
Questo preambolo per scusarmi e dire che non voglio compiere opera di sciacallaggio con questo post. Era già da qualche tempo che pensavo di scriverlo, poiché Fabrizio de André è senza dubbio sin dalla mia politicizzata adolescenza, uno dei grandi miti musicali assieme a Guccini e De Gregori.
Anni fa mi capitò di comprare ad un mercatino una biografia di De André, che trovai orrenda. Cesare Romana, già autore di"Amico Fragile", (che dopo questa prima esperienza mi sono rifiutata fermamente di cercare), fa ciò che un biografo non dovrebbe mai fare: si mette al primo posto.Leggendo "Smisurate preghiere" è praticamente impossibile vedere Fabrizio de André. Quello che si vede è Cesare Romana che fa varie cose, di cui sempre e sempre ci ricorda quanto fosse immensamente bello e stupendo, in relazione a Fabrizio De André. Ricordo che lo terminai con un certo fastidio, molto delusa, tanto che mi ripromisi di non ritentare l'impresa.
Anni dopo però caddi di nuovo nel ciclico tranello(ciclico perché io tendo ad ascoltare De André maggiormente in uno specifico periodo dell'anno, l'autunno. A Guccini va l'inverno, a De Gregori la primavera/estate non chiedetemi perché) e mi arresi a "Non per un dio, ma nemmeno per gioco" di Luigi Viva. Tra le due, senza ombra di nessun dubbio, questo secondo libro è il migliore per vari motivi:
1) Non scade nell'agiografia (ho capito che era un genio, ma anche un essere umano).
2) Ha molto materiale di primissima mano, non rimaneggiato e contestualizzato.
3) Offre un quadro, soprattutto degli anni giovanili, molto coerente e completo.
Ciò che invece proprio non va, ovviamente a mio parere, è la mancanza di un progetto più ambizioso. Ci sono biografie di grandi autori scritte non solo in modo completissimo e molto più approfondito (ci sono degli episodi, come anche il rapimento o la conoscenza di Dori Ghezzi che scivolano via in 10 righe, altri anni che vengono totalmente tralasciati), ma anche con un piglio discorsivo che le rende indubbiamente più affascinanti. Il grande pregio di tali biografi, in genere anglosassoni, è quello di restituirci una vita non romanzata, ma scritta come un romanzo. Spero che un giorno qualcuno si cimenti nell'impresa, perché un personaggio e soprattutto, una persona come De André, meriterebbero in pieno un tale trattamento.
Detto ciò, in corso d'opera di questo post (che rimando da vari giorni appunto per la questione dello sciacallaggio), mi è venuto in mente di far questo gioco che come avrete ormai capito mi sollazza assai: abbinare ad ogni (o quasi) album di De Andrè, un libro da leggere. So che a giocare coi mostri sacri si finisce scottati, ma vabbeh al massimo inveirete funestamente contro di me nei commenti.
Iniziamo!
VOLUME I:

TUTTI MORIMMO A STENTO:
Se il tema dell'album è la morte interiore che si attraversa a piccole dosi durante la vita, la canzone, per me più bella è "Tutti morimmo a stento" che ho sempre interpretato come una delle maledizioni più potenti mai descritte. Il libro che propongo è perciò il letto e strariletto, ma mai abbastanza letto "Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino". Leggevo in un'intervista all'autrice, di cui dovrebbe prima o poi uscire finalmente la traduzione della recente autobiografia, che tutt'ora considera inspiegabile il motivo del grande successo del suo libro. La signora, per quel che mi riguarda, ci marcia molto, perché il motivo è evidente. E' un libro che ha una sua grandissima potenza per i protagonisti che descrive: ragazzi giovanissimi figli di artisti potenti, genitori assenti, in preda ad amori che sembrano impossibili muoiono a sciami in un mondo politicamente stravolto. "I ragazzi dello zoo di Berlino" è un grande romanzo cyberpunk che però è accaduto sul serio.
VOLUME III:
Poiché sono presenti due ballate medievali, più il famoso "Sì fossi foco" di Cecco Angiolieri, la mia mente perciò è portata a trovarci nessi logici con oscuri poeti trobadorici, trovatori e trovieri. Siccome la mia conoscenza al riguardo si ferma, per ora a Chretiene de Troyes, il libro da me letto che più mi pare adatto alla circostanza è il bellissimo "Le gesta di re Artù e dei suoi nobili cavalieri" by Steinbeck. Per costoro, va detto, all'inizio dell'università avevo una vera passione (leggete la storia di Galeotto e Lancillotto e ditemi se non ci si può fare della dietrologia gay).
LA BUONA NOVELLA:
E' scontato il consiglio, ma non la lettura. I vangeli apocrifi, concept dell'album, sono praticamente i libri di miti e leggende del cristianesimo. Il bue e l'asinello vengono da lì, come Gesù che da bambino plasma passeri vivi col fango delle strade e Maria Maddalena che gli dà copiosi e non casti baci senza che questo sia un parto della mente di Dan Brown. Se non li avete letti, metteteli nel futuro paniere delle letture estive ( prego notare che il vangelo di San Tommaso, in teoria testimone presente è apocrifo, quello di Luca, che non ricordo neanche bene chi fosse è ufficiale. Misteri della fede su rieduchescional libraia).
NON AL DENARO NON ALL'AMORE NE' AL CIELO:

STORIA DI UN IMPIEGATO:

Visto l'alto contenuto di canzoni tradotte e riadattate del famoso Brassens ho pensato di cercare un titolo su di lui, ma la bibliografia in italiano e soprattutto in commercio non è particolarmente generosa.
Dalle mie ricerche pare reperibile con una certa facilità "Le strade non portano a Roma. Riflessioni e massime d'un libertario" Coniglio editore. L'ho messo nella cesta dei miei futuri acquisti, son curiosa di vedere cosa scrivesse costui.
Scritto in Sardegna assieme a un giovane De Gregori, mi ha suggerito una barca di titoli, alla fine ne ho scelto uno sul suo illustre coautore. Figlio di un notissimo bibliotecario (ogni anno assieme al fratello De Gregori bandisce un premio di laurea sui temi biblioteconomici, cosa che me lo rende ancor più simpatico), De Gregori ha quel certo piglio da intellettuale ermetico che rende la decriptazione delle sue canzoni un esercizio di stile molto gradito. Io bramo e consiglio "Parole e canzoni" ed. Einaudi, libro+dvd, testi commentati e le migliori esecuzioni dei brani. Cura l'agiografico Vincenzo Mollica, ma vale la spesa.
RIMINI:

CREUZA DE MA:

LE NUVOLE:

ANIME SALVE:

E con questo concludo. Post più faticoso del previsto, spero apprezzerete! Voi avreste fatto altri abbinamenti? E quali? Scrivete e consigliatemi e consigliate!!
Anche per me La canzone del Padre è la preferita in assoluto, nel mondo :)
RispondiEliminaE ovviamente l'album tutto è stato quasi consumato dagli ascolti durante il periodo in cui lo scoprii.
Mi piacciono i tuoi abbinamenti, mi fanno scoprire libri di cui non sospetterei neanche l'esistenza (inducendo quindi ulteriori desideri inappagabili al momento, ma grazie lo stesso, per gli spunti)...