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mercoledì 4 ottobre 2017

All Hallow's Read! Anche quest'anno per Halloween scambiatevi libri a tema horror. Più libri e più zucche per tutt* (da un'idea di Neil Gaiman)!

Ok, stavolta sono finalmente al rush finale.

  Il libro è quasi in consegna, mancano solo gli ultimi ritocchi, la scansione della muerte finale e via. 

 Questa quindi dovrebbe essere l'ultima settimana di sacrificio del blog, poi potrò finally tornare a parlare di libri. 

 Sono rimaste dietro un sacco di cose tra cui la Lackberg e il famoso "Ragazze elettriche" (bene, anche benissimo a tratti, ma poteva andare ancora meglio).

 Intanto posto anche qui il lancio di quella follia da malati di Halloween come me che è All Hallow's read!

 L'anno scorso una lettrice, su fb, mi svelò di questa idea molto carina lanciata da Neil Gaiman.

 Si tratta sostanzialmente di scambiarsi dei libri a tema horror durante la festa di Halloween. 

 Il modo in cui decidere di farlo è discrezionale: si può decidere magari di impacchettare i libri e di lanciarli in un mucchio da cui tutti gli invitati dovranno pescare, o magari fare un Dracula segreto (versione di Halloween del Babbo Natale segreto), una pesca o un gioco della bottiglia stregata. Insomma, qualsiasi cosa, vedete voi.

 L'unica regola è che il libro che ogni invitato dovrà portare per partecipare dovrà essere a tema horror (anche i saggi van bene).

 Praticamente per chi come me adora i libri, Halloween e ama la narrativa di genere, è l'apoteosi della felicità!

 Per chi avesse fb, ho creato l'evento sulla pagina "I dolori della giovane libraia" (repetita iuvant)!


mercoledì 27 settembre 2017

Momenti d'autunno. Tra Irlanda, film horror, lana e zucche, i libri per vivere appieno la stagione (per me) più bella dell'anno.

Autumn is coming, ancora pochi giorni e il fatidico giro di boa che, almeno io, aspetto da quasi un anno, giungerà.
Muffin di Halloween fatti con le mie sante mani

 Certo, lo so, ufficialmente è autunno già da una settimana, ma settembre ha smesso di sembrarmi tale da quando ho finito le superiori ed è diventato solo una triste propaggine troppo calda di ferie d'agosto sempre troppo brevi.

 Una volta che sei partita e tornata dalle due settimane di libertà, l'unica cosa che vuoi, o che, almeno io voglio, è trovarmi direttamente la pioggia, il the, un libro e una città dove non boccheggiare più per il caldo dopo mesi e mesi di un'estate che ormai s'è mangiata la primavera in mezzo boccone.

 Perciò benvenutissimo Ottobre.

 Per festeggiare questo lieto evento, voglio dedicare questo post a tutte le cose belle  (o comunque significative) dell'autunno, così anche quelli che sui social implorano l'estate di non andare via (dopo vertordici mesi), possano capire perché, al netto della siccità, è anche bello che le temperature oltre i trenta gradi e il sole a picco schiodino finalmente dalla penisola.
 Pronti? Via!


HORROR TIME:

 Non voglio spoilerare troppo quello che sarà sontuoso argomento di un post d'ottobre, ma nel glorioso tempo di Netflix, quando orde di trentenni non vogliono altro che tumularsi in casa sotto strati di coperte a vedere serie tv sul pc senza riuscire a saziarsene mai, è un punto che non poteva essere omesso.

 I film horror o anche le serie tv horror (chi sta aspettando con fervore la seconda di "Stranger Things") sono parte integrante della mia routine di Halloween. 

 Quando non leggo libri a tema (o non scrivo post a tema), soprattutto se ho molto da fumettare, vedo film su film.

 In realtà è un'abitudine che ho solo da tre anni ossia da quando ho scoperto una passione per i gialli all'italiana che mi ha condotto per le strade di Dario Argento, Fulci, Bava, Avati e compagnia bella.

 Non ho mai sopportato gli horror americani, vicini di casa che ti ammazzano con mannaie e gente cretina che si accampa su cimiteri indiani circondati da case di cura piene di omicidi psicopatici non adeguatamente sorvegliati, ma i gialli all'italiana sono tutta un'altra cosa.

 Quest'anno, complice l'ondata nostalgica anni '80 mi è anche venuta voglia di rivedere tutti quegli "horror" da ragazzini tipo "Piramide di paura" o "Gremlins". Ce ne sono vari che all'epoca non vidi perché ero troppo pavida, è giunto il momento di recuperare.

 Suggerimenti di lettura:

"Cripte e incubi" di Manuel Cavenaghi ed. Bloodbuster
"Livello scarlatto" di Antonio Tentori Crac edizioni
Tutti i libri della Profondo rosso edizioni.


PIOGGIA:

 Potrei citare "La pioggia nel pineto", poesia di D'annunzio che imperversa durante l'ultimo anno di liceo a ricordarci che oltre Carducci c'era vita poetica di respiro vagamente europeo anche in Italia, oppure potremmo soffermarci su "Pioggia" di Maugham, ma se esiste un libro che può far apprezzare questo troppo disprezzato fenomeno atmosferico, quello è: "Qualcosa là fuori" di Bruno Arpaia.

 Se volete festeggiare l'arrivo di un temporale come una benedizione e trovare splendidi i pomeriggi di pioggia che, a vostro parere, vi impediscono di uscire a fare le cose più disparate, se volete capire perché a un certo punto l'estate (dopo 6 mesi) deve pur finire, allora aprite questo piccolo libro distopico.

 La storia è quella di un professore universitario napoletano, ormai avanti con gli anni, che guida una carovana di migranti climatici disperati.

  Migranti climatici che non vengono dall'Africa, ma dall'Italia, dalla Francia e Germania, e tentano in ogni modo di raggiungere i paesi scandinavi, tra i pochi paesi al mondo ormai vivibili dopo che il riscaldamento globale ha ormai raggiunto un punto di non ritorno.

 Cosa succede quando è sempre estate? Quando non piove più? Quando gli esseri umani si rendono conto troppo tardi di aver inceppato per sempre il clima terrestre?

 Non cose molto belle. Per questo, quando vi scoccia un po' di pioggia, aprite questo libro e vedrete che vi sentirete molto meglio e Ottobre vi sembrerà il mese più bello dell'anno.


LANA & ZUCCHE:

 Detesto cucire e sferruzzare e credo che, purtroppo, sempre lo detesterò.

 Dipende dal fatto che mia madre, credendolo un passatempo formidabile per una bambina, mi costringeva a passarci parecchi pomeriggi, come fossi una giovinetta ottocentesca.

 Da una parte la ringrazio perché so rammendare e attaccare un bottone, ma da un altro ho un tale rigetto nei confronti della maglia che, pur avendo conoscenti in grado di prodursi da sole interi splendidi guardaroba, non tocco un gomitolo manco a morire.

 Comprendo tuttavia il fascino che esercita sui molti che non associano questa nobile attività a pomeriggi di sterminata noia infantile e, persino Dolcemetà qualche anno fa si fece trascinare dall'entusiasmo partecipando ad alcuni incontri di maglia condivisa alla Triennale di Milano.

 Tutto ciò che mi rimane della sua fugace, ovviamente autunnale, passione sono dei manicotti rosa fucsia, una sorta di sciarpa e un gigantesco sacco pieno di gomitoli nell'armadio.
 In caso di guerra avremo di che produrre maglioni.

 Quel che invece finalmente torno a fare con piacere, dopo che per tutta l'estate ho lanciato in tavola mozzarella e prosciutto, è cucinare.
 Soprattutto amo dedicarmi ai dolciumi
 Niente cose strane: torte di mele e biscotti, principalmente biscotti di zucca.

 Tre anni fa trovai una ricetta meravigliosa su un ricettario e da allora ne produco chili e chili per tutto ottobre e tutto novembre.
 Portano via tempo, ma fare merenda e colazione con cibo non industriale is impagabile.

 Nella massa dei millemila titoli che potrei consigliarvi:

 "Ai ferri corti" di Alice Twain ed. Altreconomia
 "Zucca. 50 ricette facili" Academia Barilla ed. White Star (è il libro che contiene l'ottima ricetta dei biscotti di zucca).

IL GIORNO DEI MORTI:

 "Non so se tutti hanno capito ottobre la tua grande bellezza. Lungo i miei monti come uccelli tristi fuggono uccelli pazzi, lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse. Fumano nubi basse"

 Lievi foschie e pesanti nebbie che si poggiano su livide tombe grigie messe in risalto da tappeti di foglie rosse. 
 Il gelo che sale alle guance e le giornate che, come tutto attorno, iniziano a morire sempre prima.
 Se c'è una stagione in cui doveva cadere il giorno dei morti, quella è indubbiamente l'autunno.

 All'inizio dell'università, stordita dall'improvvisa mancanza di una routine imposta, tentai in tutti i modi di crearmene una da sola e, per motivi che non ricordo, in parte puntai sulla musica da ascoltare ossessivamente per tre mesi.

La mia copia con torta di mele e the
 Vittime prescelte furono Guccini e De André, peraltro solo alcuni album in particolare: "Radici", i due cd di concerto con la PFM e "Non al denaro non all'amore né al cielo", il cd ispirato all'Antologia di Spoon River.

 Recuperai il libro relativamente tardi, non alle superiori, ma durante il mio primo anno d'università

 Avendo frequentato la triennale a Viterbo, mi piaceva molto girare per la città dentro le mura (molto graziosa, se non ci siete mai stati ve la consiglio) dove spesso si tenevano dei mercatini con merce improbabile.

 Quel Natale, oltre ad acquistare un'assurda bambolina composta da bucce d'arancia essiccate che regalai a una mia amica (chissà cosa pensò, chissà cosa pensavo io), mi persi un bel po' in un'enorme gazebo pieno zeppo di libri della Fabbri editore.

 Lì, per tre euro, comprai l'edizione dell'Antologia di Spoon River che ancora possiedo e che mi sento di consigliare a tutti se riuscite a scovarla da qualche parte. 

Non ci sono introduzioni grandi firme, ma il curatore, certosino, sotto ogni poesia ha messo l'elenco di tutte le altre collegate.

 La lettura viaggia perciò su binari caotici, imprevedibili, esattamente come nella vita: quando conosci la persona X non sai che stai per incontrare anche Y o per scoprire che Z aveva incrociato fatalmente il suo cammino molti anni prima.

 Un esercizio umano che riesce forse difficile nelle grandi città, ma rappresenta il cuore di quella grande matassa di rapporti che rendono i piccoli paesi così soffocanti e affascinanti al tempo stesso.
 Ci tornerò su in un prossimo post. Intanto se siete tra coloro che ancora non hanno preso per le mani questo capolavoro, USCITE E COMPRATELO. Ne riparlerò presto.


LA VERDE IRLANDA:

 Ogni autunno sogno di andare in Irlanda e puntualmente disattendo questo mio desiderio (quest'anno c'ero andata un po' vicino, prima di scoprire che, al contrario di quel che credevo, Dublino è molto molto cara).

 Immagino dipenda dal fatto che tra musica gaelica, verdi brughiere, foliage spinto, castelli sperduti, pioggia incessante e storie di fate e folletti, l'Irlanda tenda a riassumere un po' tutti gli archetipi autunnali in una sola nazione.

 Il risultato è che ogni autunno finisco per vedere film irlandesi che però purtroppo, almeno quelli che arrivano in Italia, sono quasi tutti a tema Ira e ribellione dall'occupazione inglese.
 Va un po' meglio coi libri.

 I miei consigli autunnali a tema Irlanda sono vari.

1) "Come gli irlandesi salvarono la civiltà" di Thomas Cahill, Fazi editore, bellissimo saggio bibliologico sul fondamentale ruolo degli irlandesi nella storia del libro. Popolo stranamente attratto dal libro non tanto come contenuto, quanto come oggetto dotato di veri e propri poteri magici, a loro si deve gran parte della tradizione amanuense e il salvataggio vero e proprio di gran parte della cultura del mondo antico.

2) Imprescindibile per gli amanti dell'Irlanda e del fantasy puro, almeno una raccolta di fiabe e leggende irlandesi. In giro c'è "Fiabe irlandesi" di William B. Yeats ed. Newton & Compton

3) "Concerto in O minore per arpa e nitroglicerina", un'avventura di Corto Maltese ambientata in Irlanda durante la lotta per la liberazione dall'occupazione inglese. Brevissima e bellissima.

E voi? Per voi cos'è assolutamente autunno? Testimoniate!

lunedì 31 ottobre 2016

All Hallow's Read! Perché non regalare spaventosi libri per uno spaventevole Halloween? Da un'idea di Neil Gaiman, suggerimenti per ogni lettore tra case stregate, zucche da cucinare, Dylan Dog e stregonerie varie.

 Circa tre settimane fa, proprio in corrispondenza dell'inizio di ottobre, una lettrice su fb mi ha svelato l'esistenza di un'idea del sempre foriero di idee Neil Gaiman.


 Il buon Neil, evidentemente in astinenza dalla creazione di fumetti, romanzi, sceneggiature di film e chissà che altro, ha cercato di lanciare una nuova usanza per Halloween: All Hallow's read.

 L'idea è semplicissima: regalare un libro horror ad amici e parenti durante la settimana di Halloween.

  Sì, direte, l'ennesima idea di commercializzare una festa.

 In realtà, secondo me, qualsiasi cosa implichi un libro non può essere cattiva. 
 Inoltre, un libro in più in giro non fa mai male (a meno che con libri horror non intendiate qualcosa di follemente razzista od omofobo per dire) e, infine, potrebbe essere l'occasione, per svariati lettori, di esplorare un genere da molti poco frequentato.

  Molti pensano che horror voglia dire solo vampiri adolescenti innamorati (o direttamente Dracula) o zombie. In realtà, oltre i brufoli di Twilight e le altissime vette di Stoker e Mary Shelley c'è molto altro.

 Se mi seguite su fb, saprete che sono ormai settimane che tento di motivare le masse a partecipare e, nel tentativo, ho prodotto numerosi suggerimenti.

 Ho pensato di replicarne un po' qui (e a questo incrocio di mezzi internettiani si deve la forma un po' inusuale del post che prevede molti suggerimenti in stile lista) per chi se ne sta saggiamente fuori dal regno di Mark Zuckerberg.
 Penso che ormai sia tardi per questo Halloween, ma di sicuro sono in tempo per il prossimo!


CHI VUOLE ENTRARE NELLA CASA STREGATA?:

 Anni fa, io giovane e ingenua, inorridii davanti a quella che mi sembrava la più terribile delle profanazioni: una guida turistica per i cimiteri più belli d'Europa. 

Si trattava della celebre "Guida ai cimiteri d'Europa" ed. Stampa Alternativa e mi suggerì che forse, in effetti, visitare le case dei defunti poteva avere qualcosa di affascinante.

 E in effetti, a posteriori, nonostante finora abbia visitato solo il cimitero acattolico di Roma, dove riposano, tra gli altri, Gramsci e Keats, e il Monumentale di Milano, c'era poco da inorridire e molto da imparare, perché anche i cimiteri sanno essere luoghi affascinanti (questo, nonostante abbia fissa in testa la scena di "Bianco rosso e verdone" in cui Verdone accompagna la nonna al cimitero alla ricerca di una tomba in cui il cognome è "Riso, ride, sorriso..").

 Perciò se avete amici e parenti che magari leggono poco, ma viaggiano molto, ci sono vari titoli a cui attingere, tra cui:

- "Passeggiate nei prati dell'eternità" di Valeria Paniccia ed. Mursia, un epigono della succitata guida ai cimiteri europei.

- "Castelli del mistero", una guida ai manieri presuntamente infestati d'Italia (pur non credendoci, ogni leggenda è ben accetta) di Riccardo Baudinelli ed. Mattioli 1185.

- "Guida ai luoghi misteriosi d'Italia" che schiaffa saggiamente in copertina il parco dei mostri di Bomarzo, di Umberto Cordier ed. Piemme.

- "Andar per la Roma dei Templari" di Barbara Frale ed. Il Mulino. Del resto Giacobbo ce lo ha insegnato, dove c'è templare c'è mystero.


 IL DONO LOW COST:

 Giustamente direte voi, un regaletto qui, uno lì, il portafoglio si svuota.

Certo, c'è la consolazione che in teoria dovreste ricevere in cambio un altro libro per i vostri servigi, tuttavia il desiderio di saltare il giro è tanto.

 Ebbene, miei cavi e cave, basta cercare con astuzia, perizia e un poco di furbizia, e un bel libretto horror low cost con cui fare una bella figura, vi assicuro che viene fuori.

 Per prima cosa vi consiglio due titoli della Abeditore, una casa editrice piccolina che ha una grafica strepitosa (davvero davvero considerevole), basti vedere le copertine di: 

- "Racconti di diavoli e una favola" di Robert Louis Stevenson.
- "Sette racconti neri e uno bizzarro" di Edgar Allan Poe, appena 6 euro l'uno.

  complice il fatto che sono appena usciti due numeri specialissimi: 
Altra possibilità è di gettarsi su Dylan Dog,

- "Dopo un lungo silenzio" scritto dopo molti anni di assenza da Tiziano Sclavi in persona (euro 3,20), in cui il protagonista è un demone sin troppo reale che divora le esistenze di molti in momenti di grande fragilità.

- "Mater dolorosa", splendido albo interamente a colori che ha anche la copertina in versione variant di Zerocalcare (6 euro).

Un'ultima chicca, "Angeline o la casa degli spettri", racconto di fantasmi di Emile Zola, ed. La vita felice, (6,50 euris).


CHE STREGONERIA E' MAI QUESTA?:

 Non ci sono moltissimi libri (belli) che hanno per protagoniste delle streghe.

 Purtroppo, com'è, come non è, si finisce sempre per rimestare  nei soliti young adult pieni di amori, amorazzi, magia e fondamentalmente molti intrecci lovelosi.

 Non che quelli per adulti siano migliori e i personaggi femminili in generale non è che abbia avuto fortuna nell'horror contemporanea.
 Nel 90% dei casi si tratta sempre di figure  affascinanti e fatali che conducono i vari protagonisti e antagonisti sulla via della perdizione.

 In realtà, la strega, è una creatura dell'immaginario orririfico, assai peculiare.
 Essere immaginato al punto da diventare per molte menti accecate realtà, è carica di un passato assai crudele nel quale migliaia di donne hanno pagato con la vita un insieme di terrori ancestrali e simbologie negative legate alle donne e all'oscuro desiderio misto a risentimento che le culture molto repressive (soprattutto in campo sessuale) tendono a proiettare sul genere femminile.

 In poche parole, la Strega è un demone creato dai demoni interiori di qualcun altro, il potere maschile dominante in primis.

 Proprio per queste profonde e tormentate radici storiche, in realtà nel caso delle streghe, i libri più interessanti finiscono per essere quelli di saggistica. 

 Si tratta perciò del regalo ideale per quei lettori che "no i romanzi manco a morire" o "non leggerò un horror neanche sotto tortura perché non mi abbasso a tanto".

 Molteplici le possibilità:

- "La caccia alle streghe in Europa" di Brian P. Levack ed. Laterza, excursus storico sul periodo della caccia alle streghe.

- "La strega ovvero degli inganni dei demoni" di Pico della Mirandola ed. Mimesis. Un documento sulla stregoneria dell'umanista Pico che, nonostante tutte le sue buone intenzioni, all'arcana figura della strega ci credeva eccome.

- "Volare al sabba" di Cesare Bermani ed. DeriveApprodi. Partendo da un caso di processo per stregoneria abruzzese, Bermani ricostruisce le radici dell'idea di stregoneria nell'immaginario popolare.

- "Vanina la zoppa" di Emanuela Vacca ed. Meravigli. Un processo per stregoneria (finito malissimo) ai danni di una donna il cui peccato principale, si evince dagli atti, era quello di saper curare con le erbe.


IL TERRIBILE ORIENTE:

 Il secondo anno di università sono stata colta da una vera passione per gli horror orientali.

Persino mia madre che si spaventa anche solo vedendo Harry Potter, si incuriosì e ricorda ancora con sconcerto un film coreano in cui un'assassina ricostruiva da sola un'impianto idraulico ed elettrico dopo aver murato nel muro la sua vittima (un ottimo lavoro di muratura anche quello).

 La cosa interessante degli horror orientali è che i preti non servono a niente, le croci non aiutano, gli esorcismi shintoisti funzionano solo fino ad un certo punto e certo non plachi l'anima di qualcuno con una degna sepoltura e un po' di acqua santa.

 Potenzialmente i fantasmi orientali sono invincibili, puoi solo contenere il danno e cercare di scappare molto molto lontano.

 Per chi fosse affascinato dallo spaventoso mondo orrorifico orientale, plurime sono le possibilità:

- "Enciclopedia dei mostri giapponesi" ed "Enciclopedia degli spiriti giapponesi" ed. Kappa edizioni nei quali, soprattutto chi è a digiuno di manga, potrete scoprire il vastissimo immaginario sovrannaturale del Sol Levante.

- "Principesse e Mononoke" di Yakumo Koizumi che raccoglie alcuni dei più famosi racconti di fantasmi giapponesi.

 Infine un po' di sano horror giapponese contemporaneo.
 - Io straconsiglio sempre la serie di "The Ring", anche se purtroppo è fuori commercio, ma ci sono anche altri autori, come "Estranei" o "Una voce lontana" di Taichi Yamada e il tristissimo "Quando cadrà la pioggia tornerò" di Takuji Ichikawa.


BASTA UN POCO DI ZUCCA E HALLOWEEN VA GIU':

 Halloween è una fiesta legata in maniera particolare ad un'amica cucurbitacea: la zucca!

 Dalle mie parti centrali non se ne fa un grande uso, non ho memoria che mia madre mi abbia mai preparato qualcosa usandola (in compenso da me sono diffusi i fiori di zucca, cibo quasi fantasmagorico al nord). Da quando mi sono trasferita al nord, in autunno ne faccio un uso quasi ossessivo, infilandola in ogni pietanza.

 E' deliziosa, versatile, costa poco e va bene sia nel salato che nel dolce. Una pacchia.

 Se avete amici amanti della cucina ecco i suggerimenti per libri di cucina a tema Halloween:

- "Il Decamelone" di Anna Ferrari  Blu edizioni.
 Ormai ve ne ho straparlato e millanto un post che giuro farò, intanto segnatevelo. In realtà è un libro di ricette solo a metà, la prima parte è dedicata a fonti storiche e letterarie che citano le nostre amiche cucurbitacee, zucche, cetrioli, angurie etc.
 Deliziosa la ricetta della "Parmigiana di zucca".

- "Zucca" il libro a forma di zucca dell'Academia Barilla. Molte ricette non troppo complesse, belle da vedere (come il libro) e una ricetta soprattutto, quella dei biscotti alla zucca, fenomenale.

- "La cucina delle fiabe" di Roberto Carretta, il Leone Verde ed. per cucinare un menù preso preciso preciso dalle fiabe più popolari.

 Vi lascio con l'appello di Neil. Qualcuno allora ha già organizzato o parteciperà? Se ormai è giustamente tardi, segnatelo l'anno prossimo!



martedì 18 ottobre 2016

Piccoli racconti crudeli d'ottobre! Quando le colpe dei nonni ricadono sui nipoti ne "Le zucche di Ognissanti".

 La scorsa settimana, tra una cosa e un'altra, non ho poi pubblicato il mio piccolo raccontino crudele.


 Ripeto la solfa usata nell'introduzione de "Le papere assassine" per chi se la fosse persa (per gli altri, potete anche saltare).

 All'inizio dell'università avevo scritto una manciata di raccontini a tema horror molti brevi, semplici e senza particolari pretese (negli anni poi ne ho scritti altri con lo stesso stile).

 In genere io non pubblico materiale personale su questo blog, ma questi racconti in particolare secondo me potevano avere un senso nel mese di Halloween.

 Il racconto che state per leggere, lo avevo già pubblicato su un sito che mi piaceva moltissimo durante l'università, "La tela nera" che parlava (e parla tuttora) di cultura horror, noir e scifi e organizzava anche concorsi (anche il racconto che vorrei pubblicare la prossima settimana era già stato pubblicato lì).

 Questa settimana, tutto per voi "Le zucche di Ognissanti", una storia sulle colpe dei padri, anzi nonni, che ricadono sui figli.


 "LE ZUCCHE DI OGNISSANTI"



Angela aveva dei vicini di casa molto silenziosi.

 Non li vedeva mai in giro, sapeva della loro esistenza solo perché talvolta si affacciavano a bere il loro the scuro e fumante.

 In tutto erano solo tre ragazzi: due femmine e un maschio e  lo furono per parecchio tempo o meglio finché una delle ragazze non svanì. 
 Nel nulla, proprio nel nulla. Venne la polizia, li interrogò entrambi, ma non ne cavò niente: alibi inconfutabili e nessun movente.

Era accaduto la sera della vigilia di Ognissanti.

 La mattina dopo Angela aveva trovato sui loro scalini due bellissime zucche arancioni intagliate con la classica boccaccia scura e dentellata, e con una candela dentro che spandeva tutt’attorno una breve luce.

Il giorno era davvero molto nuvoloso e le zucche contro la parete di pietra della casa erano davvero meravigliose, di un arancione vivo come non mai.

Erick ed Anne non credevano fosse una buona cosa festeggiare Ognissanti quell’anno: esattamente la stessa sera di dodici mesi prima, la loro amica Ira era svanita nel nulla proprio andando a cercare delle zucche per la vigilia.

 Ma dopo molto pensare, si dissero, il modo migliore per esorcizzare la paura forse era proprio quello di andare nello stesso posto a cogliere quelle zucche.

 Il campo dove crescevano, stranamente incolte, era a nord del paese. 
 Loro, che erano tedeschi, non avevano mai ben capito certi atteggiamenti così assurdi degli italiani: perché lasciare terreni incolti appena dietro il paese? Non aveva senso, se non il naturale lassismo che sembrava affliggere quell'incomprensibile popolo.

In ogni caso bisognava riconoscere che il campo delle zucche era un posto davvero insolito.
 Nei terreni attorno, c’erano infatti delle buone coltivazioni e il terreno era molto fertile: chissà perché lasciare quel fazzoletto di terra con le zucche così vuoto.
  Forse, avevano dedotto, privi di qualsiasi spiegazione plausibile, era un territorio statale lasciato inselvatichire da una legione di leggi contorte e burocrazia.

Questa volta in due, si avviarono nel plumbeo pomeriggio del 31 ottobre a cogliere queste due zucche.
Erano le cinque del pomeriggio, tirava un forte vento e non passava nessuno.

Una volta sul posto però, Anne si rese conto di non riuscire a parlare per l'angoscia: era dal momento in cui avevano avvistato quello strano campo costellato da macchie arancioni che aveva i brividi.

Sapeva, oscuramente, che non dovevano essere lì.

“Erick andiamo via, io ho paura”, gli sussurrò in italiano.
“Ma smettila!”, replicò lui bruscamente in tedesco.

Anne allora si guardò attorno e notò che le zucche erano sparse un po’ ovunque, scomposte al suolo, come abbandonate, e che erano unite dai loro tralci verdastri, ma prive di ogni perizia agricola. 
In quello stato di selvatico abbandono avevano qualcosa di minaccioso.

“Se i nonni ti vedessero adesso, sai quante risate si farebbero?”, continuò lui ridacchiando.

Anne ebbe la fulminea visione del glorioso nonno Von Larck, eroe della seconda guerra mondiale pluridecorato al valore. Era un’immagine, quella, che le si era stampata nella mente durante l’infanzia quando quell’enorme quadro che lo raffigurava era appeso nella grande villa di campagna della sua famiglia.

Lei, Ira ed Erick si erano conosciuti proprio perché i loro tre nonni erano stati molto amici durante la seconda guerra mondiale. Avevano combattuto in Italia nello stesso reggimento, esattamente dalle parti in cui loro abitavano in quel momento. 
 Purtroppo, nessuno di loro non era tornato se non il nonno di Anne, in preda ad un’assurda frenesia.

Non era stata una bella guerra, ma lui tanto fece e tanto raccontò di civili tratti in salvo ed eroiche gesta in favore delle popolazioni locali che nella loro città erano stati trattati come eroi nazionali, raggi di luce in una stagione di puro, oscuro, orrore.

La moglie di Von Larck e le vedove dei suoi due amici erano diventate inseparabili e i loro tre figli crebbero insieme.

 Ognuno di loro ebbe a sua volta ebbe un solo figlio, Ira, Erick ed Anne, e decisero che dovevano crescere anche loro come fratelli.

Quindi, una volta cresciuti, ad Ira era venuta l’idea di passare qualche tempo in Italia proprio nel posto dove i loro nonni avevano così gloriosamente combattuto; così si erano ritrovati ad abitare in un appartamento nel mezzo di un bel borgo medievale.

Ira era scomparsa e loro cercavano le zucche.

 Ad un tratto, mentre saggiavano la consistenza di un esemplare grazioso ma piccolino, Erick gridò un’esclamazione in tedesco e indicò ad Anne una fila di dieci zucche bellissime sotto un noce su di una piccola altura lì vicino.

 Correndo tra i tralci, arrivarono fin lì e pensarono che quelle dieci zucche fossero davvero belle: grandi, sode, mature e di un arancione acceso ai limiti dello sgargiante. 

 Se ne stavano tutte e dieci in fila perfetta sotto questo noce da cui cadevano tante foglie rosse, come gocce di sangue. 

 Se fosse stata una coltivazione, avrebbero detto che dovevano essere di una qualità di gran lunga superiore a tutte le altre.

“Prendiamo due di queste”, disse Erick.

Anne annuì un po’ sollevata: avevano trovato le zucche e non era ancora sera, non c'era motivo di agitarsi dopotutto.

Con i coltelli portati da casa staccarono le due più grosse dal terreno e se le misero in braccio.

 Poi, mentre stavano per andar via, Anne notò un riflesso in controluce provenire tra le pieghe della corteccia del noce. 

 Si avvicinò e con una mano pulì la macchia splendente coperta dal muschio che le era parso di vedere. Sembrava una targa dorata.

“Cosa c’è Anne?”, domandò Erick tornando indietro.
“Aspetta un attimo. Qui c’è scritto qualcosa. Mi pare che sia una targa di commemorazione. Dice che…dice che nell’Ottobre del ’44 c’è una battaglia tremenda tra i tedeschi in ritirata e i partigiani. I partigiani furono massacrati e per giorni i loro corpi rimasero insepolti su questo campo. Sotto questo albero i tedeschi fucilarono i dieci capi partigiani una volta vinto e…”

Anne si interruppe e soffocò a malapena un grido.

 “Cosa c’è adesso Anne?”, chiese Erick esasperato.

Anne indicò tre nomi sotto la targa.

“Il massacro fu compiuto ad opera di…”

Anche Erick si fermò per deglutire, una foglia rossastra gli si poggiò sulla mano.

  Non riuscì a pronunciare  i tre nomi,

 Stava per gridare ad Anne di andarsene, quando i tralci della zucca che aveva tra le braccia gli si strinsero ai polsi, come se avessero preso improvvisamente vita.

Imprecò in lingua e guardò terrorizzato Anne, ma la vide combattere disperatamente con i tralci animati della sua zucca. 
 Gridò il suo nome prima di scorgerne molti altri uscire dal suolo come alti serpenti per cingerle le caviglie, la vita e il collo.

 La terra tra le zucche in fila indiana si aprì, ritirandosi come le acque del mar Morto, e lei venne inghiottita senza nemmeno un grido a causa di una foglia che le si era infilata in bocca di traverso.

Questa fu l’ultima cosa che Erick vide con chiarezza, poi il respiro gli mancò e con lui la terra sotto i piedi. 
 Decine di tralci lo avvolsero e sprofondò, tra le dieci bellissime zucche.

 Angela quella mattina di Ognissanti tornava da una festa col suo borsone rosso, sperò che anche quell’anno i vicini tedeschi avessero acceso le zucche sugli scalini di pietra della casa.

 Rimase felicemente sorpresa quando, tutte attorno al muro del loro appartamento, trovò dieci zucche incredibilmente belle, perfettamente intagliate e tutte con una candela splendente che spandeva tutt'attorno una breve luce.


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