Dunque, come tutti gli esseri umani routinari di questa terra, ho alcuni miei riti.
Uno di questi, per molti anni,specialmente quelli infelici in cui mi avrebbe migliorato la giornata anche una moneta da 1 centesimo trovata per strada, erano "le serate Montalbano".
Queste serate prevedevano la visione dell'ennesima replica del commissario in tv o la prima delle nuovissime puntate, e, a contorno, un menù speciale che prevedeva due dei miei piatti favoriti: spaghetti coi pomodorini freschi, il basilico e il parmigiano (piatto che potrei ingurgitare in quantità industriale) e le fragole con la panna. Tanto Zingaretti compariva ad allietare i nostri dopocena sono in estate e non c'era bisogno di molto altro.
Questo per dire che Montalbano mi ha sempre ispirato cibo e, considerando la minuziosa descrizione dei piatti che esso divora ogni volta che ha bisogno di pensare o che deve interrogare un teste a casa sua, non era difficile che accadesse.
Camilleri è probabilmente l'unico scrittore italiano che scateni in me qualche tipo di fangirlata (oltre a Zerocalcare) e ho avuto la ventura di vederlo una volta sola, anni fa, in condizioni inquietanti. Io ero giovane, grassottella e amavo molto una specie di mantellina nera col colletto alla coreana che credevo mi rendesse molto elegante (probabilmente avevo l'aspetto di una salsiccia col mantello di Robin) e mettevo nelle grandi occasioni, cosa che ritenni di dover fare quel piovosissimo pomeriggio.
Uno di questi, per molti anni,specialmente quelli infelici in cui mi avrebbe migliorato la giornata anche una moneta da 1 centesimo trovata per strada, erano "le serate Montalbano".
Queste serate prevedevano la visione dell'ennesima replica del commissario in tv o la prima delle nuovissime puntate, e, a contorno, un menù speciale che prevedeva due dei miei piatti favoriti: spaghetti coi pomodorini freschi, il basilico e il parmigiano (piatto che potrei ingurgitare in quantità industriale) e le fragole con la panna. Tanto Zingaretti compariva ad allietare i nostri dopocena sono in estate e non c'era bisogno di molto altro.
Questo per dire che Montalbano mi ha sempre ispirato cibo e, considerando la minuziosa descrizione dei piatti che esso divora ogni volta che ha bisogno di pensare o che deve interrogare un teste a casa sua, non era difficile che accadesse.
Camilleri è probabilmente l'unico scrittore italiano che scateni in me qualche tipo di fangirlata (oltre a Zerocalcare) e ho avuto la ventura di vederlo una volta sola, anni fa, in condizioni inquietanti. Io ero giovane, grassottella e amavo molto una specie di mantellina nera col colletto alla coreana che credevo mi rendesse molto elegante (probabilmente avevo l'aspetto di una salsiccia col mantello di Robin) e mettevo nelle grandi occasioni, cosa che ritenni di dover fare quel piovosissimo pomeriggio.
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| Cena finale con altarino |
Insomma, lovo molto Camilleri. Perciò, oltre ad aspettare che i dvd de "Il commissario Montalbano" vadano in svendita per potermeli comprare tutti, sono vittima di cose da fan come tentare di prenotare un fine settimana nella casa di Montalbano a Marinella (oh, tutti abbiamo un lato letterarial-trash) o l'acquisto di libri come "I segreti della tavola di Montalbano" di Stefania Campo ed. Il leone verde edizioni.
Il leone verde è una casa editrice che cito ogni tanto e fa dei volumetti deliziosi in cui unisce cibarie e letteratura: di cosa si nutrivano i grandi scrittori? E quali erano davvero i sapori citati nei nostri libri preferiti?
Lo trovo un modo per rendere più viva e tridimensionale un'esperienza di lettura che ci è piaciuta tanto da volerci entrare con più forza. Certo, non tutte le pietanze lette nei libri rischiano di dare la stessa sensazione.
Ricordo un libro sulle ricette di Natale di Kay Scarpetta, la detective protagonista dei romanzi di Patricia Cornwell. Un'altra mia zia (sono piena di zie, e quando dico piena, intendo piena), appassionatissima della serie, lo comprò fiduciosa per poi ritrovarsi tra le mani una serie di porcate agrodolci all'americana immangiabili per un sano stomaco italico.
Tuttavia, chiunque legga Camilleri sa che Montalbano mangia solo cose deliziose, arancini di dimensioni bibliche, spaghetti al nero di siccia, fritturine di pesce che si sciolgono in bocca, caponatine, la famosa (e per me misteriosa), pasta 'ncasciata, giganteschi cannoli e raramente, quando proprio un pastore è in buona, qualche capretto con patate condiviso in un casale di pietrazze.
Perciò è stato un attimo: ho visto il libro ed è stato mio.
Per dare un senso a questo acquisto compulsivo ho pensato di tentare un esperimento da food cook-blogger: dopo aver acquistato (quasi) tutto il necessario eseguirò tre ricette montalbanesche, realmente consumate dall'amato commissario, e vi posterò ingredienti e risultato finale qui, proprio come una Sonia Peronaci qualunque.
Per dare un senso a questo acquisto compulsivo ho pensato di tentare un esperimento da food cook-blogger: dopo aver acquistato (quasi) tutto il necessario eseguirò tre ricette montalbanesche, realmente consumate dall'amato commissario, e vi posterò ingredienti e risultato finale qui, proprio come una Sonia Peronaci qualunque.
Tenete presente che, avendo ascendenze (tra le altre) sarde, io mi reco sempre in quella simpatica isola e perciò non ho mai messo piede in Sicilia, perciò magari per i palermitani e i catanesi che mi leggono 'sti piatti sono più semplici della panzanella, ma per me sono robe esotiche.
Siete pronti a questa giallozafferanizzazione del blogghe?
PASTA ALLA NORMA CON PESCE SPADA:
Ingredienti
Maccheroncini
Pomodori maturi
Cipolla
Melanzane
Pesce spada
Vino Bianco
Basilico
Olio
Sale
Non capivo perché la chiamassero alla Norma se non era prevista la presenza della ricotta (momento purismo alla Carlo Cracco), ma in realtà a piattazzo delizioso finito, forse, ho compreso la furbata: il pesce spada, nella salsa, finisce per sgretolarsi assumendo le fattezze di granuli di ricotta belli solidi e sostanziosi.
Comunque, prendete le melanzane, tagliatele a tocchetti e friggetele, poi mettetele da parte. Prendete la cipolla, sminuzzatela e fateci un bel soffritto, poi lanciateci dentro il pesce spada tagliato a tocchetti e sfumate col vino bianco. Quando il vino è evaporato, unite i pomodori tagliati a dadini e girate finchè non si è creata una bella salsina profumosa e assolutamente delicious. A quel punto preparate la pasta e, una volta cotta, unitela alla salsa di pesce e pomodori assieme alle melanzane. Mescolate il tutto e guarnite col basilico. Da bava alla bocca.
POLPETTE DI NEONATA:
Ingredienti:

Pesciolini
1 uovo
farina
prezzemolo
aglio
olio
sale e pepe
Allora, io i pesciolini non li ho trovati. L'unica cosa che aveva l'unico supermercato col banco pesce in un raggio di metri accettabile, erano le alici (e sono stata anche fortunata perché di solito non hanno manco quelle). Spero si possano considerare pesciolini, alla fine sò pesci e sò piccole.
Comunque, prendete questi pescetti e puliteli (togliere le capocce e le lische a 400 grammi di alici non è stato bello), poi sminuzzateli e unite la farina e l'uovo. Dovrebbe venire un composto abbastanza consistente (a me non è venuto e ho aggiunto pan grattato in quantità) che potrete pallottare in morbide polpette da friggere. Servite con un bel limone vicino per condire.
CANNOLI SICILIANI:
Ingredienti (del ripieno):
Ricotta di pecora
Zucchero
Zuccata (non pervenuta)
Vaniglia
Cioccolato fondente
Scorza arancia candita
Latte
Ok, ho barato, la parte solida del cannolo non l'ho fatta io, ma comprata ignobilmente al supermercato di fronte casa (c'è un limite all'abnegazione). Il mio unico apporto alla ricetta è stato mischiare ricotta e zucchero assieme a gocce di cioccolato e scorzette di arancia candita.
A rendere ancora più ignobile questo mio tradimento da discount contro questo dolcetto megafantadelizioso, è il fatto che non ne sono rimaste prove provate. Il tempo di dire alla mia dolce metà che dovevo fare una foto per il blog e il corpo del reato era già scomparso dentro le guance da procione. E' stato breve, ma intenso.
Queste sono solo tre delle fantastiche, fattibilissime ed economiche ricette che il commissario trangugia con amore e IN SILENZIO. La prossima replica di Montalbano replico, anche se ora ho la cucina che grida vendetta (ma questa è un'altra storia).
PASTA ALLA NORMA CON PESCE SPADA:
Ingredienti
Maccheroncini
Pomodori maturi
Cipolla
Melanzane
Pesce spada
Vino Bianco
Basilico
Olio
Sale
Non capivo perché la chiamassero alla Norma se non era prevista la presenza della ricotta (momento purismo alla Carlo Cracco), ma in realtà a piattazzo delizioso finito, forse, ho compreso la furbata: il pesce spada, nella salsa, finisce per sgretolarsi assumendo le fattezze di granuli di ricotta belli solidi e sostanziosi.Comunque, prendete le melanzane, tagliatele a tocchetti e friggetele, poi mettetele da parte. Prendete la cipolla, sminuzzatela e fateci un bel soffritto, poi lanciateci dentro il pesce spada tagliato a tocchetti e sfumate col vino bianco. Quando il vino è evaporato, unite i pomodori tagliati a dadini e girate finchè non si è creata una bella salsina profumosa e assolutamente delicious. A quel punto preparate la pasta e, una volta cotta, unitela alla salsa di pesce e pomodori assieme alle melanzane. Mescolate il tutto e guarnite col basilico. Da bava alla bocca.
POLPETTE DI NEONATA:
Ingredienti:

Pesciolini
1 uovo
farina
prezzemolo
aglio
olio
sale e pepe
Allora, io i pesciolini non li ho trovati. L'unica cosa che aveva l'unico supermercato col banco pesce in un raggio di metri accettabile, erano le alici (e sono stata anche fortunata perché di solito non hanno manco quelle). Spero si possano considerare pesciolini, alla fine sò pesci e sò piccole.
Comunque, prendete questi pescetti e puliteli (togliere le capocce e le lische a 400 grammi di alici non è stato bello), poi sminuzzateli e unite la farina e l'uovo. Dovrebbe venire un composto abbastanza consistente (a me non è venuto e ho aggiunto pan grattato in quantità) che potrete pallottare in morbide polpette da friggere. Servite con un bel limone vicino per condire.
CANNOLI SICILIANI:
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| Ecco l'altarino Montalbano creato al lato della tavola |
Ingredienti (del ripieno):
Ricotta di pecora
Zucchero
Zuccata (non pervenuta)
Vaniglia
Cioccolato fondente
Scorza arancia candita
Latte
Ok, ho barato, la parte solida del cannolo non l'ho fatta io, ma comprata ignobilmente al supermercato di fronte casa (c'è un limite all'abnegazione). Il mio unico apporto alla ricetta è stato mischiare ricotta e zucchero assieme a gocce di cioccolato e scorzette di arancia candita.
A rendere ancora più ignobile questo mio tradimento da discount contro questo dolcetto megafantadelizioso, è il fatto che non ne sono rimaste prove provate. Il tempo di dire alla mia dolce metà che dovevo fare una foto per il blog e il corpo del reato era già scomparso dentro le guance da procione. E' stato breve, ma intenso.
Queste sono solo tre delle fantastiche, fattibilissime ed economiche ricette che il commissario trangugia con amore e IN SILENZIO. La prossima replica di Montalbano replico, anche se ora ho la cucina che grida vendetta (ma questa è un'altra storia).



























