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lunedì 31 ottobre 2016

All Hallow's Read! Perché non regalare spaventosi libri per uno spaventevole Halloween? Da un'idea di Neil Gaiman, suggerimenti per ogni lettore tra case stregate, zucche da cucinare, Dylan Dog e stregonerie varie.

 Circa tre settimane fa, proprio in corrispondenza dell'inizio di ottobre, una lettrice su fb mi ha svelato l'esistenza di un'idea del sempre foriero di idee Neil Gaiman.


 Il buon Neil, evidentemente in astinenza dalla creazione di fumetti, romanzi, sceneggiature di film e chissà che altro, ha cercato di lanciare una nuova usanza per Halloween: All Hallow's read.

 L'idea è semplicissima: regalare un libro horror ad amici e parenti durante la settimana di Halloween.

  Sì, direte, l'ennesima idea di commercializzare una festa.

 In realtà, secondo me, qualsiasi cosa implichi un libro non può essere cattiva. 
 Inoltre, un libro in più in giro non fa mai male (a meno che con libri horror non intendiate qualcosa di follemente razzista od omofobo per dire) e, infine, potrebbe essere l'occasione, per svariati lettori, di esplorare un genere da molti poco frequentato.

  Molti pensano che horror voglia dire solo vampiri adolescenti innamorati (o direttamente Dracula) o zombie. In realtà, oltre i brufoli di Twilight e le altissime vette di Stoker e Mary Shelley c'è molto altro.

 Se mi seguite su fb, saprete che sono ormai settimane che tento di motivare le masse a partecipare e, nel tentativo, ho prodotto numerosi suggerimenti.

 Ho pensato di replicarne un po' qui (e a questo incrocio di mezzi internettiani si deve la forma un po' inusuale del post che prevede molti suggerimenti in stile lista) per chi se ne sta saggiamente fuori dal regno di Mark Zuckerberg.
 Penso che ormai sia tardi per questo Halloween, ma di sicuro sono in tempo per il prossimo!


CHI VUOLE ENTRARE NELLA CASA STREGATA?:

 Anni fa, io giovane e ingenua, inorridii davanti a quella che mi sembrava la più terribile delle profanazioni: una guida turistica per i cimiteri più belli d'Europa. 

Si trattava della celebre "Guida ai cimiteri d'Europa" ed. Stampa Alternativa e mi suggerì che forse, in effetti, visitare le case dei defunti poteva avere qualcosa di affascinante.

 E in effetti, a posteriori, nonostante finora abbia visitato solo il cimitero acattolico di Roma, dove riposano, tra gli altri, Gramsci e Keats, e il Monumentale di Milano, c'era poco da inorridire e molto da imparare, perché anche i cimiteri sanno essere luoghi affascinanti (questo, nonostante abbia fissa in testa la scena di "Bianco rosso e verdone" in cui Verdone accompagna la nonna al cimitero alla ricerca di una tomba in cui il cognome è "Riso, ride, sorriso..").

 Perciò se avete amici e parenti che magari leggono poco, ma viaggiano molto, ci sono vari titoli a cui attingere, tra cui:

- "Passeggiate nei prati dell'eternità" di Valeria Paniccia ed. Mursia, un epigono della succitata guida ai cimiteri europei.

- "Castelli del mistero", una guida ai manieri presuntamente infestati d'Italia (pur non credendoci, ogni leggenda è ben accetta) di Riccardo Baudinelli ed. Mattioli 1185.

- "Guida ai luoghi misteriosi d'Italia" che schiaffa saggiamente in copertina il parco dei mostri di Bomarzo, di Umberto Cordier ed. Piemme.

- "Andar per la Roma dei Templari" di Barbara Frale ed. Il Mulino. Del resto Giacobbo ce lo ha insegnato, dove c'è templare c'è mystero.


 IL DONO LOW COST:

 Giustamente direte voi, un regaletto qui, uno lì, il portafoglio si svuota.

Certo, c'è la consolazione che in teoria dovreste ricevere in cambio un altro libro per i vostri servigi, tuttavia il desiderio di saltare il giro è tanto.

 Ebbene, miei cavi e cave, basta cercare con astuzia, perizia e un poco di furbizia, e un bel libretto horror low cost con cui fare una bella figura, vi assicuro che viene fuori.

 Per prima cosa vi consiglio due titoli della Abeditore, una casa editrice piccolina che ha una grafica strepitosa (davvero davvero considerevole), basti vedere le copertine di: 

- "Racconti di diavoli e una favola" di Robert Louis Stevenson.
- "Sette racconti neri e uno bizzarro" di Edgar Allan Poe, appena 6 euro l'uno.

  complice il fatto che sono appena usciti due numeri specialissimi: 
Altra possibilità è di gettarsi su Dylan Dog,

- "Dopo un lungo silenzio" scritto dopo molti anni di assenza da Tiziano Sclavi in persona (euro 3,20), in cui il protagonista è un demone sin troppo reale che divora le esistenze di molti in momenti di grande fragilità.

- "Mater dolorosa", splendido albo interamente a colori che ha anche la copertina in versione variant di Zerocalcare (6 euro).

Un'ultima chicca, "Angeline o la casa degli spettri", racconto di fantasmi di Emile Zola, ed. La vita felice, (6,50 euris).


CHE STREGONERIA E' MAI QUESTA?:

 Non ci sono moltissimi libri (belli) che hanno per protagoniste delle streghe.

 Purtroppo, com'è, come non è, si finisce sempre per rimestare  nei soliti young adult pieni di amori, amorazzi, magia e fondamentalmente molti intrecci lovelosi.

 Non che quelli per adulti siano migliori e i personaggi femminili in generale non è che abbia avuto fortuna nell'horror contemporanea.
 Nel 90% dei casi si tratta sempre di figure  affascinanti e fatali che conducono i vari protagonisti e antagonisti sulla via della perdizione.

 In realtà, la strega, è una creatura dell'immaginario orririfico, assai peculiare.
 Essere immaginato al punto da diventare per molte menti accecate realtà, è carica di un passato assai crudele nel quale migliaia di donne hanno pagato con la vita un insieme di terrori ancestrali e simbologie negative legate alle donne e all'oscuro desiderio misto a risentimento che le culture molto repressive (soprattutto in campo sessuale) tendono a proiettare sul genere femminile.

 In poche parole, la Strega è un demone creato dai demoni interiori di qualcun altro, il potere maschile dominante in primis.

 Proprio per queste profonde e tormentate radici storiche, in realtà nel caso delle streghe, i libri più interessanti finiscono per essere quelli di saggistica. 

 Si tratta perciò del regalo ideale per quei lettori che "no i romanzi manco a morire" o "non leggerò un horror neanche sotto tortura perché non mi abbasso a tanto".

 Molteplici le possibilità:

- "La caccia alle streghe in Europa" di Brian P. Levack ed. Laterza, excursus storico sul periodo della caccia alle streghe.

- "La strega ovvero degli inganni dei demoni" di Pico della Mirandola ed. Mimesis. Un documento sulla stregoneria dell'umanista Pico che, nonostante tutte le sue buone intenzioni, all'arcana figura della strega ci credeva eccome.

- "Volare al sabba" di Cesare Bermani ed. DeriveApprodi. Partendo da un caso di processo per stregoneria abruzzese, Bermani ricostruisce le radici dell'idea di stregoneria nell'immaginario popolare.

- "Vanina la zoppa" di Emanuela Vacca ed. Meravigli. Un processo per stregoneria (finito malissimo) ai danni di una donna il cui peccato principale, si evince dagli atti, era quello di saper curare con le erbe.


IL TERRIBILE ORIENTE:

 Il secondo anno di università sono stata colta da una vera passione per gli horror orientali.

Persino mia madre che si spaventa anche solo vedendo Harry Potter, si incuriosì e ricorda ancora con sconcerto un film coreano in cui un'assassina ricostruiva da sola un'impianto idraulico ed elettrico dopo aver murato nel muro la sua vittima (un ottimo lavoro di muratura anche quello).

 La cosa interessante degli horror orientali è che i preti non servono a niente, le croci non aiutano, gli esorcismi shintoisti funzionano solo fino ad un certo punto e certo non plachi l'anima di qualcuno con una degna sepoltura e un po' di acqua santa.

 Potenzialmente i fantasmi orientali sono invincibili, puoi solo contenere il danno e cercare di scappare molto molto lontano.

 Per chi fosse affascinato dallo spaventoso mondo orrorifico orientale, plurime sono le possibilità:

- "Enciclopedia dei mostri giapponesi" ed "Enciclopedia degli spiriti giapponesi" ed. Kappa edizioni nei quali, soprattutto chi è a digiuno di manga, potrete scoprire il vastissimo immaginario sovrannaturale del Sol Levante.

- "Principesse e Mononoke" di Yakumo Koizumi che raccoglie alcuni dei più famosi racconti di fantasmi giapponesi.

 Infine un po' di sano horror giapponese contemporaneo.
 - Io straconsiglio sempre la serie di "The Ring", anche se purtroppo è fuori commercio, ma ci sono anche altri autori, come "Estranei" o "Una voce lontana" di Taichi Yamada e il tristissimo "Quando cadrà la pioggia tornerò" di Takuji Ichikawa.


BASTA UN POCO DI ZUCCA E HALLOWEEN VA GIU':

 Halloween è una fiesta legata in maniera particolare ad un'amica cucurbitacea: la zucca!

 Dalle mie parti centrali non se ne fa un grande uso, non ho memoria che mia madre mi abbia mai preparato qualcosa usandola (in compenso da me sono diffusi i fiori di zucca, cibo quasi fantasmagorico al nord). Da quando mi sono trasferita al nord, in autunno ne faccio un uso quasi ossessivo, infilandola in ogni pietanza.

 E' deliziosa, versatile, costa poco e va bene sia nel salato che nel dolce. Una pacchia.

 Se avete amici amanti della cucina ecco i suggerimenti per libri di cucina a tema Halloween:

- "Il Decamelone" di Anna Ferrari  Blu edizioni.
 Ormai ve ne ho straparlato e millanto un post che giuro farò, intanto segnatevelo. In realtà è un libro di ricette solo a metà, la prima parte è dedicata a fonti storiche e letterarie che citano le nostre amiche cucurbitacee, zucche, cetrioli, angurie etc.
 Deliziosa la ricetta della "Parmigiana di zucca".

- "Zucca" il libro a forma di zucca dell'Academia Barilla. Molte ricette non troppo complesse, belle da vedere (come il libro) e una ricetta soprattutto, quella dei biscotti alla zucca, fenomenale.

- "La cucina delle fiabe" di Roberto Carretta, il Leone Verde ed. per cucinare un menù preso preciso preciso dalle fiabe più popolari.

 Vi lascio con l'appello di Neil. Qualcuno allora ha già organizzato o parteciperà? Se ormai è giustamente tardi, segnatelo l'anno prossimo!



mercoledì 25 maggio 2016

Lettere e libri dall'inferno. Quando lo scrittore è il diavolo in persona: composizioni demoniache, lettere tentatrici, codici enormi scritti in una notte e un certo figlio degenere.

 E' curioso che siano stati dei film a spingermi a studiare i libri.

 Casualmente, nel corso della mia adolescenza, ho subito la fascinazione di una serie di personaggi cinematografici (tra l'altro, io non sono mai stata una fanatica cinefila anzi) che mi hanno indotto a pensare che i libri antichi e i loro misteri fossero il top del top: trattasi del sempre citato Indiana Jones, del sempre citato "Il nome della rosa" (di cui vidi casualmente il film a 13 anni e ne rimasi fortemente impressionata) e de "La nona porta" un film di Polanski che parte in modo fantastico e finisce in modo miserevole.

 Tratto da un best seller di Arturo Pérez-Reverte, "Il club Dumas" (che provai anche a leggere, ma all'epoca ero troppo fresca di studi bibliologici e trovavo errori di codicologia e storia del libro ovunque) ha per protagonista Dean Corso, bibliologo esperto valutatore di libri che, al contrario di quello che si potrebbe pensare, non vive una triste vita sepolto in casa, polveroso e avvizzito, ma è un figone con le fattezze di Johnny Depp che vive una vita di sballo, donne e pericolo.
 La storia comincia quando un editore, collezionista di libri antichi, in possesso di una seicentina stampata a Venezia appunto nel 1666 da un misterioso tipografo, Aristide Torchia chiede il suo aiuto. In tutto il mondo ne esistono solo tre copie, ma effettivamente solo una sarebbe autentica e ingaggia Corso per identificarla.
 Il particolare non è irrilevante: all'interno dell'opera ci sono infatti delle importanti xilografie (illustrazioni ottenute da una matrice lignea) che sarebbero copie esatte di un perduto e malvagio tomo, l'Horrido Delomelanichon, opera del demonio in persona.

 Il finale mi deluse, ma i miei successivi studi no.
 Ho già parlato del Codice Voynich, maraviglioso tomo trovato a Frascati e purtroppo ora in America (ma almeno digitalizzato) che nessuno ha mai tradotto e le cui illustrazioni parlano di mondi ignoti, e dell'Hypnterotomachia Polyphili, il sogno d'amore di Polifilo, reale capolavoro di tipografia veneziana il cui significato, probabilmente esoterico è ancora indecifrato.

 E' giunto perciò il momento di dedicare il post a un autore, presunto almeno, molto particolare: il diavolo in persona.
 Al demonio sono stati attribuiti negli anni i più disparati tomi, tutti mysteriosamente bruciati (ma possiamo sempre cullarci nella speranza DanBrowniana che si trovino nei famosi sotterranei del Vaticano, dove, stando a libri e film dovrebbe esserci qualsiasi cosa dai vampiri agli alieni, anzi, i miei complimenti ai preti che sarebbero riusciti a scavare dei sotterranei in una città dove la metro C non riesce a vedere la luce). Eppure, qualcosa sarebbe effettivamente sopravvissuto ai secoli.
 Cosa? Andiamo a scoprirlo!

GIUSEPPE TARTINI:

 Tartini era un compositore e violinista di natali istriani che visse la sua vita principalmente a Padova.
 
 Ebbe una giovinezza abbastanza tumultuosa che culminò in un matrimonio dai tratti romanzeschi. Si innamorò ricambiato della nipote di un cardinale, la sposò di nascosto, ma quando vennero scoperti scoppiò il finimondo: fanciulla chiusa in convento e lui costretto alla fuga.

 L'episodio comunque ebbe un effetto benevolo sul suo carattere e la sua carriera: iniziò a suonare il violino e divenne più tranquillo. Nel frattempo anche il cardinale si dava una calmata e lo faceva recuperare per riconsegnarlo alla moglie. Il culmine della sua carriera lo raggiunse rimanendo tre anni alla corte praghese, ma non è questo il motivo per cui appare in questo elenco.

 Giuseppe Tartini infatti fu protagonista di una curiosa vicenda: un aneddoto racconta infatti che una sua complessa composizione conosciuta come "Trillo del diavolo" gli fosse stata ispirata in sogno dal demonio stesso.

 Secondo la leggenda, il compositore sognò il diavolo pronto a esaudire ogni suo desiderio. 

Incuriosito, il musicista gli diede da suonare il proprio violino e il demonio in persona intonò una musica particolarissima e meravigliosa. Al suo risveglio Tartini che la ricordava confusamente provò a metterla per iscritto, ma il risultato, a suo dire, era niente in confronto alla magnificenza del sogno.
 La leggenda ebbe il suo apice quando si incontrò con un altro musicista ritenuto toccato dalla buona o cattiva grazia del signore degli inferi: Niccolò Paganini, su cui giravano dicerie oscure. Si diceva che suonasse così bene perché aveva stipulato un patto col diavolo in persona.
 Com'è come non è, potete ascoltare "Il trillo del diavolo" suonato da Uto Ughi nel video.




LETTERA DEL DIAVOLO:

 E' in realtà la pietra dello scandalo da cui è nata l'idea di questo post. 
Qualche giorno fa il Corriere della Sera aveva rispolverato in un articolo questa storia siciliana raccontata a grandi linee anche nel romanzo  "Il Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa.

 La vicenda riguardò infatti una sua antenata: Isabella Lampedusa, ai voti Suor Maria Crocefissa (nel romanzo la beata Corbera).
  La storia della suora è ai limiti del leggendario: di famiglia ricca desiderò farsi suora sin da bambina e il papà le fece costruire un monastero tutto per lei. Lì, crescendo, iniziò a essere colta da varie crisi mistiche che andavano dall'avere visioni dei santi e della Madonna, a ricevere segni sul corpo (una grossa croce sul petto, pare) e anche una serie di incontri col demonio che sperava, inutilmente, di tentarla.
 Una delle varie volte che lo incontrò, il diavolo cercò di farle scrivere una missiva contro Dio, ma senza successo. 
 La scrisse allora si suo pugno in un linguaggio ignoto a noi esseri umani per fargliela solo firmare (poi dici che i bancari non hanno qualcosa di demoniaco), ma la ragazza, saggiamente, non capendo cosa c'era scritto e comunque non fidandosi del diavolo, scrisse solo "ohimè".
 Tra un viaggio all'inferno per placare i dolori delle anime dannate e le visite della Santa Inquisizione che non vedevano il suo misticismo di buon occhio, la sua vita venne trascritta su un libro al cui interno venne anche infilata la presunta lettera del demonio. Mai tradotta, è conservata nel monastero di Palma di Montechiaro (o quella è una copia, non sono riuscita a trovare info al riguardo).
 In ogni caso, potete ammirarla nella foto.


CODEX GIGAS:

La terza presunta opera diabolica dovrebbe essere nientepopodimeno che il più grande manoscritto al mondo: il Codex Gigas.

 Pesante una settantina di chili, contiene ben 5 libri tra cui:

- Una Bibbia completa. (Non voglio addentrarmi nella palese ovvietà che forse il diavolo non dovrebbe essere in grado di trascrivere testi sacri).
- Una storia degli ebrei di Tito Flavio Giuseppe, un curioso storico e militare romano di origine ebraica.
- Una Storia Universale di Isidoro di Siviglia, scrittore e vescovo cristiano spagnolo del VII sec. D. C.
- Una serie di considerazioni mediche.
- Un trattato di storia locale, Cronache Boeme, dello storico Cosmas di Praga.

 Le origini del manoscritto non sono molto note, ma probabilmente era già stato completato alla fine del 1200 quando passò da un piccolo e misconosciuto monastero ceco, Podlazice, a quello di Brevnov, più importante e vicino alla capitale. 
La miniatura incriminata
 Lì rimase finché gli svedesi nel 1500 lo portarono via per poi entrare a far parte della collezione della regina Cristina di Svezia finché non venne donato alla Biblioteca nazionale svedese.
 La sua grandezza, la magnificenza, l'enorme dispendio di risorse e lavoro, una firma probabilmente errata, ma soprattutto l'inconsueta miniatura a piena pagina del demonio che vi appare seguita immediatamente da un breve testo per l'esorcismo dagli spiriti maligni, hanno cospirato affinché una leggenda nera ammantasse il codice.
 La miniatura è secondo gli studiosi inconsueta per molti versi: la figura demoniaca è insolitamente grande e la postura, nonché le fattezze umanoidi risentono degli influssi dei trattati di medicina araba che però, non si capisce bene come possano essere entrati nell'immaginario del miniaturista che si è cimentato nell'opera.
 In ogni caso, cosa dice la leggenda? Che questo manoscritto fu terminato in una notte da un monaco che per vari motivi avrebbe promesso l'impossibile impresa. 
 Alcuni dicono che avesse infranto i voti e dovesse farsi perdonare, altri che lo facesse per la gloria, insomma tutte motivazioni che lo spinsero a contrarre un patto col demonio che lo scrisse al suo posto e lo miniò già che c'era, immortalandosi così a piena pagina.
 Lasciate stare la pagina di wikipedia e fidatevi delle molto più precise e dense informazioni che la Biblioteca nazionale svedese mette (in inglese) a nostra disposizione, assieme al codice digitalizzato.

 Potete trovare tutto al link ------------>http://www.kb.se/codex-gigas/eng/highlights/


KEPLERO, FIGLIO DEGENERE:

 Per completare questo elenco, ho deciso di infilare un saggio molto interessante che è arrivato ultimamente a lavoro: "Il figlio della strega" di Paolo Aldo Rossi e Marco Ghione ed. VirtuosaMente.

L'opera racconta una storia poco conosciuta della vita del buon Keplero che potrebbe a ragione conquistarsi la palma di figlio più degenere della storia ever.
 La mamma dell'astronomo era infatti una piccola signora dal carattere non molto amabile che si era procurata più di un nemico nel paese in cui viveva. 
 Codesti nemici (tra cui tale Ursula, molto molto agguerrita) colsero la palla al balzo quando cominciò a circolare un libro non pubblicato ufficialmente del suo pargolo "Somnium"

 Si trattava di una storia allegorica in cui un giovane figlio di una strega veniva iniziato all'astronomia da queste magiche donne.

 Peccato fossimo all'inizio del 1600, epoca ancora di Santa Inquisizione. I nemici della madre di Keplero ebbero gioco abbastanza facile ad accusare la signora di stregoneria allertando le autorità (per la serie, la storia che i vicini di casa possono essere i tuoi peggiori aguzzini è vecchia come l'esistenza degli agglomerati urbani).

 La coriacea anziana rimase sotto processo per sei anni, venne imprigionata e torturata, e il figlio passò gran parte di quegli anni a cercare ogni appiglio per ottenerne l'assoluzione, dalla difesa strenua in tribunale alle pressioni di amici potenti.
 Infine ce la fece, ma non vorrei sapere cosa deve aver passato Keplero una volta tra le mani della madre. 
 Nel libro potete trovare il "Somnium", alcune lettere, documentazione e una ricostruzione scrupolosa della storia che sembra romanzesca e invece è tutta vera.

 E in conclusione, annuncio presto un post sulle streghe! Come avevo scritto in passato l'inizio dell'estate concilia sempre il mio lato gotico, non so perché!


sabato 20 luglio 2013

Saghe familiari, l'incubo della narrativa italiana (Alcune perle nascoste nella fanga)

Uno dei mali che a mio parere si accaniscono con più foga sulla produzione romanzifera italiana sono le saghe familiari.
 Quando vedo arrivare queste pile di novità con la loro trama standard ("X tramite un'eredità/un pensiero/un caso/un incidente/una causa scatenante qualsiasi inizia a ripercorrere la storia della propria famiglia partendo dalle tre o quattro generazioni precedenti), mi cadono le braccia.
 Anche perché in genere si parla sempre di: nonne dai seni voluttuosi, madri che cucinavano con profumi paradisiaci e tradizionali ormai scomparsi, zie rimaste zitelle, zii scapestrati e/o morti giovani in qualche guerra, amori perduti/morti/non corrisposti, padri forti come rocce e nonni avventurosi che in genere hanno passato il proprio sangue al nipote narratore di turno.
 E' uno di quei filoni di cui soffre anche il cinema italiano, ma che purtroppo non si estingueranno mai facendo  essi parte di quel patrimonio strappalacrime a cui nessun lettore (quasi sempre donna) riesce a rinunciare.
 Nel mucchio però si può trovare anche qualcosa di buono.
 Siccome capisco che la ricerca in tal senso può risultare impervia et penosa et una rompitura sempiterna di scatole lascio due titoli. Il primo è "Il dolore perfetto" di Ugo Riccarelli, ed. Mondadori 9,50 euros.


 Il libro, non per sua colpa, è anche reo di aver vinto lo Strega nel 2004. Questo non deve scoraggiarvi. So che negli ultimi anni lo Strega è stato assegnato un po' a vacca, ma per qualche miracolo o congiunzione astrale "Il dolore perfetto" era davvero un libro meritevole di vincerlo.
 La storia è appunto la saga familiare di questa famiglia di anarchici toscani che attraversano tra mille drammi la fine dell'800 e l'inizio del '900. Avverto: è una tragedia su tutta la linea, a questo libro va infatti anche la palma del libro che più mi ha causato crisi di pianto in assoluto (dopo la morte di Beth in "Piccole donne crescono" specifico), ma è davvero scritto benissimo.
 Il secondo consiglio è per "Stirpe" di Marcello Fois, ed. Einaudi 12 euri con tanto di seguito "Nel tempo di mezzo" sempre ed. Einaudi sempre euri 12.


 Il lasso di tempo storico ricoperto è lo stesso del precedente (diciamo che gli avventurieri della saga familiare galleggiano sempre dall'Unità d'Italia fino agli anni '70), ma la saga dei Chironi si svolge tutta in Sardegna, cosa che dona alla storia un punto di vista molto particolare. Stirpe scaturita da un orfano e dalla figlia di una ragazza madre pure i Chironi posseggono la loro discreta dose di disgrazie, ma anche qui la lingua dona alla storia una tale poesia che giustifica l'impianto altrimenti visto/rivisto/stravisto.
 Che alla fine la storia è importante, ma molto di più lo è come viene raccontata.
 Imparate Cibrario e Agnelle Hornby imparate.
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