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martedì 20 dicembre 2016

Consigli per regali natalizi in extremis parte I! Napoletanità concentrata, libri da parati, lettere cariche di fuoco e gialli a base di fame e pane.

 Ebbene, come ogni anno mi sono ridotta all'ultimissimo per i regali di Natale, sono pessima lo so.


 Tuttavia, le code in libreria mi suggeriscono che molti di voi sono ancora in cerca dei doni per il 24 e il 25 (senza dimenticare che ci sono poi tutte le persone che non avete calcolato vi faranno un dono costringendovi a riparare il 27) e per la befana del 6 Gennaio per la quale sono in amplissimo anticipo.


  In un rush finale che mi impedisce qualsiasi coerenza in questi due giorni vi consiglierò il grosso di quel che di regalabile c'è in libreria, secondo me. Ci saranno cose per ragazzi, gialli, saggi e tutto quello abbia destato la mia attenzione.

 Siccome, come ben sapete, ho dei gusti un po' eclettici, c'è di tutto un po' anche cose che sembrano poco regalose.

 In realtà, citando il buon Ranganathan ricordate sempre che "Ogni lettore ha il suo libro" e "Ogni libro ha il suo lettore", quindi nessun consiglio dovrebbe essere poi completamente sprecato.

 Buona lettura!

PANE di Maurizio De Giovanni ed. Einaudi:

 L'ultimo capitolo de I Bastardi di Pizzofalcone, la serie di Maurizio De Giovanni ambientata in un commissariato del centro di Napoli, è, secondo me uno dei più riusciti della saga (che secondo me ha una base meno potente dell'altra, quella che ha come protagonista il commissario Ricciardi).

 Il motivo è presto detto: De Giovanni ha una penna particolarmente felice nel descrivere le piccole miserie quotidiane, quelle che si nascondono dietro le facciate di sorrisi e apparenza o anche quelle molto palesi che però non siamo più capaci di vedere.

 In "Pane" viene assassinato un panettiere di quartiere, fa il panificatore da tre generazioni e lo vede come una missione. Anche per non allontanarsi dalla città ha ritrattato la testimonianza contro un camorrista che aveva visto in azione durante un omicidio.

 Tutti, soprattutto il giovane e rampante magistrato di successo, conteso dalle tv nazionali, seguono questa pista, ma l'ispettore Lojacono (che di magistrati rampanti è quasi perito) non ne è convinto.

 Chi avrà ragione?

 In tutta onestà non è davvero l'indagine, comunque godibilissima, la parte migliore del libro, ma il significato racchiuso da quella rosetta in copertina.

 Il pane, riflette De Giovanni, in Italia ce l'hanno tutti, nessuno si muore più di fame no?

 Ma gli anziani con la pensione minima mangiano davvero a fine mese? E mangiare solo pasta per dieci giorni e ridursi a 80 anni a rubare un pezzetto di parmigiano subendo l'umiliazione dei carabinieri è dignitoso? Vuol dire che mangiamo davvero tutti?
 Mangiano davvero tutti quelli che non hanno lavoro? O la vergogna di recarsi alle mense della Caritas li costringe a umilianti digiuni? E quelli che il lavoro ce l'hanno, ma non basta più?

Che ne è di tutta quella parte della società che conosciamo solo attraverso i dati Istat sulla povertà? Perché ce ne dimentichiamo tutti, narrativa compresa?

 Consigliatissimo per chi ama i gialli e la bella scrittura scorrevole.


IO IN TE CERCO LA VITA di Anna Kuliscioff, L'orma editore:

 Anna Kuliscioff, splendida figura di intellettuale italiana che inorridirebbe se sapesse che dai suoi tempi la radicalità del libero pensiero si è ormai piegata alla radicalità del pensiero liberista, è ricordata da troppi o come la compagna di Turati o per niente.

 L'Orma editore che ormai da qualche anno pubblica una graziosa collana "i pacchetti" di piccoli libri formati da epistole di grandi del passato (già passarono per la collana Virginia Woolf, Gramsci, Verdi e Mary Shelley).
 E' un'idea resa ancor più graziosa dal fatto che il libretto è già avvolto in un involucro potenzialmente spendibile con un piego di libri in posta. Un libro che contiene lettere e può diventare una lettera sostanzialmente.

 In questo, dedicato alla Kuliscioff, viene fuori il carattere di una donna simili ad altre del passato, come la Mozzoni, Luxemburg, Emma Goldman, aveva un carattere radicale e deciso che le permise di avere una vita ricca, appassionata, sempre fedele ai propri ideali.

 Di famiglia russa ebraica, fu costretta a fuggire in Svizzera a causa della sua fede anarchica e lì conobbe un giovane italiano, Andrea Costa da cui ebbe la sua unica figlia (Andreina, che come molti figli, ebbe una vita decisamente opposta a sua madre sposando un giovane industriale milanese) e successivamente divenne la compagna di Turati. 
Portò avanti la battaglia per il voto alle donne e fu tra le fondatrici del partito socialista italiano.

 Le sue lettere denotano una passione politica che non venne mai meno e che bruciò per l'intera esistenza.
Un libro che andrebbe letto in tempi oscuri in cui ci sentiamo incapaci di credere a tutto, comportandoci spesso come bambini privi di responsabilità.

 Siamo solo noi che possiamo rendere migliore questo mondo e la speranza di riuscirci rimane il più radicale dei pensieri.


I LIBRI DA PARATI di VERBAVOLANT edizioni:

 La VerbaVolant edizioni è una casa editrice che ha inventato e brevettato una tipologia di libro molto bella e molto regalabile, specialmente se conoscete persone che hanno i muri di casa orrendamente vuoti (io odio le case così, mi sembra sempre che gli abitanti ci vivano tra un trasloco e l'altro o siano pronti alla fuga): i libri da parati.

 Sono una versione particolare degli albi illustrati e si leggono aprendoli man mano come una cartina stradale. 
 Alla fine della storia, avrete su un lato l'intera vicenda e sull'altro un'illustrazione meravigliosa e appendibile.

 Splendidi "Primavere", "Le luci alle finestre" e "Mare chiuso", ma meritano tutti.

 Il prezzo, per la qualità e la bellezza delle illustrazioni, è davvero bassissimo: 12 euro.

 Straconsigliato. Fidatevi, farete un figurone.


VIA DEL GAMBERO 77 di Sara Garagnani e Camilla de Concini:

 Ogni troppo mi arrivano mail in cui mi si propongono romanzi e libri che hanno per protagoniste "donne forti" (che non so mai bene cosa voglia dire) o sono scritti da "donne forti".

 Oltre all'irritazione palese per essere considerata blogger privilegiata per questi tomi in quanto donna, non capisco mai perché dovrei trovare interessante un particolare libro solo perché ha per protagonista una donna. 

 Ovviamente ci sono delle eccezioni per alcuni argomenti e "Via del Gambero 77", graphic novel prodotta in occasione del venticinquesimo anniversario della nascita della Casa delle donne contro la violenza di Modena, è una di queste.

 La motivazione è presto detta: l'argomento è la violenza contro le donne e il modo in cui può essere superata a livello sociale.

  Le protagoniste sono infatti quattro donne di generazioni diverse che subiscono in modo diverso un tipo di violenza non tanto (o non solo) fisica, quanto psicologica e non solo da una precisa persona, ma da un intero contesto sociale inconsapevolmente sessista sino alla radice.

 Quella fatta dalle frasi di chi ti dice che "Devi sopportare tuo marito o il tuo compagno perché è tanto nervoso ed è un brutto periodo", del fidanzato che al liceo che "Preferirebbe non uscissi coi tuoi amici il sabato sera se lui non c'è, perché insomma chissà cosa potrebbe accadere" (tra l'altro in questo gioco malato di limitazioni prese per fedeltà spesso si precipita in modo incrociato).

 Una violenza subdola e nascosta che pian piano mangia la libertà del singolo o nel quale il singolo, cresciuto in un contesto sociale fortemente strutturato e oppressivo, non ha mai creduto di possedere.

 E' una bella graphic novel che punta il dito su quel lento lavorio di parole, pregiudizi e luoghi comuni che preparano il terreno alla violenza, alla giustificazione silenziosa a quelle insinuazioni che tempestano sempre la vittima e mai il carnefice. 

 E oltre a puntarlo ci ricorda cosa è stato possibile fare grazie a un'epoca di ribellione collettiva e cosa ancora si potrebbe fare tutt* unit*.

 Purtroppo essendo un'autoproduzione della Casa delle donne contro la violenza di Modena è acquistabile solo online su youcanprint, ma se volete fare (o farvi) un regalo tosto e interessante vale la pena.


BELLA NAPOLI di Cristiano Cavina ed. Edt:

 Essendo piena di parenti partenopei, ogni anno vado alla ricerca del libro che mi svolti i regali per i parenti campani.

In genere me la cavo con generici libri di Luciano De Crescenzo o gol del Napoli, ma quest'anno l'EDT che di solito fa guide turistiche di successo, ma ha anche avviato alcune fiorenti collane di narrativa, mi è venuta in soccorso con un libretto graziosissimo ad un ottimo prezzo "Bella Napoli" di Cristiano Cavina.

 Come vede Napoli un viaggiatore un po' svampito proveniente da un ridente paesello dell'appennino tosco-romagnolo?

 Un luogo terribile degno della peggior Gomorra? Il paradiso del nordico che si ingozza di pizza alla mozzarella di bufala circondato da limoni di Sorrento?

 Nulla di tutto ciò. Conscio del fatto che Napoli è una città a sé, con una propria fortissima identità, Cavina la descrive come una grande città Europea con i pregi e i difetti delle grandi città europee (esclusi i mezzi pubblici, la cui follia rivaleggia solo con quelli romani).

 Gli expat che ti mettono in guardia da millemila pericoli che poi in loco si ridimensionano quasi sempre, l'impossibilità di trovare i posti dove mangiano i locali e non solite trappole per turisti.

 Il Napoli, i vicoli bui in cui è meglio non avventurarsi in stile Gotham city, il tipico nonno napoletano con la perenne tazzina di caffè e il "voi", i neomelodici che vendono migliaia di cd, i pachistani felici e molto altro in questo libro che è composto da piccoli deliziosi capitoli protesi nella disperata impresa di condensare l'inafferrabile: la napoletanità.

 Ok, primo round finito, spero di essere stata di un qualche aiuto, domani il secondo!



martedì 16 dicembre 2014

Consigli per i regali di Natale: fumetti per tutti i gusti, regali per appassionati del Natale e per amici che però non sono l'anima del nostro cuore, tra lettere, tregue, scintille e Dario Argento!

 Ed ecco con il dovuto ritardo (mi direte, ormai tra nove giorni è natale e io vi rispondo, ok, ma c'è anche gente che festeggia la Befana, tipo me), la seconda tranche di consigli natalizi! 
Pronti a prendere appunti assolutamente scomposti e slegati tra loro, ma assolutamente testati? E viaaaaaaaa!

FUMETTO TIME:
 In questi giorni è tutto un fiorire di  classifiche sui fumetti migliori usciti durante l'anno. Vorrei poter stilare una cosa del genere, ma se aspetto di averne il tempo fate in tempo a regalarli l'anno prossimo.
Nel frattanto ho alcuni graziosi tomi che potrete regalare in tutta sicurezza agli amanti delle graphic novel o anche dei non amanti. Con mooooolta calma, anche in Italia stiamo ormai arrivando al concetto che fumetto non è per forza uguale a: roba da bambini. Perciò in effetti vostro nonno potrebbe non apprezzare la Bibbia a fumetti, ma magari riuscirete ad aprire il chiavistello del cuore dei vostri genitori, permettendogli di comprendere che c'è vita dopo Topolino.
 Cosa consiglia la casa?

1) "E la chiamano estate" delle cugine Mariko e Jillian Tamaki ed. Bao Publishing: 
 E' una delle graphic novel che ha fatto più parlare in questo 2014 e mi è piaciuta così tanto che le dedicherò sicuramente un post a parte.
 Nel frattempo vi basti sapere che ha disegni bellissimi, una trama delicata e monotona, come l'ultimo periodo d'infanzia, che ormai scampola verso l'adolescenza, eppure non annoia mai. Due ragazzine che si conoscono fin da bambine passano una lunga estate nel posto di villeggiatura isolato dal mondo in cui vanno da anni. Solo che quell'anno anche se tutto rimane uguale, tutto cambia e la sensazione che si sia ormai sul limitare di un nuovo periodo della vita, enorme e forse non così magico come si immaginava, è potentissima. Davvero bella.

2) "End. Vol 1 Elisabeth" di Barbara Canepa e Anna Merli ed. Bao Publishing
Graphic novel italiana con tremila miliardi di citazioni stilistiche sul gotico andante, disegnata e colorata in modo meraviglioso.
  Ve la consiglio come regalo per gli appassionati di manga, di goth e di Dario Argento. La storia infatti, ambientata in un collegio femminile isolato dal mondo, in un tempo imprecisato, ricorda molto le atmosfere alla "Suspiria". Elizabeth è una ragazzina che è appena morta, come non si sa, perché non si sa, e forse, in realtà sembra che non sia esattamente morta. Cosa è successo? Una diceria dice che le case abitate da adolescenti siano particolarmente magnetiche per i fantasmi. Regalo bellissimo (ve lo dico si attende ansiosamente il seguito).


3) "La scintilla" di Lorenza Di Sepio ed. Magic Press: 
L'autrice di "Simple e Madama", deliziose strisce sulla vita di coppia che finalmente non scadono nello stereotipo da "Settimana enigmistica", ha sfornato giusto giusto per questo natale, un regalo perfetto per fidanzati e fidanzate romantici. Ne "La scintilla" si susseguono tavole che raccontano come due sconosciuti si trasformino lentamente in due fidanzati: primo incontro, prima ansia per avere il secondo incontro, prime figuracce, gli incontri con gli amici, le foto ecc. Delizioso al delizioso prezzo di 9,90.
Particolarmente indicato se vi siete fidanzati di recente o ci state lavorando da un po'.


PER L'INNAMORATO DEL NATALE:
 Tendenzialmente il mio spirito natalizio è morto più o meno qualche anno prima della fine dell'università, tuttavia non disprezzo l'innamorato del natale. Questa creatura inizia ad addobbare casa a metà novembre, grida contro la tv già da Ottobre perché non mostra pubblicità precoci di pandori e panettoni, e il giorno dell'Immacolata ha già tutti i regali impacchettati sotto un abete di tre metri ornato solo da decorazioni rarissime provenienti dai quattro angoli della terra. Nonostante si ostini a portare bigiotteria dalle forme natalizie quando è ancora Halloween, l'innamorato del Natale mi fa simpatia perché è talmente esagerato da riuscire a passare un po' di empatia natalizia anche alle povere anime che magari vorrebbero sentirne l'atmosfera, ma si sentono sempre come se fosse il 7 aprile, ossia in una data a caso che non significa niente. Per lui millanta libri possono andare bene, perché proprio come per i film natalizi esistono millanta libri natalizi. Ecco cosa vi propongo:
Credo che per avere un'adeguata attesa interiore del Natale sarebbe necessario possedere una sorta di quiete interiore che ti permetta di apprezzare il passare dei mesi senza vederlo come una scadenza ansiogena.
1) "La vita e le avventure di Babbo Natale" di Frank Baum ed. Mattioli 1885:
Premesso che a me Babbo Natale non fa simpatia (a casa mia, Babbo Natale è sempre stato ritenuto una creatura capitalista prodotta dalla coca cola che cercava ignobilmente di scalzare antiche tradizioni, come la Befana), questo libro dell'autore de "Il mago di Oz" sul barbuto vecchio è molto grazioso. Baum immagina un'origine fiabesca in piena regola per il rubizzo anziano, abbandonato bambino e cresciuto dalle creature dei boschi. Appassionato dell'infanzia degli umani, da lui osservata solo da lontano, ad un certo punto sceglie di rendere felici i bambini, che non sono ancora adulti disillusi e malvagi dediti solo alla ricchezza, portando loro giocattoli. Estremamente natalizio.


2) "Nero natale" ed. Einaudi: 
Nove racconti oscuri d'autore ambientati nella notte più leziosa dell'anno.
 Molti grandi scrittori non hanno resistito alla tentazione di affrescare le loro storie noir e gialle con il giorno in cui tutti dovremmo essere più buoni a fare da sfondo. Il contrasto tra gli abissi più profondi della società e le aspirazioni di bontà più alte, rende particolarmente graziosa questa raccolta che vede alcuni ricordi di Agatha Christie e persino una storia tragicamente verista del buon Pascoli, dedito a infanticidi poco natalizi. Tra gli altri anche Conan Doyle (autore anche de "Il caso dell'oca di Natale" Interlinea edizioni), Lovecraft e Stevenson!

LA CURIOSITA' PER L'AMICO PER CUI SPENDERE IN MODO LIMITATO:
 A Natale ci sono i grandi regali, i regali che si devono fare per forza (il capo o i colleghi se lavorate in una di quelle aziende alla Fantozzi) e i regali a quella nutrita schiera di amici e amiche che avete molto cari anche se non sono l'anima gemella del cuore vostro. 
 Tradotto: i cari amici a cui dovete un regalo che costi più di un euro, ma non sia gigantesco. I libri in questo caso sono la scappatoia ideale. Vi lascio due titoletti che potrebbero colpire l'animo di molti lettori forti:

1) "L'armonia delle donne" di Trotula De' Ruggiero Manni editore: 
Personaggio del passato famoso, come Ipazia, più per romanzi storici che per saggi seri a lei dedicati, Trotula fu un rarissimo caso di donna, laica e non religiosa, a cui fu consentito di esercitare un mestiere considerato non prettamente femminile (medico) e di lasciare traccia nella storia. Nata e cresciuta in quel di Salerno, all'epoca isola felice, decisamente libera dal dominio della chiesa (come spiega Eva Cantarella nella bella introduzione), Trotula divenne famosissima tra i contemporanei grazie ai suoi scritti di medicina, in particolare sulla salute delle donne, all'avanguardia già all'epoca. Questo libro è fantastico. Basta leggere il capitolo sulle ricette per simulare la perdita della verginità a base di sangue di drago, per rimanere subito conquistati. I mille rimedi per ottenere capelli chiarissimi o scurissimi sono al limite dell'orrore per qualsiasi animalista: per i biondi bisognerebbe prendere "Quante più più possibile" e bruciarle, per averli neri, prendere una malcapitata lucertola staccarle la testa e la coda e bollirla. Sembra di leggere un trattato di magia alla Harry Potter e sono invece rimedi medievali di assoluto rispetto. Da regalare e regalarsi.

2) "La tregua di Natale" di Alberto del Bono ed. Lindau:

 Commovente piccolo libro su un episodio natalizio del conflitto che scoppiò cent'anni orsono e che l'editoria ha debitamente celebrato con la ristampa di tutto il ristampabile sull'argomento. Sostanzialmente durante il Natale del 1914 in alcune trincee ci fu uno spontaneo cessate il fuoco da parte di entrambi gli schieramenti. 
 I soldati riuscirono a liberarsi dell'assurdità della guerra grazie a quello che fu davvero un'interpretazione del vero spirito del natale: tornarono e restarono semplici esseri umani che cantavano inni di Natale, si facevano auguri e in alcuni casi oltrepassarono il campo di battaglia per stringersi la mano.
   In questo piccolo libro sono raccolte le lettere di Natale spedite dai soldati su quella notte straordinaria. 

 Fine prima tranche! A prestissimo la seconda! Voi ne avete già letto qualcuno? Ve ne interessa qualcuno? Trovate che alcuni commenti siano orribili? Scriveteeee!

giovedì 11 dicembre 2014

Consigli per il Natale: libri su principesse e regine. Aneddotica per iniziare lettrici trash alla saggistica e carteggi seri per storiche (e storici) consumati, e su tutti quanti grandi corone scintillanti!

 E anche quest'anno è arrivato il magico momento dei consigli natalizi!
 Inizio questo tedio regalatorio con una grande hit natalizia che dovrebbe risolvervi alla grande una serie di regali: le storie di regine e principesse. 
Sin da quando ero piccola ho visto molti film di Natale.
 La ragione era solo una: passavo molto tempo natalizio coi miei nonni locali, in alternativa, chiusa in casa dalla mia nonna estera (la madre di mio padre da cui andavamo a Natale e che abitava geopoliticamente in un'altra parte d'Italia).
  In tali anziane mura domestiche non è che si potesse fare molto oltre a mangiare, così o guardavo insistentemente "Fantaghirò", oppure, coi miei nonni local c'erano delle grandi hit: "Don Camillo" (inimmaginifici gli arrampicamenti sugli specchi dei miei nonni, non proprio di sinistra, per spiegarmi cosa fosse il Pci) e "La Principessa Sissi". 
 Mio nonno era un uomo che anche quando avevo ormai vent'anni compiuti continuava ad imbarazzarsi se vedevamo un bacio sulle labbra in un film insieme, perciò con questi due filoni andava tendenzialmente sul sicuro.
 Codesto fatto, ha voluto che io collegassi per sempre il Natale a romantiche principesse in crinoline e trovi particolarmente jingle bells tutto ciò che le riguarda, così il consigliare libri del genere diventa un passo piuttosto facile. Storcete il naso? Datemi e date loro una possibilità!

PER LA PARENTE/AMICA/ZIA/CUGINA CHE LEGGE SOLO LIBRI ROSA:
 Le nominiamo spesso: persone che leggono solo trame spazzatura, seriali, spesso brutte, spesso identiche, ma in quantità industriale. Codeste persone sono le stesse che pronunciano la parola saggistica come se fosse un vocabolo appartenente ad una lingua stramorta da tremila anni: in modo dubbio e senza alcuna cognizione di causa. Mi riferisco a loro al femminile perché le statistiche sia empiriche sia vere, ci dicono che la stragrande maggioranza di questo tipo di lettori sono di sesso femminile. Perciò è come la storia del tradimento: se il lettore forte di trame spazzatura non sei tu, lo è tua moglie. 
 Ci sono molti titoli che possono farvi andare sul sicuro, ma soprattutto due personaggi storici in particolare: Maria Antonietta di Francia e la Principessa Sissi.
 Personaggi complessi ridotti dalla vulgata comune e da un cinema generalista ante litteram, vengono recuperati in belle biografie o documenti storici piccanti come:

1) "LA SARTA DI MARIA ANTONIETTA. LE MEMORIE DI ROSE BERTIN" ed. Clichy:
  Questa mania di biografia per interposta persona è molto comune negli attendenti e aiutanti dei personaggi famosi e storici (basti pensare alla defunta Diana su cui ha scritto, spettegolato e mangiato pure il palafreniere di palazzo), ma è comprensibile: la tentazione di dare la propria versione dei fatti può essere forte. Ed è il motivo per cui Rose Bertin, semplice modista miracolata dalla regina che ne fece la sua sarta personale, sente la necessità di scrivere: davanti alle innumerevoli calunnie che vede piovere sulla sua benefattrice, essa deve parlare. Il libro è piccolo e gustoso, veloce e ricco di quelle che osservazioni che sembrano stucchevoli e nascondono enormi scenari storici. 
 La Maria Antonietta che ne esce è tenera, dolce e scintillante come la ragazzina adorata da Lady Oscar nel celebre cartone, solo che questa è memorialistica vera.

 "LA VERA STORIA DELLA PRINCIPESSA SISSI E DELL'ANARCHICO CHE LA UCCISE"  di Renzo Castelli ed. Ets: 
 Ammetto che l'inizio prometteva molto di più: come possono due persone come Elisabetta di Baviera e il suo assassino, Luigi Luccheni, dai destini così enormemente distanti, appartenenti a mondi talmente diversi, incrociarsi fatalmente in una gelida giornata svizzera?
  E' una questione affascinante che mi pongo spesso: il modo in cui il destino si attorciglia sfiorandone migliaia di altri fino a quel momento distanti anni luce. Peccato per lo svolgimento.
 Il saggio che si propone in principio di sfatare il mito della Sissi televisiva cavalca velocemente lungo la sua lunga vita come un bignami ben scritto, tuttavia soffre di eccessivo puntinismo (puntini di sospensione) e non indaga davvero l'animo umano, soprattutto quello di Luccheni. Di quest'uomo, presunto anarchico, italiano, dalle origini miserevoli e una vita altrettanto miseranda, l'autore non fa che ripetere un solo mantra: difficilmente poteva essere un anarchico. Tuttavia non offre grande sostegno al riguardo, insiste piuttosto su una grande delusione lavorativa, e nonostante un'infanzia da Dickens, sembra provare molta più compassione per Sissi, che finisce per ammantare di uno strambo alone romantico. Comunque è scorrevole e grazioso, perfetto per iniziare alla saggistica la cugina riottosa a lasciare il principe azzurro col cupcake in mano.

PER L'APPASSIONATA STORICA VERA: 
Diciamoci la verità, la stragrande maggioranza di voi, quando ha letto la parola "principesse" ha smesso di leggere il post o, se è arrivato fin qui, si è chiesto se non fossi impazzita dando fondo alle mie muliebri arti. Se ci riflettiamo (e se lo avete pensato) potrebbe una cosa molto sessista, se avessi scritto che vi parlavo di libri su Carlo V o Filippo II l'effetto dato sarebbe stato tutto un altro. 
 Si collegano re e principi a guerre, sangue e beghe politiche, re e regine a frizzi e lazzi. Eppure il re Sole ed Enrico VIII in quanto ad amorazzi, tradimenti e pettegolezzi non erano secondi a nessuno, mentre Eleonora D'Arborea ed Elisabetta I sono delle regnanti ricordate per meriti politici, giuridici e militari.  Perciò, esistono molti libri da regalare anche a parenti, maschi e femmine, appassionati di storia, che sotto Natale vogliono spararsi un po' di sana aneddotica. Di cui sotto vi elenco:

1) "LETTERE D'AMORE DI ENRICO VIII AD ANNA BOLENA" ed. Nutrimenti: 
Carteggio di grande valore storico di cui purtroppo possediamo solo una delle due voci: quella del solerte e appassionato a Enrico. 
 Sarà che ero suggestionata dai dipinti che lo vogliono panzuto e imponente, ma la sua presenza fisica sembrava trasparire anche dalle lettere: imperiose, fisiche, passionali, ma molto concrete. Da questo carteggio per voce sola, si intuisce come Enrico fosse molto attratto dalla seconda moglie che fece decapitare e come questa lo tenesse sulla corda con grande bravura visto che non era certo uomo da farsi intortare. 
 Il momento tristezza giunge alla fine: la lettera di Enrico alla sua terza moglie, Jane Seymour, mentre la Bolena era ancora in vita, ha lo stesso identico tono dell'uomo passionale e vigoroso. Al che la domanda sorge spontanea: Enrico, ma tu ci credevi o ci facevi?

2)"PRINCIPESSA LUISA" di LUCINDA HAWKSLEY ed. Odoya:
 In questi ultimi tempi va molto di moda la regina Vittoria, non riesco a capire perché. 
 Personaggio ignorato lungamente, viene riscoperto con sommo stupore, nonostante abbia regnato per lunghi anni e avesse una storia (soprattutto in gioventù, quando dimostrò grande carattere sfuggendo al dominio materno), molto intrigante. L'Odoya ha recentemente pubblicato una biografia di una delle sue figlie, la principessa Luisa, famosa per essere stata una grande innovatrice e continua fonte di scandalo per la famiglia reale. Pittrice,  (ma non per diletto, sul serio), amica dei preraffaelliti, visse una vita il più possibile borghese battendosi per i diritti femminili e dopo vari affair amorosi molto discussi, sposò, per la prima volta dopo secoli un common, con grandissimo accoramento familiare. 
 (Se Luisa è troppo leziosa, potete sempre far ricorso ad uno dei bei libri usciti su Matilde di Canossa, altra complessa figura di regnante donna, che si trovò al centro di uno dei più grandi scontri tra potere temporale e secolare, per lei c'è "Matilde di Canossa" di Eugenio Riversi ed. Odoya).

 Vi ho aiutato abbastanza a far felici parte di amiche e familiari? Avete già letto qualcuno di questi libri e volete confutarmi o consigliarli a vostra volta? Leggete, scrivete et commentate se ve va!  

giovedì 21 agosto 2014

Il triangolo no, non l'avevo considerato. Combinazioni varie ed eventuali di scrittori famosi che hanno triangolato tra di loro con risultati alterni: suicidi, pianti, amicizie indissolubili e scomparse inquietanti.

 Un tempo, quando la musica italiana era vivace e seria e per vedere qualcosa di sessualmente alternativo non dovevamo ancora invocare Raffaella Carrà o il povero Tiziano Ferro che sventola la bandiera solitario e comunque gorgheggiando di faccende normalissime, come rotture amorose e lacrime, un Renato Zero preconversione (e pre pinocchiaggine) gorgheggiava ricoperto di paillettes: "Il triangolo no non l'avevo considerato".

 Erano gli ultimi scampoli di un'epoca assai meno noiosa della nostra, (il cui massimo della trasgressione che ci rimane è Kim Kardashian nuda su una specie di moto) e ricordavano anche in musica (no dimenticare pure "Pensiero stupendo" e "Resta vile maschio dove vai?") che nella storia chiunque ha provato a istituzionalizzare quella che è la combinazione amorosa più diffusa tra gli esseri umani dopo la coppia: il triangolo.

 Pochissimi ci sono riusciti, la maggior parte sono periti nell'intento (fisicamente o psicologicamente), innumerevoli ne hanno scritto. Ora, non ricordo esattamente quale sia stata la causa scatenante che al mare mi ha portato l'idea di codesto post, ma mi sono chiesta, quali sono più famose triangolazioni amorose tra scrittori nella storia?
 Ecco una breve carrellata.

SYLVIA PLATH-TED HUGHES- ASSIA WEVILL: 
Diciamo anche che era un triangolo
di strani scrittori tutti belli come attori
Caso di triangolo portato fino alle sue più tragiche conseguenze. Sylvia Plath e Ted Hughes erano sposati da qualche anno e avevano due figli, i lavori di entrambi iniziavano a dare i sospirati frutti, quando per uno di quei giochi del destino, diedero in affitto la loro casa di Londra ad una coppia di sposi.
Assia Wevill
La lei della coppia era Assia Wevill bellissima aspirante poetessa di origine ebraica di cui Hughes si innamorò all'istante. I due iniziarono una relazione che sfociò nel suicidio della Plath  che, già mentalmente provata, non resse l'abbandono del marito per Assia. Mentre Hughes iniziava così un'opera di censura e rimaneggiamento delle opere della defunta moglie, Assia iniziò ad esserne ossessionata come donna e poetessa. Sei anni dopo, al culmine del suo delirio, si suicidò uccidendo anche la figlia avuta col poeta, nello stesso identico modo in cui si era uccisa la Plath. Hughes è stato indicato da più parti come corresponsabile morale delle due morti. Fatto sta che la sua successiva compagna, rimasta tale fino alla sua morte, non fu più una poetessa, ma una pratica infermiera.

SARTRE-DE BEAUVOIR-ALGREN:
 Li cito sempre, ma non citarli in un post sui triangoli amorosi non avrebbe senso. Sartre e de Beauvoir sono forse l'inarrivabile archetipo per tutte le coppie desiderose di scrivere un finale felice per i propri triangoli amorosi. 
 Fino alla fine tennero fede al loro proposito di non sposarsi e avere tutte le relazioni parallele della terra mantenendo però la loro unione come principale e indissolubile.
 Se Sartre pur con tutte le donne che lo circondarono fino alla fine dei suoi giorni sembrò non vacillare mai, la de Beauvoir ebbe in realtà un altro grandissimo amore, lo scrittore americano Nelson Algren. Giallista all'epoca famoso, visse un'intensa storia d'amore con la scrittrice francese che ne descrisse i contorni ne "I Mandarini" attribuendola alla protagonista. Se si deve dar ascolto a quanto scritto nel romanzo, la storia d'amore terminò perché Algren, conscio di non poterla mai avere, se ne disamorò causandole un dolore grandissimo. E' il prezzo da pagare per il triangolo perfetto.
 Per chi volesse saperne di più esiste un bel libro di Fernanda Pivano "Lo scrittore americano e la ragazza perbene" ed. Tullio Pironti.

HENRY MILLER-JUNE MANSFIELD-ANAIS NIN:
Ho scoperto che hanno anche fatto un film "Henry&June" con Uma Thurman
nelle vesti della povera Nin. Non so se voglio vederlo.
Triangolo eccentrico che può scatenarsi nel mitico caso in cui almeno uno dei tre sia bisessuale, non ebbe un centro preciso. Henry Miller dopo un primo matrimonio incontrò June Mansfield che credette immediatamente al talento letterario del marito e si prodigò in ogni modo per permettergli di pubblicare. Lo mantenne, sostenne e ispirò per sei lunghi anni e fu in qualche modo ricambiata apparendo nei romanzi più famosi del marito. Fu nella solita Parigi degli anni '20 e '30 che incrociarono Anais Nin. Era essa una saggista e scrittrice che nel vederli rimase assolutamente folgorata. Da June. Iniziò così un triangolo che portò al celebre sodalizio intellettuale tra Miller la Nin, che peraltro, quasi per gioco, accettò di scrivere una raccolta di racconti erotici, scoprendosi particolarmente portata. Anche lei comunque non mancò di immortalare June nel suo "La casa dell'incesto".


VIRGINIA WOOLF -VITA SACKVILLE WEST - VIOLET TREFUSIS:
  Sackville-West, poetessa e scrittrice, esperta di giardini (i suoi libri al riguardo stanno tornando in auge) per la quale si ispirò per il suo "Orlando", ma ignoriamo magari che in realtà rimaneva la parte periferica e più debole di un triangolo che vedeva la sua coppia principale nel rapporto che Vita aveva con la scrittrice Violet Trefusis. Le due scrissero assieme anche un libro, "Challenge" e viaggiarono molto, nonostante Vita mantenesse nel frattempo un rapporto molto stretto col marito (anch'esso bisessuale).
Tutti sappiamo che Virginia Woolf amò appassionatamente Vita
 In ogni caso si scrissero grandi lettere d'amore, celebre quella di Vita che comincia col mitico attacco "Sono ridotta ad una cosa che desidera Virginia". Ne esisteva una bella raccolta, "Adorata creatura" ed. La Tartaruga.

JULES ET JIM: 
O meglio il triangolo tra lo scrittore francese Henri-Pierre Roché, lo scrittore tedesco Franz Hessel ed Helen Grund, giornalista e intellettuale , membro della resistenza e moglie di quest'ultimo. Roché si ispirò al loro triangolo per scrivere il romanzo "Jules e Jim", reso immortale da Truffaut. In esso Roché sublimò quel fortissimo sentimento d'amicizia che nonostante la complessa relazione incrociata, lo legò per sempre a Hessel. Conosciutisi prima della guerra, si troveranno divisi senza mai smettere di scriversi e al loro nuovo incontro, nel 1920, Hessel è sposato con Helen che si innamora perdutamente di Roché. I due anni 1920-21 sono una bolla in cui vivono il sogno di un triangolo perfetto. Il film finisce con Jim (Roché) e Katherine (Grund) muoiono annegati, mentre Jules sopravvive. Fu forse un epilogo che Roché scrisse per consolarsi in vecchiaia della perdita del suo amico. Quando uscì il libro, nel 1953, infatti, Hessel era l'unico morto da molto tempo.
 Per saperne di più, oltre al romanzo, sappiate che è recentemente uscita una biografia di Helen Hessel: "Helen Hessel, la donna che amò Jules e Jim" di Marie-Francoise Peteuil ed. Baldini e Castoldi.

AGATHA CHRISTIE:

  Quello di Agatona nostra non è un vero triangolo amoroso tra scrittori famosi, ma merita indubbiamente una citazione. 
 Recentemente è stato rieditato un libro di Jared Cade "Agatha Christie e il mistero della sua scomparsa" ed. Giulio Perrone. Forse non tutti sanno che la giallista scomparve per un periodo di undici giorni. Nessuno sapeva dove fosse finita, la sua auto trovata in un fosso, un marito e una figlia a casa che asserivano di non sapere nulla. Venne trovata una decina di giorni dopo, si disse in stato confusionale e subito se ne partì per le Canarie con la figliola. Cos'era successo? Ufficialmente aveva avuto una sorta di crollo di nervi a seguito della morte della madre. Ufficiosamente forse Agatha voleva architettare lo sputtanamento matrimoniale del secolo. Il marito infatti, mentre lei scriveva, aveva stretto una relazione con tale Nancy Neele (il cui cognome Agatha usò per registrarsi alle terme dove si era rifugiata) e si era deciso ad abbandonare la moglie. Agatha, alla notizia, aveva reagito architettando un piano machiavellico che forse, se ben riuscito, avrebbe potuto gettare il discredito e il sospetto su suo marito e l'amante, rei di averla fatta sparire. Non le riuscì, divorziò comunque con grande dolore, ma si tenne il cognome e forse anche un po' di soddisfazione.



Mi spiace non aver citato nulla di medievale o moderno, se a qualcuno viene in mente qualcosa faccia un fischio!

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