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lunedì 9 gennaio 2017

Piccole recensioni tra amici! Quattro nuovi consigli dal mio letto di malanno: "Blue", fumetto spettacolare, il fantasy di Jo Walton e una finestra inedita sulla vecchiaia in una raccolta di racconti.

 Da questa giornata di pseudoreclusione, funestata anche da una reazione allergica a un farmaco (quanta fortuna in questo inizio 2017), la nota positiva è che riesco finalmente a sfornare un piccole recensioni tra amici. 

Urgerà post sulla fiction. Già sul cast ci sarebbe da dire. La Crescentini per me
è perfetta: un'attrice che non sopporto per un personaggio che non sopporto.
A occhio azzeccati anche Gassman, la Tabasco (e l'attrice che farà la Martone)
e l'attore che interpreta Pisanelli. Gli altri, mah
 Tra i post natalizi, i consigli di Natale, le vignette, le feste, gli annessi e i connessi è un po' che non ammasso recensioni, perciò eccovene tre, anzi quattro tutte insieme.

 I libri di seguito sono due novità ( "Blue" e "Over60 Women") e due di qualche anno fa quindi di reperibilità magari più difficile, ma posso assicurare che stravalgono la pena.

Comunque, bando alle ciance, anche perché stasera c'è la prima puntata de "I bastardi di Pizzofalcone", la fiction tratta dalla serie di libri di Maurizio De Giovanni. E' la Rai, ma che dio ce la mandi buona.

 Ah, due comunicazioni di servizio. 

 Come i più segugi di voi avranno notato, nella barra a destra è comparso un nuovo widget a incasinare il tutto, è un calendarietto che dovrebbe illustrare i movimenti miei e del libro nei prossimi mesi.

 Per ora sono segnate le due presentazioni che ci saranno il 15 di questo mese (se vi ho già ammorbato su fb andate pure direttamente alle recensioni e saltate il tutto).

 La prima sarà dalle 18 alle 19:30 all'Arcigay di Milano, Via Bezzecca 3.

 La seconda dalle 20:15 (o comunque quando riesco ad arrivare) ad libitum al Mare Culturale Urbano sempre a Milano, organizzato da LezPop e Gaia 360 (sarà all'interno di un evento in cui si trinca e balla).
 Ovviamente sono aperte a tutt*!

 Bene, buone recensioni a voi!


BLUE di Angela Vianello ed. Shockdom:

 Sapete quelle volte in cui aprite un fumetto e rimanete sconcertati dalla bravura grafica dell'autore? 

  Voi direte (soprattutto chi legge pochi fumetti), beh deve succedere spesso. 
 In realtà con tutto il bene e l'ammirazione che posso avere verso i tantissimi talentuosi fumettisti esistenti nel mondo, non avviene abbastanza spesso. 

 Molti tratti si somigliano, molti tratti non li capisco (tutti quelli mostruosi per dire), molti sono incredibilmente minimal (e non c'è niente di male, ma non è che ti facciano proprio rimanere con la bocca aperta di primo acchito).

 Poi succede, apri un albo e dici, "Ma come caspita fa questo/a a disegnare e colorare in questo modo?".

 Mi capirete se aprirete "Blue" di Angela Vianello, talentuosissima autrice italiana che ha esordito nel 2010 disegnando e animando completamente sola l'anime "White", come noterete ampiamente debitore di un certo stile manga.

 "Blue" è la sua ultima opera, cartacea, ed è il primo capitolo di una storia fantascientifica che ha per protagonista la giovane Aqua, un'adolescente come tante che vive in un mondo che sembrerebbe simile al nostro se non fosse per continui accenni a misteriose irrorazioni nei cieli, a razionamenti e altri riferimenti che ci suggeriscono un mondo malato.

 Chi irrora cosa e perché non è spiegato  in questo primo albo in cui vediamo, tra un disegno spettacolare e un altro, la trasformazione di Aqua. Inspiegabilmente inizia a star male lontano dall'acqua, le sbucano delle branchie sul collo e riesce a mangiare solo pesce crudo.
  Si sta trasmutando in qualcosa, ma cosa? E perché?

 La storia appare interessante, anche se ancora appena accennata. 

 Ma, bisogna dirlo, per quanto i dialoghi siano tratteggiati  in modo delicato e per niente artificioso (anche se si nota un certo debito verso una serie di archetipi manga: il vecchietto sciatto e saggio, il bad boy attraente e in fondo buono), sono il tratto splendido e soprattutto la spettacolare colorazione dovuta alla commistione di acquerelli e ritocco digitale a rendere questo fumetto davvero superiore.
 Provare per credere.


"LE MIE DUE VITE" E "UN ALTRO MONDO" di Jo Walton, entrambi Gargoyle edizioni:

 C'è un certo tipo di fantasy che andava di moda anni fa che non riesco a capire se è scomparso o semplicemente in Italia non si traduce più(entrambe possibilità di rilievo). 
 Sono quelle storie ben scritte, non per forza saghe, con protagonisti forti, ottima scrittura e un certo tema di fondo.

 Per capirci, non erano fantasy fini a loro stessi. La storia, come più spesso avviene nella fantascienza, era un'ottima scusa per raccontare anche altro.

 Adesso trovare qualcosa del genere è estremamente difficoltoso perciò quando mi sono imbattuta per vero caso in "Le mie due vite" di Jo Walton sono rimasta non solo piacevolmente affascinata, ma quasi commossa.

 Si tratta di una storia che di fantasy in realtà ha solo lo spunto: una donna molto anziana, con forti problemi di memoria, vive in un ospizio e ricorda due vite, una in cui si è sposata con un cinico, quasi crudele uomo ipercattolico, e un'altra in cui è diventata una scrittrice di viaggio innamorata dell'Italia e di una donna, Bee.

 Qual è la realtà, la storia non ce lo dice, ma lo suggerisce, come suggerisce che la vita che vogliamo dobbiamo sceglierla con più forza e non lasciare che ci cada addosso perché siamo troppo spaventati dal futuro.

 "Un altro mondo", invece, il suo unico altro libro tradotto in italiano, fa invece parte di quelle particolarissime opere, come il film "Il labirinto del fauno" o il libro e poi film "Un ponte per Terabithia" in cui l'immaginazione dei protagonisti è così forte da essere credibile e instillare il dubbio in chi legge/vede che la realtà possa avere volti sconosciuti e misteriosi.


Non si capisce il motivo di questa copertina
che lo fa sembrare un romance
 La protagonista, Morwenna Markova è un'adolescente gallese che vive in un collegio femminile dopo essere scappata da sua madre.

  Da quanto ci racconta lei, ragazza intelligentissima e avida lettrice di romanzi di fantascienza, la folle genitrice sarebbe una strega che nel tentativo di corrompere delle forze oscure avrebbe causato la morte della sua altra figlia (gemella di Morwenna).

 Tutto il romanzo, raccontato sotto forma di diario può essere letto in due modi: il post trauma di una ragazza molto fantasiosa che cerca di dare un senso alla disgrazia che le è capitata (oltre a perdere la gemella è rimasta anche claudicante), o le confessioni di una strega moderna che conosce il lato oscuro della magia. 

 In entrambi i casi è credibile, in qualsiasi caso è un romanzo splendido che trabocca amore per la letteratura fantastica e strizza l'occhio a tutte le ragazze e i ragazzi che hanno avuto un'adolescenza molto silenziosa e introversa in cui i libri erano l'ancora di salvezza in mondo troppo spaventoso.


"OVER60 WOMEN" AA. VV. , Elmi's World:

 Questa raccolta di racconti (che ha una versione gemella maschile precedente, "Over60 Men"),ha come filo conduttore un tema spesso trattato in modo marginale o scontato: la vecchiaia o (sessantenni non ammazzatemi) il limitare di essa, quando inizi a vedere la collina che declina e il sentiero che a vent'anni riluceva di splendenti promesse, comincia a spegnersi calando verso il buio.

 In realtà per l'esattezza tratterebbe la vecchiaia di donne lesbiche, ma devo dire che l'orientamento sessuale delle protagoniste pur dando quella caratterizzazione e sollevando una coltre di ricordi comuni a una generazione (il femminismo, i collettivi, l'emancipazione, la ribellione), rimane secondo me un elemento marginale.

 Il punto è che queste storie  raccontano così bene le sfaccettature della terza e ultima età della vita da lasciare in secondo piano l'orientamento sessuale delle protagoniste.

 Nelle storie, tutte riuscite (solo due mi hanno lasciata un po' così), le autrici hanno sviscerato tante cose:
 la paura della morte e dell'ignoto che si avvicina, quella sensazione che sia ormai troppo tardi per imbarcarsi in qualsiasi avventura e che il tempo sia ormai agli sgoccioli, i ricordi che svaniscono, le persone amiche che improvvisamente se ne vanno lasciandoci sempre più soli, le occasioni che una volta perse scompaiono davvero per sempre, il timore di accettare i rischi perché la vecchiaia non è mai vista come un'età in cui iniziare qualcosa, ma in cui terminarla prima dell'inevitabile. 

 Eppure non ci si chiede mai, perché? Cosa succede se la inizio e non la finisco? Avrò dei rimpianti come la madre di Ulisse nell'oltretomba?

 Personalmente le due storie che mi sono piaciute di più sono quelle di Delia Vaccarello e di Angela Siciliano perché affrontano la vecchiaia sotto una luce diversa, trattando le attempate protagoniste come donne a prescindere dalla loro età e non solo in funzione di essa.
Istruttivo.
Ps. Sessantenni che mi leggete, non sto dicendo che siete anziane, alcune delle protagoniste hanno anche 80 e passa anni!

 Vi intriga qualcuno? Li avete già letti? Testimoniate!

lunedì 2 gennaio 2017

Piccole scienziate crescono (se magari gli fate leggere qualche libro scientifico in più). Da un appello virale di una libraia e di sua sorella, un elenco di libri per ragazz* su scienziate donne, così non avete più scuse.

 In questi festosi giorni, la libraia della Libreria Controvento di Telese Terme (provincia di Benevento), Filomena Grimaldi, ha pubblicato su fb un appello di sua sorella.


La sorella in questione, in visita da Londra, assiste a quella che una scena comune in libreria: la perenne preoccupazione del genitore in visita (non tutti ovviamente, diciamo troppi considerando che la preoccupazione non dovrebbe neanche esistere) nel comprendere se il libro che stanno scegliendo sia da maschio o da femmina.

 Nei libri da non regalare ai maschi ci sono solitamente copertine rosa (ormai mi è venuto in odio questo povero colore strumentalizzato), danza, trucchi, parrucchi, tulle e vestiario.

 Neanche le fate e i fiori. Ricordo una drammatica volta in cui una madre (inglese) ridusse alle lacrime il figlio di 4 o 5 anni perché voleva un libro sulle fate e lei gridando gliene diceva di tutti i colori. Doveva posare quel libro, i maschi non leggevano quella roba!

 Per le femmine ci allarghiamo verso molti altri i campi: i libri scientifici, ad esempio, non sembrano essere proprio il regalo per una femmina. Ma non solo.

 Splendidi libri di robotica, esperimenti chimici, dinosauri, avventure piratesche, minerali, castelli e cavalieri, non sembrano incontrare il favore di molti padri, madri, nonni e nonne.

 Posto che ogni bambino e bambina dovrebbe essere libero di scegliersi i libri da solo, la domanda permane: perché le bambine non dovrebbero avere interesse per i libri scientifici?

 E perché, nel caso lo dimostrassero dovrebbero temere di essere "giudicate", (ipotesi inquietante paventata da un lettore su fb a mò di giustifica dei genitori solerti censori)?

 Perché nel 2016 esistono genitori preoccupati di capire se un libro è da maschio o da femmina? 

 Ma soprattutto, i genitori che si apprestano a fare questi pensieri, non si rendono conto che, implicitamente, stanno considerando le loro figlie troppo stupide per alcuni campi del sapere?


 Perché ai maschi verrà forse negato il piacere della danza e del belletto, ma nessuno si permetterebbe mai di dire loro che "No, il manuale del giovane scrittore non te lo compro perché è da femmina".

 Verrà mai l'epoca in cui a TUTTE verrà concesso di non essere più graziose bamboline da ammaestrare, ma anche esseri senzienti degne di ogni genere di sogni e avventure?

All'alba del 2014 anche la Lego ha introdotto le prime
figure di scienziate donne. 2014.
 Se avete parenti e amici che seguono questa strada che dovrebbe essere scomparsa almeno 40 anni fa, se la vostra bimba inizia a subire gli influssi malefici della pressione esterna (e quindi torna da scuola pronunciando inquietanti frasi come "No, non gioco più con questo perché l'amichetta x mi dice che non è da femmina"), se il vostro bimbo inizia a postulare strane teorie come "Le femmine questo NON possono farlo", allora l'elenco di libri di seguito fa per voi.

 Trattasi di una piccolissima bibliografia sulle donne di scienza che le bimbe possano prendere a esempio e i maschi possano leggere per farsi venire il dubbio che forse non proprio tutto l'hanno inventato loro (e se è quasi successo c'è un motivo non troppo nobile).


DONNE NELLA SCIENZA, collana dell'Editoriale scienza:

Curiosa la storia di Ada Lovelace, figlia del
poeta Byron. Sua madre, matematica anch'essa
la spinse verso studi scientifici preoccupata che
avesse ripreso un po' troppo dal turbolento padre
Si chiedeva a un gruppo di bambini in età scolare di fare i nomi di alcuni inventori e scienziati, i primi che venissero loro in mente.
  Maschi e femmine facevano esclusivamente nomi maschili e, bisogna dirlo, in assoluta buona fede, visto che alla fine quando gli intervistatori svelavano loro l'esistenza di scienziate donne, i bambini cadevano letteralmente dalle nuvole (e accoglievano la rivelazione con autentico stupore).

 Se in letteratura capita di incappare in qualche donna (più raramente di quanto si dovrebbe, ma almeno accade), se in storia ogni tanto qualche regina o contessa fa effettivamente il suo dovere (e non solo come moglie, thank you Matilde di Canossa, Elisabetta I, Giovanna d'Arco, Eleonora d'Arborea ecc.) nelle scienze c'è il niente cosmico.

 Certo, ci si può sempre immedesimare in qualche scienziato di sesso maschile, ma è importante per le bambine di ogni ordine e grado sapere che effettivamente ci sono state delle donne scienziate e inventrici, che quello è per loro un percorso possibile.

Come fare?
L'Editoriale scienza giunge in vostro soccorso con una collana dedicata alle inventrici e alle scienziate: "Donne nella scienza".

 In essa potrete trovare Ada Lovelace, la donna che postulò il primo programma per un protocalcolatore (inteso come computer) e contribuì con i suoi studi, assieme a Babbage, a porre le basi dell'informatica.
 Ci sono le storie di Marie Curie, doppio premio nobel e di sua figlia, quella della meno conosciuta Lisa Meitner che scoprì la fissione nucleare o la genetista Barbara McClintock.
Tutte sono accomunate oltre che dal genio, dalle lotte che hanno dovuto affrontare per essere accettate dalla comunità scientifica. Non solo dovevano studiare (tra mille difficoltà), ma anche combattere per farsi prendere seriamente. Toste il doppio.



NELLO SPAZIO CON SAMANTHA di Samantha Cristoforetti e Stefano Sandrelli ed. Feltrinelli Kids:

 L'unica area scientifica che mi appassionava da bambina era l'astronomia.

 Avevo un grosso atlante su cui ho imparato tutto quello che so sui pianeti (anche perché non ho ricordi di aver mai studiato pianeti e simili se non l'ultimo anno delle superiori in quella strana materia che era geografia astronomica), la composizione gassosa, i vari satelliti, la fascia d'asteroidi e il povero Plutone ora declassato.

 Ovviamente non ho mai pensato di fare l'astronauta e, devo dire, non tanto perché ero femmina quanto perché ero italiana. 

 Gli italiani, nel mio immaginario, non diventavano astronauti, non ne avevamo proprio modo: i razzi partivano dagli Stati Uniti e dal mio punto di vista non c'era un motivo logico per il quale gli americani avrebbero dovuto spedire in orbita degli stranieri.

 Poi vennero Vittori, Nespoli e Guidoni, ma escludendo Vittori che mi era anche geograficamente vicino, provenendo da Viterbo, niente poteva impressionarmi particolarmente, ero già adulta.

 E invece Samantha Cristoforetti ha colpito anche me, e non solo perché è preparatissima e perché donna, ma perché ha creduto a una cosa incredibile e con grande lavoro e impegno l'ha ottenuta.

 Se non è un esempio per stuoli di bambine e ragazzine lei, non so chi possa esserlo.
 Se avete nipotine avventurose che guardano i cieli, questo è il libro per loro.


PRIMATI le amicizie avventurose di Jane Goodall, Dian Fossey e Biruté Galdikas, di Jim Ottaviani e Maris Wicks ed. IlCastoro:

 Quando le pubblicità, i giocattoli o le raffigurazioni audiovisive in generale vogliono far compiere qualcosa di scientifico ad un personaggio femminile, bene che va fa la dottoressa (anche se solitamente è un'infermiera), ma ogni tanto appare un inedito mestiere: la naturalista.

 Nel mio immaginario è una cosa a metà tra la biologa, la botanica e l'etologa e ho il vivo sospetto che questo lavoro non esista (smentitemi pure), ma credo sia concesso alle bambine in virtù del fatto che prendersi cura degli animali rientra appunto in un "lavoro di cura" e che le piante insomma sono esseri viventi immobili che non promettono spericolate avventure.

 Per le bambine affascinate da questo mestiere che amano la natura e gli animali, invece della dottoressa peluche (o in contemporanea) potete proporre loro le storie vere di tre scienziate: Jane Goodall, Dian Fossey e Birutè Galdikas.

 La prima è famosa per i suoi studi sugli scimpanzè e sulle conseguenti fondamentali scoperte nel campo dei primati, la seconda Dian Fossey si dedicò ai gorilla (e pagò con la vita i suoi studi) e infine Birutè Galdikas che si concentrò sugli oranghi.

 Sulla vita di Jane Goodall c'è anche "Io...Jane" uno splendido illustrato di Patrick McDonnell sempre della ed. IlCastoro, splendido e molto commovente.


PICCOLO GENIO. Scopri il talento che c'è in te di Alberto Pellai e Barbara Tamborini ed. DeAgostini:

Un tempo su "Minnie" (mi pare), c'era una rubrica sui grandi quando erano piccoli.

 Lì ho appreso l'esistenza di Lorenz, il fatto che Einstein bambino avesse dei problemi scolastici, la dura vita di Marie Curie e molte altre vite di grandi. L'idea originale era parlarti della loro infanzia, come se fossero bambini come te e non adulti che avevano già compiuto grandi cose e avanzavano senza macchia e senza paura.

 "Piccolo genio" usa lo stesso spunto e racconta ai bambini le vite di grandi geni quando erano loro coetanei, un po' a titolo informativo, un po' a titolo motivazionale.

  La cosa interessante è che nel parco genialità ci sono uomini e donne, sportivi, scienziati, aviatrici, astronome, pittori, attori e attrici fino ad arrivare a dieci bambini e dieci bambine.

 Non tutti hanno la stessa attitudine, ma tutti, bambini e bambine devono avere la possibilità di scoprirlo.


REGINE DELLA SCIENZA di Serena Manfrè ed. Anicia:

In "Una stanza tutta per sé", Virgina Woolf spiegava magnificamente dove fossero finite tutte le donne che avrebbero potuto cambiare la storia e non l'avevano fatto.
 Postulava infatti l'esistenza di un'ipotetica sorella di Shakespeare, talentuosa quanto lui, ma costretta a sposarsi, a far figli e infine indotta, per disperazione al suicidio.

 In "Regine della scienza", rassegna di biografie di scienziate celebri, ci sono Rita Levi Montalcini, l'astronoma Caroline Herschel, Ipazia e un personaggio particolare, tale suor Celeste al secolo Virginia Galilei.

 Chi era costei?

 Non una letterata, ma  la figlia primogenita di Galileo Galilei che, per togliersi rapidamente l'impiccio, la fece monacare a sedici anni.

 La ragazza non gli serbò rancore ed ebbe con lui un intenso scambio epistolare, rimanendogli vicino durante il terribile periodo del processo della santa Inquisizione.

 Le lettere ci restituiscono una ragazza piena di vita, arguta e affettuosa. Cosa avrebbe potuto fare se Galileo avesse deciso di educarla? Non lo sapremo mai.


IPAZIA E LA MUSICA DEI PIANETI di Roberta Torre, ill. Pia Valentinis ed. RueBallu:

 Non poteva mancare nell'elenco uno dei personaggi femminili più celebri della storia: Ipazia.

 Al contrario di Suor Celeste aka Virginia Galilei, Ipazia ebbe un padre, Teone, che la istruì e prese come allieva.

 Astronoma, matematica e anche filosofa, divenne superiore al padre e un personaggio di spicco in quel di Alessandria d'Egitto dove però in quegli anni si stava compiendo un enorme gioco di potere.

 I cristiani, appoggiati dal potere imperiali, riuscirono a far dichiarare illegale qualsiasi pratica pagana, distrussero i templi, costrinsero i pagani alla conversione e arrivarono ai ferri corti anche con gli ebrei.
  Vi era infatti un gigantesco conflitto di potere tra il bramoso vescovo Cirillo (poi santo) e il prefetto.

  Il vescovo, tanto per cambiare, voleva diventare l'unico potere dominante in città e a furia di ordire intrighi e cacciare minoranze con la forza vi riuscì.

 Ipazia finì nel bel mezzo di questo delirio di potere vescovile. 

 Le folle, che quando vengono incitate e fomentate, perdono ogni controllo (perché si sentono autorizzate a farlo) la linciarono e fecero a pezzi.

 Non fu solo una scienziata, ma un monito contro ogni deriva autoritaria, contro la folla che si fa massa crudele e senza scrupoli, contro l'abdicazione ad ogni umanità e ragionevolezza.

 Il bel libro di Roberta Torre, illustrato da Pia Valentinis spiega cose certo molto difficili, ma in modo appropriato (e sono dell'opinione che a nascondere le cose difficili a oltranza non si risolva mai niente).


BREVE STORIA DELLE DONNE di Jacky Fleming ed. Corbaccio:

 Una delle cose più faticose è convincere molte persone (in questo caso solitamente molti uomini) che nella storia le donne sono state vittime di un sistema di potere che vedeva nell'oppressione del genere femminile una delle sue basi fondanti (in quanto gruppo "altro" più numeroso rispetto a quello maschile e in quanto indispensabile per il controllo del bene più prezioso: la discendenza). Meglio conosciuto alle masse come Patriarcato.

 Malgrado sia un dato lampante e luminoso, malgrado le donne siano state tenute recluse, lontano dai luoghi di potere e in stato di profondo svantaggio culturale (e lo siano ancora adesso in molte parti del mondo) molti si ostinano a negare l'incidenza negativa di questa oppressione.

 Non è da essa che derivano le poche donne scienziate, inventrici, i minori risultati conseguiti all'interno della storia di ogni ordine e grado, dicono i negazionisti, bensì dalle "minori naturali capacità".


Questa della mitologica natura della donne che renderebbe incostanti, emotive, infantili, immature, meno intelligenti, meno propense allo studio, poco tenaci, facili alla noia, addirittura meno evolute, è una gigantesca calunnia che si è perpetrata nei secoli a beneficio del sistema dominante (e che vuole continuare a dominare).

 Opprimere e basta espone alla ribellione, bisogna fare di meglio, bisogna convincere gli oppressi dell'assoluta bontà degli oppressori e che anzi, in caso qualsiasi cambiamento non porterà beneficio, ma il caos.

 Questo breve volumetto illustrato è illuminante senza essere pedante.

 Non solo, ma utilizza un sistema retorico molto efficace, esponendo le assurde minorazioni attribuite alle donne senza criticarle, ma confutandole con ingegnose vignette o esempi apertamente contrari.
 Da regalare non alle bambine, ma ai loro genitori.


La rassegna si chiude qui, speriamo che l'anno nuovo porti altri tomi! 

 Ad esempio uno sulla vita di Vera Rubin, astronoma statunitense recentemente scomparsa, che scoprì la materia oscura e che combatté per tutta la vita per farsi strada nel mondo scientifico, sperando che molte altre ragazze seguissero le sue orme.

Ps. Speriamo anche che porti un po' di buonsenso, ci fosse quello questi post neanche esisterebbero.

martedì 20 dicembre 2016

Consigli per regali natalizi in extremis parte I! Napoletanità concentrata, libri da parati, lettere cariche di fuoco e gialli a base di fame e pane.

 Ebbene, come ogni anno mi sono ridotta all'ultimissimo per i regali di Natale, sono pessima lo so.


 Tuttavia, le code in libreria mi suggeriscono che molti di voi sono ancora in cerca dei doni per il 24 e il 25 (senza dimenticare che ci sono poi tutte le persone che non avete calcolato vi faranno un dono costringendovi a riparare il 27) e per la befana del 6 Gennaio per la quale sono in amplissimo anticipo.


  In un rush finale che mi impedisce qualsiasi coerenza in questi due giorni vi consiglierò il grosso di quel che di regalabile c'è in libreria, secondo me. Ci saranno cose per ragazzi, gialli, saggi e tutto quello abbia destato la mia attenzione.

 Siccome, come ben sapete, ho dei gusti un po' eclettici, c'è di tutto un po' anche cose che sembrano poco regalose.

 In realtà, citando il buon Ranganathan ricordate sempre che "Ogni lettore ha il suo libro" e "Ogni libro ha il suo lettore", quindi nessun consiglio dovrebbe essere poi completamente sprecato.

 Buona lettura!

PANE di Maurizio De Giovanni ed. Einaudi:

 L'ultimo capitolo de I Bastardi di Pizzofalcone, la serie di Maurizio De Giovanni ambientata in un commissariato del centro di Napoli, è, secondo me uno dei più riusciti della saga (che secondo me ha una base meno potente dell'altra, quella che ha come protagonista il commissario Ricciardi).

 Il motivo è presto detto: De Giovanni ha una penna particolarmente felice nel descrivere le piccole miserie quotidiane, quelle che si nascondono dietro le facciate di sorrisi e apparenza o anche quelle molto palesi che però non siamo più capaci di vedere.

 In "Pane" viene assassinato un panettiere di quartiere, fa il panificatore da tre generazioni e lo vede come una missione. Anche per non allontanarsi dalla città ha ritrattato la testimonianza contro un camorrista che aveva visto in azione durante un omicidio.

 Tutti, soprattutto il giovane e rampante magistrato di successo, conteso dalle tv nazionali, seguono questa pista, ma l'ispettore Lojacono (che di magistrati rampanti è quasi perito) non ne è convinto.

 Chi avrà ragione?

 In tutta onestà non è davvero l'indagine, comunque godibilissima, la parte migliore del libro, ma il significato racchiuso da quella rosetta in copertina.

 Il pane, riflette De Giovanni, in Italia ce l'hanno tutti, nessuno si muore più di fame no?

 Ma gli anziani con la pensione minima mangiano davvero a fine mese? E mangiare solo pasta per dieci giorni e ridursi a 80 anni a rubare un pezzetto di parmigiano subendo l'umiliazione dei carabinieri è dignitoso? Vuol dire che mangiamo davvero tutti?
 Mangiano davvero tutti quelli che non hanno lavoro? O la vergogna di recarsi alle mense della Caritas li costringe a umilianti digiuni? E quelli che il lavoro ce l'hanno, ma non basta più?

Che ne è di tutta quella parte della società che conosciamo solo attraverso i dati Istat sulla povertà? Perché ce ne dimentichiamo tutti, narrativa compresa?

 Consigliatissimo per chi ama i gialli e la bella scrittura scorrevole.


IO IN TE CERCO LA VITA di Anna Kuliscioff, L'orma editore:

 Anna Kuliscioff, splendida figura di intellettuale italiana che inorridirebbe se sapesse che dai suoi tempi la radicalità del libero pensiero si è ormai piegata alla radicalità del pensiero liberista, è ricordata da troppi o come la compagna di Turati o per niente.

 L'Orma editore che ormai da qualche anno pubblica una graziosa collana "i pacchetti" di piccoli libri formati da epistole di grandi del passato (già passarono per la collana Virginia Woolf, Gramsci, Verdi e Mary Shelley).
 E' un'idea resa ancor più graziosa dal fatto che il libretto è già avvolto in un involucro potenzialmente spendibile con un piego di libri in posta. Un libro che contiene lettere e può diventare una lettera sostanzialmente.

 In questo, dedicato alla Kuliscioff, viene fuori il carattere di una donna simili ad altre del passato, come la Mozzoni, Luxemburg, Emma Goldman, aveva un carattere radicale e deciso che le permise di avere una vita ricca, appassionata, sempre fedele ai propri ideali.

 Di famiglia russa ebraica, fu costretta a fuggire in Svizzera a causa della sua fede anarchica e lì conobbe un giovane italiano, Andrea Costa da cui ebbe la sua unica figlia (Andreina, che come molti figli, ebbe una vita decisamente opposta a sua madre sposando un giovane industriale milanese) e successivamente divenne la compagna di Turati. 
Portò avanti la battaglia per il voto alle donne e fu tra le fondatrici del partito socialista italiano.

 Le sue lettere denotano una passione politica che non venne mai meno e che bruciò per l'intera esistenza.
Un libro che andrebbe letto in tempi oscuri in cui ci sentiamo incapaci di credere a tutto, comportandoci spesso come bambini privi di responsabilità.

 Siamo solo noi che possiamo rendere migliore questo mondo e la speranza di riuscirci rimane il più radicale dei pensieri.


I LIBRI DA PARATI di VERBAVOLANT edizioni:

 La VerbaVolant edizioni è una casa editrice che ha inventato e brevettato una tipologia di libro molto bella e molto regalabile, specialmente se conoscete persone che hanno i muri di casa orrendamente vuoti (io odio le case così, mi sembra sempre che gli abitanti ci vivano tra un trasloco e l'altro o siano pronti alla fuga): i libri da parati.

 Sono una versione particolare degli albi illustrati e si leggono aprendoli man mano come una cartina stradale. 
 Alla fine della storia, avrete su un lato l'intera vicenda e sull'altro un'illustrazione meravigliosa e appendibile.

 Splendidi "Primavere", "Le luci alle finestre" e "Mare chiuso", ma meritano tutti.

 Il prezzo, per la qualità e la bellezza delle illustrazioni, è davvero bassissimo: 12 euro.

 Straconsigliato. Fidatevi, farete un figurone.


VIA DEL GAMBERO 77 di Sara Garagnani e Camilla de Concini:

 Ogni troppo mi arrivano mail in cui mi si propongono romanzi e libri che hanno per protagoniste "donne forti" (che non so mai bene cosa voglia dire) o sono scritti da "donne forti".

 Oltre all'irritazione palese per essere considerata blogger privilegiata per questi tomi in quanto donna, non capisco mai perché dovrei trovare interessante un particolare libro solo perché ha per protagonista una donna. 

 Ovviamente ci sono delle eccezioni per alcuni argomenti e "Via del Gambero 77", graphic novel prodotta in occasione del venticinquesimo anniversario della nascita della Casa delle donne contro la violenza di Modena, è una di queste.

 La motivazione è presto detta: l'argomento è la violenza contro le donne e il modo in cui può essere superata a livello sociale.

  Le protagoniste sono infatti quattro donne di generazioni diverse che subiscono in modo diverso un tipo di violenza non tanto (o non solo) fisica, quanto psicologica e non solo da una precisa persona, ma da un intero contesto sociale inconsapevolmente sessista sino alla radice.

 Quella fatta dalle frasi di chi ti dice che "Devi sopportare tuo marito o il tuo compagno perché è tanto nervoso ed è un brutto periodo", del fidanzato che al liceo che "Preferirebbe non uscissi coi tuoi amici il sabato sera se lui non c'è, perché insomma chissà cosa potrebbe accadere" (tra l'altro in questo gioco malato di limitazioni prese per fedeltà spesso si precipita in modo incrociato).

 Una violenza subdola e nascosta che pian piano mangia la libertà del singolo o nel quale il singolo, cresciuto in un contesto sociale fortemente strutturato e oppressivo, non ha mai creduto di possedere.

 E' una bella graphic novel che punta il dito su quel lento lavorio di parole, pregiudizi e luoghi comuni che preparano il terreno alla violenza, alla giustificazione silenziosa a quelle insinuazioni che tempestano sempre la vittima e mai il carnefice. 

 E oltre a puntarlo ci ricorda cosa è stato possibile fare grazie a un'epoca di ribellione collettiva e cosa ancora si potrebbe fare tutt* unit*.

 Purtroppo essendo un'autoproduzione della Casa delle donne contro la violenza di Modena è acquistabile solo online su youcanprint, ma se volete fare (o farvi) un regalo tosto e interessante vale la pena.


BELLA NAPOLI di Cristiano Cavina ed. Edt:

 Essendo piena di parenti partenopei, ogni anno vado alla ricerca del libro che mi svolti i regali per i parenti campani.

In genere me la cavo con generici libri di Luciano De Crescenzo o gol del Napoli, ma quest'anno l'EDT che di solito fa guide turistiche di successo, ma ha anche avviato alcune fiorenti collane di narrativa, mi è venuta in soccorso con un libretto graziosissimo ad un ottimo prezzo "Bella Napoli" di Cristiano Cavina.

 Come vede Napoli un viaggiatore un po' svampito proveniente da un ridente paesello dell'appennino tosco-romagnolo?

 Un luogo terribile degno della peggior Gomorra? Il paradiso del nordico che si ingozza di pizza alla mozzarella di bufala circondato da limoni di Sorrento?

 Nulla di tutto ciò. Conscio del fatto che Napoli è una città a sé, con una propria fortissima identità, Cavina la descrive come una grande città Europea con i pregi e i difetti delle grandi città europee (esclusi i mezzi pubblici, la cui follia rivaleggia solo con quelli romani).

 Gli expat che ti mettono in guardia da millemila pericoli che poi in loco si ridimensionano quasi sempre, l'impossibilità di trovare i posti dove mangiano i locali e non solite trappole per turisti.

 Il Napoli, i vicoli bui in cui è meglio non avventurarsi in stile Gotham city, il tipico nonno napoletano con la perenne tazzina di caffè e il "voi", i neomelodici che vendono migliaia di cd, i pachistani felici e molto altro in questo libro che è composto da piccoli deliziosi capitoli protesi nella disperata impresa di condensare l'inafferrabile: la napoletanità.

 Ok, primo round finito, spero di essere stata di un qualche aiuto, domani il secondo!



sabato 17 dicembre 2016

Grazie per la presentazione padovana di ieri in Ubik! E vignetta di vita quotidiana dei librai: "Quando il libraio diventa l'Amazon Prime di amici e parenti"!

Ieri c'è stata la prima presentazione del mio libro in quel della Ubik di Padova.


E' stata un'esperienza bellissima e ringrazio tutti coloro che sono venuti (tra i quali anche delle persone che ormai commentano assiduamente come GB o altri su fb)!

 Finalmente è bello vedere delle persone in carne e ossa!

 So che non può sembrare, visto l'ampio uso di internet che faccio, ma amo molto di più la conoscenza e le interazioni umane e spero che ce ne saranno molte altre in futuro.

 Non ero mai stata a Padova e mi è piaciuta molto, tuttavia non voglio tediarvi col racconto stile scuola elementare, quindi mi limiterò a postare una foto e a ringraziare i librai Ubik, Tiano e Silvia che mi hanno invitata (e Maurizio che mi ha spupata prima).

 E a presto fumettoso riassunto! (Anche perché, avendo perso il treno, ho avuto un ritorno rocambolesco)!

 Intanto, godetevi la vignetta che volevo postare nottetempo!

 Uno spaccato di vita quotidiana casalinga natalizia dei librai: "Quando il libraio diventa l'Amazon Prime di amici e parenti"!

giovedì 15 dicembre 2016

I libri che quest'anno vi ritroverete sotto l'albero! Diete longevissime, occhi giocondi, Fufferia ad alta gradazione, saghe che fanno giri immensi e ritornano e una strana ironia papale.

 Ebbene, ormai giunto alla sua quarta edizione, questo post natalizio che vi prepara alla migliore delle poker face davanti ai libri che parenti e amici vi propineranno sotto l'albero, è una tradizione.

 Come fare se gli zii che vedete solo durante le feste e non leggono manco per sbaglio vi hanno chiaramente regalato un libro che freme sotto l'abete in soggiorno?

 Come prepararsi al più perfetto e riconoscente dei sorrisi?

 E come mascherare il WTF davanti al tomo che vostro fratello o il vostro innamorat*, che solitamente leggono solo i foglietti dei medicinali per capire se l'aspirina induce sonnolenza, vi hanno regalato con tanto amore usando violenza alle loro membra trasportate in libreria?


 Niente paura! Anche quest'anno vi aiuto io!

 Siete pronti a scoprire cosa vi attende? Voliam!

LA DIETA DELLA LONGEVITA' di Valter Longo:

 Mettiamola così, se vi sta a cuore il cenone della vigilia e il pranzo di Natale e poi il cenone di Capodanno, il pranzo del primo dell'Anno e la Befana, aprite questo libro direttamente il 7 Gennaio.

 E ve lo regaleranno perché dopo la Dukan e la dieta del gruppo sanguigno di Mozzi e derivati, è la nuova moda che però, al contrario delle prime due, sembra avere basi scientifiche.

 Valter Longo è un biochimico italiano che vive negli Usa e, sulla base di alcuni studi condotti sulle popolazioni più longeve del pianeta, (concentrate in alcuni specifici posti, tra i quali l'Ogliastra e un paesello dell'Aspromonte), ha partorito questa dieta che, dopo un'ospitata da Fazio, è schizzata direttamente in classifica.

 Cosa prevede?

 Se non avete la fortuna di appartenere a una famiglia di centenari e quindi la genetica non vi aiuta, potete lanciarvi nella dieta di Longo.

 Dovete diventare sostanzialmente dei pescetariani, evitando carne, uova e latticini e limitandovi al consumo di alcune tipologie di pesci, tanti legumi, tanta verdura e frutta.
 Dovreste mangiare solo tra le 8 e le 20 ed evitare di farlo almeno per le 4 o 5 ore prima di andare a dormire.
Non ho letto cosa succede ai dolci, ma immagino siano proibiti o che comunque, dovendo evitare burro, latte e uova siano fortemente ridimensionati.

 Inoltre, possibilmente, dovreste indagare su cosa mangiavano i vostri antenati e replicare. 

 Considerando che mia nonna materna mi racconta di quando ammazzavano il porco in campagna e che la cucina gallurese di mio nonno materno è piena di latticini caprini e salumi, immagino che debba rivolgermi alla parte paterna, una bella pizza napoletana, un crocché, delizia al limone e non ne parliamo più.

 Ve lo regaleranno, vi avviso.

PS. La cosa più affascinante di questo libro è stata scoprire, mentre cercavo info, l'esistenza dei cosiddetti nani di Laron, circa 350 persone discendenti da un unico antenato che soffrono di una sindrome genetica che li rende affetti da una sorta di nanismo con vantaggio. Il vantaggio è che non si ammalano di cancro e anche obesi risultano in perfetta salute.


LA PARANZA DEI BAMBINI, D'AVENIA ed ECCOMI:

 Se siete lettori forti e avete per amici e parenti parecchi lettori deboli, preparatevi al tipico regalo di chi non sa cosa rifilarvi, ma con un libro non si sbaglia mai.

 Il problema è che quando i parenti lettori deboli entrano in libreria, si rendono improvvisamente conto che sbagliare, in verità, è probabilissimo e non sanno a che santo votarsi.

  Dopo aver genericamente vessato il libraio con richieste come "Ho bisogno di un libro per fare una bella figura" "Devo fare un regalo ad un avvocato di bella presenza" o "Mi servirebbe un presente per il mio commercialista", (e nessuno riesce a cavargli altre informazioni su questi soggetti, se leggono, cosa, quando, perché), si rivolgono all'unica cosa riesca loro a dare conforto: la classifica.

 Da lì pescano poi o i titoli che conoscono o quelli che gli sembrano più convincenti.

Perciò sappiate che quest'anno il piatto offre: "La paranza dei bambini" di Roberto Saviano (per onestà devo anche far notare che "Il cavallo di ritorno" di Peppe Lanzetta aveva avuto lo stesso tema), "L'arte di essere fragili" del sexy prof Alessandro D'Avenia ed "Eccomi" di Safran Foer.

 Il primo, ormai lo sapranno pure i muri, parla di queste gang di ragazzini napoletani senza scrupoli nè futuro che vogliono fare i big money in breve tempo e vengono manovrati dalla camorra.

 Il secondo racconta del rapporto tra D'Avenia e Giacomo Leopardi, complessa figura letteraria che tutti leggiamo alle superiori senza capirla davvero (non ho letto il libro quindi non so dirvi se D'Avenia possa aiutarvi in tal senso, i libri precedenti mi lasciano dei dubbi).

 Il terzo è il solito romanzo ben scritto dal solito brillante scrittore americano con le solite origini ebraiche e il solito conflitto irrisolto verso la faccenda.


FUFFERIA AD ALTA GRADAZIONE:

 La fufferia quest'anno ha due solidi cavalli di battaglia a sostenerla: Litizzetto e Fabio Volo.

 La prima ha dato alle stampe il suo solito onesto libro, "La bella addormentata in quel posto" composto da capitoletti brevi su fatti di costume (o politica/costume) commentati in modo ironico.

 Un condensato dei minimonologhi che recita seduta sulla scrivania di Fazio. Hanno un loro pubblico, immagino saranno un interessante documento dei nostri tempi tra una trentina d'anni.
 Se saremo sopravvissuti s'intende.

 AAA Altissima probabilità che ve ne regalino almeno due, anche tre.

 Il secondo, forse preso dalla gravità degli impegni televisivi, ha trollato alla grandissima.

 Non avrete infatti impacchettato sotto l'albero il solito romanzo con un uomo pieno di trombamiche alle prese coi dubbi della vita, ma un libretto scritto in non più di cinque minuti.

 Dovete sapere che l'anno scorso ebbe un buon successo un libretto formato da una serie di lettere da compilare.

Bisognava scrivere una lettera a noi stessi tra dieci, venti o trent'anni, oppure ai noi stessi sposati, con figli e via dicendo.
 Poi, si sigillavano le lettere all'interno di alcune buste e si aprivano al momento giusto per scoprire chissà cosa pensavamo noi cinque o dieci anni prima o in caso di figli ecc.

 Era un'idea carina.

 Fabio Volo (o chi per lui) ha deciso di pseudoimitarla con un libro che, in verità, non definirei neanche tale, visto che è una sorta di taccuino in cui ti lascia pagina per pagina delle tracce.

 "L'ultima cosa a cui ho pensato prima di addormentarmi" e tu devi scrivere nelle righe vuote sotto, "La prima cosa a cui ho pensato quando mi sono svegliato" e tu che compili.

 Diciamo che va bene sfruttare la popolarità di un autore e va bene che nessuno deve essere Umberto Eco, ma il libro delle risposte ha più senso di questo libretto che andrebbe bene dato in allegato gratuito con Grazia a Ferragosto.

Auguri.


LIBRI SU HARRY POTTER E DOVE TROVARLI (SOTTO L'ALBERO):

Certi libriiii non finisconooooo, fanno dei giri immensi e poi ritornanoooooo

 Harry Potter quest'anno ha avuto un doppio ritorno di fiamma grazie alla sceneggiatura teatrale "La maledizione dell'erede" e a quella cinematografica di "Animali fantastici e dove trovarli".

 I potteriani di vecchia data e quella di nuova si sono riversati in libreria alla ricerca di qualsiasi libro o gadget magico accessibile ai babbani.

 Molti hanno appreso con dolore (e solo dopo aver comprato il libro) che entrambi i libri sono sceneggiature e no, non esiste il romanzo.

 Alcuni hanno allora fatto ricerche doviziose apprendendo infine che almeno di "Animali fantastici" esiste in realtà un libretto primigenio scritto anni fa dalla Rowling e che, misteriosamente, la Salani ha deciso di non ristampare lasciando inevase centinaia di richieste (problemi di diritti? Astuta secondo loro mossa commerciale per far acquistare la sceneggiatura del film che nulla ha a che spartire con libretto originale? Uno di quei misteri dell'editoria che rimarranno insoluti).

 Ebbene, se poco poco dimostrate inclinazioni verso la letteratura fantastica o semplicemente vi piace andare spesso al cinema, questi potrebbero essere i libri che vi ritroverete sotto l'albero.

 Magari in due o tre copie, magari li avete già sia in inglese o in italiano, ma insomma, Harry Potter è come la lasagna, chi ve lo regala sa che difficilmente potrebbe sbagliare.


VARIE ED EVENTUALI:

Se siete poco poco delle giovinette o giovinetti dediti alle storie romantiche e ai romanzi d'amore, sappiate che per andare sul sicuro vi regaleranno un libro che al 90% già popoleranno la vostra libreria.

 Trattasi di "Io prima di te" (o anche del suo seguito "Io dopo di te") la storia, se ho ben capito, di un uomo paralizzato e della sua spontanea e amorevole "badante" che riporta la gioia nella sua vita prima dell'inevitabile.

 Per la serie "la sindrome della crocerossina non passa mai di moda".


 Se invece siete considerati gli intellettuali del gruppo, specie se di genere femminile, anche quest'anno Alberto Angela, balzato come non mai agli onori della cronaca come sex symbol, ha donato al mondo il suo libro divulgativo "Gli occhi della Gioconda".

Parliamo del titolo inquietante
alla luce di questo orrendo 2016

Infine, tenete sempre presente la possibilità religiosa.


 Ho visto addirittura una sorta di gigacofanetto con le frasi di Papa Francesco e accessori vari, il Papa attuale ha infatti una florida produzione (sua e su di lui) che Ratzinger si sognava e il parente che tenta di convertirvi, (con la solida scusa che è Natale e festeggiamo la nascita di Gesù), c'è in ogni famiglia.

Cercare di non produrre una faccia sconcertata davanti al titolo dell'ultimo tomo papale sarà dura, ma ce la farete, credo in voi.


E voi? Avete paura? Avete già il sentore che alcuni di questi preziosi tomi alberghi sotto il vostro abete? Testimoniate!

domenica 11 dicembre 2016

La prima presentazione del libro! Il 16 Dicembre ore 18:00 Ubik di Padova! Accurrite accurrite!

Mentre annuncio che domani ci saranno ben due post (consigli e vignetta che dovevo postare stasera, ma sono troppo stanca), informo chi non mi segue sui vari social (e quindi ha perso l'annunciazione) che:

 Il 16 alle ore 18:00 presso la nuova nuovissima libreria Ubik di Padova, verrà presentato per la primera volta il mio libro!

 Perciò o veneti, o padovani e limitrofi che mi seguite sappiate che sarò lì felice e terrorizzata che mi chiediate qualcosa che non so disegnare (cosa che avverrà di sicuro).

 Accorrete numeros* in Riviera Ponti Romani 44!

 Di cui sotto la bellissima foto by la Ubik di Padova, una cosa che non avrei mai creduto possibile.


venerdì 9 dicembre 2016

Come recuperare lo spirito natalizio in poche rapide pagine. 6 Suggerimenti per ritornare ai natali della nostra infanzia tra Baum, Serao, Dumas e Guareschi.

 Natale si avvicina, come avevo previsto sto facendo molta fatica a sciorinare i miei suggerimenti prima che arrivi, inesorabile, il 25, eppur mi impegno.

 Oggi contribuirò alla causa con un post estremamente natalizio: suggerirò racconti e novelle di grandi autori del passato con ambientazione natalizia.

 Io non sono il tipo che addobba casa (ho più addobbi di Halloween che di Natale) e mette Michael Bublè a tutte le ore mentre cucina biscotti allo zenzero e, ammetto che, di anno, in anno, faccio sempre una sempre più estrema fatica per sentire anche quel minimo di spirito natalizio.

 Eppure questo è stato un anno molto complicato per questo mondo che appare sempre più arrabbiato e sembra disposto a sacrificare le fatiche del passato per un egoismo devastante e un odio verso chiunque ci viene comodo ritenere responsabili di questo caos che monta monta monta come se avessimo già dimenticato a cosa ci ha portati.

 Perciò penso che ovviamente lo spirito natalizio non risolverà niente e di certo molti lo trovano anche senza senso in un periodo in cui, come già insegnava Marcovaldo, è più consumismo che altro, ma un racconto in più di Natale da regalare non fa mai male.

 Semina qua, semina là, magari qualche miglioramento c'è e l'odio arretra, almeno un poco.

 Bene, dopo questo discorso pieno di buoni sentimenti, degno di un pessimo film di Natale e non certo di questo blog, vi lascio coi miei consigli di semina natalizia.

 Buona lettura!


LA VOLPE ALLA MANGIATOIA di Pamela Lyndon Travers ed. Sellerio:

 L'autrice di Mary Poppins, ebbe un'infanzia discretamente infelice.

Rimasta orfana di padre da bambina, con una madre in balia di frequenti crisi depressive, per sollevare il morale dei suoi fratelli iniziò a inventare e poi scrivere racconti.

 "La volpe alla mangiatoia" è uno di questi, una favola di Natale in cui l'autrice sembra curiosamente due personaggi: la parente più grande che racconta la storia e uno dei bambini a cui viene raccontata.

 Tre pargoli, in una Londra appena uscita dalla guerra e ancora pesantemente ferita dai bombardamenti, portano i loro giocattoli in Chiesa per i bambini poveri, ma non è che siano proprio al top della felicità.

 Partendo dalla domanda di uno di loro, "Perché nel presepe non ci sono animali selvatici?" la parente più grande che li ha accompagnati in Chiesa e poi alla raccolta, per placare le tre pesti inventa per loro la storia della volpe che voleva entrare nella grotta, ma le veniva impedito dagli altri animali che la consideravano cattiva e pericolosa.

 Eppure anche la volpe, come tutti gli esseri viventi su questa terra, dai migliori ai peggiori, può avere, in fondo, qualcosa di importantissimo da donare.

 E non sta a nessuno stabilire presuntuosamente la grandezza del dono perché è il dono stesso una forma di grandezza.

 La traduzione è un po' vintage, ma a Natale anche la lingua vetusta finisce per avere un suo perché.


RICORDI DI NATALE di Matilde Serao e Giulio Laurenti ed. Graphe.it:

Molte giornaliste e intellettuali di fine '800, inizio '900 sono rimaste incredibilmente affascinate da un medio oriente purtroppo in larga parte ormai scomparso. 

Matilde Serao, che compì un viaggio in Palestina nel 1893, fu tra queste.

 Nel 1899 diede alle stampe i ricordi di questo suo viaggio e il libricino delle edizioni Graphe.it ne ha selezionato uno in particolare, quello legato alla città di Betlemme. La Serao caricò di particolare misticismo la città in cui nacque Gesù e riporta con attenzione le fisionomie degli abitanti e descrive i brulli colli attorno.

 Il racconto abbinato (la collana abbina un pezzo classico ad un moderno) ha un tratto in comune col succitato racconto di Pamela Travers: un insegnante di sax ricorda di quando, bambino, sistemava nel presepe familiare, la statuina di un grosso orango che a scuola gli era stato impedito di usare perché, no, gli oranghi in Palestina non esistevano.

 I tipici dispetti tra cugini (che tutti abbiamo dovuto subire in qualche misura) causano la sparizione dell'orango, ma contribuiscono a creare quella mole di ricordi che, anni dopo, ci accorgiamo essere il vero succo dei natali della nostra infanzia.


NATALE SUL MARE di Joseph Conrad ed. Elliot:

 Non un vero racconto quanto un insieme di ricordi raccogliticci, malinconici, spesso cinici eppure potentissimi.

 In poche pagine un Conrad ormai anziano rievoca i veri Natali da lupo di mare, quando, col vento in poppa e il rischio di scontrarsi con qualche altra imbarcazione, gli auguri e i dolci natalizi sembravano robetta da misero abitante della terraferma, esemplare umano spesso ipocrita e infelice senza saperlo.

 Come giustificare altrimenti la disperata speranza di felicità che una così larga fetta di umanità riversa nel giorno di Natale? 

 Doni che dovrebbero essere sorprese durante l'anno, scambiate con frenesia e dopo ansiolitiche code, in un giorno preciso a cui ci si aggrappa per dare un senso a tutto.

  Chi passa il Natale in mezzo al mare (e non su stupide navi passeggeri, ma su navi che per mesi non incrociano anima viva e sopravvivono tra mille intemperie) il senso della vita ce l'ha sempre ben presente, la vita non la insegue con affanno sperando di trovarla in mille stupidaggini, ma la vive.

 E sa anche riconoscere un vero Natale quando lo incrocia, anche se ha la forma di un barile pieno di vecchie riviste, lanciato in mezzo al mare verso una baleniera che batte bandiera americana.


VITA E AVVENTURE DI BABBO NATALE di L. Frank Baum ed. Mattioli 1885:

 Io ho sempre creduto alla Befana, mai a Babbo Natale che i miei genitori, come scrivo spesso, mi hanno sempre presentato come un'invenzione della Coca Cola e dell'America capitalista.

 Inoltre i pietosi film americani sempre più irriverenti sulla figura di questo pasciuto anziano in realtà quasi sempre impersonato da povera gente generalmente dedita all'alcol che guadagna quelle due lire almeno per capodanno (o da uomini sboccati che ovviamente a tutto credono tranne che al Natale) mi hanno ulteriormente maldisposto. 

 Per me Babbo Natale è tutto tranne che magia.

 Tuttavia penso che in questo mondo sempre meno magico e sempre più materiale e materialistico, reintrodurre un po' di sano stupore e di splendore leggendario, male non faccia.

 I bambini non hanno bisogno di bugie, ma di un certo magico mistero sì e penso seriamente non faccia male neanche agli adulti per distendere i nervi e godersi un momento dell'anno che oltre a svuotare il portafogli dovrebbe riempire l'animo.

 Proprio per questo straconsiglio il libro di L. Frank Baum, l'autore de "Il mago di Oz", "Vita e avventure di Babbo Natale" che racconta della ninfa dei boschi che adottò un bambino piccino e abbandonato nei boschi e lo rese il panciuto signore che rende felici i bambini,

  "Perché i bambini innocenti hanno diritto ad essere felici finché non saranno abbastanza cresciuti da sostenere le prove cui l'espone l'umana condizione".

  Un libro piccolo che potrebbe ricordare in un Natale in cui immagini di guerra rimbalzano sui nostri schermi, che tutti abbiamo dei doveri verso chi è più piccolo e indifeso e non riesce a sostenere ancora le forze immense della vita e della storia.


LO SCHIACCHIANOCI di E.T.A. Hoffmann e Alexandre Dumas:

 Dovete sapere che alle medie recitai la parte della perfida fata confetto dello Schiaccianoci nella recita scolastica.

 Con un orrendo fiocco azzurro tra i capelli, consegnavo un raro esemplare di ragazzino poco più basso di me che calzava i panni dello schiaccianoci, a un esercito di topi malvagi.

 Credevo fosse solo un balletto di Cajkovskij dal quale la mia professoressa di musica sembrava essere particolarmente ossessionata, scoprii solo dopo che era un racconto di E.T.A. Hoffmann, autore tedesco di racconti con una fissa particolare per i congegni meccanici che aveva titolo "Lo "Schiaccianoci e il re dei topi".

 Fu una fiaba così celebre che ispirò persino una sorta di remake da parte di Alexandre Dumas padre, "Lo schiaccianoci".

 La storia è quella della piccola Maria alla quale il padrino dona una serie di giocattoli meccanici tra cui uno schiaccianoci a forma di soldatino.
  La notte, Maria sogna di precipitare nel mondo del piccolo schiaccianoci dove lo aiuterà a sconfiggere un temibile topo a sette teste.

 Anni dopo un giovane particolarmente bravo a rompere noci con i denti la impalmerà.

 Esiste una bella edizione della Donzelli con entrambe le fiabe illustrate, altrimenti Interlinea ha pubblicato in un piccolo grazioso libro, la fiaba singola di Dumas.


FAVOLA DI NATALE di Giovannino Guareschi ed. Bur:

 Non è un libro è una fonte di lacrime assicurata, sia per la storia che per la sua genesi.

Giovannino Guareschi, infatti, durante la seconda guerra mondiale, venne richiamato al fronte come "punizione" per aver insultato a gran voce per le strade il duce e la sua guerra che avevano spedito il fratello dello scrittore in Russia dove si credeva disperso. 

 Durante l'armistizio, assieme ad altri militari italiani, Guareschi venne catturato dai tedeschi e spedito di campo di concentramento in campo di concentramento, in uno di questi, Sandbostel, scrisse una fiaba natalizia per allietare l'animo dei compagni di prigionia.

 La storia, che venne non solo letta, ma anche musicata da Arturo Coppola, racconta la storia di Albertino che vorrebbe rivedere il papà rinchiuso in un lager.

 Tenta di mandargli una poesia sotto forma di un uccellino, ma il volatile poetico non riesce a oltrepassare la frontiera.

 Il bambino però non si dà per vinto e parte per raggiungere il padre assieme al cane e alla nonna. 
 Un angelo, prima di essere abbattuto in volo, li porta fino al bosco in cui si congiungono i due paesi in cui è diviso il mondo: quello della guerra e quello della pace e sarà proprio lì che Albertino ritroverà suo padre, fuggito dal campo per raggiungerlo.

 Sarà la felicità di una sola notte con un panettone autarchico accanto al fuoco, ma quando l'oscurità avvolge tutto, anche una piccola e flebile luce può fare una luce immensa.

Vi è venuta voglia di Natale? O almeno di leggere cose natalizie? A me, mentre preparavo il post, molto (e ammetto, ho anche voglia di biscotti allo zenzero).


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