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Mi scuso per i seni al vento, ma la surrealità dell'immagine giustifica i mezzi. |
Allor dunque, tra i miei innominabili vizi ce n'è uno in particolare che affonda le sue origini nella mia infanzia, precisamente a casa di mia nonna. E' stato a causa sua se ho passato interminabili pomeriggi persa tra "Gente" e "Oggi" (in estate anche "Novella 2000" che mia madre considerava una cosa al limite del porno e tendeva a proibirmi), appassionandomi alle vite amorose e al continuo gettito di pargoli dei famosi nostrani.
Sin dalle elementari sono sempre stata aggiornatissima sui gradi di parentela di tutte le famiglie reali, sul numero di figli degli attori del cinema e anche sul computo esatto dei loro matrimoni e divorzi. Ancora adesso che da mia nonna non vado più, scopro di possedere un silos di conoscenze al riguardo non richieste spaventoso, tale che se Caprarica mi chiedesse consulenze per il suo prossimo libro sui Windsor potrei saperne più di Kate Middleton. Questa mia passione per il gossip attualmente trova nutrimento nelle pagine di Repubblica.it e nella lettura compulsiva di biografie storiche. So che da un certo punto di vista paragonare la lettura dell'autobiografia di Tesla a quella di "Chi" sia alquanto audace, ma, partendo da livelli culturali sicuramente diversi si va verso una medesima motivazione: la voglia di farsi i cavoli altrui.

E' per questo sordido motivo che come piccolo libro per piccolo tragitto, ho scelto "Maria Antonietta e lo scandalo della collana" di Benedetta Craveri. La storia è talmente surreale e folle che se fossi un regista ci avrei fatto un grande film metafora sul potere, la manipolazione e quella dose di surrealità che ammanta determinate situazioni senza alcuna ragione apparente. Tutto si svolge ben prima della rivoluzione francese, ma era già un sintomo dell'insofferenza e dello sprezzo con cui ormai i francesi vedevano i reali.


3) Maria Antonietta. Come al solito la sovrana più discussa di Francia fa una figura barbina. Lei non c'era e se c'era dormiva, viene umiliata, chiede vendetta al consorte, il quale, ovviamente incapace, scatena un processo al cardinale che gli si ritorcerà contro, perchè il pettegolezzo corre e sbatti il mostro in prima pagina valeva anche all'epoca. Così giornalazzi e instant pamphlet mostrano una regina avara e lussuriosa coinvolta in una sordida storia di diamanti e lussuria. Mai sovrana era stata umiliata tanto.
La storia è farcita di avvenimenti assurdi: una finta regina che cammina in un giardino, Cagliostro coperto di taffetà durante il processo che seguirà allo smascheramento della truffa, mysteriose evasioni dalla Bastiglia e soprattutto tanto tanto gossip che infiammerà le folle e gli avvocati molto presto rivoluzionari.
Vi assicuro che una volta iniziato non potrete smettere, qualunque cosa voi stiate facendo (quindi badate bene di non dover intraprendere qualcosa di serio) perché ferma un momento storico in modo talmente vivido da sembrare impossibile sia avvenuto duecento e passa anni fa. Perché getta uno sguardo su questo grande escluso, rifiutato, ridicolizzato, che è il pettegolezzo. Il quale zitto zitto è da sempre
l'arma migliore per delegittimare il potere, perché non lo ridicolizza, ma lo svergogna, permettendosi il lusso di andare oltre ciò che è vero e ciò che è falso, poiché per sua natura, la chiacchiera è quella cosa che bassa di bocca in bocca, per sentito dire, e a nessuno si può chiedere un errata corrige.
In questo piccolo gustoso libro si nota in tutta la sua potenza come dei mezzi di comunicazione a forte diffusione popolare possano essere piegati ad una manipolazione della realtà che porta ad un inestricabile gioco di specchi. La regina era o non era complice? I giornali dicevano o meno la verità? Il cardinale era solo un idiota o un uomo di mondo? Perché sta anche qui il grande pregio della Craveri: sostenere una tesi di innocenza per alcuni dei coinvolti e di colpevolezza per altri fino a due pagine dalla fine, per poi ribaltare tutto nelle ultime righe, insinuando il sospetto in chi legge.
E altri sospetti si scoprono allora annidati nella mente: possiamo fidarci degli storici? L'uso delle fonti, della scrittura di un saggio sono sempre imparziali? La storia lo è?
Attendo che qualcuno ne faccia un film, io lo andrei a vedere. Subito.
(ps. Scopro in corso d'opera che ci hanno fatto un film, mai arrivato in Italia, dalla locandina mi pare la solita cavolata a base di trine e macaron, ma lo cercherò).
Bella bimba questa Sirio - nel 1994. Che ci siamo persi!
RispondiEliminaOttimi suggerimenti! Anche a me piace molto la Francia settecentesca! P.s se può interessarti esiste il film sull' intrigo della collana, è con Hilary Swank!
RispondiEliminaMi permetto di segnalarti senz'altro la biografia di Maria Antonietta scritta dal grandissimo Stefan Zweig (di cui consiglio anche "Il Mondo di Ieri", della Mondadori). Si tratta di un lavoro romanzato di ottimo livello, dalla finissima scrittura, impossibile da abbandonare una volta incominciato.
RispondiEliminaHo letto librino della Craveri e l'ho trovato delizioso. Segnalo anche gli altri suoi a chiunque viglia saperne di più sulla società francese del Sei-Settecento senza studiarsi ponderosi tomi, né impelagarsi con Bussy- Rabutin che un po' pesantuccio lo è senza scendere al livello di Tracy Chevalier :-)
RispondiEliminaRicordo Questa storia in lady Oscar, vorrei leggere il libro, a parte che io pensavo che I gioiellieri reali non si facessero pagare o meglio si, ma tipo in un altro modo che non cash cosi dalla regina
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