Pagine

Visualizzazione post con etichetta cucina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cucina. Mostra tutti i post

sabato 26 giugno 2021

Il Soul Food di casa mia! Un fumetto a base di zuppa gallurese, capitoni, beveroni, fegato, olio, cannelloni e struffoli.

 Io e Dolcemetà ormai un paio di mesi fa (quanto passa il tempoooooooooo), ci eravamo appassionate a "Chef's table", una serie Netflix in cui famosi chef mondiali raccontavano come fosse nata la loro passione per la cucina e le idee per i loro piatti.

 Praticamente tutti quanti andavano a pescare dal soul food della loro infanzia e allora era nata in me l'idea di un fumetto sul soul food di casa mia. 

Un po' io sono andata a rilento, un po' mi veniva voglia di aggiungere sempre nuove cose e ricordi, alla fine sono riuscita a finirlo (anche se vedo, prevedo, stravedo una seconda parte) solo adesso.

 Ecco che ve lo porgo! Il Soul food di casa mia todo per voi!

















mercoledì 27 settembre 2017

Momenti d'autunno. Tra Irlanda, film horror, lana e zucche, i libri per vivere appieno la stagione (per me) più bella dell'anno.

Autumn is coming, ancora pochi giorni e il fatidico giro di boa che, almeno io, aspetto da quasi un anno, giungerà.
Muffin di Halloween fatti con le mie sante mani

 Certo, lo so, ufficialmente è autunno già da una settimana, ma settembre ha smesso di sembrarmi tale da quando ho finito le superiori ed è diventato solo una triste propaggine troppo calda di ferie d'agosto sempre troppo brevi.

 Una volta che sei partita e tornata dalle due settimane di libertà, l'unica cosa che vuoi, o che, almeno io voglio, è trovarmi direttamente la pioggia, il the, un libro e una città dove non boccheggiare più per il caldo dopo mesi e mesi di un'estate che ormai s'è mangiata la primavera in mezzo boccone.

 Perciò benvenutissimo Ottobre.

 Per festeggiare questo lieto evento, voglio dedicare questo post a tutte le cose belle  (o comunque significative) dell'autunno, così anche quelli che sui social implorano l'estate di non andare via (dopo vertordici mesi), possano capire perché, al netto della siccità, è anche bello che le temperature oltre i trenta gradi e il sole a picco schiodino finalmente dalla penisola.
 Pronti? Via!


HORROR TIME:

 Non voglio spoilerare troppo quello che sarà sontuoso argomento di un post d'ottobre, ma nel glorioso tempo di Netflix, quando orde di trentenni non vogliono altro che tumularsi in casa sotto strati di coperte a vedere serie tv sul pc senza riuscire a saziarsene mai, è un punto che non poteva essere omesso.

 I film horror o anche le serie tv horror (chi sta aspettando con fervore la seconda di "Stranger Things") sono parte integrante della mia routine di Halloween. 

 Quando non leggo libri a tema (o non scrivo post a tema), soprattutto se ho molto da fumettare, vedo film su film.

 In realtà è un'abitudine che ho solo da tre anni ossia da quando ho scoperto una passione per i gialli all'italiana che mi ha condotto per le strade di Dario Argento, Fulci, Bava, Avati e compagnia bella.

 Non ho mai sopportato gli horror americani, vicini di casa che ti ammazzano con mannaie e gente cretina che si accampa su cimiteri indiani circondati da case di cura piene di omicidi psicopatici non adeguatamente sorvegliati, ma i gialli all'italiana sono tutta un'altra cosa.

 Quest'anno, complice l'ondata nostalgica anni '80 mi è anche venuta voglia di rivedere tutti quegli "horror" da ragazzini tipo "Piramide di paura" o "Gremlins". Ce ne sono vari che all'epoca non vidi perché ero troppo pavida, è giunto il momento di recuperare.

 Suggerimenti di lettura:

"Cripte e incubi" di Manuel Cavenaghi ed. Bloodbuster
"Livello scarlatto" di Antonio Tentori Crac edizioni
Tutti i libri della Profondo rosso edizioni.


PIOGGIA:

 Potrei citare "La pioggia nel pineto", poesia di D'annunzio che imperversa durante l'ultimo anno di liceo a ricordarci che oltre Carducci c'era vita poetica di respiro vagamente europeo anche in Italia, oppure potremmo soffermarci su "Pioggia" di Maugham, ma se esiste un libro che può far apprezzare questo troppo disprezzato fenomeno atmosferico, quello è: "Qualcosa là fuori" di Bruno Arpaia.

 Se volete festeggiare l'arrivo di un temporale come una benedizione e trovare splendidi i pomeriggi di pioggia che, a vostro parere, vi impediscono di uscire a fare le cose più disparate, se volete capire perché a un certo punto l'estate (dopo 6 mesi) deve pur finire, allora aprite questo piccolo libro distopico.

 La storia è quella di un professore universitario napoletano, ormai avanti con gli anni, che guida una carovana di migranti climatici disperati.

  Migranti climatici che non vengono dall'Africa, ma dall'Italia, dalla Francia e Germania, e tentano in ogni modo di raggiungere i paesi scandinavi, tra i pochi paesi al mondo ormai vivibili dopo che il riscaldamento globale ha ormai raggiunto un punto di non ritorno.

 Cosa succede quando è sempre estate? Quando non piove più? Quando gli esseri umani si rendono conto troppo tardi di aver inceppato per sempre il clima terrestre?

 Non cose molto belle. Per questo, quando vi scoccia un po' di pioggia, aprite questo libro e vedrete che vi sentirete molto meglio e Ottobre vi sembrerà il mese più bello dell'anno.


LANA & ZUCCHE:

 Detesto cucire e sferruzzare e credo che, purtroppo, sempre lo detesterò.

 Dipende dal fatto che mia madre, credendolo un passatempo formidabile per una bambina, mi costringeva a passarci parecchi pomeriggi, come fossi una giovinetta ottocentesca.

 Da una parte la ringrazio perché so rammendare e attaccare un bottone, ma da un altro ho un tale rigetto nei confronti della maglia che, pur avendo conoscenti in grado di prodursi da sole interi splendidi guardaroba, non tocco un gomitolo manco a morire.

 Comprendo tuttavia il fascino che esercita sui molti che non associano questa nobile attività a pomeriggi di sterminata noia infantile e, persino Dolcemetà qualche anno fa si fece trascinare dall'entusiasmo partecipando ad alcuni incontri di maglia condivisa alla Triennale di Milano.

 Tutto ciò che mi rimane della sua fugace, ovviamente autunnale, passione sono dei manicotti rosa fucsia, una sorta di sciarpa e un gigantesco sacco pieno di gomitoli nell'armadio.
 In caso di guerra avremo di che produrre maglioni.

 Quel che invece finalmente torno a fare con piacere, dopo che per tutta l'estate ho lanciato in tavola mozzarella e prosciutto, è cucinare.
 Soprattutto amo dedicarmi ai dolciumi. 
 Niente cose strane: torte di mele e biscotti, principalmente biscotti di zucca.

 Tre anni fa trovai una ricetta meravigliosa su un ricettario e da allora ne produco chili e chili per tutto ottobre e tutto novembre.
 Portano via tempo, ma fare merenda e colazione con cibo non industriale is impagabile.

 Nella massa dei millemila titoli che potrei consigliarvi:

 "Ai ferri corti" di Alice Twain ed. Altreconomia
 "Zucca. 50 ricette facili" Academia Barilla ed. White Star (è il libro che contiene l'ottima ricetta dei biscotti di zucca).

IL GIORNO DEI MORTI:

 "Non so se tutti hanno capito ottobre la tua grande bellezza. Lungo i miei monti come uccelli tristi fuggono uccelli pazzi, lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse. Fumano nubi basse"

 Lievi foschie e pesanti nebbie che si poggiano su livide tombe grigie messe in risalto da tappeti di foglie rosse. 
 Il gelo che sale alle guance e le giornate che, come tutto attorno, iniziano a morire sempre prima.
 Se c'è una stagione in cui doveva cadere il giorno dei morti, quella è indubbiamente l'autunno.

 All'inizio dell'università, stordita dall'improvvisa mancanza di una routine imposta, tentai in tutti i modi di crearmene una da sola e, per motivi che non ricordo, in parte puntai sulla musica da ascoltare ossessivamente per tre mesi.

La mia copia con torta di mele e the
 Vittime prescelte furono Guccini e De André, peraltro solo alcuni album in particolare: "Radici", i due cd di concerto con la PFM e "Non al denaro non all'amore né al cielo", il cd ispirato all'Antologia di Spoon River.

 Recuperai il libro relativamente tardi, non alle superiori, ma durante il mio primo anno d'università. 

 Avendo frequentato la triennale a Viterbo, mi piaceva molto girare per la città dentro le mura (molto graziosa, se non ci siete mai stati ve la consiglio) dove spesso si tenevano dei mercatini con merce improbabile.

 Quel Natale, oltre ad acquistare un'assurda bambolina composta da bucce d'arancia essiccate che regalai a una mia amica (chissà cosa pensò, chissà cosa pensavo io), mi persi un bel po' in un'enorme gazebo pieno zeppo di libri della Fabbri editore.

 Lì, per tre euro, comprai l'edizione dell'Antologia di Spoon River che ancora possiedo e che mi sento di consigliare a tutti se riuscite a scovarla da qualche parte. 

Non ci sono introduzioni grandi firme, ma il curatore, certosino, sotto ogni poesia ha messo l'elenco di tutte le altre collegate.

 La lettura viaggia perciò su binari caotici, imprevedibili, esattamente come nella vita: quando conosci la persona X non sai che stai per incontrare anche Y o per scoprire che Z aveva incrociato fatalmente il suo cammino molti anni prima.

 Un esercizio umano che riesce forse difficile nelle grandi città, ma rappresenta il cuore di quella grande matassa di rapporti che rendono i piccoli paesi così soffocanti e affascinanti al tempo stesso.
 Ci tornerò su in un prossimo post. Intanto se siete tra coloro che ancora non hanno preso per le mani questo capolavoro, USCITE E COMPRATELO. Ne riparlerò presto.


LA VERDE IRLANDA:

 Ogni autunno sogno di andare in Irlanda e puntualmente disattendo questo mio desiderio (quest'anno c'ero andata un po' vicino, prima di scoprire che, al contrario di quel che credevo, Dublino è molto molto cara).

 Immagino dipenda dal fatto che tra musica gaelica, verdi brughiere, foliage spinto, castelli sperduti, pioggia incessante e storie di fate e folletti, l'Irlanda tenda a riassumere un po' tutti gli archetipi autunnali in una sola nazione.

 Il risultato è che ogni autunno finisco per vedere film irlandesi che però purtroppo, almeno quelli che arrivano in Italia, sono quasi tutti a tema Ira e ribellione dall'occupazione inglese.
 Va un po' meglio coi libri.

 I miei consigli autunnali a tema Irlanda sono vari.

1) "Come gli irlandesi salvarono la civiltà" di Thomas Cahill, Fazi editore, bellissimo saggio bibliologico sul fondamentale ruolo degli irlandesi nella storia del libro. Popolo stranamente attratto dal libro non tanto come contenuto, quanto come oggetto dotato di veri e propri poteri magici, a loro si deve gran parte della tradizione amanuense e il salvataggio vero e proprio di gran parte della cultura del mondo antico.

2) Imprescindibile per gli amanti dell'Irlanda e del fantasy puro, almeno una raccolta di fiabe e leggende irlandesi. In giro c'è "Fiabe irlandesi" di William B. Yeats ed. Newton & Compton

3) "Concerto in O minore per arpa e nitroglicerina", un'avventura di Corto Maltese ambientata in Irlanda durante la lotta per la liberazione dall'occupazione inglese. Brevissima e bellissima.

E voi? Per voi cos'è assolutamente autunno? Testimoniate!

mercoledì 30 novembre 2016

Consigli per il Natale 2016 parte II. Cosa regalare al lettore fuffa? Saggi nostalgici, cibo essenziale, torte fluffose, la hygge danese e parecchia nostalgia.

E' il 30 novembre.

Da domani si comincia!
 Non riesco a capire perché l'estate, che, ferie a parte, non sopporto visto che in città non fai altro che crepare di caldo, vedertela coi negozi chiusi e soffrire d'insonnia a causa delle zanzare, sembri invece durare un'eternità.

L'autunno purtroppo sta volgendo davvero alla fine con mio enorme disappunto.

 Sigh e strasigh.

 In ogni caso, non sono una fan del Natale precoce, tuttavia è giunta l'ora di iniziare i post dei consigli per i regali, anche perché, come ben sapete, ho sempre tanti buoni propositi e poi rischio di essere lentissima e di lesinare perle.

 Perciò comincerò con la prima infornata, quella dei consigli mainstream. 
 Tutti abbiamo quei parenti, amici, colleghi a cui però dobbiamo un favore, che sono diciamo dei lettori fuffa.

 Chi è il lettore fuffa?
 E' quell'incomprensibile (per me) esemplare di lettore che legge anche tanto, ma solo ed esclusivamente libri in voga.

Ben lungi dall'avere un gusto personale, si avventa solo sugli autori più letti e generalmente dopo un numero rilevante di loro visite al primo posto della classifica (non basta arrivarci una volta, devi provare che vali), sui romanzi di cui sta per uscire o è uscito un film di successo (o una fiction), sui rari saggi di cui tutti, ma proprio tutti, compresa la tv, parlano e su qualsiasi fuffata sia di moda al momento.


 Ovviamente ognuno ne conosce almeno un esemplare: mimetici e tenaci, generalmente anche mediamente sempre molto più acculturati delle masse che non leggono manco il volantino della spesa, come le piante infestanti, essi sorgono nel parco amicizie di ognuno di noi.

 La cosa positiva è che è molto facile trovare qualcosa da regalargli. L'unica difficoltà sta in quella fatidica domanda: "L'avrà già letto?" e vi assicuro che è lecita.

  Il cliente fuffa necessità infatti di sempre nuova carne fresca, perché forse avrà poca fantasia, ma divora nello stesso istante in cui vede la luce, qualsiasi novità modaiola.
 Per stupirlo e non disgustarlo serve quel tocco che solo chi se li ritrova davanti tutti i giorni, può avere. 
 Perciò, seguitemi!


IL NOSTALGICO:

 Il cliente fuffa nostalgico ha generalmente sui cinquanta, sessant'anni. 

Esso ha visto un'Italia se non migliore, di certo meno incattivita e nevrotica oppure crede di averla vista.

 Magari gli anni '70 o '80 sono stati i più angoscianti della sua esistenza, ma la patina della nostalgia ha lucidato tutto a dovere e tutto quello che ricorda è il profumo delle tagliatelle di sua madre, i viaggi in motorino senza casco sulla riva del mare e il primo amore che chissà che fine ha fatto.

 Per il cliente nostalgico questo natale la libreria ha ben due possibilità: la prima è "1960. Il migliore anno della nostra vita" di Alfio Caruso ed. Longanesi.

 Se noi siamo qui nella perenne angoscia della prossima catastrofica votazione a livello mondiale (chi voterà il prossimo discutibile figuro? Quale muro ergeremo domani?) e non riusciamo a vedere la fine di una crisi economica che pare eterna e ormai ci ha portato a un clima di sottile odio sociale, il 1960 pare fosse l'anno di un ottimismo che non potremmo immaginare neanche nei nostri sogni migliori.


Il libro è un distillato di spirito nazionale ottimista: Pil nazionale al +8% (da quando capisco cos'è il Pil non credo sia mai stato sopra il +1%), le olimpiadi a Roma con medaglie da sogno come quella di Livio Berruti, la Dolce Vita, Fellini, i film in bianco e nero, il primo vero sospiro di sollievo e aria frizzante post guerra.
 Insomma, un effetto che manco una puntata di uno show di Paolo Limiti.

 Sullo stesso filone si colloca un bell'illustrato de il Mulino "I migliori oggetti della nostra vita" di Marta Boneschi. 

 Ogni capitolo corrisponde ad un oggetto che ha portato un forte cambiamento di costume nella società del '900.

 E' interessante come cose come gli antibiotici, la macchina da cucire o da scrivere rimandino immediatamente a un immaginario vecchissimo, robe come il cellulare sembrino a sensazione una ragazzinata e si provi istintiva simpatia per la pillola, la lavatrice e la vespa, simboli di un'Italia ricordata (non necessariamente stata) felice e autentica.

  E soprattutto lucidata ad hoc dall'effetto nostalgia.

IL MODAIOLO:

 Vi ricordate  (se avete meno di 25 anni la vedo dura, ma googlatelo), quell'estate in cui tutto non potevamo fare a meno dei braccialetti tibetani? 

 Ne vendevano a secchi sulle spiagge e una mia amica aveva collezionato non meno di cinquanta colori differenti.

 Ebbene, anche in libreria arrivano queste febbri che rendono folli le masse senza un motivo spiegabile. 



Prima venne "Il manuale di pulizie del monaco buddista", poi i libri per rilassarsi colorando, poi "Il magico potere del riordino" di Marie Kondo e infine l'incomprensibile affondo del metodo norvegese per accatastare la legna!

 Ora posso dirvi quale sarà il delirio dei prossimi mesi: la Hygge.

 Cos'è? 
 E' il concetto della coccolosità e dei piccoli piaceri della vita quotidiana in salsa danese.

  Si tratta di piccole azioni che però dovrebbero generare una grande felicità, come mangiare biscotti in compagnia o mettere delle candele carine sul tavolo della cena con gli amici, dividersi una nuova torta cucinata la mattina, attaccare una decorazione carina alle pareti tutti insieme o un pic nic al parco con la tua famiglia.

 La particolarità è che questi piccoli piaceri devono essere consapevolmente limitati nel tempo. 

 La Hygge ha senso solo se è un fugace momento di felicità.

 E' appena uscito un libro della Sperling (che però devo dire ha una copertina poco Hygge e un po' tristarella), "Hygge" di Louisa Thomsen Brits, mentre è prevista per l'anno nuovo (peccato, a Natale era perfect), la traduzione di "Hygge" di Marie Tourell Soderberg.

 Che comunque potete sempre regalare all'amico lettore fuffa, inglese ablante.

Ps. Tiratevela e ricordate al soggetto del vostro regalo che non è inglese e che si pronuncia UGGA.


CUCIN CUCINA:

 Nonostante le diete e nonostante la cosa che mi attira di più sia in realtà un meraviglioso libro sulle lasagne ("Dietro la lasagna") dovete acchiappare il vostro cliente fuffa, quindi non fatevi distrarre da cose sugnose e cioccolatose.

Scommetto che avete già fame, eh?
Il cliente fuffa vuole cose alla moda e ve lo dico, adesso di moda in cucina c'è una roba tristissima: il cibo sano ai limiti dell'umana sopportazione.

Altro che trionfi di costolette ricoperte di sugna, peperoni ripieni e torri di polpette, ora va il cibo basic.

 Ricette con tre o quattro ingredienti, composte nel modo meno pomposo possibile e con procedimenti il meno complicati immaginabili.

 Un sogno? No, un trionfo di semi, frutta mischiata a verdura (per me, personalmente, un abominio dai tempi dell'insalata con l'ananas di mia zia), olio a crudo, carne alla griglia (poca) e cruditè in abbondanza.

 Pure le copertine ti fanno passare la voglia di mangiare, ma vabbeh, ora si è essenziali.

 Due titoli di consiglio: "Good Food" di Csaba Dalla Zorza, Guido Tommasi Editore e "Superfood" di Jamie Oliver  ed Tea, che a quanto pare si è stancato dello stinco di maiale inondato di salsa ed è passato a più dietetici consigli.

 Se sapete che invece l'amico modaiolo se magnerebbe pure la nonna condita con la nutella, allora avete un'alternativa: la fluffosa.

 Cos'è la fluffosa? Una torta diventata concept. 

 Si tratta di un particolare tipo di torta che tende ad alzarsi tantissimo e ad essere supermegasoffice (in America la chiamano chiffon cake).

Vi avviso che la confezione è gigantesca, quindi se dovete
viaggiare è un filino scomoda
 Oltre ad essere bella a vedersi in effetti, viene attribuito lei il potere di rendere soffici e comfortable i pomeriggi un po' tristi e di catalizzare l'allegria di un gruppo di amici che si riunisce nel gelo invernale e ne approfitta per ingozzarsi di dolci e the.

 La furbata fluffata è che per Natale è stata sfornata un'edizione speciale gigantesca nella quale oltre al libro "Le fluffose" di Monica Zacchia ed. IFood è contenuto anche lo stampo per la torta che in Italia, se ho ben capito, è abbastanza complicato da trovare.

 Visto il prezzo (39,00), dovete proprio tenerci al vostro amico lettore fuffa. Ma chissà, magari è vostro marito o vostro figlio o vostra sorella, non metto limiti alla provvidenza.

Ps. Per l'amico veg è prevista un'altra sessione di consigli prossima futura.

E voi?? Avete un amico lettore fuffa? Raccontate la vostra inquietante esperienza!


lunedì 31 ottobre 2016

All Hallow's Read! Perché non regalare spaventosi libri per uno spaventevole Halloween? Da un'idea di Neil Gaiman, suggerimenti per ogni lettore tra case stregate, zucche da cucinare, Dylan Dog e stregonerie varie.

 Circa tre settimane fa, proprio in corrispondenza dell'inizio di ottobre, una lettrice su fb mi ha svelato l'esistenza di un'idea del sempre foriero di idee Neil Gaiman.


 Il buon Neil, evidentemente in astinenza dalla creazione di fumetti, romanzi, sceneggiature di film e chissà che altro, ha cercato di lanciare una nuova usanza per Halloween: All Hallow's read.

 L'idea è semplicissima: regalare un libro horror ad amici e parenti durante la settimana di Halloween.

  Sì, direte, l'ennesima idea di commercializzare una festa.

 In realtà, secondo me, qualsiasi cosa implichi un libro non può essere cattiva. 
 Inoltre, un libro in più in giro non fa mai male (a meno che con libri horror non intendiate qualcosa di follemente razzista od omofobo per dire) e, infine, potrebbe essere l'occasione, per svariati lettori, di esplorare un genere da molti poco frequentato.

  Molti pensano che horror voglia dire solo vampiri adolescenti innamorati (o direttamente Dracula) o zombie. In realtà, oltre i brufoli di Twilight e le altissime vette di Stoker e Mary Shelley c'è molto altro.

 Se mi seguite su fb, saprete che sono ormai settimane che tento di motivare le masse a partecipare e, nel tentativo, ho prodotto numerosi suggerimenti.

 Ho pensato di replicarne un po' qui (e a questo incrocio di mezzi internettiani si deve la forma un po' inusuale del post che prevede molti suggerimenti in stile lista) per chi se ne sta saggiamente fuori dal regno di Mark Zuckerberg.
 Penso che ormai sia tardi per questo Halloween, ma di sicuro sono in tempo per il prossimo!


CHI VUOLE ENTRARE NELLA CASA STREGATA?:

 Anni fa, io giovane e ingenua, inorridii davanti a quella che mi sembrava la più terribile delle profanazioni: una guida turistica per i cimiteri più belli d'Europa. 

Si trattava della celebre "Guida ai cimiteri d'Europa" ed. Stampa Alternativa e mi suggerì che forse, in effetti, visitare le case dei defunti poteva avere qualcosa di affascinante.

 E in effetti, a posteriori, nonostante finora abbia visitato solo il cimitero acattolico di Roma, dove riposano, tra gli altri, Gramsci e Keats, e il Monumentale di Milano, c'era poco da inorridire e molto da imparare, perché anche i cimiteri sanno essere luoghi affascinanti (questo, nonostante abbia fissa in testa la scena di "Bianco rosso e verdone" in cui Verdone accompagna la nonna al cimitero alla ricerca di una tomba in cui il cognome è "Riso, ride, sorriso..").

 Perciò se avete amici e parenti che magari leggono poco, ma viaggiano molto, ci sono vari titoli a cui attingere, tra cui:

- "Passeggiate nei prati dell'eternità" di Valeria Paniccia ed. Mursia, un epigono della succitata guida ai cimiteri europei.

- "Castelli del mistero", una guida ai manieri presuntamente infestati d'Italia (pur non credendoci, ogni leggenda è ben accetta) di Riccardo Baudinelli ed. Mattioli 1185.

- "Guida ai luoghi misteriosi d'Italia" che schiaffa saggiamente in copertina il parco dei mostri di Bomarzo, di Umberto Cordier ed. Piemme.

- "Andar per la Roma dei Templari" di Barbara Frale ed. Il Mulino. Del resto Giacobbo ce lo ha insegnato, dove c'è templare c'è mystero.


 IL DONO LOW COST:

 Giustamente direte voi, un regaletto qui, uno lì, il portafoglio si svuota.

Certo, c'è la consolazione che in teoria dovreste ricevere in cambio un altro libro per i vostri servigi, tuttavia il desiderio di saltare il giro è tanto.

 Ebbene, miei cavi e cave, basta cercare con astuzia, perizia e un poco di furbizia, e un bel libretto horror low cost con cui fare una bella figura, vi assicuro che viene fuori.

 Per prima cosa vi consiglio due titoli della Abeditore, una casa editrice piccolina che ha una grafica strepitosa (davvero davvero considerevole), basti vedere le copertine di: 

- "Racconti di diavoli e una favola" di Robert Louis Stevenson.
- "Sette racconti neri e uno bizzarro" di Edgar Allan Poe, appena 6 euro l'uno.

  complice il fatto che sono appena usciti due numeri specialissimi: 
Altra possibilità è di gettarsi su Dylan Dog,

- "Dopo un lungo silenzio" scritto dopo molti anni di assenza da Tiziano Sclavi in persona (euro 3,20), in cui il protagonista è un demone sin troppo reale che divora le esistenze di molti in momenti di grande fragilità.

- "Mater dolorosa", splendido albo interamente a colori che ha anche la copertina in versione variant di Zerocalcare (6 euro).

Un'ultima chicca, "Angeline o la casa degli spettri", racconto di fantasmi di Emile Zola, ed. La vita felice, (6,50 euris).


CHE STREGONERIA E' MAI QUESTA?:

 Non ci sono moltissimi libri (belli) che hanno per protagoniste delle streghe.

 Purtroppo, com'è, come non è, si finisce sempre per rimestare  nei soliti young adult pieni di amori, amorazzi, magia e fondamentalmente molti intrecci lovelosi.

 Non che quelli per adulti siano migliori e i personaggi femminili in generale non è che abbia avuto fortuna nell'horror contemporanea.
 Nel 90% dei casi si tratta sempre di figure  affascinanti e fatali che conducono i vari protagonisti e antagonisti sulla via della perdizione.

 In realtà, la strega, è una creatura dell'immaginario orririfico, assai peculiare.
 Essere immaginato al punto da diventare per molte menti accecate realtà, è carica di un passato assai crudele nel quale migliaia di donne hanno pagato con la vita un insieme di terrori ancestrali e simbologie negative legate alle donne e all'oscuro desiderio misto a risentimento che le culture molto repressive (soprattutto in campo sessuale) tendono a proiettare sul genere femminile.

 In poche parole, la Strega è un demone creato dai demoni interiori di qualcun altro, il potere maschile dominante in primis.

 Proprio per queste profonde e tormentate radici storiche, in realtà nel caso delle streghe, i libri più interessanti finiscono per essere quelli di saggistica. 

 Si tratta perciò del regalo ideale per quei lettori che "no i romanzi manco a morire" o "non leggerò un horror neanche sotto tortura perché non mi abbasso a tanto".

 Molteplici le possibilità:

- "La caccia alle streghe in Europa" di Brian P. Levack ed. Laterza, excursus storico sul periodo della caccia alle streghe.

- "La strega ovvero degli inganni dei demoni" di Pico della Mirandola ed. Mimesis. Un documento sulla stregoneria dell'umanista Pico che, nonostante tutte le sue buone intenzioni, all'arcana figura della strega ci credeva eccome.

- "Volare al sabba" di Cesare Bermani ed. DeriveApprodi. Partendo da un caso di processo per stregoneria abruzzese, Bermani ricostruisce le radici dell'idea di stregoneria nell'immaginario popolare.

- "Vanina la zoppa" di Emanuela Vacca ed. Meravigli. Un processo per stregoneria (finito malissimo) ai danni di una donna il cui peccato principale, si evince dagli atti, era quello di saper curare con le erbe.


IL TERRIBILE ORIENTE:

 Il secondo anno di università sono stata colta da una vera passione per gli horror orientali.

Persino mia madre che si spaventa anche solo vedendo Harry Potter, si incuriosì e ricorda ancora con sconcerto un film coreano in cui un'assassina ricostruiva da sola un'impianto idraulico ed elettrico dopo aver murato nel muro la sua vittima (un ottimo lavoro di muratura anche quello).

 La cosa interessante degli horror orientali è che i preti non servono a niente, le croci non aiutano, gli esorcismi shintoisti funzionano solo fino ad un certo punto e certo non plachi l'anima di qualcuno con una degna sepoltura e un po' di acqua santa.

 Potenzialmente i fantasmi orientali sono invincibili, puoi solo contenere il danno e cercare di scappare molto molto lontano.

 Per chi fosse affascinato dallo spaventoso mondo orrorifico orientale, plurime sono le possibilità:

- "Enciclopedia dei mostri giapponesi" ed "Enciclopedia degli spiriti giapponesi" ed. Kappa edizioni nei quali, soprattutto chi è a digiuno di manga, potrete scoprire il vastissimo immaginario sovrannaturale del Sol Levante.

- "Principesse e Mononoke" di Yakumo Koizumi che raccoglie alcuni dei più famosi racconti di fantasmi giapponesi.

 Infine un po' di sano horror giapponese contemporaneo.
 - Io straconsiglio sempre la serie di "The Ring", anche se purtroppo è fuori commercio, ma ci sono anche altri autori, come "Estranei" o "Una voce lontana" di Taichi Yamada e il tristissimo "Quando cadrà la pioggia tornerò" di Takuji Ichikawa.


BASTA UN POCO DI ZUCCA E HALLOWEEN VA GIU':

 Halloween è una fiesta legata in maniera particolare ad un'amica cucurbitacea: la zucca!

 Dalle mie parti centrali non se ne fa un grande uso, non ho memoria che mia madre mi abbia mai preparato qualcosa usandola (in compenso da me sono diffusi i fiori di zucca, cibo quasi fantasmagorico al nord). Da quando mi sono trasferita al nord, in autunno ne faccio un uso quasi ossessivo, infilandola in ogni pietanza.

 E' deliziosa, versatile, costa poco e va bene sia nel salato che nel dolce. Una pacchia.

 Se avete amici amanti della cucina ecco i suggerimenti per libri di cucina a tema Halloween:

- "Il Decamelone" di Anna Ferrari  Blu edizioni.
 Ormai ve ne ho straparlato e millanto un post che giuro farò, intanto segnatevelo. In realtà è un libro di ricette solo a metà, la prima parte è dedicata a fonti storiche e letterarie che citano le nostre amiche cucurbitacee, zucche, cetrioli, angurie etc.
 Deliziosa la ricetta della "Parmigiana di zucca".

- "Zucca" il libro a forma di zucca dell'Academia Barilla. Molte ricette non troppo complesse, belle da vedere (come il libro) e una ricetta soprattutto, quella dei biscotti alla zucca, fenomenale.

- "La cucina delle fiabe" di Roberto Carretta, il Leone Verde ed. per cucinare un menù preso preciso preciso dalle fiabe più popolari.

 Vi lascio con l'appello di Neil. Qualcuno allora ha già organizzato o parteciperà? Se ormai è giustamente tardi, segnatelo l'anno prossimo!



martedì 11 ottobre 2016

Se i premi della rete fossero sempre esistiti. Candidati e candidate dal passato della letteratura, giornalismo e fotografia per 10 categorie tra Instagram, hashtag, tweeter, polemiche e foodblogger.

Anche quest'anno, come vi ho scritto domenica, sono riuscita a rientrare nella rosa dei dieci candidati ai Macchianera Awards come miglior sito letterario.

 Per votarmi potete andare al link www.macchianera.net,  pallinare almeno dieci categorie, inviare e smettere finalmente di essere infastiditi da me per futili motivi (almeno fino a quando uscirà il libro, ma questa è un'altra storia).

 Passando al post di oggi, l'anno scorso, durante l'infinita e inquietante premiazione dei Macchianera (che quest'anno spero sia un filino meno sessista), mi venne il fatidico dubbio:

  "Chi sarebbero stati i candidati ai premi della rete se la rete fosse esistita sin dagli albori della conoscenza?".

 Per scoprire i miei deliranti candidati 2015 potete andare qui, queste sono le categorie di quest'anno, voi avreste proposto altri ed altre? 

Stupitemi e votate!

Emile Zola

MIGLIOR INSTAGRAMMER:

- Vivian Mayer
- Jean Cocteau
- Man Ray
- Gerda Taro
- Walker Evans
- Jack London
- Emile Zola
- Giovanni Verga


MIGLIOR POLEMICA:

- Giordano Bruno vs Santa Inquisizione
- Hannah Arendt vs Opinione comune sulla questione della Shoah
- Plinio il Vecchio vs Vesuvio
- Mark Twain vs Jane Austen
- Dante vs Forese Donati
- Mozart vs Antonio Salieri
- Massimo Bisotti vs Sintassi
- Pier Paolo Pasolini vs Partito comunista e vs morale comune
- Franco Lucentini vs sbarchi marziani a Lucca


MIGLIOR FOODBLOGGER:

- Nostradamus per "Cosmetici e conserve"
- Bonvesin de la Riva per "Cinquanta cortesie da tavola"
- Cavalier Ippolito Cavalcanti per "Cucina teorico pratica"
- Hildegarda di Bingen per le sue Ricette
- Leonardo da Vinci per le sue Note di cucina
- Ibn Sayyar al-Warraq per il "Kitab Al-Tabikh"
- Ada Boni per "Il talismano della felicità"
- Salvador Dalì per "Le diners de Gala



MIGLIOR TWEETER:

- Oscar Wilde per i suoi Aforismi
- Basho per i suoi Haiku
- Ungaretti per il suo Ermetismo
- Confucio per le sue Massime
- Valerio Massimo per Fatti e detti memorabili
- Nostradamus per le sue Profezie
- Francois De La Rochefoucauld per i suoi "Aforismi"
- Giacomo Leopardi per lo "Zibaldone"



MIGLIOR SITO PER GENITORI E BAMBINI:

 Alice Miller per "Il dramma del bambino dotato"
 Maria Montessori per l'omonimo Metodo
 Il Corriere dei piccoli
Gianni Rodari per "Grammatica della fantasia"
Rudolf Steiner per la "Pedagogia Waldorf"
Gavino Ledda per "Padre padrone"
William Shakespeare per "Re Lear"
Bertolt Brecht per "Madre coraggio e i suoi figli"
Ippocrate per "La natura del bambino dal seme alla nascita"


MIGLIOR HASHTAG:

#Jaccuse
#Lavoratoridituttoilmondounitevi
#Chemanginolebrioche
#Otemporaomores
#Parigivalbeneunamessa
#Odietamo
#Quoquetubrute
#Notaxationwhitoutrapresentation
#VivaVERDI
#Vogliamoanchelerose
#AhiServaItalia


MIGLIOR SITO ECONOMICO:


John Maynard Keynes per "Le conseguenze economiche della pace"
Karl Marx per "Il capitale"
James Tobin per la Tobin Tax
Adam Smith per "La ricchezza delle nazioni"
Pierre-Joseph Proudhon per "Che cos'è la proprietà?"
Oscar Wilde per "L'anima dell'uomo sotto il socialismo"
Adriano Olivetti per la sua vita
John Stuart Mill per "Principi di economia politica"
Engels per "L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello stato"
Friedrich von Hayek per "La società libera"


MIGLIOR RIVELAZIONE:

Arthur Rimbaud per la "Lettera del veggente"
Giovan Battista Vico per "Scienza nuova"
Mary Shelley per "Frankenstein"
Alberto Moravia per "Gli indifferenti"
Sibilla Aleramo per "Una donna"
Ignoto per "Sao ko kelle terre per quelli fini que ki contene..."
Profeta ignoto per la "Genesi"
Gesualdo Bufalino per "La diceria dell'untore"
Mario Mieli per "Elementi di critica omosessuale"
Carlo Michelstaedter 
Sarah Kane per "Psicosi delle 4.48"


MIGLIOR COMMUNITY:

- Tommaso d'Aquino e la Scolastica
- La Beat generation
- Virginia Woolf e il gruppo Bloomsbury
- Mary Shelley e i suoi amici durante la piovosa estate del 1816 sul lago di Ginevra
- Gesù e i 12 apostoli
- Montparnasse e Montmartre negli anni '20
- Surrealisti spagnoli
- Il salotto parigino di Cristina Trivulzio di Belgiojoso


MIGLIOR TESTATA GIORNALISTICA:

Matilde Serao
- Benedetto Croce con "La critica"
- Piero Gobetti con "Energie nuove"
-Matilde Serao per il "Mattino"
- Eleonora de Pimentel Fonseca per il "Monitore napoletano"
- Antonio Gramsci per "L'Unità"
- Giorgio Sisini per "La settimana enigmistica"
- J. C. Henneberger per "Weird Tales"
- Silvio Pellico e Giovanni Berchet per "Il conciliatore"
- Stephane Mallarmé per "La darnière Mode"
- Carolina Lattanzi per "Il corriere delle dame"


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...