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sabato 26 giugno 2021

Il Soul Food di casa mia! Un fumetto a base di zuppa gallurese, capitoni, beveroni, fegato, olio, cannelloni e struffoli.

 Io e Dolcemetà ormai un paio di mesi fa (quanto passa il tempoooooooooo), ci eravamo appassionate a "Chef's table", una serie Netflix in cui famosi chef mondiali raccontavano come fosse nata la loro passione per la cucina e le idee per i loro piatti.

 Praticamente tutti quanti andavano a pescare dal soul food della loro infanzia e allora era nata in me l'idea di un fumetto sul soul food di casa mia. 

Un po' io sono andata a rilento, un po' mi veniva voglia di aggiungere sempre nuove cose e ricordi, alla fine sono riuscita a finirlo (anche se vedo, prevedo, stravedo una seconda parte) solo adesso.

 Ecco che ve lo porgo! Il Soul food di casa mia todo per voi!

















giovedì 1 marzo 2018

'O scrivemo strano? Le nuove mode della forma narrativa (e dell'uso del libro) tra autofiction alla francese, cell phone novel, libri da scrivere e coffee table books.

 Marzo, infine arrivò.

 Non so come sia possibile che autunno e inverno volino in questo modo indecente (e i mesi caldi non passino mai), ma siamo già di nuovo in primavera anche se con la neve tardiva non si direbbe.

 Da pochi giorni a Milano è finita la fashion week e voi direte chissenfrega, mi unisco al coro, ma mi è sembrata l'occasione per scrivere finalmente un post che volevo fare da tempo: quello sulle nuove mode in libreria.

 Non le mode nella narrativa (a cui vorrei dedicare un altro post), ma mode della forma narrativa.

 Avevo già fatto un post sui libri degli youtuber e sulle light novel (i romanzi tratti dai manga di successo), e per questo non li ho inseriti in questa rassegna che rimane comunque cicciottella.

 Curiosi? Cominciamo!

AUTOFICTION o AUTOBIOGRAFIA ALLA FRANCESE:


 E' sugli schermi, in questi giorni, un film francese tratto da un libro dell'autrice Delphine de Vigan "Da una storia vera": "Quel che non sai di lei".

 Ricordo che l'avevo leggiucchiato quando era uscito un paio di anni fa trovandolo carino, ma un po' sonnolento.

Era anche abbastanza disturbante il fatto che, malgrado l'autrice fosse Delphine in persona, si lasciasse intendere qui e lì che tutto poteva essere accaduto davvero, ma anche no.

 Scoprii che si trattava di un genere letterario, nato in Francia qualche decennio fa, e conosciuto come autofiction o autobiografia alla francese: l'autore decide di scrivere un romanzo usando sè stesso come protagonista, ma attribuendosi fatti fittizi.

 Il tutto serve a dare un manto di ambiguità alla faccenda: questo sarà successo davvero o no? Questi episodi saranno reali o no? Lo avrà detto davvero o no?

 In realtà trovo qualsiasi giochino con la personalità dello scrittore, una furbata di cui la storia della letteratura non ha bisogno (che poi è lo stesso motivo per cui trovo ipocrita la scelta di Elena Ferrante o chiunque si celi dietro di lei).

 In ogni caso, se ben ci si riflette, è il solito furto in salsa francese, Dante ci aveva pensato molti secoli prima a inoltrarsi in prima persona in una selva oscura.


CELL PHONE NOVEL:

 Questa definizione probabilmente non vi dirà niente ed è effettivamente un genere che in Italia, almeno apparentemente, non ha ancora preso piede.

Di cosa si tratta?

 Di romanzi nati sul cellulare per essere fruiti sul cellulare. Non tablet, non portatile, proprio cellulare.

 Ne ho scoperto l'esistenza tramite un manga abbastanza trascurabile e abbastanza brutto, "Mission of love", una specie di shojo (manga per ragazze) un pochino-ino erotico, in cui la protagonista, Yukino, è una scrittrice di cell phone novel molto seguita.

 Il concetto è lo stesso dei vecchi romanzi a puntate e ne ha alcuni punti in comune: l'autore è quasi sempre nascosto da uno pseudonimo, ogni puntata termina con un hype, un momento di suspance, il tema è solitamente amoroso.

 Due però sono le grandi differenze: la lunghezza e il passaparola.

 Essendo romanzi per cellulare i capitoli assomigliano più a dei tweet che a dei capitoli di un romanzo, sono perciò brevissimi.

 Inoltre le cell phone novel viaggiano tramite passaparola, soprattutto, come si intuisce anche dal mezzo, tra un pubblico molto giovane.
 In una classe di liceo qualcuno inizia a leggerlo e zoom il romanzo può diventare virale, con la stessa potenza e la stessa casualità che caratterizza qualsiasi cosa provenga dal web.


 Non so se in Italia circolino effettivamente dei romanzi sotto questa forma, immagino in realtà di sì, come circola bene o male tutto, purtroppo dopo i 25 anni si apre un gorgo dopo il quale rimani all'oscuro di tutto.

 Tuttavia in libreria ci sono una serie di libri che corrispondono sia narrativamente che graficamente a questo stile.

Parlo dei libri di Massimo Bisotti e Antonio Dikele Di Stefano.

 Si tratta di romanzi, più o meno, composti da frasi brevissime concatenate, molto concise, molto d'effetto, molto da facebook (al quale, ad esempio Antonio Dikele Di Stefano deve la sua fortuna).
 Se dal libro li si mettesse a pezzi su un cellulare, funzionerebbero comunque e anzi forse, tornando a un mezzo a loro più consono, ne trarrebbero giovamento.


RACCONTAMI UNA STORIA:


 Visto che quest'anno non sono riuscita a scrivere il post sui libri che di sicuro avreste trovato sotto l'albero a Natale (sì, lo so che siamo a Marzo, è sconcertante), non avevo potuto rendervi edotti su questo nuovo trend: i libri da regalare a parenti e amici affinché li scrivano in prima persona.

 Avete presente quando vostra nonna inizia a raccontarvi le sue avventure di bambina e ragazza? Avete presente quando sospira dicendo "Eh, dovremmo raccogliere tutte queste storie"?

 Ecco, qualcuno ha pensato di farci un'intera collana e, visto che vendeva bene, qualsiasi casa editrice di "varia" l'ha imitata.

 Leggenda vuole che l'idea sia stata lanciata da una casa editrice toscana, la Sarnus, qualche anno fa, ma il boom nazionalpopolare si è avuto il natale passato e perdura tuttora.

 Ce n'è per tutti: mamme, papà, nonni, sorelle, amici, persino zie!

 Si tratta sostanzialmente di un quaderno creativo che si limita a dare un elenco di domande lasciando poi lo spazio per scrivere.
 Alla fine, l'idea vorrebbe che la persona a cui è stato regalato la restituisca, ricca di ricordi, al regalatore.


COFFEE TABLE BOOKS:

 Esistono credo dalla notte dei tempi, ma ho notato un picco di richieste di questi cosiddetti Coffee Table Books negli ultimi due anni.

 Si tratta di libri illustrati molto belli e di formato molto grande il cui scopo è principalmente d'arredo o di compagnia.

 Si pone su un tavolo di passaggio (studio, studio medico, salotto, sala d'attesa) e tu stai lì che lo sfogli senza voglia nell'attesa che passi il tempo.
Esempio dimostrativo

 Immagino che in un'epoca pre-cellulare avessero principalmente questo ruolo, ma adesso fatico a trovarne uno che non sia l'arredo puro e semplice, anche se immagino essendo principalmente libri d'arte, architettura o design, siano comunque un belvedere.

 Personalmente adotto la tecnica degli chef: non si mette mai nel piatto qualcosa che non va mangiato e non si tiene mai in casa un libro che non va letto.


 E voi? Avete letto delle cell phone novel? Tenete coffee table books in ogni angolo della casa? Testimoniate!

mercoledì 31 gennaio 2018

Cose che puoi metterci le mani sul fuoco succederanno in libreria #2 Una seconda infornata di momenti fast and furious nella vita di un libraio.

  Visto il successo del primo elenco di cose che prima o poi, potete metterci la mano sul fuoco, succederanno in libreria, ho deciso di fare una seconda infornata, anche se, mi sto rendendo conto, potrei farne dieci (e magari lo farò).

 Ho anche realizzato a cosa il mio inconscio si sia ispirato ossia non alla canzone di Jannacci, ma ad un'altra, meno conosciuta, degli Offlaga Disco Pax "Robespierre" che, se non conoscete, vi consiglio di ascoltare (se avete 10-15 anni più di me susciterà probabilmente in voi anche una serie di ricordi nostalgici).



 Bene, bando alle ciance! Legghino i signori legghino! E divertitevi!


Quando cercherete di fare un'esposizione di libri per bambini sul carnevale vi accorgerete che esistono pochissimi libri, segno funesto che ne presagisce la scomparsa.

Ogni venti esordienti che escono, uno è il novello Bukowski. Anche ogni 15.

Se non ti piace almeno uno scrittore di una nazione dalla quale traducono un libro ogni 10 anni, allora per i veri lettori non sei un vero lettore.

Molte persone cercheranno "Pinocchio" in inglese convinti sia la lingua originale.

Alcuni clienti verranno da voi chiedendovi di parlare con un "vero libraio" "uno d'altri tempi". E allora sarete indecisi se andare a cercare il collega con l'aspetto più vetusto per farli contenti.

A Natale i colleghi vi metteranno all'ingrasso portando chili di cioccolata. Il resto dell'anno nisba.

I colleghi anagraficamente più giovani verranno investiti del compito di capire chi sia, da dove venga e cosa presumibilmente faccia ogni nuovo youtuber di cui esca un libro. Le informazioni dovranno poi essere passate in forma breve ai colleghi più vecchi.

I clienti che cercano i famosi libri con la traduzione a fronte, ignorando il fatto che non è letterale e quindi no, non è detto che questo faciliti la loro lettura.

Un giorno vi capiterà di consigliare un libro di Fabio Volo. E non lo confesserete a nessuno.

Poche cose sono certe nella vita di un libraio e tra queste il libro di Vespa a Natale.

C'è sempre un collega e solo uno che è una farmacia ambulante a cui tutti attingono.

La pioggia concilia l'ingresso dei clienti in libreria.

Vi verrà annunciata dai clienti l'intenzione di prendere un libro. Non quello da esposizione però, quello corrispondente nell'inesistente magazzino.

Una volta tolto il cellophane, il libro perderà agli occhi dei clienti qualsiasi valore. Anche se a toglierlo sono stati loro stessi.

Alcune case editrici si divertiranno a far uscire intere saghe fantasy o di fantascienza. Peccato che i libri che le pongono non saranno mai in commercio contemporaneamente, che il settimo volume venga regolarmente ristampato, ma il quinto e il secondo no, mentre il primo esiste solo in un'edizione degli anni '70 reperibile su ebay nelle notti di luna piena.

"Eh ma i racconti non vendono..." "Eh, ma la poesia non vende..."

Vi verrà chiesto numerose volte di poter stampare un file. Per favore, vi prego, vi imploro, solo una volta e mai più.

Vi verrà chiesto numerose volte di prestare il caricabatterie del vostro cellulare (che in genere non avrete con voi, ma nessuno vi crederà). Per favore, vi prego, vi imploro, 30 secondi.

Il calcio occupa il 70% della sezione dello sport. Il 90% nelle librerie più piccole.

Quando nominerete la sezione "narrativa di viaggio" verrete guardati come se svelaste l'esistenza di un nuovo pianeta.

Vi domanderanno un libro "divertente che finisce bene, ma serio" e scoprirete che non ne esistono così tanti.

Quando vi chiederanno un consiglio per un giallo, alcuni clienti, dopo essersi appassionati, vi diranno "Guardi mi dica il finale, tanto non lo leggerò"

In prossimità delle elezioni la gente tenderà ad entrare in libreria con circospezione, come se attendesse l'arrivo del diluvio universale e non sapesse bene cosa fare.

Molti genitori non si arrenderanno all'idea che Harry Potter sia già un libro per ragazzi e non ne esista perciò una versione semplificata per ragazzi.

Alcune persone saranno indecise tra un libro di Fabio Volo e uno di Hemingway e verranno a chiedervi consiglio.

Una cliente, prima o poi, vi mostrerà il suo tatuaggio con una frase di Bisotti.

Nessun posto concilia il sogno come le poltrone della libreria.

Vi capiterà di spiegare ad un fiduciosissimo autore infinocchiato da qualche casa editrice a pagamento che non vedrà mai il suo libro sugli scaffali delle librerie non per colpa dei "malvagi librai di catena", ma perché la casa editrice a cui hanno affidato i loro sono non ha distribuzione. Ma sì, i loro soldi se li è presi comunque.

Qualsiasi bambino sotto i sei anni è di certo "più intelligente della media".
 Rimane un mistero dove finisca questa intelligenza sopra la media nei sei anni successivi.

Alcuni genitori vi chiederanno dei libri per i figli con le copertine rosa e azzurra a seconda del sesso. Anche se state parlando di Rodari o di Salgari o di qualunque altro libro.

 La sezione dei giovani adulti e quella della narrativa rosa, al netto dei libri didascalici sulle tragedie sociali, sono ormai la stessa cosa.

 In prossimità della giornata della memoria vi sarà chiaro che molta gente non sa che il diario di Anna Frank è reale e non fiction.

Alcuni genitori comprano Pippi Calzelunghe ai figli maschi anche se la protagonista è una femmina perché è un classico. Ma questa faccenda che la protagonista è una femmina continua a inquietarli.

 In prossimità di Sanremo verrà sempre almeno una persona a cercare la biografia di Amedeo Minghi.

Un libro che è sempre stato in mezzo alle scatole, sparirà prontamente nell'unico momento in cui dovresti venderlo.

Ogni scrittore altissimovendente che si rispetti scriverà prima o poi quel saggio di 25 pagine venduto a 15 euro minimo a copia.

Un'ora dopo la proclamazione del premio Nobel per la letteratura, masse di persone si muoveranno con falsa disinvoltura in libreria chiedendo uno dei libri del vincitore in questione.
 Poiché, a parte rari casi, qualcuno è già passato prima di loro a spazzolare la copia in catalogo o in Italia egli è pubblicato da case editrici locali di Gorizia distribuite solo in Friuli, e perciò non ne avrete, i clienti in questione faranno vive e copiose rimostranze per la nostra mancanza di tempismo.
 Se il comitato del Nobel potesse passare un pizzino col nome alle librerie di tutto il mondo circa una settimana prima, farebbe un gran favore.

 Tutti gli anni in cui il premio Strega è incerto, migliaia di fascette con scritto "Vincitore del premio Strega" finiscono al macero senza vedere mai la luce.

Almeno 10 volte l'anno deve capitarti l'adolescente idiota che si sente un gran fico venendoti a chiedere con insolenza il "Mein Kampf" (per poi abbandonarlo sul primo tavolo appena scopre che in effetti esiste in commercio).

Ogni volta che un nuovo scandalo travolgerà qualche autore, alcuni clienti vi tacceranno di connivenza perché osate averne i libri in catalogo. 

Alcuni colleghi monitoneranno con preoccupazione la salute di scrittori centenari col terrore che muoiano senza aver abbastanza libri in catalogo (sì, il cinismo dilaga).

La sezione di criminalità organizzata è troppo fornita o troppo poco fornita a seconda di chi la guarda.

Poiché la biografie di storia vengono pubblicate a seconda della moda imperante del momento, in molti momenti non troverete niente in commercio di Garibaldi, Kennedy, Carlo Magno o Elisabetta I.
 Sarà dura convincere il cliente  che voi non c'entrate.

Appena direte che un libro è fuori commercio, vi verrà chiesto di ordinarlo.

Dovrete convincere più di un genitore a comprare effettivamente il libro richiesto come regalo dal figlio e non uno di suo gusto (perché considera cretino quello chiesto dal figlio).

Tenere separate la sezione di scienze e quella di medicina alternativa viene ormai interpretato come un fatto politico e non come mera classificazione di base.

Se la sezione sulla massoneria dovesse risultare poco visibile verrete tacciati di voler "nascondere la verità".

Scoprirete che a fronte di uno sterminato catalogo di cd, dvd e libri, alcune persone non sapranno come spendere gigantesche e immeritate carte regalo perché "Queste cose non mi interessano".
 Grazie, puoi regalarmela. O regalarmi i tuoi amici.

Ogni anno un libro senza l'ombra logica di attrattiva alcuna diventerà un best seller.

Ogni anno un libro dato come sicuro best seller un libro che non venderà niente (solo in Italia, nel resto del mondo farà sfracelli).

Le case editrici che pubblicano i libri sul malvagio gender fanno copertine piene di arcobaleni per ingannare ingenui lettori. Quelli meno ingenui poi li renderanno molto inalberati.

Alcune persone, solitamente anziane, ancora si ostinano a comprare i libri per l'ECDL.

Ogni anno ci sarà almeno un libro la cui fascetta reciterà che 35 editori se ne sono litigati i diritti alla fiera di Francoforte.

L'ordine alfabetico certe volte sarà un'opinione e mai condivisa.

Senza codice ISBN sarà praticamente impossibile identificare quale libro per studiare una qualsiasi lingua il cliente stia cercando, se il Cambridge advanced study book A/1 o il Cambridge advanced study book A/2 int 3/4 con chiavi allegate o senza chiavi allegate o con inserto digitale o con codice per accesso al sito, con sale o senza sale, caramellato o flambè.

I libri in cui gli chef millantano di insegnarti le basi della cucina facilifacili sono in realtà difficilissimi.

A San Valentino, nonostante tutte le esposizioni cariche d'amore, scoprirete che i libri non sono un regalo diffuso.






mercoledì 31 agosto 2016

Cartoline dal Portogallo. Fumetti reportage sul magico paese lusitano, a partire dal cibo aglioso e coriandoloso. "Lumache, Caracois, Frattaglie e altre storie", un fumetto di cibo, astute nonne laziali e ricordi.

Come ormai ci ho tenuto a dirvi in abbondanza, ho fatto una bellissima vacanza di due settimane in Portogallo.

Evora
Stranamente poco turistico, è un luogo da "confini dell'impero", in cui la psicosi del terrorismo sembra se non inesistente, di sicuro ridimensionata, e mette in evidenza con quanta ansia ormai viviamo.

 Inoltre è un luogo luminoso, senza afa, coloratissimo, pieno di anziani, che costa come l'Italia quindici anni fa ed ha ovunque paesaggi meravigliosi.

 Prima di andare a marzo a Lisbona, avevo un'idea del Portogallo come un luogo un po' decadente, probabilmente pregiudiziata dalla sua appartenenza ai famosi Pigs. In realtà non lo è per nulla.

Cabo Sao Vicente
 Si nota come sia meno ricco dell'Italia, ma in verità dà un'impressione di sobrietà ed essenzialità. 

 Non c'è il troppo, ma c'è tutto quello che serve: ad esempio mezzi non ultimo modello, ma sempre in orario, con tariffe basse e pulitissimi. 

 Perché il Portogallo da quel punto di vista dà l'idea di una Svezia mediterranea: tutto pulito (pure i mercati), persone disponibilissime ma non chiassose (non che ci sia qualcosa di male ad esserlo, anzi io lo sono, ma probabilmente mi è saltato agli occhi perché immaginavo avessero questo tratto in comune col resto dei popoli mediterranei) e rispettose di ogni fila persino quando si tratta di mettersi in coda per aspettare il bus che passerà mezz'ora dopo.


 Vorrei davvero dirvi quante cose bellissime ci siano in Portogallo, tra cui spiagge degne della Sardegna a 40 km da Lisbona praticamente deserte, ma rischierei di scrivere uno di quegli insopportabili resoconti di viaggio che non leggo mai neanche io.

Tutte le foto sono mie e no, non ho modificato questa foto
 Così, anche se lo so che è un bookblog e queste cose non dovrei farle, ho deciso che nel corso dell'autunno, pubblicherò alcune "Cartoline dal Portogallo" per raccontarvi un po' la mia troppo breve esperienza lì.

 Magari l'anno prossimo, il dipartimento del turismo portoghese mi fa un bonifico, chissà.

 Inizio con il cibo, soprattutto con la loro inaspettata passione per le lumache, cibo che ho mangiato pochissime volte moooolti anni fa.

 La cosa mi ha preso un po' la mano coi ricordi d'infanzia, ma vedrete.

 "Lumache, caracois, frattaglie e altre storie" nello sbavoso e antennoso fumetto di oggi!













venerdì 29 aprile 2016

Dire addio alle case della nostra infanzia è dire addio ai nostri ricordi? "La casa" di Paco Roca, i genitori e i nonni che ci lasciano, la forza di lasciar andare e di lasciare in sospeso quel che non può svanire, per nessun motivo.

 Un tempo la classe operaia non andava in paradiso, ma con un po' di sacrifici poteva costruirsi una casetta al mare.

 Per costruirsi si intendeva, in taluni casi, proprio la costruzione fisica di una casa anno per anno o la ristrutturazione perpetua di un vecchio rudere (o casa di poverissimi nonni o genitori) che, nonostante tutti gli sforzi, ogni estate puntualmente tornava decadente al punto di prima.
  Anche la casa al mare dove sono andata per tutta la vita era così. 
 Era la casa natale di mio nonno in Sardegna, aveva un camino (che ovviamente non ho mai visto funzionare) e il pavimento ce l'ha messo mio nonno quando mia madre era piccola che quando era piccolo lui ci stava direttamente la terra.
 Per anni mio padre ha meticolosamente ristrutturato ogni parte, combattendo con una gigantesca boungavillea, cercando di rendere agibile il pozzo in cortile (ebbene, io ho anche vissuto quel momento in stile dopoguerra dove in Sardegna ad un certo punto finiva l'acqua e dovevi andare e riempire bottiglie e taniche a fonti in mezzo al niente), dando l'intonaco tutti i santi anni (che l'umidità faceva venir giù praticamente i muri) ecc. ecc. ecc.
 Una delle cose che odiavo di più al mondo infatti, era quando arrivavamo a destinazione per rimanerci tre mesi.
 Aprivi la casa e dovevi renderla agibile, cosa che richiedeva minimo una settimana in cui bisognava coabitare con odore di muffa, insetti, spifferi e problematiche varie.
 Ma vabbeh, era la Sardegna del mare perfetto e dopo poco passava tutto.

 "La casa" di Paco Roca è una graphic novel autobiografica in cui l'autore spagnolo mette in scena un ricordo di suo padre (identico nella foto alla fine e nel fumetto) attraverso la sua eredità: una piccola e sgarrupata seconda casa per le vacanze.
 Una casetta al mare costruita a metà secolo da un allora giovane padre di famiglia che veniva da una famiglia poverissima.
 Per lui avere un posto dove portare in estate i tre figli e passare il tempo libero era non solo un riposo per il fisico, ma soprattutto la realizzazione di un ideale.

 Ogni generazione ha dei sogni di realizzazione che potremmo prendere come specchio dei tempi. 

 Un tempo possedere una casa di proprietà (fissazione che a quanto pare gli spagnoli condividono con gli italiani) e addirittura una seconda magione per le vacanze voleva dire essere emersi da una condizione di povertà primigenia.
 Non importava quanto grande o come fosse la casa, non era importante costruire una pergola con materiali di recupero in vece di una elegante e ombrosa.
 Il punto non era la pergola, era la possibilità di averla potuta realizzare proprio come in un piccolo grande sogno.
 La storia prende le mosse dalla sua morte e dall'avvento dei tre figli nella vecchia casa.

Il padre era sopravvissuto a un'operazione ben riuscita, ma poi, di colpo, si era lasciato morire: perché?
 Cos'era successo all'uomo ottimista che fino all'ultimo aveva combattuto per tornare a potare il suo orto e passare il tempo col suo migliore amico, un vedovo di una casa vicino?
 I tre non lo sanno e in cuor loro sperano che sia la casa a svelargli l'arcano (mentre l'arcano avrebbero potuto svelarselo da soli se solo ci avessero pensato, quanti danni facciamo quando non ci curiamo dei sentimenti delle persone con cui parliamo), ma non accade.
 In compenso affiorano ricordi e nostalgie, rimembranze del tempo incantato dell'infanzia, di estati fissate in un'unica luce, della mano forte che li portava a prendere l'acqua, a piantare i semi dell'orto o a occuparsi di uno degli infiniti lavori di cura di cui necessitava quella comunque mai completata casa.
 Ognuno ha la fugace tentazione di non venderla, di trattenerla, come se così il ricordo potesse mantenersi più vivo.

Non è un desiderio così strano rimanere legato alle case del passato, perché forse come nessuna cosa tangibile riescono a ricordarci un'immaginaria epoca d'oro della nostra esistenza.

 Io, ad esempio, sogno sempre la casa in cui ho vissuto fino a ventidue anni e quella al mare, e mai la casa nuova dei miei genitori, le varie in cui mi sono trasferita dopo essere andata via di casa o quella in cui abito ora.
 Ci sono dei luoghi che rimangono, più di ogni altro, casa e bisogna avere un grande coraggio per lasciarli andare.

 Del resto bisogna avere anche un grande coraggio per lasciar andare le persone a cui abbiamo voluto bene, rassegnarsi a convivere con risposte che non potranno più darci e con decisioni che forse abbiamo sbagliato a prendere nei loro confronti.
 Lasciar andare non vuol dire per forza mettere la parola fine, ma lasciare in sospeso molte cose.
 L'importante è capire quanta importanza questa sospensione debba avere nella nostra vita, se debba assumere l'impegno tangibile di una casa da mandare avanti o il sottile rimpianto di averla venduta.
 I morti rimangono morti, ma solo noi possiamo decidere come gestire quello che ci hanno lasciato, in modo tangibile e intangibile.

Colori bellissimi, toni dell'arancione che rendono in pieno il caldo e la nostalgia dei pomeriggi d'estate. Fidatevi, è una graphic novel bellissima. E piangerete come fontane.

domenica 24 aprile 2016

Il mistero di Giovannino Guareschi: chi era davvero costui? Tre titoli (+1)per scoprire scandali, inquietudini di una vita appassionata tra don Camillo, Peppone, i giovani d'oggi, i lager nazisti e i contorni di un'Italia ambigua.

Uno dei più bei ricordi della mia infanzia, sono le sere in cui rimanevo a dormire dai nonni.
 Credo che sia un ricordo molto condiviso visto che difficilmente per un nipote c'è pacchia maggiore: cibo ottimo, coccole, vezzeggiamenti continui, i nonni che fanno di tutto per compiacerti compreso ingozzarti di dolci che, normalmente in quanto bambina paffuta non potresti mangiare. 
Nonostante abbia dormito da loro innumerevoli volte è come se nella mia memoria, in tv, andassero in loop solamente i film di Don Camillo e Peppone.
 Non so quante volte rete 4 fosse in grado di mandarne a ripetizione durante l'anno, tuttavia ogni volta era come la prima: temevamo per i fidanzati che volevano buttarsi nel laghetto con la chiesa sommersa, ci inquietavamo per l'alluvione del Polesine, penavamo per le povere mucche che non venivano munte a causa dello sciopero e ci chiedevamo quando mai Don Camillo avrebbe smesso di stare in esilio sul monte per aver ceffonato un aiutante di Peppone.
 Tutte le sante volte.

Visto che mio nonno leggeva tantissimo, dai film si passò ai libri. 
 Giravano per casa delle edizioni degli anni '70 che avevano lo stesso effetto dei film: li avrò letti decine di volte e ogni volta c'è lo stesso, misterioso, gusto. 
 Addirittura mi passò tra le mani un'assurda edizione scolastica di inizio anni '90 nelle cui note si parlava molto della situazione politica contingente e veniva citato il Pds! Rileggendolo per caso anni dopo mi sconcertò capire quanto, nell'arco di un ventennio berlusconiano, fosse ormai diventato impensabile mandare in giro per le scuole un libro con note del genere.
 La capacità ipnotica, quell'inafferrabile quid che lo rende irresistibile anche quando si ha l'impressione di saperlo a memoria, la fluttuazione nel cosmo scolastico, rendono Guareschi degno di nota e di post. 
E' per capire meglio questo mistero che ho raccolto una manciata di titoli per conoscerlo meglio  se volete saperne di più o magari solo rileggerlo col senno del poi.

GIOVANNINO GUARESCHI di Guido Conti ed. Rizzoli:

 Una volta adulta mi sono resa conto di aver guardato Don Camillo e Peppone con una straordinaria cognizione di causa priva di cognizione di causa. 
 Cosa può capire mai una bambina di sette anni davanti ai litigi di un prete democristiano e di un sindaco comunista nella bassa emiliana? Come riuscivamo ad afferrare cosa volesse dire l'episodio in cui Peppone ordina ai suoi di non festeggiare il Natale in nome della religione oppio dei popoli? Cosa intuivamo degli scioperi e del figlio di Peppone che doveva essere battezzato Lenin? 
 Conoscendo i miei nonni materni con cui condividevo le visioni dei film, (un militare che non ha mai e dico mai parlato di politica e una donna di famiglia molto filodestrosa), dubito che mi abbiano dato una qualche infarinata storica.  Li guardavo senza spiegazioni di sorta, eppure non ricordo di aver mai avuto momenti di confusione sulla compagine storica. Com'è possibile?
 Penso che l'arcano possa essere svelato col mistero stesso che avvolge in qualche modo l'immagine di Guareschi. 
 Parlandone si scoprirà che era reazionario, filomonarchico, non apertamente antifascista, ma di sicuro anticomunista, eppure al contempo fu colui che passò un anno e  mezzo in un lager nazifascista (da cui nacque  "Diario clandestino") e dipinse un personaggio, quello di Peppone, che chiunque abbia letto i libri non può mai bollare come negativo, ma ricco anzi di onestà e umanità.
 La cosa più incredibile rimane forse come la sua biografia con coincida con quanto ci ha lasciato detto attraverso i suoi personaggi. 
 Il mistero è fitto e, come accade per molti scrittori considerati, non a ragione, minori, la critica è lunga dal divenire.
 La biografia di Guido Conti è un buon modo per cominciare ad avere delle risposte.

L'ANNO DI DON CAMILLO:

 Di tutti i libri della saga di Don Camillo, "L'anno di don Camillo" è quello che ricordo con maggior gioia perché: 

1) Dava il tempo di godersi appieno le storie (il primo "Don Camillo" finisce quando hai appena iniziato a capire come funziona).
2) Molte storie non riguardano il rapporto tra Don Camillo e Peppone, ma i cambiamenti che affronta la gente della bassa.
 Passato il secondo dopoguerra assai agitato del primo libro, tra una guerra che non si capiva bene se fosse finita, ex fascisti con cui si aveva disagio a confrontarsi, armi ancora seppellite in attesa della rivoluzione, soldi dei tedeschi nascosti nelle bare pronti per costruire la casa del popolo, si viene a conflitti di altro genere.
 I tempi cambiano, arriva la guerra fredda, i cambiamenti sociali e l'emancipazione della donna con cui il partito comunista ha sempre avuto un rapporto ambivalente (sì, certo doveva emanciparsi, ma insomma fino ad un certo punto, tanto che l'Udi seguiva, almeno in principio le solide direttive del Pci).

 Il bello dei racconti è che raccontano non i cambiamenti macroscopici, ma gli effetti microscopici che, per persone semplici e legate ad un secolare mondo rurale, possono assumere proporzioni enormi.
  Una tinta per capelli bionda fa andare in crisi una tranquilla madre di famiglia che sognava solo di avere i boccoli d'oro come le principesse delle fiabe (ma che dirà la gente della sua debolezza), un contadino ignorante e despotico fa la guerra per tutta la vita al suo quarto figlio, quello più piccolo, il più intelligente che si diplomerà odiandolo. 
 Scoprirà solo alla sua morte che il padre teneva un baule con tutte le sue prodezze: il diploma, la foto di quando fece il carabiniere, la nuova casa, i figli.
 Ci sono Giuliette e Romeo divise da De Gasperi e Togliatti e la mitica operazione San Babila (fantastico quel racconto!) soprattutto un'Italia che inizia a dare i primi segni di un cambiamento epocale che Guareschi tenterà di raccontare in "Don Camillo e i giovani". 
 A proposito di quest'ultimo, noterete, leggendo che, alle prese coi nuovi gggiovani, Guareschi mescola molto moralismo e una triste mancanza delle felicissime intuizioni che l'hanno reso uno scrittore simbolo di un periodo storico. Il motivo è molto semplice: non si può essere interpreti di tutti i tempi e, il suo, era ormai passato.

"BOMBARDATE ROMA!" di Mimmo Franzinelli ed. Mondadori:

Due anni fa, uscì un libro di Mimmo Franzinelli sullo scandalo (da me ignoratissimo) che coinvolse De Gasperi e Guareschi e mandò in carcere quest'ultimo per diffamazione.
 Franzinelli, armato di documentazione, perizie calligrafiche e molta pazienza, ricostruisce un fatto ai più ignoto che, nel 1954 vide Guareschi dare credito a un komplotto messo su da forze repubblichine, spie, periti di tribunale corrotti e fascisti dell'ultima ora.
 Lo scrittore pubblicò infatti su "Il Candido", storico giornale satirico fondato dallo stesso Guareschi e non certo filosovietico, due presunte lettere scritte da De Gasperi al tenente colonnello inglese Bonham Carter nel 1944 durante il periodo della liberazione. Egli chiedeva agli alleati di bombardare la periferia di Roma per accelerare i tempi, infischiandosene della popolazione. 
 Guareschi le diede per vere e le pubblicò, ne seguì un processo che fu penoso per entrambe le parti. 
 De Gasperi morì poco dopo la sentenza, Guareschi fu giudicato colpevole e non fece ricorso in appello, convinto anche di essere stato avversato da parte inglese. 
 Gli toccò scontare una condanna di un anno e mezzo per effetto di una sentenza precedente: era stato infatti condannato per una vignetta pubblicata sul giornale di cui era direttore responsabile nella quale si dileggiavano (oggi in modo risibile, ma all'epoca si era ben lungi da Charlie Hebdo) i corazzieri.
Quella prima pena per diffamazione era stata sospesa, ma in caso di seconda condanna sarebbe diventata effettiva (così ho capito perlomeno, avvocati se la faccenda è più complessa, spiegatemela).
 Scontò l'intera condanna dividendo scrittori e opinione pubblica. Ne uscì profondamente fiaccato nell'animo e nello spirito.

Se vi è piaciuto, leggete anche "LA LIBRAIA DI PIAZZALE LORETO" di Tinin Mantegazza, Corsiero editore:

Avevo da tantissimo tempo l'idea di scrivere un post su Guareschi e anche per questo avevo recuperato dei vecchi libri a casa, tuttavia la spinta definitiva me l'ha data la lettura di un libro delizioso che non potete non amare se avete apprezzato l'autore di Don Camillo: "La libraia di piazzale Loreto" by Tinin Mantegazza storico autore dell'Albero Azzurro.
Avevo da tantissimo tempo l'idea di scrivere un post su Guareschi e anche per questo avevo recuperato dei vecchi libri a casa,
 Si tratta di una raccolta di brevissimi racconti ispirati a fatti reali accaduti a Milano durante la seconda guerra mondiale e l'immediato dopoguerra. 
 Una lettura bellissima per gli adulti e un titolo che dovrebbe essere dati ad elementari e medie in occasione del 25 aprile (ci sono anche piccole illustrazioni e il tono è adatto anche a chi è più piccolo).

 E' uno di quei libri in cui si racconta la storia, senza fare buonismo, revisionismo e senza sentire il bisogno di dare il contentino a tutte le parti, e che, al contempo, non tira in ballo agiografie, epica o toni didascalici.
 Come fa? Racconta LA STORIA. La stessa storia raccontata da Elsa Morante: quella delle persone semplici, del loro sopravvivere nel mezzo di un conflitto, degli errori, del coraggio, della sfortuna e dello stupore.
 C'è la famiglia emiliana emigrata a Milano con ha una decina di figli tutti con nomi fascisti che vengono tramutati improvvisamente in nomi più politicamente corretti dopo la liberazione. C'è la libraia di piazzale Loreto che assiste con stupore difficilmente definibile all'esposizione del corpo di Mussolini, la c'è la giovane bellissima emigrata in America come sposa di guerra e lì morta di parto. Ci sono i bambini che giocano su alberi tagliati in una sola notte nel gelido inverno del 1944, le rappresaglie, ragazzi che assistono alle fucilazioni dei maestri, le torture ai partigiani, i disertori nascosti nelle cascine, i tedeschi in ritirata in grado di rare crudeltà.
 Eppure è un libro che potrebbe leggere già un bambino di 10 anni. Com'è possibile?
 Il segreto è la scrittura, semplice eppure potente, carica di quell'essenziale che avvicina subito il cuore ai fatti.
 La casa editrice è piccola, io ve lo STRACONSIGLIO non perdetevelo.

Voi avete qualche libro di Don Camillo favorito? Consigliate altro? Anche voi guardavate i film la sera assieme ai nonni? Testimoniate!

giovedì 18 dicembre 2014

Consigli per Natale parte III: libri per bambini (una goccia nel mare), topi intrepidi, Jane Eyre per adolescenti, Bibbie per supercattolici, fantasie per lettori forti e Irlanda a mille!

La faccia da "Mmm cosa mi consigli?" del cliente
Consigli per gli acquisti di Natale parte II. Una delle cose più belle in libreria è consigliare qualcosa ai clienti, purtroppo le maggiori e desperade richieste di consigli arrivano sotto Natale, quando passeggiare amorosamente tra gli scaffali a dissertare sulla beltà delle trame o la profondità di quel meraviglioso saggio di etologia, diventa un'impresa impossibile. Pur con tutta la buona volontà, intessere un discorso con gli altri clienti che affilano le lame in cerchio attorno a te, in attesa che ti liberi dell'improvvido che ti sta monopolizzando, è diciamo un attimo ansiogeno.
 Mi rifaccio qui, quindi mi scuserete se continuo a sfornare consigli a raffica, nel disperato tentativo di recuperare il tempo perduto (è il 18 dicembreeeeee com'è successo??? Com'è stato possibile??).
 Non perdiamo altro tempo e let's go!


COMBO IRLANDESE:
L'Irlanda come me la immagino
C'è un posto, oltre al Giappone, che ho sempre voluto vedere (e non ci sono ancora riuscita): l'Irlanda. Temo che tutti coloro che hanno avuto un'adolescenza a base di letture fantasy o di giochi di ruolo o simili, siano sensibili al fascino di questa verde terra oltremanica. C'è qualcosa in questa nazione che la rende epica e magica, nell'immaginario, anche in un periodo che di epico e magico ormai ha quasi niente. Un po' sono i folletti, un po' la fine recentissima del conflitto anglo-irlandese, una lotta per l'indipendenza non solo nel cuore dell'Europa, ma in grado di coinvolgere due nazioni del genere.
 Comunque, il caso ha voluto che questo Natale consenta, a chi lo desidera, di regalare una bella combo irlandese agli appassionati:

1) "DUBLINERS 100" AA. VV. ed. Minimum Fax: 
 Quindici racconti scritti da quindici autori contemporanei irlandesi, in occasione del centenario di "Dubliners" di Joyce. 
Cosa ne è  stato dell'Irlanda 100 anni dopo quella trafelata e disperata gente di Dublino? Cosa è diventata? Non è proprio un "Si stava meglio quando si stava peggio", ma quasi.
  Alla disperazione della povertà e al cattolicesimo spinto, si sono sostituite nuove angosce (benissimo raccontate per carità), che però dimostrano un'ineluttabile filo col passato. Un po' dipenderà dal fatto che ogni capitolo mantiene l'incipit del fu Joyce, un po' sarà, che nonostante tutto, la verde Irlanda ha qualcosa, nel profondo, che non può essere scalfito.

2) "L'ISOLA CHE SCOMPARE" di  Fabrizio Pasanisi ed. Nutrimenti: 
Non ho una grande passione per i libri di viaggio. Faccio fatica a capire perché dovrei appassionarmi a quella che dovrebbe essere più di ogni altra un'esperienza solo per i propri occhi. Ci vuole molta maestria a scrivere un bel libro di viaggi che non lasci i lettori solo spettatori, tuttavia, una valida alternativa a queste limitazioni, l'ho trovata in quei libri che uniscono la critica letteraria ai viaggi:  la costruzione degli itinerari sulla base dei libri che sono stati lì ambientati o degli scrittori che ci hanno abitato. E' un genere ultimamente molto di moda, e "L'isola che scompare" è un regalo perfetto per chi ama l'Irlanda, le leggende celtiche (quelle vere non quelle leghiste), il ciclo di Camelot e la letteratura di quella verde isola che tanto ha dato alla storia del libro. Il viaggio mescola paesaggismo (a me non particolarmente caro), al racconto di posti poco conosciuti, passando per i miti e ovviamente la letteratura. Grazioserrimo.

IL REGALONE:
 A Natale c'è sempre qualcuno a cui si vuole fare un regalo pomposo, vuoi per fare una bella figura, vuoi perché uno ci tiene sul serio, vuoi perché boh, c'è qualche motivo per cui si deve impressionare il ricevente. Niet paura, si può trovare qualcosa di very beautiful anche a prezzi accessibili (poi oh, se volete spendere di più meglio per tutti)! Ecco two consigli:

"UNA BIBBIA" di Rebecca Dautremer e Philippe Lechermeier ed. Rizzoli:
 E' Natale. Va bene che questa festa risale ad un'epoca precristiana, va bene la festa in onore della luce che ritorna, va bene la laicità (figurarsi se io non ne sono una grande fan), va bene tutto. Però, sotto le coltri di regali, gli scontrini battuti che mi sogno pure la notte, sotto i cotechini, le lenticchie e i cenoni a base di carne e pesce a seconda della regione d'Italia, rimane il fatto che teoricamente, oltre che rito sociale, il Natale sarebbe primariamente una festa religiosa. Tutti noi abbiamo degli amici supercattolici, questo libro è una giusta alternativa ai millanta libri del o sul Papa tutti uguali che, peraltro, essi già possiederanno o riceveranno da qualcun'altro (difficile est fare un regalo rispettoso a Natale a un very religioso). 
 Più di una persona potrebbe gradire come regalone questa riscrittura della Bibbia con meravigliose illustrazioni, molto eleganti, fantastiche, ma rispettose.
 Inoltre ho una passione per il verde veronese che ammanta il libro. Per cattolici.

"LA NAVE DI TESEO" di Doug Dorst e J. J. Abrams ed. Rizzoli:
 Questo libro è una figata assoluta. Passatemi l'orrido termine, ma per chi si è sciroppato gli esami di bibliografia, per chi ama il libro come oggetto, per chi adora la fantarcheologia (adora ma non ci crede, s'intende), questo libro è una goduria. Inoltre è la dimostrazione che no, leggere un libro di carta non è sempre come leggere un ebook. 
 Ideata da J.J. Abrams, è una storia che corre su due binari. Il primo, quello del libro, idealmente scritto da un misterioso e prolifico scrittore, V. M. Straka. Il secondo, la storia raccontata nel fittissimo paratesto, in cui due personaggi, una bibliotecaria e uno studente, discutono tra le note, e i moltissimi fogli all'interno, infilati in modo casuale, come succede spesso a chi possiede libri. Ci sono foto, tovaglioli scritti, lettere, cartoline, ad intrecciare le due storie, a svelare un mistero e a rendere magica la lettura di un libro.
 Quale lettore non ha sognato di ritrovare un tomo polveroso ricco di misteri da svelare? Il libro che ci parla dal passato è uno dei grandi topos dei lettori forti, e questo libro dimostra come le potenzialità materiali del libro nell'editoria cartacea siano immense. Perché a queste cose ci pensano quasi solo i libri per ragazzi? Perché non esistono più tomi così? Favoloso. Io ho già dato mandato che me lo regalino!

LA PARGOLANZA:
 Innumerevoli sono i libri che si possono regalare ai vostri pargoli, che durante le feste di Natale fungono da doppio catalizzatore in libreria: sono i principali destinatari della fiesta e, come dice un antico e recente adagio, è grazie all'editoria per ragazzi se siamo tutti ancora in piedi.
 Se fate un giro nella sezione degli illustrati per la pupanza, scoprirete che in realtà quei libri vorreste possederli tutti quanti voi. Vi do alcuni suggerimenti di cui sotto, premetto che sono una goccia nel mare della giuoia:

"LINDBERGH" di Torben Kuhlmann ed. Orecchio Acerbo:  

Questo libro è un CAPOLAVORO. Me lo comprerei e lo regalarei a tutta la pargolanza che conosco dai 2 ai 1000 anni. E' talmente bello che, a mio parere, la Disney, la Pixar o chi per loro, dovrebbero mollare i pixel e farci uno di quei meravigliosi film di un tempo, che la storia si presta non bene, ma benissimo. 
 La trama vede un topino vivere la sua paciosa vita in mezzo ai libri, leggendoli e rosicchiandoli (un po' come il best seller di qualche anno fa che a me, però, non piacque molto, "Firmino"), appassionato di volo e Leonardo da Vinci, se ne sta al calduccio per i fatti suoi. Un giorno però i libri scompaiono, arrivano le trappole per topi e tutti i suoi simili sembrano scomparsi: dove sono andati tutti? E' la Germania del 1912, sono gli anni dell'emigrazione di massa in America e tutti quanti sono stipati in queste gigantesche navi piene di pericoli, primi tra tutti i gatti. Ed allora questo intrepido topo mette a frutto la sua passione per Leonardo, le nozioni apprese dai libri e tutta la sua passione: vuole volare e costruire un marchingegno a sua misura che glielo consenta. Tra civette assassine, umani curiosi, accendini come motori, fallimenti e tentativi, ce la farà?

 I disegni sono splendidi anche per bambini molto piccoli, la storia, raccontata anche a chi non sa leggere, appassionante. Saltando la pietosa età delle scuole medie/inizio liceo in cui tutto ciò che è infantile deve far schifo per natura, è un libro che tutti, compresi gli adulti, possono amare. Un regalo per non sbagliare.

"NONNI" di Chema Heras e Rosa Osuna ed. Kalandraka:
Oooooh io ho una vera passione per i nonni. Una roba imbarazzante che mi porta ad avere le lacrime agli occhi quando vedo gli anziani con i loro nipotini passeggiare in libreria e commuovermi su tutti i libri che insegnano ai bambini a farsi viziare dai nonni (o ad arrendersi alla loro morte). 
 E' una passione molto comune, sono abbastanza rari i casi in cui i nonnini non sono superamati, e per questo consiglio questo bel libro su una coppia di nonni che deve andare a ballare. Lei non si sente abbastanza bella, si vede brutta e piena di rughe, ma il nonno, innamorato, continua a dedicarle poesie bellissime, dicendole che è bella come il sole.
 La nonna dopo mille resistenza infine si arrende e, felice, sotto le stelle danzerine, si rende conto che anche il nonno, sotto quelle rughe è ancora bello come la luna.
 Mi viene da piangere anche solo a descrivervelo. Per i bambini con nonni amatissimi e in realtà anche per nonni con nipotini adoratissimi.

"JANE LA VOLPE ED IO" di Fanny Britt ed. Mondadori:  
Una bella graphic novel/romanzo illustrato (confine molto labile) adatto alle bambine in età preadolescenziale, parla del grande potere salvifico che i libri hanno nei momenti di grande solitudine.
 L'adolescenza è un periodo complicato, anche perché generalmente è il primo momento in cui si viene a contatto con tutta una serie di costanti dell'età adulta: la cattiveria gratuita, la prepotenza, il potere del gruppo sul singolo, l'emarginazione. 
 Solo che non si ha ancora la scorza per affrontarle e i più sensibili o meno tendenti al combattimento rischiano di soccombere. Questo bel libro parla di una ragazzina senza amiche, le cui compagne di classe continuano a ripeterle ossessivamente quanto sia grassa, anche se grassa non è. Il confine col dramma è domato solo dalle pagine del suo libro preferito, Jane Eyre che la consola trascinandola in un mondo lontano. Poi però la realtà irrompe potente: si parte per la gita di classe e tutto diventa spaventoso. Ma davvero il mondo, crescendo, ci riserva solo cattive sorprese? Belli i disegni, delicata la storia, per bambine sognatrici (per carità anche bambini!).

 Anf, anf, secondo round terminato in corsaaaaaaaaaaa! Voi avete già letto o regalato alcuni di questi libri?

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