Questo è il post che stavo scrivendo due giorni fa, prima di partire per incontrare i miei genitori un paio di giornate (distruttive, visto quanto ho camminato, speriamo almeno di essere dimagrite) a Firenze.
Nel frattempo, in treno, luogo che concilia straordinariamente la lettura, ho iniziato il BELLISSIMO "Americanah" di Cimamanda Ngozi Adichie, scrittrice nigeriana neanche quarantenne a dir poco bravissima.
Perciò ho terminato questo post con rinnovata gioia visto che lo scopo era far conoscere storie gialle ambientate in luoghi (e tempi) per noi inconsueti e anche un po' impensabili.
Sistemando la sezione dei romanzi gialli, di tanto in tanto, mi capitano tra le mani perle ingiustamente ignorate, un po' perché non provengono da grandi nomi, un po' perché non possono apporre la fascetta GIALLO NORDICO in copertina.
Forza, non c'è solo il freddo e inquietante nord a questo mondo (anche se un tempo, sapevate che il Nord era considerato il punto cardinale delle tenebre?), tutto il mondo ha i suoi investigatori e le sue indagini.
Siete curiosi? Non vi resta che leggere!
COMMISSARIO HABIB di Konaté Moussa Del Vecchio editore:
Il Mali, dov'è il Mali? Più o meno me lo ricordavo da qualche fumosa lezione di storia sul colonialismo.
Mi era rimasto particolarmente impresso perché ha dei confini che per loro natura in geografia non possono esistere (magari in geometria sì). Dritti, palesemente tracciati da qualcuno a mano, contengono una distesa per la maggior parte desertica a scarsissima densità. La capitale, Bamako, la rammentavo da un esame di geografia in cui fui costretta a imparare tutte le capitali del mondo a memoria (giuro), fine delle mie nozioni.
Fortunatamente la Del Vecchio editore ha portato in Italia i gialli dello scrittore Moussa Konaté purtroppo defunto.
Chiariamo le due storie contenute in questo libro, pratico da portare e dal prezzo davvero contenuto, 9,90 euro, hanno un intreccio degno di questo nome, anche abbastanza faticoso da seguire vista la fitta rete di riferimenti sociali a cui si può dare una risposta solo consultando in contemporanea wikipedia.
Perciò chi ama il giallo ha tutto il gusto dell'investigazione e del dubbio.
Tuttavia per noi, a mio parere, il motivo di interesse più stupefacente rimane la cornice nella quale queste storie si muovono: cosa c'è in Mali?? Scoprirete un mondo abitato da polizie segrete, metodi di tortura, riti magici arcaici, antiche casate nobiliari, credenze millenarie, polvere, sole, caldo e una popolazione cittadina che vive sospesa tra il 2010 e un'indefinibile epoca arcaica. Lo dico senza giudizio, anche perché darne uno in tal senso vorrebbe dire avere a prescindere un approccio positivista.
Perciò dov'è il Mali? Cosa succede? E come fa a investigare un commissario di polizia prossimo alla pensione in un mondo stretto tra violenze nuove e riti antichi?
Come sapere un po' cosa succede in Africa senza sorbirsi per forza un saggio. Straconsigliato.
I GIALLI DI PRECIOUS RAMOTSWE di Alexander McCall Smith:
Mi capitò di leggerne qualcuno, l'estate di quattro o cinque anni fa e trovai la novità, almeno per me, dell'ambientazione africana, una variante sul tema deliziosa. La mano era felice, si scoprivano tante cose nuove, cibi particolari, usanze lontane e ci si chiedeva dove fosse mai la trama gialla.
Fosse per me i gialli di Precious non andrebbero neanche nei gialli (oh non li ho letti tutti, magari alcuni sono migliori): i misfatti su cui si indaga sono risibili, Jessica Fletcher sarebbe in grado di risolvere l'arcano in due pagine e anche al lettore non è che ne servano di più.
Rimane apprezzabile, soprattutto quando non si ha voglia di niente di difficile e di nessun giallo a base di sangue, violenza, drammi e psicodrammi. Non boccio Precious e neanche la scorrevole scrittura di McCall Smith s'intenda, ma ecco, i gialli sono un'altra cosa.
GIALLI D'ORIENTE di AA VV Manni editore:
Strano libro per tanti motivi.
1) Ha il testo arabo a fronte (ve lo dico, soprattutto ai librai, così nel caso lo ordinaste, quando qualcuno viene implorando libri col testo a fronte in arabo e libri in arabo, avete almeno un testo da proporgli.
2) Sono piccolissimi racconti scritti durante l'era abbaside, il medioevo arabo che si estende dal 750 al 1258.
3) La domanda è: scrivevano quindi davvero dei gialli durante il medioevo in medio oriente?
Ni. Nel senso che effettivamente hanno la forma propria di un giallo (tenete presente che sono lunghi al massimo 3 o 4 pagine). Succede un fatto, generalmente un furto o un omicidio, e qualcuno viene chiamato a cercare colpevole e movente.
Quel qualcuno è di solito o un giudice o un sultano o l'autorità massima che esercita la funzione di giudice sul luogo del misfatto.
Qualche volta ci sono delle intuizioni raffinate, altre volte, insomma, siamo tutti bravi a scoprire il colpevole torturando la gente.
Si tratta in generale di una serie di exempla in cui gli autori proponevano una casistica morale dell'epoca: cosa fare con ladri? Briganti? Adultere? Come scoprirle ed esercitare la legge islamica.
Introduzione interessante, precise e non troppo complesse le note, anche la traduzione non è affatto oscura.
Consigliato soprattutto a chi ama i classici medievali.
SHERLOCK A SHANGHAI di Chen Xiaoqind ed. O Barra O:
Non di solo Qiu Xiaolong vive il giallo cinese. L'autore, oggi in esilio, che ci racconta attraverso i suoi gialli la complessa società cinese contemporanea, ha ovviamente dei predecessori.
Uno di questi è Chen Xiaoqing, autore cinese della prima metà del '900 che ha immerso il suo amato protagonista (una trentina i volumi a lui dedicati), il detective Huo Sang nell'affascinante Shanghai degli anni '20 e '30.
Le storie selezionate per il libro sono sette racconti in cui in effetti Chen Xiaoqing imita in modo incredibilmente evidente lo stile di Conan Doyle: un detective intuitivo e portato a dubitare, raffinato deduttore e cortese investigatore, affiancato da una spalla, il suo assistente, ben più avventata, facile all'inganno (e indispensabile per spiegare i ragionamenti dietro alla risoluzione di casi praticamente solo deduttivi).
Si dice elementare Bao Lang e diventa incontrollabile la voglia di trovare tutti i punti in comune nella perfetta imitazione orientale dell'inglesissimo Sherlock. Il tutto, possibilmente, mentre si divora cibo cinese in quantità.
Aggiungo, nel caso sventurato vi incappaste in biblioteca, come è capitato a me, di evitare come la peste i gialli di Tarquin Hall che hanno per protagonista Vish Puri, detective indiano. Sono ORRENDI.
Vi incuriosisce qualcosa? Avete già letto qualche perla o me ne consigliate altre? Scrivete!






