L'altro giorno, mentre cercavo di rianimare la sezione di economia restituendogli un ordine alfabetico (avete mai notato librai che mi leggete, se mi leggete che il cliente che più protesta per il caos sugli scaffali è quello che finisce per disseminare volumi in ogni dove manco fosse Pollicino?), ho assistito a questa romantica scena da primo appuntamento.
Lei, ventenne dalla calda felpa, "Il banchiere dei poveri" di Yunus tra le mani e fissa negli occhi un'altra lei dalla calda felpa. Poi le dice, suadente, "Lo conosci?" e l'altra, sbrilluccicante, "No".
"Lui è quello che ha salvato milioni di persone dalla povertà!" afferma allora stupendola con effetti speciali. "Non ci credo!", poseggia allora l'altra prendendole il libro dalle mani, sulle mani, tra le mani. Sguardi complici e innamorati.
Io a 20 cm di distanza, trasparente come un ectoplasma.
"E' una cosa meravigliosa, ma come ha fatto? Oh, come sei sensibile. Sai un sacco di cose!", ocheggia la seconda mentre la prima attacca a parlare dei prestiti ai poveri del mondo pensando probabilmente "Yunus ti devo un favore." Cinque minuti di brill brill dopo se ne sono andate, un braccio sulla spalla dell'altra.
E' a questa coppia che devo l'idea di codesto post. La libreria come luogo romantico.
Quanti libri di magggici cupcake e amori mielosi sono ambientati in libreria? Una marea. Nei romanzi rosa possedere una libreria è praticamente più facile che farsi un caffé la mattina. In questo magico mondo pullulante di principi azzurri single, ricchi e ultimamente pure un po' perversi, c'è sempre qualche parente pronto a morire e a rifilarti la sua amata libreria o ad accoglierti mentre risolvi i tuoi problemi amorosi.

La potenza della libreria come luogo del romanticismo definitivo è tale da colpire anche il tenero cuore maschile con l'appena uscito "Il segreto della libreria sempre aperta" di Robin Sloan (nessun segreto basta la liberalizzazione degli orari d'apertura dei negozi baby) dove un web designer, dopo essere stato licenziato per via della crisi, viene assunto in una libreria che si comporta come una biblioteca di conservazione (mi raccomando ingeneriamo ancora più confusione nella clientela). Qui, strani avventori prendono in prestito libri che lui deve segnare accuratamente. La cosa sembra strana persino a lui, così chiama un gruppo di amici ad aiutarlo e, come hanno verosimilmente confermato gli informatici che leggono questo blog, tra di loro c'è una super gnocca iperesperta di Google.
C'è poi un caso di libro che meriterebbe di essere ascritto tra i peggiori che abbia mai letto. Trattasi di "Severina" di Rodrigo Rey Rosa.


Ora, forse io ho un ricordo distorto dei gruppi di lettura perché ho frequentato solo quelli della biblioteca del mio paese, ma se ben ricordo non c'erano né timidi studenti né bibliotecarie femministe, ma solo vecchi.
Ma realtà o finzione che sia, ormai esiste un topos letterario e dell'immaginario che vuole la libreria come luogo romantico per eccellenza. Non c'è telefilm in cui prima o poi qualcuno non venga abbordato tra gli scaffali con la scusa del "Cosa stai leggendo?". Questo insano metodo di approccio, che in tv sembra tanto apprezzato, ha mietuto nella realtà varie vittime tra cui, nel mio sconcerto, anche me stessa. Me ne stavo in un'altra libreria a leggermi le quarte di copertina in santa pace quando un cretino è venuto a piacioneggiare da me nel suo cappotto dal bavero alzato chiedendomi (ancor più cretinamente): "Allora, com'è quel libro?" accompagnato da viscido sorriso. Ho mollato il libro sullo scaffale e me ne sono andata senza neanche rispondere.
Ma forse sono io che, ormai dall'altra parte della barricata, non riesco più a vedere il romanticismo della libreria, perché comunque, statisticamente vedo un numero di primi appuntamenti abbastanza elevato. Se non vai a prendere il caffé e se non decidi per il cinema e vuoi fare bella figura vai in libreria (il top sono le librerie con caffetteria).
E a voi è mai capitato di portare qualcuno in libreria per il primo appuntamento? E lo avete fatto per innalzare il quoziente del piacioneggiamento o perché era placido luogo pseudosilenzioso popolato da ectoplasmi lavoranti?
io sto aspettando un post sugli amplessi in magazzino sgamati dai colleghi :D
RispondiEliminaMi sarebbe potuto capitare se qualcuno dei casi umani con cui sono uscita avesse almeno avuto idea di cosa fosse una libreria.
RispondiEliminaPlatypus forse dovresti tentare con uno dei leggendari gruppi di lettura di Lucrezia M. di cui sotto.
EliminaFirmato: la posta del cuore della giovane libraia ;)
Niente primo appuntamento il libreria, mai successo. Di contro posso dirti che i gruppi di lettura, o Club del libro, non sono fatti solo di vecchi! Sono due anni che partecipo e ce gente di tutti i tipi, perlopiù giovani, ma non mancano gli agée!
RispondiEliminaCi proviamo!
Ok, devo ritentare il mio ingresso nei gruppi di lettura!
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