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domenica 20 dicembre 2020

I consigli regalo per i libri del Natale 2020! Parte II! Neve, amori proibiti, libri censurati, Maradona, capelli rossi, Groenlandia, Francia e Napoli.

 Ed ecco, come vuole tradizione, la mia seconda tranche di consigli natalizi quasi in extremis (almeno quest'anno ho la scusa del trasferimento però).

 Quest'anno, molto più degli scorsi anni, ho regalato praticamente solo libri e fatto qualche altro dono ad hoc equo e solidale e quest'anno, più degli altri anni, mi viene da fare la persona inopportuna e insistere perché sia questo l'andazzo generale.

  I tempi sono oscuri, ma possiamo renderli migliori anche con una mirata resistenza economica e un consumo critico.

 Quindi prima di passare ai bei consigli, termino il mio pippone invitandovi a comprare i libri (in sicurezza) nelle librerie fisiche e, se questo non fosse possibile, a usare Bookdealer o Libri da Asporto (NO, non mi pakano per dirvelo!?!).

Poi, ovviamente, vale sempre che ognuno fa quel che vuole, ma insomma Bezos ha sicuramente meno bisogno dei vostri soldi delle librerie fisice, indie o di catena.

 E ora, buoni consigli a voi!


"AUTOBIOGRAFIA DELLA NEVE" di Daniele Zovi ed. Utet:


 Col bianco tuo candor, neve, sai dar la gioia ad ogni cuor.

 Bambin* di tutta Italia cantano da decenni questa canzone ostentando sicurezza anche se magari vedono la neve una volta ogni 5 anni o, peggio, non la vedono praticamente mai.

 Eppure i sogni natalizi sono colmi di valli innevate, abeti carichi di ghiaccio, laghetti sui quali pattinari e pupazzi di neve. 

 Ora, probabilmente prima del riscaldamento climatico, era un fenomeno atmosferico più frequento, ma adesso la neve ha i mitici contorni di qualcosa di ormai scomparso, dei bei tempi che furono, il sogno lontano di un’epoca migliore. 

 Un po’ tutte le caratteristiche che ha l’infanzia agli occhi degli adulti.

 Un bel regalo per questo Natale può essere questa “Autobiografia delle neve” di Daniele Zovi, ex forestale con la passione (direi non insolita per un forestale) per gli alberi e la boschività. 

Un racconto personale da seguire come orme sulla neve, di ricordo in montagna, di aneddoto in dato scientifico.

 Molto molto natalizio.


"LOVING" a cura di H. Nini, N. Treadwell, Paolo Maria Noseda e Francesca Alfano Miglietti, 5 Continents Edition:


 
Come si può non consigliare questo tenero, fantastico volume fotografico frutto del ventennale lavoro di due coniugi texani
che per caso trovarono la vecchia foto in bianco e nero di due uomini innamorati. 

 Se si pensa non tanto all’iconografia gay, ma quanto all’immagine di coppie di uomini e donne innamorat*, ci si rende conto che salgono alla memoria solo immagini moderne. 

 E’ vero che l’affetto omosessuale si mostra (e ancora tra mille difficoltà e pregiudizi, chiedetevi quante coppie gay vedete non dico baciarsi, ma tenersi per mano in pubblico) pubblicamente solo da pochi anni, ma in effetti, è davvero possibile che nessuna coppia gay abbia pensato a farsi una foto insieme prima del 1980?

 Improbabile. E questo libro lo dimostra raccogliendo foto di coppie omosessuali scattate tra il 1850 e il 1950. 

 Un libro tenero, appassionato e direi involontariamente militante perché tra i più grandi limiti ancora vigenti per una coppia omosessuale, uno dei più frustranti è di certo il non potersi dare un bacio, una breve carezza in pubblico, camminare sotto braccio o prendersi per mano.

 Tutti gesti che per una coppia eterosessuale sono scontati e vissuti dagli altri con tenerezza e dolcezza, quasi partecipazione, ma che diventano quasi pericolosi quando a compierli è una coppia gay. 

 Più affetto in questo mondo, miei cari, e regalate “Loving” a destra e a manca.

 

"LA BIBBIA AL ROGO" di Gigliola Fragnito ed. Il Mulino:


Una cosa di cui mi capacito sempre molto poco è la mancanza di comparazione tra l’epoca dell’invenzione della stampa e l’avvento di internet. 

I turbamenti, le problematiche, le fake news, il concetto di autorità, le interpretazioni personali, i complotti, presentano davvero un grande di affinità rilevante e del resto la matrice è comune: un cambiamento epocale della modalità di trasmissione dell’informazione.

 Questo saggio di Gigliola Fragnito può forse aiutare a capire il concetto partendo dalla domanda: perché la religione cattolica proibisce, al contrario del mondo protestane, la lettura personale delle sacre scritture? Quale scissione si creò realmente durante il periodo della riforma e della controriforma e che ruolo ebbe la stampa in questo senso?

 Per chi vuole capire i problemi attuali, partendo dal passato.

 

THERESE E ISABELLE di Violette Leduc, ed. Neri Pozza.:


Tra i classici che potete regalare al classico lettore che non legge libri il cui autore non sia morto da un numero accettabile di anni (è una fissa di un personaggio di "Norwegian wood" di Murakami, ma ho poi conosciuto persone che ragionano DAVVERO così), ecco la chicca: "Therese e Isabelle".

 Libro prima respinto, poi pubblicato censuratissimo in quel degli anni ’60 in francia da Violette Leduc, amica di Simone de Beauvoir, vede finalmente, all’alba del 2020, la sua pubblicazione estesa.

 Quale immane scandalo racconta? La storia, altamente erotica (ma incredibilmente poetica) tra due ragazze adolescenti all’interno di un collegio.

 Direi che era anche ora che qualcuno lo desse alle stampe. 

 

"LEGGENDE GROENLANDESI" Iperborea ed.:


Capita sempre di dover fare un fatale regalo a qualcuno che "non si conosce bene"

 Dico subito che se vi orientate a donare libri almeno dovreste avere la certezza che sia un lettore (o conoscere una sua passione x che vi orienti su un libro specifico). Se avete appurato questo piccolo particolare, visto che scegliere un libro non è mai semplice, vi consiglio una delle raccolte di leggende o fiabe nordiche della Iperborea.

 Le fiabe non rispondono alle regole standard della letteratura: parlano di fantasia e non di stile e, appunto, se non conoscete bene l'interlocutore, rimane la scelta migliore.

 Quest'anno sono tra noi le leggende groenlandesi. Della Groenlandia si sa poco e niente, indicativamente che ci abitano gli inuit e che ci sono gli igloo, forse qualcuno sa che sono un protettorato danese, ma poi il niente.

 Queste leggende restituiscono un immaginario per noi incredibile e meraviglioso, selvaggio e inusuale, lontantissimo eppure in qualche modo intuito.

 Farete un'ottima e raffinata figura e potrete sempre farvelo poi prestare (così magari avrete anche una scusa per conoscere meglio l'altra persona, insomma, il Covid prima o poi finirà).


"BREVE STORIA DEI CAPELLI ROSSI" di Giorgio Podestà, Graphe edizioni:

Questo piccolo, grazioso saggio, è il regalo del Natale per tutti i rossi che conoscete. 

 Io sono provvista di madre e gemella di madre rosso peldicarota e ho letto con gusto questo grazioso libercolo pieno di aneddoti su questa variabile genetica che molte gatte ha dato da pelare ai suoi possessori nel corso della storia.

 Simbolo di bellezza, ma anche di stregoneria e di supposta malvagità (quante lacrime sono state versate dai liceali sul povero rosso malpelo, condannato a morire in miniera solo per aver osato nascere rosso in Sicilia).

 Un’idea originale che risolverà tutti i vostri contatti color tiziano.

 

"NAPOLI" a cura di LAN, Benoit Jallon e Umberto Napolitano, ed. Quodlibet e "Maradona. 101 pillole di saggezza", Alcatraz edizioni:

 Per ragioni anagrafiche non posso esimermi, come ogni anno, dai consigli mirati su Napoli.


  Anni di parenti partenopei mi hanno insegnato che non bisogna farsi trovare impreparati sul tema e così ho due consigli: uno più intellettuale e uno nazionalpopolare.

 Per l’intellettuale non si può non consigliare “Napoli. Super modern” che racconta Napoli attraverso la sua architettura a cavallo tra gli anni ’30 e gli anni ’60.

 Lo inserirei a titolo nel classico “Mi consiglia un BEL regalo?” che ci veniva chiesto in libreria a totale caso per far bella figura con qualcuno. Farete una bella figura e sarete anche originali (e con questa chiusa, posso candidarmi a scrivere articoli per “Vanity Fair”).

Il consiglio nazionalpopolare, invece, non può non coinvolgere Maradona.

 Avendo un padre napoletano so di riflesso cosa questo sportivo abbia significato per Napoli. 

 Come ho scritto su fb, mi ricordo benissimo mio padre che nel 1990, carica me, mia madre e mia sorella in macchina per strombazzare in giro per lo scudetto del Napoli. Solo che eravamo a Bracciano (Roma) ed eravamo gli unici. Ma la gioia era tale che valeva un momento da film alla Kusturiza.


Se permane un livello di adorazione che sfora nella venerazione non dipende certo solo dal calcio, ma da quello che Maradona ha saputo dare,
in senso lato, ai napoletani: un riscatto. 

 Una città povera, bistrattata dal ricco nord (che sta uscendo solo in questi anni da quel certo razzismo verso il meridione), posta in condizione di minorità e persa tra mille difficoltà, ha avuto il regalo di essere prima, di trionfare quando non avrebbe mai pensato. 

 Maradona ha letteralmente regalato un sogno e se non merita venerazione questo, non so cosa possa farlo.

 Si potrebbero consigliare millemila libri sul Pibe de Oro, ma ho scelto le 101 pillole di saggezza edite da Alcatraz edizioni perché è secondo me il libro più adatto a tanti tifosi, magari poco avvezzi alla lettura e che però vogliono conservare alcune parole del loro idolo. 101 aforismi che svelano l’affinità incredibile che lo legava a Napoli.

 E voi che libri regalerete a Natale?

mercoledì 13 dicembre 2017

Babbo Natale non hai vinto! Chi vi porta i regali sotto l'albero oltre al barbuto anziano? Otto (e altre) creature magiche che ogni anno lasciano i loro doni tra Europa del nord, del sud e del centro!

 Stanotte è passata Santa Lucia, io avevo ordinato per dolcemetà, che la festeggia con ardore, un regalo ben 20 giorni, ma ovviamente si è guardato bene dall'arrivare in tempo.


 In realtà prima di trasferirmi al nord non sapevo di questa usanza, a macchia di leopardo al nord e in alcune parti del sud, che vuole santa Lucia portatrice di doni ai bambini, e ieri, grazie ai molti commenti ad un post che ho pubblicato su fb, ho scoperto che Babbo Natale non ha ancora fagocitato del tutto i suoi colleghi magici di tutto il mondo.

 Ho avuto perciò l'idea di un post su alcuni dei principali portatori incantati di doni durante le feste.

 Ce ne sono molti più di quel che si pensa!

BABBO NATALE:

 Non ho mai provato eccessiva simpatia per Babbo Natale, probabilmente perché sin da bambina mi è stato detto che non esisteva ed era una falsa creatura fatata inventata dalla coca cola per vendere (ho saputo la storia di Santa Klaus solo adulta e perciò non ha nessun appeal su di me). 

 Inoltre, ricevendo i regali il giorno della befana, ma avendo passato quasi tutti i natali della mia infanzia a Napoli, dove invece i miei cugini ne scartavano copiosi il 25 sera mentre io rimanevo senza niente, mi è rimasta proprio un'atavica antipatia.

 E' difficile fare un sunto sulle origini di quella che è ormai la figura magica più popolare tra quelle che portano i doni, ma sostanzialmente si tratta di San Nicola vescovo incrociato con una figura pagana di origine nord europea.

 Perché proprio san Nicola? Un vescovo cristiano in Asia minore le cui spoglie vennero trafugate dai baresi, tuttora a lui devoti con entusiasmo?

 I motivi sono legati a due leggende.

 La prima (simile a quella di San Valentino) vuole che San Nicola abbia salvato tre povere giovani dalla zitellaggine (o dal meretricio, a seconda della leggenda) donando loro tre palle d'oro. Le tre ragazze infatti non avevano dote alcuna e, altrimenti, sarebbero state avviate a un destino avverso.

 La seconda leggenda è, ovviamente, creepy. Pare infatti che San Nicola abbia resuscitato tre bambini uccisi e messi sotto sale da un macellaio malvagio.

 L'iconografia da spirito dei boschi con corona di bacche e vestito verde (poi diventato rosso grazie alla pubblicità della coca cola), deriva invece dall'incrocio con alcune tradizioni nordiche pagane che lo vorrebbero uomo tramutato in felice spirito boschivo intento a donare gioia ai bambini coi suoi doni.

I consigli sono: "La vera storia di Babbo Natale" di Alfio e Michele Maggiolini e "Babbo Natale" di Nicola Lagioia.


 LA BEFANA:

 La befana è in assoluto il mio spirito magico preferito, quello della mia infanzia.
 Dalle mie parti era assai più popolare di Babbo Natale, tanto da arrivare (credo arrivi tuttora) ogni 6 gennaio mattina, direttamente in stazione con apposito treno.

Da lì si spostava in piazza, dove veniva allestito un palco ove incontrava tutti i bambini e consegnava loro un dono ciascuno.

 Era così popolare che il pomeriggio c'era anche quella che mia madre chiamava "la befana fascista" ovvero una befana specifica per i pargoli dei simpatizzanti di Alleanza Nazionale che riceveva nella sede del partito o al centro anziani (ovviamente non sono mai stata portata).

 Al nord tutti mi chiedono se non fosse triste ricevere i regali solo il 6, in realtà era ancora meglio perché avevi la trepidazione delle feste fino all'ultimo. 

 Senza contare che il giorno della befana lo passavamo dai miei nonni che ci facevano trovare cannelloni, calze di dolciumi prese a piazza Navona a Roma e regali. Un povero amico di famiglia era anche costretto a vestirsi da vecchiarella che portava le calze prima di pranzo.

 Era insomma una roba incomparabile con la sera di Natale dove non c'erano calze, spettacoli in piazza e treni in arrivo.

 In ogni caso da dove viene la vecchina che cavalca la scopa? Ovviamente dal mai scomparso mondo pagano e, in particolare, pare alla figura della dea Diana che pare sorvolasse la terra proprio nei giorni per noi natalizi.

 L'anno scorso feci un post sui libri dedicati alla befana e ve lo linko di nuovo, trovate lì suggerimenti libreschi in abbondanza.

 I RE MAGI:

 I re magi in Italia non sono molto considerati all'infuori della loro presenza sul presepe.

I più appassionati della tradizione presepistica passano dicembre a spostare i re Magi sui loro cammelli sempre più vicini alla grotta, fino al momento in cui arriveranno a rendere omaggio a Gesù Bambino (e allora le statuine si cambiano: via i cammelli, tutti in ginocchio).

 Come detto qualche post fa, non si sa bene chi fossero questi magi, se re o addirittura sacerdoti di qualche religione medio-orientale (o addirittura più lontana), certo è che appaiono in uno dei vangeli sinottici, quello di Matteo ed "esistono" perciò a pieno titolo nella tradizione cattolica (non come il bue e l'asino che fanno parte dell'immaginario, ma sono nominati "solo" in quelli apocrifi).

 Peraltro ce ne parla uno dei due evangelisti che conobbero davvero Gesù, san Matteo, quindi sono particolarmente doc dop.

Tuttavia da noi rimangono solo affascinanti figure di contorno, mentreTuttavia da noi rimangono solo affascinanti figure di contorno, mentre è in Spagna che vivono il loro momento di gloria: sono infatti loro, all'epifania, a portare doni ai bambini.

 La tradizione peraltro, è abbastanza vistosa: il 6 gennaio infatti, sfilano per molte città spagnole le cosiddette Cabalgata de Los Reyes Magos.

 Carri allegorici e figuranti, un po' in stile carnevale nostrano, sfilano assieme ai re magi e, nel mentre vengono distribuiti caramelle e dolciumi.

 Esiste anche un dolce tipico: il Roscòn do Reyes! 
 Una sorta di ciambella glassata e ricoperta di frutta candita. All'interno viene nascosto anche un piccolo regalo che porterà fortuna a chi lo troverà (immagino siano attenti a non strozzarsi). 

 Altro dolce tipico natalizio (che ho anche mangiato) sono i polvorones. Esternamente sono incartati come i sospiri sardi, ma pam! bisogna schiacciarli e polverizzarli. E poi mangiarli in qualche modo.
 Letture consigliate: il già consigliato saggio "Re magi" ed. Marsilio e "Cucina spagnola" di Manuel Vazquez Montalbàn.


SANTA LUCIA:

 Prima di trasferirmi al nord, ricordavo che il 13 dicembre era santa Lucia solo perché, nel mio paese, vi si svolge una delle due grandi fiere annuali, perciò, solitamente saltavo scuola.

Ignoravo completamente avesse un qualche ruolo natalizio.

 Poi, una volta trasferitami al nord, essendo dolcemetà bresciana, ho scoperto che, in alcune zone a macchia di leopardo, delle regioni nordiche, essa è una sorta di befana.

 Munita di pratico nastro a coprirle gli occhi non in ottime condizioni, ella va in giro, la notte del 13, a cavallo di un asinello, e lascia i doni ai bravi bambini. Usanza vuole che venga lasciato sul tavolo del cibo per lei e qualcosa per il povero animale affaticato.

 Probabilmente avendo conosciuto questo ruolo della santa solo da adulta, continuo a essere perplessa dal fatto che una santa senza occhi porti doni ai bambini, trovandola una cosa vagamente spaventosa. 

 Alcuni mi hanno spiegato che sostanzialmente santa Lucia è vista un po' con l'iconografia svedese: vestaglia bianca e candele in testa a mò di corona, ha gli occhi al suo posto e la storia che abbia subito martirio viene vagamente omessa.

 Altri invece mi hanno raccontato storie inquietanti a base di cenere. Pare infatti che i genitori li terrorizzassero dicendo che se avessero cercato di incontrare la santa, ella avrebbe lanciato loro della cenere negli occhi rendendoli ciechi!

 Dolcemetà mi ha raccontato che nei giorni precedenti al 13 la santa scampanellava per casa per poi svanire lasciando monete d'oro di cioccolata.

 Sulla pagina di fb, i siciliani mi hanno raccontato che invece da loro usa mangiare cibo in cui non sia implicato del grano, ma insomma considerando marzapane, arancini, panelle e altro, non credo debba essere una grande privazione!


GLI JOLASVEINAR:

 In Islanda a portar doni, oltre a Babbo Natale, ci sono ben tredici folletti che derivano dalla tradizione popolare islandesi.

 Figli di due troll non proprio benevoli, fino ad un secolo fa, non erano necessariamente carini coi bambini e non era affatto detto portassero loro dei doni.

  Poi col passare del tempo la loro funzione malvagia si è sostanzialmente attenuata e adesso sono tredici piccoli elfi che, nei tredici giorni prima di Natale, calano nelle città a lasciare un regalino ciascuno ai bambini.

 Così come sono calati uno alla volta, a partire dalla notte di Natale se ne tornano in cima alle montagne dove vivono, e l'ultimo, il 6 gennaio, già che c'è porta via con sé le feste.

 Il consiglio in merito non può che essere una raccolta di fiabe islandesi, in questo caso delle edizioni Iperborea.


CHRISTKIND:


Ricordo che da bambina effettivamente avevo notizia di qualcuno a cui i regali li portava Gesù Bambino.
 Non mi era chiaro perché avvenisse visto che Gesù era impegnato a nascere e, al massimo, i doni bisognava portarli a lui, ma non era materiale di discussione.

 A quanto pare ci sono dei paesi della mitteleuropa dove, almeno fino al recente passato, la tradizione di Gesù portatore di doni era abbastanza forte. Per la precisione il Christkind dovrebbe essere una sorta di angelo che compie la missione doni in nome del Bambino Gesù.

 Sembra che la sua diffusione fosse dovuta alla riforma protestante: niente più santi da venerare ergo niente più San Nicola portatore di doni.

  Bisognava trovare un sostituto e venne scelto Gesù in persona e, col tempo, l'oneroso compito passò ad un angelo boccoluto.


IL KRAMPUS:

Ho scoperto l'esistenza del Krampus, curiosa figura demoniaca natalizia, solo un paio di anni fa tramite un articolo su fb.

 Si tratta di una figura malvagia legata al culto di San Nicola diffusa dall'estremo nord-est d'Italia in poi.

 Chi sono i Krampus? 

 Demoni che partecipano alle processioni della festa di san Nicola il 5 dicembre e fanno il lavoro sporco. 

 San Nicola dona regali e dolci ai bambini buoni, i Krampus, creature spaventose dalle grandi corna, spaventano quelli cattivi e regalano loro carbone, proprio come la befana.

 A quanto pare in alcune processioni, al calar del sole, San Nicola se ne va e lascia ai Krampus campo libero. Essi quindi scorrazzano per le vie del paese a dar la caccia a giovani e bambini, inseguendoli con randelli e chiudendoli, talvolta, in gabbie apposite.

 Anche in questo caso, come in quello di santa Lucia, pare che i Krampus abbiano origine dai culti pagani legati al solstizio d'inverno.

  Per la serie: nel momento più buio, quando tutte le forze del bene scompaiono, i diavoli imperano.

Il consiglio è: "Tenebroso Natale" di Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi ed. Laterza, saggio sul Krampus e i suoi fratelli.


ZWARTE PIET:

Un lettore della pagina fb mi ha segnalato questa figura del folklore olandese: Zwart Piet.

Zwart Piet è l'aiutante del babbo Natale olandese, Sinterklaas, che giunge la notte tra il 5 e il 6 dicembre a portare doni ai bambini buoni. Il fatto è che, curiosamente, Zwart Piet ha le fattezze di un moresco della Spagna dell'età moderna.

 Non solo, ma pare che mentre noi immaginiamo Babbo Natale in Lapponia e la Befana non si sa dove, Zwart Piet e Babbo Natale abbiano per gli olandesi casa in Spagna!

 Negli ultimi anni però che questo personaggio, popolarissimo in patria, è stato tacciato di razzismo e vi siano state numerose rimostranze che però non hanno sortito effetto al momento.

 E voi quale creatura fatata festeggiate? Chi vi porta i regali ogni Natale? Testimoniate!


venerdì 20 ottobre 2017

Halloween for kids! Libri spaventevoli per bimbi e ragazzi per il 31 ottobre. Dia de Muertos, fantasmini spaventati, bimbe zombie, fiabe crudeli e amiche distanti nel tempo.

 Come sapete non scrivo quasi mai post con consigli di libri per bambini.
 Il motivo è presto detto. Dovreste vedermi le rare volte che sono costretta a consigliare dei libri del genere in libreria.

 Arriva il cliente (in genere un genitore o un nonno ovviamente) che, speranzoso, mi rivolge una delle seguenti domande:

 "Questo libro è adatto a un bambino di X anni?"
 "Può consigliarmi qualcosa per un bambino a cui piace la cosa X?"
 "Avete uno di quei libri che servono per imparare qualsiasimateriaaunanno?"

 Essendo senza figli e per ora provvista solo di una nipotina (da appena 6 mesi però) mi è completamente impossibile associare cosa un bambino può fare o non fare a una determinata età. 

 Non solo, sono talmente sprovvista di pupi nella vita quotidiana (neanche una delle mie amiche per ora ha figli, siamo proprio in linea col trend demografico nazionale), che quando mi dicono "Un bambino di due anni", faccio proprio fatica a figurarmelo.

 Mi sento perciò totalmente inadeguata a consigliare qualsiasi cosa. Mi rendo conto, davanti alle colleghe esperte, di essere, al riguardo, una zappa totale.
 In ogni caso, per Halloween, come di solito a Natale, faccio un'eccezione e mi tento!
 Peraltro, a lavoro ho adocchiato un bel libro con uno scheletro investigatore e ho ovviamente dimenticato il titolo. Appena lo ritrovo lo posto su fb!

 Consigli a voi!


MORTINA di Barbara Cantini ed. Mondadori:

Età: dai 5 anni (età ideale credo 6-7)

 Giunto freschissimo a lavoro, Mortina è un libro graziosissimo che, in un certo senso racchiude un po' lo spirito de la Famiglia Addams e non solo per i disegni.

 I due film che vi straconsiglio di rivedere, soprattutto da adulti, sono in realtà (come lo era la serie) una feroce critica alla famiglia borghese e rimane per me un capolavoro il pezzo in cui Mercoledì e suo fratello sono costretti ad andare al campeggio per bambini ricchi per "socializzare e diventare come gli altri".

 La scena finale, quella della recita dei bravi pellegrini e dei pellerossa primitivi che vengono a portare doni ai bravi pellegrini, in cui i primi sono tutti ragazzini wasp perfetti e i secondi "gli altri", quelli considerati "diversi" o in qualche modo strani, è da manuale.

  E "Mortina" si rifà più o meno allo stesso filone, ovviamente con le dovute differenze essendo in tutto e per tutto un libro per bimbi delle elementari.

 Mortina è una bimba zombie che vive in una casa stregonesca assieme a sua zia e ad un cane levriero (forse zombie forse no). Si diverte un sacco da sola, ma vorrebbe avere degli amici.

 Il problema è che la zia non la lascia uscire dalla loro tenuta perché ha paura delle persone fuori: gli abitanti del villaggio, infatti, temono Mortina e sua zia ritenendole spaventose e cattive.

 La sera di Halloween però, Mortina ha un'idea: fingerà di essere una bimba "normale" travestita e uscirà a chiedere caramelle con tutti gli altri bambini.

 Riuscirà a farsi degli amici? E se dovessero scoprirla?

 Una fiaba gotica per piccini, disegnata benissimo, e che usa il tema horror per parlare di una paura che forse è più dei grandi che dei piccini: il terrore di chi non è esattamente come noi.




FRIDA Y DIEGO. UNA FIABA MESSICANA di Fabian Negrin ed. Gallucci:

Età: dai 5 anni ai 100.

 Molti bastian contrari fanno barricate alla festa di Halloween ritenendola estranea al resto delle culture e di natura prettamente americana. 

 Al netto del fatto che, al massimo, sarà di origine prettamente irlandese, in realtà la ricorrenza dei defunti, con tutti i suoi distingui è propria di buona parte del mondo occidentale (e, come spiegato da Eraldo Baldini nel libro "Halloween nei giorni che i morti ritornano", persino in Italia in alcune zone c'era l'usanza di andare a questuare cibo zucche alla mano nella notte di Ognissanti) talvolta con tratti comuni, altre volte, come nel caso del dia de muertos, in modo totalmente differente

 Il dia de muertos attinge a un pantheon di tradizioni precolombiane legate a un aldilà assai dissimile da quello importato dai missionari cattolici e perciò provviste da una simbologia diversa dalla nostra: cani che accompagnano nell'aldilà, teschi di zucchero (le calaveras) da offrire ai propri defunti con cui banchettare al cimitero in una festa colorata e ricca di gioia.

 Il libro "Frida e Diego. Una favola messicana" di Fabian Negrin esprime benissimo il concetto e anche l'estetica di questa festa colorata e ricca. 

 Fingendo che Frida Kahlo e Diego Rivera siano bambini racconta una loro piccola avventura la sera della festa dei morti.

 Diego comincia ingozzettandosi di teschi di zucchero e, la sera, al cimitero, si fa scoprire dalla piccola Frida a sbaciucchiare un'altra bimba. Inseguito dalla furente fidanzatina precipita in un buco e lì si perde nel mondo dei morti.

Riuscirà Frida a tirarlo fuori? E quali spaventose meraviglie vedranno prima di uscirne?


FANTASMI di Raina Telgemeier ed. Il Castoro:


 Raina Telgemeier è una fumettista per ragazzi molto famosa che ha fatto la riduzione a fumetti della serie "Il diario delle baby sitter" e altri libri con protagoniste ragazzine (sono ampiamente autobiografici) all'inizio dell'adolescenza che, devo dire, consiglio a tutti i genitori (una mia collega aveva le due pargole che, da brave sorelle, litigavano come cane e gatto e le ho suggerito di comprare "Sorelle" di Raina, è stata molto apprezzata).


 E' appena uscito "Fantasmi" in cui due sorelle, Cat e Maya, si sono appena trasferite a Bahia de Luna in California. Cat non è molto felice, ma Maya ha bisogno di posti caldi per la propria malattia respiratoria.

 Come se non bastasse, pare che Bahia de Luna sia infestata da fantasmi abbastanza socievoli e Maya vuole incontrarne uno. Cat non vuole assolutamente e non è neanche molto convinta che sia un bene che la sorella li veda.

 Se non conoscete questa autrice, è arrivato il momento di farlo.


 PRONTI ATTENTI BUH! di E. Baguley e Marion Lindsay ed. Gribaudo:

Età: Oddio, immagino 3-4 (ma anche 2 e 5 credo vadano bene).

 Molte persone su fb mi hanno chiesto suggerimenti per bimbi piccini.
 Questo credo che possa andare benissimo per bimbi di 3-4 anni, visto che il protagonista è un fantasmino piccino come loro alla ricerca di una casa piccina piccina da infestare in cui sentirsi al sicuro.

 Una cosa che sembrerebbe semplicissima in realtà è difficilissima: il mondo è un posto pieno di pericoli, di case rumorose, di cagnolini giocherelloni e spaventosi che rendono l'impresa complicata e non fanno che terrorizzare il povero poltergeist in cerca di una magione.

 Alla fine, di spavento in spavento, troverà la casa più piccina e tenera del mondo.

 Un libro di Halloween per capire che la paura non è uguale per tutti e che spesso le cose più spaventose, guardate da un'altra prospettiva, non sono così brutte.
  

FIABE ITALIANE di Italo Calvino:

Età: vedete un po' voi

 La mia sorella YA ha tredici anni meno di me, così quando lei era in età di favole e favolette della buonanotte, io ero nel pieno dell'adolescenza e di tutto avevo voglia tranne di stare a raccontargliele la sera (compito mio perché dormiva in camera con me).

 Esasperata dalle sue continue richieste, dopo aver inventato fior fior di fiabe di mia sponte (di cui una, rimasta celebre, su una mongolfiera costruita da lattine di chinotto, che la sorella YA lo adorava), iniziai a prendere un po' di libri di fiabe in biblioteca.

 Non conoscendone il reale contenuto, mi fidai di Calvino e presi il suo "Fiabe italiane" in cui sono raccolte fiabe classiche regionali italiane. Tutte molto molto spaventose. Esattamente come sono spaventose quelle originali dei fratelli Grimm.

 L'acme si raggiunse nella fiaba in cui la nuova moglie del re, invidiosa delle nuore, spediva i principi in battaglia e scacciava le mogli in una caverna dopo avergli opportunamente cavato gli occhi.

 Non ricordo se le donzelle finivano per mangiare i figlioletti per fame o per inganno, fatto sta che alla fine si salvava solo un principino e gli altri finivano teneri arrosti nelle bocche delle loro madri.

 Anni dopo i principi tornavano, trovavano quella situazione disdicevole, prendevano la suocera e dopo averle cavato gli occhi, la coprivano di catrame e le davano fuoco.

 Questa storia diede gli incubi alla sorella YA che da quel momento in poi si rifiutò categoricamente di ascoltare altre fiabe provenienti dal libro infame.

 Ecco, se avete bambini dagli stomaci forti, queste è real horror for them.
 (Ovviamente la maggior parte sono meno pesanti di questa, ma il livello medio prevede sempre qualche morte violenta).


THORNHILL di Pam Smy ed. Uovonero:

Età: 13-14 anni e oltre

 Una storia di fantasmi per più grandicelli  molto interessante.

 E' infatti un caso di libro illustrato in cui illustrazione e testo rappresentano due trame diverse e parallele.
 Nei disegni c'è la storia di Ella, una ragazzina che, dopo aver perso la madre, si è trasferita in una villetta assieme al padre. Nelle sue lunghe giornate molto solitarie, sviluppa un certo interesse per la villa diroccata proprio accanto alla sua, un tempo un orfanatrofio.

 Nella parte scritta invece, c'è il diario di Mary, una ragazzina che nel 1982 era ospite dell'istituto prima che questo chiudesse.

 Il diario è carico di una sottile angoscia per vari motivi, non ultimi il fatto che Mary è perseguitata da un'altra ospite dell'istituto, è afflitta da mutismo selettivo e, per sfuggire alla solitudine non trova di meglio da fare che cucire pupazzi (che Ella troverà nelle sue esplorazioni nell'orfanatrofio abbandonato).

 Molto halloween, anche per adulti.
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