZIONE APPLICATA ALLA LIBRERIA:
Penso che sia in assoluto il mito più diffuso in assoluto. A parte la fetta di persone che entrano e ti chiedono dove mai siano capitati ("Ah questa è la libreria xxxx?" "Non nota una scritta grossa come una capanna all'ingresso??"), ci sono quelli che ti domandano se a Milano qualche libreria ha il tomo che stanno cercando. Per qualche intendo quale delle TUTTE esistenti. Perché molta gente è convinta che: librerie indipendenti, catene varie, libri nei supermercati, multicenter e compagnia bella, siano tutte una grande famiglia. E qui esistono due varianti: 1) Sono come le tabaccherie. Tipo nazionalizzate. 2) "Ma sa, ormai tutti comprano tutti, pensavo che eravate tutti una cosa sola come la coca cola. Quindi non sa darmi un elenco ragionato di tutte le librerie giuridiche e universitarie, con tanto di indirizzo, orari e numero di telefono...peccato!"
 Signora mia, non escludo che arriveremo alla grande multinazionale della libreria, ma la invito a dare un'occhiata alle leggi del mercato, del regime di monopolio e soprattutto ai posti dove entra!

HARRY POTTER E LA CAMERA DEI SEGRETI:
Il cliente arriva, non ti chiede stranamente nulla. Vaga spaesato per tipo mezz'ora. E' talmente sotto shock che saresti quasi tentato di andargli a chiedere se ha bisogno di qualcosa, ma ti freni. Dopo un'altra mezz'ora viene da te, viso pallido, occhio sbarrato e ti chiede "Dove avete messo i libri di storia?? L'altra settimana erano qui! Non ci sono più!". Ovviamente i libri di storia sono sempre al loro posto, se un cambio di scaffale si fa avviene tipo una volta o due l'anno. Ma il cliente sconvolto non ci sta "Voi, voi, cambiate scaffali, spostate i libri, le stanze, i settori, ogni settimana! Ogni giorno! Non trovo mai nulla!". Ed è a quel punto che io mi immagino come Harry Potter quando torna in camera sua la sera, con le scale che si spostano formando sempre nuovi percorsi. Scaffali che si incontrano e si scontrano, clienti che cadono nel baratro. e libri volanti che si spostano magicamente.

LE LISTE DI PROSCRIZIONE: 
Questa è la più bella. Ci sono dei clienti, voi non pensiate necessariamente folli, che credono a delle fantomatiche liste di proscrizione. Pensano che, (in un modo che fatico a comprendere), le librerie nascondano da qualche parte delle liste di clienti che comprano determinati libri. 
 Tipo se io vedo un tizio comprare un libro su come coltivare le droghe leggere, sono lì lesta a segnarmi il nome (Come??? Leggo nel pensiero il numero della sua carta d'identità??), se noto uno strano interesse per la sezione di criminologia eccomi già papabile ospite di Studio Aperto, pronta a mostrare le loro generalità nell'elenco della gente con letture morbose "E' un assassino di sicuro! Leggeva sempre i libri di Lucarelli!". 
 L'apice della paranoia è stato raggiunto da questa allegra famigliola, padre, madre, figlia femmina più o meno liceale. Arrivano e chiedono mesti il "Mein Kampf" perché la figlia vorrebbe tanto leggerlo. Tuttavia, aggiungono, "Non vorremmo finire in quella lista che tutte le librerie tengono delle persone che leggono il Mein Kampf."
 "Questa lista non esiste", gli fa notare una mia collega allibita.
 "Certo che esiste! Lo sappiamo! Lo sanno tutti!"
 "Le giuro che non teniamo liste di nessun genere."
 "La prego, non faccia così ci aiuti. Non possiamo segnare il futuro di nostra figlia."
 "Non abbiamo liste! C'è la privacy e noi NON teniamo liste!"
 "Lei non vuole proprio aiutarci, non sappiamo dove andare speravamo che qui ci avreste aiutato."
 "Signore NON ci sono liste!"
 "Ah, la libertà dov'è finita..."
 Nessuna rassicurazione è riuscita a sconfiggere la granitica convinzione del padre di famiglia con figlia 16enne smaniosa di leggere il manifesto hitleriano. Mesto, è tornato a casa, convinto che altrimenti avremmo passato il suo nome (che mi domando ancora come avremmo potuto evincere) direttamente ai servizi segreti, senza passare per il via.

INFINITO TURNOVER:
Ok, che è l'epoca del precariato, ok che esistono contratti con scadenze vergognose e stipendi ancor più vergognosi (che non chiamerei manco più stipendi francamente), ma pensare che il personale delle librerie sia vittima di una danza frenetica che lo vede cambiare settimana dopo settimana mi pare eccessivo. Molti clienti sgranano gli occhi cercando di capire quando come e perché ti ha già visto. Dov'era la signorina dai capelli rossi che mi aiutava la settimana scorsa? Vi licenziano così facilmente? Sono certo che qui lavoravano due gemelle siamesi che mi hanno aiutato a cercare un libro due giorni fa! E quel ragazzo con la cresta blu che mi ha suggerito il libro sullo Yoga e Gesù (esiste!) è già sparito? Che mondo! Che gente! Quando se ne vanno ti domandi sempre in quale negozio siano entrati la settimana prima.

LA MANIPOLAZIONE DELLE CLASSIFICHE: 
Questo mito è molto diffuso, specialmente tra chi crede che gli italiani abbiano un livello culturale superiore alla realtà dei fatti. Ricordo una devastante discussione su Anobii, in cui si accusava una sorta di cupola mafiosa editoria/libreria di manipolare le classifiche nazionali, ree di piazzare Fabio Volo al primo posto. Ebbene, posso dirvelo con certezza: la cupola delle classifiche non esiste. Fabio Volo finisce veramente al primo posto. Come è finito in classifica Sangiorgi, come Gramellini ha venduto davvero millanta copie, come seriamente è stato al primo posto il libro partorito insieme da Lucarelli e Camilleri (nonostante il gran bene che voglio al creatore di Montalbano) che era una sonorissima schifezza. Le classifiche (delle singole catene almeno, non so come facciano i giornali) vengono stilate in base al venduto nazionale. Il venduto nazionale ci informa che gli italiani amano spesso delle porcherie. Ma di che ci stupiamo? Non siamo forse invasi ogni giorno su fb e company da strane frasi (senza senso) sul senso della vita con tramonti, cani, bambini, nonni a far da contorno? Quelle frasi amatissime vengono da libri amatissimi. Spesso orribilissimi. Spesso vendutissimi.

 Questa è solo la prima delle incursioni mitologiche della libreria. C'è ancora da sviscerare molto altro....Tremate! Almeno come tremo io tutti i giorni!
 E voi? Ci sono dei miti particolari che avete sentito sulle librerie? Rendetemene partecipe!
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