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martedì 23 settembre 2025

Letture dell'estate. Parte I! Gialli scandinavi, gialli da lasciar perdere (?), romanzi alla Shirley Jackson e gli incubi di Stephen King

Scrivo pochi post, ma almeno miglioro coi tempi.

Lo scorso anno vi avevo proposto le recensioni dei miei libri estivi in pieno inverno, adesso siamo solo a fine settembre.

Sono rimasta sostanzialmente fedele alle mie abitudini estive: tanti gialli, autor* collaudat* e altr* nuov*.

Queste sono, (perché ovviamente amo fare le cose con ordine), le letture della seconda parte della mia estate, quella che ho passato sdraiata su un lettino in Grecia.

C’è anche una prima infatti, quella che ho passato a leggere pendolando sul treno dalla costa laziale a Roma in quel di Luglio (treno best posto dove studiare e leggere secondo me).

Arriveranno anche loro.


LA QUINTA DONNA di Henning Mankell:

Mankell è una certezza e il suo commissario Wallander ancor di più.

Tutte le estati mi concedo un suo giallo (e poi mi chiedo perché non li leggo anche in inverno) e non rimango mai delusa.

Qui la storia inizia in Algeria, quando un gruppo terrori

sta giustizia quattro suore francesi e una turista svedese che per uno scherzo del destino era andata a far loro visita.

Anni dopo, in Svezia, alcuni uomini vengono uccisi in modi molto peculiari e Wallander per i tre quarti del libro non sa, comprensibilmente, che pesci pigliare.

Un libro di piste sbagliate che apre le porte a quella che è una delle mie grandi ossessioni: quanto non sappiamo realmente degli altri? Quante porte oscure nascondono gli altri dietro esistenze impeccabili?

E quindi, il lato interessante di questo giallo di cui si conosce il colpevole sin dall’inizio è proprio questo: l’indagine nelle vite di uomini insospettabili che porta a passati coloniali, organizzazioni di estrema destra, secondi lavori poco puliti, a maltrattamenti e scomparse.

E alla domanda che più di tutte le altre è contemporanea: quanto vale davvero la vita di una donna?

Secondo me, uno dei più belli di Wallander.


TRA LA NOSTALGIA DELL'ESTATE E IL GELO DELL'INVERNO di Leif CW Persson:

Titolo poetico per un libro di cui sono riuscita a sostenere a stento 80 pagine.

 Allora, io lo so che i commissari/ispettori/investigatori dei libri, persone limpide e dall’invidiabile ossatura morale retta da una solidissima etica che tende al sol dell’avvenir e al bene della società sono creature immaginarie.

 So che assai più probabilmente i libri che li descrivono come persone diciamo di aree politiche non progressiste sono forse più realistiche. Forse, non lo so, diciamo che le forze dell’ordine non hanno nomea di essere iscritti in massa a Potere al Popolo.

 Tuttavia leggere un libro che in 80 pagine neanche fa partire la trama, ma infila una quantità impressionante di deliri sessisti-omofobi-fascisti e chi più ne ha più ne metta di seguito, ecco diventa un attimo insostenibile.

L’ho quindi abbandonato subito.

 Non prima però di essermi lasciata avvolgere da una serie di dubbi da lettrice: ha senso leggere libri che ci raccontino la realtà solo come piace a noi? Non dovremmo forse affrontare anche cose che non ci piacciono né ci piaceranno mai né ora né mai?

 Diciamo che ho risolto questo dubbio amletico in un modo molto da 2025: eliminandolo.

 Ero al mare e mi sono chiesta se davvero, sommersa di stanchezza, dovessi sprecare parte delle mie vacanze a leggere un libro orrendo per una questione di principio.

 Ho rimandato il dilemma a quando sarò meno stanca, se mai succederà. Anche perché mi sembra che a porci dubbi siamo rimasti in 3 persone in croce sul pianeta e quindi perché tormentarsi.


SHINING di Stephen King:

 Vabbeh è Stephen King. Vabbeh è uno dei libri più famosi di Stephen King. Come si fa a recensirlo?

 Inutile dire che prima ho visto, ormai molti anni fa, il film di Kubrick che indubbiamente interpreta il romanzo in un modo assai più complesso.

 Mentre il libro sposa convintamente la versione sovrannaturale e propone il topos della casa stregata che si anima diventando una trappola per gli incauti inquilini, il film preferiva invece la linea “Giro di vite” ossia: i fantasmi esistono o sono solo nella mente del protagonista?

 Personalmente trovo la seconda idea più affascinante, ma il libro è scritto ovviamente benissimo e amo sempre i personaggi sfaccettati come questi padri sospesi tra la cattiveria più cupa e l’amore più intenso per la prole.

 Mi verrebbe da dire che nei suoi romanzi, almeno quelli di un determinato periodo, King esorcizzava probabilmente il suo più grande terrore ossia la perdita di un figlio perché questi poveri bimbetti hanno sempre vite abbastanza complesse.

  Ci è riuscito molto bene.

 Assolutamente da leggere. Curiosamente in inverno lo avevo iniziato trovandolo molto lento e lo avevo rapidamente abbandonato. In estate l’ho mandato giù in un paio di giornate in spiaggia.

E’ forse questo il vero significato di “libro da ombrellone”?


LA BAMBOLA CHE UCCIDE di Ruth Rendell:

 In estate amo sperimentare nuovi autori e autrici, ma anche andare sul sicuro (più che altro perché se mi deludono tutti poi reperire volumi in lingua italiana all’estero non è facilissimo).

 Ruth Rendell è una doppia certezza: i romanzi sono sempre belli e li trovo sempre a 30 centesimi all’usato.

 In questo caso sono rimasta (piacevolmente) stupita.

 La quarta di copertina e la presentazione generale lo suggerivano come giallo #einvece no.

Si tratta di una storia da risvolti psicologici in pieno stile Shirley Jackson.

 Delia è una giovane sarta che si veste sempre in modo impeccabile, ma è stata condannata a una vita di solitudine da una grande voglia sul viso.

 Sua madre l’ha sempre molto protetta, sebbene le sue buone intenzioni abbiano finito per portare la ragazza a una vita ritirata e priva di amicizie, se non saltuarie frequentazioni di una sorta di club dell’occulto.

 Quando sua madre muore, tutto il suo mondo si riduce al padre, un uomo distratto che si mette quasi subito in cerca di una nuova moglie, e al fratellino, che sviluppa un’ossessione per lo spiritismo in cui trascina anche lei.

 Passano gli anni, il padre si risposa e il fratellino, ormai adulto, scopre le ragazze e abbandona i suoi vaneggiamenti spiritisti. Peccato che ormai Delia ci creda davvero e non riesca a liberarsene.

 Libro ben scritto, è in realtà un romanzo psicologico a tutto tondo.

 L’unico appunto che mi sento di fare è che PALESEMENTE la storia andava retrodatata all’epoca vittoriana (non serviva nemmeno particolare sforzo) dove sarebbe stata credibilissima.

 Rendell sceglie invece degli improbabili anni ’80 in cui però è davvero difficile collocarla a livello di immaginazione, a partire dalle sedute con gli ectoplasmi a finire col villain della vicenda.

 Chissà quali sono stati i motivi della scelta, se editoriali o meno.

 Lettura sicuramente da Halloween.


L’UOMO CON DUE VITE di Hakan Nesser:

 Giudizio sul libro in quanto giallo: non è un giallo.

 La trama gialla è talmente vaga che il poliziotto protagonista indaga letteralmente dal suo letto d’ospedale e appare più o meno a metà del libro.

 La cosa che rende il libro decisamente da leggere è la lunghissima intro di circa 150 pagine e mi ha molto colpito perché risponde perfettamente a una sorta di posto mentale in cui mi rifugio per rasserenarmi di tanto in tanto.

 Un cinquantenne al secondo infelice matrimonio, senza amici e senza interessi particolari, vince una grossa somma di denaro.

 La prima cosa che fa è quella che faremmo tutti: si licenzia.

 La seconda è quella che avrei fatto anche io: si compra una sorta di casetta nel bosco, in una radura autunnale meravigliosa, e lì passa il tempo a mangiare tramezzini, dormire, passeggiare e pensare.

 La famiglia ignora questo acquisto e lui finge di andare a lavoro tutti i giorni per mantenere una pace in cui nessuno può entrare.

 Poi un giorno una ragazza scappata da un centro di recupero per ragazze difficili arriva nel suo villino e tra i due nasce un’amicizia che verrà interrotta violentemente.

 Non vi dico il resto e non so neanche se lo consiglio. Io l’ho trovato molto commovente nella prima parte, nel tirare le fila di una vita che, come moltissime vite, si rende conto di essere arrivato molto in là senza riuscire mai a raggiungere quel barlume di felicità promessa.

 Se lo trovate in biblioteca, una possibilità gliela darei.

SOTTO LA PELLE di Doris Lessing:


Questa autobiografia nello specifico la iniziai anni fa senza finirla e
ci ho riprovato questa estate pensando di terminarla sotto l’ombrellone.

Contro ogni aspettativa non sono ancora riuscita nell’impresa (sono quasi 1000 pagine).

Ci sono parecchie riflessioni interessanti nell’ambito della militanza politica che vorrei condividere e lo farò appena riuscirò a terminarlo (so che sembra più una minaccia che una promessa).

martedì 28 settembre 2021

Le recensioni del ritorno! Come sono andate le mie letture estive? Un ottimo un pessimo, qualche certezza e un così così.

  Dopo un tempo che ormai è abbondantemente oltre la decenza, riesco a fare il post delle recensioni del ritorno, ossia dei libri che quest'anno ho portato con me al mare.

Quest'anno ho compiuto una serie di scelte involontariamente azzeccate: scegliere di andare in vacanza in Sardegna (e non in Puglia, pugliesi non me ne abbiate, ma avevo scelto la parte meno da mare e avrei pianto per due settimane) e fare una selezione di titoli offerti dal fornitissimo negozio dell'usato non lontano da casa mia.

 Questo tipo di approccio, oltre a rendermi la beniamina del movimento del riutilizzo (che comunque ho involontariamente sempre supportato nell'area libri per motivi di povertàh), mi ha offerto un catalogo molto particolare da cui attingere: molti libri fuori commercio, tante vecchie glorie del passato, tanti gialli, pochissime novità.

 Continuerò, a parte i libri che punto con ardore, a usare questo approccio per un bel po' (per i motivi etici, di povertà, ma anche perché è divertente), intanto ecco a voi una parte delle mie recensioni estive.

 Evviva, sono quasi in tempo per il mese di Halloween!!


MILANO CALIBRO 9 di Giorgio Scerbanenco ed. Garzanti:

 Che autore stratosferico che è Scerbanenco!

 Un uomo dalla vita romanzesca, figlio di un ucraino e di una romana (conosciutisi a Roma) nato a Kiev, vissuto a Roma fino alla sua giovinezza per poi approdare nella grigia, ma poliziottesca, crudele e affascinante Milano.

 E' per me in assoluto uno degli autori italiani più bravi del '900, poco stupidamente considerato perché si dedicò ai soli generi di mass market, su tutti il giallo, il giallo all'italiana, il poliziottesco all'italiana.

Nelle sue storie si vede la mala lombarda, lo scintillio crudele dei gangstar spietati, cupe vendette, ragazzi senza morale, la borghesia che ammazza per mantenere intatto il suo volto più falso, gli emarginati che diventano gli assassini più efferati, contrabbandieri, ragazze dal viso ingenuo pronte ad accoltellarti alla schiena, ingegneri che adescano giovani innocenti. 

 Nel mondo di Scerbanenco c'è la parte oscura della società raccontata in modo pulp, ma non disturbante, con intelligenza, ma anche con una proprietà di linguaggio e una capacità di narrazione eccezionali.

 "Milano Calibro 9" è un concentrato di assoluto splendore narrativo. Piccoli racconti che arrivano come pallottole, inaspettati, terribili, spaventosi. Non fanno sconti a nessuno, non prendono di mira nessuno in particolare, siamo tutti dentro all'orrore, come in una delle vecchie storie di Dylan Dog, quelle che scriveva lo Sclavi dei bei tempi.

 Bellissimo-issimo-issimo il racconto gangsta-partigiano, "Ricordati di cuore infranto", così insolito che quasi sarebbe da dare a scuola: un delinquente stanco che lavora al confine tra Svizzera e Italia riconosce il tedesco che torturò i suoi compagni di brigata coi lanciafiamme fino a ucciderli o a farli impazzire di paura.

 Di colpo la stanchezza dei suoi anni di emarginazione scompare e torna ad essere il comandate di brigata, giovane, pieno di ideali, la persona piena di vita che era prima di quel drammatico giorno, torna ad essere il partigiano "Cuore infranto". E ha una vendetta da compiere.

 Non so se sia abbastanza beneducato per il programma scolastico (temo di no), ma merita di girare, come merita anche il suo capolavoro, "Traditori di tutti", in cui la soluzione si nasconde anche qui molto lontano, nei peccati degli anni della guerra.

 LEGGETETELO. FATELO LEGGERE. 


L'ALBERO DEI GIANNIZZERI di Jason Goodwin ed. Einaudi:

 Ricordo quando uscì questo libro, il primo di una serie. Vendette moltissimo, ma non so perché aveva qualcosa che non mi convinceva. Stupida me.

E' uno dei gialli più belli letti in questi ultimi anni. La trama, soprattutto verso la fine, mostra qualche cedimento, ma è in tutto e per tutto un gustosissimo giallo d'ambientazione e avventura, tanto che mi stupisce non ne sia stato tratto un film.

 1836. Impero ottomano. Il protagonista è Yashim, un eunuco di alto livello (non chiedetemi i livelli degli eunuchi perché è una di quelle cose per le quali l'Einaudi avrebbe dovuto investire in un apparato di note, visto che non è pensabile che un lettore medio sia esperto di impero ottomano), si trova a investigare su due questioni diverse e parallele: la scomparsa dei gioielli della valide, la madre del sovrano, e sulla scia di omicidi che vedono vittime la nuova guardia imperiale.

 Si teme in una recrudescenza dei Giannizzeri, un corpo militare secolare divenuto talmente potente nel tempo da diventare una minaccia per il sovrano stesso. Una volta sciolti, in un bagno di sangue, i Giannizzeri sembrano però essere tornati a cercar vendetta.

 L'ambientazione è insolita, esotica, favolosa, interessante e affrontata con una perizia che Goodwin evidentemente possiede. Vi verrà voglia di sapere tutto sull'impero ottomano, di mangiare in un ristorante turco, di scoprire la storia della Polonia e molto altro.

 E soprattutto vi rimarrà al voglia, come me, di leggere i successivi.


IL GIALLO DI MONTELEPRE di Gavino Zucca ed. Newton&Compton: 

 Si tratta del secondo libro di una serie gialla ambientata a Sassari nel 1961. 

 Il protagonista è un commissario trasferito da Bologna per qualche motivo che probabilmente spiegano nel primo libro, ma non nel secondo (comunque sti commissari combinano sempre qualche casino).

 Ecco, questo è già uno dei difetti della serie: siccome può capitare che gente come me non legga la serie in serie, magari spiegare chi quando cosa e perché dei vari personaggi non è male.

 Certo, per chi ha letto il primo sa di spiegone per mezza pagina, ma succede spesso e il lettore medio di gialli lo sa.

 Per il resto la trama è una robetta leggerina e già rivista (un paio di omicidi, un segreto nel passato, due gemelli identici), l'ambientazione sarda boh rimane un filino molto sullo sfondo.

 I protagonisti sono tutti molto borghesi, ma non gli riesce il gioco di De Giovanni che sa parlare della miseria della Napoli di Ricciardi anche se punta l'obiettivo principale su nobili e notabili. Qui tutto rimane a livello estremamente superficiale e potremmo essere un po' ovunque sostanzialmente.

 Diciamo che trama leggera, personaggi poco caratterizzati, un'ambientazione poco sfruttata, anche gli anni '60 che boh ci sono, ma non ci sono. Non mi sento onestamente di consigliarlo, ma ci sono molti altri gialli assai più gustosi a cui dedicarsi.

 Di sicuro è stato un plus portarmelo in Sardegna, ma lì l'ho lasciato, nella bibliotechina del B&B.


TISANA LETALE di Brigitte Gasler ed. Emons: 

Quale cocentissima delusione.

 Quando cerco nuovi autori, so che c'è sempre la possibile possibilità che mi vada male. Quello che mi sconcerta è che, quando mi va male, va veramente molto male. Mi era capitato qualche anno fa con il terribile "Tempesta solare" di Asa Larsson e mi è ricapitato quest'anno con l'altrettanto terribile "Tisana letale".

 Eppure, vi assicuro, c'erano tutti gli ingredienti perché fosse un bel giallo estivo: una vacanza detox, una spa, tisane, una cuoca in vacanza. E invece.

La cuoca Katrina ha la tendinite perché, come tutti gli chef, lavora troppo (e come tutti gli chef non trova ci sia qualcosa di profondamente sbagliato nel minare il proprio fisico per lavorare). La sua amica Adela ha vinto un buono per due da passare in una sorta di spa nei boschi dove si digiuna ingerendo solo tisane, passati e frullati in minima quantità. Un sogno insomma.

 L'idea sembrava un po' alla Agatha Christie, tipo "Dieci piccoli indiani". E invece.

 La Gasler si ficca in una serie di scene scombinate, ridicole e sopra le righe: nei boschi attorno alla spa vivono infatti degli uomini tipo incel che sono per la dominazione del maschio alpha, ingurgitano carne per far vedere quanto sono maschi e odiano i vegani. Ovviamente tra gli ospiti della spa ci sono 2 o 3 vegane che a un certo punto cercano di salvare un maiale destinato alla macellazione dagli incel.

 In tutto ciò muore gente, ma non sembra fregare a nessuno. La spa continua a rimanere tranquillamente aperta e non viene posta sotto sequestro, una poliziotta (evidentemente pazza) dice alla cuoca di indagare lei perché tanto hanno un amico in comune e sa quanto sia in gamba, tutti bevono tisane e a più di metà del libro non si sa ancora quale sia la trama.

 Un libro davvero brutto che vi sconsiglio con calore. Non l'ho finito e l'ho ricondotto all'infinito ciclo dell'usato.

giovedì 15 luglio 2021

I Consigli di lettura per l'estate 2021 parte II! Giappone, gialli tedeschi, orrori popolari e all'Ikea, fotoromanzi e scelte difficili.

Ill. by Ana Galvan
 Continua la mia cavalcata per proporvi quanti più libri possibile da portare con voi in vacanza.

 Come scritto nel primo post, sto cercando di fare più post con un numero limitato di titoli così riesco a pubblicarli prima che sia settembre e che in vacanza ci si vada di nuovo, covid permettendo, a luglio 2022.

 Questa volta molto Giappone, un po' di orrore, amore e fumetto. Todo per  voi!


TOKYO - STAZIONE UENO di Yu Miri, 21 Lettere ed.:

 Anni fa Yu Miri mi deluse molto con "Oro rapace", uno dei rarissimi libri di narrativa giapponese che si potevano trovare con facilità in libreria essendo un Feltrinelli. Lo trovai tra l'odioso e l'agghiacciante e lo dimenticai prima possibile, assieme a lei. Eppur. Eppure in molti nippofili narravano che Yu Miri fosse un'autrice a cui dare una seconda, una terza, anche una decima possibilità.

 

L'occasione si è presentata con l'edizione di "Tokyo - Stazione Ueno" da parte della casa editrice 21lettere.

  Il protagonista è un clochard, categoria umana sulla quale, vi stupirà saperlo, non esistono così tanti romanzi. Ogni tanto, in libreria capitava che qualcuno ce ne chiedesse, ma sono rari anche i saggi, gli invisibili restano tali anche agli occhi di scrive.

 L'uomo è ormai anziano e vive per strada vicino al parco di Ueno, assieme a tanti altri invisibili. Alternandola a piccoli episodi quotidiani, ci racconta la sua esistenza, quella di un uomo in verità abbastanza comune.

 Nato in una famiglia poverissima, dopo un matrimonio combinato e due bambini, si era trasferito da solo a Tokyo nel tentativo di guadagnare più soldi per mantenere la propria famiglia. Una vita come tantissime che però a un certo punto, molto in là con gli anni, accumula una piccola serie di tragedie e si infrange sulla strada dove finisce a dormire. 

 Il libro è bellissimo, duro, reale e in modo duro e reale ci mette davanti ai nostri umani limiti. 


TRIONFO D'AMORE. Breve storia del fotoromanzo di Aldo Della Vecchia, Graphe ed.:

 

Migliaia di commenti indignati sui social (e non solo), ogni giorno, s'indignano perché altrettante migliaia di persone seguono i profili ig di influencer di ogni genere.

 Queste divinità moderne (dove esistono dei, semidei, semplici ninfe e aspiranti eroi) solitamente ripropongono sempre la stessa identica pappa: un lavoro felice, tante vacanze, una famiglia da sogno, una casa splendida. Più o meno credo sia lo stesso motivo per cui la gente si straccia le vesti per programmi come "Uomini e donne".

 Non è forse la versione 2.0 del fotoromanzo? Le vite degli altri, bellissimi e innamoratissimi, fatte apposta per farci sognare?

 Il libercolo della Graphe edizioni ripercorre le origini e la storia di quello che fu un fenomeno da centinaia di migliaia di copie per qualche decennio lanciando nell'olimpo degli dei personaggi del calibro di Sophia Loren. 


ALMANACCO DELL'ORRORE POPOLARE a cura di Fabio Camilletti e Fabrizio Foni ed. Odoya:

 Questo per me è il saggio dell'estate e anche di Halloween. LO AMO. 

 Contiene tutte le robe orrorifiche che mi affascinavano (e respingevano) sin dall'adolescenza. 

 Odoya propone in un solo libro una serie di saggi su ciò che oscuramente, attraverso i modi più disparati, è venuto a formare l'immaginario dell'inquietudine orrorifica italiana. 

 Non quell'orrore da cronaca nera che fa attorcigliare lo stomaco, ma quella sensazione strisciante che rende la pianura padana in estate un posto inquietante, gli etruschi magici (e molto simili agli Indiani d'America di King per utilizzo cosmogonico che ne viene fatto), i mostri pagani usati per spaventare i bambini che però insomma, da qualche parte abbiamo la sensazione debbano esistere davvero. 

 Scampoli di storia arrivati fino a noi come echi magici tra benandanti e streghi (non stregoni, streghi). 

 Un immaginario cattolico che incontra il paganesimo agitato in campagne degne del New England e del Maine di King, cariche di orrori primordiali e incarnazioni del demonio che autori come Sclavi, Buzzati e Avati hanno saputo cogliere nella loro produzione con intuizioni di rara maestria.

 Un piccolo giacimento di idee su cui tornerò in ottobre (e chissà che non ci scappi anche una diretta coi curatori).


UN LAVORO PERFETTO di Tsumura Kikuko ed. Marsilio:

 

Questo voglio assolutamente leggerlo perché sono davvero curiosissima di capire in che modo l'autore ha deciso di affrontare un argomento secondo me centrale per la mia generazione: l'idea che il lavoro stakanovista dopotutto non abbia nessun senso nel momento in cui non è pagato abbastanza per farti venire un esaurimento nervoso e, dopotutto, anche se lo fosse, forse quell'esaurimento nervoso preferiremmo non averlo.

 I carichi di lavoro indecenti, le responsabilità pressanti, ambienti di lavoro tossici portano all'esasperazione lavoratori che, fondamentalmente, cercano solo di pagarsi un tetto sopra la testa e vorrebbero rimanere fuori da tutte le possibili deliranti dinamiche possibili che il capitalismo (e l'assurda politica delle risorse umane collegata, stile Hunger Games) ci ha convinto essere normali ed ineluttabili.

 Una giovane donna, a seguito di un esaurimento nervoso, chiede al centro d'impiego di trovarle solo lavori poco impegnativi e che non la portino ad avere responsabilità. Nonostante i suoi sforzi, l'impresa sembra rivelarsi molto più difficile del previsto e ogni lavoro diventa tragicamente più impegnativo del previsto.

 Trovo nella storia molte affinità con la mia vita lavorativa e probabilmente la troveranno molte altre persone. Io ho sempre la sensazione che il banco lavorativo fatto di molti obblighi e pochi soldi, prima o poi dovrà saltare. Intanto cerco questo libro sperando corrisponda all'idea che mi sono fatta di lui.


TISANA LETALE di Brigitte Glaser ed. Emons:

Ve lo dico, non ne so molto. L'ho visto su un banco di libri al mercato (è uscito appena un mese fa, boh chissà) e qualcosa mi ha attratto fatalmente.

 Non so se il titolo, la copertina, l'idea di una cuoca e una vacanza detox, boh, tutto gridava vacanza e anche se non ho mai letto un giallo tedesco mi sono detta: perché no?

 La trama vede protagonista una cuoca con tendinite che accetta il consiglio di un'amica di fare un po' di vacanza in un centro wellness.

 Come in ogni posto di vacanza, la fauna ospite è molto varia e ovviamente ci sarà un omicidio. Mi ispira proprio, anche se le fiction tedesche non hanno fatto un gran servizio al loro immaginario narrativo (temo di ritrovarmi davanti a quelle robe statiche con una fotografia post sovietica d'antan). 

 Vi farò sapere.


SCIROCCO di Giulio Macaione ed. Bao Publishing:

 La nuova graphic novel di Giulio Macaione è sospesa tra Venezia e la consueta Sicilia. 

 La protagonista, di primo acchito, sembra Mia, una diciottenne che sta per coronare il suo sogno di essere ammessa in un'importante accademia di danza, ma è in realtà sua nonna Elsa, ex scultrice. 

 La donna scopre di avere la recidiva di un tumore le cui cure precedenti l'hanno privata della giusta forza nel braccio per portare avanti il lavoro di una vita. Piena di dubbi, Elsa parte per la Sicilia senza dire nulla a nessuno per ritrovare il suo primo amore al quale non ha mai smesso di pensare.

 Detta così sembra una storia romantica, ma sarò sincera, non è di questo che parla il libro.

 Il libro parla di un argomento molto tabù per molti motivi, tutti complessi: la scelta di non curarsi davanti ad un male che ghermisce il nostro corpo. 

 Macaione lo fa con grande delicatezza, senza la pretesa di dare risposte o grandi verità, ma col solo intento di mostrare il frammento di alcune vite che si scontrano davanti a questo dramma. Cosa è giusto fare davanti a qualcuno che ci mette davanti a questa decisione: interferire? Accettare? E se non ci fosse una vera risposta?

 Un libro che mostra la grande crescita anche grafica dell'autore, con scene bellissime ambientate in Sicilia e il corpo danzante di Mia che si staglia su una Venezia dai toni autunnali, splendida eppure malinconica, come questa storia.


HORRORSTOR di Grady hendrix ed. Mondadori:

Lo scorso anno avevo straconsigliato "Guida al trattamento dei vampiri per casalinghe" (e ve lo consiglio anche quest'anno), un horror molto particolare che vedeva un gruppo di giovani casalinghe di fine anni '80-inizio anni '90 alle prese con un vampiro spalleggiato dal potere più pericoloso dell'universo: il patriarcato.

 Quest'anno Mondadori propone il libro precedente di Hendrix: "Horrorstor" presentato anche graficamente come un delizioso catalogo Ikea.

 Il tema horror delle case infestate è un topos letterario molto amato MA nessuno aveva mai pensato prima cosa accadrebbe se ad essere infestata non fosse una casa, ma un negozio che vende mobili per la casa. 

Cinque dipendenti alle prese con un negozio imbizzarrito faranno quello che non bisogna mai fare eppure tutti in un horror fanno: ci passano la notte.

 Si prospetta molto gustoso.

martedì 6 luglio 2021

I consigli di lettura per l'estate 2021 parte I! Fannie Flagg, gialli sardi e d'antan, Genova e la memoria collettiva, Stephen King e delitti raffinati!

Ill by Marumichi
 Come ogni santa volta in cui il momento dell'anno richiede un elenco di miei consigli, io mi accorgo di essere già in ritardo. Un secondo prima era maggio, un secondo dopo sto per fare le valigie per la Sardegna.

 
Considerando che l'inverno-primavera hanno avuto una durata percepita di circa 50 anni, considero il modo in cui questa fatua estate, che sembra quasi normale, sta volando via decisamente crudele.

 Purtroppo c'è poco da fare, tutto quello che posso fare per allietarvi è:

1) Ricordarvi che il 7 Luglio alle 18:30 c'è l'ultima diretta prima dell'autunno sulla mia pagina fb che avrà come splendido ospite Giulio Macaione pronto a presentare il suo "Scirocco" ed. Bao Publishing (che sarà nella prossima tranche di consigli per l'estate).

2) Sfornare la prima tornata di consigli estivi. Ho deciso di più post meno ciccioni per i miei normali standard, così almeno li pubblico una volta terminati e non aspetto 5 settimane di rivederli e sistemarli.

Bando alle ciance! Eccoveli serviti!


RITORNO A WHISTLE SHOP di Fannie Flagg ed. Rizzoli:

 Forse per il caldo estivo che rievoca atmosfere del sud degli Stati Uniti, forse per il fatto che puntualmente ogni estate ho voglia di leggere qualche libro ambientato lì durante il periodo della segregazione razziale (io ho le voglie di lettura che vanno letteralmente a stagioni), ma ho sempre pensato che "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Shop" fosse un libro prettamente estivo.

 Trovo quindi cosa ottima e giusta che il seguito, "Ritorno a Whistle Shop" che racconta le vicende del figlio di Idgie e Ruth, esca in estate, pronto per essere divorato con la calura che si immagina di provare entrando in un polveroso e afoso caffè dell'Alabama.

 Se non avete letto neanche il primo CORRETE IN LIBRERIA. 

Sì, il film è molto bello, ma in alcune parti (assai importanti, tipo l'identità di Idgie), non è molto fedele.


A CHE PUNTO E' LA NOTTE di Fruttero e Lucentini:

Sì è un libro del 1979 e no, non è uscita nessuna specifica riedizione. Lo consiglio perché è l'emblema dei libri d'antan che si vuole leggere da una vita e da una vita si rimanda. 

 Durante il lockdown ho visto il film tratto da "La donna della domenica" (mi manca da leggere anche questo), con Marcello Mastroianni. 

 Con mia grande sorpresa ho scoperto che si tratta di un giallo all'italiana in piena regola: suspense, riferimenti culturali iperpop dell'epoca, quella certa morbosità (un filino maschilista vista con i nostri occhi, ma ovviamente coerente col periodo) e omicidi degni di Dario Argento. 

 Mi sono accorta di avere quindi un'idea sbagliata di Fruttero e Lucentini che credevo appartenere a un passato di gialli un po' polverosi e ho deciso di rimediare. Vergogna su di me.

 Il grande plus economico del ripescare perle dal passato sta anche nel fatto che si trovano facilmente in biblioteca e in quantità all'usato, dove si possono avere davvero a pochissimo (io l'ho pagato ben 0,60 cent). Non male, quando la voglia di libri è tanta e il portafoglio è vuoto.


NESSUN RIMORSO. Genova 2001-2021 di AA VV ed. Coconino Press:

 Tutto ciò che ricordo vividamente del G8 è l'enorme quantità di genovesi che all'epoca si riversò in Sardegna, passando il tempo a leggere convulsamente i giornali nel disperato tentativo di capire cosa accadesse nella loro città e alla loro città.

Che le cose non sarebbero volte al meglio e ci si preparasse a qualcosa di tremendo era nell'aria e mi sento di dire che era nell'aria anche il fatto che avrebbe assunto le enormi proporzioni che ebbe in fatto di violenza. 

 C'era in tutti la sensazione che stessimo guardando da lontano qualcosa di estremamente nefasto.

 Io avevo 17 anni  e, come ogni estate, passavo tre mesi in Sardegna a casa dei miei nonni senza tv (e ovviamente, vista l'epoca, senza cellulare).

 Avevo un amico di Genova nella mia piccola compagnia, che passava le giornate al mare a parlare della sua città come se si trovasse in quel momento in un posto fuori dall'Italia, dove tutto sarebbe potuto orrendamente succedere. 

 Successe, e data la mancanza di tv ricordo molto meglio le foto sui giornali e gli articoli, dei tg e delle immagini che non vidi, stranamente circondata da esuli forzati dalla loro città.

 Quella sensazione di alterità che rese possibile la sospensione di ogni regola democratica è bene che non venga dimenticata in nessun modo e la raccolta Coconino Press, a vent'anni da quella terribile estate, porta avanti questo esercizio di memoria attraverso un'antologia di storie, testimonianze e illustrazioni di scrittori e fumettisti. 

 Necessario.


NEGLI STATES CON STEPHEN KING di Orazio Labbate, Giulio Perrone ed.:

Piccolo libro per grandi appassionati, è l'ideale per gli amanti di Halloween, di King e di chi in generale ama leggere horror in estate. 

 E' una piccola guida letteraria ai luoghi descritti nei più famosi romanzi di King. Orazio Labbate suggerisce sensazioni e riporta particolari d'atmosfera che vi metteranno voglia di fare la valigia per il New England ora.

 Ne riparleremo anche a Ottobre, of course. Intanto, se non amate King, sappiate che fa parte di una collana, "Passaggi di dogana", che potrebbe soddisfare i vostri gusti in molte altre parti del mondo con molti altri scrittori, fate un giro sul sito.

Ps. Se siete anche alla ricerca di un libro King da abbinare, personalmente consiglio "Pet Sematary" che un po' conferma la strana passione dell'autore per i finali trash, ma è davvero tra i più riusciti che abbia letto finora.


NEROINCHIOSTRO di Sara Vallefuoco ed. Giallo Mondadori:

 Come ogni estate, i gialli sono la mia principale fonte di sostentamento letterario. 

 E' da quando l'ho visto in libreria che faccio la corte a "Neroinchiostro", storia ambientata in Sardegna nel 1899 che ha per protagonista un carabiniere inviato in Sardegna dal continente assieme ad altri colleghi per contrastare il brigantaggio. A seguito di una denuncia di furto, viene scoperto il cadavere di un altro carabiniere e inizia una storia di omicidi e segreti.

 Di più non so dirvi perché l'ho comprato MA lo leggerò in santa pace ad agosto, quando sarò comodamente sdraiata su una splendida spiaggia sarda.

 Anche l'atmosfera vuole la sua parte.


LA SERIE OXFORD e I DELITTI DI ALICE di Guillermo Martinez ed. Feltrinelli-Marsilio:

 Se avete voglia di leggere dei gialli d'investigazione molto letterari, i due libri di Guillermo Martinez fanno al caso vostro. Il primo potete trovarlo nella combo dei due libri a 9,90 Feltrinelli ed è La serie Oxford, il secondo è uscito un paio di mesi fa per Marsilio, "I delitti di Alice".

 Potete tranquillamente leggerli in modo indipendente, nel secondo si fa qualche vago accenno al primo libro, ma senza che sia davvero rilevante ai fini della lettura.

 Nel primo, un giovane matematico con borsa di studio per la ricerca a Oxford, viene casualmente coinvolto in una serie di strani omicidi che potrebbero sembrare assai facilmente morti naturali. 

Assistendo il professor Seldom, un luminare della materia, tra moltissimi riferimenti letterari e matematici, giungerà alla soluzione.

 Ammetto che pur essendo davvero godibile, a mio parere è molto più fluido a livello di trama il secondo, "I delitti di Alice", che vede sempre protagonisti Seldom e il suo assistente, ma a partire da una serie di delitti che si intrecciano col lato oscuro della vita di Lewis Carroll.

 Se amate i gialli poco violenti e molto raffinati, fanno al caso vostro.


E finisce così la prima parte! Tenetevi pronti prestissimo per la seconda!

lunedì 27 luglio 2020

Cosa mi porto da leggere in vacanza questa estate? Venezia, gialli, vampiri, biografie e impero ottomano per me sotto l'ombrellone!

 E anche quest’anno siamo giunti al consueto post prima delle ferie: cosa mi porto da leggere in vacanza?

Ill by David Doran
 Di solito mi faccio un giro in libreria e/o biblioteca per scegliere le cose più sugose, ma in questo strano anno mi sono affidata molto alle suggestioni personali. 

 In libreria ahimé sto andando pochissimo e quando vado, compro a colpo sicuro. Non riesco proprio a rilassarmi con l’idea che qualcuno stia per entrare, che ci sto mettendo troppo tempo, che non devo toccare troppo qui o lì. 

 Non me ne vogliano gli (ex, ma per sempre) colleghi, ma io sono proprio una che ci mette una montagna di tempo a scegliere i libri e mi porto purtroppo ancora dietro l’ansia del lockdown lombardo, quando pareva che bastasse toccare una maniglia per finire in terapia intensiva.

 In biblioteca non va meglio perché lì non si può proprio vagare a scaffale aperto (adesso, a Milano, su prenotazione, in alcune biblioteche sì, ma non nella mia di riferimento).

 Così ho fatto attentissimi studi bibliografici partendo da cose che mi piacciono o mi ispirano al momento e ho fatto un gigaordine di massa in biblioteca (dove l’opzione “prenota e passa a prendere” è una mano santa per chi lavora) E sono in attesa di una novità che mi aveva davvero ispirato tantissimo vedendola online.

Le parole d'ordine dell'estate 2020 sono quindi: VENEZIA, BIOGRAFIE, GIALLI e HORROR.

 Un paio di settimane fa, come saprà chi mi segue sui social, sono stata a Venezia. 

Ci avevo fatto un lungo viaggio molti anni fa coi miei nonni e ne avevo un ricordo splendido, così temevo di rimanere delusa dal presente. Alla fine, i ricordi, soprattutto quelli con le persone che amiamo e che non ci sono più, rischiano sempre di brillare più del presente.

 Invece, se possibile, ho trovato una Venezia ancor più meravigliosa. 

 Molto ha sicuramente giocato il fatto che sia attualmente deserta, come di sicuro non è da decenni. 

Intendiamoci, lo so che per il turismo locale è una tragedia, ma vedere Venezia con le calli deserte, un silenzio incredibile, i vaporetti con una capienza umana, i prezzi persino più bassi, nessuna coda, nessun assembramento per fare una foto decente a Piazza San Marco, senza dover sgomitare per una foto davanti al ponte dei sospiri e senza rimanere incastrati nelle viuzze dalle fiumane strepitanti di ogni parte del mondo, è davvero senza prezzo.

 Se potete, andate perché si tratta di un momento davvero unico.

 Complice il fatto di aver beccato giornate splendide e persino la festa del Redentore (di cui ignoravo colpevolmente l’esistenza), sono tornata con un entusiasmo veneziano che si è riversato pesantemente sulle mie letture estive.

Ma va anche bene così. Quest’anno, non potendo girare liberamente tra gli scaffali della biblioteca a farmi ispirare, dovevo avere delle idee abbastanza precise a monte così, mentre me ne starò al lago e al mare, farò parecchi giri immaginari in quel di Venezia.

 Dopo molto scartabellare bibliografie nel web, ho quindi scelto:


A VENEZIA... UN DICEMBRE ROSSO SHOCKING e altri racconti di Daphne du Maurier:



Lo scorso autunno ho visto finalmente il film, trovandolo per la gran parte del tempo mortalmente noioso. Eppure. Anche a distanza di tempo c’è qualcosa che qui e lì mi ci fa ripensare.

Mi aveva colpito particolarmente che Venezia venisse trattata non come un posto turistico, ma come un luogo di lavoro (il protagonista è lì per restaurare la facciata di una chiesa), in cui i personaggi incontrano persone del posto e intessono con loro relazioni strane. 

 Sono molto curiosa di leggere il racconto da cui è tratto, poi è un sacco di tempo che provo a leggere qualcosa della du Maurier, ma alla fine, per un motivo o un altro, lascio perdere. 
Magari coi racconti avrò miglior fortuna.


DAPHNE di Tatiana de Rosnay ed. Neri Pozza:


 Volevo leggere una biografia e mi ero orientata su quella delle sorelle Mitford uscita qualche anno fa, ma in biblioteca, a quanto sembra, sono molto ambite e c’era una certa coda nella prenotazione. 

 Ho deviato quindi verso Daphne du Maurier in persona.

 Le biografie sono il terno al lotto sommo: se il biografo è bravo, leggerai un libro spettacolare, se si è dimenticato che non sta scrivendo una tesi di dottorato, ma un libro per un vasto pubblico, si rischia di finire in una disamina minuziosa di qualsiasi cosa abbia fatto l’oggetto della biografia in quell’istante, in quel luogo, in quel momento a quell’ora.

 Incrocio le dita.


 Il TURCHETTO di Metin Arditi ed. Neri Pozza:


 Se provate a fare una ricerca bibliografica sui romanzi ambientati a Venezia, vedrete che quelli che vanno per la maggiore sono i romanzi storici che è un genere che non mi appassiona mai particolarmente. 

 Mentre amo molto le biografie, trovo il romanzo storico disonesto da un certo punto di vista, poiché tende a romanzare fatti ben più truculenti o spiacevoli (e quando non lo fa, tende a essere la versione noiosa del libro di storia).

  Malgrado la quarta di copertina dai sempiterni toni del romanzo d’appendice per giovinette (ah, i danni delle quarte di copertina all’editoria!), la storia di questo pittore ebreo di Costantinopoli, poi a Venezia, forse esistito e forse no, mi ha attirato più delle altre. Speriamo bene.


L’ALBERO DEI GIANNIZZERI  di Jason Goodwin ed. Einaudi e UN'INDAGINE IMPERFETTA di Susan Hill ed. Kowalski:


Come tutti, in estate amo leggere gialli e tendenzialmente cerco di dare una possibilità a qualche nuovo autore. Quest’anno non ho trovato nessuno scandinavo che mi intrigasse, quindi ho attinto alla mia sempiterna wishlist.

 “L’albero dei giannizzeri” andava assai di moda qualche anno fa. Era uno di quei gialli che “Macccomenonlohailetto”.

 All’epoca avevo rinunciato per il problema di cui sopra: è un indagine sì, ma ambientata a metà dell’800 a Istanbul e non se reggo le continue ricostruzioni d'ambiente dell'epoca.
 Vedremo.

 Con “Un’indagine imperfetta” spero di andare un po’ più sul sicuro. 

 Susan Hill è un’autrice contemporanea che scrive ottima narrativa gotica. Di suo ho letto “La donna in nero” e “L’uomo nel quadro” e mi sono piaciuti entrambi moltissimo. Qui si cimenta in un’indagine contemporanea nella campagna inglese. Sono molto curiosa e fiduciosa.


GUIDA AL TRATTAMENTO DEI VAMPIRI PER CASALINGHE di Grady Hendrix ed. Mondadori:


 Amo molto i film e i libri che svelano l’ipocrisia celata dietro immaginifiche famiglie perfette contenute in case perfette, contenute a loro volta in quartieri perfetti di città perfette. 

 Probabilmente perché trovo inaccettabile la perversa illusione di poter celare le magagne di un mondo progettato per una piccola élite di privilegiati che credono di meritare tutto e di essere migliori degli altri.

 Alcuni film americani di un tempo erano particolarmente crudeli e specifici in questo disvelamento (“La signora ammazzatutti”, “Edward mani di forbice”), cosa che non avviene più e non per colpa del “politically correct” come pensa qualcuno, ma per colpa del “ommiddio se faremo questo film incasseremo qualcosa? Meglio non rischiare e buttarsi sul solito prodotto confezionato per un target specifico grazie alla massa di dati personali che ormai possediamo in quantità industriale”.

 Insomma, chi ha voglia di rischiare, quando può direttamente incassare?

 Questo horror mi sembra viaggiare più o meno sulla lunghezza d’onda di quei vecchi film o sulla sempiterna domanda del vecchio Dylan Dog: chi è davvero il mostro?

 In un tranquillo sobborgo di una tranquilla cittadina Patricia Campbell si occupa di casa, cucina e suocera malata. Un giorno un uomo si trasferisce nel quartiere e prende a frequentare il suo stesso gruppo di lettura. E’ un filino strano e in contemporanea iniziano a svanire bambini di colore. Una coincidenza?
 Non vedo l’ora di leggerlo!


DRACULEA di AA VV  ed. Abeditore:


E per aggiungere vampiri a vampiri e fare anche un po’ di compiti, leggendo un classico, mi porterò "Draculea", un’antologia dell’Abeditore sulla figura del vampiro.

 Racconti vampireschi d’antan poco conosciuti, estratti e documenti su veri e presunti atti di vampirismo, per avere una visione, è il caso di dirlo, ad ampio spettro . E’ anche molto da viaggio, visto che è un quadrotto comodo da portare in giro.

Ed ecco qua. Poi, visto che quest’anno rimango in Italia e sono costretta a rinunciare all’amato Portogallo, nulla vieta che setacci qualche libreria alla ricerca di nuove perle.
 E voi? Cosa porterete in vacanza?!


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