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giovedì 24 novembre 2016

Momenti di estemporanea gioia il giorno dell'uscita del libro tra spumante, insonnia, valeriana, vestiti belli e ansie perenni.E aggiungo: Wow!

Oggi è una giornata di giubilo e gaudio: è uscito il libro!!!

 Poiché l'uscita del proprio libro non è proprio cosa da tutti i giorni, ho preparato un fumetto estemporaneo per raccontarvi i momenti salienti dell'emozionante giornata (in cui ho capito che se, fosse mai, dovrò disegnare qualche dedica estemporanea è meglio che mi alleno perché per produrne due ai colleghi sono prima diventata paonazza, poi l'ho fatto opportunamente nascosta e agitata).

 Già che ci sono approfitto per rimediare a una mancanza. 

Tra una cosa e un'altra è saltata la dedica alla quale tenevo molto perché il libro era dedicato, oltre che alla mia dolce metà, a Francesca R., che avevo citato già nel fumetto su Pokemon Go questo Luglio.

 Era un'amica di famiglia che ha combattuto contro un brutto male per molti anni. Aveva vent'anni e ci tenevo davvero a ricordarla, lo faccio almeno qui.

 Detto ciò, fumetto estemporaneo (nel frattempo sto preparando quello luuuuuungo su Bookcity)!




Anche il retro!! Per avere tutte le info su isbn e distributore potete andare al post qui.

martedì 22 novembre 2016

Lo scrittore che fa sangue. Quando gli scrittori hanno rubato il cuore di schiere di lettrici (e lettori), ammiratrici, groupie e fangirl. Da Socrate a Byron, fino al nostro moderno pantheon italico.

 In questo periodo concitato, mi sto appassionando, come mai mi è accaduto prima, ad Harry Potter.


Complici malanni vari e stanchezza da fine, io e la mia dolce metà stiamo passando praticamente tutti i sabato sera a casa e, fortunatamente per noi, in tv hanno deciso di passare l'intera serie di film (tra l'altro io ho una sorta di firewall che mi impedisce di andare oltre il quinto film, motivi vari mi hanno sempre precluso la visione dei successivi, vediamo se sfato la maledizione).


 Oltre a notare che Hogwarts ha un turn over di insegnanti e supplenti che nulla hanno da invidiare alla scuola pubblica italiana, nel secondo film faceva la sua comparsa Kenneth Branagh nei panni di Gilderoy Allock (nella nuova traduzione non so come l'hanno chiamato, ma, con tutto il rispetto per Bartezzaghi ho trovato l'idea di cambiare in modo purista tutti i nomi, assolutamente senza senso).

 Se vi ricordate, la madre di Ron ed Hermione rimangono completamente estasiate dal biondo capello e dal sicuro cipiglio del bellimbusto intento a presentare i suoi appassionanti libri di avventure.

 Ebbene, l'autore belloccio o comunque incanta-lettrici, è un archetipo molto vivo nell'immaginario femminile (etero) attuale.

 Esattamente come il libraio che fa sangue, anche lo scrittore ha ottime probabilità di riuscirci, sia nelle trame di romanzi vari ed eventuali, sia dal vivo.
 Di certo, numerosi fattori cospirano affinché ciò avvenga: un uomo piacente e/o affascinante, dedito alla scrittura, promette una profondità e sensibilità che si tende a non attribuire (anche per pregiudizio) al villoso uomo dedito ad a lavori normale come il tipografo o il fornaio (se ben ricordate, anche il buon de Gregori, per descrivere una donna poco sensibile usava la temibile perifrasi "ha un cuore da fornaio").

 Inoltre c'è sempre l'effetto groupie, che in genere non esiste nel mondo delle donne di successo.

 Se un uomo dimostra del genio, non si sa se c'entri la famosa faccenda dello scremare l'ideale padre dei figli, non si sa se bisogna tirare in ballo l'idea millenaria (e difficile da distruggere anche in parte del genere femminile) che noi donne si arrivi al successo sposando qualcuno di successo, fatto sta che in genere ha un nutritissimo seguito.

 E gli scrittori non sfuggono al teorema.

 Questo lungo preambolo è per giustificare questo post a cui penso da tempo: gli scrittori che nei secoli hanno fatto più strage di cuori sul loro cammino.

 Ovviamente si fa per scherzare, ma chissà che non scopriate libri, scrittori o cose realmente avvenute che vi sono sfuggiti!


SOCRATE IN MODALITA' GATTAMORTA:

Socrate
 Ok, tecnicamente Socrate non andrebbe inserito qui perché non ha lasciato nulla di scritto, ma lo inserisco ugualmente perché è grazie ad un altro suo avvenente allievo, Platone,( il cui vero nome era in realtà Aristocle, ma avendo "spalle larghe" i greci buongustai trovarono giusto cambiarglielo) che conosciamo il suo pensiero e le sue numerose conquiste.

 Ciò che si sa, è che Socrate aveva una moglie, Santippe, passata alla storia come una rompiscatole di prima categoria.

  In realtà, povera donna, doveva vedersela con un esercito di amanti, donne e uomini, incantati dall'intelletto di un uomo che la storia non vuole proprio uno splendore. 

 Un esempio si trova in quel capolavoro che è "Il Simposio".

 Socrate se ne sta pacifico sul suo triclinio a discutere della vera natura dell'amore, Aristofane (il commediografo proprio lui) disserta creando il celebre mito che vede gli uomini alla perenne ricerca della propria metà, un tempo attaccata alla propria schiena e poi perduta a causa degli dei invidiosi e gli altri a turno intervengono.

Poi, ad un certo punto, una vera scena da applausi.

 Arriva Alcibiade, generale ateniese, conosciuto per la sua avvenenza (e in seguito per una serie di eventi all'interno Atene vs Sparta tra cui "Lo scandalo delle erme", assurdo scandalo che vide la mutilazione dei genitali maschili delle "erme" cittadine, delle statue sacre che erano sostanzialmente dei pilastri sormontati da una testa ben scolpita e con i genitali), allievo di Socrate, che fa una pubblica piazzata perché, nonostante tutti i suoi tentativi, non riusciva a diventarne l'amante. 

 Il pezzo è favoloso, Alcibiade racconta tutti i suoi vani tentativi per farsi notare, dagli esercizi di ginnastica assieme, alla lotta da soli, loro che dormono vicini e Alcibiade lo invita a dargli una possibilità, mentre Socrate replica gattamorteggiando "Guarda, sei bellissimo fuori e se permetti io sono bellissimo dentro".

 Vi sembra surreale? Eccovi un pezzo (poi leggetevi il Simposio, capolavoro assoluto, greci popolo fantastico, altro che occidente progredito degli anni 2000):

"[Alcibiade sta parlando a tutti dei suoi infruttuosi tentativi di seduzione del buon Socrate]Quando dunque, o amici, si spense il lume e i servi furono usciti, mi parve che non fosse il caso di fare il sottile con lui, ma di dirgli liberamente quello che pensavo. Cosí lo scossi e dissi: “Socrate, dormi?”. “No” mi rispose. “Sai cos’ho pensato?”. 

“Che cosa mai?” disse. “Ho pensato – risposi – che tu se l’unico amante degno che io abbia e vedo che esiti a dichiararti. Ora, io la sento cosí: ritengo che sarebbe del tutto stupido se non ti compiacessi anche in questo come in tutto quello di cui tu avessi bisogno, dei miei beni e dei miei amici.  
Per me nulla è piú importante che divenire quanto è possibile migliore, e io credo che per questo nessuno mi può essere di piú valido aiuto che te. E certo di fronte alla gente che sa mi vergognerei di non concedermi a un uomo come te, molto di piú che di fronte al volgo ignorante, se ti compiacessi”.  
Egli mi stava a sentire e poi, con quella solita aria innocente ed ironica, tutta sua: “Mio caro Alcibiade – disse – rischi di non essere affatto sciocco se per caso son vere le cose che dici di me e se c’è dio sa quale potere in me che ti potrebbe rendere migliore. Ecco tu vedresti in me una irresistibile bellezza del tutto incomparabile pure alla grazia delle tue forme: se avendola scoperta cerchi di appropriartene barattando bellezza con bellezza, miri a guadagnarci non poco alle mie spalle! Via, in cambio di una bellezza apparente tenti di guadagnarci una bellezza vera e calcoli, alla lettera, di scambiare “oro con rame”.


D'ANNUNZIO SIRENETTO:

 Quinta superiore. 

La professoressa di italiano fa girare per la classe un libro di non ricordo quale argomento, ma che genera in noi alquanto sgomento: nelle fotografie al centro ecco che appare lui, sdraiato come un sirenetto con tutte le grazie al vento, il vate D'Annunzio.

 Non era un belvedere, in nessun senso, ma una di noi conosceva la celebre diceria per cui il poeta, al colmo della perversione, si era fatto estrarre due costole per diciamo soddisfarsi in solitaria. Non ho mai approfondito e non lo farò adesso.

 Quello che ci colpiva, in ogni caso, era l'impressionante stuolo di conquiste del buon Gabriele tutte nobildonne altolocatissime che gli morivano dietro. 

 Sorta di fanclub aristocratico a cui attingeva con poca discrezione e molto gusto, immagino farebbe impazzire le sciure bene anche della nostra epoca. 

 Si sa che Eleonora Duse fu uno dei suoi grandi amori e instaurò con lui uno di quelle deliranti relazioni che alla lunga logorano chi ce l'ha.

 Altresì, celebre fu il rifiuto della pittrice Tamara de Lempicka che lui tentò inutilmente di arpionare.
  Non era più un avvenente e irriverente giovane abruzzese e i denti marci non aiutarono l'impresa.


SCANDALOSO BYRON:

 Quando si pensa a un poeta maledetto ecco che la prima immagine è la sua: Byron.

 Il poeta romantico per eccellenza (NB. Se vi chiedono di immaginare una poetessa maledetta cos'è che sale alla vostra mente? Cose non lusinghiere immagino), morto giovane, sempre in viaggio per l'Europa, alla disperata ricerca di un'avventura e di nuove passioni, preso nel gorgo di amori ambosessi tempestosi e mai definitivi.

 Nell'ingessatissima società inglese, Byron si guadagnò una pessima fama, ebbe una storia con la sua sorellastra (e anche una figlia), mieteva gentiluomini col suo fascino (e anche accuse di immoralità varia) e si accasò insensatamente con una nobildonna appassionata di matematica.

 Dalla loro infelice e breve unione nacque Ada Lovelace, una delle madri dell'informatica, (sua madre la condusse disperatamente sulla strada delle scienze, terrorizzata che seguisse l'esempio paterno).
 Sempre in viaggio, destò la passione, fortissima e disperata, della sorellastra di Mary Shelley, Claire Clairmont, da cui ebbe la sua terza figlia e che mai si rassegnò alla fine della loro storia.

 In Italia, conquistò il cuore di una giovane contessina che però non poteva frenare la sete di vita e di conquista del poeta che ebbe il tempo, prima di morire, di andare in Grecia e far strage di cuori locali (generalmente maschili).

 Personalmente ho i miei seri dubbi che una personalità tanto eclettica sarebbe ben vista anche nel nostro mondo attuale, pericolosamente volto a una moralizzazione dei costumi sempre più soffocante.
 Intanto, te la sei goduta, Byron!


SARTRE E IL MIELE ADDOSSO:

 Sartre è la  prova provata che l'avvenenza non necessita necessariamente un viso accattivante.

 Leggendo l'autobiografia di Simone de Beauvoir che fu sua compagna di vita dall'università fino alla morte in un rarissimo esempio di coppia aperta riuscita, si evince che monsieur Jean Paul aveva, come si suol dire dalle mie parti "il miele addosso".

 Voi direte, vabbeh, il fascino dell'esistenzialista famoso, macché Jean-Paul rimorchiava ben prima di dare alle stampe "La nausea" e con una facilità che aveva dello sconcertante.

 Si trattava, immagino, dello stesso fascino che si attribuisce a Zelda Fitzgerald che dalle foto sembra una donna graziosa, ma senza particolare charme, ma che invece, dal vivo, aveva quel certo non so che, che la rendeva irresistibile e la pellicola non riusciva in alcun modo a catturare.

 Com'era e come non era, se da giovanissimo le donne stentavano a resistergli, la processione di donzelle continuò fino alla morte, come descritto da una Simone de Beauvoir in modalità "che mi tocca fare" ne "La cerimonia degli addii".

 L'esistenzialista, ben lungi dal riguardarsi, sbevazzava e si intratteneva con donzelle in adorazione, nonostante le rimostranze di Simone.
Sex symbol alternativi.


IL MAGICO PANTHEON ITALICO CONTEMPORANEO:

Alessandro D'Avenia in modalità principe delle fiabe
 Spremetevi le meningi e ditemi se vi viene in mente il volto di una scrittrice italiana. Forse, immagino, Michela Murgia e Susanna Tamaro. Fine.

 Se vi nomino: Andrea De Carlo, Marco Cubeddu, Alessandro D'Avenia, Niccolò Ammaniti e Paolo Giordano, scommetto che improvvisamente si accenderanno molti campanelli e non casualmente.

  Essi rappresentano tutti, a modo loro, l'archetipo dello scrittore italiano giovane/di mezza età che tanto attecchisce nell'immaginario di quell'essere mitologico e avido lettore che abbiamo imparato a conoscere in questi anni sul blog: la sciura.

 De Carlo (assieme ad Alessandro Baricco, non dimentichiamolo) è stato un po' il precursore delle sciure in modalità fangirl.

Andrea de Carlo
 Maglione a collo alto o maglietta della salute nera d'ordinanza, sguardo che promette mondi interiori sconosciuti, pose plastiche col viso sfuggente e lo sguardo perso di chi sa.

 La storia d'amore con Eleonora Giorgi, dev'essere stato il tocco da maestro nell'immaginario di molte: la donna di spettacolo e lo scrittore ombroso, proprio come un film, o un libro.

 I suoi degni epigoni sono il boccoluto professore Alessandro D'Avenia, il giovane vincitore di premio Strega Paolo Giordano e il wannabe dandy Marco Cubeddu.

Cubeddu by Eva Poison
Se i primi due era difficile ignorarli, il terzo mi è stato disvelato da Pechino Express ed è interessante avendo un papabile bacino di fangirlanza completamente diverso. D'Avenia e Giordano rientrano sempre nel magico mondo della sciura e delle loro figlie, così perbene, così biondi, così profondi.

 Cubeddu si propone invece in modo pop: barba incolta, iban sulla maglia, scrive libri pulp, ma dirige (ebbene sì tenetevi forte) la rivista "Nuovi argomenti".

 Tocca quindi il cuore delle lettrici sensibili al fascino indie, da nicchia, da fuori classifica, ma con stile e menzione speciale.
 NB Avendo un passato da pompiere precario, ho scoperto che ha anche un suo nutrito gruppo di fan nella comunità gay.

 La variabile psicologo.
Non esattamente scrittori, ma anche loro dotati della bacchetta magica della conoscenza dell'animo umano, gli psicologi, se dotati di un presente adeguatamente fascinoso, possono avere un seguito che non ha nulla da invidiare agli scrittori.

Massimo Recalcati
 Precursore assoluto fu Raffaele Morelli che in uno dei suoi ultimi libri ha commesso l'errore di mettere in quarta di copertina una sua foto allo stato attuale, ossia assai invecchiato. 
 Non c'è nulla di male a farlo, ma assicuro che lo stacco dalle foto precedenti era tale da far rimanere basita più di una sciura. 
 Ora ha recuperato e ha messo foto più capisco non capisco.

 Attualmente una stella brilla fulgida nei cuori delle sciure più sensibili: Massimo Recalcati. 

 Le sue presentazioni sono affollate da queste sue coetanee tirate a lucido, col capello fluente e l'aria grave di chi cerca il Lacan dentro di sé e pensa di aver qualcosa di profondissimo da offrire.
 Altro che rockstar.

Ovviamente si fa per ridere. Se anche voi avete sex symbol da proporre nel pantheon degli scrittori passati, presenti e futuri, testimoniate pure!

giovedì 17 novembre 2016

I dolori della giovane libraia il 18 Novembre alle 12:15 a Cult su Radio Popolare!!

Post di servizio (e di corsa).

 Ancora non sapete che la prefazione del libro è stata scritta da Antonio Serra che colgo l'occasione per ringraziare ancora tantissimo.

 Domani, 18/11 sarò da lui ospite a Cult, il programma quotidiano culturale di Radio Popolare (107.60) alle ore 12:15!

 Si parlerà nei minuti a me generosamente concessi, dell'incontro "Un'invisibile corrente. Personaggi lesbici nel fumetto italiano" che ho co-organizzato assieme a Milena Cannavacciuolo, la direttrice di LezPop..

 I dorati ospiti Luca Enoch, Antonio Serra e Patrizia Mandanici allo spazio BASE ore 18:00 all'interno di Bookcity Milano.

 Subito dopo, per la cronaca, hanno casualmente messo anche l'altro evento che ho organizzato assieme al Gruppo Donna dell'Arcigay di Milano:
  " Dare il buon esempio.Personaggi LGBT nella narrativa per bambini e giovani adulti", sempre allo spazio BASE con Carlo Gabardini, Patrizia Colosio e Valentina Voch.

E ovviamente si parlerà del libro!

Ascoltate numeros*!!

sabato 12 novembre 2016

Finalmente la DATA DI USCITA del libro e tutte le info per chiederlo senza finire in una vignetta. Godetevi il fumetto di lancio, il cuore di mio padre, l'irritabilità dei centralinisti del 12 e il mio vero nome.

Ed ecco, finalmente il gran giorno dell'annuncio dell'uscita del libro è arrivato!!

Posso ufficialmente dire che il mio libro di vignette, fumetti e fumettosi riassunti tratti dal blog esce.... il 24 NOVEMBRE!!

Le informazioni per richiederlo a colleghi librai e libraie (o fumettieri e fumettiere) senza tema di finir in una vignetta, sono le seguenti:

TITOLO: "I dolori della giovane libraia"

AUTORE: Laura Mango
 (Eh sì, ho un nome vero, a questo punto chi indovina la motivazione del nickname Cyrilla che uso su twitter e per LezPop vince un'immaginaria palma d'oro).

CASA EDITRICE: 001 edizioni

ISBN: 978889086763

Sotto potete ammirare il fumetto di lancio con grande protagonista mio padre.

 In tutto ciò ci tengo a sottolineare due cose:

1) Non sono bionda.

2) L'episodio "Fumetteria-fumo" è realmente avvenuto, ma il protagonista non è stato mio padre bensì uno sconsiderato centralinista del 12.

 Io e due mie amiche, in vacanza in Sardegna, decidiamo di andare a un telefono pubblico e chiamare il 12 per raggiungere una fumetteria di Roma e chiedere di farci mettere da parte dei Dragon Ball. Ebbene, ricordo ancora il tono furioso del centralinista, convintissimo fosse uno scherzo telefonico e che gli stessimo chiedendo di passarci un luogo dove si vendeva del fumo (tra l'altro, all'epoca, avevamo 12 anni e pensavamo si riferisse alle sigarette non ad altro).

 Detto ciò, ecco a voi il fumetto di lancio e la COPERTINA!

 Su fb e social vari ed eventuali, tutte le novitè (in tempo reale almeno, poi ovvio se ce ne sono di grosse le posto anche qui!).
 Tutto per voi "Cuore di padre" o anche "Finalmente esce il mio libro"!



giovedì 10 novembre 2016

Sogniamo o siam desti? Mentre l'Europa dorme e Trump diventa presidente degli Stati Uniti dovremmo volgere uno sguardo al passato, tra Leigh Fermor e Leavitt in quei foschi anni '30 così simili ai nostri.

 In questi tempi oscuri, mi sono appassionata anche io, fatalmente, a tutti quei film e serie tv che hanno come tema il periodo inglese diciamo post-vittoriano.

Sono diventata una grande fan di "Downton Abbey" e adesso (ma veleggiamo già su epoche successive) sono fall in love per "The Crown" che narra le avventure di una giovane Elisabetta II.
 Sto sviluppando, in contemporanea, anche un certo interesse per i libri inglesi ed è capitato che trovassi al banco dell'usato della festa dell'Unità, "Mentre l'Inghilterra dorme" di David Leavitt.

 Il libro è ambientato durante gli anni '30 esattamente tra le due guerre.

 La Spagna è un focolaio che attira giovani di tutta Europa per parteggiare per i fascisti o per i repubblicani anarchici e/o comunisti resistenti e una certa ombra cupa sta calando sul vecchio continente.
 La storia, straziante, si concentra su un amore tra due ragazzi, Brian benestante e dandy con aspirazioni scrittorie ed Edward un bellissimo ragazzo di estrazione sociale minore, avido lettore, appassionato di treni e molto molto dolce.

 Mi direte voi: no vabbeh, la classica storia d'amore travagliata con le famiglie che dividono i giovani, il finale etero e il rimpianto.

 No. L'idea interessante di Leavitt (che da quel che ho letto si è ispirato a un episodio reale della vita del poeta Stephen Spender) è che nulla si opponga a questo amore se non quel senso di vaga insoddisfazione del quotidiano che spesso distrugge le coppie migliori.

 C'è sempre il fatidico frangente in cui alla passione segue un amore più quieto, certe volte tanto quieto da chiedersi se è ancora amore.

Sembrerebbe facile rispondersi o almeno nei romanzi rosa lo è: lo (o la) amo ancora o no? E la risposta o sorge spontanea dal cuore o arriva come un'epifania improvvisa.
  Tuttavia noi tutti sappiamo che quasi mai accade e capire dove si perda l'amore nelle sterminate praterie della routine non è così semplice.

 Talvolta si tira avanti in eterno una relazione ormai finita perché non si riesce a lasciar andare e a smettere di sperare, altre volte si decide di rompere per poi rendersi conto che l'amore era lì, ancora intatto, solo che non sapevamo vederlo.

 E' questo secondo caso che colpisce il protagonista del libro, una sorta di stordita cecità dovuta in parte alla giovane età, in parte alla pavidità verso il suo futuro.

 Intendiamoci, una comprensibile pavidità: in un'Inghilterra in l'omosessualità era reato (cosa per cui andò in carcere Wilde e si suicidò dopo "cure ormonali" il povero Turing) l'idea di un matrimonio eterosessuale di convenienza con una donna non spiacevole e stimolante a livello intellettuale (come era ad esempio la moglie di Wilde), era un'opzione molto allettante.

 Ed è la via che intraprende Brian prima di un brusco risveglio che giunge con quel tragico attimo di ritardo.

 Nel momento in cui le nebbie si dissipano ed arriva il coraggio di capire, riconoscere e combattere per il proprio grande amore, il grande amore se n'è andato troppo lontano da noi.
 Nella Spagna in piena guerra civile precisamente.

 Ora, questa poteva essere la recensione sulla tragicità dell'amore e la caducità delle relazioni, ma il titolo ci conduce verso un'altra strada: "Mentre l'Inghilterra dorme".


Che sonno sta dormendo l'Inghilterra? Quello dei mostri. 
 Sono gli anni dell'avanzata del fascismo e del nazismo e l'Inghilterra se ne sta rintanata nel suo guscio, convinta che tutto sia troppo lontano nel tempo, nello spazio e nel pensiero, perché i disastri politici continentali possano avere un effetto anche su di lei.

 La Spagna è in preda a una guerra civile? Rimaniamo a guardare come finisce.
 Hitler e Mussolini stanno praticando una cultura liberticida e instaurando un regime (col favore delle masse bene inteso?)? E vabbeh, fatti loro.
 Foschi presagi avanzano, ma l'Inghilterra preferisce dormire e non capire. Si dedica alla sua routine, certa che nulla volgerà alla catastrofe e tutto, in qualche modo si risolverà.

 Quando ero alle superiori mi chiedevo sempre, studiando, davanti all'evidenza del delirio in cui l'Europa stava scivolando all'alba della seconda guerra mondiale, come nessuno si fosse reso conto della corsa verso l'inferno?

 Rimasi altrettanto basita quando lessi l'autobiografia di Simone de Beauvoir che cadde letteralmente dal pero quando la Francia entrò in guerra. Si domandava, attonita, come fosse potuto accadere letteralmente da un giorno all'altro (basti pensare che sua sorella era partita due giorni prima per il Portogallo e non riuscì a tornare per sei anni a causa delle frontiere chiuse).
 Pensavo "Simone, tanto intelligente e tanto stordita?".

 Poi questi ultimi anni mi hanno aperto gli occhi. 

 Una Crimea ripresa lì, un colpo di stato con conseguente repressione e liste di proscrizione lì, una Brexit là, una spolverata di Le Pen laggiù e infine, da ieri. un inquietante miliardario in aria di suprematismo bianco, sessista e xenofobo che governa una delle nazioni più potenti del mondo.

 Ok, l'Inghilterra dormiva, ma non mi sembra che noi siamo tanto svegli.

Certo la situazione probabilmente non peggiorerà, certo finirà tutto per il meglio, ma se prendete un libro di Leigh Fermor, "Tempo di regali" vi stupirà scoprire inquietanti analogie.

 Leigh Fermor era un giovane studente inglese, quando nel 1933 mise lo zaino in spalla e decise di percorrere l'Europa a piedi, fino ad arrivare a Costantinopoli.
 Armato di passaporto, zaino e ottima volontà, aveva grandi speranze e l'energia positiva tipica dei diciottenni che si aspettano solo il meglio dalla vita.

 Il viaggio durò due splendidi anni e Leigh Fermor trasse ben tre libri sulla sua esperienza: "Tempo di regali", "Fra i boschi e l'acqua" e "La strada interrotta".

 La cosa più interessante è la curiosa ombra che accompagna l'autore nei suoi vagabondaggi.
 Carico di entusiasmo si addentra in un'Europa che sta scoprendo il nazionalismo più spinto, che chiude le frontiere e diffida di ogni vicino.

 Spensierato studente, viene ancora accolto con ospitalità e gentilezza, ma  la sensazione, chiarissima, è che sia l'ultimo ospite.
  L'Europa si sta trasformando in Mordor, "ove l'ombra cupa scende" e i suoi abitanti sono in preda a una confusione politica che trasforma in un batter d'occhio comunisti convinti in fascisti fanatici.

 Un episodio in particolare mi sembra agghiacciante nel descrivere l'oblio nel quale si stava eclissando il vecchio continente. 

 Hitler è salito al poter e nel resto d'Europa imperversa una certa antipatia nei suoi confronti che rimane però cauta e perplessa, Leigh Fermor che si trova in Germania, scrive questo:

 "In una di quelle città del Reno di cui non ricordo il nome, riuscii a farmi un'idea di quanto rapido fosse stato il cambiamento per molti tedeschi 
A tarda notte, in un bar frequentato da lavoratori, avevo fatto amicizia con diversi operai in tuta che avevano appena terminato il loro turno. Avevano più o meno la mia età e uno di loro, un tipo divertente e un po' clownesco, mi propose  di sistemarmi per la notte a casa sua [...] 
 La sua uniforme delle S.A. perfettamente stirata era appesa a a una stampella. Mi illustrò questi oggetti di culto con zelo feticista tenendo per ultimo il pezzo forte della collezione. Era una pistola automatica, un parabellum Luger credo, attentamente oliato e avvolto in un tessuto impermeabile [...]
Quando feci notare che l'ambiente era alquanto claustrofobico con tutta quella roba sulle pareti, rise, sedette sul letto, e disse: 
"Mensch! Avresti dovuto vedere cosa c'era l'anno scorso! Ti saresti fatto una risata! Allora erano  tutte bandiere rosse, stelle, falci e martelli, immagini di Lenin e Stalin lavoratori di tutto il mondo unitevi! 
Prendevo a pugni chiunque cantasse lo Horst Wessel Lied! Ero tutto Bandiera Rossa e Internazionale, allora! Non ero solo un sozi ero un kommi, ein echter Bolschewik!" 
 Salutò con il pugno chiuso. "Avresti dovuto vedermi! Scontri per strada! Riempivamo di botte i nazisti, come loro riempivano di botte noi. Ridevamo a crepapelle.  
Poi all'improvviso, quando Hitler salì al potere, capii che erano tutte stupidaggini e bugie. Mi resi conto che Adolf era l'uomo che faceva per me. All'improvviso!" 
 Schioccò le dita in aria "Ed eccomi qua."
 E gli amici di un tempo? chiesi. "Sono cambiati anche loro! - tutti quelli che hai incontrato al bar. Uno per uno! Adesso sono tutti nelle S.A."
E dunque un sacco di persone aveva fatto la stessa cosa?
Un sacco? Spalancò gli occhi.
 
"Milioni! Sono rimasto a bocca aperta, credimi, per la facilità con cui sono passati tutti dall'altra parte!". 
 Scosse la testa dubbioso per un attimo. Poi un ampio sorriso divise in due il suo volto, mentre faceva passare le pallottole da una mano all'altra come grani di un rosario."

 Paura eh? Se volete spaventarvi ancora di più vi lascio con un pezzo del libro di Leavitt (in tutto questo ho omesso di dirlo perché ovvio, scritto benissimo e molto molto struggente) che potrebbe metterci la pulce definitiva nell'orecchio.

 
Miguel de Unamuno
"A Burgos, Franco fu proclamato generalissimo.
 
Frattanto le nazioni europee, sotto la vergognosa guida di Anthony Eden, si attenevano al patto di non aggressione che Germania e Russia stavano violando sfacciatamente. 
 Per me il personaggio più triste di tutta la vicenda era il povero Unamuno, il vecchio rettore dell'università di Salamanca: simpatizzante nazionalista, un bel giorno si ritrovò a condividere un palco con il comandante della legione straniera spagnola, orbo da un occhio. 
 Quando i sostenitori dei legionari si misero a gridare "Viva la morte!" il vecchio umanista capì di non poterlo tollerare. Strappato il microfono al generale stupefatto, condannò lo slogan, affermando che, per vincere, era necessario fare opera di persuasione oltre che di conquista.
 "Morte all'intelligenza!" fu la risposta della folla"

Perciò, domandiamoci seriamente, stiamo sognano o siamo desti? 

venerdì 4 novembre 2016

Piccole recensioni tra amici! Due graphic novel fresche di Lucca a base di Beatles, italiani medi e alieni, e una vecchia gloria.

 Tra le ferie, Lucca e salti di post, ho accumulato una quantità di libri da recensire.

 Perciò ecco che anche oggi salta il fumetto "Cuore di padre" (che devo finire) a favore della recensione di due freschissime uscite in Lucca e di una vecchia gloria che di sicuro molti hanno già letto, ma che io mi sono convinta a leggere solo di recente.


Bene, che le recensioni parlino senza tanti preamboli.
 Pronti, partenza e via!


THE BEATLES Experience di Todd Loren, Mike Sagara e Stuart Immonen, 001 edizioni:

 Tempo fa feci un post sui Beatles dopo aver letto una bella graphic novel biografica sul quinto Beatles, Stuart Sutcliffe. 

 Era (le foto ce lo possono testimoniare) affascinante e assai bello, ma durante uno dei primissimi tour ad Amburgo conobbe una giovane fotografa locale, Astrid Kirchherr e decise di rimanere in Germania assieme a lei per sviluppare il suo promettente talento di pittore. Morì per un aneurisma l'anno dopo. 

 La sua storia è raccontata solo di striscio in questa monumentale graphic novel che ha invece come protagonista John Lennon, nei panni di  un'anima tormentata e superiore che ha attraversato i 40 anni della sua esistenza con furia insaziabile.

 L'idea vincente di questa ennesima opera sui fab four è la densità di informazioni che vi sono riversate: la storia del gruppo è raccontata mese per mese fino alla morte di Lennon (e anche oltre) con un parallelo con le vicende storiche in atto, spesso importantissime nell'evoluzione artistica e personale del gruppo.

 Si racconta il complesso rapporto tra John Lennon e Paul McCartney, si dà amplissimo spazio a Yoko Ono e a Linda Eastman, (le rispettive consorti). Se la prima è stata lungamente accusata di aver diviso il gruppo, la seconda che proveniva da una buonissima famiglia newyorkese, concorse seppur in modo diverso all'abisso che si creò successivamente.

Il libro dà a intendere che la separazione sarebbe giunta comunque con un George Harrison preso sempre più dalla filosofie e mistiche orientali, un Lennon che aveva bisogno di altro oltre la musica e un McCartney che grazie alla Eastman passò oltre la barricata: non era più un ragazzo dei bassifondi, lo steccato borghese lo saltò con un solo rapido balzo.

 Ed è una chiave interpretativa interessante, assai più convincente di una malvagia Yoko Ono (che comunque divenne completamente pervasiva nella vita di Lennon il quale provava nei suoi confronti un misto di affinità totale, amore incondizionato e attaccamento quasi materno), come se quattro palline fossero state attratte magneticamente e poi sbalzate ai quattro angoli della terra da una reazione improvvisa.

 Molto spazio è lasciato al dopo Beatles piuttosto che al prima, altra scelta narrativa vincente. 

 Ormai tutti sanno qualsiasi cosa degli anni d'oro del gruppo, non molti conoscono i tentativi successivi di Paul di ricreare band convincenti, i gozzovigliamenti di Ringo e i vaneggiamenti di Harrison (anche se, tocca dirlo, forse agli autori Harrison in particolare non doveva essere particolarmente simpatico perché ne danno un ritratto devastante).

 Un libro per appassionati dei Fab Four, ma anche per i semplici ascoltatori. Per scoprire un mondo che fu, complesso come i nostri tempi attuali eppure meno conformista, arrabbiato e arido.

 Erano tempi interessanti e terribili anche quelli, eppure seppero anche essere tempi favolosi.
 Ricordarli in questo periodo cupo di certo non fa male.


L'ITALIA SPIEGATA AGLI ALIENI di Stefano Tartarotti ed. Comicout:

 Me ne stavo a Lucca, vagando ignara, quando sono finita allo stand di una casa editrice che mi piace molto (ed è diretta dalla storica fumettista Laura Scarpa): la Comicout.

Mentre guardo con fare famelico un po' tutto ecco che sorge dalle tenebre "L'Italia spiegata dagli alieni", una raccolta delle storie che Stefano Tartarotti pubblica su Il Post e che io leggo sempre con mucho gusto.

 In realtà, essendo io una persona con la memoria a breve termine assai difettosa, faccio un po' fatica a seguire con regolarità qualcosa, perciò Tartarotti ha avuto l'onore della mia lettura solo quando l'homepage di facebook me l'ha ricordato, perciò conoscevo solo una microfetta della sua opera e mi sono assai goduta, nel viaggio in treno di ritorno a Milano, tutto il resto del libro.

 Tartarotti ha una costruzione del racconto simile a Zerocalcare: piccoli episodi di vita quotidiana in cui qualcosa di surreale la fa da padrone.

 La cosa che lo differenzia da Zerocalcare è che ha uno stile di racconto molto più "normale".

 Non eserciti di riferimenti all'immaginario dei nati negli anni '80 (per intenderci io ho solo un anno di differenza con Zerocalcare ma ogni tanto mi chiedo quanto possa evincere uno degli anni '60 o 2000), non momenti da centro sociale spinto e neanche serenate d'amore a borgate romane random.

 Direte, vabbeh, togli tutto quello ed è la noia.

 Invece no, Tartarotti (di cui in realtà mi piacciono moltissimo le storie più politiche purtroppo qui assenti) parla di un pomeriggio all'ikea, a nome delle sue amiche single che dopo i trent'anni escono con eserciti di uomini deliranti, di rimorchi a scopo copulazione e di viaggi per mezza Italia alla volta del matrimonio di amici, parla di collezioni mucchesche frutto di un equivoco mai chiarito, di medici di base terrorizzati dall'esprimere un vero consulto medico e automobilisti italiani dall'infrazione facile. 

 Tartarotti descrive la quotidianità senza essere particolarmente originale eppure ha quel qualcosa di inspiegabile che lo rende piacevolissimo. 

 E' un italiano medio (della qualità migliore però) che sa raccontare i medi italiani.
 E ce vòle pure questo.


Agnes Browne ragazza di Brendan O'Carroll ed. Neri Pozza (economica Beat edizioni):

 Tra le mie fissazioni autunnali ci sono i libri sull'Irlanda.
 Immagino che parte della colpa sia da attribuirsi ai miei ricordi adolescenziali a base di boschi e di Modena City Ramblers: se devo pensare a una musica adatta per i miei ricordi boschivi d'ottobre, quella è di sicuro "Un giorno di pioggia".

 Il problema è che scovarne non è così semplice (mi piacciono anche i film e pure lì, se si escludono tragedie varie e diffuse dell'Ira, il problema rimane).

 Ho girato attorno alla serie di Agnes Browne per parecchio, convinta che, alla fine della fiera, mi avrebbe delusa. E mi sbagliavo di grosso.

 Brendan O'Carroll è uno di quegli autori che ha avuto una grandissima fortuna. 

 Certo, anche un buon grado di talento, ma quando azzecchi in modo talmente felice l'essenza di un personaggio, quando doni ai tuoi lettori uno di quei rari protagonisti così belli e vividi da sperare che da qualche parte, in un qualche modo, essi esistano sul serio, allora il talento non basta. 

 Ci vuole un po' di inspiegabile magia letteraria (quella che fa sempre sperare e trovare, nel mucchio delle troppe cose date alle stampe, una gemma) per disegnare il personaggio di Agnes Browne, ragazza irlandese poverissima e coraggiosa, figlia di una borghese rinnegata dalla sua famiglia e di un coraggioso sindacalista per metà spagnolo.

C'è molto ritmo nella storia, tanti personaggi ben disegnati, una protagonista splendida e soprattutto quella felicità che manca a tante opere di narrativa.

 Posso assicurarvi che quando arriva un cliente e chiede un libro allegro, suggerirgliene uno è una vera impresa, come se il dolore avesse più dignità della gioia di essere raccontato.
 Come scrivo spesso, non è facile raccontare il dolore, ma vi stupirete di quanti pochi libri gioiosi abbiate letto. Pensateci, quanti sono?

 Se la risposta è "gran pochi", fossi in voi metterei la serie di Agnes Browne in wishlist.

Ve ne incuriosisce qualcuno? Li avete già letti? Testimoniate!

lunedì 31 ottobre 2016

All Hallow's Read! Perché non regalare spaventosi libri per uno spaventevole Halloween? Da un'idea di Neil Gaiman, suggerimenti per ogni lettore tra case stregate, zucche da cucinare, Dylan Dog e stregonerie varie.

 Circa tre settimane fa, proprio in corrispondenza dell'inizio di ottobre, una lettrice su fb mi ha svelato l'esistenza di un'idea del sempre foriero di idee Neil Gaiman.


 Il buon Neil, evidentemente in astinenza dalla creazione di fumetti, romanzi, sceneggiature di film e chissà che altro, ha cercato di lanciare una nuova usanza per Halloween: All Hallow's read.

 L'idea è semplicissima: regalare un libro horror ad amici e parenti durante la settimana di Halloween.

  Sì, direte, l'ennesima idea di commercializzare una festa.

 In realtà, secondo me, qualsiasi cosa implichi un libro non può essere cattiva. 
 Inoltre, un libro in più in giro non fa mai male (a meno che con libri horror non intendiate qualcosa di follemente razzista od omofobo per dire) e, infine, potrebbe essere l'occasione, per svariati lettori, di esplorare un genere da molti poco frequentato.

  Molti pensano che horror voglia dire solo vampiri adolescenti innamorati (o direttamente Dracula) o zombie. In realtà, oltre i brufoli di Twilight e le altissime vette di Stoker e Mary Shelley c'è molto altro.

 Se mi seguite su fb, saprete che sono ormai settimane che tento di motivare le masse a partecipare e, nel tentativo, ho prodotto numerosi suggerimenti.

 Ho pensato di replicarne un po' qui (e a questo incrocio di mezzi internettiani si deve la forma un po' inusuale del post che prevede molti suggerimenti in stile lista) per chi se ne sta saggiamente fuori dal regno di Mark Zuckerberg.
 Penso che ormai sia tardi per questo Halloween, ma di sicuro sono in tempo per il prossimo!


CHI VUOLE ENTRARE NELLA CASA STREGATA?:

 Anni fa, io giovane e ingenua, inorridii davanti a quella che mi sembrava la più terribile delle profanazioni: una guida turistica per i cimiteri più belli d'Europa. 

Si trattava della celebre "Guida ai cimiteri d'Europa" ed. Stampa Alternativa e mi suggerì che forse, in effetti, visitare le case dei defunti poteva avere qualcosa di affascinante.

 E in effetti, a posteriori, nonostante finora abbia visitato solo il cimitero acattolico di Roma, dove riposano, tra gli altri, Gramsci e Keats, e il Monumentale di Milano, c'era poco da inorridire e molto da imparare, perché anche i cimiteri sanno essere luoghi affascinanti (questo, nonostante abbia fissa in testa la scena di "Bianco rosso e verdone" in cui Verdone accompagna la nonna al cimitero alla ricerca di una tomba in cui il cognome è "Riso, ride, sorriso..").

 Perciò se avete amici e parenti che magari leggono poco, ma viaggiano molto, ci sono vari titoli a cui attingere, tra cui:

- "Passeggiate nei prati dell'eternità" di Valeria Paniccia ed. Mursia, un epigono della succitata guida ai cimiteri europei.

- "Castelli del mistero", una guida ai manieri presuntamente infestati d'Italia (pur non credendoci, ogni leggenda è ben accetta) di Riccardo Baudinelli ed. Mattioli 1185.

- "Guida ai luoghi misteriosi d'Italia" che schiaffa saggiamente in copertina il parco dei mostri di Bomarzo, di Umberto Cordier ed. Piemme.

- "Andar per la Roma dei Templari" di Barbara Frale ed. Il Mulino. Del resto Giacobbo ce lo ha insegnato, dove c'è templare c'è mystero.


 IL DONO LOW COST:

 Giustamente direte voi, un regaletto qui, uno lì, il portafoglio si svuota.

Certo, c'è la consolazione che in teoria dovreste ricevere in cambio un altro libro per i vostri servigi, tuttavia il desiderio di saltare il giro è tanto.

 Ebbene, miei cavi e cave, basta cercare con astuzia, perizia e un poco di furbizia, e un bel libretto horror low cost con cui fare una bella figura, vi assicuro che viene fuori.

 Per prima cosa vi consiglio due titoli della Abeditore, una casa editrice piccolina che ha una grafica strepitosa (davvero davvero considerevole), basti vedere le copertine di: 

- "Racconti di diavoli e una favola" di Robert Louis Stevenson.
- "Sette racconti neri e uno bizzarro" di Edgar Allan Poe, appena 6 euro l'uno.

  complice il fatto che sono appena usciti due numeri specialissimi: 
Altra possibilità è di gettarsi su Dylan Dog,

- "Dopo un lungo silenzio" scritto dopo molti anni di assenza da Tiziano Sclavi in persona (euro 3,20), in cui il protagonista è un demone sin troppo reale che divora le esistenze di molti in momenti di grande fragilità.

- "Mater dolorosa", splendido albo interamente a colori che ha anche la copertina in versione variant di Zerocalcare (6 euro).

Un'ultima chicca, "Angeline o la casa degli spettri", racconto di fantasmi di Emile Zola, ed. La vita felice, (6,50 euris).


CHE STREGONERIA E' MAI QUESTA?:

 Non ci sono moltissimi libri (belli) che hanno per protagoniste delle streghe.

 Purtroppo, com'è, come non è, si finisce sempre per rimestare  nei soliti young adult pieni di amori, amorazzi, magia e fondamentalmente molti intrecci lovelosi.

 Non che quelli per adulti siano migliori e i personaggi femminili in generale non è che abbia avuto fortuna nell'horror contemporanea.
 Nel 90% dei casi si tratta sempre di figure  affascinanti e fatali che conducono i vari protagonisti e antagonisti sulla via della perdizione.

 In realtà, la strega, è una creatura dell'immaginario orririfico, assai peculiare.
 Essere immaginato al punto da diventare per molte menti accecate realtà, è carica di un passato assai crudele nel quale migliaia di donne hanno pagato con la vita un insieme di terrori ancestrali e simbologie negative legate alle donne e all'oscuro desiderio misto a risentimento che le culture molto repressive (soprattutto in campo sessuale) tendono a proiettare sul genere femminile.

 In poche parole, la Strega è un demone creato dai demoni interiori di qualcun altro, il potere maschile dominante in primis.

 Proprio per queste profonde e tormentate radici storiche, in realtà nel caso delle streghe, i libri più interessanti finiscono per essere quelli di saggistica. 

 Si tratta perciò del regalo ideale per quei lettori che "no i romanzi manco a morire" o "non leggerò un horror neanche sotto tortura perché non mi abbasso a tanto".

 Molteplici le possibilità:

- "La caccia alle streghe in Europa" di Brian P. Levack ed. Laterza, excursus storico sul periodo della caccia alle streghe.

- "La strega ovvero degli inganni dei demoni" di Pico della Mirandola ed. Mimesis. Un documento sulla stregoneria dell'umanista Pico che, nonostante tutte le sue buone intenzioni, all'arcana figura della strega ci credeva eccome.

- "Volare al sabba" di Cesare Bermani ed. DeriveApprodi. Partendo da un caso di processo per stregoneria abruzzese, Bermani ricostruisce le radici dell'idea di stregoneria nell'immaginario popolare.

- "Vanina la zoppa" di Emanuela Vacca ed. Meravigli. Un processo per stregoneria (finito malissimo) ai danni di una donna il cui peccato principale, si evince dagli atti, era quello di saper curare con le erbe.


IL TERRIBILE ORIENTE:

 Il secondo anno di università sono stata colta da una vera passione per gli horror orientali.

Persino mia madre che si spaventa anche solo vedendo Harry Potter, si incuriosì e ricorda ancora con sconcerto un film coreano in cui un'assassina ricostruiva da sola un'impianto idraulico ed elettrico dopo aver murato nel muro la sua vittima (un ottimo lavoro di muratura anche quello).

 La cosa interessante degli horror orientali è che i preti non servono a niente, le croci non aiutano, gli esorcismi shintoisti funzionano solo fino ad un certo punto e certo non plachi l'anima di qualcuno con una degna sepoltura e un po' di acqua santa.

 Potenzialmente i fantasmi orientali sono invincibili, puoi solo contenere il danno e cercare di scappare molto molto lontano.

 Per chi fosse affascinato dallo spaventoso mondo orrorifico orientale, plurime sono le possibilità:

- "Enciclopedia dei mostri giapponesi" ed "Enciclopedia degli spiriti giapponesi" ed. Kappa edizioni nei quali, soprattutto chi è a digiuno di manga, potrete scoprire il vastissimo immaginario sovrannaturale del Sol Levante.

- "Principesse e Mononoke" di Yakumo Koizumi che raccoglie alcuni dei più famosi racconti di fantasmi giapponesi.

 Infine un po' di sano horror giapponese contemporaneo.
 - Io straconsiglio sempre la serie di "The Ring", anche se purtroppo è fuori commercio, ma ci sono anche altri autori, come "Estranei" o "Una voce lontana" di Taichi Yamada e il tristissimo "Quando cadrà la pioggia tornerò" di Takuji Ichikawa.


BASTA UN POCO DI ZUCCA E HALLOWEEN VA GIU':

 Halloween è una fiesta legata in maniera particolare ad un'amica cucurbitacea: la zucca!

 Dalle mie parti centrali non se ne fa un grande uso, non ho memoria che mia madre mi abbia mai preparato qualcosa usandola (in compenso da me sono diffusi i fiori di zucca, cibo quasi fantasmagorico al nord). Da quando mi sono trasferita al nord, in autunno ne faccio un uso quasi ossessivo, infilandola in ogni pietanza.

 E' deliziosa, versatile, costa poco e va bene sia nel salato che nel dolce. Una pacchia.

 Se avete amici amanti della cucina ecco i suggerimenti per libri di cucina a tema Halloween:

- "Il Decamelone" di Anna Ferrari  Blu edizioni.
 Ormai ve ne ho straparlato e millanto un post che giuro farò, intanto segnatevelo. In realtà è un libro di ricette solo a metà, la prima parte è dedicata a fonti storiche e letterarie che citano le nostre amiche cucurbitacee, zucche, cetrioli, angurie etc.
 Deliziosa la ricetta della "Parmigiana di zucca".

- "Zucca" il libro a forma di zucca dell'Academia Barilla. Molte ricette non troppo complesse, belle da vedere (come il libro) e una ricetta soprattutto, quella dei biscotti alla zucca, fenomenale.

- "La cucina delle fiabe" di Roberto Carretta, il Leone Verde ed. per cucinare un menù preso preciso preciso dalle fiabe più popolari.

 Vi lascio con l'appello di Neil. Qualcuno allora ha già organizzato o parteciperà? Se ormai è giustamente tardi, segnatelo l'anno prossimo!



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