
Vi dirò, l'idea di mettere su una pagina un fumetto con protagonista il filosofo o la sua idea filosofica più famosa e accanto la spiegazione, è molto carina, inoltre la faccia di Sartre fumetto è fantastica. Tuttavia, il 70% dei filosofi presi in considerazione sono francesi, come i due autori, vi dico solo che ci hanno ficcato dentro persino De Sade, la cui filosofia mi sfugge. Francamente.mi aspettavo di meglio.
Fortunatamente avevo adocchiato per caso una graphic novel con un titolo che mi sta a cuore "Un lavoro vero" di Alberto Madrigal, appena uscito per la Bao Publishing nella loro nuova collana "Le città viste dall'alto".

A casa mia il lavoro vero è quello statale, qualsiasi lavoro non statale non è vero.
Ergo anche il posto fisso in libreria, specie se fatichi a giungere a fine mese, non può essere considerato un lavoro vero. Anche perché, per quanto io venda libri, nell'immaginario di molte persone, il negozio fa parte di quei lavori proletari di base: nessuno si augura che il figlio faccia il commesso, anche se lavorare in libreria non è come vendere tanga di pizzo.
Così, pensando giustamente di farmi del bene, mi propongono concorsi su concorsi a cui partecipare. La cosa da una parte mi getta nello sconforto nero, dall'altra mi porta a pormi domande sul senso della vita: dove sto andando, dove andrò, che farò, il lavoro in libreria è un lavoro vero?

Per un anno lavora, guadagna bene, ma si chiede in continuazione: cosa fanno le persone con un lavoro vero coi soldi? Si comprano pezzi di torta, vanno al cinema, ma quando capiscono che devono fare un mutuo? E di ciò che si voleva fare prima che cosa resta?
C'è un momento in cui bisogna arrendersi e rinunciare a tutto? E' questo che vuol dire diventare adulti?
Non vi dico come finisce la storia perché la graphic novel vale la pena di essere letta, ma siccome si tratta del cavallo bianco di Napoleone, potrete facilmente evincerne il finale. Inoltre, c'è anche una simpatica parte pseudoantropologica sul giovane italiano all'estero, visto che buona parte delle persone che lui conosce sono nostri simpatici connazionali emigrati in loco.
Spero di non avervi tediato con questo post di dubbi, incertezze e perplessità esistenziali. Immagino che come tutte le grandi domande della vita anche le mie non abbiano una vera risposta, probabilmente tutto si risolverà da solo, in modo karmiko. Oppure rimarrò fregata o boh, ricorderò questi momenti con rimpianto. Lo dicono tutti. Speriamo.
mm sembra figo sto fumetto. lo cerchero'! grazie
RispondiEliminaConsiglio consiglio!!
EliminaAAA cercasi posto fisso, anche usato
RispondiEliminaTuttavia, il 70% dei filosofi presi in considerazione sono francesi
RispondiEliminaFino a quale età della filosofia arriva? Secondo dopoguerra? C'è ad esempio Foucault? (Curiosità mia)
Sì sì, ci sono sia Foucault baby sitter che Sartre uomo senza amici. C'è Anche Lévi-Strauss...
EliminaOttimo *___*
EliminaProva con R. Osborne, "Storia della filosofia a fumetti", Editori Riuniti, 2007; e se ti piace, anche "Le filosofie orientali a fumetti", dello stesso autore. :)
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