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domenica 27 gennaio 2019

C'è sempre una scelta e ha sempre un prezzo terribile (che vale la pena pagare). Collaborazionismo e fanatismo tra stelle crudeli e la posta del cuore fascista.

 In quinta elementare la mia maestra di italiano ci fece leggere "La fattoria degli animali".

 Non fu una lettura estemporanea di un mesetto, ma un progetto portato avanti per l'intero anno dove ci venne affidato a ognuno di noi un animale presente nel libro.

 Non solo dovevamo recitarne le parti durante la lettura (che forse era la parte più divertente), ma dovevamo segnare ogni atto del nostro animale guida e cercare di capirne le motivazioni.

 Perché Palla di neve faceva questo e quello? Perché Gondrano (strana traduzione italiana di Boxer) si faceva vessare e continuava a testa a bassa a lavorare incessantemente? Perché le galline scioperavano?

 Cosa voleva dire secondo noi?

 Ovviamente nessuno di noi poteva avere lontanamente idea che stessimo parlando della rivoluzione russa e dei suoi protagonisti, ma alla maestra non interessava, non era quello il punto.

 Il punto era che anche noi bambini di dieci anni potevamo già intuire alcune dinamiche umane abbastanza complesse e trarne le dovute conseguenze (ovviamente con altalenanti risultati, ma eravamo sempre bambini di dieci anni).

 A me toccarono le pecore e, all'epoca, ci rimasi anche un po' male perché avevano una parte completamente marginale, o almeno così pensavo.

 Intervenivano poco, dicevano sempre le stesse cose e, in verità, erano forse l'animale più intuitivamente comprensibile per un bambino: le pecore erano la massa incapace di fare domande, in grado solo di ripetere gli slogan dei maiali dominanti, incapaci di un pensiero personale o di una vaga ribellione.

 Erano insulse, stupide, ottuse e irritanti.

 Mi consolavo pensando alla mia compagna di classe Eugenia a cui era toccata Mollie, l'inutile cavallina vezzosa e piena di nastri che andava a tirare il calesse per i vicini e che, dopotutto, molti di noi un po' comprendevano.

 Gli anni sono passati e viviamo adesso un momento storico in cui mi chiedo se i bambini di dieci anni non abbiano momenti di lucidità sconosciuti agli adulti.

 Siamo molto seri, il problema di quest'epoca non è avere un'opinione diversa gli uni dagli altri, il problema è che molti hanno abdicato alla volontà di avercela un'opinione e non è solo una cosa grave, è una cosa spaventosa.
 Così, quest'anno, ho deciso di dedicare il post della giornata della memoria al collaborazionismo perché ricordare questo fenomeno può gettare una luce più chiara sulle tenebre che su di noi s'addensano.

STELLE CRUDELI:

 Uno dei grandi errori forse della giornata della memoria, è presentarla come qualcosa di manicheo: il bene e il male, il giusto e l'ingiusto. Intendiamoci, è OVVIO che sia così, ma privarla a mio parere di una certa complessità per chi la visse, dà la percezione errata che fare la scelta giusta fosse sempre semplice.

 Ci sono stati fulgidi eroi che DEVONO essere ricordati, a monito imperituro del fatto che quando si dice che "Non c'era altra scelta", in verità quella scelta, volendo, poteva esserci eccome. C'è sempre un modo per dire no, e questo è il messaggio più importante, ma quello che forse passa meno è il prezzo che fu pagato. 
La celebre foto dell'unico uomo che si rifiutò di salutare Hitler
tra centinaia di persone, ritrae August Landmesser, operaio che
a causa del suo matrimonio con una donna ebrea, venne più volte
rinchiuso in campi di detenzione. Sua moglie venne internata e
uccisa, le figlie date in affidamento ad altri e, infine, venne spedito
a combattere al fronte dove fu, infine, disperso

 Ci sembra ormai un concetto lontano il fatto che molti furono torturati e uccisi per le loro scelte, come un romanzo eroico che non riguardò fino in fondo persone in carne ed ossa, persone esattamente come noi, ma personaggi speciali, romanzeschi, irraggiungibili nella loro bontà e perfezione.

 E' importante, a mio modesto parere, parlare anche di quella zona grigia che potrebbe davvero scuotere la nostra coscienza, il famoso: se tu fossi stato al loro posto, cosa avresti fatto?

 In questo contesto, vorrei parlare di due storie che pongono tutte l'accento sull'ambiguo sentiero del male, la famosa strada del diavolo che è lastricata di buone intenzioni, ma sempre all'inferno finisce.

Stella Goldsbach:

 Conoscevo già in parte la storia di Stella Goldsbach, da cui Takis Wurger ha tratto un romanzo appena edito da Feltrinelli, tramite un'altra storia esemplare dell'olocausto, quella di Felice Schragenheim, giovane ebrea tedesca che visse un'appassionata storia d'amore con Lilly Wust, giovane madre tedesca, fino alla sua deportazione Bergen-Belsen.

 Nel libro di Erika Fischer "La breve vita dell'ebrea Felice Schragenheim" Beit ed. (bellissimo, CERCATELO), in un capitolo, si raccontava la storia di questa bellissima ragazza ebrea, Stella, collaborazionista dei nazisti, incaricata di scovare quelli che venivano comunemente chiamati: U-boot.

 Gli U-boot erano gli ebrei che si erano rifiutati o avevano dismesso la famosa stella di David e giravano con documenti falsi per non essere identificati come tali dalla Gestapo.

 Uno dei metodi che la Gestapo aveva per stanarli era mandare in giro gente come Stella a RICONOSCERE gli U-boot facendo stilare poi loro identikit e indicazioni utili alla loro cattura.

 Perché Stella si prestava? Per soldi, ogni ebreo catturato grazie a lei fruttava parecchio denaro, per i suoi genitori, che erano stati catturati e deportati e di cui le era stata garantita la salvezza (anche se poi vennero uccisi comunque) e poi chissà.

 La sua storia dopo la fine della guerra è sospesa tra l'ambiguo e l'inquietante: catturata dai sovietici, scontò dieci anni di carcere, quando uscì si convertì al cristianesimo e divenne una fervente antisemita.
 Si uccise, ormai anziana, nella sua casa di Friburgo. La sua unica figlia, in una paradossale chiusura del cerchio, si era trasferita in Israele dove lavora come infermiera.

 Celeste Di Porto (conosciuta come Stella):

 Mentre cercavo info su  Stella Goldsbach, mi sono imbattuta in una storia molto simile la cui protagonista condivideva curiosamente il nome (nel suo caso il soprannome) con la sua omologa tedesca.

 Si tratta della storia di Celeste di Porto, detta Stella, una ragazza ebrea romana famosa nel ghetto per la sua bellezza che durante la deportazione degli ebrei fino all'occupazione nazista, collaborò col regime contribuendo, grazie alle sue soffiate, alla deportazione di altri ebrei.

 Svolgeva, sostanzialmente, lo stesso "lavoro" di Stella, e aiutò i fascisti a stanare degli ebrei nascosti durante il rastrellamento del ghetto ebraico romano e a scovare ebrei da sacrificare durante l'eccidio delle Fosse Ardeatine.

 In questo caso avvenne un episodio che definirei esemplare: proprio in occasione dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, salva suo fratello, inserito nell'elenco delle vittime da fucilare, offrendo in cambio il ventisettenne pugile romano  Lazzaro Anticoli, padre di una bambina, che, sulle mura della sua cella scrisse: "«Sono Anticoli Lazzaro, detto Bucefalo, pugilatore. Si non arivedo la famija mia è colpa de quella venduta de Celeste. Arivendicatemi»

 Dopo la guerra scappò a Napoli dove venne riconosciuta e rischiò il linciaggio, processata e infine amnistiata dopo pochi anni, tentò di tornare a vivere a Roma dove rischiò nuovamente il linciaggio. Convertitasi infine al cattolicesimo, vagò un po' per l'Italia per poi tornare nella capitale dove morì nel 1981.

 Entrambe le stelle si salvarono, ma a quale prezzo? Grazie al sangue di quante persone? Cosa fu la loro vita? Quale significato ebbe?

  E' facile immedesimarsi negli eroi, ma è qui il grande tranello: cosa avremmo fatto noi al posto delle due stelle? Avremmo sacrificato i parenti e gli amici di altri per i nostri? La vita di altri per la nostra?

 Perché, se vogliamo, la maggior grandezza di chi si oppose fu la capacità di porre la collettività prima dei propri interessi. 

 Chiunque si sia esposto, abbia combattuto, abbia salvato, lo ha fatto con un grande sprezzo del pericolo proprio e dei propri familiari (pensiamo anche solo alle famiglie che hanno nascosto gli ebrei) in favore del bene di persone altre.

 Molti penseranno che è il primo istinto di ogni persona: pensare prima a sé stessi che al prossimo, ma se tutti la pensassimo così cosa sarebbe della nostra civiltà?
 E' difficile essere fratelli e rimanere umani quando l'unico diktat è il "mors tua, vita mea", ma in realtà diventa terribilmente semplice quando riusciamo a pensare che un giorno potremmo essere noi l'altro che ha bisogno d'aiuto e di essere salvato.


DUCE!TU SEI UN DIO:

 Non è che Pupi Avati mi faccia impazzire, fa film di cui non sempre capisco bene  il fine se non la necessità di dirigere un film in media all'anno (i pupiavatiani mi perdoneranno), ma alcuni sono, in effetti, delle autentiche perle. 

 Uno dei più belli del suo ultimo periodo è "Il papà di Giovanna" (da cui ha anche tratto un libro), film che parte da una strana intuizione: ambientare un delitto nel periodo fascista.

 Diciamoci la verità, la narrativa italiana (e ancor più il cinema), a meno che non abbia specificatamente risvolti politici, fatica ad ambientare trame durante il periodo fascista. In effetti, in un paese che quel periodo non lo ha mai elaborato, per uno scrittore dev'essere come camminare sulle uova.

 L'unico esperimento interessante degli ultimi anni è il commissario Ricciardi di De Giovanni e, a mio parere, questo strano film che parte da un omicidio. 

 Una ragazza un po' strana, su cui il padre ripone altissime aspettative intellettuali, uccide una sua coetanea, bella e intelligente, l'unica peraltro a riporre in lei un qualche affetto. 

 Il padre a quel punto deve fare i conti con la realtà: sua figlia ha effettivamente qualcosa che non va, e forzarla ad una vita che non era in grado di affrontare, aveva aggravato la sua condizione fino a farla diventare un'omicida.
  In tutto lo sfilare di personaggi ce n'è uno che mi ricorda molti nostri connazionali allo stato attuale: una donnina iperfervente fascista, completamente innamorata del duce, che ascolta le canzonette fasciste alla radio con fare innamorato. Non pensa, non elabora neanche una qualche teoria personale sulla questione, non sembra nemmeno rendersi conto, marcia sul suo posto con fare stolido e la fiducia del fanatismo.
 Quel personaggio mi torna spesso in mente in questi ultimi tempi e lo ricollego a un libro che ho già citato qui, ma ho intenzione di continuare a citare: "Duce sei un dio!", una raccolta di lettere che gli italiani e le italiane, in un epoca presocial, sentivano il bisogno di inviare a Mussolini per dimostrare il loro ferventissimo ardore e la loro incomparabile fedeltà.
 Donne che avevano perso figli in battaglia pronti a offrirne altri, uomini in grado di scrivere lettere che manco al primo amore di gioventù, un delirio collettivo di adorazione mistica ai confini del fanatismo.

 Poiché, esattamente come Magneto, io ripongo pochissime aspettative nel raziocinio della masse, non mi stupisce minimamente che quello che accadde un tempo si ripresenti, in modo molto farsesco ma non meno pericoloso, di nuovo.
 Non mi illudo che la storia non possa ripetersi, ma mi illudo che forse, avendola vissuta non moltissimi anni fa, saremo in grado di porre, stavolta, una giusta resistenza preventiva. Forse.


 E' un post più strano degli altri per la giornata della memoria, ma penso che sia un momento storico in cui è necessario tornare a un certo livello di complessità.

 E' ovvio, neanche a me piacerebbe, tendenzialmente, arrovellarmi sui grandi dilemmi della vita o pensare ai grandi problemi del mondo quando anche i miei, che in confronto sono microscopici, mi sembrano già così insormontabili.

 Eppure è così semplice la tentazione di autoassolversi sostenendo che è talmente tanta la fatica di vivere che mettersi a pensare pure ad altro, agli altri, per giunta altri così lontani da noi, va oltre le nostre possibilità, ma nessun uomo come si dice, è un'isola.

 Soprattutto nessuna parte della storia è slegata dal passato e dal futuro e l'indifferenza stanca che si è appropriata di noi, facili pecore che trovano meno stressante brucare l'erba che alzare la testa verso le stelle, un giorno la pagheremo cara, la pagheremo tutta.
 Il passato non scompare.


martedì 8 gennaio 2019

Piccole recensioni tra amici! "Tutto quel buio" e "L'inferno è una buona memoria" tra noir poco surreali e saggi su vecchie glorie del fantastico.

 Mentre cerco di trovare il tempo per un fumetto importantissimo, (ma per questo fine settimana giuro che lo farò perché è davvero troppo importante), e rantolo dalla stanchezza, cerco di smaltire un po' di recensioni.


 E' un periodo molto stancante, un inizio anno che definire pieno di novità è fortemente riduttivo.


 Mi spiacciono tutti questi misteri, ma voglio dire tutto nel modo migliore possibile e penso che il modo migliore sia un fumetto.


 Godetevi intanto questo "Piccole recensioni tra amici"!


TUTTO QUEL BUIO di Cristiana Astori ed. Elliot:

 E' stata una piacevole sorpresa, anche se non quanto avrei sperato fino all'ultimo, questo giallo con venature horror di Cristiana Astori.

 Scovato per caso in un Libraccio dove ho preso l'abitudine di andare per preservare il mio stipendio e riuscire ad arrivare a fine mese (lo so, esistono le amiche biblioteche, ma ultimamente non esiste il tempo per andarci), mi ha incuriosito sin dalla quarta di copertina, una cosa, sottolineo, che non mi succede quasi MAI.

 La storia inizia in modo insolito: c'è la classica esperta che deve partire per recuperare l'antico vaso e portarlo in salvo MA stavolta l'antico vaso non è né un vaso né il solito libro o quadro maledetto.

 Si tratta infatti di una rara pellicola ungherese degli anni '20  svanita nel nulla e ricercatissima da danarosi, eccentrici e pericolosi collezionisti di tutto il mondo.

 Susanna Marino è una giovane esperta cinematografica che si arrabatta facendo la cameriera e prendendo, di tanto in tanto, commissioni per ritrovare perdute pellicole pericolose.

 Nel suo recente passato c'è un tragico lutto, nel suo tragico presente un problema di narcolessia e non solo. Il tutto condito da genitori che vorrebbero lasciasse Torino per tornare da loro in provincia e una cronica mancanza di denaro.

 Un giorno, un misterioso collezionista le commissiona il ritrovamento della pelicola Dracula Halalà, la prima che vedrebbe Dracula sul grande schermo e la copre di soldi e la spedisce a Budapest a cercarla.

 Lì, seguendo un flebile filo che s'intreccia con la tragica storia del '900, risale la corrente in un susseguirsi di cibarie ungheresi (che sembrano molto gustose), episodi horror al limite del sovrannaturale, morti, poliziotti non proprio sveglissimi e sexy violinisti.

 Allora.

 Inizio col dire che io muoio dalla voglia di leggere libri con trame simili, stile gialli all'italiana: trame inquietanti, con personaggi allucinanti e momenti di puro horror.

 Cristiana Astori rispetta tutto questo, anche troppo.

 Il debito che alcune sue scene hanno con l'immaginario dei gialli all'italiana, è anche troppo elevato, diciamo al limite della scopiazzatura. Il che va anche bene, ma bisognerebbe ricordare che nei gialli all'italiana certe robe estreme funzionavano perché l'intero film si reggeva su una totale surrealtà.
 Il problema del libro è che invece fa affidamento su un senso di irrealtà, quello che prova costantemente Susanna ogni qual volta accade qualcosa di strano, ma anche di particolarmente ordinario. 

 Tutto le appare irreale e ci tiene a ripeterselo e a ripetercelo, ed è la cosa più sbagliata del pianeta perché uccide l'atmosfera noir e un po' torbida che dovrebbe man mano crearsi.

 Se si vuole calcare la mano con episodi assurdamente crudeli o con pittoreschi omicidi, io sono la prima a essere concorde (non amo lo splatter, ma il perturbante sì), ma questi hanno senso solo se la trama e i personaggi coinvolti muovono tutti insieme in quella direzione.

 In parole povere: è un buon libro che sembra scritto col freno a mano, come se si temesse di andare fino in fondo.

 Grosso errore perché certi azzardi funzionano solo se si è violentemente coraggiosi, altrimenti resta il retrogusto amaro del "Vorrei ma non posso".

 So che la Astori ha scritto altri gialli con la stessa protagonista e sono molto curiosa di leggerli per capire se è proprio un suo modus operandi oppure se gli altri hanno quel tocco di vertiginosa follia e di spericolato coraggio che consentirebbe alle sue tante buone idee di diventare assurdamente grandiose.

 In caso contrario conto molto sulle prove future! Più libri su questo filone vi prego!!


L'INFERNO E' UNA BUONA MEMORIA di Michela Murgia ed. Marsilio:

 Va dato merito a Michela Murgia di aver contribuito a riaccendere la curiosità su Marion Zimmer Bradley, bravissima e controversa autrice di fantasy e fantascienza, autrice di decine di tomi, deceduta nel 1999.

 Ho scritto due post ultimamente sulla grandiosa e magnificente opera di MZB, quella saga di Darkover ricca di inventiva, umanità, personaggi meravigliosi e peculiari sperimentazioni sociali molto anni '70 adattate al mondo medievale e tecnofobo nato su un lontanissimo e gelido pianeta.

 Tuttavia qui da noi MZB è assai più conosciuta per "Le nebbie di Avalon", riscrittura, dal punto di vista della maga Morgana, del ciclo di Avalon.

 La Murgia ha dedicato a quel grande meraviglioso libro, questo piccolo saggio che, per dovere di cronaca devo avvisare: potrebbe molto comprensibile a chi non ha letto il libro di cui parla.

 Certo, nell'introduzione ci sono numerose pagine tratte dal libro per tratteggiare il personaggio di Morgana, piccola grande pedina di un destino che combatte per tutta la vita solo per vederlo compiersi.

 La Murgia, che ammette di aver letto il libro per assoluto caso (come per assoluto caso la maggior parte dei letttori si imbattono nei libri che cambieranno loro la vita), analizza i grandi personaggi femminili che compongono questa riscrittura in cui un potere nuovo, più crudele e meno lungimirante uccide simbolicamente e non solo un antico potere, comunque violento, ma con una sua logica.

 Molti personaggi affollano questa storia vividissima:
 Ginevra, la gattamorta del "vorrei ma non ci riesco perché sono una donnina tenerina deboluccia" che tiene avvinti a sé uomini avidi di zerbinaggio passivo/aggressivo.
 La perfida Morgause che dimostra come anche le regine, in nome del potere, possano compiere orribili nefandezze.
 Morgana, talmente impegnata a non farsi dire cosa deve fare della sua vita che, alla fine, ne vive una fatta di rimorsi e rimpianti.

 Un saggio che consiglio ai veri appassionati di MZB e a chi volesse lanciarsi nell'impresa, giusta e doverose, della nuova edizione de "Le nebbie di Avalon" dell'Harper Collins.
 Purtroppo rieditata in due volumi, (belli eh, ma big money) ha svelato a noi appassionati la sconcertante verità: nonostante  le precedenti edizioni fossero state tradotte dall'ottima Roberta Rambelli... non erano integrali!

E mi raccomando, state tuned! Questa settimana grande recensione su "Cinzia"!

martedì 18 dicembre 2018

I consigli natalizi 2018 parte III! Un'immersione tra gialli, Giappone, Russia, Filastrocche, Beatles e cartoleria austeniana.


Quest'anno, credo per la prima volta nei cinque e passa anni di apertura del blog, ho un'incontenibile voglia di postare consigli per i regali di Natale.

 Forse dipende anche dal fatto che per la prima volta mi trovo davvero agli sgoccioli anche io e ho quasi tutti i regali (compreso quello di Dolcemetà) ancora da fare.
 Alla fine risolverò anche io tutti in libreria, anche se Dolcemetà non è collaborativa. 

 Alla domanda "Tua zia e tuo cugino cosa leggono?", la risposta è stata "TUTTO" che, come ben sappiamo, non vuol dire NIENTE.
  Mentre cerco di farmi venire qualche idea, ne lascio qualcuna a voi! 

 Intanto, se cercate consigli lgbt più circostanziati, potrete trovare su LezPop i miei consigli a tema!



MORTE NELLA NEVE di Joseph Jefferson Farjeon ed. Lindau:


 recupero segnalando "Morte nella neve", il regalo ideale per i vostri amici giallisti.
Finora ho colpevolmente consigliato pochi romanzi (è che c'è una tale varietà di gusti al riguardo che mi è difficile dare un parere generale),

 E' la vigilia di Natale e una tormenta di neve blocca un treno nel mezzo del niente. I passeggeri scendono alla ricerca di un riparo e s'imbattono in una casa che sembra disabitata se non fosse che la tavola è perfettamente imbandita. Chi c'è là dentro? Qualcuno li stava aspettando?

 Se tutto fosse collegato a un omicidio avvenuto sul treno di cui vengono a conoscenza grazie a due strani figuri piombati dal nulla?
 Giallo con un tocco di sovrannaturale.



CINZIA di LEO ORTOLANI ed. Bao Publishing:

 Parlerò poi più diffusamente di questa incredibile graphic di un Leo Ortolani post Ratman che riprende l'avventura in solitaria di uno dei suoi personaggi fortunati: la transgender Cinzia.

 Lo fa in un modo sorprendentemente intelligente e consapevole, raccontando la quotidianità di una donna transgender alle prese tra documenti che non le corrispondo più, datori di lavoro bigotti che la rifiutano, omofobi minacciosi, amori impossibili e psicologi che devono certificare il suo bollino qualità di donna doc dop.

 Cinzia sta attendendo il bollino per iniziare la sua transizione e intanto s'innamora di un ragazzo che lavora per una sorta di organizzazione adinolfiana. Come finirà?

 Da Oscar le gag delle associazioni lgbtqjakdk.


NEL CUORE DI YAMATO di Aki Shimazaki ed. Feltrinelli:


Come nel precedente "Il peso dei segreti", Aki Shimazaki, autrice giapponese naturalizzata canadese, sceglie di raccontarci una storia attraverso i singoli personaggi. 
 Non si tratta dell'effetto Rashomon (la stessa vicenda raccontata da più punti di vista), ma del punto di vista di diverse persone che raccontano una storia che solo attraverso gli occhi di tutti assume una sua coerenza.


 Un ragazzo e una ragazza s'innamorano e decidono di sposarsi, ma lei viene notata dal figlio di un grosso industriale che la chiede in moglie (in Giappone ancora usano i matrimoni combinati) e le loro strade si dividono.

 Cosa ne sarà di loro tanti anni dopo? E perché i coprotagonisti quasi invisibili di quella vicenda si comportarono tutti in un certo modo?

 Bellissimo. Per gli appassionati d'Oriente e di storie benissimo scritte.


NERDOPOLI a cura di Eleonora Caruso ed. Effequ:


 Se avete un amico/a nerd (ma nerd in modo serio, non vagamente superficiale o cooool come va di moda adesso), questo piccolo saggio fa per lui.

 Trattasi di una raccolta di piccoli saggu/testimonianze di diversi attori che gravitano intorno all'ambiente nerd italiano: dalla curatrice Eleonora Caruso, ora autrice Mondadori, nata nell'ambito delle fanfiction a Susanna Scrivo, storica fumettosa saggista del mondo manga.

 Per gli interessati al tema dal punto di vista antropologico e per chi nerd lo è fino alla punta dei capelli.


KILLING EVE di Luke Jeggins ed. Mondadori:
 Sono mesi che sento parlare di "Killing Eve", serie della BBC che per noi italiani suona spudoratamente copiata dalla trama alla base del personaggio Julia della Bonelli. 

 Un'agente indaga su una sicaria di professione amante sfrenata del lusso e le due finiscono fatalmente per essere reciprocamente ossessionate l'una dall'altra in un vortice di criptolesbismo.

 Ho scoperto che la serie è tratta dagli omonimi romanzi di Luke Jeggins il primo in libreria ora per Mondadori.
 Per gli appassionati di serie tv psychothriller.



STORIA DELLA RUSSIA di Gustave Doré Eris edizioni:

 Incredibile, ma vero, Gustave Dorè fu autore di un protofumetto molto ironico sulla storia della Russia.
 La Eris edizioni lo riporta nelle librerie dopo l'unica edizione (incompleta) degli anni '80 in un lussuoso formato degno di nota e di regalo.

 Opera assai peculiare, non ci troviamo ancora davanti a un'opera fumettosa, ma in linguaggio ibrido tra un'illustrazione ormai stretta nelle sue singole vignette e didascalia umoristica (un po' sullo stile, se avete presente, de Il signor Bonaventura) e gli episodi satirici su quella che all'epoca della produzione era avversaria di Francia e Inghilterra (tanto per cambiare) si susseguono in un turbinio di tavole meravigliose.

 Elegante e sorprendente.


L'ALBERO DI NATALE di AA. VV. Elliot edizioni:

 Ogni stagione la Elliot edizioni sforna il tipico libro, che di colpo, quando l'atmosfera cambia e ci troviamo catapultati in una nuova stagione, festività, periodo, vorremmo leggere.

 "L'albero di Natale" è il libro natalizio per quest'anno: racconti di Natale poco conosciuti di grandi autori, primo su tutti il racconto amarcord di Dickens che dà il titolo al libro.
 Per quelli che iniziano a fare il countdown di Natale due mesi prima.



FILASTROCCHE DELLA TERRA DI MEZZO di Carlo Lapucci ed. Clichy:

 Anni fa, ascoltando la radio, rimasi stupita nell'apprendere come uno dei conduttori si interrogasse sul significato di un pezzo della sigla di Daltanius "Per Daltanius bimbumbalegiù!".

 Per me era sempre stato chiarissimo: si trattava infatti di una delle tipiche conte in cui qualcuno fatalmente perdeva e usciva dal gioco
.
 Ero molto giovane e ignoravo che le conte, le filastrocche e le canzoni da bambini variavano enormemente da regione a regione.
 In questo volumetto graziosissimo sono raccolte quelle dell'Italia centrale, mistico concetto geografico chiaro solo a chi ci vive (per il nord è tutto sud, per il sud è tutto nord).
 Molte le conosco anche io sebbene un po' variate e il libro si concentra in particolar modo sulla Toscana.

 Da regalare agli appassionati di folklore ed ai parenti compresi tra l'Emilia Romagna e la Campania.


IMAGINE JOHN-YOKO di John Lennon ed. Ippocampo:


Per gli appassionati di musica c'è un regalo che potrebbe mandarli in assoluto deliquio (quindi se progettate di conquistare qualcuno usando qualsiasi sordida arma prendete nota): "Imagine" di John Lennon. Non l'album però, ma il librone che l'Ippocampo edizioni ha splendidamente dato alle stampe e che contiene materiale fotografico e d'archivio, quasi del tutto inedito, inerente alla sua nascita leggendaria.

 Elegante, ricco e corposo, ideale per qualsiasi fan dei Beatles e di un periodo che non solo non ritornerà tanto presto, ma si sta allontanando a velocità supersonica di siderali distanze.


Progetto ELINOR MARIANNE ed. Franco Cesati:


Spessissimo gli amanti dei libri sono anche amanti della cartoleria.

 Per i più appassionati trovo giusto e doveroso segnalare questo progetto della Franco Cesati: "Elinor Marianne" che incrocia la passione per la letteratura con quella per la cartoleria un po' leziosa stile amanti di Jane Austen e tè inglesi con rose e tazzine di porcellana fine.

 Particolarmente graziosa "la trousse" che contiene segnalibri, fogli per incartare o da ritargliare, biglietti e molto altro.
 Per avere un'idea e per gli ordini, eccovi il link al sito!
 E se non arriva per Natale, è un'ottima idea per la befana!

giovedì 13 dicembre 2018

I consigli natalizi 2018 parte II! La cavalcata tra libri natalosi (con un filo di polemica) continua tra atlanti, presepi, west, Sturmtruppen e comete.


Continua la mia cavalcata di consigli natalizi brevi (per i miei standard), concisi e polemici.

 In realtà, considerando che la lettura è evasione, ma anche riflessione, forse il fatto che il mio malumore verso la pessima china del mondo si riversi nelle recensioni e il mio gusto ne venga influenzato non è altro che un'inevitabile conseguenza (o forse sono solo un po' cotta dai turni).


 Inoltre ho ammassato un altro po' di consigli, quindi sappiate che presto ci sarà una terza infornata!

 Questo sistema di recensioni spot in codeste fauste occasioni festose mi aggrada assai!


Ma non perdiamo altro tempo!




L'ANNO DELLE COMETE di Daniel Schonpflug ed. Keller:

C'è stata, in alcune epoche di particolare distruzione, una goccia di splendore. 

 Nel 1918, al termine del primo drammatico conflitto mondiale, iniziarono a cadere comete: scrittori, artisti, militanti, politici, attraversarono brucianti il cielo di un mondo che non si trasformò mai in mattino, ma continuò una lunga notte fino al 1945.

 Anni oscuri e splendenti attraversati da personalità che posero le basi del secondo conflitto mondiale, ma anche della nascita del mondo contemporaneo.

 Questo per ricordarci che anche nella notte si vedono ogni tanto delle luci. Non in questo momento però.


STURMTRUPPEN di Bonvi ed. Mondadori Comics:

 Corre il cinquantesimo anniversario dell'invenzione delle militaresche creature di Bonvi. 

 Soldati tedeschen che parlano come un italiano immagina parli un tedeschen, mettono in ridicolo il tanto esaltato ultimamente mondo militare fatto di ordini insensati, comande che si fa più danno ad esaudire che disattendere e organizzazione al limite dell'idiozia.
 Bonvi metteva alla berlina tedeschi, alleati italiani e giapponesi. In un momento storico in cui si rievoca l'asse Roma-Berlino farebbe bene rimettere le cose nella sua giusta prospettiva storica e idiotica.

 La Mondadori comics sta riproponendo la ristampa a colori di tutte le strisce del capolavoro bonviano e, se siete interessati, a Bologna è in corso una mostra.

Ps. Se volete allegare ulteriore regalo, consiglio lo splendido "Un anno sull'altipiano" di Emilio Lussu, in cui lo scrittore racconta il suo folle, surreale e tragico (purtroppo e sottolineo purtroppo tragicomico) anno come ufficiale durante la prima guerra mondiale. E' come Bonvi, con l'aggravante che non è un'opera di fantasia, ma la realtà.


GLI ITALIANI ALLA CONQUISTA DEL WEST di Luigi Grassia, Mimesis edizioni:

 Se chiedete a molti italiani se abbiano mai letto un fumetto, vi diranno subito di no. Poi quando chiederete "Neanche Tex?", allora magicamente si scoprirà che i fumetti, un tempo, li hanno letti eccome e anzi, al ricordo, di colpo scoprono di volerlo fare di nuovo.

 Per tutti i nostalgici appassionati del west, c'è questo grazioso volumetto sulle glorie italiche del selvaggio ovest. 

 Tutte storie vere di cowgirl e cowboy che hanno preso armi, bagagli e cavalli e hanno scritto una storia tutta spaghetti western.


IN CUCINA CON KAFKA di Tom Gauld ed. Mondadori:

 Vignettista conosciuto e amato dai bibliofili per i suoi fumetti sul mondo del libro, quest'anno potrebbe essere un ottimo regalo per i booklover più focosi.

 "In cucina con Kafka" è una graziosa raccolta di brevissimi fumetti che mettono alla berlina con gusto e intelligenza, lettori, scrittori, mode editoriali, passioni bibliofile, classici e fissazioni libresche contemporanee.

 Piccolo e divertentissimo, piacerà da morire a chi ha sempre un libro in borsa.
  Inoltre risolve l'annoso problema natalizio del: "Voglio regalare un libro che faccia ridere!", richiesta evergreen che si sta confermando anche quest'anno.

 Se siete nel dubbio googlatelo, alla fine lo comprerete anche per voi.


THE PASSENGER. GIAPPONE ed. Iperborea: 

Metto questo libro/rivista tra i consigli aggiungendovi un lampeggiante che indica ai miei amici e parenti "VOGLIO CHE LO REGALIATE ANCHE A ME"!

 Da qualche mese l'Iperborea ha avviato una sorta di corposa rivista "The passenger" che bimestralmente raccoglie articoli su uno specifico paese del mondo. Il primo fu l'Islanda, poi venne l'Olanda e infine il nostro amico Giappone che, in verità, quest'anno va più di moda del solito in libreria.

Gustoso, interessante, regalo ideale per i molti appassionati del Sol Levante e per gli indefessi viaggiatori (anche quelli wannabe, che hanno molta voglia, ma poco portafoglio, tipo me).


IL PRESEPIO di Maurizio Bettini ed. Einaudi:

 Mio padre ha una vera passione per i presepi. Durante tutto l'anno raccoglie indefessamente muschio, rametti, legna, sassi e, non lo dico perché sono sua figlia (sul mio instagram potete avere prove fotografiche), crea dei veri capolavori, in pieno napolitan style.

 Quando ero piccola e compravamo pastori e personaggi mini vari nei mercati campani, ero affascinata dalla quantità di figure fisse e apparentemente contraddittorie del presepe. 

 Già a 8 anni mi sembrava sospetto che un fraticello francescano apparisse sul luogo della nascita del bambinello e non capivo perché tutti fossero vestiti in modo medievale, ma apparisse qui e lì una guardia romana.

 Mio padre mi spiegò solo il significato di Benino o Benito o Benigno, il pastorello che dorme proprio sopra la capanna in cui nasce Gesù e che rappresenta l'umanità che chiuse gli occhi davanti alla nascita del salvatore.

 Ecco, il presepe in realtà nasconde mondi, significati e iconografie sconosciute che Bettini racconta in questo libro, poco divulgativo e molto di livello, che interesserà gli appassionati di presepi, antropologia e folklore!


LE PUBBLICITA' DI NATALE CHE HANNO FATTO EPOCA di Fochesato ed. Interlinea:

 Quest'anno più degli altri anni, mi sembra che il lato commerciale del natale sia particolarmente preponderante. 

 Direte "Sai che novità", però boh, mi sembra che fino a pochissimo tempo fa essere più buoni a Natale fosse un merito, mentre adesso è un profondo e offensivo demerito. Offensivo verso le tante pecore che berciano, ma ci tengono tanto a fare l'albero bello bello e i pacchetti belli belli e il natale è tutto lì.

 Ecco, siccome tutti abbiamo un parente del genere, ad esso potrete regalare questo bel libretto dell'Interlinea che raccoglie immagini delle pubblicità natalizie d'epoca.
 Un regalo gradito anche agli appassionati del settore e della Coca Cola.


 IL MANOSCRITTO VOYNICH ed. Bompiani:

 Nel saggio sulle curiosità del libro che ho scritto e uscirà nel 2019 (pubblicità non occulta) ho ovviamente dedicato un paragrafo al manoscritto Voynich, uno dei libri più misteriosi del mondo. Ritrovato in un monastero di Frascati e venduto inopinatamente dai monaci al mercante d'arte Voynich, si trova adesso negli Usa e rappresenta da secoli un gustoso mistero.

 E' scritto infatti in una lingua che non esiste e le miniature sono altrettanto misteriose: scherzo alchemico, truffa ai danni del re Rodolfo II dalla cui biblioteca proviene o che altro?

 La Bompiani propone una splendida ristampa anastatica su cui scervellarsi, elegante e immancabile nelle biblioteche dei veri appassionati di storia e storia del libro.


IMBUSTASTORIE ed. Abeditore:


 Già l'anno scorso l'Abeditore aveva inventato un grazioso sistema per risolvere in modo economico e ragguardevole, i cosiddetti "pensierini": erano le imbustastorie, buste da lettera con all'interno una cartolina e alcune fiabe riccamente illustrate.

 Quest'anno si ripete l'impresa, ma in modo ancor più geniale per noi regalatori: le buste infatti sono "tematiche". 

 Quattro temi: "Magia", "Dubbio", "Sogno" e "Incubo" con 5 racconti classici per ogni busta.

 Il set delle 4 buste viene 12 euro. Quattro splendidi regali risolti in un attimo.


PAROLE ARMATE di Valeria P. Babini ed. Tartaruga:

 E qui si fa l'Italia o si muore. Ma come si è fatta l'Italia della resistenza e del secondo dopoguerra? Solo con le armi o anche con le parole?

 La risorta Tartaruga propone un'interessante antologia di donne scrittrici che diedero il proprio contributo alla resistenza e alla ricostruzione attraverso scritti clandestini, romanzi o opere di contropropaganda.

 Si apre uno spaccato poco conosciuto e adesso attualissimo: quello della lotta e resistenza attraverso i mezzi di telecomunicazione: giornali clandestini, trasmissioni radio, inchieste giornalistiche, libri censurati.

 E riemergono figure importantissime, ma spesso conosciute solo tra gli addetti ai lavori, come Palma Bucarelli, direttrice storica della Galleria d'arte moderna di Roma, che mise in salvo innumerevoli capolavori decidendo sotto sua responsabilità di translare le opere in Vaticano per metterle in salvo dall'atto finale della ritirata tedesca e dalla guerra di liberazione.

 Per appassionati di storia, critica letteraria e, in generale, per grandi lettori.



ATLANTI CELESTI di Elena Percivaldi ed. National Geographic:



 Altro consiglio per gli amanti dei libri d'arte ed illustrati (e i famosi coffee table books), "Atlanti celesti" è una splendida raccolta di carte astronomiche realizzate tra il 1500 e il 1800.

 Stelle, collestazioni, pianeti in una continua evoluzione di conoscenze, ma anche stili cartografici diversi.

 Per appassionati d'arte, ma anche di storia.

lunedì 10 dicembre 2018

I consigli natalizi 2018 parte I! Una super infornata un po' polemica tra Guareschi, inverni troppo corti, pattinatrici sul ghiaccio, magia, epidemie, passeri e unicorni.

Come ogni Natale arriva il fatidico momento in cui, per ragioni misteriose (magari i terrapiattisti le conoscono) mi ritrovo dal 20 novembre al 10 dicembre in un soffio.

 Tutti i miei buoni propositi sono quindi andati già a farsi friggere ed è perciò che ho deciso di fare un post un po' diverso dal solito.

 Per riuscire a stipare tutti i consigli che voglio darvi userò il metodo "Donna moderna" (da me così ribattezzato anche se poi è lo stesso che usano tutti i giornali): segnalazione del libro con qualche riga e non il mio solito spiegone.

 Ovviamente, essendoci tra di essi dei libri che considero particolarmente belli e meritevoli, quelli avranno futuro post a parte. Su tutti "Trottole" di Tillie Walden, un vero capolavoro.

 Mi perdonerete nei consigli di quest'anno un tono un po' polemico, ma in me al momento convivono un insolito spirito natalizio che risorge dopo anni e una certa rabbia verso tanti concittadini che ormai il significato del natale lo hanno perso da quel dì e usano la festa solo per i loro porci comodi.

 Sto cercando di essere festosa nonostante tutto, ma è dura!

 Forza, coraggio e consigli!


 INVERNO di Alessandro Vanoli ed. Il Mulino:

 In questi anni sempre peggiori in cui l'estate dura ormai almeno 5 mesi (e scusatemi, amanti dell'estate, ma quando vivi in una città afosa 5 mesi d'estate non sono stupendi, sono l'inferno), ricordare i vecchi lunghi e sconfinati inverni, i loro silenzi e le lunghe giornate passate in casa, agli amanti del gelo può far solo piacere.

 Questo piccolo saggio del Mulino farà felici le persone che, come me, vorrebbero godersi di nuovo la stagione fredda, quella vera, anche per ritrovare con gioia quella calda.

 Cosa portava con sé il generale inverno d'un tempo? Freddo, ma anche riflessione, notti infinite e pomeriggi proficui.


LE GRANDI EPIDEMIE ed. Besa:

 Si può regalare un libro sulla peste e sulla lebbra a natale?

 Sì, nel 2018, neomedioevo, si può. 

 Quando le malattie fortunatamente debellate cominciano a sembrare favole e la gente torna a credere alla terra piatta, ecco un regalo che potrete fare a chi mette in dubbio il progresso della scienza: 5 agili volumetti, scritti in modo divulgativo e interessante sulla storia, gli aneddoti e l'eziologia delle epidemie che hanno devastato generazioni attraverso i secoli.

 Non bisogna andare neanche troppo indietro nel tempo, la spagnola la ricorda anche mia nonna.


UNICORNI di Valeria Arnaldi ed. Ultra:

 Icona prima queer poi man mano sempre più mainstream, non si riesce a girare negozio senza vedersi comparire un unicorno davanti. 

 Ma questi benedetti unicorni perché piacciono tanto? Chi li ha inventati? Perché nel medioevo si credeva esistessero e perché poteva avvicinarli solo una ragazza vergine? 

 Un libro della prolificissima Valeria Arnaldi che cerca di spiegare l'iconografia e le origini di un animale leggendario che vive adesso uno dei suoi più scintillanti momenti.
 Ideale regalo lgbtq, per appassionat* e per nipotin* e amici glitterati.


GIOVANNINO NEI LAGER di Giovannino Guareschi ed. Rizzoli:

 A Roma si rubano le pietre d'inciampo, a Napoli si fanno le statuette di Hitler da mettere nel presepe e intanto si butta la gente per strada mentre si frigna per le radici cristiane dell'Europa.

  In questa grande confusione, farebbe bene a molti questo splendido libro di Guareschi: "Giovannino nei lager", tomo nel quale i figli dello scrittore hanno riunito le opere della prigionia del padre "Favola di Natale", "Diario Clandestino" e "Ritorno alla base".

 L'autore di Don Camillo e Peppone, dopo l'armistizio, rifiutandosi di combattere al fianco dei tedeschi, fu internato per ben due anni in svariati campi di prigionia tra la Polonia e la Germania.

 Ne uscì segnato, ma non piegato, anche grazie al fatto che scrisse tantissimo benché poi decise di pubblicare ben poco di quelle pagine che stese per risollevare il morale suo e dei suoi compagni.

 Lo spirito dell'opera è chiaro sin dall'introduzione di "Diario Clandestino", intitolata "Istruzioni per l'uso":
 "Io, insomma, come milioni e milioni di personaggi come me migliori di me e peggiori di me, mi trovai invischiato in questa guerra in qualità di italiano alleato dei tedeschi, all’inizio, e in qualità di italiano prigioniero dei tedeschi alla fine. 
Gli anglo-americani nel 1943 mi bombardarono la casa, e nel 1945 mi vennero a liberare dalla prigionia e mi regalarono del latte condensato e della minestra in scatola. Per quello che mi riguarda, la storia è tutta qui. 
Una banalissima storia nella quale io ho avuto il peso di un guscio di nocciola nell’oceano in tempesta, e dalla quale io esco senza nastrini e senza medaglie ma vittorioso perché, nonostante tutto e tutti, io sono riuscito a passare attraverso questo cataclisma senza odiare nessuno.  
Anzi, sono riuscito a ritrovare un  prezioso amico: me stesso…. Per venire alla mia storia, dirò che io assieme a un sacco d’altri ufficiali come me, mi ritrovai un giorno del settembre 1943 in un campo di concentramento in Polonia, poi cambiai altri campi, ma dappertutto la faccenda era la stessa dei campi di prigionia…. L’unica  cosa interessante, ai fini della nostra storia, è che io, anche in prigionia conservai la mia testardaggine di emiliano della Bassa: e così strinsi i denti e dissi: Non muoio neanche se mi ammazzano!. E non morii. Probabilmente non morii perché non mi ammazzarono: il fatto è che non morii. Rimasi vivo anche nella parte interna e continuai a lavorare…"


LA PREGHIERA DI UN PASSERO CHE VUOLE FARE IL NIDO SULL'ALBERO DI NATALE di Gianni Rodari ed. Einaudi Ragazzi:

 Vi ricordate quel concetto per il quale le favole per bambini hanno in realtà una morale profonda, mascherata per far passare il concetto anche alle menti semplici dei più piccoli?

  Ecco, poiché le menti semplici adesso ce l'hanno anche parecchi adulti, consiglio di regalare a piene mani questa bellissima edizione illustrata da Sarah Wilkins di una poesia natalizia di Rodari che ha per protagonista un passero.

 Il povero volatile, solo nel gelo invernale, guarda smanioso una famigliola intenta a fare l'albero di natale e a ingozzarsi di leccornie oltre la finestra.

 Tesse per loro una poesia in cui promette che se lo faranno entrare salvandogli la vita, non darà fastidio, ma mangerà solo briciola e porterà tanta gioia.
 Lo spirito del natale, quello vero.


MAMMA HO PERSO L'AEREO di Kim Smith, Chris Columbus e John Hughues ed. Mondadori:

 Ma che ne sanno i 2010 di un'epoca in cui potevi lasciare per sbaglio tuo figlio a casa senza sapere se fosse vivo o morto e senza poterlo contattare per giorni, bloccato da una bufera di neve dall'altro capo dell'America? 

 Quando cellulari e altri miliardi di forme di comunicazioni e controllo erano lungi dal divenire, si potevano fare film come "Mamma ho perso l'aereo" (e il protagonista poteva persino sopravvivere!).

 Per raccontare ai più piccoli di questa mirabolante epoca preistorica a cui misteriosamente siamo sopravvissuti, ecco un illustrato con la storia di Kevin alle prese coi ladri e i mille trucchetti per fermarne l'avanzata casalinga!



TROTTOLE di Tillie Walden ed. Mondadori:


 Regalo perfetto per gli amanti delle graphic novel di alto livello e dei bei libri in generale (anche se non leggono graphic, magari così gli viene la voglia).


 Premio Eisner 2018, è la storia autobiografica di Tillie Walden, campioncina di pattinaggio sul ghiaccio. 

 Dopo un'infanzia abbastanza felice in New Jersey, in cui la gioia di pattinare e l'energia della passione rendono tutto luminoso ed esaltante, alle soglie dell'adolescenza Tillie e family si trasferiscono in Texas.

 Ora, da quel che si evince dai programmi di Netflix e un po' in generale da film e telefilm, il Texas non è il posto ideale dove vivere se non sei molto religioso, molto americano e non eterosessuale. 

 Tillie è solo molto americana e ci mette un bel po' ad inserirsi in un contesto chiuso, peggiorato dal fatto che il pattinaggio, il suo unico appiglio, non le piace più.

 Vorrebbe smettere, ma se lo facesse cosa le rimarrebbe? Così gli anni del liceo passano tra allenamenti, difficoltà, innamoramenti proibiti, coming out, madri assenti e madri tigre e un mondo che diventa sempre più feroce.

 Una graphic stupenda (a cui dedicherò un post lungo quanto prima) che insegna una cosa fondamentale: nessuno esce indenne dalla propria esistenza, ma con un po' di coraggio tutti possiamo limitare i danni.


 LO SCHIACCIANOCI di E.T.A. Hoffmann ed. Bur:

 Forse non tutti sanno che il celeberrimo balletto de Lo Schiaccianoci, prende le mosse da una storia dell'autore tedesco Hoffmann, lo stesso, per intenderci de "L'uomo della sabbia", capace di fondere fantastico, horror e magico in modo estremamente originale.

 Che lo Schiaccianoci non sia una favola come un'altra si evince dai tanti momenti inquietanti: i topi assassini, il re dei topi con sette teste (dite quello che volete, ma se io vedo arrivarmi in camera una pantegana con sette teste non la prendo bene), le battaglie tra giocattoli e sorci.

 Rimane tuttavia una meravigliosa storia natalizia (tutto comincia la vigilia di Natale e finisce due giorni dopo) con un sapore retrò da Vienna prenazismo, dove tutto era oro klimtiano, sacher torte, Freud e nobildonne nelle cioccolaterie mirabilmente stuccate.

 L'edizione della Bur uscita in occasione di questo Natale ha delle mirabili illustrazioni fiabesche che rimandano un po' all'immaginario magico dell'est europeo. Splendido.


SORELLE MITFORD di Mary S. Lovell ed. Neri Pozza:

 . 
Tutti conosciamo almeno una persona appassionata di Downton Abbey e anni '20 in Francia o in Inghilterra

 Per costoro quest'anno è uscito un libro che definire ad hoc è riduttivo: la biografia delle sei sorelle Mitford che misero a ferro e fuoco il beneducato mondo dell'aristocrazia inglese.

 Per la serie "ognuno è complice del suo destino", le sei sorelle ebbero percorsi di vita molto diversi, soprattutto in ambito politico. Per una Unity Mitford completamente ossessionata dal nazismo e da Hitler, ci fu una Jessica Mitford che partì per combattere nella guerra civile spagnola.

 Sposate, piene di amanti (Pamela Mitford ebbe come compagna di vita un'italiana, Giuditta Tommasi), di avventure e tragedie, appassioneranno gli amanti del genere e non solo.
 Io lo regalerò a mia suocera, assieme al dvd speciale sui matrimoni a Downton Abbey (poi me li farò prestare).


LA VECCHIA DEI CAMINI di Carlo Lapucci ed. Graphe.it

 Lamentavo, un paio di anni fa, la mancanza di adeguata bibliografia sulla befana, la vecchina che popolò le mie gioie infantili portando i regali e le calze nell'ultimo giorno di festa utile.

 Quest'anno la Graphe.it editrice ha pubblicato un piccolo saggio sulle origini di questa creatura natalizia tutta italica.

 Con mio grande stupore, ho scoperto che una tradizione identificherebbe la befana in Procula, la moglie di Ponzio Pilato. Costei, per espiare i peccati del marito (anche se non sono convinta si possano espiare peccati conto terzi) avrebbe stretto una sorta di patto con Dio decidendo di rimanere a vagare sulla terra fino al giorno del giudizio.
 Per veri appassionati dell'anziana signora.


 ARTE E MAGIA. IL FASCINO DELL'ESOTERISMO IN EUROPA ed. Silvana:


 Fino al 29 Gennaio a palazzo Roverella a Rovigo sarà in corso una mostra sul rapporto tra arte e magia in Europa. 

 Il modo in cui l'esoterismo e il concetto di magico sono riusciti a influenzare l'arte del vecchio continente tra la fine dell'800 e la la prima guerra mondiale ha dato vita a un'interessante mostra che mi piacerebbe tantissimo vedere (spero di riuscirci) e che ha prodotto uno splendido catalogo della Silvana Editrice.

 Per appassionati d'arte e non solo.


Prestissimo (forse anche domani) seconda infornata!!
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