Pagine

Visualizzazione post con etichetta piccolissime recensioni tra amici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta piccolissime recensioni tra amici. Mostra tutti i post

mercoledì 25 marzo 2015

Piccole recensioni tra amici, il ritorno! Indiani, fili conduttori, speed date letterari, famiglie felici a modo loro e piene di arcobaleni e ragazzini con dubbi amletici, per una serie di stellati consigli.

Creamy simbolo della rubrica stellata
Dopo qualche giorno di colpevole assenza, in cui si sono sovraffollati decine di eventi e casini vari ed eventuali che mi hanno tenuto lontana dalla mia amata e quieta scrivania, torno a trasmettere regolari post. 

Ritorno con un "Piccole recensioni tra amici", l'unica rubrica che riesco a tenere con vaga regolarità, forse perché l'unica con un senso, ma bando agli indugi e alla stanchezza, ecco a voi le mie divaghevoli recensioni!




"NESSUN DIO IN VISTA" di Altaf Tyrewala ed. Feltrinelli:
 Un espediente narrativo molto particolare, secondo me davvero avvincente eppure (sempre secondo me) non abbastanza usato, è quello per cui i singoli capitoli appartengono a personaggi diversi che si passano la palla della narrazione in modo casuale.
  Mi spiego meglio: A parla e casualmente incontra B, il punto di vista allora diventa di B che incontra C e allora il punto di vista scala a C che poi incontra D e via così fino alla fine. 
 Generalmente il filo conduttore che lega i capitoli è così lieve che dopo un po' si stenta a ricordare dove e perché avevamo cominciato a leggere, ma se lo scrittore è davvero bravo si scopre che non è poi così importante. "Nessun dio in vista" è in parte così. 
 Breve il giusto, incalzante il giustissimo, molto veloce e vivido, descrive un'India moderna e inedita ed è opera di un giovane scrittore un po' bohemienne che riversa tra le righe una certa dirompente freschezza.
  Ci sono i soliti mendicanti, la miseria lungamente raccontata da numerosi film e la ricchezza opulenta, ma ci sono anche medici abortisti con madri credenti molto addolorate, storiche (e incomprensibili per molti cittadini) rivalità tra hindu e islamici, coppie che sperano in un futuro migliore, attacchi terroristici, misteri familiari e macellai.
 Ognuno di noi possiede un mondo, non esiste persona che non abbia una storia da raccontare, splendida o terribile che sia, e questo libro saltabeccando per una ventina di gradi di separazione che chiudono infine un'enorme cerchio, cerca di dimostrarlo con bozzetti di personalità, tutte ben riuscite. Come se fosse uno speed date letterario e ogni cinque minuti suonasse la campanella. Quante altre cose avrebbe potuto dirci il macellaio dal cuore tenero? E l'insegnante di poesia tossicodipendente? Meno male che ci siamo liberati del serial killer! Chi è il porssimo?
 Unica grossissima pecca: sarebbe servito un piccolo apparato di note. Molti riferimenti storici e culturali sono incomprensibili se non si è amanti del subcontinente indiano, anzi oserei dire alcuni capitoli (follia non spiegare neanche perché il nome di un personaggio dovrebbe suscitare cotanta ilarità o sgomento in tutti gli altri, ce voleva tanto?).
 Consigliatissimo agli amanti dei racconti e degli scrittori indiani, per tutti gli altri, se vi capita, non disdegnate.

"FIGLI DELL'ARCOBALENO" di SAMUELE CAFASSO ed. Donzelli:
 In Italia, poiché siamo indietro anni luce dalla civiltà, oltre a non esserci leggi a tutela dei diritti delle persone omosessuali, c'è e tocca dirlo, un'enorme confusione sulla tematica.
  In particolare, e ciò è tanto più assurdo e colpevole visto che si parla anche della vita di infanti e pargoli, si ha una grandissima confusione sulle famiglie omogenitoriali, trattate dai reazionari come una catastrofe che non dovrà mai avvenire, quando è una realtà che esiste già da anni e sta aumentando esponenzialmente.
 Samuele Cafasso ha scritto su di loro questo delizioso reportage composto da singole storie che gettano luce su un fatto tanto misterioso quanto semplice: numerose coppie gay, in mancanza di una normativa italiana, si rivolgono all'estero per avere un figlio. Le testimonianze raccolte, senza bisogno di molti filtri, rispondono a tante domande: come decide una coppia gay di avere un bambino? Cosa succede al genitore non biologico in caso di separazione o morte del compagno/a? Come reagiscono le persone quando vengono a contatto con una famiglia arcobaleno? A tutto c'è una risposta e non sempre è terribile. Gli italiani sono molto più evoluti di quanto non vogliano far credere, peccato che riescano a nasconderlo tanto bene.
  Tra le storie raccolte, due hanno un legame particolare con i libri e il loro potere. La prima è quella Francesca Pardi e della sua compagna che volevano spiegare ai loro quattro pargoli come fosse nata la loro famiglia, peccato che in Italia non esistessero libri per bambini figli di coppie gay. Dopo aver scritto una storia, rifiutata all'ultimo da una grande casa editrice, hanno fondato la loro casa editrice, Lo Stampatello, soggetta a ripetuti tentativi di censura nelle biblioteche comunali a opera di consiglieri estremisti. Stessa storia di censura bibliotecaria (su cui al Bologna Children Bookfair l'Aib ha organizzato un incontro apposito) le accomuna alla storia di Camilla Seibezzi, consigliera comunale a Venezia dove gettò scompiglio per aver acquistato presso la piccola libreria "Il libro con gli stivali" una serie di libri per bambini per le biblioteche scolastiche, il cui tema comune era insegnare ai bambini la lotta agli stereotipi e alla discriminazione. Un progetto che in Olanda sarebbe acqua fresca, qua momenti veniva giù il Veneto.
Parafrasando il buon Tolstoj che incipitava "Tutte le famiglie felici si assomigliano tra loro" e questo libro dimostra che non c'è niente di più vero.
 Consigliatissimo a chiunque senta di volerne sapere più di Salvini sul tema (cioè a tutti, pure al vostro cane).

"UN GIORNO QUESTO DOLORE TI SARA' UTILE" di Peter Cameron ed. Adelphi:
Io ce l'ho con questa misteriosa copertina
 Ve lo dico, un giorno questa lettura non vi sarà molto utile.
 Di Cameron non ho letto nulla, ma mi riprometto di farlo, intanto vi dico che questo molto celebrato libro, a cui è seguito uno strambo e non molto celebrato film americano di Faenza in cui bivacca persino Lucy Liu, a mio parere non vale questo granché. E' grazioso come romanzo di formazione da dare in pasto agli adolescenti, ecco anzi un tomo che varrebbe la pena di propinare ai ragazzini invece di quelle porcherie amorose o alle finte fanfiction di Amici by Chicco Sfondrini.
 E' la storia di un adolescente afflitto da un'inspiegabile mal di vivere che potrebbe essere attribuito a diversi fattori: una famiglia ricchissima in cui tutti sono concentrati (male) su loro stessi, un'eccessiva sensibilità che gli impedisce di avere rapporti di amicizia con i propri coetanei e quell'ansia per il futuro che, quando è nei limiti della sopportazione è normale, quando causa crisi di panico rischia di sfondare nel patologico. Tutta la storia corre sui binari del: questo ragazzino ha davvero qualcosa che non va o come diceva Calvino, "alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane"?
 La sua storia, breve e senza particolari sussulti, si svolge in una Manhattan iperprotetta, tra padre avvocato, madre gallerista che si sposa in modo seriale, sorella aspirante scrittrice e maldestri tentativi di attirare l'attenzione (e anche punizioni un po' troppo eccessive) mentre su tutto aleggia una piccola grande debacle personale di recente memoria.
 Carina l'idea, agrodolce la conduzione, splendida la scena del ricordo finale che, a mio parere, è l'unica che ha un vero valore letterario, come se in un film un po' televisivo, di colpo, ci fosse la scena da vero autore (scena ovviamente omessa nel film di Faenza).
 Quattro stelle se avete diciassette anni, tre meno meno se ne avete di più.
Da leggere in un viaggio in treno.

E voi ne avete letto qualcuno? Vi incuriosisce qualcosa? Testimoniate!


venerdì 30 gennaio 2015

Piccole recensioni tra amici! Tre autrici (scelta completamente casuale) che non hanno niente in comune tra loro: i racconti della Ogawa, i cuori solitari della McCullers e gli orrori piccolo borghesi della Pineiro!

E' l'ora di distribuire stelle sbrilluccicanti
In questo venerdì che promette neve è il momento di rispolverare la rubrica "Piccole recensioni tra amici".
 No, essa non è morta come le sue illustri precedessrici (che comunque possono sempre tornare), ma è qui e lotta insieme a noi. 
 Questa volta non c'è nessun filo conduttore, se non il fatto, completamente casuale, che le autrici sono tutte donne.
  Io non faccio praticamente mai caso al sesso degli autori (so che alcuni, soprattutto in alcuni settori come il fantasy e la fantascienza che pare vengano considerati ancora settori in cui non è detto che tu possa fidarti di una donna), ma guardo solo le trame, perciò non vedeteci robe femministe o cose tipo "le donne leggono solo le donne" che non esistono.
 Io leggo tutto e tutti e tutte e tutt*, basta che il libro sia buono.
 E dopo questa ondata di puntualizzazioni non richieste, via al maggggico mondo delle stellette!


"TUA" di CLAUDIA PINEIRO ed. Feltrinelli:
Molti anni fa, vidi un film, il cui titolo "Sex crimes" non rendeva onore alla trama. Iniziava infatti con un'accusa di molestie sessuali da parte di una studentessa al suo professore e vedeva un ribaltamento della trama e dei colpevoli ogni cinque minuti di pellicola. Lo stesso colpevole di tutta la storia infine si scopriva solo nei titoli di coda.
 Io leggo pochi gialli e generalmente corti, anche perché, ho notato, che la lunghezza in un giallo è spesso sintomo di inutili contorsioni linguistiche. "Tua" sotto questo punto di vista è praticamente perfetto, asciutto ed essenziale, ha inoltre un altro pregio gigantesco: non ha un solo grande colpo di scena finale. Ne ha almeno una dozzina. Inizia come un dramma piccolo borghese, di una donna che scopre una nefandezza del marito e a insaputa dello stesso, costruisce una montagna di bugie per proteggerlo, e finisce in un modo inimmaginabile. 
 Descrivervi il resto della trama è impossibile perché sarebbe spoiler qualsiasi cosa. Vi basti sapere che è perfetto per un viaggio non troppo lungo: avvincente, leggero nel peso, non troppo lungo, assorbirà completamente la vostra attenzione.
 Tre stellette  (tenete presente che volo basso con le stellette).

"IL CUORE E' UN CACCIATORE SOLITARIO" di CARSON McCullers ed. Einaudi:
  Carson McCullers, lo confesso, mi era nota solo per essere stata innamorata della bellissima e difficilissima Annamarie Schwarzenbach.
 Tuttavia, dopo aver appurato che si trattava di una delle scrittrici americane più importanti del secolo scorso, ho deciso di prendere questo libro che ha scritto alla stupefacente età di 23 anni. 
 Dico stupefacente perché è incredibile non solo la padronanza della struttura e la bellissima scrittura, ma anche la profondità con cui la McCullers descrive delle situazioni terribili. Il libro, ambientato in un paesello nel sud degli Stati Uniti, negli anni '30 durante la segregazione razziale, descrive il destino di alcuni personaggi che in qualche modo cercano di non soccombere al destino che è stato stabilito per loro. C'è la ragazzina intraprendente che sogna di diventare compositrice, ma viene da una famiglia poverissima e numerosa che ha bisogno delle sue braccia, il sordo che ripara orologi vivendo nel ricordo del suo migliore amico, sordo anch'esso, rinchiuso in un manicomio da anni, il proprietario di un locale dove tutti vanno a bere, che lavora come un mulo, ma cerca di vedere sempre il meglio nel prossimo, e, infine, la storia più straziante: quella del medico di colore, che ha studiato come un pazzo per anni cercando di crescere i suoi quattro figli (a cui ha dato nomi altisonanti, come Marx e Portia) perché riuscissero ad elevarsi dalla miseria e dall'inciviltà, fallendo miseramente.
 Tutti questi personaggi si incrociano tra di loro non in modo artificioso, come succede spesso, ma come le classiche persone che si conoscono di vista in un paese. Sanno tutto gli uni degli altri, ma non possono e non vogliono interferire. Il loro punto di raccordo è l'uomo sordo, in cui tutti credono di trovare una muta comprensione che, in realtà, non esiste.
 Saranno due tragedie tanto terribili, quanto evitabili, a indurre all'obbedienza del mondo, queste quattro anime timidamente ribelli.
 4 Stellette piene piene.

"LA CASA DELLA LUCE" di Yoko Ogawa ed. Il Saggiatore :
Yoko Ogawa è una delle rari autrici giapponesi (ora stanno aumentando, ma quando ero adolescente mi toccava fare il giro delle sette biblioteche per mettere insieme un po' di libri nipponici decenti), abbastanza tradotte in Italia. Misteriosamente fino a qualche mese fa, però non avevo mai letto di suo, trovando i suoi libri già dalle quarte di copertina al limite dell'inquietante.
 "La casa della luce" però prometteva bene: erano tre racconti, quindi al massimo, potevo abbandonare l'impresa dopo il primo. Invece l'ho trovato davvero interessante.
 Il primo racconto, che avevo già letto in un'antologia molto vecchia, "Le rose del Giappone" (era una vecchissima collana della E/O che prevedeva raccolte di racconti scritti da donne divise per paesi del mondo, molto interessante perché raggiungeva zone praticamente ignote tipo Maghreb o Israele), parla della gravidanza della sorella maggiore vista da una morbosa sorella minore. Ben lungi dal considerare la nascita di un bambino come il miracolo della vita, la protagonista descrive i mutamenti fisici e soprattutto gli altalenanti gusti gastronomici della sorella (che a un certo punto finisce per nutrirsi di chili di marmellata al melone) come un horror. Una prospettiva interessante. 
 Il terzo racconto invece descrive i sentimenti e le meschinità che nascono nel cuore di una bambina i cui genitori gestiscono una sorta di orfanotrofio. Sentendosi in qualche modo poco considerata e non sopportando più di dividere i genitori con decine di estranei sempre nuovi, finisce per compiere azioni spaventose su una bimba tenerissima. E' molto crudo, ma incredibilmente realistico e soprattutto non cede a nessun buonismo o facile spiegazione.
 Ma è il secondo racconto che è, secondo me, un piccolo capolavoro. In poche decine di pagine la Ogawa riesce a racchiudere un intero film horror: una giovane donna in procinto di trasferirsi riceve la visita di un suo lontano parente che ha deciso di studiare in città. Non avendo egli molti soldi per l'affitto, lei gli consiglia un vecchio dormitorio ormai caduto in disgrazia dopo la scomparsa di uno studente. Lo gestisce uno strano affascinante uomo, senza braccia e con una sola gamba che man mano si frappone, col passare dei mesi, tra la donna e il suo giovane parente, sempre più introvabile. 
 Se volete passare una serata inquietante e disturbante il giusto, questo è il libro giusto. Altro che film horror.
4 belle stellette

Non ho stroncature in questo caso perché boh, non è capitato, ma hai voglia a stellettare!
 E voi avete letto qualcuno di questi libri? Siete in d'accordo o disaccordo? Testimoniate!

mercoledì 19 novembre 2014

Avviso ai naviganti che ci tengono a contribuire al blog: prende vita come una pianta grassa piena di spine e amore "Piccolissime recensioni tra amici"!

Come noterete, sull'ormai incasinatissima barra destra del blog c'è una nuova apparizione: le piccolissime recensioni tra amici.
Forza, non volete essere affascinanti protagonisti pieni di stelle
come l'incantevole Creamy?
 Chi mi segue su fb, (dove spendo buona parte del mio tempo libero), saprà di questa geniale idea avuta a seguito della richiesta di un'assidua commentatrice che chiedeva in qual modo i lettori del blog avrebbero potuto interagire con esso oltre a commentare random.
 Il mio cervello ha fumato per una giornata intera e poi ecco l'idea: parafrasando la neonata rubrica di recensioni di dimensioni meno giganti del mio solito, ho partorito "Piccolissime recensioni tra amici".
 Sostanzialmente qualunque lettore del blog lo desideri, può mandarmi tramite la mail lagiovanelibraia@libero.it o in pvt sul fb della pagina, una recensione di uno o due righe al massimo, di un libro che vuole assolutamente consigliare al mondo o che, al contrario, vuole distruggere perché nessuno incappi nel suo stesso errore.
 Le uniche regole oltre alla lunghezza sono:

1) Dovreste mandarmi anche una foto del libro fatta a vostro piacimento (con voi nascosti dietro una siepe, col libro appeso ad un camino, col libro solo in un teatro ecc. ecc). Ovviamente tutto nei limiti del buon gusto che tanto se no, non la pubblico.
2) E' fatto assoluto divieto di recensire un libro di cui siete autori, mogli o mariti, parenti e amici degli autori. E' vero che non posso avere la certezza al tremila per mille visto che non vi conosco, ma vi prego di essere eventualmente corretti.
3) Se distruggete un libro dovete motivare (ergo non vale "Porcata megagalattica. Punto") e non dovete essere offensivi o volgari in modo gratuito, ironici ovviamente sì, satirici pure, ma insomma lo sapete voi.

 Sappiate che non esistono doppioni. Quindi se Pinco Pallo ha già recensito il libro del vostro cuore o distrutto il libro dei vostri incubi, ebbene potrete farlo anche voi. Non esistono doppioni, visto che non possono esistere opinioni doppione!
 Dato questo elenco che manco la signorina Rottermaier, ringrazio ufficialmente Chris Po in quanto primo donatore di recensione e Tina Pica in quanto miccia che ha messo in moto codesta novità.
 Attendo consigli allora!

 (Mi sa che la barra comunque è ormai troppo incasinata e dovrò modificare un po' il layout del blog).
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...